Rinvasare i cactus in inverno: ecco perché e quali sono i vantaggi di questa scelta

Gymnocalycium spegazzinii

Premesso che è possibile rinvasare cactus e piante succulente in quasi tutti i mesi dell’anno, da più di quindici anni effettuo questa operazione durante l’inverno, tra dicembre e febbraio. All’occorrenza, ad esempio in caso di pianta in sofferenza o nuovo acquisto, rinvaso anche in primavera o in piena estate.

Non rinvaso quasi mai in autunno, perché in questo periodo le piante cominciano a rallentare la crescita per avviarsi alla stasi invernale e preferisco evitare di “disturbare” questo processo naturale, dal momento che per una pianta un rinvaso è comunque sempre un piccolo trauma.

Rinvasare in inverno: i vantaggi

Rinvasando d’inverno, inoltre, le piante sono completamente ferme (salvo quelle che vegetano anche con il freddo come i Pediocactus e alcune Escobaria, ad esempio) e il terriccio è completamente asciutto ed è facile pulire bene le radici, laddove ce ne sia bisogno. Se il terriccio in cui si trova la pianta è già corretto e se ho deciso di usare lo stesso tipo di terriccio per quella pianta, invece, mi limito a scrollare un po’ la terra per liberare qualche radice e a controllare che l’apparato radicale non presenti problemi.

Fondamentale è che la nuova terra sia asciutta o, al massimo, leggermente umida. Un altro aspetto importante derivante dalla scelta dei mesi invernali per il rinvaso è infatti questo: fino alla fine di marzo le piante non riceveranno acqua e le radici avranno tutto il tempo di cicatrizzarsi. Qualche lesione alle radici secondarie è quasi inevitabile durante un rinvaso e, in caso di cambio di substrato con pulizia approfondita dell’apparato radicale (ad esempio se la pianta era in torba) può capitare facilmente di rompere o lesionare radici anche primarie. Allo stesso modo, in caso di cambio totale di terriccio o di pianta in sofferenza può essere necessario accorciare drasticamente le radici, tagliandole. Per tutte queste ragioni il rinvaso invernale è da preferirsi.

Si tratta di un orientamento, non di una regola, però. I cactus e le succulente in genere si possono infatti rinvasare tranquillamente anche quando sono in piena vegetazione, così come quando sono in fiore. In questi casi è però importante rinvasare in terriccio asciutto e attendere almeno due o tre settimane prima di annaffiare, tenendo la pianta in luogo luminoso ma non al sole diretto.

Aspettare o rinvasare subito?

In molti si chiedono se sia necessario, una volta svasata una pianta (in inverno o in estate, poco cambia), lasciarla a radice nuda per qualche tempo o se si possa rinvasare subito. Diciamo che lasciare la pianta con le radici all’aria, in luogo riparato dalla luce diretta, è sicuramente una buona precauzione. In questo modo avremo la sicurezza che eventuali lesioni o tagli alle radici cicatrizzeranno perfettamente.

Da quello che ho imparato, però, questo passaggio non è sempre necessario. Se la pianta è in salute e se le radici più carnose non sono state lesionate o tagliate, rinvaso immediatamente: il tempo di togliere la vecchia terra, controllare che non ci siano parassiti tra le radici, e rinvaso nel nuovo substrato. Da anni lascio asciugare per qualche giorno solo le piante il cui apparato radicale è stato colpito da marciume (in questo caso tratto anche con un fungicida in polvere) o quelle con lesioni importanti alle radici primarie o al fittone.

Qualche esempio

In queste settimane, come da anni a questa parte, mi sto dedicando ai rinvasi delle mie piante, in particolare al rinvaso di alcune mie semine del 2017. Si tratta soprattutto di Gymnocalycium (spegazzinii e ferox), Lobivia ferox, Thelocactus lloydii. A queste si aggiungono alcune mie semine di Ferocactus latispinus già di discrete dimensioni, dal momento che si tratta di piante nate nel 2010. Tutte le piante sono in perfette condizioni: le radici sono sane e ben sviluppate e le piante sono robuste e ben formate. Per mia comodità e per aiutare un po’ la crescita di piante tutto sommato ancora giovani, per i rinvasi ho usato un terriccio standard a base di pomice, lapillo e torba in parti uguali, al quale ho aggiunto un 5% di sabbia fine.

In queste foto, ecco alcuni passaggi delle procedure di rinvaso. Per approfondire l’argomento, potete consultare la sezione “I rinvasi”. Se volete saperne di più su terricci e materiali per realizzare i vari substrati, potete invece consultare la sezione “I terricci”.

© I testi, le foto e le elaborazioni grafiche del sito “Il fiore tra le spine” costituiscono materiale originale e sono coperti da diritto d’autore.
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Gymnocalycium horridispinum, mie semine svasate
Gymnocalycium ferox, mie semine svasate

 

Lobivia e Thelocactus svasati
Lobivia e Thelocactus svasati

 

Gymnocalycium spegazzinii, mie semine svasate
Gymnocalycium spegazzinii, mie semine svasate

 

Thelocactus lloydii a radice nuda
Thelocactus lloydii a radice nuda

 

Lobivia ferox svasata
Lobivia ferox svasata

 

Semine rinvasate
Alcune mie semine rinvasate

 

Gymnocalycium spegazzinii, mie semine in esubero
Gymnocalycium spegazzinii subito dopo il rinvaso

 

Lobivia e Thelocactus rinvasati
Lobivia e Thelocactus rinvasati

 

Ferocactus latispinus, mie semine rinvasate
Ferocactus latispinus, mie semine rinvasate

 

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