Fioriture abbondanti e crescita equilibrata: l’importanza della concimazione delle succulente

Echinopsis vari in fiore

La concimazione (o fertilizzazione o anche nutrizione) è necessaria per qualsiasi pianta coltivata in vaso, dal momento che il quantitativo di terreno a disposizione è limitato e, prima o dopo, gli elementi nutritivi cominceranno a scarseggiare. Attraverso la fertilizzazione si nutre quindi la pianta, arricchendo il terreno di quegli elementi che con il tempo vengono assorbiti dalla pianta o dilavati dall’acqua delle annaffiature.

Premesse generali
Mammillaria theresae
Mammillaria theresae in piena fioritura

Le piante succulente vanno concimate regolarmente per far sì che nella stagione di crescita abbiano sempre a disposizione i giusti quantitativi dei vari nutrienti. Per cactus e piante grasse, tuttavia, non è opportuno usare fertilizzanti generici. In altre parole, per un cactus non va assolutamente bene un fertilizzante di norma utilizzato per piante ornamentali, a foglia o da frutto. E’ necessario ricorrere a concimi specifici, appositamente bilanciati per le succulente.

La prima, grande differenza è data dal quantitativo di Azoto contenuto nel fertilizzante. I concimi bilanciati ne contengono alti dosaggi, almeno pari a quelli degli altri due elementi primari, che sono Fosforo e Potassio. Il punto di partenza è sempre l’habitat. In natura cactus e succulente vivono in zone subdesertiche, dove la vegetazione è scarsa. Le foglie che cadono a terra per poi decomporsi e arricchire di azoto il terreno sono dunque poche. Inoltre cadono nella stagione secca e sono poco attaccate da batteri: questo fa sì che si formi poco humus e che i terreni in cui vivono le succulente risultino poco umiferi, poveri e pochissimo azotati. Fosforo e Potassio, invece non mancano. Di qui la necessità di somministrare a queste piante concimi con un basso tenore di Azoto e alti tenori di Fosforo e Potassio.

Annaffiatoio
L’annaffiatoio per fertilizzare le semine

La conseguenza di una concimazione altamente azotata su cactus e succulente è quanto di più lontano dalla natura vi possa essere. Le piante cresceranno rapidamente, saranno gonfie, “pompate”, di un verde brillante. Saranno inoltre più deboli e facilmente soggette a soffrire in caso di attacchi da parte di parassiti o batteri. Le spine, sempre per via della crescita troppo rapida e “spinta”, saranno più corte e sottili e contribuiranno a conferire alle piante un aspetto del tutto innaturale, molto lontano da quello che i cactus hanno in habitat.

Anche con il giusto fertilizzante, tuttavia, è bene non eccedere con le concimazioni se si vuole che le piante crescano con i giusti ritmi, assumendo un aspetto naturale. Prima di vedere quale fertilizzante usare, quanto fertilizzare e ogni quanto farlo, vediamo in dettaglio i principali elementi presenti nei terreni e nei fertilizzanti.

I vari elementi
Mammillaria longimamma (dolichothele)
Mammillaria longimamma (dolichothele)

Gli elementi nutritivi utili alla vita delle piante sono moltissimi. Quelli davvero necessari sono sostanzialmente tredici e si suddividono in “macroelementi”, “mesoelementi” e “microelementi”. E’ in assenza di uno di questi tredici elementi che si può avere un decadimento della salute della pianta. Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) sono i cosiddetti macroelementi. Calcio, Magnesio e Zolfo sono detti mesoelementi, mentre Manganese, Boro, Rame, Zinco, Cobalto, Ferro e Molibdeno sono i microelmenti. Di seguito, una breve descrizione dei tre macroelementi, dei tre mesoelementi e del principale tra i microelementi, ossia il ferro.

 Azoto (N)  – E’ l’elemento principale per la crescita delle piante ed è una componente di base nella fotosintesi clorofilliana. Per le piante succulente, tuttavia, l’apporto di azoto deve essere molto ridotto rispetto ad altre piante. Questo perché l’azoto è scarsamente presente nei terreni in cui crescono cactus e piante grasse in generale. In natura, in particolare nelle zone subdesertiche dove prosperano i cactus, la vegetazione può essere molto rada, per questa ragione il terreno è povero di foglie che, decomponendosi, conferiscono humus al substrato. Se per piante fa fiore o piante a foglia in generale l’apporto di una buona quantità di azoto è fondamentale per stimolare la produzione di fiori e foglie e per rendere queste ultime più verdi, con i cactus un quantitativo eccessivo di azoto porterà ad una crescita troppo veloce e ad un rigonfiamento innaturale del fusto. Con concimazioni troppo azotate i fusti dei cactus e le foglie delle succulente assumeranno un colore acceso, verde brillante. Le piante saranno “pompate” e cresceranno rapidamente, ma al tempo stesso perderanno la forma naturale e saranno più deboli e dunque meno in grado di affrontare e superare attacchi di parassiti o batteri. Non solo: nei cactus la crescita più rapida del dovuto influirà negativamente sulla produzione di spine, che saranno più sottili e deboli. E anche questo, ovviamente, influenzerà l’aspetto generale della pianta, che risulterà stravolto rispetto a quello degli esemplari in natura.

 Fosforo (P)  – E’ uno degli elementi più importanti per la produzione dei fiori, ma anche per lo sviluppo dell’apparato radicale della pianta. Il fosforo contribuisce infatti alla formazione di nuove cellule, essenziali per la crescita di radici, fittoni, rami, fiori e semi. Questo elemento può essere reso indisponibile alla pianta da un’acqua di irrigazione troppo dura (con pH troppo alcalino). In caso di carenza di fosforo, cactus e succulente non saranno in grado di sviluppare un adeguato apparato radicale, con il risultato che la crescita della pianta rallenterà notevolmente o si bloccherà del tutto. Al tempo stesso le fioriture saranno scarse o del tutto assenti.

 Potassio (K)  – Per le succulente il potassio è fondamentale perché favorisce il processo di apertura degli stomi, che a sua volta regola la traspirazione della pianta. Questo processo ha come risultato una crescita bilanciata. Non solo: il potassio regola anche lo scorrimento della linfa nei condotti linfatici della pianta ed evita che quest’ultima si congeli quando le temperature si abbassano sensibilmente. Il potassio aumenta anche la resistenza delle piante alle avversità, alle malattie e alla carenza idrica. E’ chiaro che, soprattutto per le succulente, quest’ultimo elemento assume un’importanza decisiva.

 Calcio (Ca)  – Questo elemento fa da regolatore nel trasporto dell’acqua e ne rallenta l’assorbimento. Salvo per i cactus epifiti (che vogliono terreni poveri di calcio), è fondamentale per le cactacee in generale. Il calcio irrobustisce le cellule, dunque nei cactus aiuta l’epidermide a svilupparsi con maggiore consistenza e le spine a crescere più forti. I terricci per cactus non dovranno tuttavia essere ricchi di calcio. Sarà sufficiente aggiungerlo alla composta (se troppo acida) in forma di cornunghia (elemento di origine animale, dalle corna e dalle unghie, appunto) o di polvere di marmo. Di norma, la terra di campo contiene già quantità di calcio sufficiente per la maggior parte delle succulente.

 Magnesio (Mg)  – Sebbene sia un mesoelemento, il magnesio è importante tanto quanto i macroelementi. Solitamente è poco disponibile nei terreni acidi (ad esempio molto torbosi) ed è presente in rocce effusive come pomice e lapillo. E’ un elemento di grande importanza perché è alla base delle funzioni del processo clorofilliano (è il nucleo centrale della molecola della clorofilla). Se carente, porta ad un ingiallimento dei tessuti, che nei cactus interessa in genere gli apici vegetativi, e ad una debole colorazione dei fiori.

 Zolfo (S)  – Pomice e lapillo sono ricchi di questo elemento: forse è anche per questo che questi materiali si utilizzano largamente nelle composte per cactus e succulente in generale. Lo zolfo è utile perché favorisce l’assorbimento dei macroelementi da parte della pianta. Ha funzione anticrittogamica, per questa ragione piante coltivate in terreni ricchi di zolfo sono meno preda di attacchi fungini. Non a caso questo elemento, in combinazione con l’ossicloruro di rame, è utilizzato nei principali fungicidi rameici per contatto (quelli, per intenderci, di colore azzurro).

 Ferro (Fe)  – Questo elemento è presente nei terreni non eccessivamente ricchi di calce, che ne blocca l’assorbimento da parte delle piante. Si trova in buone quantità nelle rocce effusive come pomice, lapillo e tufo ed è molto importante per qualsiasi pianta. Una carenza di ferro porta alla crescita stentata e all’ingiallimento delle foglie o del fusto nel caso delle succulente. La carenza di questo elemento, in particolare, dà origine alla clorosi ferrica, che porta al deperimento del soggetto con una palese decolorazione dei tessuti. Non a caso il ferro entra nel processo della clorofilla, facendo sì che le piante mantengano la corretta colorazione verde. Tra i sintomi della carenza di ferro c’è anche il blocco della crescita. In questi casi è opportuno intervenire con integratori a base di questo elemento.

Quale fertilizzante usare
Rebutia a fiore rosso
Rebutia in piena fioritura

Per cactus e succulente occorre un fertilizzante ternario, vale a dire formato dai tre macroelementi, Azoto, Fosforo e Potassio. In commercio si trovano facilmente concimi specifici (sia liquidi che in polvere) con aggiunta dei mesoelementi e dei microelementi, tutti essenziali alla corretta crescita delle piante grasse. Non tutti i fertilizzanti per succulente presenti in commercio, però, sono uguali. Per individuare quello giusto per questo tipo di piante è importante considerare il rapporto in cui compaiono i tre macroelementi. Il tenore di azoto dovrà essere nettamente contenuto rispetto a quelli di Fosforo e Potassio.

Fertilizzante in polvere
Fertilizzante in polvere specifico per cactus

Indicativamente si può dire che un buon fertilizzante per cactus dovrà avere una parte di Azoto, 2 o 3 parti di Fosforo e 4 o 6 parti di Potassio. I dosaggi indicati dai vari produttori non sono sempre gli stessi, ma sarà sufficiente tenere in considerazione queste proporzioni per scegliere il fertilizzante giusto. In base alle formulazioni più usate, potremo quindi avere un rapporto di 6-18-36, oppure 5-15-30, dove 5 sta per la percentuale di dosaggio dell’Azoto, 15 per quella di Fosforo e 30 per quella di Potassio.
In sintesi, il tenore di Azoto dovrà essere di almeno un terzo rispetto a quello del Fosforo e di un sesto rispetto a quello del Potassio.
Assolutamente sconsigliati, per cactus e succulente, i concimi ternari bilanciati, vale a dire con dosaggi equivalenti dei tre macroelementi (ad esempio 10-10-10).

Quando e quanto fertilizzare
Stapelia hirsuta
Stapelia hirsuta

Qui si entra in un campo complesso, dove ogni coltivatore può avere un suo orientamento. C’è infatti chi fertilizza spesso e chi lo fa pochissime volte l’anno. Cominciamo col dire che, ovviamente, le piante grasse vanno fertilizzate solo nella stagione di crescita, poiché la maggior parte delle succulente in autunno/inverno va in stasi. In questo periodo le piante fermano la crescita e il loro apparato radicale non assorbe acqua.

Qui un articolo specifico su quanto, come e quando annaffiare.

Si potrà cominciare ad aggiungere un basso quantitativo di fertilizzante (solitamente si raccomanda di dimezzare il dosaggio indicato dai produttori sulle confezioni) dalla prima metà di aprile, per stimolare la crescita delle piante. Io solitamente comincio ad annaffiare a metà o fine marzo, a seconda del tempo. Le prime due annaffiature le do senza fertilizzante, così che le radici comincino a “svegliarsi” e i capillari a riformarsi gradualmente. Quando la pianta sarà attiva e l’apparato radicale sarà “ripartito” dopo l’asciutta invernale, la pianta sarà in grado di assorbire correttamente gli elementi nutritivi aggiunti all’acqua. Diciamo che le prime fertilizzazioni, nel mio caso, cominciano da metà/fine aprile. Non sono così convinto che a un’abbondante fertilizzazione corrisponda un’immediata e abbondante fioritura. Sono più propenso a pensare che le piante producano fiori come risposta alla crescita e alle fertilizzazioni dell’anno prima e in conseguenza del riposo osservato nei mesi che precedono la ripartenza.

Gymnocalycium quehlianum
Gymnocalycium quehlianum

L’ultima concimazione, sempre per quanto mi riguarda, coincide con l’inizio di settembre, quando le piante riprendono a vegetare dopo il rallentamento nei mesi caldi, in particolare a seguito dell’estivazione nel mese di agosto.

Anche sul numero e sulla frequenza delle concimazioni ogni coltivatore potrà dire la sua. Non esiste un regime ideale: c’è chi fertilizza spesso e chi lo fa di rado. Personalmente sono per concimazioni distanziate, diciamo una ogni tre annaffiature con sola acqua, per un massimo di tre fertilizzazioni l’anno (da aprile a settembre). Questo vale per la fertilizzazione tradizionale, ossia aggiungendo la giusta dose di concime all’acqua (metà di quella indicata dal produttore, per la mia esperienza). Oltre alla fertilizzazione tradizionale esiste infatti anche la “fertirrigazione”, ossia la fertilizzazione in basso dosaggio fornita con ogni annaffiatura. Francamente, non ho mai sperimentato questa tecnica perché ho visto che con il regime di bassa concimazione da me adottato fino ad ora le piante crescono naturali, fioriscono in abbondanza e non manifestano carenze di alcun tipo.

Neoporteria chilensis
Neoporteria chilensis

Credo dipenda anche dal fatto che cerco di rinvasare non troppo di rado, lasciando ogni pianta nello stesso terriccio non più di quattro anni. Il terriccio stesso è il primo fertilizzante per le piante: quando è ben bilanciato e fresco, cioè non dilavato dalle annaffiature e impoverito dallo sfruttamento che ne fa la pianta, contiene già gli elementi nutritivi sufficienti alla crescita almeno per un paio di anni. Per quasi tutti i generi che coltivo aggiungo ai miei substrati un 10% di torba setacciata fine o di humus di lombrico (a questo link trovate gli articoli sui substrati e sugli elementi con cui realizzarli): sono soprattutto questi elementi a fornire il nutrimento di base alla composta. La concimazione serve quindi per integrare il terriccio mano a mano che quest’ultimo si impoverisce con il tempo, il dilavamento e l’assorbimento dei nutrienti da parte della pianta.
A questo proposito, esiste anche il concime in granuli a lenta cessione da aggiungere al substrato, ma non l’ho mai utilizzato perché solitamente è molto azotato.

La concimazione può essere effettuata dall’alto, ossia annaffiando a pioggia, o dal basso, cioè versando l’acqua in un contenitore e mettendo a bagno i vasi. Ovviamente questa seconda procedura è impossibile da rispettare se si ha un gran numero di piante.

Concimare le semine
Notocactus uebelmannianus
Notocactus uebelmannianus

Adotto un regime di fertilizzazione leggermente più “spinto” per le semine e per i semenzali di un anno. In questi casi fertilizzo più spesso, diciamo una volta sì e una no, per aiutare le giovani piante a crescere. Ho visto che per le semine la fertilizzazione è necessaria: aiuta le plantule nate da pochi mesi a svilupparsi adeguatamente in tempo per il loro primo inverno. Al tempo stesso la concimazione spinge leggermente la crescita dei semenzali, che spesso si trovano ancora nel terriccio prevalentemente minerale della semina, dunque troppo povero per fornire nutrienti alle giovani piante, che hanno ritmi di crescita maggiori rispetto alle piante adulte.

A questo link trovate gli articoli dedicati alla semina.

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10 pensieri riguardo “Fioriture abbondanti e crescita equilibrata: l’importanza della concimazione delle succulente”

  1. Che fiori meravigliosi e che colori!!!!!
    Ma anche le piccole piante nel seminario vanno concimate???
    Anche quando si piantano i semi bisogna concimare???
    Qualcuno dice che bisogna aggiungere un fungicida sistemico all’acqua.
    Domanda:”non si puo’spruzzare le piccole piante con il verde rame anziche’
    con un prodotto chimico???

    1. Salve, i semenzali vanno fertilizzati (in basse dosi) dopo i primi mesi, quando hanno messo le spine, mentre quando si semina va usato solo un fungicida sistemico contro i marciumi dei semenzali. Basta immergere i vasetti in acqua e fungicida e lasciare che il terriccio si impregni. Il verderame si può utilizzare attraverso nebulizzazioni, ma ha una funzione diversa rispetto ai fungicidi sistemici contro il marciume delle radici e del colletto. Il verderame è comunque utile in via preventiva contro altri tipi di patogeni.

  2. Ciao, io prima di leggere il tuo articolo sulla concimazione avevo comprato il concime per cactacee COMPO (NPK 5-5-7 con B, Cu, Fe, Mn, Mo e Zn), può andare bene secondo te? Nelle dosi ho notato che viene diluito molto di più rispetto agli altri concimi della stessa marca.

    1. Ciao, ha un rapporto non ottimale per quel che riguarda i tre elementi principali. Usane dosi molto basse, almeno la metà di quello che viene indicato dal produttore…

      1. Grazie, comunque credo che a questo punto lo utilizzerò per altre piante e ne cercherò uno con un rapporto circa NPK 1-2-4, grazie ancora!

  3. ho comprato in una fiera per fiori del concime per piante grasse in polvere e mi hanno detto a voce il dosaggio da usare ma poi io non ho scritto niente e mi sono dimenticata . E’ un concime in polvere preparato dal vivaista e sul tappo è indicato NPK+MG0 – D – 12 – 38 – 2 MG0 – spero tu riesca a darmi un chiarimento grazie

    1. Ciao, da quello che riporti mi sembra un fertilizzante con troppo azoto e poco potassio. Sarebbe meglio un basso tenore di azoto per le piante grasse… In ogni caso, se vuoi usarlo, prova a vedere sulla confezione il quantitativo consigliato per ogni litro d’acqua (non posso saperlo perché ogni formulazione ha il suo) e usane la metà di quanto indicato.

  4. Salve Federico, nella tua interessantissima pagina indichi come ottimale la composizione NPK 5-15-30 o 6-16-36, se nonché non riesco a trovarla né nei negozi specializzati né in rete. Se non è inopportuno per i criteri di conduzione del sito, potresti indicarmi qualche marca che lo produce e magari anche un venditore? Grazie.

    1. Ciao, puoi provare a cercare altre formulazioni, purché il rapporto sia simile a quello che ho indicato. Un concime spesso usato per i cactus è il Flory 4… Ma anche quelli della Cifo spesso hanno formulazioni buone.

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