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	<title>rinvasare Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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	<title>rinvasare Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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		<title>Ripicchettamento: dopo quattro anni e mezzo, il rinvaso delle mie semine di Echinocactus parryi e Astrophytum</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 14:32:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo di ripicchettamento. E già che ci siamo, poniamoci una domanda: chi lo ha detto che gli Echinocactus parryi sono così lenti? In quattro anni e mezzo, dal seme si arriva a ottenere esemplari che possono essere rinvasati in vasetti quadrati da 7 centimetri per sette. Guardare per credere! In questi giorni mi sono finalmente &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/ripicchettamento-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Ripicchettamento: dopo quattro anni e mezzo, il rinvaso delle mie semine di Echinocactus parryi e Astrophytum"</span></a></p>
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<p><strong>Parliamo di ripicchettamento. E già che ci siamo, poniamoci una domanda: chi lo ha detto che gli <em>Echinocactus parryi</em> sono così lenti? In quattro anni e mezzo, dal seme si arriva a ottenere esemplari che possono essere rinvasati in vasetti quadrati da 7 centimetri per sette. Guardare per credere! </strong></p>
<p>In questi giorni mi sono finalmente deciso a rinvasare, o meglio, a ripicchettare, alcune mie semine di <em>parryi</em> e di <em>Astrophytum</em> (soprattutto <em>asterias</em>) nate nel 2021. Sì, esatto: 2021! E se gli <em>Astrophytum</em> hanno un po&#8217; sofferto, in termini di crescita, per la prolungata permanenza nel vaso da semina, non così è stato per i <em>parryi</em>, finiti tutti in vasi da sette centimetri di lato per 10 centimetri di altezza. Ho rimandato a lungo il ripicchettamento (ossia il primo rinvaso) di queste semine per ragioni di tempo, ma in questi giorni mi sono deciso e adesso le nuove piante avranno molto più spazio per crescere. Gli <em>Echinocactus</em> in vasi singoli, gli <em>Astrophytum</em> in una cassetta di polistirolo.</p>
<p><strong>Il primo rinvaso dopo la semina può essere infatti effettuato anche dopo un solo anno</strong>, se le plantule sono ben formate, ma non è detto che sia sempre questa la soluzione ideale. Ho avuto infatti semine di vari generi di cactus che, rinvasate dopo il primo anno, si sono letteralmente inchiodate. Alcuni esemplari hanno impiegato anche due anni per riprendere a crescere, altri sono deperiti fino a morire.</p>
<p>In questo caso, invece, le semine di <em>parryi</em> e di <em>Astrophytum</em> hanno passato la bellezza di quattro anni e mezzo nel contenitore della semina. E nonostante questo, pur trovandosi affollate, sono cresciute molto bene, sviluppando un perfetto apparato radicale. Questo, in effetti, può dire molto sulla semina, perché talvolta è meglio aspettare e non toccare i semenzali anche per anni prima di ripicchettare.</p>
<p><strong>In questo articolo e nelle foto che lo corredano vediamo un po&#8217; i progressi di queste piante: grazie alle foto vediamo, in particolare, come erano e come sono, prima e dopo il ripicchettamento</strong>. (…)</p>
<p>
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		<title>L&#8217;akadama come substrato per la coltivazione dei cactus e delle piante grasse: cos&#8217;è e come funziona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 09:59:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è l&#8217;akadama? L&#8217;akadama può essere utilizzata come substrato per i cactus e le piante succulente? Come si usa l&#8217;akadama? Da alcuni anni, da quando questo materiale ha visto crescere la sua diffusione e reperibilità sul mercato, queste domande hanno cominciato ad aumentare di conseguenza. Diciamo subito che l&#8217;akadama è un materiale, sostanzialmente un&#8217;argilla, largamente impiegata &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/akadama-cactus-piante-grasse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "L&#8217;akadama come substrato per la coltivazione dei cactus e delle piante grasse: cos&#8217;è e come funziona"</span></a></p>
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<p></p>
<p><strong>Cos&#8217;è l&#8217;akadama? L&#8217;akadama può essere utilizzata come substrato per i cactus e le piante succulente?</strong> <strong>Come si usa l&#8217;akadama?</strong> Da alcuni anni, da quando questo materiale ha visto crescere la sua diffusione e reperibilità sul mercato, queste domande hanno cominciato ad aumentare di conseguenza. Diciamo subito che <strong>l&#8217;akadama è un materiale, sostanzialmente un&#8217;argilla, largamente impiegata ormai da moltissimi anni nella coltivazione dei bonsai</strong>. Da tempo, però, alcuni coltivatori hanno cominciato ad aggiungerla anche ai terricci (o substrati) per cactus e piante grasse.</p>
<p>Va detto subito che anche con le succulente <strong>l&#8217;akadama può essere usata in purezza (come si fa quasi sempre per i bonsai) oppure miscelata ad altri componenti</strong> come sabbia, ghiaia, pomice, torba, per realizzare il substrato. <strong>Un altro utilizzo dell&#8217;akadama è rappresentato dalla semplice pacciamatura</strong>: è sufficiente stendere un leggero strato di questo materiale (mezzo centimetro) sulla superficie del substrato, attorno alla pianta, così da ottenere un effetto estetico abbastanza naturale e tenere in ordine i vasi, evitando che i materiali più leggeri come la perlite fuoriescano con le annaffiature. Il punto è: <strong>come funziona l&#8217;akadama con i cactus e con le piante grasse in generale?</strong> Questo materiale è molto poroso, trattiene l&#8217;umidità e la rilascia gradualmente, esattamente come fa la pomice, che è il materiale più usato in assoluto nei terricci per queste piante. <strong>L&#8217;akadama svolge dunque una funzione drenante ma, grazie alla sua composizione, fornisce anche diversi nutrienti alla pianta</strong>. La risposta al primo quesito, dunque, è <strong>sì: l&#8217;akadama può essere usata anche con i cactus e le piante grasse e funziona bene</strong>. C&#8217;è però un discreto &#8220;contro&#8221;, in particolare se si hanno molte piante, che vedremo più avanti.</p>
<p>Ecco allora nell&#8217;articolo che segue un approfondimento su <strong>cosa è l&#8217;akadama, quali sono i suoi pregi e i suoi difetti e come può essere usata nella coltivazione delle succulente</strong>. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Vasi e inerti nella coltivazione di piante grasse: si possono riciclare o è meglio buttare tutto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 10:31:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il rinvaso delle piante, si tratti di succulente o meno, comporta l&#8217;utilizzo di vasi, terriccio e materiali di vario tipo. Quando si hanno molte piante, naturalmente, il numero di vasi, vasetti, contenitori, terricci, inerti cresce notevolmente. E&#8217; dunque possibile riciclare questi materiali? E&#8217; possibile riciclare anche i vasi? E se sì, come farlo correttamente? L&#8217;autunno &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/riciclare-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Vasi e inerti nella coltivazione di piante grasse: si possono riciclare o è meglio buttare tutto?"</span></a></p>
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<p><strong>Il rinvaso delle piante, si tratti di succulente o meno, comporta l&#8217;utilizzo di vasi, terriccio e materiali di vario tipo. Quando si hanno molte piante, naturalmente, il numero di vasi, vasetti, contenitori, terricci, inerti cresce notevolmente. E&#8217; dunque possibile riciclare questi materiali? E&#8217; possibile riciclare anche i vasi? E se sì, come farlo correttamente?</strong></p>
<p>L&#8217;autunno entra nel vivo e con l&#8217;arrivo delle giornate fredde le piante grasse, si tratti di cactacee o di succulente, richiedono meno &#8220;attenzioni&#8221; da parte nostra. In questo periodo, quantomeno al Nord Italia, le piante devono già trovarsi nella loro collocazione invernale, protette dalle intemperie e dal freddo eccessivo. Per i rinvasi c&#8217;è tempo, dal momento che è meglio attendere la metà o la fine dell&#8217;inverno per questo genere di operazioni. Le annaffiature sono ovviamente sospese e non ci resta che effettuare qualche trattamento preventivo per proteggere le succulente da funghi e muffe durante i mesi invernali. <strong>Quale periodo migliore, allora, se non questo per dedicarsi a fare ordine tra vasi, vasetti, terricci e materiali necessari per i substrati?</strong> Ed è qui che sorge in molti coltivatori una domanda tutt&#8217;altro che banale: <strong>vasi e inerti costano, è proprio il caso di buttarli e comprarne di nuovi o è possibile riciclare tutto questo materiale?</strong> La risposta, chiaramente, è sì: <strong>riciclare è d&#8217;obbligo, ma attenzione, a determinate condizioni</strong> e assicurandosi che tutto ciò che andremo a riutilizzare sia perfettamente pulito e privo di parassiti, spore, muffe, polvere ecc.</p>
<p>A questo tema è dedicato l&#8217;articolo che segue, che entra nel dettaglio della <strong>pulizia e della sterilizzazione di vasi (in plastica e cotto) e dei materiali utilizzati per i substrati (pomice, lapillo, ghiaia, ecc.)</strong> che sono stati messi da parte dopo gli ultimi rinvasi effettuati nei mesi scorsi. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-16972"></span></p>
<h2>Premessa sul riutilizzo di vasi e substrati</h2>
<p>Il riutilizzo di vasi e inerti è pratica comune. Ovviamente non è sempre possibile riciclare tutto, ma una buona parte di ciò che è stato utilizzato per la coltivazione delle nostre piante può tranquillamente servire per i futuri rinvasi, a patto di pulire e sterilizzare a fondo i materiali. Chiaramente, vasi rotti e torba vanno eliminati poiché hanno esaurito il loro &#8220;ciclo&#8221; (la torba è già stata sfruttata e servirebbe a ben poco), ma <strong>la prima grande distinzione da fare è se quei materiali (vasi e substrati) hanno dato ospitalità a piante in perfetta salute o se hanno accolto piante morte per marciume o comunque colpite da parassiti</strong>. Vediamo tutto in dettaglio suddividendo le due categorie: i vasi e gli inerti.</p>
<h2>Come pulire, sterilizzare e riciclare i vasi</h2>
<p>Riciclare i vasi, specie se si utilizzano quelli in plastica, è d&#8217;obbligo. In primo luogo si contribuisce (nel nostro piccolo, chiaramente) alla riduzione della produzione della plastica; in secondo luogo si risparmia, perché i vasi in plastica sono molto duraturi e si lavano con estrema facilità. Se si utilizzano vasi in terracotta il riciclo assume anche un valore aggiuntivo: si possono riutilizzare vasi particolari, magari &#8220;di pregio&#8221; o comunque di grandi dimensioni e pertanto costosi.</p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"><strong> VASI IN PLASTICA </strong></span> &#8211; Se nel vaso non è morta alcuna pianta, ci si può limitare a un lavaggio approfondito con acqua tiepida e un prodotto detergente. Anche in questi casi, tuttavia, l<strong>&#8216;aggiunta di un po&#8217; di candeggina è sempre utile per eliminare germi e batteri</strong> che possono essersi formati mentre i vasi erano accatastati in attesa di essere riciclati. Per il lavaggio è sufficiente una spugna con un lato leggermente abrasivo e po&#8217; di olio di gomito. Importante: se si utilizza candeggina è il caso di indossare guanti di gomma, i classici guanti per i lavori domestici!</p>
<figure id="attachment_6482" aria-describedby="caption-attachment-6482" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-quadrati-alti-con-scanalature-antispirale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6482 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-quadrati-alti-con-scanalature-antispirale-150x150.jpg" alt="Vasi quadrati alti con scanalature antispirale" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-6482" class="wp-caption-text">Vasi quadrati in plastica (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Se invece nel vaso era morta una pianta</strong> si può decidere di buttare il vecchio contenitore per azzerare il rischio che il nuovo &#8220;inquilino&#8221; possa contrarre lo stesso fungo, oppure effettuare un&#8217;operazione più approfondita. In questo secondo caso si sciacquano bene i vasi, poi <strong>li si ripone in una bacinella contenente acqua e candeggina e li si lascia a mollo per alcune ore</strong> (anche una notte intera se si vuole). Trascorso questo periodo di tempo, si lavano i vasi accuratamente, cercando di raggiungere ogni angolo interno, con una spugna leggermente abrasiva, sempre con acqua e candeggina.<strong> Al termine, una seconda lavata con acqua e sapone e si risciacqua abbondantemente</strong>. Una volta che i vasi sono puliti è consigliabile lasciarli al sole diretto per almeno una giornata: anche il sole intenso aiuta a sterilizzare. </p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"> <strong>VASI IN TERRACOTTA</strong> </span> &#8211; A differenza dei vasi in plastica, <strong>quelli in terracotta sono porosi: è per questo che la pulizia è più lunga e difficile</strong>, dal momento che un vecchio vaso in cotto può presentare macchie di calcare o macchie verdastre. Se il vaso è già abbastanza pulito, si può lavare con cura con acqua e sapone e un goccio di candeggina. <strong>Se invece il vaso è segnato da macchie di calcare o residui di muschio, lo si può immergere in una bacinella con acqua alla quale aggiungeremo succo di limone, oppure bicarbonato o aceto</strong>. Lasciamo a bagno i vasi per alcune ore e diamo una passata energica con una spugna, usando la stessa acqua in cui sono stati a mollo. Una volta tolti i &#8220;segni della vecchiaia&#8221;, si procede <strong>lavando il vaso con acqua e sapone di marsiglia</strong> per poi riporlo al sole diretto per almeno una giornata, per far sì che tutta l&#8217;acqua evapori dalle pareti porose.</p>
<figure id="attachment_6486" aria-describedby="caption-attachment-6486" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-di-cotto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6486 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-di-cotto-150x150.jpg" alt="Vasi di cotto" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-6486" class="wp-caption-text">Vasi in terracotta (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Se nel vaso di terracotta è morta una pianta per marciume</strong> <strong>i casi sono due</strong>: se il vaso è già vecchio, sbeccato o di valore irrisorio si può buttare. Se invece il vaso è di pregio, è grande o ha un certo valore, si può pulire a fondo per poi sterilizzarlo. <strong>La procedura di pulizia è la stessa descritta sopra, mentre per quanto riguarda la sterilizzazione si può ricorrere al vecchio metodo della bollitura</strong> (ovviamente se il vaso non è enorme): lo si colloca in una pentola, si riempie il tutto con acqua e si accende il fuoco lasciando il vaso a &#8220;cuocere&#8221; fino all&#8217;ebollizione. Da quando l&#8217;acqua bolle si spegne e si lascia il vaso a mollo per almeno una ventina di minuti. In alternativa, si possono immergere i vasi di terracotta in acqua, aggiungendo una soluzione igienizzante &#8220;aggressiva&#8221;, come la candeggina (lasciandoli a bagno per almeno un&#8217;ora). Una volta pulito e sterilizzato il vaso, si colloca al sole diretto per almeno un giorno, così che possa asciugare del tutto.</p>
<figure id="attachment_6527" aria-describedby="caption-attachment-6527" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Portulacaria-afra-in-vaso-da-bonsai.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6527 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Portulacaria-afra-in-vaso-da-bonsai-150x150.jpg" alt="Portulacaria afra in vaso da bonsai" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-6527" class="wp-caption-text">Portulacaria afra in vaso smaltato per bonsai (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Le procedure descritte sono applicabili, fino a un certo punto, anche ai vasi smaltati solitamente usati per i bonsai</strong>. Si tratta, in questo caso, di vasi solitamente di pregio, smaltati all&#8217;esterno e porosi all&#8217;interno: a maggior ragione è un peccato buttarli. Una accortezza quando si ha a che fare con questo tipo di vasi: in questi casi è bene evitare la bollitura (che potrebbe rovinare lo smalto), preferendo il bagno in acqua e candeggina. Allo stesso modo, <strong>meglio evitare spugne abrasive</strong> che potrebbero graffiare o rovinare lo smalto.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/vasi-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La scelta del vaso? Ecco tutto quello che dovete sapere&#8230;</strong></a></p>
<h2>Riutilizzare gli inerti: setacciare e pulire i materiali</h2>
<figure id="attachment_593" aria-describedby="caption-attachment-593" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pomice.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-593 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pomice-150x150.jpg" alt="Pomice" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-593" class="wp-caption-text">Pomice (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Nella coltivazione delle piante succulente, si tratti di cactacee o piante grasse, si utilizzano moltissimi inerti, ossia materiali utili al drenaggio del <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus-substrati/" target="_blank" rel="noopener"><strong>substrato</strong></a>. Gli inerti possono essere porosi o lisci, ognuno ha determinate proprietà e la scelta è davvero notevole ed è bene conoscerli per scegliere i più adatti al mix che vogliamo realizzare. <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus-torba/" target="_blank" rel="noopener"><strong>In questo articolo trovate una disamina sulla maggior parte dei materiali utili alla preparazione dei terricci per le piante grasse</strong></a>. Premesso questo, quando si svasano le piante e si puliscono a fondo le radici ci si trova con intere bacinelle piene del vecchio substrato, che, se realizzato correttamente, contiene moltissimi inerti. A differenza della <a href="https://ilfioretralespine.it/argilla-espansa-torba/" target="_blank" rel="noopener"><strong>torba</strong></a>, che con il tempo e con l&#8217;assorbimento dei nutrienti da parte della pianta si impoverisce, gli inerti mantengono la loro utilità ed è per questo che (oltre che per risparmiare) è certamente una buona cosa riutilizzarli. </p>
<p>Così come per i vasi, è però importante precisare che il substrato in cui è morta una pianta o nel quale sono stati rinvenuti <a href="https://ilfioretralespine.it/malattie-e-parassiti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>parassiti</strong></a> (ad esempio la cocciniglia radicale) <strong>va eliminato</strong>. I vasi, come si è visto possono essere lavati e sterilizzati, ma nel caso del substrato è meglio non correre inutili rischi: se in quel terriccio è marcita una pianta o se in quel terriccio abbiamo trovato parassiti, lo si butta senza esitazione.</p>
<p>Se invece il substrato è stato recuperato dal rinvaso di piante perfettamente sane (fondamentale è controllare bene che tra le radici non si annidino parassiti) potremo riutilizzarlo senza problemi. La prima cosa da fare, una volta raccolto tutto il vecchio substrato in secchi o bacinelle, <strong>è farlo passare al vaglio, usando un setaccio a maglie fini, così da separare i veri e propri inerti dalla torba, dalla polvere o dalla terra di campo</strong>. La parte fine, ormai sfruttata, va eliminata, mentre gli inerti si depositano in un contenitore pulito. Una volta ottenuti tutti gli inerti si passa alla sterilizzazione, utile anche se in quel substrato non è morta alcuna pianta. </p>
<figure id="attachment_592" aria-describedby="caption-attachment-592" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ghiaia-di-fiume.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-592 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ghiaia-di-fiume-150x150.jpg" alt="Ghiaia di fiume setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-592" class="wp-caption-text">Ghiaia di fiume (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Per sterilizzare gli inerti ci sono diversi metodi</strong>: si possono ad esempio spargere su un telo e nebulizzare con un disinfettante non aggressivo (evitiamo la candeggina) lasciando poi evaporare il tutto, oppure si possono bollire, esattamente come i vasi in cotto. Infine, si possono semplicemente stendere su un telo di nylon e lasciare al sole diretto per almeno una settimana, facendo sì che la luce solare e l&#8217;aria diano una bella ripulita a pomice, lapillo, ghiaia, quarzite, ecc. In sostanza il processo di sterilizzazione degli inerti è blando e rapido poiché se nel substrato non erano presenti parassiti o batteri che hanno portato la pianta a marcire se ne può dedurre semplicemente che quel terriccio era ed è perfettamente &#8220;sano&#8221;. </p>
<p>Una volta terminata l&#8217;operazione di pulizia e sterilizzazione, gli inerti possono essere messi da parte o utilizzati immediatamente per la composizione di un nuovo substrato, aggiungendo nelle giuste proporzioni torba fresca, humus di lombrico o qualsiasi altro elemento utile alla pianta che si andrà a rinvasare (ad esempio il gesso per alcuni generi di cactus).</p>
<p>Annotazione importante: <strong>quando si svasano le piante è fondamentale controllarne a fondo lo stato di salute e verificare che fra le radici non si annidino parassiti</strong> (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=uA21rcP2TpE" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui trovate un video sulla cocciniglia radicale</strong></a>). Solo così possiamo avere la ragionevole certezza che quegli inerti potranno essere riciclati senza problemi. Nel dubbio, meglio buttare tutto: sarebbe un peccato far correre rischi alle piante solo per salvare una manciata di pomice o di lapillo!</p>
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		<title>Rinvaso di una pianta grassa: cosa fare subito dopo e quanto si aspetta prima di bagnare il terriccio</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 06:50:19 +0000</pubDate>
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<p></p>
<p>Chi coltiva piante grasse da tempo &#8211; siano esse cactacee o succulente &#8211; <strong>sa bene cos&#8217;è opportuno fare dopo il travaso (o &#8220;rinvaso&#8221;)</strong>, <strong>e certamente sa che queste piante non vanno immediatamente bagnate al termine di questa operazione</strong>. Tuttavia, c&#8217;è rinvaso e rinvaso: c&#8217;è quello &#8220;invasivo&#8221; e quello che prevede il semplice spostamento di una pianta da un vaso a un altro. C&#8217;è il rinvaso che prevede la pulizia totale delle radici e quello che comporta solo una superficiale pulizia del vecchio terriccio. Insomma, le casistiche sono tante e si può procedere in svariati modi. Alcun punti fissi, però, ci sono e vanno rispettati se vogliamo evitare il rischio che a seguito di questa operazione la pianta vada in stress o, nel peggiore dei casi, muoia a seguito di un marciume partito proprio dalle radici.</p>
<p>Del rinvaso di cactus e piante succulente abbiamo parlato diverse volte in molti articoli, in particolare in quelli raccolti nella categoria &#8220;I rinvasi&#8221;, <a href="https://ilfioretralespine.it/category/rinvasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>che potete raggiungere tramite questo link</strong></a>. Viste però le tante domande che ancora vengono poste sui social (o direttamente a questo sito via mail), si ritiene utile dedicare uno specifico articolo alle varie tipologie di rinvaso e a ciò che è necessario fare subito dopo aver terminato questa operazione.</p>
<p>Ecco perché questo articolo, certamente utile al neofita, può rivelarsi altrettanto utile al coltivatore di lungo corso. Qui vedremo infatti le varie tipologie di rinvaso possibili, gli accorgimenti da usare e, soprattutto, cosa fare (non solo dal punto di vista dell&#8217;annaffiatura) una volta terminato il rinvaso di una succulenta. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Argilla espansa e torba: sono davvero due materiali da evitare nella coltivazione delle piante grasse?</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 07:17:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un buon terriccio (o substrato) per cactus e piante grasse deve avere un&#8217;ottima capacità di drenaggio ed essere in grado di asciugare rapidamente, così da evitare ristagni e potenziali marciumi. Sulla composizione dei terricci per cactus e piante grasse in questa sezione del sito troverete moltissimi articoli. Qui ci concentriamo invece su due elementi in &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/argilla-espansa-torba/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Argilla espansa e torba: sono davvero due materiali da evitare nella coltivazione delle piante grasse?"</span></a></p>
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<p><strong>Un buon terriccio (o substrato) per cactus e piante grasse deve avere un&#8217;ottima capacità di drenaggio ed essere in grado di asciugare rapidamente, così da evitare ristagni e potenziali marciumi. Sulla composizione dei terricci per cactus e piante grasse in questa sezione del sito troverete moltissimi articoli. Qui ci concentriamo invece su due elementi in particolare: torba e argilla espansa.</strong></p>
<p>Odiati, bistrattati, guardati con disprezzo, spesso accuratamente evitati. <strong>Argilla espansa e torba sono due elementi molto contestati e avversati tra i coltivatori di piante succulente e di cactus in particolare</strong>. Al netto delle chiacchiere da Internet, si tratta davvero di due materiali che con la coltivazione di questa tipologia di piante andrebbero dimenticati? La questione resta aperta e ogni coltivatore ha le sue ragioni, ma un dato di fatto c&#8217;è: in Rete, per quanto riguarda argilla espansa e torba si dice davvero di tutto. <strong>Si dice soprattutto che trattengono eccessivamente l&#8217;umidità e per questo andrebbero banditi dalla coltivazione di cactus e piante grasse in generale</strong>. Si dice che favoriscano l&#8217;insorgenza del marciume, che non lasciano traspirare le radici e molto altro ancora. Perché allora moltissimi vivaisti seri (e con loro coltivatori esperti) ne fanno ancora largo uso? Semplicemente perché, come in tanti fattori della coltivazione, <strong>il punto non è tanto il materiale in sé, quanto il tipo di utilizzo che se ne fa</strong>.</p>
<p>In questo articolo <strong>vediamo allora di capire se davvero l&#8217;argilla espansa e la torba sono materiali così &#8220;pericolosi&#8221; per cactus e succulente</strong>, se e come possono essere utilizzati e quali sono i loro reali pro e contro. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Come coltivare i cactus: il vademecum con le 10 cose che devi assolutamente sapere per evitare errori</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Aug 2023 14:41:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sole pieno? Ma che ne vuoi sapere, la finestra sul pianerottolo basta e avanza! Terriccio? Io lo compro pronto al supermercato, è perfetto. I vasi? Più piccoli sono e meglio è: guai a lasciare più di mezzo centimetro tra la pianta e il bordo&#8230; E via così, a suon di amenità, false convinzioni, &#8220;sentito dire&#8221; &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/coltivare-cactus-cosa-sapere/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Come coltivare i cactus: il vademecum con le 10 cose che devi assolutamente sapere per evitare errori"</span></a></p>
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<p>Sole pieno? Ma che ne vuoi sapere, la finestra sul pianerottolo basta e avanza! Terriccio? Io lo compro pronto al supermercato, è perfetto. I vasi? Più piccoli sono e meglio è: guai a lasciare più di mezzo centimetro tra la pianta e il bordo&#8230; E via così, a suon di amenità, false convinzioni, &#8220;sentito dire&#8221; che assurge rapidamente a dogma perché&#8230; perché l&#8217;ha detto il tizio là su Facebook e quello si capisce subito che è uno che se ne intende perché ha le luci giuste e il montaggio pare gliel&#8217;abbia fatto Kubrick. Battute a parte, quante fesserie tocca ancora oggi sentire riguardo alla <strong>coltivazione dei cactus</strong>? Quanti &#8220;influencer&#8221; improvvisati cavalcano la cresta dei social sospinti dal Maestrale dei like (già, i like, che in gergo vengon detti &#8220;le metriche della vanità&#8221;&#8230;) e, forti per l&#8217;appunto di legioni di followers e pollicioni in su, ammanniscono lezioni e conferenze ammiccando dai monitor, svelandovi &#8220;5 trucchi fantastici che non conosci sui cactus&#8221; o &#8220;come passare dal seme alla pianta in fiore in 35 secondi netti&#8221;. Oppure, con atteggiamento a metà tra il cospiratorio e l&#8217;aummaumma dello sgamato imbonitore, ti promettono di insegnarti tutto ma proprio tutto sulla coltivazione di queste splendide piante (solitamente declinate a elemento d&#8217;arredo anche grazie a vezzeggiativi quali &#8220;ciccette&#8221;, &#8220;grassine&#8221;, grassottelle&#8221; e avanti così con tutto ciò che veste bene i lipidi). Poi, magari, scava scava, scopri che l&#8217;influencer di turno coltiva cactus da 2 o 3 anni &#8211; regalo di nonna -, li tiene accanto al pc o al televisore (&#8220;sai, assorbono i raggi magnetici&#8221;), non distingue una <em>Rebutia</em> da una <em>Begonia</em> e non s&#8217;è mai preso/a la briga di sfogliare un qualsiasi libro su cactacee e succulente. Tanto c&#8217;è il web, no? Ci sono gli influencer anche per le piante, no? No. Ci sono personaggi simpatici e preparati, ci sono bei faccini che qualcosa sanno, ma c&#8217;è anche tanta fuffa (perdonate il termine da vecchio cronista). Tante informazioni sbagliate, tanta confusione e tanta impreparazione.</p>
<p>Allora, senza alcuna velleità di offrirvi con questo articolo &#8220;Il Verbo&#8221;, <strong>ecco un vademecum, un elenco di dieci cose che dovete sapere (o dovreste già sapere!) se volete coltivare davvero al meglio i vostri cactus.</strong> Senza trucchi né inganni: qui siamo ai fondamentali, suvvia. Ma senza questi non si va da nessuna parte. E sono convinto che anche chi, scorrendo i 10 punti dirà dieci volte &#8220;ah sì, lo so&#8221;, troverà in questo vademecum uno strumento utile per ripassare, porsi qualche domanda in più e spingersi a migliorare. E state tranquilli, quanto segue non arriva dal web, ma da 30 anni di esperienza sul campo, di esperimenti e fallimenti, dal confronto con coltivatori e studiosi ben più esperti di me e dalla lettura di qualche dozzina di manuali in italiano, inglese, francese, spagnolo (e pure tedesco, sebbene in quel caso, lo confesso, mi sono limitato a fotografie e didascalie, non conoscendo il teutonico idioma!) (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Settembre è un ottimo mese per tutti i cactus, ma attenzione alle giuste cure in vista dell&#8217;autunno</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2021 10:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche al Nord Italia, settembre è solitamente un buon periodo per cactus e piante succulente in generale. Le temperature si abbassano sensibilmente, la luce è ancora abbondante e molte piante riprendono a vegetare dopo il rallentamento o la stasi di agosto, quando le massime sono molto elevate e diverse succulente si fermano per risparmiare energie. &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/settembre-cactus-piante-grasse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Settembre è un ottimo mese per tutti i cactus, ma attenzione alle giuste cure in vista dell&#8217;autunno"</span></a></p>
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<p>Anche al Nord Italia, settembre è solitamente un buon periodo per cactus e piante succulente in generale. Le temperature si abbassano sensibilmente, la luce è ancora abbondante e molte piante riprendono a vegetare dopo il rallentamento o la stasi di agosto, quando le massime sono molto elevate e diverse succulente si fermano per risparmiare energie. Settembre è però un mese importante anche in vista della stagione autunnale e invernale, quando cactus e piante grasse bloccano del tutto la vegetazione e si concedono un lungo periodo di “riposo” in attesa della nuova stagione di crescita. E&#8217; dunque importante accompagnare le piante in questo loro percorso ed effettuare i giusti trattamenti per arrivare all&#8217;autunno con esemplari in salute e pronti ai mesi di siccità. Fondamentale, ad esempio, è il regime di irrigazione in questo periodo.</p>
<p>In questo articolo vediamo quello che c&#8217;è da fare in questo mese per mantenere cactacee e succulente in perfetta salute e prepararle all&#8217;inverno riducendo il rischio di marciumi e perdite. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Dopo un anno di coltivazione, i primi risultati del test su sei Mammillaria in tre terricci diversi</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2021 08:39:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La vera incognita è rappresentata dalle due Mammillaria nel mix inedito, molto ricco dal punto di vista organico. Vedremo col tempo come sarà influenzata la loro crescita da questo substrato. Con questa considerazione, esattamente un anno fa, ho concluso il mio articolo su uno degli esperimenti che di tanto in tanto faccio su cactus e &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-terra-risultati-test/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Dopo un anno di coltivazione, i primi risultati del test su sei Mammillaria in tre terricci diversi"</span></a></p>
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<p><em>La vera incognita è rappresentata dalle due Mammillaria nel mix inedito, molto ricco dal punto di vista organico. Vedremo col tempo come sarà influenzata la loro crescita da questo substrato</em>. Con questa considerazione, esattamente un anno fa, ho concluso il mio articolo su uno degli esperimenti che di tanto in tanto faccio su cactus e succulente. Nel caso specifico si trattava di un test con tre diversi substrati, di fatto tre tipi di &#8220;terra&#8221;, nei quali ho rinvasato sei <em>Mammillaria hahniana</em> ottenute da un&#8217;unica semina.</p>
<p>Dopo il primo anno di coltivazione, ecco come sta andando l&#8217;esperimento ed ecco alcune prime considerazioni. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Plastica, terracotta, quadrati o tondi? Come scegliere i vasi per i cactus e le succulente</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 17:46:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I vasi per la coltivazione di cactus e e piante grasse possono essere di infinite forme, colori, dimensioni, altezze e realizzati in svariati materiali. Una prima distinzione va fatta tra i vasi quadrati e quelli rotondi. I vasi quadrati sono utilizzati da vivaisti e collezionisti perché, a parità di volume rispetto ai vasi tondi, permettono &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/vasi-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Plastica, terracotta, quadrati o tondi? Come scegliere i vasi per i cactus e le succulente"</span></a></p>
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<p><strong>I vasi per la coltivazione di cactus e e piante grasse possono essere di infinite forme, colori, dimensioni, altezze e realizzati in svariati materiali. Una prima distinzione va fatta tra i vasi quadrati e quelli rotondi. I vasi quadrati sono utilizzati da vivaisti e collezionisti perché, a parità di volume rispetto ai vasi tondi, permettono di risparmiare notevolmente gli spazi. Al netto di questo la corretta scelta del vaso è di fondamentale importanza e ogni materiale ha i suoi pregi e i suoi difetti. Dunque: quali vasi usare per i cactus e le piante grasse?</strong></p>
<p>Di plastica o in terracotta? Rotondo, quadrato, basso o profondo? E ancora: meglio una sola pianta per vaso o più piante in un&#8217;unica cassetta o in un&#8217;ampia ciotola? A prima vista l&#8217;argomento può sembrare banale, ma <strong>la scelta del vaso corretto per la coltivazione di cactus e piante succulente ha un&#8217;innegabile incidenza sull&#8217;esito della coltivazione</strong>. La scelta del vaso, si può dire, è anzi strettamente connessa al tipo di coltivazione che adottiamo per le nostre piante (in casa, su un balcone, in serra, in piena aria, ecc.) e ai vari elementi che la caratterizzano, come annaffiature, tipo di substrato, esposizione, temperature, e molto altro ancora.</p>
<p>Vediamo allora in questo articolo, al netto di scelte prettamente estetiche e quindi personali, <strong>come scegliere i giusti contenitori per la coltivazione delle succulente, valutando pro e contro delle varie forme e dei vari materiali</strong> con cui sono realizzati i vasi reperibili in commercio. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Rinvasare cactus: un esperimento con substrati diversi per capire come il terriccio influenza la crescita</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2020 16:18:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I fattori fondamentali per la crescita di una pianta sono moltissimi: dall&#8217;esposizione, alle annaffiature; dalle fertilizzazioni alle temperature. Tra questi fattori, uno dei più importanti &#8211; quantomeno per cactus e piante succulente &#8211; è il substrato. Il terriccio ideale per i cactus deve avere almeno due proprietà: essere drenante e asciugare rapidamente. (&#8230;) Le possibilità &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/rinvasare-cactus-esperimento/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Rinvasare cactus: un esperimento con substrati diversi per capire come il terriccio influenza la crescita"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/rinvasare-cactus-esperimento/">Rinvasare cactus: un esperimento con substrati diversi per capire come il terriccio influenza la crescita</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>I fattori fondamentali per la crescita di una pianta sono moltissimi: dall&#8217;esposizione, alle annaffiature; dalle fertilizzazioni alle temperature. Tra questi fattori, uno dei più importanti &#8211; quantomeno per cactus e piante succulente &#8211; è il substrato. Il terriccio ideale per i cactus deve avere almeno due proprietà: essere drenante e asciugare rapidamente. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-7140"></span></p>
<p>Le possibilità per realizzare il terriccio idoneo alla coltivazione di cactus e succulente sono infinite, come potete leggere negli <a href="https://ilfioretralespine.it/category/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>articoli dell&#8217;apposita sezione di questo sito</strong></a>. I materiali con i quali possiamo realizzare un substrato, d&#8217;altra parte, sono moltissimi: torba, pomice, lapillo, terra di campo, sabbia, ghiaia, ecc. Allo stesso modo, è importante ricordare che i vari &#8220;ingredienti&#8221; possono essere miscelati tra di loro in moltissimi modi: ad esempio, privilegiando i cosiddetti &#8220;inerti&#8221; rispetto alla componente organica, oppure gli elementi grossolani alla parte fine, e via discorrendo. </p>
<p>Se volete approfondire la conoscenza dei vari materiali che si possono usare per ottenere i substrati adatti alla coltivazione delle succulente potete leggere <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo articolo specifico</strong></a>.</p>
<h5>L&#8217;esperimento</h5>
<p>In questo specifico caso, tuttavia, ho scelto, a titolo di esperimento, di rinvasare alcune piante ottenute dalla stessa semina (<em>Echinocactus texensis</em>) in tre tipi di terriccio, così da poter valutare come le varie composizioni dei substrati influenzano la crescita delle piante. Naturalmente, per poter ottenere i primi risultati servirà tempo, anche se le prime differenze nella crescita (più che altro nel ritmo di crescita) si potranno apprezzare già dopo il primo anno dal rinvaso.</p>
<p>Sui rinvasi potete consultare gli articoli contenuti nella sezione del sito raggiungibile <a href="https://ilfioretralespine.it/category/rinvasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>cliccando qui</strong></a>. Se invece volete saperne di più sulla specie <em>texensis</em> del genere <em>Echinocactus</em>, potete leggere <a href="https://ilfioretralespine.it/echinocactus-homalocephala-texensis/" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo articolo specifico</strong></a>.</p>
<h5>Il video</h5>
<p>Ed ecco il video dell&#8217;esperimento con i diversi tipi di substrato e la descrizione dei materiali usati:</p>
<p><iframe title="Rinvaso di cactus: test di vari terricci con sei Echinocactus texensis ottenuti da identica semina." width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/077VgM38YiA?start=28&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<h5>I risultati a quasi tre anni di distanza</h5>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-gesso/" target="_blank" rel="noopener"><strong>A questo link trovate l&#8217;articolo con le foto e la descrizione dell&#8217;andamento dell&#8217;esperimento a tre anni di distanza</strong></a>. I risultati sono inaspettati e notevoli!</p>
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