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	<title>terracotta Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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	<title>terracotta Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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		<title>Vasi e inerti nella coltivazione di piante grasse: si possono riciclare o è meglio buttare tutto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 10:31:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il rinvaso delle piante, si tratti di succulente o meno, comporta l&#8217;utilizzo di vasi, terriccio e materiali di vario tipo. Quando si hanno molte piante, naturalmente, il numero di vasi, vasetti, contenitori, terricci, inerti cresce notevolmente. E&#8217; dunque possibile riciclare questi materiali? E&#8217; possibile riciclare anche i vasi? E se sì, come farlo correttamente? L&#8217;autunno &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/riciclare-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Vasi e inerti nella coltivazione di piante grasse: si possono riciclare o è meglio buttare tutto?"</span></a></p>
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<p><strong>Il rinvaso delle piante, si tratti di succulente o meno, comporta l&#8217;utilizzo di vasi, terriccio e materiali di vario tipo. Quando si hanno molte piante, naturalmente, il numero di vasi, vasetti, contenitori, terricci, inerti cresce notevolmente. E&#8217; dunque possibile riciclare questi materiali? E&#8217; possibile riciclare anche i vasi? E se sì, come farlo correttamente?</strong></p>
<p>L&#8217;autunno entra nel vivo e con l&#8217;arrivo delle giornate fredde le piante grasse, si tratti di cactacee o di succulente, richiedono meno &#8220;attenzioni&#8221; da parte nostra. In questo periodo, quantomeno al Nord Italia, le piante devono già trovarsi nella loro collocazione invernale, protette dalle intemperie e dal freddo eccessivo. Per i rinvasi c&#8217;è tempo, dal momento che è meglio attendere la metà o la fine dell&#8217;inverno per questo genere di operazioni. Le annaffiature sono ovviamente sospese e non ci resta che effettuare qualche trattamento preventivo per proteggere le succulente da funghi e muffe durante i mesi invernali. <strong>Quale periodo migliore, allora, se non questo per dedicarsi a fare ordine tra vasi, vasetti, terricci e materiali necessari per i substrati?</strong> Ed è qui che sorge in molti coltivatori una domanda tutt&#8217;altro che banale: <strong>vasi e inerti costano, è proprio il caso di buttarli e comprarne di nuovi o è possibile riciclare tutto questo materiale?</strong> La risposta, chiaramente, è sì: <strong>riciclare è d&#8217;obbligo, ma attenzione, a determinate condizioni</strong> e assicurandosi che tutto ciò che andremo a riutilizzare sia perfettamente pulito e privo di parassiti, spore, muffe, polvere ecc.</p>
<p>A questo tema è dedicato l&#8217;articolo che segue, che entra nel dettaglio della <strong>pulizia e della sterilizzazione di vasi (in plastica e cotto) e dei materiali utilizzati per i substrati (pomice, lapillo, ghiaia, ecc.)</strong> che sono stati messi da parte dopo gli ultimi rinvasi effettuati nei mesi scorsi. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-16972"></span></p>
<h2>Premessa sul riutilizzo di vasi e substrati</h2>
<p>Il riutilizzo di vasi e inerti è pratica comune. Ovviamente non è sempre possibile riciclare tutto, ma una buona parte di ciò che è stato utilizzato per la coltivazione delle nostre piante può tranquillamente servire per i futuri rinvasi, a patto di pulire e sterilizzare a fondo i materiali. Chiaramente, vasi rotti e torba vanno eliminati poiché hanno esaurito il loro &#8220;ciclo&#8221; (la torba è già stata sfruttata e servirebbe a ben poco), ma <strong>la prima grande distinzione da fare è se quei materiali (vasi e substrati) hanno dato ospitalità a piante in perfetta salute o se hanno accolto piante morte per marciume o comunque colpite da parassiti</strong>. Vediamo tutto in dettaglio suddividendo le due categorie: i vasi e gli inerti.</p>
<h2>Come pulire, sterilizzare e riciclare i vasi</h2>
<p>Riciclare i vasi, specie se si utilizzano quelli in plastica, è d&#8217;obbligo. In primo luogo si contribuisce (nel nostro piccolo, chiaramente) alla riduzione della produzione della plastica; in secondo luogo si risparmia, perché i vasi in plastica sono molto duraturi e si lavano con estrema facilità. Se si utilizzano vasi in terracotta il riciclo assume anche un valore aggiuntivo: si possono riutilizzare vasi particolari, magari &#8220;di pregio&#8221; o comunque di grandi dimensioni e pertanto costosi.</p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"><strong> VASI IN PLASTICA </strong></span> &#8211; Se nel vaso non è morta alcuna pianta, ci si può limitare a un lavaggio approfondito con acqua tiepida e un prodotto detergente. Anche in questi casi, tuttavia, l<strong>&#8216;aggiunta di un po&#8217; di candeggina è sempre utile per eliminare germi e batteri</strong> che possono essersi formati mentre i vasi erano accatastati in attesa di essere riciclati. Per il lavaggio è sufficiente una spugna con un lato leggermente abrasivo e po&#8217; di olio di gomito. Importante: se si utilizza candeggina è il caso di indossare guanti di gomma, i classici guanti per i lavori domestici!</p>
<figure id="attachment_6482" aria-describedby="caption-attachment-6482" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-quadrati-alti-con-scanalature-antispirale.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-6482 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-quadrati-alti-con-scanalature-antispirale-150x150.jpg" alt="Vasi quadrati alti con scanalature antispirale" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-6482" class="wp-caption-text">Vasi quadrati in plastica (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Se invece nel vaso era morta una pianta</strong> si può decidere di buttare il vecchio contenitore per azzerare il rischio che il nuovo &#8220;inquilino&#8221; possa contrarre lo stesso fungo, oppure effettuare un&#8217;operazione più approfondita. In questo secondo caso si sciacquano bene i vasi, poi <strong>li si ripone in una bacinella contenente acqua e candeggina e li si lascia a mollo per alcune ore</strong> (anche una notte intera se si vuole). Trascorso questo periodo di tempo, si lavano i vasi accuratamente, cercando di raggiungere ogni angolo interno, con una spugna leggermente abrasiva, sempre con acqua e candeggina.<strong> Al termine, una seconda lavata con acqua e sapone e si risciacqua abbondantemente</strong>. Una volta che i vasi sono puliti è consigliabile lasciarli al sole diretto per almeno una giornata: anche il sole intenso aiuta a sterilizzare. </p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"> <strong>VASI IN TERRACOTTA</strong> </span> &#8211; A differenza dei vasi in plastica, <strong>quelli in terracotta sono porosi: è per questo che la pulizia è più lunga e difficile</strong>, dal momento che un vecchio vaso in cotto può presentare macchie di calcare o macchie verdastre. Se il vaso è già abbastanza pulito, si può lavare con cura con acqua e sapone e un goccio di candeggina. <strong>Se invece il vaso è segnato da macchie di calcare o residui di muschio, lo si può immergere in una bacinella con acqua alla quale aggiungeremo succo di limone, oppure bicarbonato o aceto</strong>. Lasciamo a bagno i vasi per alcune ore e diamo una passata energica con una spugna, usando la stessa acqua in cui sono stati a mollo. Una volta tolti i &#8220;segni della vecchiaia&#8221;, si procede <strong>lavando il vaso con acqua e sapone di marsiglia</strong> per poi riporlo al sole diretto per almeno una giornata, per far sì che tutta l&#8217;acqua evapori dalle pareti porose.</p>
<figure id="attachment_6486" aria-describedby="caption-attachment-6486" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-di-cotto.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-6486 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-di-cotto-150x150.jpg" alt="Vasi di cotto" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-6486" class="wp-caption-text">Vasi in terracotta (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Se nel vaso di terracotta è morta una pianta per marciume</strong> <strong>i casi sono due</strong>: se il vaso è già vecchio, sbeccato o di valore irrisorio si può buttare. Se invece il vaso è di pregio, è grande o ha un certo valore, si può pulire a fondo per poi sterilizzarlo. <strong>La procedura di pulizia è la stessa descritta sopra, mentre per quanto riguarda la sterilizzazione si può ricorrere al vecchio metodo della bollitura</strong> (ovviamente se il vaso non è enorme): lo si colloca in una pentola, si riempie il tutto con acqua e si accende il fuoco lasciando il vaso a &#8220;cuocere&#8221; fino all&#8217;ebollizione. Da quando l&#8217;acqua bolle si spegne e si lascia il vaso a mollo per almeno una ventina di minuti. In alternativa, si possono immergere i vasi di terracotta in acqua, aggiungendo una soluzione igienizzante &#8220;aggressiva&#8221;, come la candeggina (lasciandoli a bagno per almeno un&#8217;ora). Una volta pulito e sterilizzato il vaso, si colloca al sole diretto per almeno un giorno, così che possa asciugare del tutto.</p>
<figure id="attachment_6527" aria-describedby="caption-attachment-6527" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Portulacaria-afra-in-vaso-da-bonsai.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-6527 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Portulacaria-afra-in-vaso-da-bonsai-150x150.jpg" alt="Portulacaria afra in vaso da bonsai" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-6527" class="wp-caption-text">Portulacaria afra in vaso smaltato per bonsai (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Le procedure descritte sono applicabili, fino a un certo punto, anche ai vasi smaltati solitamente usati per i bonsai</strong>. Si tratta, in questo caso, di vasi solitamente di pregio, smaltati all&#8217;esterno e porosi all&#8217;interno: a maggior ragione è un peccato buttarli. Una accortezza quando si ha a che fare con questo tipo di vasi: in questi casi è bene evitare la bollitura (che potrebbe rovinare lo smalto), preferendo il bagno in acqua e candeggina. Allo stesso modo, <strong>meglio evitare spugne abrasive</strong> che potrebbero graffiare o rovinare lo smalto.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/vasi-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La scelta del vaso? Ecco tutto quello che dovete sapere&#8230;</strong></a></p>
<h2>Riutilizzare gli inerti: setacciare e pulire i materiali</h2>
<figure id="attachment_593" aria-describedby="caption-attachment-593" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pomice.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-593 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pomice-150x150.jpg" alt="Pomice" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-593" class="wp-caption-text">Pomice (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Nella coltivazione delle piante succulente, si tratti di cactacee o piante grasse, si utilizzano moltissimi inerti, ossia materiali utili al drenaggio del <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus-substrati/" target="_blank" rel="noopener"><strong>substrato</strong></a>. Gli inerti possono essere porosi o lisci, ognuno ha determinate proprietà e la scelta è davvero notevole ed è bene conoscerli per scegliere i più adatti al mix che vogliamo realizzare. <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus-torba/" target="_blank" rel="noopener"><strong>In questo articolo trovate una disamina sulla maggior parte dei materiali utili alla preparazione dei terricci per le piante grasse</strong></a>. Premesso questo, quando si svasano le piante e si puliscono a fondo le radici ci si trova con intere bacinelle piene del vecchio substrato, che, se realizzato correttamente, contiene moltissimi inerti. A differenza della <a href="https://ilfioretralespine.it/argilla-espansa-torba/" target="_blank" rel="noopener"><strong>torba</strong></a>, che con il tempo e con l&#8217;assorbimento dei nutrienti da parte della pianta si impoverisce, gli inerti mantengono la loro utilità ed è per questo che (oltre che per risparmiare) è certamente una buona cosa riutilizzarli. </p>
<p>Così come per i vasi, è però importante precisare che il substrato in cui è morta una pianta o nel quale sono stati rinvenuti <a href="https://ilfioretralespine.it/malattie-e-parassiti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>parassiti</strong></a> (ad esempio la cocciniglia radicale) <strong>va eliminato</strong>. I vasi, come si è visto possono essere lavati e sterilizzati, ma nel caso del substrato è meglio non correre inutili rischi: se in quel terriccio è marcita una pianta o se in quel terriccio abbiamo trovato parassiti, lo si butta senza esitazione.</p>
<p>Se invece il substrato è stato recuperato dal rinvaso di piante perfettamente sane (fondamentale è controllare bene che tra le radici non si annidino parassiti) potremo riutilizzarlo senza problemi. La prima cosa da fare, una volta raccolto tutto il vecchio substrato in secchi o bacinelle, <strong>è farlo passare al vaglio, usando un setaccio a maglie fini, così da separare i veri e propri inerti dalla torba, dalla polvere o dalla terra di campo</strong>. La parte fine, ormai sfruttata, va eliminata, mentre gli inerti si depositano in un contenitore pulito. Una volta ottenuti tutti gli inerti si passa alla sterilizzazione, utile anche se in quel substrato non è morta alcuna pianta. </p>
<figure id="attachment_592" aria-describedby="caption-attachment-592" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ghiaia-di-fiume.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-592 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ghiaia-di-fiume-150x150.jpg" alt="Ghiaia di fiume setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-592" class="wp-caption-text">Ghiaia di fiume (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Per sterilizzare gli inerti ci sono diversi metodi</strong>: si possono ad esempio spargere su un telo e nebulizzare con un disinfettante non aggressivo (evitiamo la candeggina) lasciando poi evaporare il tutto, oppure si possono bollire, esattamente come i vasi in cotto. Infine, si possono semplicemente stendere su un telo di nylon e lasciare al sole diretto per almeno una settimana, facendo sì che la luce solare e l&#8217;aria diano una bella ripulita a pomice, lapillo, ghiaia, quarzite, ecc. In sostanza il processo di sterilizzazione degli inerti è blando e rapido poiché se nel substrato non erano presenti parassiti o batteri che hanno portato la pianta a marcire se ne può dedurre semplicemente che quel terriccio era ed è perfettamente &#8220;sano&#8221;. </p>
<p>Una volta terminata l&#8217;operazione di pulizia e sterilizzazione, gli inerti possono essere messi da parte o utilizzati immediatamente per la composizione di un nuovo substrato, aggiungendo nelle giuste proporzioni torba fresca, humus di lombrico o qualsiasi altro elemento utile alla pianta che si andrà a rinvasare (ad esempio il gesso per alcuni generi di cactus).</p>
<p>Annotazione importante: <strong>quando si svasano le piante è fondamentale controllarne a fondo lo stato di salute e verificare che fra le radici non si annidino parassiti</strong> (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=uA21rcP2TpE" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui trovate un video sulla cocciniglia radicale</strong></a>). Solo così possiamo avere la ragionevole certezza che quegli inerti potranno essere riciclati senza problemi. Nel dubbio, meglio buttare tutto: sarebbe un peccato far correre rischi alle piante solo per salvare una manciata di pomice o di lapillo!</p>
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		<title>Plastica, terracotta, quadrati o tondi? Come scegliere i vasi per i cactus e le succulente</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 17:46:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I vasi per la coltivazione di cactus e e piante grasse possono essere di infinite forme, colori, dimensioni, altezze e realizzati in svariati materiali. Una prima distinzione va fatta tra i vasi quadrati e quelli rotondi. I vasi quadrati sono utilizzati da vivaisti e collezionisti perché, a parità di volume rispetto ai vasi tondi, permettono &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/vasi-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Plastica, terracotta, quadrati o tondi? Come scegliere i vasi per i cactus e le succulente"</span></a></p>
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<p><strong>I vasi per la coltivazione di cactus e e piante grasse possono essere di infinite forme, colori, dimensioni, altezze e realizzati in svariati materiali. Una prima distinzione va fatta tra i vasi quadrati e quelli rotondi. I vasi quadrati sono utilizzati da vivaisti e collezionisti perché, a parità di volume rispetto ai vasi tondi, permettono di risparmiare notevolmente gli spazi. Al netto di questo la corretta scelta del vaso è di fondamentale importanza e ogni materiale ha i suoi pregi e i suoi difetti. Dunque: quali vasi usare per i cactus e le piante grasse?</strong></p>
<p>Di plastica o in terracotta? Rotondo, quadrato, basso o profondo? E ancora: meglio una sola pianta per vaso o più piante in un&#8217;unica cassetta o in un&#8217;ampia ciotola? A prima vista l&#8217;argomento può sembrare banale, ma <strong>la scelta del vaso corretto per la coltivazione di cactus e piante succulente ha un&#8217;innegabile incidenza sull&#8217;esito della coltivazione</strong>. La scelta del vaso, si può dire, è anzi strettamente connessa al tipo di coltivazione che adottiamo per le nostre piante (in casa, su un balcone, in serra, in piena aria, ecc.) e ai vari elementi che la caratterizzano, come annaffiature, tipo di substrato, esposizione, temperature, e molto altro ancora.</p>
<p>Vediamo allora in questo articolo, al netto di scelte prettamente estetiche e quindi personali, <strong>come scegliere i giusti contenitori per la coltivazione delle succulente, valutando pro e contro delle varie forme e dei vari materiali</strong> con cui sono realizzati i vasi reperibili in commercio. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Lo spazio non basta mai? Vasi quadrati e profondi per contenere l&#8217;invasione di piante grasse</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 12:08:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei principali problemi che, da appassionati di piante grasse, ci si trova prima o poi ad affrontare è quello dello spazio a disposizione. Che si tengano le piante in giardino, in terrazzo, su balconi o in serra, prima o poi – soprattutto se si semina – si finisce per occupare ogni angolo disponibile. E’ &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-vasi-quadrati/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Lo spazio non basta mai? Vasi quadrati e profondi per contenere l&#8217;invasione di piante grasse"</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Uno dei principali problemi che, da appassionati di piante grasse, ci si trova prima o poi ad affrontare è quello dello spazio a disposizione. Che si tengano le piante in giardino, in terrazzo, su balconi o in serra, prima o poi – soprattutto se si semina – si finisce per occupare ogni angolo disponibile. E’ inevitabile: ci sarà sempre quella pianta che ci affascina: in un vivaio, a una mostra-mercato, da un amico coltivatore…</span></p>
<p><span id="more-1512"></span></p>
<p><figure id="attachment_1519" aria-describedby="caption-attachment-1519" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/P1140165-copia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1519 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/P1140165-copia-150x150.jpg" alt="Alcune mie semine di Astrophytum myriostigma nudum" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1519" class="wp-caption-text">Alcune mie semine di Astrophytum myriostigma nudum (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L’esito è sempre quello: si finisce con l’ingegnarsi in tutti i modi pur di ricavare il posto per aggiungere nuovi arrivi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nemmeno la serra ci mette al riparo da questa evenienza. Prima o poi lo spazio sui bancali finirà, così come quello su mensole o su spiazzi esterni. <strong>Se, come nel mio caso, la semina è parte integrante di questa passione, lo spazio diventerà angusto ancora più velocemente</strong>. Con la semina infatti si possono ottenere decine di piante di una stessa specie, che moltiplicate per le specie ogni anno seminate finiranno con l’invadere serre, balconi e terrazze. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Questo anche perché <strong>cactus e succulente in generale crescono più velocemente di quanto comunemente si pensi</strong>. Una pianta da seme può letteralmente raddoppiare di volume nell’arco di un solo anno, se cresce correttamente. Ho semine di <em>Ferocactus</em>, <em>Astrophytum</em>, <em>Ancistrocactus</em>, <em>Echinocactus</em>, <em>Stenocereus</em>, <em>Mammillaria</em>, <em>Coryphantha</em>, <em>Gymnocalycium</em>, <em>Thelocactus</em>, talee di <em>Tephrocactus</em> e <em>Opuntia</em> che in due anni sono passate da vasetti da 5 centimetri a vasi da 8 o 9 centimetri. Questo non vale per tutte le specie, fortunatamente, perché ci sono parecchie piante a crescita relativamente lenta, come <em>Ariocarpus</em> e <em>Copiapoa</em>, e piante che anche da adulte avranno dimensioni contenute, come <em>Turbinicarpus</em>, <em>Epithelantha</em> e <em>Pelecyphora</em>, giusto per fare qualche esempio con specie che ho seminato.</span></p>
<h5>Salvare spazio</h5>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Ingegno a parte esistono trucchi o accorgimenti per salvare spazio e massimizzare quello offerto da bancali, mensole o balconi?</strong> A meno che non si scelga di rallentare forzatamente (e fino a un certo punto) la crescita delle piante evitando rinvasi frequenti, <strong>l’unica via di fuga è offerta dai vasi quadrati e da cassette quadrate in cui ripicchettare le semine</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/rinvasi-cactus-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Su pro e contro di vasi in plastica e vasi in cotto ho scritto in questo articolo specifico</strong></a>.</span></p>
<p><figure id="attachment_1521" aria-describedby="caption-attachment-1521" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Vasi-quadrati-sul-bancale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1521 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Vasi-quadrati-sul-bancale-150x150.jpg" alt="Vasi quadrati sul bancale" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1521" class="wp-caption-text">Vasi quadrati sul bancale (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">I vasi quadrati sono quelli normalmente utilizzati da appassionati e coltivatori di lungo corso. <strong>A parità di ingombro offrono un volume maggiore rispetto ai vasi tondi</strong>. La ragione è semplice: i vasi quadrati si possono facilmente avvicinare tra di loro riducendo gli “spazi morti” che lasciano inevitabilmente i vasi tondi (che uso ancora ma solo per alcune mie semine in esubero). Quegli angoli vuoti tra un vaso tondo e l’altro, in sostanza, possono essere riempiti di terriccio usando vasi quadrati. In questo modo le piante avranno più spazio per sviluppare l’apparato radicale e si potranno diradare maggiormente nel tempo i rinvasi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Stesso discorso per i semenzali: se tenuti in contenitori quadrati come cassette di polistirolo o plastica (ci sono quelle apposite per la semina, con fori di scolo, larghe e basse) avranno più terra a disposizione. Questo si tradurrà in uno sviluppo maggiore dell’apparato radicale con utilizzo di minore spazio rispetto a piccoli vasi tondi in cui ripicchettare le singole piantine. Con maggiore spazio e più terra a disposizione le giovani piante cresceranno più velocemente, questo è vero, ma saranno più in salute e potranno essere lasciate nei contenitori fino a che non arriveranno a sfiorarsi le une con le altre. A quel punto sarà necessario un rinvaso in vasi singoli (o in vasi più grandi diradando le piante) e… ci troveremo al punto di partenza, alla disperata ricerca di spazio.</span></p>
<p><figure id="attachment_1520" aria-describedby="caption-attachment-1520" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Cassetta-quadrata-con-semine-di-Ariocarpus.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1520 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Cassetta-quadrata-con-semine-di-Ariocarpus-150x150.jpg" alt="Cassetta quadrata con semine di Ariocarpus" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1520" class="wp-caption-text">Cassetta quadrata con semenzali di Ariocarpus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Un altro trucco è quello di ricorrere a vasi profondi</strong>. E’ vero che alcune specie, come <em>Echinocactus</em> e <em>Ferocactus</em>, gradiscono vasi ampi per poter allargare l’apparato radicale e tenere le radici distese anche a livello superficiale, ma molte altre, in particolare quelle con radice a fittone (un esempio su tutti: <em>Ariocarpus</em>) necessitano di profondità per crescere bene. Piante come <em>Ariocarpus</em>, alcune <em>Mammillaria</em>, alcune <em>Coryphantha</em>, diversi <em>Turbinicarpus</em>, alcuni <em>Gymnocalycium</em> e <em>Thelocactus</em> hanno radici napiformi (vale a dire a “carota”, a fittone, appunto) o comunque radici primarie larghe, spesse e lunghe. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per queste specie è bene usare vasi più alti che larghi ed le evitare ciotole, così da favorire lo sviluppo del fittone e aiutare il fusto della pianta a restare basso. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Vasi alti contengono maggiori quantità di terriccio e ci consentiranno, anche in questi casi, di diradare nel tempo i rinvasi salvaguardando spazio</strong>.</span></p>
<h5>I vasi quadrati</h5>
<p><figure id="attachment_1518" aria-describedby="caption-attachment-1518" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/P1140166-copia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1518 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/P1140166-copia-150x150.jpg" alt="Alcune mie semine di Astrophytum e talee di Tephrocactus" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1518" class="wp-caption-text">Alcune mie semine di Astrophytum e talee di Tephrocactus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>In commercio, da rivenditori specializzati, presso vivai di succulente o in rete, si trovano facilmente i classici vasi quadrati neri da coltivazione</strong>. In fatto di misure la scelta è ormai molto vasta e si va dal vaso da 5 centimetri di lato a quello da 14 centimetri. Si trovano anche vasi di profondità differenti: da quelli da 7 centimetri di lato e 8 di altezza a quelli da 7 centimetri di lato a 10 di altezza. Esistono anche vasi specifici per piante con radice napiforme: possono andare da 7 centimetri di lato per 14 di altezza a 11 centimetri di lato per 20 di altezza. Si tratta quindi di vasi stretti con una profondità pari al doppio della lunghezza dei lati. Tenendo conto del fatto che ovviamente vanno bene solo per alcune specie (anche dal punto di vista estetico, non sono il massimo per generi come <em>Echinopsis</em>, <em>Ferocactus</em>, <em>Echinocactus</em>, <em>Parodia, </em>ecc.), in molti casi il risparmio in termini di ingombro sarà notevole. Al tempo stesso, la pianta avrà a disposizione terra e volume in quantità.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Oltre ai tradizionali vasi neri, <strong>in commercio si trovano vasi quadrati color terracotta</strong>. In genere questa tipologia di vaso ha dimensioni maggiori rispetto al tradizionale vaso da coltivazione e può abbondantemente superare i venti centimetri di lato. L’altezza di questi vasi è di poco superiore alla lunghezza dei lati. Sono da preferire per specie globose che raggiungono grandi dimensioni, con radici tendenti ad allargarsi non troppo sotto la superficie piuttosto che a scendere in profondità, come i citati <em>Ferocactus</em>, <em>Echinocactus</em>, poi alcuni <em>Gymnocalycium</em> (il <em>saglionis</em>, che è il più grande di tutto il genere, ad esempio), <em>Notocactus/Parodia</em>, <em>Oroya</em>, <em>Lobivia</em>, <em>Matucana</em>, certe <em>Mammillaria</em>, molti <em>cereus</em> e piante pollonanti alla base come le <em>Echinopsis</em>.</span></p>
<p><figure id="attachment_1516" aria-describedby="caption-attachment-1516" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/IMG_20180120_161742.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1516 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/IMG_20180120_161742-150x150.jpg" alt="Il nuovo bancale con le mie semine" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1516" class="wp-caption-text">Il nuovo bancale con le mie semine (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per tutte queste piante, salvo i cereus e le colonnari in genere, <strong>vanno benissimo anche ciotole ampie e poco profonde che dal punto di vista estetico possono esaltare la forma globosa o accestita della pianta</strong>. Il prezzo da pagare è però il consumo di spazio: una volta affiancate tra di loro le ciotole lasceranno angoli vuoti inutilizzabili dalle piante. A quel punto non resterà che l’ingegno o la resa di fronte all’impossibilità di aggiungere nuovi esemplari!</span></p>
<h5>Qualche consiglio</h5>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Un ultimo accorgimento al quale si può ricorrere per contenere gli spazi è quello di concentrarsi su piante di &#8220;piccola taglia&#8221;</strong>. Se si coltivano cactus, in particolare, è possibile puntare su determinati generi i cui esemplari, per loro natura, anche da adulti rimarranno di dimensioni contenute. Qualche esempio: <em>Turbinicarpus</em>, <em>Epithelantha</em>, <em>Aztekium</em>, alcune <em>Mammillaria</em>, <em>Pelecyphora</em>, <em>Strombocactus</em>, alcuni <em>Gymnocalycium</em>, <em>Geohintonia</em>, <em>Escobaria</em>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nella foto in alto e in quella qui sopra,<strong> l’allestimento del nuovo bancale sul quale ho posizionato tutte le semine e gli esuberi di mie semine degli anni passati</strong>. Lo spazio a disposizione sembra tanto, ma conoscendo la velocità di crescita delle piante, tempo due anni e il nuovo bancale sarà quasi del tutto occupato…</span></p>
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<h5><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Link utili</span></h5>
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<li><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/rinvaso-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qualche trucco sui rinvasi</a></span></strong></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/spine-cactus-test/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Un esperimento per ottenere spine più forti</span></strong></a></li>
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</ul>
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		<title>Il rinvaso di cactus e succulente: in quale periodo farlo, come procedere e quali accorgimenti usare</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jan 2018 16:26:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come rinvasare i cactus e le piante grasse? Quando rinvasare le succulente? Come procedere e cosa fare subito dopo il rinvaso? Queste sono alcune delle domande più frequenti tra chi coltiva i cactus e le piante grasse. Il rinvaso, detto anche travaso, è infatti un elemento molto importante per la corretta crescita della pianta ed &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/rinvasi-cactus-succulente-rinvasare/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il rinvaso di cactus e succulente: in quale periodo farlo, come procedere e quali accorgimenti usare"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come rinvasare i cactus e le piante grasse? Quando rinvasare le succulente? Come procedere e cosa fare subito dopo il rinvaso?</strong> Queste sono alcune delle domande più frequenti tra chi coltiva i cactus e le piante grasse. <strong>Il rinvaso, detto anche travaso, è infatti un elemento molto importante per la corretta crescita della pianta ed è importante saper dare una risposta a tutti questi quesiti</strong>.</p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">C’è chi rinvasa, di principio, ogni anno e chi rinvasa all’occorrenza, quando una pianta mostra segni di sofferenza o quando il vaso è diventato troppo piccolo rispetto al fusto. Le ragioni alla base del rinvaso (o travaso, come si dice in alternativa) di un cactus o di una pianta grassa possono essere tantissime e ogni coltivatore ha le sue regole. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per quanto mi riguarda, non ho “scadenze fisse”: valuto pianta per pianta cercando di capire se sia necessaria nuova terra e più spazio. <strong>Rinvaso le mie succulente quando vedo che il vaso è ormai troppo piccolo, quando ritengo che la terra sia sfruttata o quando voglio far crescere più rapidamente determinati esemplari</strong>. Se è vero che molte piante vivono tranquillamente nello stesso contenitore per cinque o sei anni (in molti casi anche di più!), è altrettanto vero che rinvasi frequenti (diciamo una volta l’anno o ogni due anni) contribuiscono a velocizzare la crescita dei cactus, in particolare delle piante giovani e di generi che col tempo assumono dimensioni notevoli, come <em>Echinocactus</em> e <em>Ferocactus</em>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Rinvaso anche quando noto che un soggetto è bloccato da tempo e non cresce o non produce nuove spine</strong>. Questa può infatti essere la spia che qualcosa, a livello radicale, non va. Una pianta inchiodata o che nonostante le annaffiature non si rigonfia, o, ancora, una pianta che perde colorazione (manifestando ad esempio una carenza di magnesio che nemmeno la fertilizzazione è in grado di risolvere) può essere letteralmente salvata da un rinvaso accompagnato dalla pulizia delle radici e dall’apporto di nuova terra.</span></p>
<p>Vediamo allora in questo articolo <strong>in quale periodo è meglio rinvasare le piante grasse, quali vasi scegliere (quadrati, rotondi, di cotto o di plastica), come controllare le radici e come procedere in concreto</strong>. (&#8230;)</p>
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