Malattie e parassiti delle succulente, come riconoscerli e come prevenirne gli attacchi

Prodotti contro parassiti e malattie

Per quante cure possiamo dare ai nostri cactus e alle nostre succulente, qualche inconveniente con parassiti, infezioni e funghi può sempre capitare. Va messo nel conto, purtroppo, specie se si possiedono molte piante. Con una coltivazione corretta, tuttavia, si può contenere significativamente il problema e ridurre notevolmente il numero di perdite causate da parassiti animali e batteri.

La prevenzione
Rebutia in fiore
Piante sane e in piena fioritura: esemplari robusti sono meno soggetti alle avversità

Può sembrare scontato, ma in assoluto il primo e il più efficace strumento per la lotta contro patogeni e insetti nocivi è la prevenzione.

La prevenzione si fa attraverso un regime di coltivazione il più possibile naturale, che rispetti i cicli e i tempi delle nostre piante senza forzarne la crescita, così da far sì che le piante grasse crescano sane e robuste al punto da riuscire autonomamente a far fronte alle avversità.

Negli ultimi anni, grazie ad una coltivazione il più possibile naturale e con trattamenti a base di fitofarmaci ridotti al minimo, non ho più riscontrato alcun attacco sulle mie piante da parte di parassiti animali. Di tanto in tanto mi può capitare qualche perdita a causa di Fusarium, ma si tratta di esemplari singoli, mai di infestazioni su ampia scala.

La parola chiave, ai fini della prevenzione, è “aria”. Aria, aria e ancora aria. Dunque, areazione degli ambienti in cui teniamo le nostre piante e, di conseguenza, bassi tassi di umidità. Serre aperte il più possibile per tutto il periodo che va dalla primavera all’autunno, ventole per il ricircolo di aria, coltivazione all’aperto, sono tutti fattori importanti per dare alle nostre piante la giusta quantità di aria. Oltre, naturalmente, all’utilizzo di corretti substrati, drenanti e poco umiferi, luce in abbondanza e i giusti regimi di fertilizzazione (un eccesso di azoto ad esempio forza eccessivamente la crescita delle succulente e le rende più deboli a fronte delle avversità), corretta irrigazione e, più in generale, pulizia (di terriccio, vasi, attrezzi e strumenti, ecc.).

Controllare le piante
Vasetti e attrezzi per rinvasi
Attrezzi e vasi: anche la pulizia è fondamentale ai fini della prevenzione

Una buona pratica consiste anzitutto nell’osservare attentamente le piante prima del loro acquisto, scartando quelle sofferenti, palesemente attaccate da parassiti (come la cocciniglia, facilmente riconoscibile a occhio nudo) o deformate all’apice a causa dell’attacco di qualche afide. Una volta acquistata la pianta, è bene svasarla e pulire a fondo le radici (specie se la pianta è in torba), controllarne lo stato con attenzione e rinvasare in terriccio idoneo.

Qui un articolo sul rinvaso delle succulente.

Un altro accorgimento importante è quello di isolare immediatamente la pianta o le piante che vediamo in sofferenza o sulle quali riscontriamo la presenza di acari (ad esempio il ragnetto rosso, vedi sotto) o parassiti come la cocciniglia. Ancor più importante è isolare dalle altre piante quelle soggette ad attacchi fungini: le spore possono passare rapidamente da un esemplare all’altro e causare veri e propri disastri.
Tutte le piante, poi, vanno periodicamente controllate con attenzione per individuare tempestivamente eventuali problemi e isolare gli esemplari colpiti così da trattarli con prodotti specifici ed evitare che funghi e parassiti possano colpire altre piante.

Trattamenti preventivi
Prodotti vari
Lumachicida e poltiglia bordolese

Contro funghi e parassiti possono essere utili i trattamenti preventivi, in particolare in due precisi momenti: la fine dell’estate e l’inizio della primavera. E’ in questi periodi dell’anno, infatti, che la combinazione tra temperature e umidità ambientale, oltre alla bassa attività delle piante, possono favorire le condizioni adatte alla proliferazione di acari e batteri. Prima che le piante vadano in stasi, alla fine dell’estate/inizi dell’autunno, due nebulizzazioni a distanza di 15 giorni l’una dall’altra con acqua e ossicloruro di rame (ad esempio Pasta Caffaro, che è disponibile anche nella formula non colorata, ossia non azzurra), magari combinato con zolfo, proteggeranno le piante da alcune tipologie di funghi e batteri durante l’inverno. Allo stesso modo, un paio di nebulizzazioni all’inizio della primavera, prima delle annaffiature, contribuiranno alla prevenzione in un momento in cui le temperature tendono ad alzarsi e, con esse, il tasso di umidità a causa delle piogge di marzo/aprile.

Contro batteri nel terreno e parassiti delle radici è possibile effettuare trattamenti sistemici, ossia con prodotti appositi miscelati all’acqua delle annaffiature. Anche in questi casi un trattamento alla fine dell’estate e uno in primavera, con le prime annaffiature, possono rivelarsi utili a fini preventivi. In questi casi è possibile usare fungicidi sistemici contro il marciume radicale (contro il marciume del colletto si può usare il Previcur, mentre contro il fusarium si può ricorrere al tebuconazolo e per una difesa a più ampio spettro si può utilizzare il Propamocarb).

Un’ottima scelta, rispettosa dell’ambiente e della nostra salute, è quella di puntare su prodotti a basso impatto ambientale, come l’olio di Neem, utile contro infestazioni da acari e parassiti. Ricordiamoci sempre che i prodotti chimici, siano essi antiparassitari o fungicidi, vanno trattati con grande cautela, munendosi di guanti e mascherina, poiché possono risultare deleteri per la salute in caso di inalazione o di contatto sulla pelle (non a caso l’utilizzo di molti prodotti è regolamentato dalla legge e per l’acquisto e l’uso di alcuni di essi sono necessari specifici “patentini”).

Una interessante alternativa ai prodotti chimici contro insetti e parassiti può essere quella di utilizzare rimedi naturali a base di aglio e tabacco. Qui trovate qualche utile consiglio su come prepararli.

Qualche trattamento, sempre a scopo preventivo, può essere effettuato per nebulizzazione o per via sistemica (ossia attraverso annaffiatura, così che la pianta assorba il prodotto, che andrà dalle radici al fusto) anche durante la stagione di crescita. Tuttavia, se le piante sono sane e robuste, i trattamenti a fine estate e fine inverno saranno più che sufficienti e le piante stesse si fortificheranno ulteriormente arrivando ad essere in grado di fronteggiare e risolvere eventuali problemi.

Parassiti vegetali
Mammillaria colpita da fusarium
Mammillaria colpita da fusarium

Le piante possono essere attaccate da parassiti vegetali o da animali nocivi. Nel primo gruppo rientrano funghi, batteri, virus e microplasmi. Funghi e batteri, in particolare, proliferano nel terreno in condizioni di caldo e umidità prolungata. Si tratta, con buone probabilità, delle avversità più insidiose e difficili da fronteggiare. Questo soprattutto perché la presenza dei parassiti vegetali si manifesta solo attraverso i sintomi della malattia che questi causano alla pianta. In altre parole, funghi, virus e batteri non possono essere visti a occhio nudo, ma i risultati del loro operato sì. E purtroppo, quando ce ne accorgiamo, è quasi sempre tardi per salvare la pianta.

 Fusarium  – E’ il caso, ad esempio, della Fusariosi, causata da Fusarium oxysporum, un fungo presente nel terreno che causa l’avvizzimento, il marciume secco e il rapido deperimento della pianta, che dapprima rallenta la vegetazione e in seguito si macchia per poi letteralmente seccare e morire. Nella forma acuta il Fusarium causa il marciume basale del soggetto colpito, mentre nella forma “lenta” causa un’infezione cronica che causa seccume e suberificazione della pianta, che lentamente va a morire. Contro questa patologia in genere c’è poco o niente da fare, se non provare a trattare con fungicidi sistemici specifici (a base del citato tebuconazolo, ad esempio). Di fondamentale importanza è allontanare la pianta colpita dalle altre e, nel caso sia troppo tardi per salvarla, gettare pianta, terriccio e vaso (a meno che non si voglia disinfettare alla perfezione quest’ultimo con candeggina).

 Marciumi radicali e del colletto  – Sono causati da funghi in condizioni di caldo/umido persistente e da ristagni di acqua nel terriccio. Colpiscono le radici delle piante e si estendono al colletto provocandone il marciume e, di conseguenza, la morte della pianta. Se presi per tempo, ad esempio dopo aver notato un rallentamento nella crescita della pianta e un suo deperimento, è possibile intervenire svasando l’esemplare, eliminando tutto il vecchio terriccio e tagliando tutte le radici marce per poi lasciare asciugare la pianta per almeno un paio di settimane all’aria ma non al sole. Se il marciume ha colpito il colletto si può tentare un salvataggio tagliando la pianta fino alla parte sana (ossia fino a dove la polpa è bianca e non presenta puntini o aree di colore marrone). E’ fondamentale usare un cutter affilato disinfettando la lama con alcol prima di ogni taglio, per evitare di infettare la parte sana. Anche in questo caso, dopo questa operazione, si dovrà lasciare la pianta in un luogo ombreggiato ma molto ventilato per alcune settimane, fino a quando la parte tagliata non sarà del tutto asciutta e cicatrizzata. A quel punto si potrà appoggiare la pianta su pomice per cercare di favorire la radicazione della talea.

 Pythium  – E’ un fungo che attacca i semenzali portando al marciume le radici e il colletto. Se non è troppo tardi per intervenire, è opportuno svasare le piante, eliminare il vecchio terriccio e lasciare asciugare le plantule. In seguito è possibile utilizzare un fungicida a base di Previcur, sia a scopo preventivo che a scopo curativo.

 Oidio  – Altra patologia causata da funghi, comunemente chiamata “mal bianco”. Si sviluppa in condizioni di alta umidità e temperature superiori ai 20 gradi e si diffonde attraverso le spore portate dal vento. Si manifesta con macchie bianco/grigiastre pulverulente, che portano al deperimento la pianta. Contro l’Oidio possono rivelarsi utili nebulizzazioni con acqua miscelata a zolfo.

 Fumaggine  – Causata da funghi è anche la fumaggine, una patologia che porta alla produzione di una crosta di colore scuro o alla formazione di polvere nera, spesso sulle areole dei cactus, alla base delle spine. Ne sono soggetti quei cactus, come Ferocactus, che producono melata, ossia un nettare secreto dalle areole. In caso di fumaggine è possibile intervenire con zolfo ramato, sia per nebulizzazione, sia manualmente, attraverso la pulizia delle zone colpite con uno spazzolino o un cotton fioc imbevuto in una soluzione a base di acqua, zolfo e rame.

 Ruggine  – Con questo nome si indica una patologia, la septoriosi, causata da un fungo denominato septoria. I sintomi sono macchie giallastre sul fusto, più o meno estese a seconda della gravità dell’attacco. Si creano in condizioni di scarsa ventilazione e umidità stagnante. La “ruggine” sembra colpire in particolare i Ferocactus latispinus nel corso dell’inverno. Si può arginare assicurando alle piante il massimo della ventilazione e bassi tassi di umidità. In caso di attacco è bene spostare le piante colpite, dare loro maggiore aria e intervenire con prodotti a base di rame (ad esempio la “poltiglia bordolese”) e a base di benomyl (Benlate).

 Botrite Botrytis cinerea, detta anche “muffa grigia” è causata da un fungo in condizioni di umidità persistente e scarsa aerazione. Crea delle macchie inizialmente verde scuro con margini giallognoli. In seguito le macchie si scuriscono fino a diventare color marrone o nero e si ricoprono di una muffa di colore grigio. La migliore prevenzione è un buon ricircolo di aria e spazio tra una pianta e l’altra. In caso di attacco da botrite si può intervenire con fungicidi sistemici a base di Benlate in associazione con ossicloruro di rame. Isolare immediatamente la pianta colpita per evitare che le spore possano passare su altri esemplari.

Parassiti animali
Cocciniglia (foto da Pixabay)
Cocciniglia (foto da Pixabay)

Anche contro i parassiti animali la migliore arma resta la prevenzione, intesa come una corretta coltivazione tesa ad ottenere esemplari robusti e sani. Ciò non toglie che qualche “brutto incontro” tra le nostre piante e qualche parassita (o “pidocchi”, come vengono comunemente chiamati) possa sempre avvenire.

 Cocciniglia  – Questi insetti sono tra i principali nemici delle succulente. Attaccano facilmente piante come le Opuntia, ma non disdegnano le altre cactacee. Possono essere di tre tipi: cocciniglia cerosa, cotonosa e a scudetto. Colpiscono in genere l’apice delle piante, ma possono annidarsi facilmente anche tra le radici quando il terriccio rimane asciutto per lunghi periodi. In quest’ultimo caso l’attacco è più pericoloso, perché ce ne accorgiamo solo in occasione del rinvaso o, se siamo molto attenti, se vediamo che la pianta ha bloccato la crescita e sta deperendo senza altre apparenti cause.
Le cocciniglie succhiano la linfa alle succulente indebolendole e compromettendone la crescita. La cocciniglia cerosa si annida fra le coste delle cactacee o attorno alle areole, è lunga un paio di millimetri e secerne uno strato di cera. La cocciniglia cotonosa, come dice il nome, produce dei piccoli batuffoli bianchi e lanosi. Si insidia all’apice delle cactacee o tra le foglie delle succulente e ne succhia la linfa. Se l’infestazione è limitata, è possibile rimuovere manualmente le cocciniglie oppure schiacciarle con uno stuzzicadenti. Nel caso di cocciniglia delle radici è necessario eliminare completamente il terriccio, ripulire per bene le radici, accorciarle e, immergere l’apparato radicale o l’intera pianta per alcuni minuti in un insetticida per contatto e poi lasciare asciugare per alcuni giorni prima di rinvasare nel nuovo terriccio.
Più difficile da rimuovere manualmente è la cocciniglia a scudetto, che oltretutto si riproduce rapidamente e, se lasciata fare, può letteralmente ricoprire la pianta compromettendone seriamente la crescita fino a farla deperire. Si attacca tenacemente al fusto delle cactacee, è di colore bianco/grigiastro e ha la caratteristica forma a scudetto, per l’appunto. Si possono eliminare con uno spazzolino, o staccarle con l’unghia, ma non è sempre un’operazione facile.

Contro le cocciniglie si possono usare insetticidi sistemici come Confidor o Clorpirifos, oppure olio minerale “estivo”. Utile è anche l’alcol (diluito in acqua e nebulizzato), che scioglie la protezione cerosa prodotta da questi insetti e li rende più vulnerabili ad un successivo trattamento a base di prodotti specifici. In caso di cocciniglia radicale è bene immergere le radici (o l’intera pianta) per alcuni minuti in una soluzione a base di acqua e prodotti come il Confidor.
Se schiacciate, le cocciniglie cotonose producono una sostanza di colore rosso che veniva utilizzata come tinta per tessuti dalle popolazioni messicane.

 Ragnetto rosso  – Si tratta di un acaro fitofago (Tetranychus urticae) di piccole dimensioni, non visibile a occhio nudo. Prolifera in condizioni di caldo secco, dunque può svilupparsi nella stagione calda se le annaffiature sono molto distanziate e il clima è particolarmente secco. Colpisce l’apice delle cactacee, dove i tessuti sono più teneri, e provoca seccume sull’epidermide che assume un colore grigio/rossiccio. Crescendo, il fusto risulta screpolato ed esteticamente compromesso. Al tempo stesso, un attacco massiccio da parte del ragnetto rosso può rallentare la crescita della pianta e comprometterne il corretto sviluppo. Una buona prevenzione contro questi acari consiste nella coltivazione delle cactacee in pieno sole, così che l’epidermide si indurisca e sia meno soggetto all’attacco del ragnetto rosso. Al tempo stesso, la coltivazione all’aperto incoraggia la presenza di insetti “competitori” in grado di contenere lo sviluppo di questo acaro.
L’infestazione da ragnetto rosso si può contrastare mediante insetticidi sistemici e acaricidi come il kelthane, il dicofol e con prodotti a base di zolfo o nebulizzando piretrine. E’ importante non usare spesso lo stesso principio attivo poiché il ragnetto rosso sviluppa velocemente ceppi resistenti agli acaricidi.

 Anguillole  – Sono nematodi dall’aspetto simile a piccoli vermi. Si sviluppano in terreni freschi e umidi e riescono a penetrare all’interno delle radici delle piante bloccando il flusso linfatico e portando la pianta al blocco della crescita, al deperimento e alla morte. Si notano facilmente solo in caso di rinvasi: le radici presentano dei rigonfiamenti, dei noduli grossi alcuni millimetri. A scopo preventivo è opportuno osservare bene le radici delle piante appena acquistate o durante ogni rinvaso. In presenza di anguillole occorre tagliare il più possibile le radici e gettare il vaso e tutto il vecchio terriccio. Alcuni coltivatori consigliano di immergere le radici per una ventina di minuti in acqua a 50°. Spesso, quando si nota la presenza di questi nematodi, è troppo tardi, perché le anguillole si spostano da una radice all’altra e debellarli del tutto è piuttosto difficile. Non a caso diversi esperti consigliano di buttare direttamente la pianta in caso di attacco da nematodi.

 Afidi  – Fortunatamente non attaccano di frequente le succulente. Si tratta di insetti di colore verde o nero che possono indebolire le piante colpite aprendo la porta a virus. Contro gli afidi si trovano facilmente prodotti specifici (ad esempio il Movento), anche se è possibile eliminarli con acqua saponata (usando per esempio del comune sapone di Marsiglia diluito nell’acqua).

 Metcalfa  – Sono piccoli insetti di colore bianco o verde tenue e compaiono dalla metà di maggio. Succhiano la linfa delle piante e possono facilitare l’insorgenza di melata e fumaggine. Si possono contrastare con insetticidi specifici, come quelli che si usano contro la cocciniglia.

 Tripidi  – Hanno dimensioni molto ridotte, tanto che è quasi impossibile vederli a occhio nudo. Attaccano in genere i fiori, attratti dal polline, causando seccume, malformazione ai petali e favorendo l’attacco da parte di virus. Contro questi insetti si possono usare trappole cromotropiche di colore azzurro, oppure acqua e sapone di Marsiglia o insetticidi specifici (dimetoato).

 Mosca sciara  – Le larve di questi Ditteri sono pericolose per i semenzali. Si annidano infatti nel terreno e attaccano il colletto e le radici delle giovani piante, provocandone il deperimento e successivamente la morte. La mosca sciara è attratta da terreni umidi e ricchi di sostanza organica (ad es. torba), per questo può attaccare facilmente le semine, che per i primi mesi devono avere il terriccio sempre umido. Le larve di mosca sciara si combattono con insetticidi specifici da somministrare insieme alle annaffiature.

 Lumache e formiche  – Tra i potenziali “nemici” di cactus e succulente ci sono anche lumache e formiche. Le lumache possono causare danni notevoli perché mangiano le foglie carnose delle succulente e possono attaccare anche la parte apicale delle cactacee, che è più tenera. Quando vengono individuate vanno subito rimosse dalle piante, mentre per tenerle alla larga si può ricorrere al vecchio sistema del piattino con un po’ di birra, che le attira e le “stordisce”. Esistono anche prodotti specifici in granuli da spargere sulla superficie del substrato: per le lumache sono tossici ed eliminano il problema prima che i molluschi attacchino le piante.

Le formiche in sé non sono pericolose, ma rubano i semi delle piante grasse e sono attratte dal nettare che le ghiandole di alcune cactacee producono (ad esempio Ferocactus). Possono inoltre veicolare le uova di insetti dannosi per le piante. Si tengono a bada con insetticidi specifici, spesso in polvere, da spargere attorno ai vasi per tenerle lontane.

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10 pensieri riguardo “Malattie e parassiti delle succulente, come riconoscerli e come prevenirne gli attacchi”

  1. Ciao sono un appassionato di piante grasse ho letto il capitolo dedicato alle malattie ed ai parassiti,lo ho trovato molto interessante.volendo trattare preventivamente le piante con ossicloruro piu’zolfo colloidale,quali dosi dovrò usare? Grazie per i tuoi articoli.

    1. Ciao, le dosi di ogni prodotto sono indicate sulle confezioni. Non si può dare un’indicazione generica, è necessario fare riferimento al prodotto specifico e alla sua formulazione, per questo i produttori indicano i dosaggi del prodotto per litro d’acqua su ogni confezione. 🙂

  2. Ciao complimenti per l’interessante articolo . Giorni fa ho nebulizzato le piante con ossicloruro di rame che ripeterò tra 15gg. , volendo dare anche un’acaricida è meglio aspettare l’ultima passata di fungicida? grazie

    1. Ciao, è meglio non dare contemporaneamente il rameico con altri prodotti, quindi puoi passare l’acaricida a distanza di qualche giorno dal fungicida, o prima o dopo il rameico insomma.

    1. Ciao, mi fa piacere che il sito ti piaccia. Naviga un po’ nelle varie sezioni e troverai parecchio materiale oltre agli articoli veri e propri… 🙂

  3. Ciao, alle mie piante di cactus si è formato una specie di fungo praticamente macchie bianche come lo zucero. Sono disperato non so cosa fare.

    1. Ciao, senza vedere le piante è difficile darti un’indicazione… Se sono puntini bianchi e hanno la consistenza di batuffoli sono cocciniglie. Per capire se invece è un fungo bisognerebbe vedere la parte colpita. All’inizio anche una scottatura da sole può somigliare alle macchie create dai funghi. Se riesci mandami una foto, via mail a info@ilfioretralespine.it oppure in messaggio privato sulla pagina Facebook del sito. Non ti garantisco niente ma posso provare ad aiutarti…

  4. Ho condiviso il link dell’articolo sul mio profilo fb. L’ho trovato molto interessante perchè da appassionata di lumache, sin da piccola le facevo camminare liberamente sulle mie braccia o ginocchia, oggi ho scoperto/realizzato che mangiano anche i cactus! Mi sono incuriosita… però non vorrei ”dargli” la birra per farle morire… credo sacrificherò i cactus! Ma per la birra mi sacrifico io, non farò stordire loro… 😂😂 Scherzi a parte, ottimo articolo! Grazie per i consigli dei quali faremo tesoro!

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