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	<title>concimazione Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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	<title>concimazione Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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		<title>Il fertilizzante per cactus e piante grasse: quale scegliere, quando e come somministrarlo</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2024 13:18:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; necessario fertilizzare (o concimare) i cactus e le piante grasse? In quale periodo dell&#8217;anno va somministrato il fertilizzante? Ma soprattutto: per le piante succulente va bene qualsiasi tipo di fertilizzante o è bene ricorrere a prodotti specifici? Sono tutte domande che qualsiasi appassionato alle prime armi si pone, ma anche chi coltiva piante grasse &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/fertilizzante-cactus-piante-grasse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il fertilizzante per cactus e piante grasse: quale scegliere, quando e come somministrarlo"</span></a></p>
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<p></p>
<p></p>
<p><strong>E&#8217; necessario fertilizzare (o concimare) i cactus e le piante grasse? In quale periodo dell&#8217;anno va somministrato il fertilizzante? Ma soprattutto: per le piante succulente va bene qualsiasi tipo di fertilizzante o è bene ricorrere a prodotti specifici? </strong></p>
<p>Sono tutte domande che qualsiasi appassionato alle prime armi si pone, ma anche chi coltiva piante grasse da tempo può avere dubbi su quanto e come fertilizzare e soprattutto su quali caratteristiche deve avere il prodotto giusto. Va infatti premesso che le succulente, e i cactus in particolare, vivono in ambienti e in terreni &#8220;poveri&#8221;, sabbiosi, non ricchi (salvo per alcune specie) di sostanze organiche. Ne deriva che <strong>queste piante non necessitano di un grande quantitativo di nutrienti</strong>. E questo si traduce in fertilizzazioni ridotte e somministrate con prodotti contenenti i giusti elementi nutritivi nelle giuste proporzioni. In altre parole, un cactus non dovrà essere fertilizzato con la stessa frequenza e, soprattutto, con lo stesso prodotto che si utilizza per piante a foglia o, come si suol dire, da interni.</p>
<p>Vediamo in questo articolo <strong>tutto quello che è importante sapere sulla fertilizzazione delle piante grasse</strong>, a partire dal periodo per arrivare alla giusta composizione del concime da somministrare. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Come far fiorire i cactus e le piante grasse: cosa c&#8217;è da sapere e quali accorgimenti usare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 14:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso un coltivatore alle prime armi acquista un cactus o una pianta succulenta in piena fioritura, attratto anche dalla bellezza dei fiori. Una volta appassiti, però, i fiori non si formano di nuovo e nemmeno l&#8217;anno seguente la pianta torna a fiorire. La domanda che si pone inevitabilmente l&#8217;appassionato poco esperto è dunque: come far &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/far-fiorire-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Come far fiorire i cactus e le piante grasse: cosa c&#8217;è da sapere e quali accorgimenti usare"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Spesso un coltivatore alle prime armi acquista un cactus o una pianta succulenta in piena fioritura, attratto anche dalla bellezza dei fiori. Una volta appassiti, però, i fiori non si formano di nuovo e nemmeno l&#8217;anno seguente la pianta torna a fiorire. La domanda che si pone inevitabilmente l&#8217;appassionato poco esperto è dunque: come far fiorire i cactus e le piante grasse? Queste piante fioriscono infatti regolarmente e abbondantemente ogni anno, a patto di osservare alcune regole fondamentali.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Colorate, appariscenti, effimere. <strong>Le fioriture dei cactus sono improvvise esplosioni di energia</strong>. In molti casi i bocci si sviluppano in pochi giorni per aprirsi nell’arco di una manciata di ore, lasciando a bocca aperta i neofiti della coltivazione di queste piante e, soprattutto, chi non ha alcuna dimestichezza con le succulente. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In questi anni ho notato che riguardo ai cactus, e in particolare alle loro fioriture, c’è molta disinformazione. Chi non coltiva queste piante arriva addirittura a stupirsi che possano fiorire, né più né meno di quel che fanno gli esemplari di tutte le altre famiglie vegetali, dimenticando che il fiore è alla base della riproduzione di quasi tutte le piante. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Altri restano impressionati nell’apprendere che anche i cactus possono fiorire in abbondanza e a più riprese durante la stagione vegetativa, pensando forse che la fioritura di una cactacea è un evento eccezionale, quasi unico. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Niente di più errato: <strong>tutte le cactacee fioriscono regolarmente</strong> e se ci sono specie relativamente “avare”, ossia in grado di produrre pochi fiori e per periodi molto limitati durante l’anno, ci sono anche specie particolarmente generose, capaci di regalare fioriture a più riprese per interi mesi (ad esempio <em>Echinopsis</em>, <em>Astrophytum</em>, <em>Strombocactus</em>, <em>Gymnocalycium</em>,<em> Trichocereus</em>).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quali accorgimenti e quali pratiche dovremo seguire per assicurarci fioriture annuali il più abbondanti possibile? <strong>Come far fiorire i nostri cactus e le piante succulente ogni anno? Quali sono le regole base per ottenere splendide fioriture dalle piante grasse? </strong></span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Affrontiamo tutti questi temi in dettaglio nell&#8217;articolo che segue. (&#8230;)</span></p>
<p><span id="more-2832"></span></p>
<h2>La fioritura dei cactus e delle succulente: introduzione</h2>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se proprio dobbiamo trovare una pecca relativa alla fioritura delle cactacee, questa sta nel fatto che <strong>le loro esplosioni di colore sono quasi sempre effimere, poco durature</strong>. Alcune specie (come gli <em>Echinopsis</em> e i <em>Discocactus</em>) producono fiori grandi e appariscenti che si aprono di notte e durano soltanto poche ore, tanto che dalla metà della mattinata seguente all’apertura cominciano ad appassire per afflosciarsi completamente nell’arco delle 24 ore. Altri generi, come i <em>Gymnocalycium</em>, sono in grado di mantenere la fioritura per due o tre giorni, che è all’incirca il massimo che possiamo pretendere dalle cactacee. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Una volta appurato questo e accettato il fatto che non possiamo pretendere dai nostri cactus fioriture persistenti e durature nel tempo come quelle, ad esempio, delle orchidee, <strong>cosa possiamo fare per massimizzare la produzione di fiori delle nostre cactacee?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/fiori-cactus-succulente/" rel="noopener noreferrer"><strong>A questo link trovate un articolo su forme e colori dei fiori delle piante grasse</strong></a>.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Prima regola: avere piante già in forza da fiore</span></h2>
<p><figure id="attachment_2844" aria-describedby="caption-attachment-2844" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/06/Lobivia-pygmaea.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2844 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/06/Lobivia-pygmaea-150x150.jpg" alt="Lobivia pygmaea" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-2844" class="wp-caption-text">Lobivia pygmaea (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La condizione di base per la fioritura è tanto banale quanto imprescindibile. <strong>La pianta deve essere &#8220;in forza da fiore&#8221;</strong>. Questo significa semplicemente che l&#8217;esemplare deve avere l&#8217;età necessaria a quella determinata specie per fiorire. Per alcuni generi, ad esempio <em>Mammillaria</em>, <em>Turbinicarpus</em>, <em>Gymnocalycium</em>, <em>Astrophytum</em>, sono sufficienti dai due ai quattro anni per avere la prima fioritura. Altre specie richiedono più tempo, arrivando a fiorire non prima di aver compiuto otto o dieci anni (se non di più, in alcuni casi). Tra queste, <em>Ferocactus</em>, <em>Echinocactus</em>, <em>Ariocarpus</em>, <em>Geohintonia</em>, <em>Aztekium</em>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per prima cosa <strong>dobbiamo dunque conoscere un minimo le caratteristiche delle principali specie</strong>, così da sapere, in base all&#8217;età e alla dimensione della pianta, se possiamo confidare nella fioritura o se dovremo portare pazienza per qualche anno.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/gallery-fioriture/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Qui una gallery con alcune fioriture primaverili</strong></a>.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il riposo invernale e la sua importanza nella fioritura</span></h2>
<p><figure id="attachment_2846" aria-describedby="caption-attachment-2846" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/06/Mammillaria-candida.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2846 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/06/Mammillaria-candida-150x150.jpg" alt="Mammillaria candida" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-2846" class="wp-caption-text">Mammillaria candida (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Una volta appurato che la pianta è in forza da fiore, ai fini della fioritura <strong>la prima regola in assoluto è garantire alle nostre piante un regolare ciclo annuale di crescita e stasi</strong>. Le piante grasse, per fiorire, necessitano di un periodo di riposo assoluto, così da recuperare le energie dall’ultima fioritura e prepararsi a quella successiva. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per la stragrande maggioranza delle specie <strong>questo si traduce in alcuni mesi di blocco della vegetazione</strong>, mesi corrispondenti con il nostro inverno e con la stagione di siccità prolungata che queste piante attraversano in natura. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In sintesi, dalla fine di settembre le cactacee (ad eccezione di alcune specie, in particolare le cilene come <em>Copiapoa</em> ed <em>Eriosyce</em>, poi molte <em>Escobaria</em>, <em>Sclerocactus</em> e <em>Pediocactus</em>) rallentano la vegetazione fino ad entrare in stasi. Da questo periodo in avanti sarà bene diradare le annaffiature fino a sospenderle del tutto alla volta di ottobre (al Sud Italia è possibile annaffiare anche fino a novembre, considerato il clima più mite). In questo modo il terriccio si asciugherà completamente, si eviteranno pericolosi ristagni di umidità tra le radici, e le piante cominceranno a sgonfiarsi in preparazione dell’inverno.</span></p>
<p><figure id="attachment_2134" aria-describedby="caption-attachment-2134" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/Astrophytum-asterias.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2134 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/Astrophytum-asterias-150x150.jpg" alt="Astrophytum asterias" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-2134" class="wp-caption-text">Astrophytum asterias (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Oltre alla stasi indotta dalla stagione e dalla sospensione delle annaffiature, <strong>ai fini della fioritura sono fondamentali le temperature</strong>. Durante il nostro inverno dobbiamo far sì che le piante “sentano” il freddo, tenendole quindi all’esterno delle abitazioni, in serre, terrazze riparate, sottoscala, ecc. Ad eccezione delle specie cubane (come i <em>Melocactus</em>) e di altre specie che crescono in zone sub tropicali (ad esempio <em>Epiphyllum</em>, <em>Discocactus</em>) la stragrande maggioranza delle cactacee, se tenute in terriccio asciutto, regge tranquillamente temperature di poco superiori a zero gradi. Moltissime specie possono andare anche ben al di sotto dello zero (<em>Opuntia</em>, <em>Escobaria</em>, <em>Pediocactus</em>, giusto per fare qualche esempio), ma <strong>volendo trovare un compromesso si può dire che l’ideale è far trascorrere ai nostri cactus l’inverno con minime notturne attorno ai 5 o 7 gradi</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il freddo contribuisce in maniera decisiva alla fioritura, perché, insieme all’asciutta, manda le piante in completa stasi. In queste condizioni le cactacee bloccano del tutto la crescita, si “riposano”, recuperano le forze per ripartire a vegetare in primavera e per fiorire regolarmente.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/schlumbergera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Far fiorire il &#8220;cactus di Natale&#8221;? Ecco cosa è bene sapere</strong></a>.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Luce anche in inverno: un aiuto in più per favorire la fioritura</span></h2>
<p><figure id="attachment_2843" aria-describedby="caption-attachment-2843" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/06/Mammillaria-schumannii-globosa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2843 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/06/Mammillaria-schumannii-globosa-150x150.jpg" alt="Mammillaria schumannii globosa" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-2843" class="wp-caption-text">Mammillaria schumannii globosa (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Spesso si sente dire che durante la stasi vegetativa le piante grasse possono anche stare in luoghi poco o per niente luminosi. Molti coltivatori, durante i mesi invernali, le tengono in sottoscala poco illuminati oppure in garages. Ora, se è vero che una volta che la pianta è entrata in stasi la carenza di luce non causa danni (la pianta infatti è in blocco e non cresce, dunque difficilmente potrà “filare”, ossia allungarsi e deformarsi), <strong>è però altrettanto vero che in natura, anche con il cambio di stagione, le cactacee non se ne stanno per interi mesi al buio</strong> (o quasi). Al massimo ricevono un minor apporto di luce causato dall’accorciarsi delle giornate e dalla diversa incidenza dei raggi solari. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Non a caso, nel corso degli anni ho verificato che tra piante che hanno svernato in zone poco luminose e piante che hanno svernato in ambienti esposti al massimo della luce anche d’inverno (ad esempio quelle tenute in una serra) c’è una bella differenza in termini di fioriture. <strong>Le piante tenute al buio, per quella che è la mia esperienza, fioriscono più a fatica o non fioriscono affatto, mentre quelle tenute in zone luminose anche durante l’inverno fioriscono abbondantemente e senza alcun problema</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L’ho verificato in particolare con il genere <em>Notocactus</em> (oggi <em>Parodia</em>), a detta di molti tra i più semplici da coltivare e tra i più propensi alla fioritura. Per anni, quando ancora non avevo una serra e d’inverno mi toccava riparare le piante in una veranda esposta a Nord, ho avuto fioriture stentate se non addirittura inesistenti, in particolare con questo genere. Da quando ho avuto la possibilità di trasferire tutte le mie piante in serra, tutti i miei <em>Notocactus</em> (così come tutti gli altri generi che coltivo) fioriscono puntualmente e generosamente.</span></p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/marciume-fiori/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Attenzione alle fioriture invernali: da qui può partire il marciume.</strong></a></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La corretta coltivazione come presupposto per fioriture abbondanti</span></h2>
<p><figure id="attachment_2845" aria-describedby="caption-attachment-2845" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/06/Pelecyphora-pseudopectinata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2845 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/06/Pelecyphora-pseudopectinata-150x150.jpg" alt="Pelecyphora pseudopectinata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-2845" class="wp-caption-text">Pelecyphora pseudopectinata (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Riposo invernale, freddo, luce sono fattori primari per la fioritura dei cactus. A questi si aggiunge un fattore se vogliamo scontato ma altrettanto importante: <strong>la corretta coltivazione nell’anno precedente alla ripresa vegetativa</strong>. Piante che durante la stagione vegetativa sono cresciute in modo stentato, o che non sono cresciute affatto, oppure piante che hanno avuto problemi con parassiti e patologie fungine dovranno ovviamente pensare prima a riprendersi, che non a fiorire. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In altre parole, i cactus che durante la precedente stagione vegetativa hanno lottato per sopravvivere, potrebbero richiedere altro tempo da dedicare alla ripresa, concentrando le energie, ad esempio, sulla ricostituzione dell’apparato radicale. Piante stressate, malandate, bloccate da un rinvaso effettuato magari in un momento poco opportuno, insomma, potrebbero lavorare più per la loro guarigione che non sulla fioritura. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Attenzione, però: questa non è assolutamente una regola</strong>. Diciamo piuttosto una situazione altamente probabile. Mi è infatti capitato di vedere più di una volta piante in pessime condizioni produrre splendide fioriture. In questi casi le piante stressate hanno cominciato a riprendersi sensibilmente una volta terminata la fioritura, grazie a una corretta coltivazione a base di annaffiature regolari, poche fertilizzazioni e giusta esposizione al sole (che non deve mai essere diretto per le piante in sofferenza!).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/coltivazione-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sulla coltivazione in generale di cactacee e succulente trovate un post riassuntivo a questo link</strong></a>.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L&#8217;importanza della concimazione per far fiorire cactus e succulente</span></h2>
<p><figure id="attachment_2848" aria-describedby="caption-attachment-2848" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/06/Ferocactus-macrodiscus.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2848 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/06/Ferocactus-macrodiscus-150x150.jpg" alt="Ferocactus macrodiscus" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-2848" class="wp-caption-text">Ferocactus macrodiscus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Infine, la concimazione. Personalmente sono abbastanza parsimonioso con le fertilizzazioni. Ne faccio poche e a bassi dosaggi, ma credo che se si utilizzano terricci poveri di humus (<a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>come nel mio caso</strong></a>) le concimazioni siano certamente utili ai fini di una ricca fioritura. <strong>Con il concime si va infatti ad “aggiustare” il terreno</strong>, che nella coltivazione in vaso è disponibile alla pianta in quantitativi limitati, aggiungendo quegli elementi che con il tempo e le annaffiature pian piano vanno persi. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/concimazione-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Per un approfondimento sul rapporto tra concimazione e fioriture potete leggere un mio post specifico a questo link</strong></a>.</span></p>
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		<title>Fioriture abbondanti e crescita equilibrata: l&#8217;importanza della concimazione delle succulente</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 15:58:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come concimare i cactus e le piante grasse? Quando concimare? Ma soprattutto, quale fertilizzante usare per le piante succulente? La concimazione è uno dei fattori fondamentali della coltivazione di queste piante ma è importante non esagerare con le concimazioni se si vogliono ottenere esemplari sani, robusti e dall&#8217;aspetto simile alle piante nel loro habitat. Importantissima &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/concimazione-succulente-concimare/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Fioriture abbondanti e crescita equilibrata: l&#8217;importanza della concimazione delle succulente"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come concimare i cactus e le piante grasse? Quando concimare? Ma soprattutto, quale fertilizzante usare per le piante succulente? La concimazione è uno dei fattori fondamentali della coltivazione di queste piante ma è importante non esagerare con le concimazioni se si vogliono ottenere esemplari sani, robusti e dall&#8217;aspetto simile alle piante nel loro habitat. Importantissima è poi la composizione del fertilizzante, che deve essere specifico per queste piante e, in particolare, povero di azoto.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La pratica di concimare, detta anche concimazione, fertilizzazione o nutrizione, è necessaria per qualsiasi pianta coltivata in vaso, dal momento che il quantitativo di terreno a disposizione è limitato e, prima o dopo, gli elementi nutritivi cominceranno a scarseggiare.<strong> Attraverso la fertilizzazione si nutre quindi la pianta, arricchendo il terreno di quegli elementi che con il tempo vengono assorbiti dalla pianta o dilavati dall’acqua delle annaffiature</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Le piante succulente vanno concimate regolarmente per far sì che nella stagione di crescita abbiano sempre a disposizione i giusti quantitativi dei vari nutrienti. Per cactus e piante grasse, tuttavia, non è opportuno usare fertilizzanti generici. In altre parole, <strong>per un cactus non va assolutamente bene un fertilizzante di norma utilizzato per piante ornamentali, a foglia o da frutto</strong>. E’ necessario ricorrere a concimi specifici, appositamente bilanciati per le succulente. <strong>Diversamente, il rischio è quello di compromettere irrimediabilmente la crescita e l&#8217;aspetto fisico della pianta</strong>, arrivando a renderla debole e completamente difforme rispetto agli esemplari della stessa specie che crescono in natura.</span></p>
<p>Vediamo come concimare e tutto quello che c&#8217;è da sapere sulla corretta concimazione (o fertilizzazione) delle succulente, <strong>a partire dalla composizione del concime e dalla funzione dei singoli elementi nutrienti</strong>, nell&#8217;articolo che segue. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Come, quando e quanto bagnare le succulente? Scordatevi il contagocce, benvenuta la pioggia</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 15:40:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come si annaffia un cactus o una pianta grassa? Ogni quanto innaffiare i cactus? Con quale acqua si bagnano i cactus e le piante succulente? Di quanta acqua hanno bisogno le piante grasse? E&#8217; meglio bagnare i cactus e le piante succulente dall&#8217;alto o dal basso? Il tema legato alle annaffiature (o innaffiature) delle piante &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/annaffiare-cactus-piante-grasse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Come, quando e quanto bagnare le succulente? Scordatevi il contagocce, benvenuta la pioggia"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come si annaffia un cactus o una pianta grassa? Ogni quanto innaffiare i cactus? Con quale acqua si bagnano i cactus e le piante succulente? Di quanta acqua hanno bisogno le piante grasse? E&#8217; meglio bagnare i cactus e le piante succulente dall&#8217;alto o dal basso? Il tema legato alle annaffiature (o innaffiature) delle piante grasse è tra i più importanti in assoluto nella coltivazione di queste piante ed è importante sapere come, quando e quanto bagnare per avere una crescita rigogliosa ed evitare i marciumi.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quello delle annaffiature (o innaffiature, sebbene il primo termine sia oggi di uso più comune) è tuttora uno dei temi più dibattuti tra chi si approccia alla coltivazione di cactus e piante grasse in generale. <strong>Quanta acqua vogliono i cactus? Quando vanno annaffiate le piante succulente? Ogni quanto vanno bagnate le piante grasse? </strong></span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: revert;">Quelle riportate in apertura sono solo alcune delle domande più ricorrenti – e sorvolo, per ovvi motivi, su un’altra domanda che ho sentito spesso porre: “Ma i cactus vanno annaffiati?”. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Come ogni essere vivente, le piante succulente hanno bisogno di acqua.</strong> Come, quanto e quando annaffiare dipende da molti fattori, come il periodo dell’anno, la zona in cui ci si trova (Nord o Sud Italia, ad esempio?), le temperature, l’umidità ambientale, i substrati che si utilizzano, la grandezza dei vasi, e altro ancora. Anche il metodo di annaffiatura è importante e <strong>c&#8217;è chi bagna cactus e succulente dall&#8217;alto, a pioggia, e chi le bagna dal basso</strong>, versando acqua nel sottovaso o in una bacinella. <strong>Fondamentale, infine, è la composizione del terriccio, o substrato, che dovrà essere drenante e in grado di asciugare in tempi brevi</strong>, dal momento che le piante succulente non tollerano assolutamente i ristagni idrici, che possono facilmente portare al marciume radicale.</span></p>
<p>Vediamo, in questo articolo, tutto quello che è opportuno sapere in relazione alle annaffiature delle succulente e dei cactus, così da avere piante sane ed evitare i marciumi. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-1323"></span></p>
<h3>Premesse generali sull&#8217;annaffiatura</h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Prima di entrare nel dettaglio delle annaffiature, assicuriamoci di accantonare definitivamente errate convinzioni retaggio di chissà quali esperienze al limite dell’assurdo. <strong>Ad esempio togliamoci dalla testa il fatto che cactus e piante succulente vanno bagnate col contagocce o annaffiate una volta ogni morte di Papa</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In natura, nelle zone subdesertiche dove vivono queste piante, piove eccome. Piove in modo spesso torrenziale e per giorni interi. Oppure piove ogni pomeriggio e le nuvole scaricano quantitativi di acqua impressionanti rispetto a quelli che siamo abituati a considerare in Europa. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per dirne una, in Messico, in moltissime zone (la Baja California è una di queste, come ho potuto sperimentare durante un viaggio), tra settembre e ottobre è tempo di violente piogge spesso accompagnate da cicloni e uragani. Dal mese di giugno a quello di settembre, sempre in molte zone subdesertiche del Messico, si registrano acquazzoni intensi con frequenza quotidiana, in particolare nel pomeriggio. Inoltre in natura le differenze tra le temperature notturne e quelle diurne possono essere tali da produrre abbondante rugiada nelle prime ore del mattino: anche questa è acqua che molti cactus sono in grado di assorbire per dissetarsi (non diversamente dalla nebbia che avvolge, in Cile, le <em>Copiapoa</em>).</span></p>
<p><figure id="attachment_1387" aria-describedby="caption-attachment-1387" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-texensis-allagato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1387 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-texensis-allagato-150x150.jpg" alt="Echinocactus texensis durante l'annaffiatura" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1387" class="wp-caption-text">Un mio Echinocactus texensis durante l&#8217;annaffiatura (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Dunque non ha senso dire <em>tout court</em> che i cactus vanno bagnati poco e a lunghi intervalli</strong>. I cactus, in stagione vegetativa – tra fine marzo e settembre/ottobre – bevono eccome. Alcune specie di generi come <em>Sclerocactus</em>, <em>Pediocactus</em>, <em>Escobaria</em>, <em>Opuntia</em>, bevono anche in quello che è il nostro inverno. Altre piante succulente – le africane ad esempio – possono avere il ciclo delle stagioni invertito, dal momento che mentre da noi è estate alle loro latitudini è inverno, pertanto andrebbero bagnate durante i nostri mesi invernali e lasciate in pace nei nostri mesi estivi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Questo per dire che, oltre ai fattori di coltivazione, vanno considerate anzitutto le condizioni di base che le piante hanno nel loro habitat. Detto questo, qualche paletto va fissato. Un po’ per convenzione, un po’ perché a dettare i tempi sono soprattutto le temperature, <strong>si può quindi dire che tendenzialmente le cactaceae e le succulente dell’emisfero Nord vanno annaffiate nel periodo compreso tra la fine di marzo e l’inizio di ottobre</strong> (meglio ancora, almeno al Nord Italia, <a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-inverno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>fermarsi a metà settembre per dare tempo alle piante di prepararsi all’inverno</strong></a>).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/coltivazione-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sulla coltivazione delle piante grasse in generale potete consultare questo articolo riassuntivo, con tutti i fattori determinanti per avere piante in salute</strong></a>.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Che tipo di acqua usare per i cactus e le piante grasse</span></h3>
<p><figure id="attachment_3038" aria-describedby="caption-attachment-3038" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-annaffiati.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3038 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-annaffiati-150x150.jpg" alt="Melocactus annaffiati" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3038" class="wp-caption-text">Melocactus durante l&#8217;annaffiatura a pioggia (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se la domanda fosse semplicemente: “qual è l’acqua migliore per i cactus?” la risposta sarebbe netta: quella piovana. Per chi coltiva in serra e ha la possibilità di raccogliere la pioggia in ampie cisterne il problema non si porrebbe nemmeno. <strong>L’acqua piovana è decisamente la migliore: ha un pH acido e non contiene calcare né sostanze chimiche come il cloro</strong>, per citarne una. Per le piante in generale, quindi non solo le succulente, è la soluzione ideale (oltre che la più naturale, in tutti i sensi). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Non sono solo le sue caratteristiche intrinseche a rendere l’acqua piovana la migliore in assoluto: è anche il tipo di annaffiatura determinato dalla pioggia a contribuire al risultato finale. Le piante esposte alla pioggia ricevono acqua in quantità variabile ma costante, goccia a goccia per un periodo di tempo che può andare da qualche minuto (nel caso di acquazzoni estivi) a qualche ora. Non solo: nel tragitto dalle nubi a terra <strong>l’acqua si arricchisce di ossigeno e anche questo ha un effetto benefico per le piante</strong>. Per rendersene conto è sufficiente provare a tenere due piante identiche e lasciarne una alla pioggia, tenendo l’altra al riparo e bagnandola con acqua del rubinetto. Tempo qualche settimana e le differenze tra le due piante saranno palesi: quella dissetata dalla pioggia sarà più rigogliosa, più pulita, più vitale. Più in salute, insomma.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L’alternativa alla pioggia – sia per chi ha una serra ma non può raccogliere l’acqua piovana perché serve un impianto apposito, sia per chi coltiva su balconi o terrazze – è l’acqua d&#8217;uso domestico. <strong>In campagna, come nel mio caso, c’è l’acqua del pozzo, in generale abbastanza calcarea e dunque, alla lunga, meno “buona” per le piante</strong>. Una soluzione, in questi casi, è quella di riempire annaffiatoi o barili con acqua di pozzo o da cisterna e lasciarla “decantare” per almeno 24 ore addizionandola con acido citrico o prodotti specifici (facilmente reperibili in commercio) in grado di acidificarla e portarne il pH ad un valore tra 6 e 6,5. Lasciando “decantare” l’acqua per una giornata, inoltre, il cloro potrà evaporare quasi del tutto, così come eventuali impurità o elementi “pesanti” potranno depositarsi sul fondo del contenitore.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In genere, per le mie piante in serra, faccio esattamente così: preparo l’acqua il giorno prima dell’annaffiatura lasciandola in due cisterne da 80 litri l’una aggiungendo il giusto quantitativo di acidificante per addolcirla, dal momento che nelle campagne l’acqua è in genere piuttosto calcarea. Dopo 24 ore annaffio le piante “a pioggia” con una pompa collegata al tubo che pesca l’acqua dai recipienti.  </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Moltissime piante (un po’ di tutto: da semine di cactus di tre anni fino a cactaceae adulte, ma anche <em>Agavi</em> e <em>Aloe</em>) <strong>le tengo all’aperto da fine marzo a tutto ottobre</strong>. Queste, inutile dirlo, prendono tutta l’acqua che il cielo manda giù. Se, come è capitato durante le ultime estati, per settimane non piove, provvedo io con l’acqua di pozzo lasciata decantare. In più di un’occasione, invece, le piante all’esterno hanno preso pioggia per diversi giorni di fila. Non è morta nessuna pianta, anche perché con l’aria aperta e il vento il terriccio asciuga molto rapidamente.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Come annaffiare le piante grasse e i cactus</span></h3>
<p><figure id="attachment_1339" aria-describedby="caption-attachment-1339" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Grusonii-al-giardino-esotico-di-Monaco.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1339 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Grusonii-al-giardino-esotico-di-Monaco-150x150.jpg" alt="Echinocactus Grusonii al Giardino Esotico di Monaco" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1339" class="wp-caption-text">Echinocactus Grusonii in piena terra al Giardino Esotico di Monaco (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Annaffio a pioggia, ossia dall’alto, bagnando sia le piante che il terriccio. Dal momento che uso substrati poveri o privi di torba, in molti casi prevalentemente minerali, <strong>bagno abbondantemente e in più passate, fino a sommergere le piante più piccole e a creare uno strato d’acqua in superficie</strong>. Non solo: di solito faccio almeno due o tre passate con la canna dell’acqua su ogni bancale, fino a vedere l’acqua sgrondare in abbondanza dai fori di scolo dei vasi. <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Con il terriccio che uso</strong></a>, nel giro di un giorno (se le giornate sono calde) la superficie di ogni vaso sarà del tutto asciutta e nel giro di quattro o cinque giorni sarà asciutto tutto il terriccio fino in profondità (anche perché le succulente, in stagione vegetativa, bevono velocemente e con avidità).</span></p>
<p><figure id="attachment_3037" aria-describedby="caption-attachment-3037" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Copiapoa-annaffiate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3037 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Copiapoa-annaffiate-150x150.jpg" alt="Copiapoa annaffiate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3037" class="wp-caption-text">Copiapoa durante l&#8217;annaffiatura: l&#8217;acqua si accumula sul primo strato argilloso (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se si utilizza terra di campo argillosa nei substrati, le annaffiature devono essere abbondanti ed è necessario ripassare più volte sulla stessa pianta perché <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>l’argilla, quando è asciutta, tende ad essere impermeabile</strong></a>. E’ necessario insistere, insomma, affinché l’acqua possa penetrare in profondità e bagnare bene il pane di terra. Non a caso, in natura è proprio così che avviene, con la pioggia che cade insistentemente per ore fino a penetrare lo strato superficiale dei campi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In passato, alle prime annaffiature dopo l’asciutta invernale, mi è capitato di notare che alcune piante non si rigonfiavano nonostante annaffiature che ritenevo abbondanti. Erano soprattutto piante in terra di campo e inerti. Una volta capito che l’argilla era troppo asciutta e compatta, ho cominciato a bagnare più frequentemente, ma soprattutto insistendo maggiormente su ogni pianta – sono arrivato, letteralmente, a sommergere di acqua le piante. Risultato? Dopo un paio di giorni si erano completamente riprese e avevano riacquistato volume: l’acqua era riuscita a penetrare in profondità e le cactaceae avevano finalmente bevuto a sufficienza.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Attenzione ad altri falsi miti, come quello che vorrebbe gli <em>Ariocarpus</em> delicatissimi, quasi refrattari all’acqua</strong>. Niente di più sbagliato: <a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-schede-piante/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>gli <em>Ariocarpus</em> in stagione vegetativa bevono tanto</strong></a> ed è solo questa errata credenza che ha indotto a pensare che queste piante non crescono mai. Con annaffiature abbondanti gli <em>Ariocarpus</em> velocizzano non poco la crescita (pur restando, questo è un dato di fatto, cactaceae relativamente lente nello sviluppo).</span></p>
<p><strong>Volete vedere come annaffio le mie piante?</strong> <a href="https://ilfioretralespine.it/bagnare-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Qui trovate un video realizzato da me in serra</b></a>. Se vi piace, iscrivetevi al canale <a href="https://www.youtube.com/channel/UCuaHz-ay5W6mN_YJBSNdNZA" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><em>Youtube </em>de <em>Il fiore tra le spine</em></strong></a>!</p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quando bagnare le succulente e con quale frequenza</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Le risposte a domande come “quando bagnare” e “con quale frequenza annaffiare” rischierebbero di essere infinite. Come detto in premessa, <strong>vanno considerate anzitutto le piante e la loro provenienza</strong> (un’E<em>chinopsis</em> e un <em>Lithops</em> hanno esigenze molto diverse, giusto per dirne una), poi i fattori di coltivazione, a partire dalla zona in cui coltiviamo. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Diciamo che in questo ambito è possibile adottare qualche convenzione. Per la maggior parte delle cactaceae e delle succulente non caudiciformi (ad esempio le <em>crassule</em>) il periodo delle annaffiature corrisponde con quello della stagione vegetativa. In Italia, da fine marzo a tutto settembre (anche ottobre e parte di novembre se siamo al Sud). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Io comincio ad annaffiare a fine marzo, se le giornate sono abbastanza calde, altrimenti aspetto l’inizio di aprile. Sospendo le annaffiature a metà settembre, anche se fa ancora caldo, per permettere alle piante di cominciare a perdere liquidi e prepararsi all’inverno. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Tra la fine di marzo e la prima metà di settembre annaffio con frequenze variabili, all’incirca ogni 15 giorni, intensificando all’occorrenza nei mesi più caldi</strong>, quando posso bagnare una volta ogni 8-10 giorni.<br />
</span></p>
<p><figure id="attachment_1344" aria-describedby="caption-attachment-1344" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/thelocactus-spaccato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1344 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/thelocactus-spaccato-150x150.jpg" alt="Thelocactus: spaccatura causata dal rigonfiamento troppo veloce" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1344" class="wp-caption-text">Thelocactus bicolor: spaccatura causata dal rigonfiamento troppo veloce (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Molto importante, dopo l’asciutta invernale, durante la quale le piante tendono a sgonfiarsi (in alcuni casi anche in modo notevole) è riprendere ad annaffiare gradualmente. <strong>Le prime due o tre annaffiature devono essere leggere</strong>, non abbondanti come in giugno o luglio. Le piante devono infatti riprendere a bere poco per volta perché se trovano acqua immediatamente disponibile in grande quantità la assorbono rapidamente con il <a href="https://ilfioretralespine.it/spaccature/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>rischio di rigonfiarsi talmente velocemente da spaccarsi</strong></a>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Mi è successo qualche volta. Ho avuto una <em>Frailea</em>, un <em>Thelocactus</em> e alcuni <em>Ferocactus</em> che dopo le prime due annaffiature si sono rigonfiati subito, col risultato che il fusto si è spaccato. Le piante non sono morte ma hanno corso un bel rischio perché il tessuto interno, se esposto, può essere facilmente aggredito da batteri che poi vanno a innescare marciumi (senza contare il danno estetico di una pianta con una costa letteralmente bucata).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Per quanto riguarda la frequenza delle bagnature, può essere utile la vecchia regola: nel dubbio, annaffiare solo se il terriccio è ben asciutto</strong>. Lo vediamo dallo strato superficiale: se premendo con il dito sentiamo umido, meglio aspettare. Questa è una regola base fondata sul buonsenso – difficile che un cactus muoia di sete, mentre è molto più facile che possa marcire per un eccesso di acqua, specie se in un terriccio molto organico –; sarà poi l’esperienza a dirci quando dare acqua alle nostre piante. A me, ad esempio, basta toccare il fusto o soppesare il vaso per capire se la pianta ha sete e se il terriccio è ancora bagnato o meno.</span></p>
<p><figure id="attachment_3040" aria-describedby="caption-attachment-3040" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-spine-bagnate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3040 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-spine-bagnate-150x150.jpg" alt="Melocactus: particolare delle spine bagnate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3040" class="wp-caption-text">Melocactus: particolare delle spine bagnate (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Un trattamento di riguardo lo riservo per le mie semine di cactaceae di almeno un anno e per le poche piante grasse a foglia che tengo (<em>crassule</em>, <em>echeverie</em> ecc.): per queste la frequenza delle annaffiature è maggiore rispetto alle cactaceae in genere. Le piante a foglia tendono ovviamente a disperdere acqua più facilmente rispetto ai cactus, mentre le semine hanno voglia di crescere e per sostenerle vanno bagnate con maggiore frequenza rispetto alle piante adulte. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In agosto, di solito, sospendo le annaffiature per i cactus (non per le semine e non per le piante grasse in generale). <strong>Le cactaceae, nei mesi più caldi, tendono ad andare in “estivazione”, ossia rallentano la crescita e in alcuni casi la bloccano</strong> per ripartire non appena le temperature tornano a livelli tollerabili (in agosto nella serra completamente aperta lungo i lati da 10 metri arrivo anche a superare i 40 gradi).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-estate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Qui un approfondimento sul fenomeno dell&#8217;estivazione</strong></a>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per le piante che tengo all’aperto in stagione vegetativa, come ho scritto sopra, lascio fare alla natura. Possono prendere acqua per giorni di fila oppure restare intere settimane all’asciutto. Se la siccità si prolunga provvedo con annaffiature extra. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Riguardo agli orari</strong> in cui è meglio bagnare le piante, <strong>senz’altro è preferibile la mattina presto, prima che il sole cominci a far salire le temperature, o nel tardo pomeriggio</strong>. Meglio ancora la sera, così le piante avranno a disposizione tutta la notte – tendenzialmente con temperature inferiori rispetto al giorno – per assorbire l’acqua prima che questa evapori nella porzione superficiale del vaso.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/rinvasi-cactus-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sicuramente da evitare è l&#8217;annaffiatura subito dopo un rinvaso</strong></a>: le radici potrebbero essere state lesionate durante l&#8217;operazione ed è bene aspettare almeno una decina di giorni prima di bagnare il terriccio, per permettere all&#8217;apparato radicale di rimarginare le sue &#8220;ferite&#8221; e scongiurare il rischio di marciumi che la terra bagnata potrebbe innescare.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nebulizzazioni: sono utili o se ne può fare a meno?</span></h3>
<p><figure id="attachment_1341" aria-describedby="caption-attachment-1341" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ferocactus-spine-bagnate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1341 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ferocactus-spine-bagnate-150x150.jpg" alt="Ferocactus, particolare delle spine bagnate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1341" class="wp-caption-text">Ferocactus, particolare delle spine bagnate (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">C’è chi consiglia di nebulizzare spesso le succulente. <strong>Personalmente non lo trovo utile</strong>. L’ho fatto per anni, all’inizio, poi ho visto che non ne ricavo alcun beneficio per le piante. Anche a nebulizzarle abbondantemente, in pochi minuti asciugano completamente e sinceramente non vedo l’utilità di perdere tempo per bagnare il fusto di cactus e succulente. Le uniche nebulizzazioni utili, a mio avviso, sono quelle con acqua addizionata con fungicidi o acaricidi. Nel corso degli anni, dal momento che con il regime di coltivazione e con i terricci che uso ho irrobustito le piante, ho ridotto parecchio anche questi trattamenti e attualmente passo il rameico una volta in primavera e una in autunno, prima dell’asciutta, e un acaricida un paio di volte durante la stagione di crescita.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La concimazione dei cactus e delle piante grasse</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Tratto la fertilizzazione in <a href="https://ilfioretralespine.it/concimazione-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>un post specifico, a questo link</strong></a>. Basti qui ricordare che <strong>cactus e piante grasse devono essere fertilizzate con prodotti specifici a basso tenore di azoto</strong> e non generici, ad esempio per piante ornamentali o per l’orto. I concimi per succulente sono a base di azoto (N), fosforo (P), potassio (K) ai quali si aggiungono vari microelementi. Per le piante grasse in generale è bene che il rapporto tra i tre elementi principali, N-P-K, sia nell’ordine di 5-15-30 (un’altra formulazione di base usata è 1 di azoto, 2 di fosforo e 4 di potassio). Concimi, in buona sostanza, poco azotati e con alte percentuali di fosforo e potassio.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Annaffiature e rinvasi delle succulente: come comportarsi</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Attenzione: <strong>le piante grasse appena rinvasate non vanno mai annaffiate</strong>. E&#8217; bene aspettare almeno una decina di giorni dal rinvaso prima di bagnare il terriccio. Le piante rinvasate possono essere nebulizzate per far assestare il terriccio in superficie, soprattutto nei casi di ricostruzione dell&#8217;habitat, ma per bagnare la terra in profondità e meglio non avere fretta.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/category/rinvasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Da questo link arrivate direttamente alla sezione del sito con tutti gli articoli dedicati ai rinvasi</strong></a>.</span></p>
<h3>Fino a quando si possono annaffiare le piante grasse?</h3>
<p>In inverno la maggior parte dei cactus e delle succulente deve restare in luogo freddo e protetto. Le annaffiature, nei mesi freddi, vanno del tutto sospese. Per approfondire questo aspetto della coltivazione e sapere fino a quando è opportuno bagnare le cactacee potete consultare <a href="https://ilfioretralespine.it/innaffiare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo articolo specifico</strong></a>.</p>
<p><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"> <strong>ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER</strong> </span> &#8211; Se vuoi ricevere la newsletter gratuita ogni volta che viene pubblicato un nuovo contenuto, <a href="https://ilfioretralespine.it/iscriviti-alla-newsletter/" target="_blank" rel="noopener"><strong>compila i campi che trovi a questo link!</strong></a></span></p>
<h3>Video: come annaffio i miei cactus e le mie succulente</h3>
<p>In questo video potete vedere esattamente come annaffio le mie piante, tenendo conto che le coltivo in una serra (e non su un balcone):</p>
<p><iframe title="Annaffiare (bagnare) cactus e piante succulente" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/l4evhdStWdI?start=17&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>Link ad articoli correlati</h3>
<ul>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/concimazione-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Fertilizzazione/concimazione</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/category/irrigazione-bagnare/"><strong>Tutti gli articoli sull&#8217;irrigazione</strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-sole-diretto-luce/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Esposizione, luce e aria</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/malattie-e-parassiti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Malattie e parassiti</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/far-fiorire-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Far fiorire i cactus</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/coltivazione-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Tutto sulla coltivazione</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-temperature/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Temperature</span></strong></a></li>
<li><strong><a href="https://ilfioretralespine.it/seminare-cactus-e-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La semina</span></a></strong></li>
</ul>
<p><span style="color: #993300;"><em><strong>© I testi, i video, le foto e le elaborazioni grafiche del sito &#8220;Il fiore tra le spine&#8221; costituiscono materiale originale e sono coperti da diritto d&#8217;autore. </strong></em></span><span style="color: #993300;"><em><strong>Ne è vietata la riproduzione con qualsiasi modalità.</strong></em></span></p>
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