Come preparare cactus e succulente in vista dell’autunno e dell’inverno: ecco cosa fare

Alcune succulente all'esterno della serra

In questi giorni le temperature sono ancora alte e le giornate soleggiate, ma è comunque tempo di cominciare a preparare le nostre piante in vista dell’autunno e dell’inverno. La maggior parte dei cactus e molte succulente, nei mesi freddi, bloccano la vegetazione e vanno in stasi. In questo modo le piante sono in grado di affrontare le basse temperature, recuperare le energie spese durante la stagione di crescita e prepararsi per la ripartenza primaverile e le future fioriture. Vediamo cosa c’è da fare in questo periodo.


Premessa
Uno scorcio della mia serra
Uno scorcio della mia serra

Partiamo da una premessa fondamentale: se è vero che nei mesi invernali determinati fattori, come l’abbassarsi delle temperature medie e l’accorciarsi delle giornate, sono comuni in tutto l’emisfero boreale (ovvero a nord dell’equatore), è altrettanto vero che si registrano grandi differenze a seconda della zona in cui coltiviamo le nostre piante. Ha dunque poco senso paragonare il clima del Nord Europa, o anche solo del Nord Italia, con quello del Sud Italia, o della Costa Azzurra francese, oppure delle regioni meridionali della Spagna.

Quelli che annoto qui sono dunque accorgimenti dettati dalla mia esperienza di coltivazione di cactus e succulente al Nord Italia, in particolare in Lombardia, caratterizzata da inverni piuttosto freddi e molto umidi, con nebbie persistenti e molto frequenti. Chi coltiva in Sicilia, in Puglia o in generale al Sud Italia può permettersi sicuramente qualche annaffiatura in più e può tenere senza troppi problemi le piante in esterno per tutto l’anno, salvo magari ripararle dalla pioggia nel periodo invernale.

Qui, invece, trovate tutto quello che c’è da sapere in vista della primavera.

Annaffiature

In ogni caso, in settembre le giornate cominciano ad accorciarsi e le temperature, poco alla volta, si abbassano. Gradualmente scompare l’afa e migliora la circolazione dell’aria. Questi due ultimi fattori favoriscono una decisa ripresa della vegetazione delle piante grasse, dopo il rallentamento (il cosiddetto fenomeno dell’estivazione) che si registra in agosto, quando le temperature sono ai loro massimi. E’ sufficiente osservare le piante per rendersi conto che nel mese di settembre riparte o si velocizza la produzione di nuove spine, segno che la vegetazione è in atto.

I cactus che tengo all'esterno della serra
I cactus che tengo all’esterno della serra

Fino a metà settembre annaffio ancora abbondantemente e senza problemi. Le piante giovani si possono bagnare anche una volta a settimana, mentre quelle adulte possono essere annaffiate ogni 10/15 giorni. Dalla seconda metà di settembre comincio a diradare le annaffiature, distanziandole di almeno quindici giorni, per dare l’ultima passata entro i primi dieci giorni di ottobre al più tardi. So che molti coltivatori annaffiano fino alla fine di ottobre anche al Nord, se le temperature non sono ancora basse, ma preferisco non correre rischi e negli anni ho visto che le piante non risentono affatto dello stop anticipato.

Da ottobre fino a tutto marzo le mie cactacee (comprese le ultime semine, che a questo punto sono sufficientemente sviluppate) non vedranno più una goccia di acqua, né per irrigazione né per nebulizzazione. Solo per alcune specie particolari, con cicli di crescita diversi rispetto alla maggior parte delle cactacee, effettuo qualche leggera annaffiatura anche in ottobre e novembre. Mi riferisco in particolare alle Copiapoa (che tengo all’asciutto per tutto luglio e agosto), ai Pediocactus, ad alcune Escobaria, come la vivipara, e ad alcune Opuntie, come la gracilis, in grado di resistere a bassissime temperature anche con terriccio umido.

Discorso diverso per le succulente in genere, così come per le Agavi e le Aloe. Per queste piante mi regolo a occhio: bagno con moderazione anche durante l’inverno, nelle giornate soleggiate e solo quando vedo che le foglie cominciano a perdere turgore o ad avvizzirsi.

Marlothistella
Marlothistella, una succulenta che regge il freddo

Sospendendo le annaffiature all’inizio di ottobre le cactacee hanno tutto il tempo per rallentare la crescita, perdere i liquidi in eccesso e cominciare a sviluppare il loro naturale “antigelo” interno. Le piante arriveranno così ai primi freddi, alla volta di fine novembre, già in stasi e in terriccio perfettamente asciutto: condizioni, queste, fondamentali per aiutarle a superare senza problemi gli inverni freddi e umidi della mia zona (tenendo conto anche del fatto che in serra scaldo solo quando si scende sotto i 5 gradi).

Freddo e stasi vegetativa sono inoltre condizioni necessarie per favorire la fioritura delle cactacee (a questo link trovate un articolo specifico).

Durante l’inverno, con l’asciutta prolungata, le cactacee tenderanno a sgonfiarsi, in molti casi in modo molto evidente. Non c’è di che preoccuparsi: se le piante sono in salute possono sgonfiarsi fino a deformarsi (non eccessivamente!) per poi riassumere il loro aspetto normale dopo un paio di annaffiature, alla ripresa vegetativa in primavera.

Tutto quello che c’è da sapere sulle annaffiature.

Trattamenti
Prodotti contro parassiti e malattie
Prodotti contro parassiti e malattie

In settembre, alla prima annaffiatura utile, aggiungo fertilizzante all’acqua e un fungicida specifico per malattie come il Fusarium (principio attivo: tebuconazolo). Una fertilizzazione quando le piante sono ancora in vegetazione e in vista della pausa invernale è utile per fortificare le succulente e far loro assorbire elementi nutritivi. Al tempo stesso, un fungicida dato in via preventiva nell’acqua dell’innaffiatura può essere utile a scongiurare l’insorgenza di patologie fungine durante l’autunno, quando le temperature non sono ancora basse e il tasso di umidità ambientale tende a salire.
Il vero problema, per cactus e succulente, infatti, non è tanto il freddo, quanto l’umidità, che deve essere tenuta in percentuali il più possibile basse anche attraverso un buon ricircolo dell’aria.

Verso la metà di ottobre, quando le piante avranno rallentato o fermato la crescita, le nebulizzo tutte con ossicloruro di rame. Anche questo è un trattamento preventivo utile contro funghi e muffe, ma attenzione, va fatto solo quando le piante sono ferme perché l’ossicloruro (il cosiddetto “rameico”) tende a bloccare la crescita. Per questo lo uso solo in autunno e alla fine dell’inverno.

Generalmente, in autunno, non effettuo trattamenti contro parassiti animali (come la cocciniglia o il ragnetto rosso) perché tendono ad aggredire le piante più che altro durante la stagione calda. Prima del ricovero invernale, tuttavia, è buona norma controllare bene ogni singola pianta per assicurarsi che non sia attaccata da parassiti o che nel vaso siano presenti lumache.

Qui un articolo dedicato a parassiti e malattie delle piante grasse.

Temperature
Uno scorcio della mia serra
Uno scorcio della mia serra

Per tutto il mese di ottobre, a meno che non piova spesso, lascio al loro posto le piante che hanno passato la stagione di crescita all’aperto: Opuntie, Agavi, Aloe, diverse cactacee come Echinocactus, Ferocactus, Thelocactus. Porto le piante all’interno della serra solo a fine ottobre (salvo nei casi di autunno eccessivamente piovoso).

Fino a tutto il mese di novembre lascio completamente aperti i teli laterali della serra (che è molto spaziosa e alta e assicura un buon giro d’aria). Le piante stanno pertanto a temperatura ambiente e godono di un buon ricambio di aria. Chiudo del tutto la serra solo da fine novembre, se le minime cominciano a scendere sensibilmente. Accendo il riscaldamento (che scatta con un termostato) in modo che entri in funzione solo quando la temperatura scende sotto i 4/5 gradi. Le cactacee possono reggere temperature anche più basse senza alcun problema, ma coltivo anche alcune Euphorbie e altre succulente che vogliono qualche grado in più, quindi ho raggiunto questo compromesso.

Diverse cactacee (Ferocactus, Thelocactus, Ancistrocactus ad esempio) le lascio invece all’esterno per tutto l’inverno, riparate dalla pioggia con una semplice tettoia. Altre, al contrario, le porto a casa: si tratta di cactus che non reggono il freddo, come Melocactus e Discocactus.

Qui un articolo con l’indicazione delle temperature minime alle quali possono arrivare le cactacee.

Rinvasi

Non effettuo mai rinvasi nel periodo autunnale, a meno che una pianta non sia palesemente in sofferenza. Preferisco non “disturbare” o stressare le piante in questa fase, ossia mentre si preparano alla stasi invernale. In genere comincio con i rinvasi alla volta di metà gennaio, quando le piante sono in piena stasi e hanno alcuni mesi ancora davanti a loro prima di ricevere acqua, così che le radici danneggiate o tagliate durante il rinvaso abbiano tutto il tempo di cicatrizzare.

Da questo link si accede alla sezione dedicata ai rinvasi.

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