La coltivazione di cactus e piante grasse: le cure stagionali e quel che c’è da fare durante l’anno

collage cactus

Dei fattori fondamentali per la coltivazione di cactus e succulente ho parlato in vari articoli di questo sito, in particolare quelli raccolti nella categoria Coltivazione. Questo post vuole essere una sorta di “mappa” riassuntiva organizzata per stagioni, con l’indicazione di ciò che c’è da fare in ogni periodo dell’anno.

Primavera

Tra la metà di febbraio e l’inizio di marzo molte succulente cominciano a risvegliarsi dalla stasi invernale. Le giornate si allungano e il sole comincia a scaldare un po’ di più. Si può notare la ripresa della crescita in alcune cactacee e in alcune piante grasse semplicemente osservando bene l’apice, dal quale cominceranno a spuntare nuove spine e, nel caso di succulente, nuove foglie.

In molti casi noteremo anche la presenza di bocci, in particolare su generi come Ancistrocactus, Mammillaria, Stenocactus (Echinofossulocactus), Strombocactus, Turbinicarpus.

Qui trovate un articolo e una gallery fotografica con le fioriture precoci.

Piante all'esterno
Cactacee al sole in primavera

In questo periodo dell’anno effettuo alcuni trattamenti preventivi, soprattutto a base di fungicidi, dal momento che l’aumento delle temperature, se combinato con una maggiore umidità, può favorire l’insorgenza di patologie fungine. Ai primi di marzo do quindi una nebulizzata con acqua e ossicloruro di rame (il cosiddetto “rameico” dal caratteristico colore azzurro, che viene prodotto anche in formula non colorata dalla Caffaro). In genere ad una prima nebulizzata, data rigorosamente durante una giornata soleggiata, ne faccio seguire una seconda a una distanza di 15 giorni. Le piante si macchiano leggermente, ma si ripuliranno dopo le prime vere annaffiature.

Non do assolutamente acqua (inteso come annaffiatura del terriccio) prima della fine di marzo, anche se le piante danno segni di ripresa. Preferisco essere prudente e cominciare le annaffiature solo quando le temperature si saranno stabilizzate e le piante saranno tutte in vegetazione.

Sempre a scopo preventivo può essere utile una nebulizzazione con un prodotto contro i parassiti delle piante. A questo proposito è consigliato l’olio di Neem, che è a base naturale e dà una discreta protezione. Per i prodotti specifici contro ragnetto rosso e cocciniglia è meglio aspettare ancora qualche mese, quando le temperature saranno più alte e potranno, eventualmente, favorire l’arrivo di questi insetti.

Alcune mie semine all'aperto
Alcune mie semine all’aperto

Fondamentale, in questo periodo dell’anno, è cominciare a dare più aria possibile alle piante. Se le minime non scendono più sotto lo zero, se non sporadicamente, è bene aprire parzialmente la serra o scoprire le piante tenute sotto tnt (tessuto non tessuto) durante l’inverno, tenendole comunque al riparo dalla pioggia. Gli sbalzi di temperatura non sono da temere: anche in natura le piante ne vanno soggette e anzi ne ricavano giovamento. Da fine febbraio, in genere, alzo di mezzo metro i teli laterali della mia serra, così da assicurare alle piante un buon giro d’aria, per poi alzarli del tutto nell’arco di un mesetto. Da fine aprile lascio spalancate anche le porte anteriori e posteriori della struttura, così da garantire il massimo ricircolo d’aria possibile.

La primavera è un ottimo periodo per i rinvasi: le piante stanno per svegliarsi e per le annaffiature c’è ancora tempo. Si possono quindi rinvasare tranquillamente nel nuovo terriccio le piante che ne hanno bisogno, avendo davanti tutto il tempo (almeno un mese) affinché le eventuali ferite alle radici possano cicatrizzarsi prima che il substrato riceva la prima annaffiatura.

Se abbiamo la possibilità di tenere alcune piante in pieno sole, ossia fuori dalla serra, oppure su terrazze o balconi senza alcuna copertura, questo è il momento migliore per riabituare cactus e succulente ai raggi diretti. Il sole di marzo non è ancora forte e le piante già sufficientemente formate (quindi non i semenzali!) hanno il tempo di abituarsi alla luce intensa senza scottarsi l’epidermide. Mai mettere al sole diretto una pianta nei mesi più caldi, come luglio o agosto, specie se è stata tenuta in serra o comunque coperta da teli o reti, oppure al riparo di altre piante.
Come ulteriore cautela, una leggera rete ombreggiante può essere utile per qualche settimana, se posta sopra le piante che mettiamo al sole diretto in marzo. Alla volta di aprile la rete si potrà togliere e le piante non correranno il rischio di scottarsi.

Le prime annaffiature si potranno effettuare, anche in base alle condizioni meteo, da fine marzo in avanti (quantomeno dove coltivo io, ossia al Nord Italia). Le prime passate si fanno con sola acqua o con acqua e un fungicida sistemico. Le fertilizzazioni, invece, si potranno fare dalla terza o quarta annaffiatura in avanti, quando l’apparato radicale delle piante sarà tornato perfettamente in funzione.

Infine, sempre in primavera si possono fare le semine. Diciamo da quando le temperature minime non scendono più sotto i 12/14 gradi.

A questo link un approfondimento su quello che c’è da fare in primavera per preparare cactus e succulente alla crescita.

Estate

Da giugno fino a metà agosto le cactacee e la maggior parte delle succulente sono in piena vegetazione. Anche le fioriture abbondano in questo periodo, durante il quale le piante grasse vogliono anzitutto il massimo della luce e tutta l’aria possibile. Le succulente sono infatti in grado di tollerare temperature molto alte (anche fino a 50 gradi), a patto che abbiano a disposizione aria e acqua all’occorrenza.

Alcune Copiapoa durante l'annaffiatura
Alcune Copiapoa durante l’annaffiatura

In questo periodo si può annaffiare in abbondanza, facendo sì che l’acqua imbeva tutto il pane di terra e lasciando che il substrato asciughi bene tra un’annaffiata e l’altra. Le piante tenute in esterno possono prendere pioggia anche per diversi giorni di fila: se il terriccio è corretto non marciranno. Tra giugno e agosto è anche utile effettuare qualche fertilizzazione: durante l’intera stagione di crescita, da marzo a settembre, io concimo al massimo tre volte.

Le annaffiature possono essere anche giornaliere se il terriccio è molto drenante e se ci troviamo in zone calde e ventilate. Al Nord ho notato che un buon ritmo di irrigazione è una volta ogni dieci giorni. In questo modo le piante crescono lentamente ma in maniera equilibrata e non corro rischi di marciume. Diverso il discorso per i semenzali, che bagno una volta a settimana per favorirne lo sviluppo.

Quando le temperature salgono è possibile che facciano la loro comparsa cocciniglie e ragnetto rosso. Può essere utile, soprattutto a scopo preventivo, un trattamento mediante nebulizzazione con prodotti specifici. Da evitare, invece, la nebulizzazione con fungicida a base di ossicloruro di rame, che non va dato durante la fase di crescita perché può rallentare o bloccare la vegetazione.

Echinocereus russanthus, mie semine
Echinocereus russanthus, due mie semine

In estate è bene fare attenzione alle piante che si tengono al sole diretto, ossia non in serra o non riparate: il sole potrebbe ustionare piante troppo giovani o non ancora abituate ai raggi diretti e il pericolo di grandinate purtroppo è sempre dietro l’angolo.

Attenzione ai mesi di luglio e agosto: quando le temperature sono molto alte (in particolare le minime, al punto che l’escursione tra giorno e notte è ridottissima) molte succulente vanno in estivazione. In sostanza, rallentano o bloccano del tutto la crescita per risparmiare energie. Qui è fondamentale l’osservazione per capire se una pianta ha bloccato la produzione di nuove spine e se l’apice tende a non svilupparsi. Se le piante sono in estivazione è bene ridurre o meglio ancora sospendere le annaffiature. In questa condizione, infatti, la pianta non vegeta e quindi non “beve”. Se annaffiamo rischiamo di lasciare le radici immerse in un substrato fradicio per troppi giorni, col rischio che si inneschino marciumi radicali o del colletto.

Allo stesso modo, ci sono alcuni generi, in particolare quelli originari del Cile, come Copiapoa e Neoporteria, ma anche piante non cilene, come Pediocactus e Sclerocactus, che da luglio fino a tutto agosto bloccano la crescita. A queste piante vanno sospese del tutto le annaffiature dalla fine di giugno, per poi riprendere alla volta di settembre e, con moderazione, annaffiare anche durante i mesi di ottobre e novembre.

Autunno

Al pari della primavera, l’autunno è una stagione delicata per le piante grasse. Le giornate cominciano ad accorciarsi sensibilmente dalla fine di agosto e le temperature – normalmente – cominciano a calare. L’umidità, al contrario, resta alta, specie durante la notte. Le piante, ad eccezione di alcuni generi come Copiapoa e Pediocactusrallentano la vegetazione. Sarà fondamentale osservare bene cactus e succulente per assecondarne le esigenze e cominciare a ridurre le annaffiature.

Serra chiusa in autunno
La serra chiusa in autunno inoltrato

In base al clima freddo e umido della mia zona di coltivazione, ossia il Nord Italia, bagno in genere un paio di volte nel corso del mese di settembre, per poi sospendere del tutto le irrigazioni fino alla ripresa vegetativa.

Con le ultime annaffiature può rivelarsi utile l’aggiunta di fertilizzante e di un fungicida sistemico contro il Fusarium, a scopo preventivo.

Sempre a scopo preventivo, alla volta di ottobre, è buona cosa nebulizzare tutte le piante con ossicloruro di rame (in genere faccio una prima passata, seguita da una seconda a distanza di una quindicina di giorni).

Fondamentale, come sempre, è l’aria: finché le temperature minime non scendono drasticamente e costantemente (diciamo a 4 o 5 gradi), lascio aperta la serra, limitandomi a portare a casa le poche specie intolleranti al freddo che coltivo, come Melocactus e Discocactus.

Da fine settembre, inizi di ottobre, riporto quasi tutte le piante all’interno della serra, per evitare che prendano pioggia. Le cactacee devono infatti avere il tempo per prepararsi alla stagione asciutta riducendo i liquidi all’interno del fusto e lasciando seccare il substrato prima dell’arrivo dei primi freddi.

In autunno non effettuo rinvasi, a meno che non sia strettamente necessario (ad esempio in caso di pianta in sofferenza). Preferisco lasciare in pace le piante nel delicato momento di rallentamento e blocco della vegetazione.

Diversi generi fioriscono in questa stagione. Tra le cactacee, gli Ariocarpus, mentre tra le succulente i Lithops.

Inverno

E’ la stagione più tranquilla. Le piante sono in stasi, non crescono, non vanno annaffiate (salvo le specie a crescita invernale) e non vanno fertilizzate. Durante l’inverno non serve nemmeno effettuare trattamenti contro funghi o parassiti: se le piante sono in salute sono sufficienti i trattamenti preventivi in autunno e in primavera.

Agave sotto la neve
Agave sotto la neve in pieno inverno

Da fine ottobre a tutto gennaio le cactacee entrano in stasi: fermano la crescita per recuperare energie e prepararsi alla nuova stagione vegetativa. Il substrato va tenuto perfettamente asciutto e le piante devono essere riparate dalla pioggia. Chi ha una serra non ha alcun problema. Chi invece coltiva su balconi o terrazze può ricoverare le piante in zone fredde e riparate dalla pioggia. Anche un garage può andare bene, anche se un minimo di luce è sempre bene assicurarlo anche a piante in completa stasi.

Il freddo e la stasi invernali sono fondamentali per la crescita equilibrata delle cactacee e per la loro fioritura. Molte specie sono particolarmente robuste e si possono tenere all’esterno anche al Nord Italia: Opuntia, Pediocactus, Agavi, ad esempio.

Se tenuti perfettamente asciutti, quasi tutti i generi di cactus possono tollerare tranquillamente temperature molto basse, anche attorno a 0 gradi di minima. Io, coltivando anche qualche Euphorbia e altre piante meno rustiche, ho trovato un compromesso e in serra d’inverno ho un termostato che scatta quando le minime scendono sotto i 4 gradi.

L’inverno è un ottimo periodo per i rinvasi: le piante sono in stasi e non risentono a causa di eventuali tagli di radici. Inoltre se rinvasiamo in gennaio/febbraio, avremo la sicurezza che eventuali ferite all’apparato radicale potranno rimarginarsi in tempo per la prima annaffiatura, che verrà non prima di metà marzo.

Link utili

Qui di seguito trovate diversi link ad articoli presenti in questo sito e che possono completare le informazioni sin qui condensate.

4 pensieri riguardo “La coltivazione di cactus e piante grasse: le cure stagionali e quel che c’è da fare durante l’anno”

  1. Buongiorno avrei bisogno di un consiglio, posseggo una mammillaria spinosissima, purtroppo in questi giorni è rimasta sotto le intemperie e ha preso molta pioggia. Vorrei riporla in un ambiente più riparato ma con questa umidità non si asciugherà mai. Come posso fare? Grazie

    1. Buongiorno, se il terriccio è molto organico (es. torba) rischia di restare umido per settimane anche portando la pianta in casa. L’unica è svasarla, togliere il terriccio e lasciare asciugare le radici per alcuni giorni prima di rinvasare…

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