Mammillaria, Turbinicarpus, Stenocactus: in marzo fioriscono le cactacee più precoci

turbinicarpus

Escludendo le poche specie che fioriscono in pieno inverno, è da metà marzo in poi che si può dire che i cactus diano inizio alle danze. Nella seconda metà del mese le piante “sentono” la primavera e molte portano alla fioritura i bocci maturati dalla fine dell’inverno. Ecco, sulla base delle piante che coltivo, quali sono i generi più precoci, ossia quelli che dalla seconda metà di marzo vanno in piena fioritura.

Turbinicarpus vari
Turbinicarpus vari

Turbinicarpus e Mammillaria sono certamente tra i più veloci a fiorire, affiancati da Ancistrocactus (Glandulicactus), Stenocactus (Echinofossulocactus) e Strombocactus. Alcune specie sono molto rapide e producono i bocci in pochi giorni, per poi aprirli nelle ore in cui il sole è più caldo, vale a dire tra mezzogiorno e le tre. Altre lavorano lentamente sui boccioli, che possono restare in fase di preparazione per diverse settimane.

Tra le piante veloci, senz’altro i Turbinicarpus, in particolare le specie swobodae, schmiedickeanusysabelae e hoferi. Anche Turbinicarpus valdezianus è tra i primi a fiorire, ma i bocci cominciano a spuntare in febbraio, per restare in “lavorazione” fino a metà marzo. Stesso discorso per gli Stenocactus, che mostrano i primi bocci in pieno inverno, tra gennaio e febbraio, e schiudono i fiori dalla metà di marzo in poi.
Precoci sono anche gli Strombocactus, tra le cactacee più generose in quanto a fioritura poiché possono produrre fiori da marzo fino a novembre. Alla fine di febbraio lasciano intravedere i primi boccioli all’apice, mentre la fioritura vera e propria comincia dalla fine di marzo.

Tra le Mammillaria ce ne sono a fioritura estiva e a fioritura primaverile. Le più precoci sono la elegans, la dixanthocentron, la lasiacantha, la egregia, la bombycina, la magallanii, la viescensis, la perezdelarosae, la giselae, poi la senilis, la pectinifera e la spinosissima. Alcune impiegano un po’ per portare i bocci alla fioritura (ad esempio pectinifera), altre sono molto rapide e tra il boccio e il fiore fanno passare solo pochi giorni.

Infine gli Ancistrocactus (o Glandulicactus). Dalla fine di febbraio molte specie lasciano intravedere i bocci. Tra queste, uncinatus, mathssonii, scheeri, megarhizus. Il primo a fiorirmi, a fine febbraio, inizi di marzo, è sempre megarhizus, seguito dagli scheeri, che aprono i fiori a fine marzo. Sempre alla volta di fine marzo sbocciano i fiori di A. uncinatus, mentre i bocci di A. mathssonii sono ben formati e quasi pronti per l’apertura, che avviene in genere nella prima metà di aprile.

Qui trovate un articolo sulle differenze tra i fiori delle cactacee.

Tra i generi i cui esemplari producono bocci in abbondanza all’inizio della primavera vanno menzionati anche EscobariaEchinomastus e Pediocactus. Questi ultimi, in particolare, hanno una “gestazione” lunga e cominciano a lavorare al futuro fiore da febbraio. In questo periodo è opportuno bagnare i Pediocactus (che reggono benissimo le basse temperature) per far sì che i boccioli non secchino. Piuttosto lenti sono anche gli Echinomastus, che si prendono il loro tempo per portare a fioritura i bocci, che cominciano a spuntare dai primi di marzo, in particolare sulle specie mariposensis e durangensis. Tra le Escobaria, la sola aguirreana (classificata anche come Acharagma aguirreana) fiorisce in marzo. Le altre specie richiedono più tempo e regalano i loro fiori dalla fine di aprile in poi.

Del genere Gymnocalycium la specie più precoce in assoluto è la bruchii: i bocci spuntano da metà marzo e la fioritura coincide in genere con la prima metà di aprile.

Qui di seguito una carrellata delle mie prime fioriture in foto scattate dalla metà di marzo di quest’anno.

Turbinicarpus schmiedickeanus
Turbinicarpus schmiedickeanus
Turbinicarpus valdezianus x ysabelae
Turbinicarpus valdezianus x ysabelae
Turbinicarpus swobodae
Turbinicarpus swobodae
Turbinicarpus valdezianus
Turbinicarpus valdezianus
Turbinicarpus ysabelae
Turbinicarpus ysabelae
Turbinicarpus valdezianus v. albiflorus
Turbinicarpus valdezianus v. albiflorus
Turbinicarpus hoferi
Turbinicarpus hoferi
Mammillaria magallanii
Mammillaria magallanii
Mammillaria spinosissima
Mammillaria spinosissima
Mammillaria viescensis
Mammillaria viescensis
Mammillaria lasiacantha
Mammillaria lasiacantha
Mammillaria dixanthocentron
Mammillaria dixanthocentron
Mammillaria pectinifera
Mammillaria pectinifera
Mammillaria perezadelarosae
Mammillaria perezadelarosae
Mammillaria egregia
Mammillaria egregia
Mammillaria giselae
Mammillaria giselae
Mammillaria elegans
Mammillaria elegans
Stenocactus erectocentrus
Stenocactus erectocentrus
Stenocactus multicostatus
Stenocactus multicostatus
Strombocactus disciformis
Strombocactus disciformis
Ancistrocactus scheeri
Ancistrocactus scheeri
Ancistrocactus megarhizus
Ancistrocactus megarhizus
Escobaria (Acharagma) aguirreana
Escobaria (Acharagma) aguirreana

Come ottenere foto artistiche di cactus con pochi accorgimenti? Qui trovate qualche suggerimento.

2 pensieri riguardo “Mammillaria, Turbinicarpus, Stenocactus: in marzo fioriscono le cactacee più precoci”

  1. Letto l’articolo a S. albatus L 1180 e S. crispatus SB 437, che scioperano da due anni… per ora solo microscopici boccioli di volenterose umili Rebutia!

  2. ma che belle fioriture!!!!
    Da me assolutamente per ora niente.
    Forse c’è la mammillaria elongata che sembra stia incominciando ma è ancora molto indiero.
    C’è l’echeveria pulvinata di fuori che mi sembra fiorita,ma è ancora fasciata con il tnt!!!!
    Staremo a vedere ad aprile cosa succede!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *