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	<title>astrophytum Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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	<title>astrophytum Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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		<title>Ripicchettamento: dopo quattro anni e mezzo, il rinvaso delle mie semine di Echinocactus parryi e Astrophytum</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 14:32:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario del coltivatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo di ripicchettamento. E già che ci siamo, poniamoci una domanda: chi lo ha detto che gli Echinocactus parryi sono così lenti? In quattro anni e mezzo, dal seme si arriva a ottenere esemplari che possono essere rinvasati in vasetti quadrati da 7 centimetri per sette. Guardare per credere! In questi giorni mi sono finalmente &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/ripicchettamento-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Ripicchettamento: dopo quattro anni e mezzo, il rinvaso delle mie semine di Echinocactus parryi e Astrophytum"</span></a></p>
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<p><strong>Parliamo di ripicchettamento. E già che ci siamo, poniamoci una domanda: chi lo ha detto che gli <em>Echinocactus parryi</em> sono così lenti? In quattro anni e mezzo, dal seme si arriva a ottenere esemplari che possono essere rinvasati in vasetti quadrati da 7 centimetri per sette. Guardare per credere! </strong></p>
<p>In questi giorni mi sono finalmente deciso a rinvasare, o meglio, a ripicchettare, alcune mie semine di <em>parryi</em> e di <em>Astrophytum</em> (soprattutto <em>asterias</em>) nate nel 2021. Sì, esatto: 2021! E se gli <em>Astrophytum</em> hanno un po&#8217; sofferto, in termini di crescita, per la prolungata permanenza nel vaso da semina, non così è stato per i <em>parryi</em>, finiti tutti in vasi da sette centimetri di lato per 10 centimetri di altezza. Ho rimandato a lungo il ripicchettamento (ossia il primo rinvaso) di queste semine per ragioni di tempo, ma in questi giorni mi sono deciso e adesso le nuove piante avranno molto più spazio per crescere. Gli <em>Echinocactus</em> in vasi singoli, gli <em>Astrophytum</em> in una cassetta di polistirolo.</p>
<p><strong>Il primo rinvaso dopo la semina può essere infatti effettuato anche dopo un solo anno</strong>, se le plantule sono ben formate, ma non è detto che sia sempre questa la soluzione ideale. Ho avuto infatti semine di vari generi di cactus che, rinvasate dopo il primo anno, si sono letteralmente inchiodate. Alcuni esemplari hanno impiegato anche due anni per riprendere a crescere, altri sono deperiti fino a morire.</p>
<p>In questo caso, invece, le semine di <em>parryi</em> e di <em>Astrophytum</em> hanno passato la bellezza di quattro anni e mezzo nel contenitore della semina. E nonostante questo, pur trovandosi affollate, sono cresciute molto bene, sviluppando un perfetto apparato radicale. Questo, in effetti, può dire molto sulla semina, perché talvolta è meglio aspettare e non toccare i semenzali anche per anni prima di ripicchettare.</p>
<p><strong>In questo articolo e nelle foto che lo corredano vediamo un po&#8217; i progressi di queste piante: grazie alle foto vediamo, in particolare, come erano e come sono, prima e dopo il ripicchettamento</strong>. (…)</p>
<p>
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		<title>Esclusività verde, i cactus e le piante grasse più rare e ambite: ecco una selezione delle più ricercate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 13:59:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel complesso, le piante grasse e i cactus sono semplici da coltivare, a patto di conoscere le loro esigenze di base in termini di substrato, esposizione, irrigazione e temperature. Vi sono però diverse specie di piante succulente, considerate piante rare, particolarmente impegnative, per le quali è necessaria esperienza e una buona conoscenza delle necessità di &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/piante-grasse-rare/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Esclusività verde, i cactus e le piante grasse più rare e ambite: ecco una selezione delle più ricercate"</span></a></p>
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<p><strong>Nel complesso, le piante grasse e i cactus sono semplici da coltivare, a patto di conoscere le loro esigenze di base in termini di substrato, esposizione, irrigazione e temperature. Vi sono però diverse specie di piante succulente, considerate piante rare, particolarmente impegnative, per le quali è necessaria esperienza e una buona conoscenza delle necessità di quella specie</strong>. E&#8217; per questo che queste piante sono considerate rare e difficilmente reperibili sul mercato: la loro semina è difficile, la loro crescita è molto lenta e spesso sono anche piante molto delicate. Tutto questo contribuisce a far sì che queste piante o questi cactus siano considerati rari e pertanto difficilmente reperibili sul mercato (o reperibili ma a prezzi &#8220;importanti&#8221;).</p>
<p><strong>Una premessa fondamentale: il concetto di piante grasse più rare può, in una certa misura, essere soggettivo. Determinate piante possono essere difficilmente reperibili in alcune regioni o in alcuni stati e facilmente reperibili in altri. A fissare i parametri affinché un cactus o una pianta succulenta possano essere considerate rare è la loro reperibilità sul mercato</strong>. E questa dipende dai fattori che abbiamo visto in premessa: la facilità o meno di reperimento dei semi di quella specifica pianta, la difficoltà della semina (ad esempio a causa della bassa germinabilità dei semi), la lentezza della crescita, che porta ad avere esemplari &#8220;vendibili&#8221; solo dopo diversi anni. Questi elementi sono oggettivi e rendono un cactus o una pianta grassa rara.</p>
<p><strong>Un altro elemento da tenere in considerazione sono &#8220;le mode&#8221;</strong>. Anche le piante succulente ne vanno soggette e vi sono periodi o anni in cui, per qualche ragione, una determinata specie è divenuta ambita tra i collezionisti e i coltivatori. Si alza dunque notevolmente la domanda e i vivaisti cercano di adeguarsi aumentando la produzione di quella pianta. Per un determinato periodo di tempo la pianta rara sarà disponibile ad alti prezzi, ma quando la &#8220;moda&#8221; sarà passata e la domanda si abbasserà, i prezzi scenderanno. E&#8217; successo, nell&#8217;arco degli anni, con molte cactacee, come gli <em>Ariocarpus</em>, poi l&#8217;<em>Echinocactus horizonthalonius</em>, le cultivar giapponesi di <em>Astrophytum</em>, la <em>Whitesloanea crassa</em> (una <em>Asclepiadacea</em>), lo <em>Pseudolithos migiurtinus</em> e lo <em>Pseudolithos cubiformis</em> (famiglia <em>Apocynaceae</em>), l&#8217;<em>Euphorbia gymocalycioides</em> e altre ancora.</p>
<p><strong>Dunque quali sono le piante grasse rare e i cactus considerati rari, come si riconoscono e cosa è importante sapere su queste piante?</strong> E&#8217; quello che vediamo nell&#8217;articolo che segue. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-18544"></span></p>
<h2>Premessa: perché ci sono piante grasse considerate rare?</h2>
<p>Alcune specie di piante succulente o di cactacee (<a href="https://ilfioretralespine.it/piante-grasse-distinguere/"><strong>per capire la differenza tra una succulenta e un cactus potete leggere questo articolo</strong></a>) possono essere considerate &#8220;rare&#8221; per le motivazioni esposte in precedenza: difficoltà di reperimento dei semi, lenti ritmi di crescita, delicatezza della pianta che richiede particolari attenzioni nella coltivazione. <strong>Un altro fattore che contribuisce a rendere rara o poco disponibile in commercio una data specie è legata al fatto che quella pianta può essere a rischio estinzione</strong> e il commercio di semi e di esemplari è regolamentato a livello internazionale, magari con alcune restrizione. <strong>Accade con le piante classificate nell&#8217;appendice I della <a href="https://www.mase.gov.it/pagina/cites-convenzione-di-washington-sul-commercio-internazionale-delle-specie-di-fauna-e-flora">CITES</a>, la convenzione internazionale a tutela della flora e della fauna a rischio di estinzione</strong>. Giustamente, il commercio e la riproduzione di queste piante deve  essere in qualche modo regolamentato per proteggere la pianta, che spesso è oggetto di prelievo indiscriminato in natura per poi essere venduta illegalmente. Una specie protetta può dunque risultare difficile da reperire e, pertanto, considerata rara.</p>
<h2>Più che rare, piante uniche: le crestate e le succulente &#8220;mostruose&#8221;</h2>
<figure id="attachment_4893" aria-describedby="caption-attachment-4893" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2020/07/Mammillaria-crestata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4893 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2020/07/Mammillaria-crestata-150x150.jpg" alt="Mammillaria crestata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-4893" class="wp-caption-text">Una Mammillaria crestata (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>In senso lato, si possono considerare &#8220;rare&#8221; anche le piante cosiddette &#8220;mostruose&#8221;. Attenzione, però, queste piante non sono difficili da reperire sul mercato: la loro &#8220;rarità&#8221; è dovuta al fatto che a seguito di una mutazione genetica alcuni esemplari crescono in modo anomalo, assumendo forme completamente diverse dal normale. <strong>Le piante che presentano crestazioni, fasciazioni e variegature sono pertanto esemplari unici</strong>, poiché le modifiche genetiche sono differenti da pianta a pianta, da esemplare ad esemplare. In questo caso, pertanto, è forse bene parlare di piante uniche più che di piante rare nel senso stretto del termine.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/crestature-variegature/"><strong>Sul fenomeno delle anomalie, che comprende crestazioni, fasciazioni e variegature potete leggere questo articolo</strong></a>.</p>
<h2>Quali sono le piante succulente che si possono definire &#8220;rare&#8221;</h2>
<p>Veniamo ora al cuore dell&#8217;articolo, elencando alcune tra le piante grasse considerate rare e particolarmente ambite dai collezionisti. Cominciamo con le cactacee per poi trattare alcune succulente appartenenti a famiglie diverse da quella delle <em>Cactaceae</em> (<a href="https://ilfioretralespine.it/classificazione/"><strong>sulle famiglie botaniche succulente potete leggere questo articolo</strong></a>). Si tenga presente che l&#8217;elenco che segue non vuole in alcun modo porsi come &#8220;definitivo&#8221; ma solo esemplificativo, anche in virtù del fatto che una pianta può essere poco disponibile sul mercato, e dunque &#8220;rara&#8221;, in un determinato periodo per poi divenire più facilmente rinvenibile magari proprio a seguito dell&#8217;aumento della domanda.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> CACTUS RARI </strong></span> &#8211; Partendo dalla famiglia delle Cactaceae, si può cominciare nominando <strong><em>Escobaria abdita</em>. Si tratta di una pianta piuttosto rara, ossia di non facile reperibilità e particolarmente ambita dai collezionisti negli ultimi anni.</strong> <em>E. abdita</em> è una pianta di piccole dimensioni (può raggiungere i 4 centimetri quando è in piena vegetazione), ricoperta da fitte, spesse e corte spine bianche. Cresce abbastanza infossata nel terreno e in inverno tende a retrarsi molto con la siccità. Produce fiori di colore giallo biancastro piuttosto grandi rispetto al fusto ed è a crescita lenta.</p>
<figure id="attachment_3330" aria-describedby="caption-attachment-3330" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-11.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3330 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-11-150x150.jpg" alt="Echinocactus polycephalus (foto Ben Grillo)" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3330" class="wp-caption-text">Echinocactus polycephalus in habitat (foto Ben Grillo &#8211; cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Un altro cactus considerato raro e non facilmente reperibile (o comunque reperibile presso vivaisti specializzati ma a prezzi non propriamente popolari) è <em>Echinocactus polycephalus</em></strong><em>.</em> Del genere <em>Echinocactus</em> (<a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/echinocactus_scheda/"><strong>qui una scheda in formato PDF di questo genere</strong></a>) è senza dubbio la specie più rara, difficile da reperire e certamente la più lenta nella crescita. In compenso gli esemplari adulti di <em>E. polycephalus</em> hanno fusti pollonati dotati di spine davvero notevoli, lunghe, spesse e robuste, di colore rossastro tendente al biancastro con l&#8217;età. La coltivazione e la semina di questa specie sono piuttosto impegnative e i ritmi di crescita sono decisamente lenti.</p>
<p>Nel vasto genere <em>Mammillaria</em> (<a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/mammillaria/"><strong>qui una scheda del genere in PDF</strong></a>) due specie sono molto apprezzate, ricercate e considerate rare dal momento che non sono facilmente reperibili. La prima è <a href="https://ilfioretralespine.it/mammillaria-luethyi/"><strong>M. luethyi</strong></a>, pianta di piccole dimensioni, dal fusto con lunghi tubercoli che terminano con ciuffi di peluria bianca e in grado di produrre fioriture splendide, forse le più belle del genere <em>Mammillaria</em>. Anche questa è una pianta a crescita lenta, non facile da coltivare perché soggetta a marciume e spesso venduta innestata. </p>
<p><strong>La seconda specie rara di <em>Mammillaria</em> è <em>M. perezdelarosae v. andersonii</em></strong>. Questa pianta, nella specie tipo, si trova relativamente facilmente e presenta dei bei fusti di piccole o medie dimensioni con spine nere uncinate. La varietà andersonii è più difficile da reperire, molto più costosa e a crescita lenta. Il fusto somiglia a quello della specie tipo ma le spine non sono uncinate ma dritte e acuminate.</p>
<p>Passando al <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/gymnocalycium_scheda/"><strong>genere Gymnocalycium</strong></a>, <strong>si può considerare tra le piante rare la specie <em>spegazzinii v. unguispinum</em></strong>. Si tratta di un normale <a href="https://ilfioretralespine.it/gymnocalycium-spegazzinii/"><strong><em>Gymnocalycium spegazzinii</em></strong></a> che a differenza della specie tipo presenta le spine cortissime e spesse. Il ritmo di crescita non è lentissimo ma è decisamente più lento rispetto a quello della specie tipo. Questa varietà è diventata &#8220;di moda&#8221; da alcuni anni ed è tuttora piuttosto ricercata dai collezionisti. Proprio per l&#8217;aumento della domanda, negli ultimi anni <em>G. spegazzinii v. unguispinum</em> è divenuto più facilmente reperibile presso i vivaisti specializzati in succulente.</p>
<figure id="attachment_12533" aria-describedby="caption-attachment-12533" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/02/Ferocactus-johnstonianus-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12533 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/02/Ferocactus-johnstonianus-3-150x150.jpg" alt="Ferocactus johnstonianus" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/02/Ferocactus-johnstonianus-3-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/02/Ferocactus-johnstonianus-3-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/02/Ferocactus-johnstonianus-3-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12533" class="wp-caption-text">Ferocactus johnstonianus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Nel vasto <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/ferocactus_scheda/"><strong>genere Ferocactus</strong></a>, le cui piante sono molto diffuse e apprezzate per le splendide spine, si può considerare rara la specie <em>johnstonianus</em> (<a href="https://ilfioretralespine.it/johnstonianus-ferocactus/"><strong>qui trovate un approfondimento su questa pianta</strong></a>). In realtà non è affatto impossibile trovarne esemplari in commercio, ma <strong>data la bassa disponibilità di semi queste piante sono vendute a prezzi talvolta esorbitanti</strong>. La crescita non è lentissima e dal seme si può arrivare a piante di una decina di centimetri di diametro nell&#8217;arco di 5 o 6 anni. Per ottenere però un esemplare di medie dimensioni, circa una ventina di centimetri di diametro, occorrono parecchi anni. La coltivazione è tutto sommato semplice e i <em>johnstonianus</em> vanno trattati sostanzialmente come tutti gli altri <em>Ferocactus</em>. Dal punto di vista estetico sono in effetti piante splendide, con il fusto interamente avvolto da bellissime spine di colore giallo oro con la punta uncinata. La fioritura avviene in tarda età ed è per questo che i semi non sono facilmente reperibili.</p>
<figure id="attachment_1427" aria-describedby="caption-attachment-1427" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Strombocactus-disciformis-ssp-esperanzae-pulcherrimus.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1427 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Strombocactus-disciformis-ssp-esperanzae-pulcherrimus-150x150.jpg" alt="Strombocactus disciformis ssp esperanzae (pulcherrimus)" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1427" class="wp-caption-text">Strombocactus disciformis ssp esperanzae (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Tra le cactacee rare si può ricordare anche <em>Strombocactus disciformis ssp. esperanzae</em></strong>. Si tratta di una sottospecie del diffuso <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/strombocactus/"><strong><em>Strombocactus disciformis</em></strong></a>. La differenza sta nel fatto che i fusti della sottospecie <em>esperanzae</em> sono più piccoli rispetto a quelli della specie tipo e che i ritmi di crescita sono più lenti. La differenza più evidente rispetto al &#8220;normale&#8221; <em>Strombocactus disciformis</em>, tuttavia, risiede nel fiore, che nella sottospecie <em>esperanzae</em> è di colore viola intenso (nella specie tipo è sempre giallo). Questa sottospecie non è facilmente reperibile in commercio ed è ancora &#8211; relativamente parlando &#8211; poco diffusa nelle collezioni.<br /><br /><strong>Altre cactacee che si possono considerare &#8220;rare&#8221;, quantomeno in senso lato, sono <em>Myrtillocactus geometrizans cv fukurokuryuzinboku</em></strong>, con un nome impronunciabile e un fusto dalle protuberanze simili al seno femminile, completamente diverso rispetto alla specie tipo, e gli <a href="https://ilfioretralespine.it/echinocactus-horizonthalonius/"><strong>Echinocactus horizonthalonius</strong></a>. Questi ultimi vengono qui inclusi semplicemente perché si tratta di piante estremamente variabili in base all&#8217;areale di provenienza e vi sono esemplari a spina corta, a spina lunga, a spina spessa, a spina sottile, col fusto color verde scuro oppure grigio o azzurro. <strong>Gli <em>horizonthalonius</em> sono diventati &#8220;di moda&#8221; alcuni anni fa e da allora sono stati riprodotti su larga scala, al punto che oggi è molto facile trovarli da vivaisti specializzati</strong>. Difficile è trovare alcune varianti provenienti da particolari areali, così da avere esemplari di identica specie ma con differenze significative l&#8217;uno dall&#8217;altro. <strong>La vera difficoltà sta nella semina della specie horizonthalonius</strong>, i cui semi richiedono <a href="https://ilfioretralespine.it/scarificazione-stratificazione/"><strong>la procedura della</strong> <strong>scarificazione in acido</strong></a>: è questo che, soprattutto in passato, ha fatto sì che queste piante fossero piuttosto rare e poco reperibili in commercio.</p>
<figure id="attachment_2707" aria-describedby="caption-attachment-2707" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/04/Uebelmannia-pectinifera-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2707 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/04/Uebelmannia-pectinifera-1-150x150.jpg" alt="Uebelmannia pectinifera" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-2707" class="wp-caption-text">Uebelmannia pectinifera (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Cactacee di piccole o medie dimensioni che si possono definire rare sono anche le <em>Uebelmannia</em></strong>, piante a crescita lenta, piuttosto delicate e non facilmente reperibili sul mercato (e laddove rinvenibili, sempre a prezzi elevati), poi la <em>Geohintonia mexicana</em>, pianta di piccole dimensioni, molto caratteristica ma a crescita lenta e infine la <em>Cintia knizei</em>, una specie di recente scoperta, relativamente parlando, che è diventata &#8220;di moda&#8221; qualche anno fa. Di questa pianta se ne trovano generalmente esemplari molto giovani, di uno o due centimetri di diametro, a prezzi piuttosto elevati.</p>
<p>Infine, il <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/astrophytum_scheda/"><strong>genere Astrophytum</strong></a>. Le piante di <em>Astrophytum</em> sono molto diffuse e facilmente reperibili ma <strong>vi è la specie <em>caput medusae</em> raramente reperibile sul mercato e molto spesso solo innestata perché non di facile coltivazione e poi la miriade di cultivar soprattutto di origine giapponese</strong>. Le cultivar di <em>Astrophytum</em>, in particolare ricavate dalle specie <em>myriostigma</em> e <em>asterias</em> sono davvero tantissime e ognuna presenta elementi caratteristici, basti ricordare le cultivar kikko, superkabuto, onzuka e la varietà V-type di asterias.</p>
<figure id="attachment_3184" aria-describedby="caption-attachment-3184" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/11/Tephrocactus-geometricus-2-copia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3184 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/11/Tephrocactus-geometricus-2-copia-150x150.jpg" alt="Tephrocactus geometricus" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3184" class="wp-caption-text">Tephrocactus geometricus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Non particolarmente rara è poi <em>Tephrocactus geometricus</em>, una specie di <em>Tephrocactus</em> diventata di moda in questi anni e facilmente reperibile presso vivaisti specializzati e anche in grandi garden generalisti</strong>. Questa pianta è generalmente venduta a prezzi piuttosto alti perché la domanda è cresciuta parecchio negli ultimi anni e perché questa specie ha un ritmo di crescita molto lento e produce al massimo un &#8220;cladodio&#8221; o due all&#8217;anno. In compenso, la fioritura è molto bella: il fiore è di grandi dimensioni e di colore rosa tenue. </p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"><strong> SUCCULENTE RARE </strong></span> &#8211; <strong>Passando alle succulente non cactacee e limitando il discorso ad alcune piante rappresentative, si può considerare rara la <em>Whitesloanea crassa</em>, succulenta della famiglia delle <em>Apocynaceae</em></strong>. Esteticamente sono molto interessanti, queste piante hanno forme geometriche peculiari e ritmi di crescita non propriamente veloci. Sono piante molto ambite dai collezionisti, in particolare negli ultimi anni, durante i quali queste succulente sono state &#8220;scoperte&#8221; da moltissimi appassionati. Non si trovano facilmente e solitamente sono vendute a prezzi piuttosto elevati.</p>
<figure id="attachment_18741" aria-describedby="caption-attachment-18741" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/03/Pseudolithos-migiurtinus-Leopoldo-Romano-jpeg.webp"><img data-dominant-color="84786a" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #84786a;" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-18741 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/03/Pseudolithos-migiurtinus-Leopoldo-Romano-150x150.webp" alt="Pseudolithos migiurtinus di Leopoldo Romano" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/03/Pseudolithos-migiurtinus-Leopoldo-Romano-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/03/Pseudolithos-migiurtinus-Leopoldo-Romano-300x300.webp 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/03/Pseudolithos-migiurtinus-Leopoldo-Romano-768x768.webp 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/03/Pseudolithos-migiurtinus-Leopoldo-Romano-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/03/Pseudolithos-migiurtinus-Leopoldo-Romano-400x400.webp 400w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/03/Pseudolithos-migiurtinus-Leopoldo-Romano-100x100.webp 100w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/03/Pseudolithos-migiurtinus-Leopoldo-Romano-jpeg.webp 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18741" class="wp-caption-text">Pseudolithos migiurtinus (pianta e foto di Leopoldo Romano &#8211; cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Altre due <em>Apocynacee</em> molto ricercate e per questo considerate &#8220;rare&#8221; sono <em>Pseudolithos migiurtinus</em> e <em>Pseudolithos cubiformis</em></strong>. Si tratta di piante originarie dell&#8217;Africa, non facilmente reperibili sul mercato e a crescita piuttosto lenta. Gli esemplari piccoli (un centimetro) possono essere venduti anche a dieci euro ma i tempi di crescita non sono veloci e queste piante, soprattutto in questa fase, <strong>sono piuttosto delicate e non tollerano il freddo intenso</strong>. Per tutte queste ragioni il prezzo di queste succulente è abbastanza elevato.</p>
<p>Passando alla <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/euphorbia/"><strong>famiglia delle Euphorbia</strong></a>, due specie sono molto ambite e considerate rare, al punto che non è facile vederle nelle collezioni o in vendita presso vivai o garden ma solo presso vivaisti specializzati e solitamente a prezzi decisamente impegnativi. La prima è <em>Euphorbia gymocalycioides</em>, dalla bella forma globosa con i tubercoli pronunciati e dal fusto di colore verde scuro. La seconda è <em>Euphorbia piscidermis</em>, anch&#8217;essa dalla forma globosa e con i tubercoli aderenti al fusto e di colore grigio.</p>
<p><strong>Infine, una specie di <em>Agave</em>: <em>A. albipilosa</em>, caratterizzata da foglie lunghe e strette, molto carnose, al termine delle quali spiccano corte spine che emergono da piccoli batuffoli bianchi</strong>. Non si tratta di una succulenta estremamente rara perché presso i vivaisti specializzati è solitamente reperibile, ma è una pianta ancora poco diffusa, a crescita lenta e piuttosto delicata.</p>
<p><em>La foto in copertina è di <strong>Leopoldo Romano</strong> &#8211; Cactus and succulents grower, Wild Cactus Nursery:</em> <a href="https://www.wildcactus.altervista.org/"><strong>www.wildcactus.altervista.org</strong></a></p>
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		<title>La semina dei cactus: come preparare le piante al primo inverno e il &#8220;trucco&#8221; per aiutarle nei primi mesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 08:48:29 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: left;">Per qualsiasi appassionato di piante, si tratti di succulente o meno, la semina rappresenta un punto d&#8217;arrivo estremamente importante. Un punto d&#8217;arrivo che, in molti casi, si tramuta ben presto in punto di partenza che accompagna l&#8217;appassionato per buona parte della vita. E&#8217; innegabile che non vi sia paragone tra una pianta acquistata e una che abbiamo visto nascere, crescere e svilupparsi da un minuscolo seme, a maggior ragione se abbiamo raccolto quel seme da una delle nostre piante. E&#8217; un po&#8217; questa la &#8220;magia&#8221; della semina: chiudere un cerchio nato da un fiore con un altro fiore, quello prodotto dalla pianta originata da quel primo seme che abbiamo saputo far germinare, divenire pianta e condurre alla piena maturità. E tutto questo senza entrare nel dettaglio delle soddisfazioni che si ottengono cercando di selezionare specie particolarmente interessanti, dai fiori di colori unici fino a spine o forme del fusto peculiari o quasi uniche. Riguardo alla procedura di semina di cactus e succulente molti coltivatori alle prime armi si &#8220;perdono&#8221; nel proverbiale bicchiere d&#8217;acqua proprio dopo la fase meno soggetta al nostro controllo, ossia la germinazione: non possiamo infatti obbligare un seme a germogliare, sebbene ci siano bune pratiche che favoriscono la nascita delle piante.</p>
<p>Per molti, tuttavia, le criticità cominciano dopo quel momento, vale a dire nei primi mesi di vita delle piante, mesi in effetti delicati perché i semenzali sono ancora deboli e facilmente soggetti a marciume o ad attacchi parassitari. E&#8217; soprattutto a questi coltivatori che è rivolto l&#8217;articolo che segue, con un piccolo &#8220;trucco&#8221;, da intendersi come consiglio, su come&#8230; facilitare la vita ai semenzali e come far loro passare indenni il primo inverno. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Astrophytum asterias gravemente disidratati: ecco un tentativo di salvataggio con&#8230; l&#8217;idrocoltura!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 08:33:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; possibile coltivare i cactus con la tecnica dell&#8217;idrocoltura? L&#8217;idrocoltura può essere usata temporaneamente per stimolare la radicazione di un cactus o di una pianta grassa in sofferenza? E&#8217; quello che vediamo in questo articolo, che non è altro se non la descrizione di un esperimento che ho condotto su un cactus privo di radici. &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-idrocoltura/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Astrophytum asterias gravemente disidratati: ecco un tentativo di salvataggio con&#8230; l&#8217;idrocoltura!"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-idrocoltura/">Astrophytum asterias gravemente disidratati: ecco un tentativo di salvataggio con&#8230; l&#8217;idrocoltura!</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p></p>
<p><strong>E&#8217; possibile coltivare i cactus con la tecnica dell&#8217;idrocoltura? L&#8217;idrocoltura può essere usata temporaneamente per stimolare la radicazione di un cactus o di una pianta grassa in sofferenza? E&#8217; quello che vediamo in questo articolo, che non è altro se non la descrizione di un esperimento che ho condotto su un cactus privo di radici.</strong></p>
<p>Idrocoltura e piante grasse suonano, per certi versi, al pari di un ossimoro concettuale. Piante che si sono naturalmente evolute per far fronte alla siccità, a piogge concentrate in brevi periodi dell&#8217;anno; piante che crescono in suoli estremamente aridi, insomma, come possono andare d&#8217;accordo con l&#8217;idrocoltura? <strong>Come possono, in altre parole, essere coltivate con una tecnica che prevede che le radici siano costantemente a contatto con l&#8217;acqua?</strong> La risposta è semplice: non possono. Tuttavia&#8230; tuttavia in determinati casi e seguendo precisi accorgimenti, il contatto costante delle radici di una pianta succulenta con l&#8217;acqua può contribuire a salvare quella pianta. Anche se quella pianta è una succulenta. Ed è esattamente ciò che sto cercando di fare in questi giorni per salvare due <em>Astrophytum asterias</em> di mia semina in condizioni di disidratazione estrema, al limite della morte di sete (un bel colmo per dei cactus!). Ma andiamo per gradi e vediamo esattamente cosa è successo a queste due piante e come (e perché) sto cercando di salvarle attraverso una sorta di &#8220;idrocoltura temporanea&#8221;.</p>
<p>Spiego tutto con tanto di foto nell&#8217;articolo che segue, che considero &#8211; nei fatti &#8211; la descrizione di un esperimento forse azzardato e certamente poco ortodosso ma al tempo stesso non privo di logica. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Strane combinazioni della Natura: come ci è finito un onzuka nel vaso di un vecchio Thelocactus?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2023 10:22:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario del coltivatore]]></category>
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<p>Quando si coltivano molte piante in uno spazio relativamente ristretto come può essere quello offerto da una serra (per quanto capiente), può capitare spesso di scoprire gradite sorprese nei vasi. I cactus i cui fiori sono stati impollinati naturalmente dagli insetti o i cactus autofertili, in grado di fare tutto da soli, producono frutti, che una volta secchi si spaccano lasciando cadere i semi direttamente sul terriccio alla base della pianta. E&#8217; così che ci si può trovare con esemplari di una certa età contornati da semenzali o piantine di piccole dimensioni, in una sorta di riproposizione &#8220;in vaso&#8221; di ciò che avviene comunemente in natura. A dispetto di quello che si potrebbe pensare osservando le precise procedure necessarie per la riproduzione dei cactus, la semina spontanea è un fenomeno comune nelle cactacee e talvolta è in grado di regalare vere e proprie sorprese, come è capitato a me in questi giorni.</p>
<p>Ecco, nell&#8217;articolo che segue, un piccolo resoconto di quello che è successo. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Tra esemplari unici e rarità: visita alle serre di Mario Del Panta, il &#8220;re&#8221; degli Astrophytum</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 10:07:47 +0000</pubDate>
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<p>Con cactus e piante succulente si può dire che ci è letteralmente cresciuto. Fin da piccolo bazzicava il vivaio gestito dalla nonna, dove le &#8220;piante grasse&#8221; abbondavano. &#8220;<em>Incidevo le Euphorbia obesa con l&#8217;unghia e tutte le volte restavo colpito da quel lattice bianco che producono</em>&#8220;, ricorda ridendo. Da allora, anche per<strong> Mario Del Panta</strong> gli anni sono passati e quello che prima era il lavoro della nonna è oggi il suo lavoro, oltre che una delle sue principali passioni. Un destino per certi versi &#8220;segnato&#8221;, anche perché siamo a Bordighera, nel tratto della Liguria a un passo dalla Costa Azzurra francese, un&#8217;area che vanta uno dei migliori microclimi di tutta Europa e qui le piante succulente te le ritrovi praticamente ovunque. E&#8217; qui che Mario ha il suo vivaio, costituito da varie serre &#8211; serre di una volta, in ferro e vetro, affascinanti e cariche di storia &#8211; ed è qui, letteralmente a due passi dal mare (in linea d&#8217;aria tra le sue serre e la spiaggia non corrono nemmeno 30 metri) che Mario porta avanti la sua attività commerciale di produttore e grossista.</p>
<p>Nel &#8220;racconto&#8221; e soprattutto nelle foto che seguono, ecco un piccolo viaggio tra piante insolite, piante per veri appassionati e &#8220;semplicemente&#8221; esemplari meravigliosi di 40 o 50 anni d&#8217;età. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-8825"></span></p>
<p>Meglio chiarirlo subito: Mario, che vedete nella foto in alto tra alcune delle sue piante, non vende direttamente ai privati, rifornisce altri vivaisti specializzati in succulente. Le sue serre <strong>non sono pertanto aperte al pubblico</strong> e  a maggior ragione considero un privilegio averle esplorate con tutta calma, anche perché non stiamo parlando di comuni cactus e piante grasse &#8220;da supermercato&#8221;: qui il livello è molto alto, moltissime delle piante che Del Panta riproduce e coltiva sono da collezione e tra i clienti dell&#8217;azienda agricola condotta da Mario ci sono fior di vivaisti specializzati. Anche per questo, in subordine al piacere di averlo conosciuto personalmente, per me è stata una grande fortuna poter visitare le sue serre e osservare direttamente le sue piante ascoltando Mario che me ne raccontava la storia. Sì, perché dietro ogni pianta, a partire da quelle ereditate dalla nonna (ho ancora impressa l&#8217;immagine di quegli <em>Astrophytum</em> enormi, esemplari unici), c&#8217;è una storia, un dettaglio, un particolare. E Mario quella storia la sa raccontare. Con pochi aggettivi, diretto, con la tipica inflessione ligure, il sorriso e la battuta pronta, ma soprattutto col calore e la passione di chi ama quel che fa tutti i giorni.</p>
<h5>Le serre</h5>
<p>Siamo in una delle zone migliori in tutta Europa per la coltivazione di cactacee e succulente. Il vivaio è infatti a Vallecrosia (provincia di Imperia), attaccato a Bordighera, in quel tratto finale della Liguria che conduce alla Costa Azzurra francese. Qui, tra Bordighera e Ospedaletti, pare essersi creato un microclima unico, come mi è stato spiegato al <em>Giardino Esotico di Pallanca</em> (<a href="https://ilfioretralespine.it/giardino-esotico-pallanca/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui l&#8217;articolo sulla mia visita</strong></a>), con temperature perfette per moltissime piante succulente, che possono vivere senza alcun problema all&#8217;aperto in piena terra. Un po&#8217; ovunque, tanto sulla costiera quanto nei paesi, si possono osservare esemplari imponenti di <em>Agavi, Opuntia, Echinocactus, Aloe</em>.</p>
<p>Appena varcato il cancello d&#8217;ingresso alle serre di Mario, a due passi dal mare, sulla destra si è accolti da <strong>uno splendido esemplare di <em>Chorisia</em> di cui Mario va molto orgoglioso</strong>. E ha le sue ragioni per andarne orgoglioso, dal momento che non si tratta propriamente di una pianta che passa inosservata (oltre al fatto che in Italia e in Europa non la si vede certo tutti i giorni&#8230;). La<em> Chorisia Speciosa</em> o<em> Ceiba Speciosa</em>, è un vero e proprio albero dal fusto succulento, che in natura può raggiungere i venti metri d&#8217;altezza. Il tronco, largo e panciuto, è punteggiato da tozze spine e la pianta è originaria delle zone tropicali e sub-tropicali del Sud America. Così come il <em>Baobab</em>, appartiene alla famiglia delle <em>Bombacaceae</em> (<em>Malvaceae</em>).</p>
<p>Ecco, pensate che in quel di Vallecrosia (Imperia) un esemplare di questa pianta cresce serenamente in piena terra appena fuori dalle serre di Mario e avrete forse un&#8217;idea del clima invidiabile che caratterizza quest&#8217;area. Un altro esemplare di grandi dimensioni di questa pianta, mi ha spiegato Mario, si trova in un noto vivaio specializzato situato a Ventimiglia, ossia pochi chilometri più in là, in direzione Francia.</p>
<figure id="attachment_8920" aria-describedby="caption-attachment-8920" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/vasca.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8920 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/vasca-150x150.jpg" alt="Vivaio Mario Del Panta" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-8920" class="wp-caption-text">La vasca usata come fioriera all&#8217;ingresso del vivaio (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Poco oltre la <em>Chorisia</em>, accanto all&#8217;ingresso vero e proprio della prima serra, un&#8217;altra particolarità. Una vecchia vasca da bagno &#8211; sì, proprio quelle di un tempo, bianca, imponente e larga &#8211; è stata trasformata in enorme vaso/fioriera in cui affondano le radici alcuni<em> Ferocactus</em> e alcune <em>Espostoa</em>. Le pareti esterne della vasca sono abbellite con il disegno di alcuni cactus e il nome del profilo Instagram di Mario (profilo che consiglio di visitare<a href="https://www.instagram.com/_astro_cactus_/" target="_blank" rel="noopener"><strong> e che trovate a questo link</strong></a>). Sulla curva al lato sinistro della vasca si appoggia, quasi fosse un ospite stanco in attesa di riprendere il fiato, un enorme esemplare di <em>Ferocactus herrerae</em> in vaso. Il tutto, per colore, inventiva e curiosità della &#8220;composizione&#8221; rimanda al Messico, al senso pratico dei suoi abitanti e a quel tocco di semplicità, ironia e propensione al surreale o quantomeno all&#8217;inedito che caratterizza questo popolo.</p>
<h5>Il re degli Astrophytum</h5>
<p>Appena varcata la soglia della prima serra il coltivatore con un minimo di esperienza impara al volo una cosa: a Mario piacciono gli <em>Astrophytum</em>. Anzi, dire semplicemente che gli &#8220;piacciono&#8221; è riduttivo. Parlando direttamente con lui e proseguendo la visita non c&#8217;è bisogno di grande immaginazione per rendersi conto che l&#8217;amore per questo particolare genere è notevole e di <em>Astrophytum</em> Mario sa veramente tutto. Ora, spesso i puristi e gli appassionati della <a href="https://ilfioretralespine.it/come-coltivo-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>coltivazione &#8220;wild&#8221;</strong></a>, ossia il più naturale possibile, storcono il naso di fronte alle cosiddette &#8220;cultivar&#8221;, vale a dire piante ottenute tramite una particolare selezione effettuata dall&#8217;uomo e dunque non esistenti in natura. Il genere <em>Astrophytum</em> è tra quelli maggiormente oggetto di selezione e creazione di ibridi e cultivar, molto apprezzati e venduti in particolare sul mercato orientale. Non nascondo che fino a qualche anno fa io stesso mi tenevo alla larga dalle cultivar: ho sempre prediletto (e tuttora prediligo) le piante per come si presentano in natura, tanto da coltivarle in maniera spartana proprio per avere esemplari il più possibile simili a quelli in habitat. Con gli <em>Astrophytum</em> però&#8230; ci sono cascato anche io e col tempo qualche cultivar (&#8220;o<em>nzuka</em>&#8220;, &#8220;s<em>uper-kabuto</em>&#8220;, &#8220;k<em>ikko</em>&#8221; ecc.) è finita anche nella mia serra. </p>
<p>Che dire, qualche eccezione ci deve sempre essere e per quanto mi riguarda le varie ibridazioni, chimere, varietà e cultivar ottenute con gli <em>Astrophytum</em> sono esteticamente dei piccoli capolavori. Per rendersene conto è sufficiente guardare gli esemplari in foto nella gallery alla fine di questo articolo e apprezzare i particolari disegni presenti sul fusto dei <em>myriostigma</em> &#8220;<em>onzuka</em>&#8221; così come dei<em> &#8220;super-kabuto&#8221;</em>, oppure le &#8220;bozze&#8221; sui fusti dei<em> myriostigma &#8220;kikko&#8221;.</em></p>
<figure id="attachment_8861" aria-describedby="caption-attachment-8861" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/29-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8861 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/29-1-150x150.jpg" alt="Vivaio Mario Del Panta" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-8861" class="wp-caption-text">Vecchio esemplare di Astrophytum nella serra di Mario con una rara pollonatura lungo le coste (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Ecco, in fatto di<em> Astrophytum</em> e allargando lo spettro alle cultivar, <strong>non si può negare che Mario Del Panta sia un vero &#8220;re&#8221;</strong>. E&#8217; preparato, informato e portato alla sperimentazione e alla ricerca dell&#8217;esemplare unico. Sa dirti se un esemplare di pochi anni (inizialmente simile a qualsiasi altro <em>Astrophytum</em>) è promettente o meno, se insomma assumerà forma e colore di questa o quella cultivar. Questo perché la caratterizzazione delle piante, in particolare di quelle ibridate o modificate, richiede tempo e dal semplice semenzale è difficile capire esattamente che forma assumerà il fusto, a meno che non si abbia, per l&#8217;appunto, grande esperienza e dimestichezza con il genere. Tornando più genericamente al campo degli <em>Astrophytum</em>, con ogni probabilità anche in questa &#8220;passione nella passione&#8221; c&#8217;è l&#8217;impronta della nonna, dal momento che in un bancale più centrale spiccano esemplari di <em>Astrophytum</em> (soprattutto <em>myriostigma</em>, <em>ornatum</em>) di grosse dimensioni. Sono piante antiche, uniche, meravigliose; piante che non si vedono certo tutti i giorni e che Mario ha ereditato appunto da sua nonna. Ovviamente, queste non si toccano né si vendono, e non solo per l&#8217;ovvia ragione affettiva, ma anche perché da queste piante Mario ricava semi con i quali riprodurre i suoi <em>Astrophytum</em> o, semplicemente, semi da vendere.</p>
<h5>La produzione di semi</h5>
<p>Un&#8217;altra importante parte del lavoro dell&#8217;azienda Del Panta è infatti la produzione di semi da destinare alla vendita o da usare per ottenere nuove piante per il vivaio. Molti bancali sono infatti adibiti a &#8220;nursery&#8221; e letteralmente &#8220;scoppiano&#8221; di piantine. Quando è il momento, con estrema pazienza, tutte le semine vengono estratte e rinvasate in vasetti singoli. Anche in questo Mario è uno sperimentatore (certo, aiutato dal clima ligure, questo va detto) e mi ha insegnato che in determinate zone la semina a luce e calore naturale si può fare in più periodi dell&#8217;anno e non solo in primavera. Settembre, ad esempio, è un buon mese&#8230; a patto di avere condizioni climatiche favorevoli come quelle offerte dalla Liguria (e, immagino, da regioni del Sud come la Sicilia, tanto per dirne una).</p>
<figure id="attachment_8838" aria-describedby="caption-attachment-8838" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/03-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8838 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/03-1-150x150.jpg" alt="Vivaio Mario Del Panta" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-8838" class="wp-caption-text">Alcune semine di Mario (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Al di là della propensione di Mario per la produzione di semi, per la creazione di incroci e per la semina, colpiscono anche la sua inventiva e quel tocco di &#8220;surreale&#8221; che fa molto Messico cui ho già fatto cenno&#8230; Sì, perché a metà del percorso il padrone di casa mi ha mostrato anzitutto dove &#8220;stocca&#8221; i pacchetti di semi: in un vecchio frigorifero spento. Si apre lo sportello e dove sarebbe normale attendersi di vedere cibi e bevande compaiono invece pacchi e pacchi di semi contrassegnati, catalogati, sigillati in buste trasparenti. Tutto ben ordinato e suddiviso. Poco oltre, ecco la seconda, simpatica, &#8220;attrazione&#8221;:<strong> la macchina per separare i semi dalla polvere</strong>, dai residui di polpa e da impurità varie. E&#8217; un &#8220;armamentario&#8221; di discrete dimensioni, realizzato artigianalmente e collegato al soffione di un vecchio aspirapolvere. In breve: si fanno cadere dall&#8217;apertura in alto i semi sommariamente puliti e ben asciutti e la macchina, complice la forza di gravità, fa il resto. E il bello è che l&#8217;operazione è interamente visibile perché il macchinario è concepito come una sorta di &#8220;videogioco&#8221; verticale chiuso da una lastra trasparente dietro la quale i semi cadono dall&#8217;alto verso il basso attraversando un percorso, un po&#8217; come in una sorta di labirinto, mentre l&#8217;aria sparata dal vecchio soffione spinge da un lato i semi e dall&#8217;altro le impurità. Dal foro di uscita collocato in basso a sinistra escono i semi, in quello di destra  si concentrano i residui secchi di polpa e le impurità.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/tutorial-semina/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Seminare i cactus: tutorial</strong></a>.</p>
<h5>Succulente e altro</h5>
<p>La visita prosegue nelle altre serre, dove oltre ai cactus spicca un buon numero di piante succulente, curate principalmente dalla compagna di Mario. Una fila di bancali (tutti rigorosamente realizzati con materiali di recupero) ospita un gran numero di cactacee che da qualche tempo Mario lascia all&#8217;aperto tutto l&#8217;anno. Sopra questi bancali infatti non c&#8217;è copertura e <strong>qui la coltivazione si fa &#8220;wild&#8221;</strong>. Si fanno ammirare alcune <em>Matucana</em> di dimensioni notevoli e d&#8217;età ragguardevole. Se nelle serre di Mario la parte del leone è indiscutibilmente degli <em>Astrophytum</em>, non mancano, soprattutto tra le cactacee, altri generi ben rappresentati e con esemplari notevoli. Ho visto bellissimi <em>Echinocereus</em> (in particolare un <em>E. maritimus</em> con spine eccezionali riprodotto per talea in buon numero di esemplari), una bella fornitura di <em>Echinocactus texensis</em>, poi <em>Parodia</em> (<em>Notocactus</em>) <em>leninghausii</em> a formare una distesa dorata lungo interi bancali. E ancora, <em>Ferocactus</em>, <em>Neoporteria</em> e <em>Gymnocalycium</em> (tra i quali alcuni esemplari di <em>cardenasiaum</em> della varietà <em>armatum</em> che Mario conta di riprodurre attraverso impollinazione). </p>
<p>Quanto alle succulente in generale, il panorama è altrettanto variegato e abbondano esemplari di <em>Euphorbia, Echeveria, Sedum, Crassula</em>, <em>Pleiospilos</em> e molto altro ancora.</p>
<p>Senza dilungarmi oltre e ricordando che le serre di Mario Del Panta non sono aperte alla vendita al dettaglio, lascio che a parlare siano le foto scattate da Alessandra durante la nostra recente visita e ringrazio Mario per la calorosa accoglienza e per la sua disponibilità.</p>
<h5>La gallery</h5>
<p>Cliccate sulle foto per ingrandirle e guardarle a scorrimento.</p>

<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/serra5.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/serra5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/serra4.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/serra4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/serra3.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/serra3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/serra1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/serra1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/serra.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/serra-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/piante-fuori.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/piante-fuori-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/pianta-strana.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/pianta-strana-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
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<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/77.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/77-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/76.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/76-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/74.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/74-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
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<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/73.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/73-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/72.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/72-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/70.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/70-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
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<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/61.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/61-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/58.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/58-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
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<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/48-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/48-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/47-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/47-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/46-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/46-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/45-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/45-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
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<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/41-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/41-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/40-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/40-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/39-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/39-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/38-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/38-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/36-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/36-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Vivaio Mario Del Panta" /></a>
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<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/Mario-Del-Panta.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2022/06/Mario-Del-Panta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Mario Del Panta" /></a>

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		<title>Il marciume colpisce il mio Astrophytum di oltre 25 anni: ecco cosa ho fatto per salvarlo</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 09:27:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario del coltivatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa è una di quelle &#8220;sorprese&#8221; che non vorresti mai ricevere quando fai un salto in serra a controllare le tue piante. Che qualche pianta, specie in primavera, possa essere colpita da marciume radicale è inevitabile, soprattutto quando si coltivano centinaia di piante. Che a marcire sia proprio quell&#8217;esemplare che è con te da vent&#8217;anni, &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-marciume/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il marciume colpisce il mio Astrophytum di oltre 25 anni: ecco cosa ho fatto per salvarlo"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p>Questa è una di quelle &#8220;sorprese&#8221; che non vorresti mai ricevere quando fai un salto in serra a controllare le tue piante. Che qualche pianta, specie in primavera, possa essere colpita da marciume radicale è inevitabile, soprattutto quando si coltivano centinaia di piante. Che a marcire sia proprio quell&#8217;esemplare che è con te da vent&#8217;anni, che hai visto crescere e fiorire ogni anno e che magari ha un valore affettivo particolare (ad esempio perché ti era stato regalato in una determinata occasione)&#8230; beh, è sempre dura da mandare giù, anche per il coltivatore più esperto. In questo caso, però, non è ancora detta l&#8217;ultima parola: l&#8217;<em>Astrophytum myriostigma</em> che vedete nelle foto è una delle piante con me da più tempo, è messo male ma non è ancora spacciato.</p>
<p>Nell&#8217;articolo che segue descrivo in dettaglio cosa è successo e come sto cercando di salvarlo. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>La semina spontanea: ovvero quando i cactus fanno tutto da soli, proprio come in Natura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 08:02:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario del coltivatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché dannarsi l&#8217;anima con terriccio sterilizzato, vasetti perfettamente puliti, fungicida, sacchetti trasparenti e quant&#8217;altro, quando si può lasciar fare alle nostre piante tutto ciò che riguarda la semina? Esattamente come avviene in Natura, insomma. Battute a parte, chi ha molte piante sa bene che ritrovarsi con semenzali perfettamente formati all&#8217;interno dei vasi, accanto alle piante &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/semina-spontanea/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "La semina spontanea: ovvero quando i cactus fanno tutto da soli, proprio come in Natura"</span></a></p>
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<p>Perché dannarsi l&#8217;anima con terriccio sterilizzato, vasetti perfettamente puliti, fungicida, sacchetti trasparenti e quant&#8217;altro, quando si può lasciar fare alle nostre piante tutto ciò che riguarda la semina? Esattamente come avviene in Natura, insomma. Battute a parte, chi ha molte piante sa bene che ritrovarsi con semenzali perfettamente formati all&#8217;interno dei vasi, accanto alle piante madri, è tutt&#8217;altro che raro. In genere ce ne si accorge durante i rinvasi, quando possiamo osservare con particolare attenzione le nostre succulente, perché le <em>plantule</em> nate spontaneamente sono di piccole dimensioni e tendono a &#8220;mimetizzarsi&#8221; con sassi e inerti presenti nel substrato, oppure si trovano talmente accostate al fusto della pianta madre da risultare invisibili a un&#8217;occhiata poco attenta. Nel corso degli anni, nei vasi delle mie piante, ho trovato spesso semenzali germinati e cresciuti autonomamente, in particolare di generi come <em>Astrophytum, Epithelantha, Thelocactus, Mammillaria</em>. Un paio di anni fa ho addirittura trovato una piccola pianta di <em>Euphorbia obesa</em> già ben formata, cresciuta tra i ciottoli all&#8217;esterno della serra, all&#8217;ombra di un grande vaso che contiene un&#8217;Agave. Oggi l&#8217;<em>Euphorbia</em> è in un vaso da 5 centimetri, all&#8217;interno della serra, e prosegue la sua crescita regolarmente. L&#8217;ho dovuta togliere a malincuore dall&#8217;esterno e sistemarla in vaso per impedire che il freddo e umido inverno padano le fosse fatale, altrimenti l&#8217;avrei lasciata crescere volentieri là dove era nata.</p>
<p>In questi giorni, durante il rinvaso di alcuni <em>Astrophytum capricorne</em> di mia semina, ho trovato moltissimi semenzali e diverse plantule nate e cresciute autonomamente nei vasi delle piante madri (ne potete già vedere alcune nella foto di copertina, qui sopra). Di qui l&#8217;idea di documentare e analizzare la &#8220;semina spontanea&#8221; nell&#8217;articolo e nelle foto che seguono. (&#8230;)<span style="font-size: inherit;"> </span></p>
<p>
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		<title>Quando ripicchettare le semine di cactus, come farlo correttamente e quale terriccio usare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2020 07:29:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la semina di cactus e piante grasse è andata a buon fine e sono germogliate le prime piante è importante assicurarsi che il substrato non resti mai asciutto per i primi mesi. Solo quando le piante saranno sufficientemente formate, ossia dopo almeno 5 o 6 mesi, si potranno diradare le annaffiature. Quando gli esemplari &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/ripicchettare-semine/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Quando ripicchettare le semine di cactus, come farlo correttamente e quale terriccio usare"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p><strong>Quando la semina di cactus e piante grasse è andata a buon fine e sono germogliate le prime piante è importante assicurarsi che il substrato non resti mai asciutto per i primi mesi. Solo quando le piante saranno sufficientemente formate, ossia dopo almeno 5 o 6 mesi, si potranno diradare le annaffiature. Quando gli esemplari avranno almeno un anno e le semine saranno caratterizzate, si potranno rinvasare in contenitori più ampi o in vasetti singoli. Si parla in questo caso di ripicchettamento.</strong></p>
<p>Parlando di semine di cactus, una domanda molto frequente e non di rado posta con un discreto livello di (inutile) apprensione, è: <strong>dopo quanto tempo si devono ripicchettare i semenzali?</strong> Ossia, quando le giovani <em>plantule</em> hanno bisogno di essere rinvasate e magari divise in vasi singoli? Anche in questo caso, così come in moltissime altre &#8220;faccende da cactofili&#8221;, la risposta dipende da diversi fattori legati alla coltivazione. Sulla base dell&#8217;esperienza è tuttavia possibile dare indicazioni di massima utili soprattutto a chi sperimenta <strong>la semina dei cactus</strong> per la prima volta.</p>
<p>Vediamo allora nel dettaglio, in questo articolo, tutto quello che c&#8217;è da sapere riguardo a questo passaggio fondamentale per la corretta crescita di piante da nostra semina, quando e come ripicchettare le semine di cactus e piante succulente in generale. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Da maggio in avanti esplodono le fioriture degli Astrophytum e trionfa il giallo oro</title>
		<link>https://www.ilfioretralespine.it/astrophytum-fiori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 10:05:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla seconda metà di maggio esplodono i bouquet degli Astrophytum. Si tratta di un genere molto generoso, che regala fioriture abbondanti, appariscenti e a più riprese per diversi mesi, fino all’autunno. I fiori sono quasi sempre di colore giallo, di varia intensità, e in alcuni casi, come per le specie asterias e capricorne, hanno la &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/astrophytum-fiori/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Da maggio in avanti esplodono le fioriture degli Astrophytum e trionfa il giallo oro"</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dalla seconda metà di maggio esplodono i bouquet degli <em>Astrophytum</em>. Si tratta di un genere molto generoso, che regala fioriture abbondanti, appariscenti e a più riprese per diversi mesi, fino all’autunno. I fiori sono quasi sempre di colore giallo, di varia intensità, e in alcuni casi, come per le specie <em>asterias</em> e <em>capricorne</em>, hanno la gola rossa. (&#8230;)</span></p>
<p><span id="more-2787"></span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Esistono anche varietà particolari di <em>asterias</em> a fiore rosso o rosa intenso: si tratta degli <em>asterias akabana</em>, cultivar create da coltivatori giapponesi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>In Asia molti coltivatori si sono letteralmente sbizzarriti con gli <em>Astrophytum</em></strong>, realizzando cultivar con forme, colori inusuali e &#8220;disegni&#8221; sul fusto particolari, a partire dall’ormai famoso <em>asterias superkabuto</em> e dal <em>myriostigma onzuka</em>. Ho pochi esemplari di queste varietà perché continuo a pensare che le forme “tradizionali” restino le più affascinanti, anche nella loro semplicità. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/generi-cactus-a/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Se volete informazioni sulla coltivazione di questo genere, potete saltare a questo link, dove trovate una scheda specifica</strong></a>.</span></p>
<p><figure id="attachment_2793" aria-describedby="caption-attachment-2793" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/05/Astrophytum-vari-in-fiore-aaaaa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2793 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/05/Astrophytum-vari-in-fiore-aaaaa-150x150.jpg" alt="Astrophytum vari in fiore" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-2793" class="wp-caption-text">Astrophytum vari in fiore (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In questi giorni, con una sincronia per niente casuale (come ogni cosa che fa la Natura) sono fioriti in massa i miei <em>Astrophytum myriostigma</em>, <em>asterias</em> e <em>capricorne</em>. Moltissime di queste piante sono da mia semina, altri sono esemplari di una certa età che ho con me da una quindicina di anni almeno. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">I fiori più semplici, ma non per questo meno interessanti, sono quelli della specie <em>myriostigma</em> (il cosiddetto &#8220;cappello del vescovo&#8221; per via della forma della pianta), che comprende le varietà <em>nudum</em> (con il fusto privo dei caratteristici puntini bianchi) e <em>coahuilense</em> (con il fusto densamente ricoperto di “fiocchi” bianchi).<strong> I <em>myriostigma</em> classici hanno cinque coste</strong>, ma sono ormai molto diffusi quelli a quattro coste. Meno comune è la variante a sole tre coste, mentre da una mia semina di qualche anno fa ho ottenuto un paio di esemplari a sei coste. I fiori di questa specie sono interamente gialli, piuttosto grandi e appariscenti.</span></p>
<p><figure id="attachment_2791" aria-describedby="caption-attachment-2791" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/05/Astrophytum-capricorne-mie-semine-in-fiore-1-copia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2791 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/05/Astrophytum-capricorne-mie-semine-in-fiore-1-copia-150x150.jpg" alt="Astrophytum capricorne mie semine in fiore" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-2791" class="wp-caption-text">I fiori degli Astrophytum capricorne cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Ancor più appariscenti sono i fiori della specie <em>capricorne</em></strong>, che ha esemplari molto variabili tra di loro per spine e colore del fusto. Alcuni esemplari selezionati e alcune sottospecie come la <em>crassispinum</em> hanno infatti spine molto lunghe, contorte e spesse. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Il fiore, più grande rispetto a quello del <em>myriostigma</em>, è giallo con la gola rossa</strong>. E’ molto vistoso e sbuca all’apice, dal groviglio di spine.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Infine, la specie <em>asterias</em>, considerata abbastanza “rognosa”</strong> perché più sensibile all’umidità rispetto alle altre del genere <em>Astrophytum</em>. Le piante hanno un portamento schiacciato, sferico, con coste abbastanza marcate. Anche in questo caso esiste la varietà classica (con il fusto coperto da puntini bianchi) e quella <em>nudum</em>, ossia priva di puntini. Infinite, poi, le cultivar giapponesi ricavate da questa specie. Il fiore degli <em>asterias</em> è forse il più delicato tra tutti quelli del genere <em>Astrophytum</em>: è giallo pallido con la gola rossa, di media grandezza.</span></p>
<p><figure id="attachment_2790" aria-describedby="caption-attachment-2790" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/05/Astrophytum-myriostigma-onzuka-1-copia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2790 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/05/Astrophytum-myriostigma-onzuka-1-copia-150x150.jpg" alt="Astrophytum myriostigma cv onzuka" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-2790" class="wp-caption-text">Astrophytum myriostigma cv onzuka cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il genere <em>Astrophytum</em> conta anche la specie <em>ornatum</em>, dal fusto brevicilindrico con coste marcate e forti spine, e la <em>caput medusae</em>, dal portamento ramificato. Sono però una specie che non tengo perché non mi affascinano particolarmente. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Gli <em>Astrophytum</em> sono piante di facile coltivazione</strong> (qualche attenzione in più merita l’asterias), vivono bene in piena luce o sole diretto con terriccio drenante e povero in humus poiché possono andare soggetti a marciume in caso di ristagni o di elevata e persistente umidità ambientale. <strong>Reggono bene il freddo</strong>: se tenuti asciutti possono tranquillamente stare a temperature attorno a zero gradi. La crescita è relativamente veloce rispetto ad altre cactacee e la semina molto semplice. Le abbondanti e sgargianti fioriture ne fanno piante in grado di dare grandi soddisfazioni.</span></p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/astrophytum_scheda/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui trovate una scheda di coltivazione completa di tutto il genere Astrophytum in formato pdf scaricabile</strong></a>.</p>
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<a href='https://www.ilfioretralespine.it/astrophytum-evidenza-ok/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/05/Astrophytum-evidenza-ok-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Astrophytum" /></a>
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