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	<title>estivazione Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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	<title>estivazione Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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		<title>Verso l&#8217;estate: consigli per curare al meglio cactus e succulente ed evitare brutte sorprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 14:03:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo una primavera quasi inesistente, anomala e brutta (il pensiero corre ovviamente all&#8217;Emilia Romagna, cui va tutto il mio supporto), le temperature sono notevolmente risalite e ci si avvia verso l&#8217;estate. Per certi aspetti, il periodo più delicato per cactus e succulente, vale a dire la transizione tra la fine dell&#8217;inverno e la ripresa vegetativa, &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/estate-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Verso l&#8217;estate: consigli per curare al meglio cactus e succulente ed evitare brutte sorprese"</span></a></p>
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<p>Dopo una primavera quasi inesistente, anomala e brutta (il pensiero corre ovviamente all&#8217;Emilia Romagna, cui va tutto il mio supporto), le temperature sono notevolmente risalite e ci si avvia verso l&#8217;estate. Per certi aspetti, il periodo più delicato per cactus e succulente, vale a dire la transizione tra la fine dell&#8217;inverno e la ripresa vegetativa, è ormai alle spalle e i prossimi mesi saranno, in linea di massima, piuttosto &#8220;tranquilli&#8221; per chi coltiva queste piante. Di fatto i principali impegni riguarderanno le annaffiature e le fertilizzazioni, dal momento che i rinvasi dovrebbero ormai essere terminati e i trattamenti si possono dare all&#8217;occorrenza e non sistematicamente.</p>
<p>Anche nel periodo di piena vegetazione di cactus e succulente, tuttavia, non mancano insidie e vi sono alcuni elementi e fattori della coltivazione da tenere in debita considerazione. Li vediamo in dettaglio nell&#8217;articolo che segue (&#8230;).</p>
<p><span id="more-14016"></span></p>
<h5>Premessa</h5>
<p>Alla volta di giugno, due primi pericoli per le piante succulente dovrebbero essere ormai scampati, se abbiamo fatto tutto correttamente (e indipendentemente dal fatto che questa primavera sia stata parecchio anomala). Mi riferisco al pericolo di <strong>spaccature sui fusti</strong> delle cactacee e a quello di <strong>scottature</strong> a seguito di un&#8217;esposizione tardiva o &#8220;frettolosa&#8221;. Una volta che i cactus hanno ripreso a vegetare dopo la stasi invernale, infatti, può accadere che a seguito delle prime annaffiature (se troppo abbondanti o ravvicinate) il fusto si &#8220;spacchi&#8221;. Ne parlo diffusamente nell&#8217;articolo <a href="https://ilfioretralespine.it/spaccature/" target="_blank" rel="noopener"><strong>collegato a questo link</strong></a>. In questo periodo dell&#8217;anno, anche in caso di primavera umida e fredda come quest&#8217;ultima, cactus e succulente dovrebbero aver già ricevuto almeno due o tre annaffiature e i fusti delle piante dovrebbero essersi rigonfiati. Se la ripresa è avvenuta gradualmente e le piante sono tornate gonfie, il rischio di spaccatura dei fusti per quest&#8217;anno si può dire archiviato.</p>
<p><strong>Discorso per certi versi simile sotto il profilo dell&#8217;esposizione</strong>: ad oggi tutte le piante dovrebbero essere ormai da tempo nella loro collocazione ideale, dove resteranno fino all&#8217;autunno. In altre parole, chi teneva cactus e succulente in sottoscala, androni o garages, a quest&#8217;ora dovrebbe aver spostato le piante in piena luce (o a mezza luce a seconda dei generi), pena il rischio di <a href="https://ilfioretralespine.it/eziolatura-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>eziolatura</strong></a>. Spostare bruscamente le piante adesso, con il sole di giugno che comincia a farsi più forte, può esporre le piante al rischio di forti scottature sui fusti. Che la primavera sia fresca o meno, che sia umida o meno, <strong>le piante vanno abituate gradualmente al sole intenso</strong> o al sole diretto e questo va fatto tra la fine di marzo e l&#8217;inizio di aprile. In questo modo cactus e succulente riescono ad abituarsi ai raggi solari diretti molto gradualmente, irrobustendo l&#8217;epidermide ben prima che il sole estivo li colpisca. Se non avete ancora spostato le vostre piante, fatelo subito ma riparatele con reti ombreggianti (soprattutto nelle ore più calde della giornata), altrimenti nelle prossime settimane cominceranno a comparire le prime scottature!</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/coltivare-cactus-cosa-sapere/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Coltivare i cactus: le 10 cose che devi assolutamente sapere!</strong></a></p>
<h5>Aria a volontà</h5>
<figure id="attachment_14079" aria-describedby="caption-attachment-14079" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/piante-aria-estate.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-14079 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/piante-aria-estate-150x150.jpg" alt="Piante all'esterno in estate" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/piante-aria-estate-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/piante-aria-estate-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/piante-aria-estate-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14079" class="wp-caption-text">Piante all&#8217;esterno della serra in estate (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Esaurite le necessarie premesse, che altro non sono se non pratiche comuni nella corretta coltivazione di cactacee e succulente in generale, ricordiamo che <strong>il principale elemento della coltivazione, a questo punto, è banalmente&#8230; l&#8217;aria</strong>. Banalmente, perché spesso si sottovaluta questo elemento, o addirittura non lo si considera affatto, dandolo per scontato. <a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-sole-diretto-luce/" target="_blank" rel="noopener"><strong>L&#8217;aria è invece il fattore principale per la sana crescita di qualsiasi pianta</strong></a> e in questa stagione, con le temperature che cominciano ad alzarsi sensibilmente (in serra completamente aperta nelle giornate soleggiate si arriva facilmente a superare i 40 gradi già in giugno, figurarsi in agosto), le piante necessitano del maggior ricircolo di aria possibile. Chi coltiva in una serra professionale, molto ampia, dovrà aprire al massimo la struttura, alzando i teli laterali e possibilmente lasciando aperte le porte anteriori e posteriori. Chi coltiva su balconi e terrazze non dovrebbe avere problemi di sorta, mentre chi coltiva in quelle piccole serrette ricoperte dal telo trasparente non deve far altro che&#8230; <strong>sbarazzarsi delle serrette</strong>, togliere da lì tutte le piante e smontare le serrette, che possono tornare comode, al massimo, in inverno (sebbene non siano comunque il massimo proprio a causa dello scarso ricircolo di aria che permettono). In questo periodo, se teniamo le piante in questo tipo di strutture, anche alzando al massimo le aperture in telo trasparente, non saremo comunque in grado di assicurare alle piante l&#8217;aria di cui hanno bisogno e con temperature elevate e umidità, il rischio di &#8220;lessare&#8221; le piante o di creare l&#8217;ambiente ideale per la formazione di muffe e funghi è elevatissimo. Perciò, se non lo avete già fatto, via le serrette (che possono essere usate al massimo come scaffali) e, dal momento che le piante non saranno sufficientemente abituate al sole intenso, schermatele con una rete ombreggiante non troppo leggera.</p>
<h5>Annaffiature ed estivazione</h5>
<p>In questo periodo, anche se quest&#8217;anno le temperature non sono ancora molto alte, <strong>è bene aumentare la frequenza delle irrigazioni</strong>. Se le giornate sono soleggiate e il meteo non prevede pioggia per i giorni seguenti, si può annaffiare una volta alla settimana. Il ritmo può anche essere portato a due annaffiature a settimana per alcune specie o per le piante succulente a foglia, se si nota un lieve raggrinzimento. Come sempre, la regola base è annaffiare solo quando il substrato appare asciutto e, nel dubbio, rimandare. <strong>Attenzione ai mesi caldi</strong>, ossia luglio e agosto, quando lo scarto tra le temperature massime e le minime notturne è minimo: in condizioni di caldo persistente molte cactacee e molte succulente possono andare in <strong>estivazione</strong>, rallentando o bloccando la crescita. In questi periodi è meglio non annaffiare del tutto, dal momento che le piante non assorbono acqua e il terriccio resterebbe umido troppo a lungo, con il rischio che si inneschino marciumi radicali.</p>
<p>Qualche annaffiatura in più dovrà essere riservata alle piante molto giovani e ai semenzali, che non sono ancora in grado di tollerare lunghi periodi di siccità in condizioni di caldo e, al tempo stesso, &#8220;spingono&#8221; maggiormente rispetto agli esemplari adulti.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-estate/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sul fenomeno dell&#8217;estivazione trovate un articolo specifico a questo link</strong></a>.</p>
<h5>Fertilizzazione e trattamenti</h5>
<p>In giugno è ancora possibile <a href="https://ilfioretralespine.it/concimazione-succulente-concimare/" target="_blank" rel="noopener"><strong>concimare le succulente</strong></a>. E&#8217; sufficiente una passata, dando per scontato che una prima fertilizzazione è stata data in maggio o in aprile. Se le piante sono state rinvasate da pochi mesi non sarà necessario aggiungere fertilizzante all&#8217;acqua, ma se si tratta di esemplari che da anni vivono nello stesso terriccio una concimazione in più può essere utile a reintegrare i nutrienti un tempo presenti nel substrato. Attenzione al prodotto (che sia in polvere o in forma liquida poco conta), che dovrà essere specifico per piante succulente e pertanto povero di Azoto e ricco di Fosforo e Potassio, oltre ai microelementi. Durante l&#8217;estate vera e propria, ossia nei mesi di luglio e agosto, le concimazioni vanno invece sospese.</p>
<figure id="attachment_14071" aria-describedby="caption-attachment-14071" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Asclepiadaceae.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-14071 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Asclepiadaceae-150x150.jpg" alt="Asclepiadaceae" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Asclepiadaceae-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Asclepiadaceae-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Asclepiadaceae-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14071" class="wp-caption-text">Alcune Asclepiadaceae (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Per quanto riguarda i trattamenti, da anni ho ridotto al minimo l&#8217;uso di fitofarmaci e utilizzo soltanto ossicloruro di rame e olio di Neem. Il primo è un fungicida che va somministrato tramite nebulizzazione soltanto nei mesi in cui le piante non sono in vegetazione (<strong>in questo periodo va dunque evitato</strong>). Il secondo è un prodotto naturale, a basso impatto ambientale, contro parassiti, acari e con una modesta funzione fungicida. L&#8217;olio di Neem può essere somministrato, sempre per nebulizzazione, anche in questo periodo, con l&#8217;accortezza di agire solo quando il sole è calato o al mattino presto, prima che la luce diretta arrivi sulle piante. Ulteriori informazioni su questi due prodotti (ossicloruro di rame e olio di Neem) <a href="https://ilfioretralespine.it/olio-neem-rameico/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sono reperibili a questo link</strong></a>. Fungicidi e acaricidi ad azione mirata possono essere usati in casi specifici, ad esempio in caso di attacco da parte della cocciniglia o di marciume che colpisce più piante. In questi casi è sempre importante isolare gli esemplari malati da quelli sani ed effettuare trattamenti mirati ogni due settimane.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/malattie-e-parassiti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui trovate un articolo dettagliato sulle principali avversità delle succulente, con indicazioni di massima su come intervenire</strong></a>.</p>
<p>Ricordate sempre che la migliore arma contro parassiti e malattie delle succulente è la <strong>corretta coltivazione</strong>, in particolare una coltivazione spartana, con molta luce, moltissima aria, poche fertilizzazioni e poche concimazioni.</p>
<h5>Rinvasare o non rinvasare?</h5>
<p>In questo caso non esiste una risposta definitiva: <strong>durante il periodo estivo è possibile effettuare rinvasi</strong>. Personalmente preferisco evitare &#8211; salvo casi nei quali l&#8217;intervento non è differibile poiché la pianta è in evidente stato di sofferenza e ha probabilmente perso le radici &#8211; e rimandare i rinvasi alla fine dell&#8217;inverno e alla primavera. Con i nuovi acquisti, specie se le piante si trovano in torba, il rinvaso è invece consigliato in qualsiasi periodo dell&#8217;anno: meglio stressare un po&#8217; la pianta piuttosto che lasciarla in un substrato non idoneo correndo il rischio che si inneschi il marciume. Come sempre, se si effettua un rinvaso e si ripuliscono o si accorciano le radici, è importante lasciare la pianta svasata in un luogo ombreggiato per almeno una decina di giorni prima di rinvasarla. Dopo il rinvaso, attendiamo ancora una o due settimane prima di riprendere le annaffiature, così da dare alle radici il tempo per cicatrizzare efficacemente. Questa accortezza è importante soprattutto in primavera e in estate, quando le piante sono in crescita e vengono annaffiate regolarmente: in inverno ovviamente il problema non si pone, dal momento che molte succulente e quasi tutti i cactus devono essere tenuti in terriccio asciutto.</p>
<h5>Altre pratiche</h5>
<figure id="attachment_14081" aria-describedby="caption-attachment-14081" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Trichocereus-spine.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-14081 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Trichocereus-spine-150x150.jpg" alt="Trichocereus spine" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Trichocereus-spine-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Trichocereus-spine-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Trichocereus-spine-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14081" class="wp-caption-text">Trichocereus, spine in piena formazione (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Per il resto, l&#8217;estate è un periodo relativamente tranquillo per il coltivatore di cactacee e succulente. E&#8217; sufficiente osservare gli esemplari e capire se stiano rallentando la crescita (estivazione) o meno e regolarsi di conseguenza con le annaffiature. Infine, un po&#8217; di manutenzione non fa certo male: si possono tagliare gli steli floreali ormai secchi nel caso di piante come <em>Aloe, Echeverie, Crassulacee</em>, ecc, così come è buona cosa rimuovere i fiori secchi delle cactacee, che con le annaffiature si impregnano di acqua e possono alimentare muffe e funghi.</p>
<h5><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Le cure stagionali nel dettaglio</span></h5>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se desiderate un quadro completo delle cure stagionali, con tutto quello che c&#8217;è da fare in primavera, estate, autunno e inverno per curare al meglio cactus e succulente, <a href="https://ilfioretralespine.it/coltivare-cactus-cure-stagionali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>potete consultare questo articolo riassuntivo</strong></a>.</span></p>
<h5>Lo shop del sito</h5>
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		<title>La coltivazione di cactus e piante grasse: le cure stagionali e quel che c&#8217;è da fare durante l&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 17:24:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ad ogni stagione corrisponde una fase di sviluppo delle piante. Cactus e piante grasse non fanno eccezione e se vi sono stagioni in cui queste piante vegetano e fioriscono, ve ne sono altre in cui le succulente rallentano o fermano del tutto la crescita per entrare in stasi. E&#8217; dunque importante conoscere i &#8220;tempi&#8221; delle &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/coltivare-cactus-cure-stagionali/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "La coltivazione di cactus e piante grasse: le cure stagionali e quel che c&#8217;è da fare durante l&#8217;anno"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/coltivare-cactus-cure-stagionali/">La coltivazione di cactus e piante grasse: le cure stagionali e quel che c&#8217;è da fare durante l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ad ogni stagione corrisponde una fase di sviluppo delle piante</strong>. Cactus e piante grasse non fanno eccezione e se vi sono stagioni in cui queste piante vegetano e fioriscono, ve ne sono altre in cui le succulente rallentano o fermano del tutto la crescita per entrare in stasi. E&#8217; dunque importante conoscere i &#8220;tempi&#8221; delle nostre piante per coltivarle al meglio e mantenerle sempre in salute. <strong>Ecco perché è bene conoscere le cure stagionali necessarie ai cactus e alle succulente.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dei fattori fondamentali per la coltivazione di cactus e succulente ho parlato in vari articoli di questo sito, in particolare quelli raccolti nella categoria <a href="https://ilfioretralespine.it/category/coltivazione-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Coltivazione</strong></a>. Questo post vuole essere una sorta di &#8220;mappa&#8221; riassuntiva organizzata per stagioni, con l&#8217;indicazione di ciò che c&#8217;è da fare in ogni periodo dell&#8217;anno.</span></p>
<p><strong>Nell&#8217;articolo che segue passiamo allora in rassegna le cure stagionali, ossia tutto quello che c&#8217;è da fare, a livello di annaffiature, fertilizzazione, rinvasi, esposizione, ecc. stagione per stagione, per far crescere al meglio i cactus e le piante succulente in generale</strong>. La guida vuole essere un pratico &#8220;vademecum&#8221; in sintesi (<strong>ma ogni argomento può essere approfondito grazie agli appositi link interni</strong>) di ciò che è utile e consigliato fare in primavera, in estate, in autunno e in inverno.</p>
<p>Insomma, una sorta di prontuario da tenere sempre a portata di mano per organizzare i lavori, sia che si disponga di una serra oppure di un terrazzo, di un balcone o anche di un semplice davanzale. (&#8230;)</p>
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		<title>Come preparare cactus e succulente in vista dell&#8217;autunno e dell&#8217;inverno: ecco cosa fare</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2018 10:55:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni le temperature sono ancora alte e le giornate soleggiate, ma è comunque tempo di cominciare a preparare le nostre piante in vista dell’autunno e dell&#8217;inverno. La maggior parte delle succulente, nei mesi freddi, blocca la vegetazione e va in stasi. In questo modo le piante sono in grado di affrontare le basse &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-inverno/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Come preparare cactus e succulente in vista dell&#8217;autunno e dell&#8217;inverno: ecco cosa fare"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In questi giorni le temperature sono ancora alte e le giornate soleggiate, ma è comunque tempo di cominciare a preparare le nostre piante in vista dell’autunno e dell&#8217;inverno. La maggior parte delle succulente, nei mesi freddi, blocca la vegetazione e va in stasi. In questo modo le piante sono in grado di affrontare le basse temperature, recuperare le energie e prepararsi per la ripartenza primaverile e le future fioriture. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In questo articolo vediamo cosa c’è da fare in questo periodo dell&#8217;anno, ossia a partire dalla fine dell&#8217;estate, per curare al meglio cactus e piante succulente affrontando i vari fattori della coltivazione, dalle ultime annaffiature, ai trattamenti con prodotti specifici fino al ricovero delle piante in ambienti adatti. E&#8217; infatti fondamentale regolare correttamente i tempi degli interventi da effettuare, così da evitare alle piante problemi che possono acuirsi con il freddo e l&#8217;umido, caratteristici di queste stagioni, che possono innescare pericolosi marciumi o malattie. (&#8230;)</span></p>
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		<title>Arriva l&#8217;estate: le cure stagionali per cactacee e succulente, le annaffiature e l&#8217;estivazione</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jun 2018 10:44:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In estate molte piante vanno in &#8220;estivazione&#8221;. Cos&#8217;è l&#8217;estivazione delle piante? In cosa consiste e cosa bisogna fare quando un cactus o una pianta grassa è in estivazione? Per un profano o un coltivatore alle prime armi, il concetto di &#8220;estivazione&#8221; è probabilmente sconosciuto. Si tratta però di un fenomeno che interessa moltissime piante, a &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-estate/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Arriva l&#8217;estate: le cure stagionali per cactacee e succulente, le annaffiature e l&#8217;estivazione"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In estate molte piante vanno in &#8220;estivazione&#8221;. Cos&#8217;è l&#8217;estivazione delle piante? In cosa consiste e cosa bisogna fare quando un cactus o una pianta grassa è in estivazione?</strong> Per un profano o un coltivatore alle prime armi, il concetto di &#8220;estivazione&#8221; è probabilmente sconosciuto. <strong>Si tratta però di un fenomeno che interessa moltissime piante, a partire dai cactus, e del quale si deve tenere assolutamente conto ai fini della corretta coltivaizione.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L’estate è una stagione relativamente tranquilla per chi coltiva cactacee. Le cose da fare, infatti, non sono poi molte. I trattamenti preventivi sono già stati fatti e i rinvasi, sebbene all’occorrenza si possano fare in qualsiasi momento, è bene sospenderli in questo periodo, in cui le piante sono in vegetazione e in piena fioritura. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Anche per quanto riguarda le fertilizzazioni è bene fermarsi in questo periodo, confinandole alla primavera e al mese di settembre</strong>. Complessivamente, il grosso del lavoro, nelle settimane che vanno da metà giugno a tutto agosto si concentra <strong>sulle annaffiature, che dovranno essere calibrate a seconda delle specie che si coltivano</strong>. In alcuni casi, con determinate piante, sarà opportuno sospenderle del tutto per evitare ristagni e marciumi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ci sono infatti piante che vegetano bene anche in questi mesi e piante che rallentano la vegetazione. <strong>Altre ancora, nei mesi più caldi, come luglio e agosto, fermano del tutto la vegetazione per riprendere a crescere alla volta di settembre, non appena le massime si saranno leggermente abbassate. Questo fenomeno, il blocco della vegetazione in coincidenza con le settimane più calde, prende il nome di &#8220;estivazione&#8221; ed è bene conoscerne gli effetti per evitare rischi nella coltivazione.</strong></span></p>
<p>Nell&#8217;articolo che segue vediamo in dettaglio quello che c&#8217;è da fare in vista dell&#8217;estate per preparare al meglio cactus e succulente ed evitare problemi. (&#8230;)</p>
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		<title>Fioriture abbondanti e crescita equilibrata: l&#8217;importanza della concimazione delle succulente</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 15:58:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come concimare i cactus e le piante grasse? Quando concimare? Ma soprattutto, quale fertilizzante usare per le piante succulente? La concimazione è uno dei fattori fondamentali della coltivazione di queste piante ma è importante non esagerare con le concimazioni se si vogliono ottenere esemplari sani, robusti e dall&#8217;aspetto simile alle piante nel loro habitat. Importantissima &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/concimazione-succulente-concimare/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Fioriture abbondanti e crescita equilibrata: l&#8217;importanza della concimazione delle succulente"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come concimare i cactus e le piante grasse? Quando concimare? Ma soprattutto, quale fertilizzante usare per le piante succulente? La concimazione è uno dei fattori fondamentali della coltivazione di queste piante ma è importante non esagerare con le concimazioni se si vogliono ottenere esemplari sani, robusti e dall&#8217;aspetto simile alle piante nel loro habitat. Importantissima è poi la composizione del fertilizzante, che deve essere specifico per queste piante e, in particolare, povero di azoto.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La pratica di concimare, detta anche concimazione, fertilizzazione o nutrizione, è necessaria per qualsiasi pianta coltivata in vaso, dal momento che il quantitativo di terreno a disposizione è limitato e, prima o dopo, gli elementi nutritivi cominceranno a scarseggiare.<strong> Attraverso la fertilizzazione si nutre quindi la pianta, arricchendo il terreno di quegli elementi che con il tempo vengono assorbiti dalla pianta o dilavati dall’acqua delle annaffiature</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Le piante succulente vanno concimate regolarmente per far sì che nella stagione di crescita abbiano sempre a disposizione i giusti quantitativi dei vari nutrienti. Per cactus e piante grasse, tuttavia, non è opportuno usare fertilizzanti generici. In altre parole, <strong>per un cactus non va assolutamente bene un fertilizzante di norma utilizzato per piante ornamentali, a foglia o da frutto</strong>. E’ necessario ricorrere a concimi specifici, appositamente bilanciati per le succulente. <strong>Diversamente, il rischio è quello di compromettere irrimediabilmente la crescita e l&#8217;aspetto fisico della pianta</strong>, arrivando a renderla debole e completamente difforme rispetto agli esemplari della stessa specie che crescono in natura.</span></p>
<p>Vediamo come concimare e tutto quello che c&#8217;è da sapere sulla corretta concimazione (o fertilizzazione) delle succulente, <strong>a partire dalla composizione del concime e dalla funzione dei singoli elementi nutrienti</strong>, nell&#8217;articolo che segue. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Come, quando e quanto bagnare le succulente? Scordatevi il contagocce, benvenuta la pioggia</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 15:40:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come si annaffia un cactus o una pianta grassa? Ogni quanto innaffiare i cactus? Con quale acqua si bagnano i cactus e le piante succulente? Di quanta acqua hanno bisogno le piante grasse? E&#8217; meglio bagnare i cactus e le piante succulente dall&#8217;alto o dal basso? Il tema legato alle annaffiature (o innaffiature) delle piante &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/annaffiare-cactus-piante-grasse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Come, quando e quanto bagnare le succulente? Scordatevi il contagocce, benvenuta la pioggia"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/annaffiare-cactus-piante-grasse/">Come, quando e quanto bagnare le succulente? Scordatevi il contagocce, benvenuta la pioggia</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come si annaffia un cactus o una pianta grassa? Ogni quanto innaffiare i cactus? Con quale acqua si bagnano i cactus e le piante succulente? Di quanta acqua hanno bisogno le piante grasse? E&#8217; meglio bagnare i cactus e le piante succulente dall&#8217;alto o dal basso? Il tema legato alle annaffiature (o innaffiature) delle piante grasse è tra i più importanti in assoluto nella coltivazione di queste piante ed è importante sapere come, quando e quanto bagnare per avere una crescita rigogliosa ed evitare i marciumi.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quello delle annaffiature (o innaffiature, sebbene il primo termine sia oggi di uso più comune) è tuttora uno dei temi più dibattuti tra chi si approccia alla coltivazione di cactus e piante grasse in generale. <strong>Quanta acqua vogliono i cactus? Quando vanno annaffiate le piante succulente? Ogni quanto vanno bagnate le piante grasse? </strong></span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: revert;">Quelle riportate in apertura sono solo alcune delle domande più ricorrenti – e sorvolo, per ovvi motivi, su un’altra domanda che ho sentito spesso porre: “Ma i cactus vanno annaffiati?”. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Come ogni essere vivente, le piante succulente hanno bisogno di acqua.</strong> Come, quanto e quando annaffiare dipende da molti fattori, come il periodo dell’anno, la zona in cui ci si trova (Nord o Sud Italia, ad esempio?), le temperature, l’umidità ambientale, i substrati che si utilizzano, la grandezza dei vasi, e altro ancora. Anche il metodo di annaffiatura è importante e <strong>c&#8217;è chi bagna cactus e succulente dall&#8217;alto, a pioggia, e chi le bagna dal basso</strong>, versando acqua nel sottovaso o in una bacinella. <strong>Fondamentale, infine, è la composizione del terriccio, o substrato, che dovrà essere drenante e in grado di asciugare in tempi brevi</strong>, dal momento che le piante succulente non tollerano assolutamente i ristagni idrici, che possono facilmente portare al marciume radicale.</span></p>
<p>Vediamo, in questo articolo, tutto quello che è opportuno sapere in relazione alle annaffiature delle succulente e dei cactus, così da avere piante sane ed evitare i marciumi. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-1323"></span></p>
<h3>Premesse generali sull&#8217;annaffiatura</h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Prima di entrare nel dettaglio delle annaffiature, assicuriamoci di accantonare definitivamente errate convinzioni retaggio di chissà quali esperienze al limite dell’assurdo. <strong>Ad esempio togliamoci dalla testa il fatto che cactus e piante succulente vanno bagnate col contagocce o annaffiate una volta ogni morte di Papa</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In natura, nelle zone subdesertiche dove vivono queste piante, piove eccome. Piove in modo spesso torrenziale e per giorni interi. Oppure piove ogni pomeriggio e le nuvole scaricano quantitativi di acqua impressionanti rispetto a quelli che siamo abituati a considerare in Europa. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per dirne una, in Messico, in moltissime zone (la Baja California è una di queste, come ho potuto sperimentare durante un viaggio), tra settembre e ottobre è tempo di violente piogge spesso accompagnate da cicloni e uragani. Dal mese di giugno a quello di settembre, sempre in molte zone subdesertiche del Messico, si registrano acquazzoni intensi con frequenza quotidiana, in particolare nel pomeriggio. Inoltre in natura le differenze tra le temperature notturne e quelle diurne possono essere tali da produrre abbondante rugiada nelle prime ore del mattino: anche questa è acqua che molti cactus sono in grado di assorbire per dissetarsi (non diversamente dalla nebbia che avvolge, in Cile, le <em>Copiapoa</em>).</span></p>
<p><figure id="attachment_1387" aria-describedby="caption-attachment-1387" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-texensis-allagato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1387 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-texensis-allagato-150x150.jpg" alt="Echinocactus texensis durante l'annaffiatura" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1387" class="wp-caption-text">Un mio Echinocactus texensis durante l&#8217;annaffiatura (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Dunque non ha senso dire <em>tout court</em> che i cactus vanno bagnati poco e a lunghi intervalli</strong>. I cactus, in stagione vegetativa – tra fine marzo e settembre/ottobre – bevono eccome. Alcune specie di generi come <em>Sclerocactus</em>, <em>Pediocactus</em>, <em>Escobaria</em>, <em>Opuntia</em>, bevono anche in quello che è il nostro inverno. Altre piante succulente – le africane ad esempio – possono avere il ciclo delle stagioni invertito, dal momento che mentre da noi è estate alle loro latitudini è inverno, pertanto andrebbero bagnate durante i nostri mesi invernali e lasciate in pace nei nostri mesi estivi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Questo per dire che, oltre ai fattori di coltivazione, vanno considerate anzitutto le condizioni di base che le piante hanno nel loro habitat. Detto questo, qualche paletto va fissato. Un po’ per convenzione, un po’ perché a dettare i tempi sono soprattutto le temperature, <strong>si può quindi dire che tendenzialmente le cactaceae e le succulente dell’emisfero Nord vanno annaffiate nel periodo compreso tra la fine di marzo e l’inizio di ottobre</strong> (meglio ancora, almeno al Nord Italia, <a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-inverno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>fermarsi a metà settembre per dare tempo alle piante di prepararsi all’inverno</strong></a>).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/coltivazione-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sulla coltivazione delle piante grasse in generale potete consultare questo articolo riassuntivo, con tutti i fattori determinanti per avere piante in salute</strong></a>.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Che tipo di acqua usare per i cactus e le piante grasse</span></h3>
<p><figure id="attachment_3038" aria-describedby="caption-attachment-3038" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-annaffiati.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3038 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-annaffiati-150x150.jpg" alt="Melocactus annaffiati" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3038" class="wp-caption-text">Melocactus durante l&#8217;annaffiatura a pioggia (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se la domanda fosse semplicemente: “qual è l’acqua migliore per i cactus?” la risposta sarebbe netta: quella piovana. Per chi coltiva in serra e ha la possibilità di raccogliere la pioggia in ampie cisterne il problema non si porrebbe nemmeno. <strong>L’acqua piovana è decisamente la migliore: ha un pH acido e non contiene calcare né sostanze chimiche come il cloro</strong>, per citarne una. Per le piante in generale, quindi non solo le succulente, è la soluzione ideale (oltre che la più naturale, in tutti i sensi). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Non sono solo le sue caratteristiche intrinseche a rendere l’acqua piovana la migliore in assoluto: è anche il tipo di annaffiatura determinato dalla pioggia a contribuire al risultato finale. Le piante esposte alla pioggia ricevono acqua in quantità variabile ma costante, goccia a goccia per un periodo di tempo che può andare da qualche minuto (nel caso di acquazzoni estivi) a qualche ora. Non solo: nel tragitto dalle nubi a terra <strong>l’acqua si arricchisce di ossigeno e anche questo ha un effetto benefico per le piante</strong>. Per rendersene conto è sufficiente provare a tenere due piante identiche e lasciarne una alla pioggia, tenendo l’altra al riparo e bagnandola con acqua del rubinetto. Tempo qualche settimana e le differenze tra le due piante saranno palesi: quella dissetata dalla pioggia sarà più rigogliosa, più pulita, più vitale. Più in salute, insomma.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L’alternativa alla pioggia – sia per chi ha una serra ma non può raccogliere l’acqua piovana perché serve un impianto apposito, sia per chi coltiva su balconi o terrazze – è l’acqua d&#8217;uso domestico. <strong>In campagna, come nel mio caso, c’è l’acqua del pozzo, in generale abbastanza calcarea e dunque, alla lunga, meno “buona” per le piante</strong>. Una soluzione, in questi casi, è quella di riempire annaffiatoi o barili con acqua di pozzo o da cisterna e lasciarla “decantare” per almeno 24 ore addizionandola con acido citrico o prodotti specifici (facilmente reperibili in commercio) in grado di acidificarla e portarne il pH ad un valore tra 6 e 6,5. Lasciando “decantare” l’acqua per una giornata, inoltre, il cloro potrà evaporare quasi del tutto, così come eventuali impurità o elementi “pesanti” potranno depositarsi sul fondo del contenitore.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In genere, per le mie piante in serra, faccio esattamente così: preparo l’acqua il giorno prima dell’annaffiatura lasciandola in due cisterne da 80 litri l’una aggiungendo il giusto quantitativo di acidificante per addolcirla, dal momento che nelle campagne l’acqua è in genere piuttosto calcarea. Dopo 24 ore annaffio le piante “a pioggia” con una pompa collegata al tubo che pesca l’acqua dai recipienti.  </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Moltissime piante (un po’ di tutto: da semine di cactus di tre anni fino a cactaceae adulte, ma anche <em>Agavi</em> e <em>Aloe</em>) <strong>le tengo all’aperto da fine marzo a tutto ottobre</strong>. Queste, inutile dirlo, prendono tutta l’acqua che il cielo manda giù. Se, come è capitato durante le ultime estati, per settimane non piove, provvedo io con l’acqua di pozzo lasciata decantare. In più di un’occasione, invece, le piante all’esterno hanno preso pioggia per diversi giorni di fila. Non è morta nessuna pianta, anche perché con l’aria aperta e il vento il terriccio asciuga molto rapidamente.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Come annaffiare le piante grasse e i cactus</span></h3>
<p><figure id="attachment_1339" aria-describedby="caption-attachment-1339" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Grusonii-al-giardino-esotico-di-Monaco.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1339 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Grusonii-al-giardino-esotico-di-Monaco-150x150.jpg" alt="Echinocactus Grusonii al Giardino Esotico di Monaco" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1339" class="wp-caption-text">Echinocactus Grusonii in piena terra al Giardino Esotico di Monaco (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Annaffio a pioggia, ossia dall’alto, bagnando sia le piante che il terriccio. Dal momento che uso substrati poveri o privi di torba, in molti casi prevalentemente minerali, <strong>bagno abbondantemente e in più passate, fino a sommergere le piante più piccole e a creare uno strato d’acqua in superficie</strong>. Non solo: di solito faccio almeno due o tre passate con la canna dell’acqua su ogni bancale, fino a vedere l’acqua sgrondare in abbondanza dai fori di scolo dei vasi. <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Con il terriccio che uso</strong></a>, nel giro di un giorno (se le giornate sono calde) la superficie di ogni vaso sarà del tutto asciutta e nel giro di quattro o cinque giorni sarà asciutto tutto il terriccio fino in profondità (anche perché le succulente, in stagione vegetativa, bevono velocemente e con avidità).</span></p>
<p><figure id="attachment_3037" aria-describedby="caption-attachment-3037" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Copiapoa-annaffiate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3037 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Copiapoa-annaffiate-150x150.jpg" alt="Copiapoa annaffiate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3037" class="wp-caption-text">Copiapoa durante l&#8217;annaffiatura: l&#8217;acqua si accumula sul primo strato argilloso (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se si utilizza terra di campo argillosa nei substrati, le annaffiature devono essere abbondanti ed è necessario ripassare più volte sulla stessa pianta perché <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>l’argilla, quando è asciutta, tende ad essere impermeabile</strong></a>. E’ necessario insistere, insomma, affinché l’acqua possa penetrare in profondità e bagnare bene il pane di terra. Non a caso, in natura è proprio così che avviene, con la pioggia che cade insistentemente per ore fino a penetrare lo strato superficiale dei campi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In passato, alle prime annaffiature dopo l’asciutta invernale, mi è capitato di notare che alcune piante non si rigonfiavano nonostante annaffiature che ritenevo abbondanti. Erano soprattutto piante in terra di campo e inerti. Una volta capito che l’argilla era troppo asciutta e compatta, ho cominciato a bagnare più frequentemente, ma soprattutto insistendo maggiormente su ogni pianta – sono arrivato, letteralmente, a sommergere di acqua le piante. Risultato? Dopo un paio di giorni si erano completamente riprese e avevano riacquistato volume: l’acqua era riuscita a penetrare in profondità e le cactaceae avevano finalmente bevuto a sufficienza.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Attenzione ad altri falsi miti, come quello che vorrebbe gli <em>Ariocarpus</em> delicatissimi, quasi refrattari all’acqua</strong>. Niente di più sbagliato: <a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-schede-piante/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>gli <em>Ariocarpus</em> in stagione vegetativa bevono tanto</strong></a> ed è solo questa errata credenza che ha indotto a pensare che queste piante non crescono mai. Con annaffiature abbondanti gli <em>Ariocarpus</em> velocizzano non poco la crescita (pur restando, questo è un dato di fatto, cactaceae relativamente lente nello sviluppo).</span></p>
<p><strong>Volete vedere come annaffio le mie piante?</strong> <a href="https://ilfioretralespine.it/bagnare-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Qui trovate un video realizzato da me in serra</b></a>. Se vi piace, iscrivetevi al canale <a href="https://www.youtube.com/channel/UCuaHz-ay5W6mN_YJBSNdNZA" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><em>Youtube </em>de <em>Il fiore tra le spine</em></strong></a>!</p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quando bagnare le succulente e con quale frequenza</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Le risposte a domande come “quando bagnare” e “con quale frequenza annaffiare” rischierebbero di essere infinite. Come detto in premessa, <strong>vanno considerate anzitutto le piante e la loro provenienza</strong> (un’E<em>chinopsis</em> e un <em>Lithops</em> hanno esigenze molto diverse, giusto per dirne una), poi i fattori di coltivazione, a partire dalla zona in cui coltiviamo. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Diciamo che in questo ambito è possibile adottare qualche convenzione. Per la maggior parte delle cactaceae e delle succulente non caudiciformi (ad esempio le <em>crassule</em>) il periodo delle annaffiature corrisponde con quello della stagione vegetativa. In Italia, da fine marzo a tutto settembre (anche ottobre e parte di novembre se siamo al Sud). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Io comincio ad annaffiare a fine marzo, se le giornate sono abbastanza calde, altrimenti aspetto l’inizio di aprile. Sospendo le annaffiature a metà settembre, anche se fa ancora caldo, per permettere alle piante di cominciare a perdere liquidi e prepararsi all’inverno. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Tra la fine di marzo e la prima metà di settembre annaffio con frequenze variabili, all’incirca ogni 15 giorni, intensificando all’occorrenza nei mesi più caldi</strong>, quando posso bagnare una volta ogni 8-10 giorni.<br />
</span></p>
<p><figure id="attachment_1344" aria-describedby="caption-attachment-1344" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/thelocactus-spaccato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1344 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/thelocactus-spaccato-150x150.jpg" alt="Thelocactus: spaccatura causata dal rigonfiamento troppo veloce" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1344" class="wp-caption-text">Thelocactus bicolor: spaccatura causata dal rigonfiamento troppo veloce (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Molto importante, dopo l’asciutta invernale, durante la quale le piante tendono a sgonfiarsi (in alcuni casi anche in modo notevole) è riprendere ad annaffiare gradualmente. <strong>Le prime due o tre annaffiature devono essere leggere</strong>, non abbondanti come in giugno o luglio. Le piante devono infatti riprendere a bere poco per volta perché se trovano acqua immediatamente disponibile in grande quantità la assorbono rapidamente con il <a href="https://ilfioretralespine.it/spaccature/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>rischio di rigonfiarsi talmente velocemente da spaccarsi</strong></a>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Mi è successo qualche volta. Ho avuto una <em>Frailea</em>, un <em>Thelocactus</em> e alcuni <em>Ferocactus</em> che dopo le prime due annaffiature si sono rigonfiati subito, col risultato che il fusto si è spaccato. Le piante non sono morte ma hanno corso un bel rischio perché il tessuto interno, se esposto, può essere facilmente aggredito da batteri che poi vanno a innescare marciumi (senza contare il danno estetico di una pianta con una costa letteralmente bucata).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Per quanto riguarda la frequenza delle bagnature, può essere utile la vecchia regola: nel dubbio, annaffiare solo se il terriccio è ben asciutto</strong>. Lo vediamo dallo strato superficiale: se premendo con il dito sentiamo umido, meglio aspettare. Questa è una regola base fondata sul buonsenso – difficile che un cactus muoia di sete, mentre è molto più facile che possa marcire per un eccesso di acqua, specie se in un terriccio molto organico –; sarà poi l’esperienza a dirci quando dare acqua alle nostre piante. A me, ad esempio, basta toccare il fusto o soppesare il vaso per capire se la pianta ha sete e se il terriccio è ancora bagnato o meno.</span></p>
<p><figure id="attachment_3040" aria-describedby="caption-attachment-3040" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-spine-bagnate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3040 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-spine-bagnate-150x150.jpg" alt="Melocactus: particolare delle spine bagnate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3040" class="wp-caption-text">Melocactus: particolare delle spine bagnate (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Un trattamento di riguardo lo riservo per le mie semine di cactaceae di almeno un anno e per le poche piante grasse a foglia che tengo (<em>crassule</em>, <em>echeverie</em> ecc.): per queste la frequenza delle annaffiature è maggiore rispetto alle cactaceae in genere. Le piante a foglia tendono ovviamente a disperdere acqua più facilmente rispetto ai cactus, mentre le semine hanno voglia di crescere e per sostenerle vanno bagnate con maggiore frequenza rispetto alle piante adulte. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In agosto, di solito, sospendo le annaffiature per i cactus (non per le semine e non per le piante grasse in generale). <strong>Le cactaceae, nei mesi più caldi, tendono ad andare in “estivazione”, ossia rallentano la crescita e in alcuni casi la bloccano</strong> per ripartire non appena le temperature tornano a livelli tollerabili (in agosto nella serra completamente aperta lungo i lati da 10 metri arrivo anche a superare i 40 gradi).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-estate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Qui un approfondimento sul fenomeno dell&#8217;estivazione</strong></a>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per le piante che tengo all’aperto in stagione vegetativa, come ho scritto sopra, lascio fare alla natura. Possono prendere acqua per giorni di fila oppure restare intere settimane all’asciutto. Se la siccità si prolunga provvedo con annaffiature extra. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Riguardo agli orari</strong> in cui è meglio bagnare le piante, <strong>senz’altro è preferibile la mattina presto, prima che il sole cominci a far salire le temperature, o nel tardo pomeriggio</strong>. Meglio ancora la sera, così le piante avranno a disposizione tutta la notte – tendenzialmente con temperature inferiori rispetto al giorno – per assorbire l’acqua prima che questa evapori nella porzione superficiale del vaso.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/rinvasi-cactus-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sicuramente da evitare è l&#8217;annaffiatura subito dopo un rinvaso</strong></a>: le radici potrebbero essere state lesionate durante l&#8217;operazione ed è bene aspettare almeno una decina di giorni prima di bagnare il terriccio, per permettere all&#8217;apparato radicale di rimarginare le sue &#8220;ferite&#8221; e scongiurare il rischio di marciumi che la terra bagnata potrebbe innescare.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nebulizzazioni: sono utili o se ne può fare a meno?</span></h3>
<p><figure id="attachment_1341" aria-describedby="caption-attachment-1341" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ferocactus-spine-bagnate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1341 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ferocactus-spine-bagnate-150x150.jpg" alt="Ferocactus, particolare delle spine bagnate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1341" class="wp-caption-text">Ferocactus, particolare delle spine bagnate (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">C’è chi consiglia di nebulizzare spesso le succulente. <strong>Personalmente non lo trovo utile</strong>. L’ho fatto per anni, all’inizio, poi ho visto che non ne ricavo alcun beneficio per le piante. Anche a nebulizzarle abbondantemente, in pochi minuti asciugano completamente e sinceramente non vedo l’utilità di perdere tempo per bagnare il fusto di cactus e succulente. Le uniche nebulizzazioni utili, a mio avviso, sono quelle con acqua addizionata con fungicidi o acaricidi. Nel corso degli anni, dal momento che con il regime di coltivazione e con i terricci che uso ho irrobustito le piante, ho ridotto parecchio anche questi trattamenti e attualmente passo il rameico una volta in primavera e una in autunno, prima dell’asciutta, e un acaricida un paio di volte durante la stagione di crescita.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La concimazione dei cactus e delle piante grasse</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Tratto la fertilizzazione in <a href="https://ilfioretralespine.it/concimazione-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>un post specifico, a questo link</strong></a>. Basti qui ricordare che <strong>cactus e piante grasse devono essere fertilizzate con prodotti specifici a basso tenore di azoto</strong> e non generici, ad esempio per piante ornamentali o per l’orto. I concimi per succulente sono a base di azoto (N), fosforo (P), potassio (K) ai quali si aggiungono vari microelementi. Per le piante grasse in generale è bene che il rapporto tra i tre elementi principali, N-P-K, sia nell’ordine di 5-15-30 (un’altra formulazione di base usata è 1 di azoto, 2 di fosforo e 4 di potassio). Concimi, in buona sostanza, poco azotati e con alte percentuali di fosforo e potassio.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Annaffiature e rinvasi delle succulente: come comportarsi</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Attenzione: <strong>le piante grasse appena rinvasate non vanno mai annaffiate</strong>. E&#8217; bene aspettare almeno una decina di giorni dal rinvaso prima di bagnare il terriccio. Le piante rinvasate possono essere nebulizzate per far assestare il terriccio in superficie, soprattutto nei casi di ricostruzione dell&#8217;habitat, ma per bagnare la terra in profondità e meglio non avere fretta.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/category/rinvasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Da questo link arrivate direttamente alla sezione del sito con tutti gli articoli dedicati ai rinvasi</strong></a>.</span></p>
<h3>Fino a quando si possono annaffiare le piante grasse?</h3>
<p>In inverno la maggior parte dei cactus e delle succulente deve restare in luogo freddo e protetto. Le annaffiature, nei mesi freddi, vanno del tutto sospese. Per approfondire questo aspetto della coltivazione e sapere fino a quando è opportuno bagnare le cactacee potete consultare <a href="https://ilfioretralespine.it/innaffiare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo articolo specifico</strong></a>.</p>
<p><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"> <strong>ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER</strong> </span> &#8211; Se vuoi ricevere la newsletter gratuita ogni volta che viene pubblicato un nuovo contenuto, <a href="https://ilfioretralespine.it/iscriviti-alla-newsletter/" target="_blank" rel="noopener"><strong>compila i campi che trovi a questo link!</strong></a></span></p>
<h3>Video: come annaffio i miei cactus e le mie succulente</h3>
<p>In questo video potete vedere esattamente come annaffio le mie piante, tenendo conto che le coltivo in una serra (e non su un balcone):</p>
<p><iframe title="Annaffiare (bagnare) cactus e piante succulente" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/l4evhdStWdI?start=17&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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<ul>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/concimazione-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Fertilizzazione/concimazione</span></strong></a></li>
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		<title>Come coltivare cactus e succulente e non ritrovarsi con &#8220;palloncini&#8221; gonfiati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2017 23:55:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come coltivare i cactus? Come coltivare le piante grasse? Quali differenze intercorrono tra i cactus e le piante succulente? Sono queste le prime domande, naturalmente, che si pone chi si avvicina per la prima volta a questo affascinante mondo. In questo articolo vediamo nel dettaglio tutti i fattori di coltivazione dei cactus e delle piante &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/coltivazione-cactus-coltivare/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Come coltivare cactus e succulente e non ritrovarsi con &#8220;palloncini&#8221; gonfiati"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come coltivare i cactus? Come coltivare le piante grasse? Quali differenze intercorrono tra i cactus e le piante succulente? Sono queste le prime domande, naturalmente, che si pone chi si avvicina per la prima volta a questo affascinante mondo. In questo articolo vediamo nel dettaglio tutti i fattori di coltivazione dei cactus e delle piante grasse, partendo dal metodo cosiddetto &#8220;wild&#8221; o &#8220;naturale&#8221;.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="line-height: 1.75;">Coltivazione naturale dei cactus e delle piante grasse (o coltivazione &#8220;wild&#8221;, secondo una felice definizione) significa anzitutto, per come la intendo io, rispettare le piante. In altre parole, non chiedere loro di essere quello che non sono – ad esempio &#8220;palloncini&#8221; verde smeraldo con spine sottili, da posizionare accanto al pc di casa – bensì assecondarne le esigenze tentando di garantire loro condizioni il più possibile simili a quelle di cui beneficiano in natura. </span></span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Scopo di questa tecnica di coltivazione è quindi quello di <strong>ottenere esemplari di cactus e succulente (per quanto possibile) simili a quelli che si possono osservare nei luoghi d’origine</strong> come Messico, Sud degli Stati Uniti, Bolivia, Argentina, Cile, ecc. Non solo: molti coltivatori &#8220;wild&#8221; si spingono oltre e cercano di <strong><a href="https://ilfioretralespine.it/landscaping-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">creare attorno alle piante anche un piccolo &#8220;landscape&#8221; naturale</a></strong>, andando a documentarsi sui materiali presenti negli areali di origine per trovarne di simili nei dintorni delle zone in cui vivono. Diciamo che questa è l&#8217;interpretazione più &#8220;radicale&#8221;, e forse anche la più corretta da un punto di vista &#8220;filologico&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Si cerca, in sostanza, di riprodurre l&#8217;habitat attraverso le tecniche di coltivazione ma anche attraverso i materiali, che si vogliono in linea con quanto è presente in natura, e l&#8217;ambientazione finale. Approfondiamo l&#8217;argomento affrontando tutto ciò che è bene sapere per coltivare cactus e piante succulente (&#8230;).</span></p>
<p><span id="more-218"></span></p>
<h3>Il mio metodo di coltivazione delle piante grasse</h3>
<p><figure id="attachment_1788" aria-describedby="caption-attachment-1788" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/Copiapoa-cinerea-13-fiore-copia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1788 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/Copiapoa-cinerea-13-fiore-copia-150x150.jpg" alt="Copiapoa cinerea in fiore" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1788" class="wp-caption-text">Copiapoa cinerea in fiore (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/come-coltivo-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Il mio approccio alla coltivazione naturale è &#8220;soft&#8221;</strong></a>. Un po&#8217; perché dalle mie parti abbondano i campi ma mancano montagne o boschi che possano garantire un&#8217;ampia scelta in fatto di terreni, rocce e materiali. Un po&#8217; perché mi appassiona poco la geologia e penso che, in ogni caso, anche su altri elementi come latitudine, incidenza dei raggi solari, qualità dell&#8217;acqua, non possiamo far altro che accettare compromessi rispetto alle zone d&#8217;origine di cactus e succulente. In breve, posto che a guidarmi sono sempre tentativi ed esperimenti pratici, per certi versi</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"> sono abbastanza &#8220;permissivo&#8221;. Tendo, cioè, a badare più a ciò che mi serve o non mi serve per far sì che l&#8217;aspetto della pianta, dopo qualche anno di coltivazione, si avvicini a quello degli esemplari in habitat. <strong>E&#8217; il mio approccio, lo ripeto. Non è giusto né sbagliato: è semplicemente quello che funziona per me</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;">Ad ogni buon conto, per una corretta coltivazione </span><strong style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;">è fondamentale conoscere le proprie piante e saper distinguere quantomeno le principali famiglie di succulente</strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;">. Ci sono infatti enormi differenze tra le esigenze di un cactus e quelle di una </span><em style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;">Crassula</em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;">, ad esempio. Allo stesso modo, le esigenze di coltivazione di una </span><em style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;">Euphorbia</em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;"> non sono le stesse di un&#8217;</span><em style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;">Agave</em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;">, o di un&#8217;</span><em style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;">Ascelpiadacea</em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;"> o di una </span><em style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;">Aizoacea</em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: inherit;">. La base, insomma, è la conoscenza delle principali famiglie, così da poter adeguare le tecniche di coltivazione alle singole piante. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se volete cominciare a farvi un&#8217;idea di base riguardo alla <strong>classificazione</strong> delle succulente, <a href="https://ilfioretralespine.it/classificazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>a questo link trovate un articolo ad hoc</strong></a>.</span></p>
<h3><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.10526;">La terra &#8220;giusta&#8221; per cactus e succulente esiste?</span></strong></h3>
<p><figure id="attachment_270" aria-describedby="caption-attachment-270" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/mammillaria-wild.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-270 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/mammillaria-wild-150x150.jpg" alt="Mammillaria in stagione di asciutta" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-270" class="wp-caption-text">Una mia Mammillaria in stagione di asciutta (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Uno dei primi elementi da prendere in considerazione se si vogliono ottenere piante simili a quelle in habitat è il substrato. Chiamatelo terriccio, composta, miscela o semplicemente terra, ma tenete presente che non esiste il substrato ideale. O meglio, <strong>ne esistono fin troppi. Tanti quanti sono quelli che funzionano nei singoli casi, messi ovviamente in relazione con gli altri fattori della coltivazione</strong>: esposizione, annaffiature, temperature, latitudine, fertilizzazione. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Da un punto di vista razionale (ma anche &#8220;filosofico&#8221; visto che quello &#8220;wild&#8221; è uno stile di coltivazione ispirato da un pensiero e da uno scopo di fondo ben precisi), se vogliamo esemplari naturali è alla Natura che dobbiamo ispirarci. Ovvero? Informarci sulla composizione di massima dei suoli in cui, in habitat, affondano le radici cactus e piante grasse. E qui si apre un mondo, perché si può andare dall&#8217;osservazione diretta (ad esempio in occasione di viaggi) a quella indiretta, documentandosi in Rete, studiando mappe geologiche, scambiando pareri con altri coltivatori. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Una cosa è certa: a meno che non intendiate iscrivervi a qualche facoltà di Geologia (c&#8217;è poco da sgranare gli occhi: molti appassionati bussano davvero alla porta di amici o conoscenti geologi per avere pareri e informazioni), <strong>la raccolta d&#8217;informazioni non potrà che essere supportata dalla sperimentazione diretta</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Al bando definitivamente la classica composta a base di pomice, lapillo e torba? Largo esclusivamente a materiali naturali come terra di campo argillosa, sabbia, ghiaia, marna, alberese, terriccio di foglie? Niente affatto. Tutto d</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">ipende da quanta voglia avete di sperimentare, da quanto tempo potete dedicare allo studio delle reazioni delle piante a svariate miscele, dalla vostra propensione alla ricerca, ecc.</span></p>
<p><figure id="attachment_786" aria-describedby="caption-attachment-786" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Coryphantha-terriccio-sbagliato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-786 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Coryphantha-terriccio-sbagliato-150x150.jpg" alt="Una Coryphantha cresciuta male in terriccio sbagliato" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-786" class="wp-caption-text">Una mia Coryphantha cresciuta male a causa di un terriccio troppo azotato (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="line-height: 1.75; font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Una precisazione: <strong>non voglio affatto criticare il classico mix pomice/lapillo/torba</strong>, il cosiddetto &#8220;terriccio standard&#8221; per cactus che io stesso uso ancora. Se supportato da una coltivazione corretta in termini di esposizione, annaffiature e fertilizzazione, <strong>questo substrato funziona egregiamente</strong> (io stesso lo uso ancora con centinaia di piante). Semplicemente, se vogliamo piante maggiormente simili a quelle che possiamo osservare in natura, non possiamo prescindere dall’utilizzo di materiali presenti nei suoli d’origine. Dove non troveremo lapillo, pomice e torba, ma, piuttosto, argilla (più o meno sabbiosa, più o meno calcarea, ecc.), ghiaia, quarzite, rocce di vario tipo, oppure <a href="https://ilfioretralespine.it/marna-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>marna (e anche di questa ne esistono svariate tipologie)</strong></a>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Naturalmente, il terriccio &#8220;wild&#8221; deve rispettare le caratteristiche di leggerezza, scioltezza e capacità di drenaggio necessarie a tutte le <em>Cactaceae</em>. Posto che non esiste alcuna formula magica e che le variabili sono infinite, ogni composta dovrà essere testata (possibilmente su più esemplari di una stessa semina) per alcuni anni, prima di tirare qualche somma.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">A titolo di esempio, per chi volesse approcciarsi a questo tipo di coltivazione senza dannarsi l’anima alla ricerca di materiali a casaccio, magari in compagnia del famoso amico geologo, <strong>ecco una buona composta di base</strong> che sfrutta materiali naturali ma anche materiali non presenti nei suoli d&#8217;origine:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><em>2 parti di terra di campo</em></span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><em>1 parte di torba fine o humus di lombrico</em></span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><em>4 parti di pomice</em></span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><em style="line-height: 1.75;">3 parti di ghiaia </em></span></li>
</ul>
<p><figure id="attachment_891" aria-describedby="caption-attachment-891" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Obregonia-PRIMA.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-891 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Obregonia-PRIMA-150x150.jpg" alt="Una mia semina di Obregonia denegrii" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-891" class="wp-caption-text">Una semina di Obregonia denegrii in composta con pomice, ghiaia, terra di campo (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Si tratta di un mix che utilizzo con ottimi risultati da diversi anni: garantisce un rapido drenaggio e il giusto quantitativo di nutrimento alle piante. Non le fa gonfiare e rallenta i ritmi di crescita rispetto ai terricci torbosi, che spingono eccessivamente (<strong><a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sui substrati, più in dettaglio, ho scritto qui</a></strong>). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Altra precisazione fondamentale: la terra di campo non sarà mai la stessa da una zona all’altra. Sono troppi i fattori che ne definiscono le proprietà, tocca farsene una ragione. Avremo pertanto terra “grassa”, terra “magra”, terra sabbiosa, terra argillosa, calcarea&#8230; (<a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>qui trovate la descrizione dei materiali che ho sperimentato nel corso degli anni</strong></a>). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Anche qui, non c’è altra via se non l&#8217;osservazione e la sperimentazione diretta. Ovvero il primo caposaldo della cultura “wild”!</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Le temperature e l&#8217;aria: due fattori importanti nella coltivazione</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Un altro fattore importante da considerare ai fini dell&#8217;irrobustimento delle piante è quello relativo alle temperature. In natura le cactacee sono abituate ai forti sbalzi termici che si alternano tra il giorno, dove in molte zone subdesertiche si superano i 40 gradi, e la notte, <strong>dove si può scendere rapidamente sotto lo zero</strong>. </span></p>
<p><figure id="attachment_1169" aria-describedby="caption-attachment-1169" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/asterias.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1169 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/asterias-150x150.jpg" alt="Astrophytum asterias retratto per l'asciutta invernale" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1169" class="wp-caption-text">Astrophytum asterias retratto per l&#8217;asciutta invernale (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">E&#8217; chiaro che in coltivazione, in Italia, non potremo avere simili condizioni e gli sbalzi termici saranno decisamente ridotti, in particolare in estate, dove spesso l&#8217;abbassamento delle temperature nelle ore notturne è davvero scarso. Tuttavia, durante la stagione di crescita l&#8217;ideale è dare alle piante il massimo dell&#8217;esposizione (salvo per quei generi che in natura vivono riparati da altre piante, come alcuni <em>Notocactus</em>, le <em>Obregonia</em>, alcuni <em>Gymno</em> ecc.), ovviamente dopo averle abituate gradualmente. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se abituate al sole e tenute all&#8217;aria aperta, le cactacee possono sopportare temperature davvero notevoli, anche prossime ai 50 gradi. <strong>La parola d&#8217;ordine, però, è &#8220;aria&#8221;</strong>. Occorre che ne abbiano il più possibile. Tenere cactus e succulente in piccole serre esposte al sole (magari quasi del tutto chiuse) equivale a mandarle al patibolo: le piante si &#8220;lesseranno&#8221;, si danneggeranno e nella peggiore delle ipotesi moriranno. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Non solo: aria e luce sono <strong>fattori determinanti anche ai fini della prevenzione contro parassiti e malattie fungine</strong>. Piante più robuste e sane hanno meno bisogno di trattamenti a base di prodotti chimici, spesso dannosi per l&#8217;ambiente e per la nostra salute.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>D&#8217;inverno il discorso cambia: qui sì che è possibile dare alle piante grasse sbalzi di temperatura anche notevoli</strong>, in particolare se si dispone di una serra. Durante le giornate di sole in una serra chiusa si può facilmente arrivare a 25 gradi anche in pieno inverno (parlo del Nord Italia), mentre la notte, a seconda della zona in cui ci si trova, si può scendere più o meno abbondantemente sotto lo zero. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Anche nella stagione di stasi vegetativa l&#8217;aria è fondamentale: nelle belle giornate è assolutamente opportuno aprire la serra e arieggiare per alcune ore. Altro fattore fondamentale per far sì che le piante passino l&#8217;inverno senza problemi è l&#8217;acqua. <strong>Per la maggior parte delle cactacee le irrigazioni vanno sospese da fine settembre (quantomeno qui al Nord) fino a tutto marzo</strong>. Con un terriccio asciutto e in condizioni ottimali (vedi: serre ampie e ben arieggiate, tassi di umidità non eccessivi e non costanti) la maggior parte dei cactus e delle succulente regge senza problemi temperature ben al di sotto dello zero. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Un approfondimento sullo svernamento di cactus e succulente (con una tabella delle temperature minime tollerate) <strong><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-temperature/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lo trovate in questo post specifico</a></strong>.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il rinvaso (o trapianto) dei cactus e delle piante succulente</span></h3>
<p><figure id="attachment_1202" aria-describedby="caption-attachment-1202" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ferocactus-semine-svasate-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1202 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ferocactus-semine-svasate-2-150x150.jpg" alt="Semine di Ferocactus in attesa del rinvaso" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1202" class="wp-caption-text">Semine di Ferocactus in attesa del rinvaso (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Confutiamo subito un&#8217;errata convinzione: cactus e piante succulente in generale vogliono spazio. Per anni si è letto o sentito dire che le cactacee vanno coltivate in vasi piccoli, appena più larghi della pianta. S&#8217;è detto che con vasi grandi e tanta terra si rischiano ristagni di acqua, si rischia che la pianta marcisca. Affermazioni insensate. Il punto è: che tipo di terriccio usiamo? E&#8217; sufficientemente drenante? Asciuga in fretta? Contiene una frazione di organico (ad esempio torba) in percentuale alta? Le domande da porsi, semmai sono queste. <strong>Non è affatto vero che cactus e succulente vogliono vasi piccoli</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Come tutte le piante, hanno bisogno di spazio per allungare le radici e crescere adeguatamente. Ciò che conta è usare il giusto substrato e dare alle nostre piante le corrette condizioni in termini di annaffiature, aria, luce, temperature. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Personalmente uso vasi grandi, spesso sovradimensionati rispetto alle piante, adatti a contenere &#8220;comodamente&#8221; l&#8217;apparato radicale e il fusto, attorno al quale lascio diversi centimetri di spazio (tanto da contenere anche le spine più lunghe, nella maggior parte dei casi).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/rinvasi-cactus-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>A questo link trovate un articolo specifico sul rinvaso di cactus e piante grasse</strong></a>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Il periodo migliore per i rinvasi?</strong> Di fatto non esiste un periodo ideale: c&#8217;è chi rinvasa tutto l&#8217;anno e chi, come me, predilige la stagione invernale, quando le piante sono in stasi e avranno tutto il tempo di cicatrizzare le radici prima della prima annaffiatura. Come regola, evito di rinvasare nel periodo che va da fine settembre a metà dicembre. Questo per non &#8220;disturbare&#8221; le piante nella fase di preparazione all&#8217;asciutta e al freddo. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In occasione del rinvaso è buona cosa <strong>controllare le radici e verificare che non siano presenti <a href="https://ilfioretralespine.it/malattie-e-parassiti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cocciniglie o altri parassiti</a></strong>. Nel caso, la terra va rimossa completamente e buttata. La pianta e l&#8217;apparato radicale andranno trattati con appositi acaricidi o pesticidi. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se la pianta è già in un terriccio idoneo, mi limito a scrollare un po&#8217; della vecchia terra e a <a href="https://ilfioretralespine.it/radici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>controllare lo stato dell&#8217;apparato radicale</strong></a>, per poi rinvasare in un substrato identico o comunque simile a quello precedente. Se invece si tratta di nuovi acquisti o piante alle quali devo comunque cambiare il terriccio (ad esempio perché si tratta di mie semine, per le quali ho usato un substrato specifico e ora andranno in quello che uso per le piante adulte), tolgo tutta la vecchia terra. Pulisco bene le radici, le controllo, e taglio quelle eccessivamente lunghe (<strong>mai tagliare le radici primarie o il fittone, a meno che non presentino segni di marciume</strong>).</span></p>
<p><figure id="attachment_1207" aria-describedby="caption-attachment-1207" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Polloni-di-agave-svasati.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1207 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Polloni-di-agave-svasati-150x150.jpg" alt="Polloni di agave svasati" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1207" class="wp-caption-text">Polloni di agave svasati (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se la pianta presenta problemi e le radici sono secche o marce, è necessario eliminare completamente il vecchio substrato, pulire accuratamente le radici e tagliarle fino al tessuto sano (sostanzialmente fino a dove passa la linfa e dove la radice, al suo interno, è bianca). Dopo questa operazione la pianta dovrà essere collocata, a radici nude, in un luogo ombreggiato per almeno una decina di giorni.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/radici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Piante senza radici? I consigli per farle tornare in piena salute</strong></a>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Discorso simile per le piante in piena torba</strong>, che va eliminata completamente perché col tempo si compatta e porta all&#8217;asfissia dell&#8217;apparato radicale (oltre ad esporre l&#8217;esemplare al rischio di marciume). Se la torba è asciutta e il &#8220;pane di terra&#8221; è compatto, ci si può aiutare con un getto d&#8217;acqua per pulire a fondo le radici. Dopo questa operazione sarà necessario lasciare la pianta a radici nude per almeno una quindicina di giorni in un luogo a ombreggiato.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dopo il rinvaso di cactacee e succulente, se l&#8217;operazione è fatta durante la stagione vegetativa, <strong>è buona regola non annaffiare per almeno una decina di giorni</strong> per dare alle radici il tempo di rimarginare tagli ed eventuali ferite occorse durante il rinvaso. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Per i rinvasi &#8220;impegnativi&#8221;</strong>, ossia di piante di una certa dimensione e particolarmente spinose, è possibile adottare alcuni accorgimenti. Ad esempio aiutarsi con dei blocchetti di polistirolo o con un vecchio asciugamano per proteggere le spine e riuscire a maneggiare la pianta senza pungersi. Per qualche consiglio e qualche &#8220;trucco&#8221; su questo genere di rinvasi, <a href="https://ilfioretralespine.it/rinvaso-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>potete leggere un approfondimento a questo link</strong></a>.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Annaffiare o bagnare i cactus e le piante grasse: quando e quanto</span></h3>
<p><figure id="attachment_1387" aria-describedby="caption-attachment-1387" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-texensis-allagato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1387 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-texensis-allagato-150x150.jpg" alt="Echinocactus texensis durante l'annaffiatura" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1387" class="wp-caption-text">Echinocactus texensis durante l&#8217;annaffiatura (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Contrariamente a quanto si è detto per anni – e a quanto ancora oggi molti pensano – i cactus e le succulente bevono eccome. Non ha alcun senso aver paura di annaffiare le piante grasse o farlo con il contagocce. Nella stagione vegetativa (indicativamente tra la metà di marzo e la metà di ottobre) le succulente vanno bagnate regolarmente e in abbondanza. <strong>Quello che conta è che il terreno di coltivazione sia adatto, ossia che sia drenante, in grado di asciugare in pochi giorni e che non favorisca ristagni</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/annaffiare-cactus-piante-grasse/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Qui un articolo dedicato alle annaffiature</strong></a>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dal mese di ottobre, almeno al Nord Italia, conviene sospendere le annaffiature e consentire alle piante di prepararsi alla stagione di stasi, che coincide con il nostro inverno. In questa fase la maggior parte delle cactacee e delle succulente non va affatto bagnata: le piante vanno tenute al freddo (<a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-temperature/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>qui un approfondimento sulle temperature</strong></a>), bloccano la crescita e non assorbono acqua. Se dovessimo annaffiare una pianta in stasi in pieno inverno, il terriccio resterebbe bagnato per intere settimane e il rischio che si inneschino dei marciumi sarebbe molto alto.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Dopo l’asciutta invernale, durante la quale le piante tendono a sgonfiarsi, è bene riprendere ad annaffiare gradualmente</strong>. Se le succulente trovano acqua immediatamente disponibile in grande quantità la assorbono rapidamente con il rischio di rigonfiarsi talmente velocemente da spaccarsi. In questi casi, i</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">l tessuto interno, esposto all&#8217;aria, può essere facilmente aggredito da batteri che poi vanno a innescare marciumi. </span></p>
<p><strong><a href="https://ilfioretralespine.it/spaccature/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Cosa fare se il fusto dei cactus si spacca per la troppa acqua.</span></a></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Da evitare anche l’annaffiatura subito dopo un rinvaso</strong>: le radici potrebbero essere state lesionate durante l’operazione ed è bene aspettare almeno una decina di giorni prima di bagnare il terriccio, per permettere all’apparato radicale di rimarginarsi e scongiurare il rischio di marciumi che la terra bagnata potrebbe innescare.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Per capire quando e quanto bagnare è necessario conoscere le esigenze delle nostre piante</strong>. Ci sono cactus che in natura ricevono acquazzoni per diversi giorni di seguito, piante che vivono in foreste pluviali con umidità persistente, piante che attraversano mesi di aridità. Insomma, le condizioni possono essere tante e diverse tra loro: un minimo di conoscenza dei generi che si coltivano è dunque fondamentale per avere un’indicazione di base.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-schede-piante/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Cercate schede di coltivazione dei vari generi di cactus? Consultate la sezione &#8220;Le mie piante&#8221;</strong></a>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dalla seconda metà di marzo, se le giornate sono buone, annaffio ogni 20 giorni per poi aumentare la frequenza alla volta di fine maggio e arrivare ad annaffiare ogni 10/15 giorni da giugno a luglio. In agosto sospendo o riduco a una sola annaffiatura perché con il caldo quasi tutte le succulente rallentano la crescita (si dice che vanno in “estivazione”). In settembre in genere riesco a fare due o tre passate prima di sospendere del tutto le bagnature.<strong> Le ore migliori per annaffiare sono quelle del primo mattino o alla sera</strong>. Meglio evitare di dare acqua nelle ore più calde della giornata.</span></p>
<p><figure id="attachment_1341" aria-describedby="caption-attachment-1341" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ferocactus-spine-bagnate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1341 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ferocactus-spine-bagnate-150x150.jpg" alt="Ferocactus, particolare delle spine bagnate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1341" class="wp-caption-text">Ferocactus, particolare delle spine bagnate (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Una regola di buonsenso per capire se annaffiare o meno è quella di guardare il terriccio: se è ancora umido è bene evitare di dare acqua; se è completamente asciutto si può bagnare. Con un po’ di esperienza riusciremo a capire se la pianta ha bisogno di acqua semplicemente osservandola, tastandola (se è disidratata il fusto può essere sgonfio e tenero al tatto) e soppesando il vaso. <strong>Nel dubbio, meglio non bagnare: una cactacea o una succulenta possono andare avanti per mesi senza acqua, mentre un ristagno idrico può portare facilmente a marciumi</strong>. In poche parole, è più facile che una pianta grassa possa morire per la troppa acqua piuttosto che per la siccità.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Riguardo al quantitativo di acqua, non bisogna aver timore: è necessario che il pane radicale si imbeva bene</strong>, altrimenti la pianta non riuscirà ad assorbire a sufficienza. Molto dipende dal terriccio che si usa. Un substrato altamente umifero, ossia ricco di frazione organica (come la torba) tratterrà maggiormente l’umidità e tenderà ad asciugare lentamente. Con i terricci che uso io, a base di terra di campo argillosa e inerti, è necessario bagnare a lungo affinché l’argilla possa assorbire bene l’acqua. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Si può bagnare direttamente il terriccio o, a pioggia, tutta la pianta</strong>. Una bella doccia non fa certo male alle nostre piante, attenzione solo a quelle con il fusto ricoperto di pruina, vale a dire la cera che si forma sull’epidermide di alcune specie (ad esempio le <em>Copiapoa</em> o la <em>Echeveria laui</em>): se il getto d’acqua è troppo violento si rischia di asportare lo strato ceroso danneggiando esteticamente la pianta.</span></p>
<p><figure id="attachment_1491" aria-describedby="caption-attachment-1491" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Matucana-oreodoxa-emerge-dalla-terra.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1491 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Matucana-oreodoxa-emerge-dalla-terra-150x150.jpg" alt="Matucana oreodoxa emerge dalla terra" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1491" class="wp-caption-text">Matucana oreodoxa si rigonfia dopo la prima annaffiatura (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>L’acqua migliore, per tutte le piante, è quella piovana</strong>. E’ acida, mentre quella di rubinetto è tendenzialmente calcarea. Inoltre l&#8217;acqua piovana è priva di sostanze chimiche come il cloro, ed è “ossigenata”, cioè ricca di ossigeno assorbito nel tragitto dal cielo a terra. In alternativa all’acqua piovana, se non si hanno troppe piante, si può usare l’acqua demineralizzata. Se invece si usa l’acqua di rubinetto (o dei pozzi in caso di serre nelle campagne) può essere utile lasciarla “decantare” per un giorno così che eventuali sostanze aggiuntive possano evaporare o depositarsi sul fondo. Utili sono anche i prodotti da addizionare all’acqua per addolcirla e abbassarne il pH (l’ideale è tra leggermente acido e neutro, ossia 6,5/7): si trovano facilmente in commercio nei vivai e le confezioni riportano il giusto dosaggio per acidificare l’acqua.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>C’è chi consiglia di nebulizzare spesso le piante durante la stagione calda. Francamente lo trovo poco utile</strong>: con il caldo l’acqua nebulizzata evapora in tempi rapidissimi e non credo che la pianta se ne faccia un granché.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Fertilizzazione (o concimazione) dei cactus e delle piante grasse</span></h3>
<p><figure id="attachment_1681" aria-describedby="caption-attachment-1681" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Oroya-peruviana-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1681 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Oroya-peruviana-1-150x150.jpg" alt="Oroya peruviana" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1681" class="wp-caption-text">Oroya peruviana in piena fioritura (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Connesso a quello sulle annaffiature è il discorso relativo alla fertilizzazione (o concimazione o nutrizione). <strong>Cactus e piante grasse devono essere fertilizzate solo nella stagione di crescita e con prodotti specifici a basso tenore di azoto</strong>. Meglio evitare i concimi generici, ad esempio quelli per piante ornamentali. I concimi per succulente sono a base di azoto (N), fosforo (P), potassio (K) ai quali si aggiungono vari microelementi. Per le piante grasse in generale è bene che il rapporto tra i tre elementi principali, N-P-K, sia nell’ordine di 5-15-30 (un’altra formulazione di base usata è 1 di azoto, 2 di fosforo e 4 di potassio). Concimi, in buona sostanza, poco azotati e con alte percentuali di fosforo e potassio.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Una corretta concimazione delle succulente contribuisce allo sviluppo equilibrato della pianta, alla fortificazione dell&#8217;apparato radicale, all&#8217;irrobustimento delle spine e alla fioritura</strong>. Bisogna infatti tenere conto del fatto che se coltiviamo queste piante in vaso, prima o poi il terriccio si impoverirà a causa del dilavamento dato dalle annaffiature e dallo sfruttamento che ne farà la pianta stessa nel tempo. Attraverso le fertilizzazioni potremo far sì che il substrato mantenga il giusto quantitativo di elementi nutritivi necessari alla crescita della pianta. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Le piante grasse vanno fertilizzate durante il periodo di crescita, indicativamente da fine marzo a settembre</strong>. Il concime deve essere specifico per queste piante e va dato in bassi dosaggi e non con tutte le annaffiature (io fertilizzo una volta ogni tre annaffiature con sola acqua, ad esempio).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/concimazione-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>A questo link trovate un articolo specifico sulla fertilizzazione</strong></a>.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Luce ed esposizione: due fattori determinanti</span></h3>
<p><figure id="attachment_1481" aria-describedby="caption-attachment-1481" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Agavi-e-aloe-al-sole.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1481 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Agavi-e-aloe-al-sole-150x150.jpg" alt="Agavi e aloe al sole" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1481" class="wp-caption-text">Agavi e aloe al sole diretto (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per la coltivazione delle piante grasse si possono utilizzare balconi, davanzali, terrazze, giardini oppure serre. E’ assolutamente da sconsigliare, almeno per la maggior parte delle specie e nella stagione di crescita, ossia da fine marzo a ottobre, la coltivazione in casa.<strong> La stragrande maggioranza di cactus e succulente vuole infatti massima luce, se non esposizione al sole diretto</strong>, e in casa, per quanto ci sforzeremo di porle vicino a una finestra, le piante non avranno la necessaria quantità di luce. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Coltivando con scarse quantità di luce il rischio è di veder “filare” le piante</strong>. In altre parole i cactus cominceranno a crescere allungandosi e restringendosi all’apice. Il fusto avrà un colorito verde chiaro e le spine saranno deboli o quasi assenti. Questo fenomeno si chiama <a href="https://ilfioretralespine.it/eziolatura-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>eziolatura</em></strong></a> e deturpa le piante irrimediabilmente. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Anche per quanto riguarda l’esposizione, così come per le annaffiature e per il terriccio, sarà opportuno tenere in considerazione la zona in cui si coltiva (Nord o Sud Italia?) e conoscere le esigenze delle piante in natura. C’è una grossa differenza, ad esempio, tra l’insolazione che in natura riceve un <em>Ferocactus</em> e quella che ricevono un <em>Gymnocalycium</em> o un <em>Epiphyllum</em> (abituato a crescere al riparo delle chiome degli alberi nelle foreste pluviali).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>A tutte le cactacee, in ogni caso, servono luce e aria in quantità</strong>. E se alcune gradiscono il sole diretto, altre si accontentano di alcune ore di sole pieno o di luce filtrata. Informarsi sulle esigenze della pianta è dunque la prima regola da osservare. L’esperienza poi ci aiuterà a conoscere ulteriormente le piante e capire se possiamo dare loro la quantità di luce di cui necessitano o meno. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Alcuni appassionati coltivano le piante grasse tenendole su davanzali o balconi, altri hanno la fortuna di avere una terrazza, altri ancora possono disporre di un giardino o di una serra. Quest’ultima è, naturalmente, la soluzione in grado di dare maggiore libertà: generalmente è esposta per tutta la giornata e ha una copertura in teli trasparenti che possiamo ombreggiare o meno. </span></p>
<p><figure id="attachment_1476" aria-describedby="caption-attachment-1476" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ancistrocactus-mia-semina-al-sole-con-fiori.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1476 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ancistrocactus-mia-semina-al-sole-con-fiori-150x150.jpg" alt="Ancistrocactus uncinatus, una mia semina al sole diretto" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1476" class="wp-caption-text">Ancistrocactus uncinatus, una mia semina al sole diretto (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Se si ha a disposizione un davanzale o un balcone, sarà opportuno verificare che sia esposto a Sud o a Sud/Est</strong>. In questi casi le piante riceveranno luce per buona parte della giornata. Da evitare le esposizioni a Nord e ad Ovest, a meno che non si coltivino generi che si accontentano di poca luce, come <em>Haworthia</em>, <em>Epiphyllum</em>, alcune <em>crassule</em> e alcune <em>echeverie</em>, ad esempio. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Importantissimo, in particolare se in inverno si tengono le piante in punti riparati e meno esposti al sole (che nelle corte giornate dei mesi invernali è più debole), è <strong>abituarle gradualmente all’esposizione che daremo loro durante la stagione di crescita</strong>. Mai mettere al sole diretto un cactus che si è tenuto per mesi in un sottoscala, in un garage, ecc. Da fine marzo sarà buona cosa collocare le piante in zone dove il sole diretto arriva solo nelle prime ore della mattinata, per poi spostarle gradualmente, nell’arco di una ventina di giorni, in zone con maggiore insolazione. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Una volta che le piante saranno abituate al sole diretto non correremo più il rischio di scottature sull’epidermide del fusto. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Su esemplari adulti o comunque abituati alla luce</strong>, ovviamente per quei generi che vivono in pieno sole, l’esposizione diretta è una benedizione: irrobustisce e fortifica la pianta, mantiene compatto il fusto e fa crescere spine più grosse e forti.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Importantissima è anche l’aria</strong>. La coltivazione delle succulente in zone anguste, dove non c’è giro di aria, dove l’aria (e con essa l’umidità) è stagnante, non solo non giova alla crescita, ma rischia di esporre le piante a marciumi o all’insorgenza di patologie fungine. Tanto nella buona stagione quanto in inverno dovremo cercare di dare alle piante più aria possibile. In estate l’aria è fondamentale, perché se è vero che i cactus sono in grado di sopportare alte temperature (anche oltre i 40 gradi), è altrettanto vero che in natura hanno aria a disposizione in quantità. Il vento e la brezza sono in grado di abbassare l’incidenza del caldo sulla pianta ed evitare “lessature”</span></p>
<p><figure id="attachment_1483" aria-describedby="caption-attachment-1483" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Piante-al-sole-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1483 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Piante-al-sole-2-150x150.jpg" alt="Alcune piante al sole a lato della serra" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1483" class="wp-caption-text">Alcune piante al sole a lato della serra (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Durante la stagione di crescita il vento e l’aria aiutano il terriccio ad asciugare velocemente e prevengono marciumi. Il ricircolo dell’aria e il vento, inoltre, aiutano le piante a sopportare le alte temperature e il sole nelle ore in cui è più intenso. In ambienti angusti, come piccole serrette con copertura di plastica, le piante rischiano letteralmente di “lessarsi” con il caldo e l’aria stagnante.  </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Anche in inverno l’aria è importantissima</strong>: serve ad abbassare il tasso di umidità e a tenere pulito l’ambiente, evitando che possano prosperare funghi come quello chiamato “ruggine”, che aggrediscono alcuni cactus coltivati in condizioni non ottimali. Appena è possibile è opportuno arieggiare, aprire serre o sollevare coperture in tnt (tessuto non tessuto) per favorire il ricambio dell’aria.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-sole-diretto-luce/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Esposizione e luce: tabella riassuntiva delle esigenze delle succulente</strong></a>.</span></p>
<h3>Malattie e parassiti dei cactus e delle piante grasse</h3>
<p>Una corretta coltivazione, come si è detto, costituisce anche la migliore prevenzione contro parassiti e malattie che possono aggredire le succulente, così come qualsiasi esemplare di altre famiglie di piante. Tra i principali nemici di cactus e piante grasse in generale vanno menzionate<strong> le cocciniglie e il ragnetto rosso </strong>(<a href="https://ilfioretralespine.it/malattie-e-parassiti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>elenco completo a questo link</strong></a>). Ancora più gravi, per le succulente, possono rivelarsi le patologie fungine, che possono portare con facilità alla morte della pianta. Il marciume radicale, il marciume del colletto, il temibile <em>fusarium</em>, la <em>botritis cinerea</em>, sono solo alcune delle principali patologie che possono aggredire queste piante. Contro parassiti e batteri, la giusta coltivazione con aria, luce, substrato corretto e irrigazioni nei giusti periodi dell&#8217;anno è la regola numero uno in assoluto. Qualche trattamento a scopo preventivo con prodotti specifici può rivelarsi molto utile. Quando invece l&#8217;attacco è già in corso è necessario ricorrere a rimedi specifici, isolando immediatamente l&#8217;esemplare colpito così da evitare che il problema si estenda alle altre piante.</p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/malattie-e-parassiti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Per saperne di più su questo argomento, potete passare a questo link specifico</strong></a>. Se invece cercate un approfondimento sull&#8217;olio di Neem e sull&#8217;ossicloruro di rame, due prodotti a basso impatto ambientale molto utili per la prevenzione e la cura delle succulente, <a href="https://ilfioretralespine.it/olio-neem-rameico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>trovate un articolo a questo link</strong></a>.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La distribuzione delle succulente nel mondo</span></h3>
<p><figure id="attachment_2621" aria-describedby="caption-attachment-2621" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2621 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/04/Mappa-cactus-150x150.png" alt="Mappa distribuzione cactus" width="150" height="150" /><figcaption id="caption-attachment-2621" class="wp-caption-text">Per aprire la mappa andate al link indicato a fine articolo</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per assecondare il più possibile le esigenze delle piante grasse è certamente utile avere qualche nozione circa la loro provenienza. In altre parole, <strong>sapere da dove viene questa o quella pianta può darci non poche indicazioni circa le sue esigenze</strong> in fatto di esposizione, temperature, annaffiature, ecc. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Una prima, fondamentale suddivisione riguarda le cactacee rispetto a tutte le altre succulente. <strong>Tutti i cactus sono piante succulente, ma non tutte le piante succulente sono cactus</strong>. Questi ultimi sono originari esclusivamente delle Americhe, mentre le succulente in generale (ad esempio <em>Crassula, Echeveria, Lithops</em>, ecc.) provengono da tutti i continenti.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/distribuzione-succulente-mappe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Mappe dettagliate sulla distribuzione di cactus e succulente nel mondo</strong></a>.</span></p>
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<h3><strong>Link utili per la coltivazione dei cactus e delle succulente</strong></h3>
<ul>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-schede-piante/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Schede delle principali cactacee</strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/classificazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Classificare cactus e succulente</strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/libri-cactus-piante-grasse/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Libri su cactus e succulente</strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-sole-diretto-luce/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Luce e aria per piante sane</strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/annaffiare-cactus-piante-grasse/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Annaffiare le succulente</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/concimazione-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Fertilizzazione/concimazione</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/malattie-e-parassiti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Malattie e parassiti</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/far-fiorire-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Far fiorire i cactus</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/coltivare-cactus-cure-stagionali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Le cure stagionali</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/distribuzione-succulente-mappe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Mappe: le succulente nel mondo</span></strong></a></li>
</ul>
<p><em>Nella foto in alto, un Ferocactus gracilis che ho fotografato in Baja California (Messico)</em></p>
<p><span style="color: #993300;"><em><strong>© I testi, i video, le foto e le elaborazioni grafiche del sito &#8220;Il fiore tra le spine&#8221; costituiscono materiale originale e sono coperti da diritto d&#8217;autore. </strong></em></span><span style="color: #993300;"><em><strong>Ne è vietata la riproduzione con qualsiasi modalità.</strong></em></span></p>
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