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	<title>pioggia Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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	<title>pioggia Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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		<title>Arriva l&#8217;autunno: cosa fare per preparare le piante grasse in vista dell&#8217;inverno ed evitare marciumi e malattie</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 14:04:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il periodo che va da settembre a ottobre, di fatto l&#8217;inizio dell&#8217;autunno, è molto importante per le piante grasse e per i cactus. Si tratta infatti di una fase annuale particolare, durante la quale le piante riprendono a vegetare notevolmente dopo il rallentamento di agosto. Al tempo stesso, i mesi di settembre e ottobre richiedono &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/autunno-piante-grasse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Arriva l&#8217;autunno: cosa fare per preparare le piante grasse in vista dell&#8217;inverno ed evitare marciumi e malattie"</span></a></p>
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<p><strong>Il periodo che va da settembre a ottobre, di fatto l&#8217;inizio dell&#8217;autunno, è molto importante per le piante grasse e per i cactus</strong>. Si tratta infatti di una fase annuale particolare, durante la quale le piante riprendono a vegetare notevolmente dopo il rallentamento di agosto. Al tempo stesso, <strong>i mesi di settembre e ottobre richiedono annaffiature e fertilizzazioni mirate, sempre più distanziate</strong> fino alla sospensione totale &#8211; almeno per quanto riguarda le regioni del Nord Italia e del Nord e Centro Europa &#8211; alla volta di metà o fine ottobre al massimo. E&#8217; vero che negli ultimi anni assistiamo a inverni miti e spesso il mese di novembre è caratterizzato da temperature ancora alte e minime notturne per nulla preoccupanti. Il punto è che <strong>i cactus devono avere il tempo di consumare i liquidi in eccesso contenuti nei fusti o nelle radici, e il terriccio, al tempo stesso, deve poter asciugare alla perfezione prima che arrivi il freddo</strong>. Con l&#8217;arrivo dell&#8217;inverno vero e proprio, infatti, i cactus e quasi tutte le succulente vanno in stasi e le loro radici non assorbono più acqua. E&#8217; chiaro che, alla luce di questo, se continuiamo ad annaffiare o abbiamo protratto le annaffiature per tutto novembre, il terriccio rimarrà umido a lungo. E questo può comportare l&#8217;insorgenza di marciumi.</p>
<p>Vediamo in questo articolo cosa fare in questo periodo dell&#8217;anno e come preparare cactus e succulente al meglio in vista dell&#8217;inverno. (&#8230;)</p>
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		<title>Cambiamento climatico: un aprile mai visto. Che fare con le piante grasse? Scrivi la tua esperienza, confrontiamoci!</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 09:45:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cambiamento climatico, ogni anno una sorpresa. Questa, però, per il momento le batte tutte. Siamo a fine aprile e, oltre alla pioggia battente, qui al Nord Italia si registrano temperature massime non superiori agli 8-9 gradi, con minime attorno ai 2 gradi e delle medie mattutine che generalmente non salgono sopra i 5 gradi. E &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cambiamento-climatico/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Cambiamento climatico: un aprile mai visto. Che fare con le piante grasse? Scrivi la tua esperienza, confrontiamoci!"</span></a></p>
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<p></p>
<p>Cambiamento climatico, ogni anno una sorpresa. Questa, però, per il momento le batte tutte. <strong>Siamo a fine aprile e, oltre alla pioggia battente, qui al Nord Italia si registrano temperature massime non superiori agli 8-9 gradi, con minime attorno ai 2 gradi e delle medie mattutine che generalmente non salgono sopra i 5 gradi</strong>. E tutto questo ormai da giorni, dopo un accenno &#8211; breve in verità &#8211; di primavera, con giornate soleggiate e calde, tanto che i cactus e molte succulente hanno regolarmente fiorito o hanno mostrato i loro bocci. Adesso, il brusco ritorno di un clima tipicamente invernale. In una parola: un periodo assurdo. Eh sì, anche perché, sicuramente come molti di voi, sebbene in grande ritardo rispetto agli anni passati (proprio per le bizze del tempo), <strong>una decina di giorni fa ho trasferito molti miei cactus all&#8217;esterno della serra, esposti al sole diretto e alle intemperie senza alcuna protezione, come faccio ormai da parecchi anni. Risultato? Le piante sono là, davanti alla serra, a prendere secchiate d&#8217;acqua da tre giorni con temperature che difficilmente superano i 7-8 gradi. </strong></p>
<p>Non ho le competenze scientifiche per approfondire il tema come si dovrebbe ma credo che si possa dire che tutto questo, <strong>tutte queste anomalie che si susseguono ormai da anni, non siano altro che la conseguenza del cambiamento climatico in atto. Un fenomeno che, nell&#8217;arco di qualche anno, potrebbe imporre a tutti gli appassionati di piante grasse qualche modifica dal punto di vista della coltivazione</strong>. Ecco qualche riflessione in merito nell&#8217;articolo che segue. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Piante grasse fuori tutto l&#8217;anno? Ecco quelle che resistono e la storia del mio Echinocereus &#8220;resuscitato&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 07:56:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono le temperature minime alle quali resistono i cactus e le piante grasse? A questa comune domanda non corrisponde una risposta univoca, perché ogni famiglia e ogni genere di succulenta ha le sue esigenze e ci sono piante grasse che tollerano il freddo intenso (anche alcuni gradi sotto lo zero) e altre che non &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/piante-grasse-freddo/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Piante grasse fuori tutto l&#8217;anno? Ecco quelle che resistono e la storia del mio Echinocereus &#8220;resuscitato&#8221;"</span></a></p>
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<p><strong>Quali sono le temperature minime alle quali resistono i cactus e le piante grasse? A questa comune domanda non corrisponde una risposta univoca, perché ogni famiglia e ogni genere di succulenta ha le sue esigenze e ci sono piante grasse che tollerano il freddo intenso (anche alcuni gradi sotto lo zero) e altre che non sopravvivono a temperature inferiori a 15 gradi. </strong></p>
<p>In generale si può dire che moltissime piante grasse, si tratti di cactus o di altre famiglie succulente, tollerano bene il freddo. <strong>Non tutti i cactus e non tutte le succulente, naturalmente, ma molte specie possono svernare senza problemi anche all&#8217;aperto non solo nelle regioni del Sud Italia, ma anche al Nord.</strong> La storia dell&#8217;<em>Echinocereus laui</em> nella foto qui sopra racchiude un insegnamento molto importante sotto questo punto di vista. Fatta eccezione per le cactacee epifite (<em>Schlumbergera, Epiphyllum, Rhipsalis</em>, ecc.), per specie come <em>Melocactus</em> e <em>Discocactus</em> e per le piante grasse originarie del Madagascar o di alcune regioni africane (<em>Adenium obesum, Uncarina, Aloe</em>, molte <em>Euphorbia</em> e quasi tutte le <em>Asclepiadaceae</em>), <strong>parecchie succulente possono trascorrere i mesi invernali a temperature prossime a zero gradi</strong>, purché il terriccio resti asciutto almeno da ottobre a tutto marzo. Ci sono tuttavia alcune cactacee e alcune succulente in grado di stupirci e di superare indenni i rigori invernali, in alcuni casi anche in terriccio umido (dunque in parte esposte alle intemperie).</p>
<p>Tra queste, alcune specie di <em>Echinocereus</em>, come mi ha insegnato la pianta che vedete in foto e che avevo dato per morta, salvo poi rinascere proprio dopo due inverni trascorsi interamente all&#8217;aperto, <strong>esposto al freddo e all&#8217;umidità della Pianura Padana</strong>. In questo articolo ecco la storia di questa pianta e una breve panoramica sulle piante grasse che possiamo tenere all&#8217;aperto per tutto l&#8217;anno. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Dove tenere le piante grasse in inverno? Fuori, su un pianerottolo o in casa? Un pratico prontuario</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 08:48:56 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/piante-grasse-inverno-prontuario/">Dove tenere le piante grasse in inverno? Fuori, su un pianerottolo o in casa? Un pratico prontuario</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p></p>
<p><strong>Un pratico prontuario e un approfondimento su un tema molto &#8220;sentito&#8221; da chi coltiva piante succulente e/o cactacee</strong>. Ecco cosa troverete leggendo questo articolo, pensato proprio per aiutare chi, con i primi abbassamenti delle temperature, comincia a chiedersi dove collocare le proprie piante grasse quando arriverà il freddo vero e proprio. A meno che non si disponga di una serra, magari dotata di un bruciatore regolato da un termostato, la domanda è in effetti più che pertinente: <strong>durante l&#8217;inverno è meglio tenere le piante grasse all&#8217;esterno (riparate dalla pioggia), oppure in un ambiente fresco come un pianerottolo, una scala interna o addirittura un garage? Oppure è il caso di portare tutte le piante in casa?</strong> E&#8217; bene chiarire subito che la risposta a queste domande non può essere <em>tranchant</em> o &#8220;assoluta&#8221;: ovviamente la corretta collocazione invernale dipende da molti fattori, a partire dalla zona in cui si coltiva (Nord o Sud Italia? Nord o Sud Europa? Mare o alta montagna?) per arrivare alla tipologia di pianta (cactacea, succulenta originaria dell&#8217;Africa o del Madagascar? <em>Sempervivum, Crassula, Euphorbia</em>?). Insomma, la casistica è molto ampia e come sempre non esistono regole assolute. Esistono, questo sì, molti punti fermi e molti accorgimenti che è opportuno rispettare per far sì che le nostre succulente trascorrano indenni l&#8217;inverno e anzi approfittino della stasi vegetativa per poter rifiorire l&#8217;anno seguente.</p>
<p>A queste domande risponde l&#8217;articolo che segue, nel quale troverete anche l&#8217;indicazione dei corretti accorgimenti da adottare per far svernare al meglio cactus e succulente, avere abbondanti fioriture e, soprattutto, un pratico prontuario con l&#8217;indicazione della migliore collocazione per cactacee e succulente organizzato in ordine alfabetico, così da facilitare l&#8217;individuazione della pianta, capire in quale range di temperature minime può stare e dove può essere collocata (ad esempio all&#8217;esterno, su un pianerottolo, oppure direttamente in casa). (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>A pioggia, dal basso, solo il terriccio: come si bagnano cactus e succulente e fino a quando possiamo farlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2023 08:34:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come si bagnano i cactus e le piante grasse? Quando si innaffiano i cactus? Quando sospendere le irrigazioni o bagnature di cactus e piante succulente? Si tratta di domande molto comuni tra chi coltiva cactus e piante grasse. In questo articolo vediamo nel dettaglio quando si può bagnare le piante grasse e quando è necessario &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/bagnano-cactus-succulente/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "A pioggia, dal basso, solo il terriccio: come si bagnano cactus e succulente e fino a quando possiamo farlo"</span></a></p>
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<p><strong>Come si bagnano i cactus e le piante grasse? Quando si innaffiano i cactus? Quando sospendere le irrigazioni o bagnature di cactus e piante succulente? Si tratta di domande molto comuni tra chi coltiva cactus e piante grasse. In questo articolo vediamo nel dettaglio quando si può bagnare le piante grasse e quando è necessario sospendere le irrigazioni per le piante succulente.</strong></p>
<p>Andiamo in controtendenza, poiché il periodo è più indicato per parlare di sospensione della annaffiature che non di <strong>come, quanto, quando si bagnano un cactus o una pianta succulenta</strong>. L&#8217;argomento, tuttavia, è di primaria importanza e sebbene già trattato in uno specifico articolo pubblicato agli “albori” di questo sito, merita un ulteriore approfondimento. E lo merita, forse a maggior ragione, adesso che ci stiamo avvicinando al momento in cui (quantomeno al Nord Italia) è opportuno sospendere le irrigazioni. <strong>Sapere quando dire stop alle bagnature di cactus e piante succulente in generale è fondamentale per evitare marciumi durante l&#8217;inverno</strong>. Sapere in quali modi è possibile bagnare le nostre piante (a pioggia, dal basso, bagnando solo il terriccio, ecc.), sapere quante volte irrigarle durante la stagione di crescita, come regolarsi con i vari generi, come rapportare le annaffiature ai substrati utilizzati e molto altro ancora è però altrettanto fondamentale.</p>
<p>Ecco dunque la ragione di questo articolo, che risponde peraltro alle moltissime domande su questo tema &#8211; <strong>come si bagnano le succulente, quante volte si bagnano, in che modo? ecc.</strong> &#8211; poste in qualsiasi periodo dell&#8217;anno da coltivatori alle prime armi ma non solo. Senza contare che, volendo entrare nel dettaglio, ci sono cactacee e succulente che qualche annaffiatura invernale la gradiscono eccome. Non lo sapevate? A maggior ragione questo articolo farà per voi.</p>
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		<title>I cactus, la primavera che non arriva e la pioggia che non dà tregua: dobbiamo preoccuparci?</title>
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		<pubDate>Tue, 16 May 2023 08:45:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una primavera che stenta ad affermarsi, temperature che oscillano in continuazione con giornate soleggiate e molto calde e giornate uggiose col termometro in picchiata. Soprattutto, pioggia fitta quasi tutti i giorni da almeno una settimana, quantomeno qui al Nord. Molti, tra noi, hanno già trasferito le loro cactacee e succulente all&#8217;esterno, o hanno tolto le &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-pioggia/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "I cactus, la primavera che non arriva e la pioggia che non dà tregua: dobbiamo preoccuparci?"</span></a></p>
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<p></p>
<p>Una primavera che stenta ad affermarsi, temperature che oscillano in continuazione con giornate soleggiate e molto calde e giornate uggiose col termometro in picchiata. Soprattutto, pioggia fitta quasi tutti i giorni da almeno una settimana, quantomeno qui al Nord. Molti, tra noi, hanno già trasferito le loro cactacee e succulente all&#8217;esterno, o hanno tolto le protezioni invernali (tessuto non tessuto o teli trasparenti). In tanti si preoccupano, alcuni corrono ai ripari riportando le piante al coperto, altri sono indecisi sul da farsi&#8230; E&#8217; davvero il caso di preoccuparsi per la combinazione tra basse temperature e pioggia insistente?</p>
<p>Ecco in questo articolo qualche riflessione e la risposta alla domanda che in tanti mi state ponendo in questi giorni, come sempre sulla base di quello che ho imparato in anni di coltivazione (&#8230;).</p>
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		<title>Quando il cactus &#8220;esplode&#8221; per la troppa acqua: come evitare le spaccature sul fusto</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2019 11:38:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le piante succulente, e le cactacee in particolare, si sono evolute per accumulare riserve idriche e riuscire così ad affrontare lunghi periodi di siccità. Nei loro habitat naturali, i cactus sono soggetti a forti sbalzi di temperatura tra la notte e il giorno, ma anche ad un&#8217;alternanza tra periodi di totale siccità e periodi di &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/spaccature/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Quando il cactus &#8220;esplode&#8221; per la troppa acqua: come evitare le spaccature sul fusto"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Le piante succulente, e le cactacee in particolare, si sono evolute per accumulare riserve idriche e riuscire così ad affrontare lunghi periodi di siccità. Nei loro habitat naturali, i cactus sono soggetti a forti sbalzi di temperatura tra la notte e il giorno, ma anche ad un&#8217;alternanza tra periodi di totale siccità e periodi di grande disponibilità di acqua. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nelle regioni subdesertiche degli Stati Uniti meridionali (California, Arizona, Texas, Nevada, ecc.), così come in Messico, nell&#8217;America centrale e nell&#8217;America latina (Cile e Argentina, ad esempio), durante la stagione vegetativa, corrispondente di fatto alla primavera e all&#8217;estate, le giornate calde e secche sono spesso interrotte bruscamente da violenti acquazzoni. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se in natura le piante sanno gestire queste condizioni senza particolari problemi, in coltivazione può capitare che il passaggio dalla stagione di stasi a quella di crescita, se accompagnato da una ripresa troppo &#8220;decisa&#8221; delle irrigazioni, dia origine al fenomeno della spaccatura dei fusti. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In questo articolo vediamo come e perché questo fenomeno si può verificare, come porvi rimedio per evitare che la pianta contragga il marciume e soprattutto come prevenirlo. (&#8230;)</span></p>
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		<title>Come, quando e quanto bagnare le succulente? Scordatevi il contagocce, benvenuta la pioggia</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 15:40:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come si annaffia un cactus o una pianta grassa? Ogni quanto innaffiare i cactus? Con quale acqua si bagnano i cactus e le piante succulente? Di quanta acqua hanno bisogno le piante grasse? E&#8217; meglio bagnare i cactus e le piante succulente dall&#8217;alto o dal basso? Il tema legato alle annaffiature (o innaffiature) delle piante &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/annaffiare-cactus-piante-grasse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Come, quando e quanto bagnare le succulente? Scordatevi il contagocce, benvenuta la pioggia"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/annaffiare-cactus-piante-grasse/">Come, quando e quanto bagnare le succulente? Scordatevi il contagocce, benvenuta la pioggia</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come si annaffia un cactus o una pianta grassa? Ogni quanto innaffiare i cactus? Con quale acqua si bagnano i cactus e le piante succulente? Di quanta acqua hanno bisogno le piante grasse? E&#8217; meglio bagnare i cactus e le piante succulente dall&#8217;alto o dal basso? Il tema legato alle annaffiature (o innaffiature) delle piante grasse è tra i più importanti in assoluto nella coltivazione di queste piante ed è importante sapere come, quando e quanto bagnare per avere una crescita rigogliosa ed evitare i marciumi.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quello delle annaffiature (o innaffiature, sebbene il primo termine sia oggi di uso più comune) è tuttora uno dei temi più dibattuti tra chi si approccia alla coltivazione di cactus e piante grasse in generale. <strong>Quanta acqua vogliono i cactus? Quando vanno annaffiate le piante succulente? Ogni quanto vanno bagnate le piante grasse? </strong></span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: revert;">Quelle riportate in apertura sono solo alcune delle domande più ricorrenti – e sorvolo, per ovvi motivi, su un’altra domanda che ho sentito spesso porre: “Ma i cactus vanno annaffiati?”. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Come ogni essere vivente, le piante succulente hanno bisogno di acqua.</strong> Come, quanto e quando annaffiare dipende da molti fattori, come il periodo dell’anno, la zona in cui ci si trova (Nord o Sud Italia, ad esempio?), le temperature, l’umidità ambientale, i substrati che si utilizzano, la grandezza dei vasi, e altro ancora. Anche il metodo di annaffiatura è importante e <strong>c&#8217;è chi bagna cactus e succulente dall&#8217;alto, a pioggia, e chi le bagna dal basso</strong>, versando acqua nel sottovaso o in una bacinella. <strong>Fondamentale, infine, è la composizione del terriccio, o substrato, che dovrà essere drenante e in grado di asciugare in tempi brevi</strong>, dal momento che le piante succulente non tollerano assolutamente i ristagni idrici, che possono facilmente portare al marciume radicale.</span></p>
<p>Vediamo, in questo articolo, tutto quello che è opportuno sapere in relazione alle annaffiature delle succulente e dei cactus, così da avere piante sane ed evitare i marciumi. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-1323"></span></p>
<h3>Premesse generali sull&#8217;annaffiatura</h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Prima di entrare nel dettaglio delle annaffiature, assicuriamoci di accantonare definitivamente errate convinzioni retaggio di chissà quali esperienze al limite dell’assurdo. <strong>Ad esempio togliamoci dalla testa il fatto che cactus e piante succulente vanno bagnate col contagocce o annaffiate una volta ogni morte di Papa</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In natura, nelle zone subdesertiche dove vivono queste piante, piove eccome. Piove in modo spesso torrenziale e per giorni interi. Oppure piove ogni pomeriggio e le nuvole scaricano quantitativi di acqua impressionanti rispetto a quelli che siamo abituati a considerare in Europa. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per dirne una, in Messico, in moltissime zone (la Baja California è una di queste, come ho potuto sperimentare durante un viaggio), tra settembre e ottobre è tempo di violente piogge spesso accompagnate da cicloni e uragani. Dal mese di giugno a quello di settembre, sempre in molte zone subdesertiche del Messico, si registrano acquazzoni intensi con frequenza quotidiana, in particolare nel pomeriggio. Inoltre in natura le differenze tra le temperature notturne e quelle diurne possono essere tali da produrre abbondante rugiada nelle prime ore del mattino: anche questa è acqua che molti cactus sono in grado di assorbire per dissetarsi (non diversamente dalla nebbia che avvolge, in Cile, le <em>Copiapoa</em>).</span></p>
<p><figure id="attachment_1387" aria-describedby="caption-attachment-1387" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-texensis-allagato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1387 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-texensis-allagato-150x150.jpg" alt="Echinocactus texensis durante l'annaffiatura" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1387" class="wp-caption-text">Un mio Echinocactus texensis durante l&#8217;annaffiatura (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Dunque non ha senso dire <em>tout court</em> che i cactus vanno bagnati poco e a lunghi intervalli</strong>. I cactus, in stagione vegetativa – tra fine marzo e settembre/ottobre – bevono eccome. Alcune specie di generi come <em>Sclerocactus</em>, <em>Pediocactus</em>, <em>Escobaria</em>, <em>Opuntia</em>, bevono anche in quello che è il nostro inverno. Altre piante succulente – le africane ad esempio – possono avere il ciclo delle stagioni invertito, dal momento che mentre da noi è estate alle loro latitudini è inverno, pertanto andrebbero bagnate durante i nostri mesi invernali e lasciate in pace nei nostri mesi estivi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Questo per dire che, oltre ai fattori di coltivazione, vanno considerate anzitutto le condizioni di base che le piante hanno nel loro habitat. Detto questo, qualche paletto va fissato. Un po’ per convenzione, un po’ perché a dettare i tempi sono soprattutto le temperature, <strong>si può quindi dire che tendenzialmente le cactaceae e le succulente dell’emisfero Nord vanno annaffiate nel periodo compreso tra la fine di marzo e l’inizio di ottobre</strong> (meglio ancora, almeno al Nord Italia, <a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-inverno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>fermarsi a metà settembre per dare tempo alle piante di prepararsi all’inverno</strong></a>).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/coltivazione-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sulla coltivazione delle piante grasse in generale potete consultare questo articolo riassuntivo, con tutti i fattori determinanti per avere piante in salute</strong></a>.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Che tipo di acqua usare per i cactus e le piante grasse</span></h3>
<p><figure id="attachment_3038" aria-describedby="caption-attachment-3038" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-annaffiati.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3038 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-annaffiati-150x150.jpg" alt="Melocactus annaffiati" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3038" class="wp-caption-text">Melocactus durante l&#8217;annaffiatura a pioggia (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se la domanda fosse semplicemente: “qual è l’acqua migliore per i cactus?” la risposta sarebbe netta: quella piovana. Per chi coltiva in serra e ha la possibilità di raccogliere la pioggia in ampie cisterne il problema non si porrebbe nemmeno. <strong>L’acqua piovana è decisamente la migliore: ha un pH acido e non contiene calcare né sostanze chimiche come il cloro</strong>, per citarne una. Per le piante in generale, quindi non solo le succulente, è la soluzione ideale (oltre che la più naturale, in tutti i sensi). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Non sono solo le sue caratteristiche intrinseche a rendere l’acqua piovana la migliore in assoluto: è anche il tipo di annaffiatura determinato dalla pioggia a contribuire al risultato finale. Le piante esposte alla pioggia ricevono acqua in quantità variabile ma costante, goccia a goccia per un periodo di tempo che può andare da qualche minuto (nel caso di acquazzoni estivi) a qualche ora. Non solo: nel tragitto dalle nubi a terra <strong>l’acqua si arricchisce di ossigeno e anche questo ha un effetto benefico per le piante</strong>. Per rendersene conto è sufficiente provare a tenere due piante identiche e lasciarne una alla pioggia, tenendo l’altra al riparo e bagnandola con acqua del rubinetto. Tempo qualche settimana e le differenze tra le due piante saranno palesi: quella dissetata dalla pioggia sarà più rigogliosa, più pulita, più vitale. Più in salute, insomma.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L’alternativa alla pioggia – sia per chi ha una serra ma non può raccogliere l’acqua piovana perché serve un impianto apposito, sia per chi coltiva su balconi o terrazze – è l’acqua d&#8217;uso domestico. <strong>In campagna, come nel mio caso, c’è l’acqua del pozzo, in generale abbastanza calcarea e dunque, alla lunga, meno “buona” per le piante</strong>. Una soluzione, in questi casi, è quella di riempire annaffiatoi o barili con acqua di pozzo o da cisterna e lasciarla “decantare” per almeno 24 ore addizionandola con acido citrico o prodotti specifici (facilmente reperibili in commercio) in grado di acidificarla e portarne il pH ad un valore tra 6 e 6,5. Lasciando “decantare” l’acqua per una giornata, inoltre, il cloro potrà evaporare quasi del tutto, così come eventuali impurità o elementi “pesanti” potranno depositarsi sul fondo del contenitore.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In genere, per le mie piante in serra, faccio esattamente così: preparo l’acqua il giorno prima dell’annaffiatura lasciandola in due cisterne da 80 litri l’una aggiungendo il giusto quantitativo di acidificante per addolcirla, dal momento che nelle campagne l’acqua è in genere piuttosto calcarea. Dopo 24 ore annaffio le piante “a pioggia” con una pompa collegata al tubo che pesca l’acqua dai recipienti.  </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Moltissime piante (un po’ di tutto: da semine di cactus di tre anni fino a cactaceae adulte, ma anche <em>Agavi</em> e <em>Aloe</em>) <strong>le tengo all’aperto da fine marzo a tutto ottobre</strong>. Queste, inutile dirlo, prendono tutta l’acqua che il cielo manda giù. Se, come è capitato durante le ultime estati, per settimane non piove, provvedo io con l’acqua di pozzo lasciata decantare. In più di un’occasione, invece, le piante all’esterno hanno preso pioggia per diversi giorni di fila. Non è morta nessuna pianta, anche perché con l’aria aperta e il vento il terriccio asciuga molto rapidamente.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Come annaffiare le piante grasse e i cactus</span></h3>
<p><figure id="attachment_1339" aria-describedby="caption-attachment-1339" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Grusonii-al-giardino-esotico-di-Monaco.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1339 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Grusonii-al-giardino-esotico-di-Monaco-150x150.jpg" alt="Echinocactus Grusonii al Giardino Esotico di Monaco" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1339" class="wp-caption-text">Echinocactus Grusonii in piena terra al Giardino Esotico di Monaco (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Annaffio a pioggia, ossia dall’alto, bagnando sia le piante che il terriccio. Dal momento che uso substrati poveri o privi di torba, in molti casi prevalentemente minerali, <strong>bagno abbondantemente e in più passate, fino a sommergere le piante più piccole e a creare uno strato d’acqua in superficie</strong>. Non solo: di solito faccio almeno due o tre passate con la canna dell’acqua su ogni bancale, fino a vedere l’acqua sgrondare in abbondanza dai fori di scolo dei vasi. <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Con il terriccio che uso</strong></a>, nel giro di un giorno (se le giornate sono calde) la superficie di ogni vaso sarà del tutto asciutta e nel giro di quattro o cinque giorni sarà asciutto tutto il terriccio fino in profondità (anche perché le succulente, in stagione vegetativa, bevono velocemente e con avidità).</span></p>
<p><figure id="attachment_3037" aria-describedby="caption-attachment-3037" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Copiapoa-annaffiate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3037 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Copiapoa-annaffiate-150x150.jpg" alt="Copiapoa annaffiate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3037" class="wp-caption-text">Copiapoa durante l&#8217;annaffiatura: l&#8217;acqua si accumula sul primo strato argilloso (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se si utilizza terra di campo argillosa nei substrati, le annaffiature devono essere abbondanti ed è necessario ripassare più volte sulla stessa pianta perché <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>l’argilla, quando è asciutta, tende ad essere impermeabile</strong></a>. E’ necessario insistere, insomma, affinché l’acqua possa penetrare in profondità e bagnare bene il pane di terra. Non a caso, in natura è proprio così che avviene, con la pioggia che cade insistentemente per ore fino a penetrare lo strato superficiale dei campi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In passato, alle prime annaffiature dopo l’asciutta invernale, mi è capitato di notare che alcune piante non si rigonfiavano nonostante annaffiature che ritenevo abbondanti. Erano soprattutto piante in terra di campo e inerti. Una volta capito che l’argilla era troppo asciutta e compatta, ho cominciato a bagnare più frequentemente, ma soprattutto insistendo maggiormente su ogni pianta – sono arrivato, letteralmente, a sommergere di acqua le piante. Risultato? Dopo un paio di giorni si erano completamente riprese e avevano riacquistato volume: l’acqua era riuscita a penetrare in profondità e le cactaceae avevano finalmente bevuto a sufficienza.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Attenzione ad altri falsi miti, come quello che vorrebbe gli <em>Ariocarpus</em> delicatissimi, quasi refrattari all’acqua</strong>. Niente di più sbagliato: <a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-schede-piante/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>gli <em>Ariocarpus</em> in stagione vegetativa bevono tanto</strong></a> ed è solo questa errata credenza che ha indotto a pensare che queste piante non crescono mai. Con annaffiature abbondanti gli <em>Ariocarpus</em> velocizzano non poco la crescita (pur restando, questo è un dato di fatto, cactaceae relativamente lente nello sviluppo).</span></p>
<p><strong>Volete vedere come annaffio le mie piante?</strong> <a href="https://ilfioretralespine.it/bagnare-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Qui trovate un video realizzato da me in serra</b></a>. Se vi piace, iscrivetevi al canale <a href="https://www.youtube.com/channel/UCuaHz-ay5W6mN_YJBSNdNZA" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><em>Youtube </em>de <em>Il fiore tra le spine</em></strong></a>!</p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quando bagnare le succulente e con quale frequenza</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Le risposte a domande come “quando bagnare” e “con quale frequenza annaffiare” rischierebbero di essere infinite. Come detto in premessa, <strong>vanno considerate anzitutto le piante e la loro provenienza</strong> (un’E<em>chinopsis</em> e un <em>Lithops</em> hanno esigenze molto diverse, giusto per dirne una), poi i fattori di coltivazione, a partire dalla zona in cui coltiviamo. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Diciamo che in questo ambito è possibile adottare qualche convenzione. Per la maggior parte delle cactaceae e delle succulente non caudiciformi (ad esempio le <em>crassule</em>) il periodo delle annaffiature corrisponde con quello della stagione vegetativa. In Italia, da fine marzo a tutto settembre (anche ottobre e parte di novembre se siamo al Sud). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Io comincio ad annaffiare a fine marzo, se le giornate sono abbastanza calde, altrimenti aspetto l’inizio di aprile. Sospendo le annaffiature a metà settembre, anche se fa ancora caldo, per permettere alle piante di cominciare a perdere liquidi e prepararsi all’inverno. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Tra la fine di marzo e la prima metà di settembre annaffio con frequenze variabili, all’incirca ogni 15 giorni, intensificando all’occorrenza nei mesi più caldi</strong>, quando posso bagnare una volta ogni 8-10 giorni.<br />
</span></p>
<p><figure id="attachment_1344" aria-describedby="caption-attachment-1344" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/thelocactus-spaccato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1344 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/thelocactus-spaccato-150x150.jpg" alt="Thelocactus: spaccatura causata dal rigonfiamento troppo veloce" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1344" class="wp-caption-text">Thelocactus bicolor: spaccatura causata dal rigonfiamento troppo veloce (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Molto importante, dopo l’asciutta invernale, durante la quale le piante tendono a sgonfiarsi (in alcuni casi anche in modo notevole) è riprendere ad annaffiare gradualmente. <strong>Le prime due o tre annaffiature devono essere leggere</strong>, non abbondanti come in giugno o luglio. Le piante devono infatti riprendere a bere poco per volta perché se trovano acqua immediatamente disponibile in grande quantità la assorbono rapidamente con il <a href="https://ilfioretralespine.it/spaccature/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>rischio di rigonfiarsi talmente velocemente da spaccarsi</strong></a>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Mi è successo qualche volta. Ho avuto una <em>Frailea</em>, un <em>Thelocactus</em> e alcuni <em>Ferocactus</em> che dopo le prime due annaffiature si sono rigonfiati subito, col risultato che il fusto si è spaccato. Le piante non sono morte ma hanno corso un bel rischio perché il tessuto interno, se esposto, può essere facilmente aggredito da batteri che poi vanno a innescare marciumi (senza contare il danno estetico di una pianta con una costa letteralmente bucata).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Per quanto riguarda la frequenza delle bagnature, può essere utile la vecchia regola: nel dubbio, annaffiare solo se il terriccio è ben asciutto</strong>. Lo vediamo dallo strato superficiale: se premendo con il dito sentiamo umido, meglio aspettare. Questa è una regola base fondata sul buonsenso – difficile che un cactus muoia di sete, mentre è molto più facile che possa marcire per un eccesso di acqua, specie se in un terriccio molto organico –; sarà poi l’esperienza a dirci quando dare acqua alle nostre piante. A me, ad esempio, basta toccare il fusto o soppesare il vaso per capire se la pianta ha sete e se il terriccio è ancora bagnato o meno.</span></p>
<p><figure id="attachment_3040" aria-describedby="caption-attachment-3040" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-spine-bagnate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3040 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-spine-bagnate-150x150.jpg" alt="Melocactus: particolare delle spine bagnate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3040" class="wp-caption-text">Melocactus: particolare delle spine bagnate (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Un trattamento di riguardo lo riservo per le mie semine di cactaceae di almeno un anno e per le poche piante grasse a foglia che tengo (<em>crassule</em>, <em>echeverie</em> ecc.): per queste la frequenza delle annaffiature è maggiore rispetto alle cactaceae in genere. Le piante a foglia tendono ovviamente a disperdere acqua più facilmente rispetto ai cactus, mentre le semine hanno voglia di crescere e per sostenerle vanno bagnate con maggiore frequenza rispetto alle piante adulte. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In agosto, di solito, sospendo le annaffiature per i cactus (non per le semine e non per le piante grasse in generale). <strong>Le cactaceae, nei mesi più caldi, tendono ad andare in “estivazione”, ossia rallentano la crescita e in alcuni casi la bloccano</strong> per ripartire non appena le temperature tornano a livelli tollerabili (in agosto nella serra completamente aperta lungo i lati da 10 metri arrivo anche a superare i 40 gradi).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-estate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Qui un approfondimento sul fenomeno dell&#8217;estivazione</strong></a>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per le piante che tengo all’aperto in stagione vegetativa, come ho scritto sopra, lascio fare alla natura. Possono prendere acqua per giorni di fila oppure restare intere settimane all’asciutto. Se la siccità si prolunga provvedo con annaffiature extra. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Riguardo agli orari</strong> in cui è meglio bagnare le piante, <strong>senz’altro è preferibile la mattina presto, prima che il sole cominci a far salire le temperature, o nel tardo pomeriggio</strong>. Meglio ancora la sera, così le piante avranno a disposizione tutta la notte – tendenzialmente con temperature inferiori rispetto al giorno – per assorbire l’acqua prima che questa evapori nella porzione superficiale del vaso.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/rinvasi-cactus-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sicuramente da evitare è l&#8217;annaffiatura subito dopo un rinvaso</strong></a>: le radici potrebbero essere state lesionate durante l&#8217;operazione ed è bene aspettare almeno una decina di giorni prima di bagnare il terriccio, per permettere all&#8217;apparato radicale di rimarginare le sue &#8220;ferite&#8221; e scongiurare il rischio di marciumi che la terra bagnata potrebbe innescare.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nebulizzazioni: sono utili o se ne può fare a meno?</span></h3>
<p><figure id="attachment_1341" aria-describedby="caption-attachment-1341" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ferocactus-spine-bagnate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1341 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ferocactus-spine-bagnate-150x150.jpg" alt="Ferocactus, particolare delle spine bagnate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1341" class="wp-caption-text">Ferocactus, particolare delle spine bagnate (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">C’è chi consiglia di nebulizzare spesso le succulente. <strong>Personalmente non lo trovo utile</strong>. L’ho fatto per anni, all’inizio, poi ho visto che non ne ricavo alcun beneficio per le piante. Anche a nebulizzarle abbondantemente, in pochi minuti asciugano completamente e sinceramente non vedo l’utilità di perdere tempo per bagnare il fusto di cactus e succulente. Le uniche nebulizzazioni utili, a mio avviso, sono quelle con acqua addizionata con fungicidi o acaricidi. Nel corso degli anni, dal momento che con il regime di coltivazione e con i terricci che uso ho irrobustito le piante, ho ridotto parecchio anche questi trattamenti e attualmente passo il rameico una volta in primavera e una in autunno, prima dell’asciutta, e un acaricida un paio di volte durante la stagione di crescita.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La concimazione dei cactus e delle piante grasse</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Tratto la fertilizzazione in <a href="https://ilfioretralespine.it/concimazione-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>un post specifico, a questo link</strong></a>. Basti qui ricordare che <strong>cactus e piante grasse devono essere fertilizzate con prodotti specifici a basso tenore di azoto</strong> e non generici, ad esempio per piante ornamentali o per l’orto. I concimi per succulente sono a base di azoto (N), fosforo (P), potassio (K) ai quali si aggiungono vari microelementi. Per le piante grasse in generale è bene che il rapporto tra i tre elementi principali, N-P-K, sia nell’ordine di 5-15-30 (un’altra formulazione di base usata è 1 di azoto, 2 di fosforo e 4 di potassio). Concimi, in buona sostanza, poco azotati e con alte percentuali di fosforo e potassio.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Annaffiature e rinvasi delle succulente: come comportarsi</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Attenzione: <strong>le piante grasse appena rinvasate non vanno mai annaffiate</strong>. E&#8217; bene aspettare almeno una decina di giorni dal rinvaso prima di bagnare il terriccio. Le piante rinvasate possono essere nebulizzate per far assestare il terriccio in superficie, soprattutto nei casi di ricostruzione dell&#8217;habitat, ma per bagnare la terra in profondità e meglio non avere fretta.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/category/rinvasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Da questo link arrivate direttamente alla sezione del sito con tutti gli articoli dedicati ai rinvasi</strong></a>.</span></p>
<h3>Fino a quando si possono annaffiare le piante grasse?</h3>
<p>In inverno la maggior parte dei cactus e delle succulente deve restare in luogo freddo e protetto. Le annaffiature, nei mesi freddi, vanno del tutto sospese. Per approfondire questo aspetto della coltivazione e sapere fino a quando è opportuno bagnare le cactacee potete consultare <a href="https://ilfioretralespine.it/innaffiare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo articolo specifico</strong></a>.</p>
<p><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"> <strong>ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER</strong> </span> &#8211; Se vuoi ricevere la newsletter gratuita ogni volta che viene pubblicato un nuovo contenuto, <a href="https://ilfioretralespine.it/iscriviti-alla-newsletter/" target="_blank" rel="noopener"><strong>compila i campi che trovi a questo link!</strong></a></span></p>
<h3>Video: come annaffio i miei cactus e le mie succulente</h3>
<p>In questo video potete vedere esattamente come annaffio le mie piante, tenendo conto che le coltivo in una serra (e non su un balcone):</p>
<p><iframe title="Annaffiare (bagnare) cactus e piante succulente" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/l4evhdStWdI?start=17&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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