Due tecniche per aiutare i semi a germinare: la scarificazione e la stratificazione

Fiore di Echinocactus horizonthalonius

Non tutti i semi di cactus germinano facilmente dopo essere stati interrati. Quelli di alcune specie hanno bisogno di un aiuto esterno per far sì che il tegumento, ossia lo strato superficiale del seme, una volta messo nella terra si apra lasciando che vi penetri l’umidità e che l’embrione in esso contenuto possa svilupparsi dando vita alla nuova pianta.

Si tratta, in questi casi, di semi dotati di un tegumento particolarmente duro, coriaceo, che rischia di inibire la germinazione e rendere vana la semina. Tra le specie e i generi i cui semi rientrano in questa categoria vanno ricordate Echinocactus horizonthalonius, Echinomastus, alcuni Pediocactus, poi Sclerocactus e Toumeya.

La scarificazione
Semi di echinocactus horizonthalonius
Semi di echinocactus horizonthalonius

In questi casi è possibile ricorrere alla scarificazione per avere più chances con questi semi. La scarificazione può essere realizzata attraverso procedure meccaniche o con l’aiuto di acidi. Nel primo caso si praticano piccole incisioni nel tegumento, nella parte più lontana dall’ilo del seme, fino a raggiungere l’embrione (senza danneggiarlo), oppure si lima con della carta vetrata il tegumento stesso. In questo modo si fa sì che l’acqua riesca a penetrare all’interno del seme favorendo la germinazione.

La procedura con l’utilizzo di acidi consiste invece nell’immersione dei semi in acido per un preciso numero di minuti (è necessario informarsi sulle esigenze di ogni singola specie: in rete si trovano file o commenti di altri coltivatori con le loro esperienze): in questo modo si indebolisce tutto il tegumento, così che questo possa rompersi più facilmente una volta effettuata la semina.

Un esempio concreto

Di recente ho seminato alcuni semi di E. horizonthalonius che ho trovato su una mia pianta: un regalo inaspettato di un esemplare il cui fiore, evidentemente, è stato impollinato dagli insetti tramite i fiori di altri horizonthalonius che si trovano accanto. Per facilitare la germinazione ho scelto la scarificazione tramite acido.

Attenzione: quella che descriverò in questo articolo è una procedura che non va affatto presa alla leggera e che può rivelarsi molto pericolosa per via dell’acido da utilizzare. I danni causati dall’acido solforico possono essere molto seri.

Secondo alcuni coltivatori si può usare l’acido muriatico, mentre altri raccomandano acido solforico alla massima concentrazione possibile. In commercio è possibile reperire quest’ultimo presso rivenditori di prodotti per la casa. Prodotti a base di acido solforico (almeno al 96/98%) si usano infatti per sgorgare le tubature e spesso sono in forma semiliquida, gelatinosa, per evitare che l’acido, mentre viene versato nelle tubature o nello scarico del water, possa produrre pericolosi schizzi. A maggior ragione, è bene ripeterlo: questi prodotti vanno maneggiati con estrema prudenza e con alcune accortezze.

L’occorrente

Per scarificare i semi è necessario procurarsi acido solforico, guanti, mascherina, occhiali, un paio di barattoli di vetro puliti e lavati, una bacinella riempita di acqua e un colino a maglie strette, di quelli che si usano con il tè in foglie, a molla e in grado di chiudersi completamente attorno al contenuto. E’ anche importante che il colino sia di metallo, altrimenti si rischia di vederselo corrodere dall’acido. Altro strumento utile per questa procedura è un cronometro (o un semplice telefono cellulare con contaminuti).

L'occorrente per la scarificazione
L’occorrente per la scarificazione
Come procedere

Si inseriscono i semi nel colino e lo si richiude (molto utili sono i colini con il manico a molla). Sul pavimento, possibilmente all’aperto o in un garage, si posizionano i due barattoli di vetro e, a un metro di distanza, la bacinella con l’acqua. A questo punto si indossano guanti, mascherina e occhiali, si apre con cautela il contenitore dello sgorgante a base di acido e si versa il suo contenuto nel primo barattolo di vetro, all’incirca fino a metà. Si cala quindi il colino con dentro i semi nel barattolo con l’acido e si fa partire il cronometro. Nel caso degli horizonthalonius il tempo di immersione è di 8 minuti.

L'acido solforico mentre viene versato nel contenitore
L’acido solforico mentre viene versato nel contenitore
Immersione dei semi in acido solforico
Immersione dei semi in acido solforico

Trascorso il tempo necessario (e sempre con guanti, mascherina e occhiali) si toglie il colino dall’acido e lo si lascia sgocciolare nel secondo barattolo di vetro, per poi sciacquare bene i semi nella bacinella e, successivamente, sotto l’acqua corrente. Importante: non fate che acido e acqua si incontrino, la reazione può essere violentaUna volta sciacquati, i semi possono essere messi su un foglio di carta assorbente ad asciugare, per poi essere seminati con la consueta procedura.

Sgocciolatura dei semi
Sgocciolatura dei semi
Risciacquo dei semi
Risciacquo dei semi

Qui un tutorial sulla semina con foto di ogni passaggio.

Per lo smaltimento dell’acido usato per la scarificazione, leggete bene le indicazioni sulla confezione: si può versare nel water, a patto che si sia fatto preventivamente svuotare dall’acqua, o in un lavandino il più possibile asciutto. Anche qui va raccomandata massima cautela.

La stratificazione

Questa seconda procedura può andare bene per tutti i semi che non necessitano di scarificazione. E’ utile insomma a qualsiasi seme per “invogliarlo” a germinare. Con la stratificazione si sottopongono i semi a violenti sbalzi di temperatura oppure, nel senso più stretto, ad un inverno artificiale. Nel primo caso, per almeno un mese prima della semina, si chiuderanno i semi in un sacchetto e li si metteranno in frigorifero durante la notte per estrarli la mattina e lasciarli in un luogo caldo durante tutto il giorno.
Nel secondo caso si posizionano i semi in frigorifero a temperature tra 1 e 4 gradi (meglio ancora se prima li si inumidisce leggermente) per almeno due mesi, per poi seminare. Alcuni coltivatori suggeriscono di usare il freezer, in particolare per le specie più resistenti al gelo, come Opuntia, Pediocactus, Sclerocactus.

A questo link trovate tutti gli articoli sulla semina.

2 pensieri riguardo “Due tecniche per aiutare i semi a germinare: la scarificazione e la stratificazione”

    1. Sì, ma serve solo per alcune specie. La maggior parte dei semi di cactacee germina senza bisogno di questi interventi 🙂

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