Arriva l’estate: le cure stagionali per cactacee e succulente, le annaffiature e l’estivazione

Parodia (Notocactus)

L’estate è una stagione relativamente tranquilla per chi coltiva cactacee. Le cose da fare, infatti, non sono poi molte. I trattamenti preventivi sono già stati fatti e i rinvasi, sebbene all’occorrenza si possano fare in qualsiasi momento, è bene sospenderli in questo periodo, in cui le piante sono in vegetazione e in piena fioritura.

Premessa

Anche per quanto riguarda le fertilizzazioni è bene fermarsi in questo periodo, confinandole alla primavera e al mese di settembre. Complessivamente, il grosso del lavoro, nelle settimane che vanno da metà giugno a tutto agosto si concentra sulle annaffiature, che dovranno essere calibrate a seconda delle specie che si coltivano.

Gymnocalycium anisitsii
Fiori di Gymnocalycium anisitsii in piena estate

Ci sono infatti piante che vegetano bene anche in questi mesi e piante che rallentano la vegetazione. Altre ancora, nei mesi più caldi, come luglio e agosto, fermano del tutto la vegetazione per riprendere a crescere alla volta di settembre, non appena le massime si saranno leggermente abbassate.

Estivazione

Il rallentamento della vegetazione nelle cactacee si chiama “estivazione”: in sostanza nei mesi centrali dell’estate molte piante rallentano o fermano la loro attività, limitandosi ad “aspettare” che passi il gran caldo. Sarà quindi opportuno osservarle bene e cercare di capire, tanto dalle nuove spine quanto dal fusto, se siano in piena crescita o meno, e di conseguenza regolarsi con le annaffiature.

Molte piante succulente e molte cactacee, come ad esempio le Agavi e le Euphorbie, i Gymnocalycium e gli Echinopsis, hanno un’estivazione limitata. Per queste si potrà quindi mantenere un regime di annaffiature adeguato alla velocità con la quale il terriccio asciuga, bagnando anche una volta ogni 7/10 giorni. Determinante è anche la zona in cui ci si trova a coltivare le succulente: al Nord non bisogna comunque eccedere con le annaffiature, considerati gli alti tassi di umidità ambientale, mentre al Sud si può arrivare a bagnare anche quasi tutti i giorni, all’occorrenza.

Qui trovate un approfondimento sulle annaffiature.

Copiapoa calderana
Copiapoa calderana in fiore a inizio giugno

Volendo fare una prima distinzione di massima, è bene tenere presente che le piante cilene, come Neoporteria (Eriosyce) e Copiapoa, da metà giugno a tutto agosto fermano o rallentano notevolmente la vegetazione. Per questi generi è opportuno sospendere del tutto le annaffiature in questo periodo, perché si corre il rischio che, con la pianta ferma e non in grado di assorbire acqua, il terriccio rimanga bagnato a lungo, innescando marciumi.
Anche piante come Echinocactus polycephalus, Sclerocactus e Pediocactus rallentano sensibilmente la vegetazione in estate e, come Copiapoa e Neopoerteria, andrebbero tenute asciutte e, possibilmente, in zone leggermente ombreggiate così da contenere il caldo.

Succulente varie
Succulente varie in vegetazione

La maggior parte delle cactacee, invece, si limita ad andare in estivazione in agosto, mese durante il quale personalmente sospendo del tutto le annaffiature. Un occhio di riguardo va riservato alle piante grasse a foglia, come Echeveria, Crassula, ecc: per queste specie sarà sufficiente regolarsi in base all’osservazione diretta. Se le foglie cominciano a raggrinzirsi e a perdere turgore, si potrà annaffiare. Diversamente, meglio attendere.

Fertilizzazione

Sempre durante i mesi caldi è buona cosa evitare le fertilizzazioni: le piante “lavorano” meno e assorbono meno acqua e la fertilizzazione potrebbe rivelarsi inutile o addirittura dannosa.

Parassiti e avversità

In luglio e agosto, col gran caldo, si creano le condizioni per la proliferazione del ragnetto rosso, uno dei principali parassiti delle succulente. Caldo e asciutto sono i fattori che favoriscono la presenza di questo parassita, che attacca le parti tenere del fusto delle piante. Si può quindi fare ricorso a qualche nebulizzazione (che non va a bagnare il terriccio, ma solo la parte aerea della pianta) e ad un paio di trattamenti preventivi con prodotti specifici.

Qui un articolo dedicato a parassiti e avversità delle piante grasse.

Carnegiea gigantea
Carnegiea gigantea in piena vegetazione

Senza alcun dubbio, la cosa migliore da fare durante i mesi caldi è favorire la massima circolazione dell’aria. Questo vale ovviamente per chi coltiva in serre o in zone parzialmente riparate: all’esterno le piante godono del normale ricircolo dell’aria e sono quindi in grado di tollerare il sole intenso di luglio e agosto e le alte temperature. Le piante coltivate in serre (anche se aperte) hanno invece meno aria a disposizione e sono esposte a temperature che possono facilmente superare i 40 gradi. Le soluzioni sono molteplici: si può mettere un ombreggiante sul tetto della serra per contenere l’insolazione, oppure si possono aprire al massimo tutte le parti mobili della struttura. Si può infine fare ricorso a ventilatori comandati da termostato (o da un timer), così da migliorare il ricircolo dell’aria interna.

Le semine

Discorso a parte per le semine: i semenzali nati in primavera non sono ancora in grado di sopportare lunghi periodi di siccità, ma dovrebbero ormai essere sufficientemente sviluppati da tollerare l’alternanza bagnato/asciutto. Si potranno dunque bagnare anche durante l’estate lasciando però che il terriccio asciughi quasi del tutto tra un’annaffiatura e l’altra. Lasciare le plantule completamente a secco per un mese può rallentarne drasticamente la vegetazione o portarle addirituttura alla morte.

Le semine di uno o più anni, invece, sono in grado di sopportare meglio l’asciutta. Anche per queste, come per le piante adulte, la regola migliore consiste nell’osservazione: Se le piante sono gonfie e turgide, si possono lasciare a secco durante le settimane più calde. Se tenderanno a sgonfiarsi eccessivamente si potrà intervenire con un’annaffiatura mirata.

Le cure stagionali nel dettaglio

Se volete il quadro completo delle cure stagionali, con quello che c’è da fare in primavera, estate, autunno e inverno per curare al meglio cactus e succulente, potete consultare questo articolo riassuntivo.

4 pensieri riguardo “Arriva l’estate: le cure stagionali per cactacee e succulente, le annaffiature e l’estivazione”

    1. Ciao, all’esterno lascio fare alla natura (sole e pioggia a volontà), però ovviamente tengo all’aperto solo determinate specie che hanno un’estivazione breve come Echinocactus, Ferocactus, Opuntia ecc.

  1. Grazie Federico ☺ io coltivo in grande parte echinopsis e ho deciso di annaffiare a 10 giorni abito al Nord Piacenza ☺, legendo il tuo articolo vedo che sono sulla strada giusta ☺ grazie ancora

    1. Ciao, gli Echinopsis sono più rustici e da quello che ho visto non rallentano troppo la crescita, nemmeno nei mesi più caldi. La cosa migliore è sempre osservare la pianta e cercare di capire se è in piena vegetazione o se ha rallentato. In ogni caso, tutte le cactacee possono stare tranquillamente anche per qualche settimana senza acqua senza avere problemi…

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