Schlumbergera, il “cactus di Natale”: come farlo fiorire in tutta la sua abbondanza

Schlumbergera

Puntuali come ogni anno, stanno fiorendo in questi giorni le mie Schlumbergera. Come sempre, le fioriture sono molto abbondanti, con infiorescenze su ogni “articolo” delle piante. Sono cactus molto comuni, privi di spine e che io considero “da appartamento”, ma non per questo meno interessanti di altri generi.

Cominciamo con il dire che le Schlumbergera sono a tutti gli effetti dei cactus (famiglia cactacee) e non delle piante succulente. Si tratta, in particolare, di piante epifite, ossia che in natura vivono appoggiate su altre piante che fungono semplicemente da supporto (le epifite non sono dunque piante parassite). Questo genere, commercialmente detto anche “cactus di Natale” per via della fioritura in questo periodo dell’anno, è molto diffuso anche tra i non appassionati di succulente. 

Schlumbergera
Schlumbergera quasi pronta per la fioritura

E’, in effetti, una pianta da appartamento molto venduta nel suo periodo di fioritura, anche perché è molto decorativa e piuttosto resistente. In commercio se ne trovano esemplari con fioriture di quasi ogni sfumatura, dal fucsia al rosso, al rosa, al bianco, al giallo, all’arancio: le continue ibridazioni ai fini della commercializzazione di queste piante hanno portato ad una gamma cromatica quasi infinita.

Le Schlumbergera sono originarie dell’America del Sud, in particolare del Brasile. Ne consegue che queste piante non sono in grado di sopportare temperature eccessivamente basse. Diciamo che gradiscono minime non inferiori ai 7/10 gradi.

Qui trovate un articolo sulla distribuzione dei cactus e delle succulente nel mondo.

La coltivazione è piuttosto semplice. Durante la stagione di crescita, quando la pianta produce nuovi “articoli”, è opportuno tenere le Schlumbergera all’aperto, possibilmente in luogo luminoso ma non esposto ai raggi diretti del sole. In natura, infatti, queste cactacee vivono al riparo di piante frondose, così che la luce arrivi loro schermata. 

Schlumbergera
Schlumbergera in piena fioritura

Il terriccio deve essere, come sempre, ben drenante, ma più ricco rispetto a quello ideale per la stragrande parte delle cactacee. Diciamo che un 70% di torba o terriccio universale e un 30% di inerti (sabbia, ghiaia, pomice) può andare più che bene per queste piante.

Le annaffiature devono essere regolari in primavera ed estate (attenzione però ai ristagni, dal momento che si utilizza un terriccio prevalentemente torboso) e molto distanziate in autunno/inverno. In sintesi, si può dire che il substrato deve essere quasi sempre umido, tranne in inverno, quando si può lasciare asciugare bene tra una annaffiatura e l’altra.

Durante i mesi invernali è possibile ricoverare le piante in casa, tenendole dunque al caldo, o, meglio ancora, in ambienti poco riscaldati e possibilmente luminosi. 

Schlumbergera
Le mie due Schlumbergera

Dalla prima metà di novembre (quantomeno sui due esemplari che ho da diversi anni) cominciano a formarsi i boccioli, che si schiudono nelle prime settimane di dicembre. Si dice comunemente che le Schlumbergera, una volta che hanno cominciato a produrre i bocci, non vanno spostate, pena la perdita della fioritura. Da quello che ho potuto verificare, l’avvertimento non è del tutto infondato, almeno durante la fase iniziale di formazione dei bocci. Mi è capitato in passato di portare in casa una Schlumbergera e vederla perdere tutti i boccioli nel giro di poche settimane. Negli ultimi anni le porto all’interno solo quando i bocci sono all’incirca a metà della loro formazione: le piante si ambientano senza problemi e fioriscono in abbondanza.

Per la fioritura, in ogni caso, valgono le regole generali per i cactus: una corretta coltivazione e riposo invernale, con la differenza che le Schlumbergera devono svernare a temperature non troppo basse e con annaffiature sporadiche anche nei mesi più freddi.

La moltiplicazione per talea di queste cactacee è molto semplice: in primavera è sufficiente staccare un articolo ben formato e poggiarlo su sabbia, nebulizzando di tanto in tanto. Dopo qualche settimana spunteranno le prime radici e la nuova pianta comincerà a svilupparsi. Quando le radici saranno sufficientemente formate si potrà rinvasare in terriccio idoneo.

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2 pensieri riguardo “Schlumbergera, il “cactus di Natale”: come farlo fiorire in tutta la sua abbondanza”

  1. Ciao,non si finisce mai di imparare. Complimenti per questa esauriente spiegazione su un genere che non conoscevo e che vedrò in futuro con occhio diverso e interessato…..
    Avrei però una domanda relativamente all’annaffiatura o meno delle mie plantule nate tra luglio e settembre scorso.Sono semine di Astrophyton, Lophophora, e Epithelanta che ho riposto da metà ottobre scorso nello scannafossi di casa mia, dove la temperatura oscilla tra i 12 ed i 16 gradi; l’illuminazione è garantita da 3 neon da 36W ciascuno per 8ore /dì e il ricambio d’aria è prodotto dall’apertura a metà di una delle 6 “buffe”(la più lontana dalle piante) che sono presenti lungo questo corridoio interrato che borda il perimetro di casa. Il terriccio è 1/2 “da bonsai” e 1/2 sabbione e sembra si stia asciugando (ultima innaffiatura,per immersione,1 mese fa). Le piante sembrano stare sufficientemente bene (in attesa di tempi migliori?) e i “decessi” sono molto rari.
    La domanda è: do loro da bere o no?Ora o in gennaio? O febbraio? Vaporizzo solo in superficie?
    Grazie in anticipo per l’attenzione e buon week-end

    1. Ciao, se i semenzali hanno luce e temperature non troppo basse, così come descrivi, io ogni tanto le nebulizzerei. Al limite, se vedi che si raggrinziscono eccessivamente, annaffiale un poco ogni 15 giorni.

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