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	<title>drenaggio Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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	<title>drenaggio Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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		<title>Argilla espansa e torba: sono davvero due materiali da evitare nella coltivazione delle piante grasse?</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 07:17:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un buon terriccio (o substrato) per cactus e piante grasse deve avere un&#8217;ottima capacità di drenaggio ed essere in grado di asciugare rapidamente, così da evitare ristagni e potenziali marciumi. Sulla composizione dei terricci per cactus e piante grasse in questa sezione del sito troverete moltissimi articoli. Qui ci concentriamo invece su due elementi in &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/argilla-espansa-torba/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Argilla espansa e torba: sono davvero due materiali da evitare nella coltivazione delle piante grasse?"</span></a></p>
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<p><strong>Un buon terriccio (o substrato) per cactus e piante grasse deve avere un&#8217;ottima capacità di drenaggio ed essere in grado di asciugare rapidamente, così da evitare ristagni e potenziali marciumi. Sulla composizione dei terricci per cactus e piante grasse in questa sezione del sito troverete moltissimi articoli. Qui ci concentriamo invece su due elementi in particolare: torba e argilla espansa.</strong></p>
<p>Odiati, bistrattati, guardati con disprezzo, spesso accuratamente evitati. <strong>Argilla espansa e torba sono due elementi molto contestati e avversati tra i coltivatori di piante succulente e di cactus in particolare</strong>. Al netto delle chiacchiere da Internet, si tratta davvero di due materiali che con la coltivazione di questa tipologia di piante andrebbero dimenticati? La questione resta aperta e ogni coltivatore ha le sue ragioni, ma un dato di fatto c&#8217;è: in Rete, per quanto riguarda argilla espansa e torba si dice davvero di tutto. <strong>Si dice soprattutto che trattengono eccessivamente l&#8217;umidità e per questo andrebbero banditi dalla coltivazione di cactus e piante grasse in generale</strong>. Si dice che favoriscano l&#8217;insorgenza del marciume, che non lasciano traspirare le radici e molto altro ancora. Perché allora moltissimi vivaisti seri (e con loro coltivatori esperti) ne fanno ancora largo uso? Semplicemente perché, come in tanti fattori della coltivazione, <strong>il punto non è tanto il materiale in sé, quanto il tipo di utilizzo che se ne fa</strong>.</p>
<p>In questo articolo <strong>vediamo allora di capire se davvero l&#8217;argilla espansa e la torba sono materiali così &#8220;pericolosi&#8221; per cactus e succulente</strong>, se e come possono essere utilizzati e quali sono i loro reali pro e contro. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Il Seramis, un materiale alternativo per la coltivazione di cactus e succulente: pregi e difetti</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 09:42:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora poco conosciuto e poco utilizzato, il seramis è un materiale eccellente anche nella coltivazione dei cactus e delle piante succulente. Si tratta di un inerte poroso che favorisce il drenaggio e che aiuta le piante a radicare rapidamente. Ma come utilizzare il seramis nella coltivazione delle piante grasse? In che quantità può essere usato &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/seramis-cactus-succulente/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il Seramis, un materiale alternativo per la coltivazione di cactus e succulente: pregi e difetti"</span></a></p>
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<p>Ancora poco conosciuto e poco utilizzato,<strong> il seramis è un materiale eccellente anche nella coltivazione dei cactus e delle piante succulente. Si tratta di un inerte poroso che favorisce il drenaggio e che aiuta le piante a radicare rapidamente. Ma come utilizzare il seramis nella coltivazione delle piante grasse? In che quantità può essere usato nella composizione dei vari substrati per cactus e succulente?</strong></p>
<p>Recentemente, sui canali social collegati al sito, ho pubblicato un breve video in cui rinvaso un <em>Astrophytum asterias</em> <strong>in un substrato composto unicamente da Seramis</strong>. A seguito di quel video in molti mi hanno chiesto informazioni su questo particolare materiale dal caratteristico colore arancione, in effetti poco utilizzato nella coltivazione delle succulente e non facilmente reperibile nei vivai di piccole dimensioni. <strong>Ho avuto modo di utilizzare il Seramis in passato nella coltivazione di alcuni cactus e la mia esperienza è stata decisamente positiva</strong> (sebbene, come inerte poroso, la pomice resti a mio avviso il materiale migliore in assoluto) ed è anche per questo che l&#8217;ho impiegato recentemente per l&#8217;<em>Astrophytum</em> oggetto del video (video che trovate anche alla fine di questo articolo). <strong>Il Seramis può dunque essere usato anche nella coltivazione dei cactus e delle piante grasse</strong>: si tratta di un buon materiale e ha proprietà non troppo dissimili da quelle della pomice. Può essere utilizzato in purezza, come ho fatto per il mio <em>Astrophytum</em>, quando si ha la necessità di favorire la radicazione, oppure <strong>può essere miscelato ad altri materiali come torba, pomice, sabbia, ghiaia, per realizzare degli ottimi substrati per le succulente</strong>.</p>
<p>Alla luce delle tante domande arrivate in queste settimane,<strong> vediamo allora nell&#8217;articolo che segue cosa è esattamente il Seramis, quali sono i pregi e i difetti di questo materiale e quale può essere il suo impiego con le succulente e, in particolare, con i cactus</strong>. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Un buon terriccio per cactus con materiali facilmente reperibili in ogni vivaio? Ecco come fare</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2022 09:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il terriccio, detto anche substrato, è uno degli elementi più importanti nella coltivazione dei cactus e delle piante grasse in generale. Un buon terriccio, sciolto e drenante, è la base di partenza per una corretta coltivazione, mentre un terriccio sbagliato può compromettere la crescita di cactus e succulente fino a farle marcire. Navigando in Internet &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terriccio-cactus-materiali-reperibili/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Un buon terriccio per cactus con materiali facilmente reperibili in ogni vivaio? Ecco come fare"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terriccio-cactus-materiali-reperibili/">Un buon terriccio per cactus con materiali facilmente reperibili in ogni vivaio? Ecco come fare</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il terriccio, detto anche substrato, è uno degli elementi più importanti nella coltivazione dei cactus e delle piante grasse in generale. Un buon terriccio, sciolto e drenante, è la base di partenza per una corretta coltivazione, mentre un terriccio sbagliato può compromettere la crescita di cactus e succulente fino a farle marcire.</strong></p>
<p>Navigando in Internet si può constatare come sia ormai facile trovare rivenditori di materiali per la coltivazione di piante. Questo vale anche nello specifico di cactus e piante succulente: online, dai vivaisti specializzati alle imprese che trattano unicamente materiali come terricci, vasi, etichette, ecc., è davvero semplice procurarsi tutto l&#8217;occorrente <strong>per la coltivazione delle piante grasse, come pomice, lapillo, torba, ghiaia, quarzite, zeolite, ecc.</strong>  Ma se non vogliamo comprare online? Se abbiamo bisogno di grandi quantitativi di materiale e la spedizione può arrivare solo fino a un certo peso? Se preferiamo provvedere direttamente acquistando il terriccio (ognuno può avere i suoi motivi per questa o quella scelta)?<strong> Ci affidiamo ai terricci pronti solitamente proposti da qualsiasi vivaio o garden ben fornito?</strong> O forse è meglio che provvediamo noi stessi, assemblando i vari materiali come torba, pomice, sabbia, fino a realizzare un substrato calibrato a misura delle nostre esigenze?</p>
<p><strong>In questo articolo e nel video finale vediamo come realizzare un corretto substrato da utilizzare con qualsiasi genere di cactus e, con opportuni correttivi, con le succulente in generale</strong>. Lo realizzeremo &#8211; ed è questo il senso di questo articolo &#8211; con materiali che ormai chiunque può reperire facilmente in qualsiasi città (&#8230;).</p>
<p><span id="more-9067"></span></p>
<h3>Il corretto terriccio per le piante grasse: introduzione</h3>
<figure id="attachment_454" aria-describedby="caption-attachment-454" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-454 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild-150x150.jpg" alt="Mammillaria sp." width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild.jpg 768w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-454" class="wp-caption-text">Mammillaria coltivata in modo spartano con uno strato di terra di campo in superficie (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Se c&#8217;è una caratteristica che qualsiasi substrato per cactus e piante succulente in generale deve avere è la <strong>capacità di drenare l&#8217;acqua e asciugare rapidamente</strong>. Questo è il punto di partenza, il fine al quale dobbiamo tendere se vogliamo realizzare un buon terriccio per le famiglie botaniche succulente. I materiali che possiamo usare sono virtualmente infiniti e possono variare anche in base al tipo di coltivazione che vogliamo perseguire: <a href="https://ilfioretralespine.it/come-coltivo-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>coltivazione spartana per ottenere piante simili a quelle in natura</strong></a>, coltivazione &#8220;spinta&#8221; per avere piante sempre rigonfie e dall&#8217;aspetto &#8220;immacolato&#8221;, coltivazione di &#8220;mantenimento&#8221;, ossia senza particolari finalità se non quella di far crescere adeguatamente la pianta, ecc.</p>
<p>Le combinazioni che possiamo realizzare con i vari materiali sono virtualmente infinite e, in linea teorica, potremmo tentare di preparare un substrato adatto a ogni singola specie che intendiamo coltivare, poiché ogni pianta ha le sue specifiche esigenze e anche tra i cactus ci sono le specie che vogliono più materiale organico, altre che vogliono terricci esclusivamente minerali, altre ancora che richiedono substrati calcarei e via discorrendo. Questo apre naturalmente le porte alla sperimentazione, che personalmente consiglio a chiunque abbia tempo, voglia e curiosità di testare vari substrati per capire quale sia la formula migliore per questa o quella pianta (ovviamente in combinazione con gli altri fattori di coltivazione, come acqua, esposizione, temperature&#8230;). </p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/category/esperimenti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui trovate gli articoli relativi ad alcune sperimentazioni che ho fatto nel corso degli anni</strong></a>.</p>
<h3>I materiali &#8220;comuni&#8221; con i quali realizzare il substrato</h3>
<p>Dopo questa lunga premessa, torniamo allo scopo di questo articolo, che altro non è se non quello di fornire indicazioni di base per realizzare un corretto terriccio per cactus e per piante succulente <strong>usando solo materiali facilmente reperibili</strong> in qualsiasi vivaio e in qualsiasi rivendita di materiali per edilizia. Sì, perché se è vero che oggi come oggi, online possiamo acquistare (ovviamente fino a determinati quantitativi), torba, quarzite, ghiaia, sabbia, gesso, pomice e lapillo di ogni colore e pezzatura, fino ai terricci appositamente realizzati per cactus o piante succulente, è altrettanto vero che buoni compromessi si possono raggiungere con materiali &#8220;comuni&#8221;, specie se non ci si vuole complicare troppo la vita.</p>
<figure id="attachment_556" aria-describedby="caption-attachment-556" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Marna-setacciata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-556 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Marna-setacciata-150x150.jpg" alt="Marna setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-556" class="wp-caption-text">Marna setacciata (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Un discorso a parte meritano la terra di campo e la marna</strong>. Per terra di campo si intende sostanzialmente l&#8217;argilla, che può essere più o meno calcarea, più o meno sabbiosa, più o meno ricca di nutrienti. Insomma, ne esistono infinite tipologie e la cosa migliore per sapere se quella terra di campo, miscelata ad inerti come ghiaia, pomice, sabbia, è adatta o meno ai cactus è sperimentarla per almeno un paio di anni.</p>
<p>Discorso simile per la marna, materiale che negli anni si è rivelato eccezionale per la coltivazione di diversi generi di cactus (se non conoscete la marna, <a href="https://ilfioretralespine.it/marna-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui trovate un articolo specifico</strong></a>). La marna è quasi impossibile da reperire in commercio e anche quando la si trova è bene fare attenzione, perché ne esistono di vari tipi e non tutti vanno bene per i cactus.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Per approfondire l&#8217;utilizzo di terra di campo e marna nei substrati per cactus, ecco un articolo specifico</strong></a>.</p>
<h3>Il terriccio classico per la coltivazione di cactus e succulente</h3>
<p>Una prima, valida opzione per chi non vuole complicarsi la vita, come ho scritto in più occasioni, è il <strong>tradizionale mix a base di lapillo, pomice e torba in parti uguali</strong>. Questo è di fatto il terriccio più diffuso nella coltivazione di cactus e succulente, soprattutto nei vivai specializzati. Si può dire che in linea di massima dà buoni risultati con tutti i cactus e che può andare benissimo anche per le succulente a foglia (ad es. <em>Crassula</em>, <em>Echeveria</em>, ecc.) semplicemente aggiungendo un po&#8217; di torba o humus di lombrico, così da rendere il substrato un po&#8217; più ricco sotto il profilo organico. Pomice e lapillo solitamente sono in pezzatura compresa tra 3 e 7 millimetri e questo tipo di substrato si trova facilmente online o da vivaisti specializzati. Purtroppo non lo si trova ancora in commercio in tutti i vivai o nei garden non specializzati in succulente.</p>
<p>Ed è qui che arriviamo al cuore dell&#8217;articolo, perché questo substrato, così come quello che descriverò subito subito dopo, può essere realizzato senza troppe difficoltà recuperando i materiali singolarmente in qualsiasi grande vivaio o garden center.</p>
<figure id="attachment_594" aria-describedby="caption-attachment-594" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/torba-setacciata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-594 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/torba-setacciata-150x150.jpg" alt="Torba bionda setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-594" class="wp-caption-text">Torba bionda setacciata (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Anzitutto <strong>la torba</strong>. Questa è la componente organica del substrato, vale a dire quella che contiene gli elementi nutritivi necessari alle piante. La maggior parte delle cactacee, in natura, vive in terreni poveri dal punto di vista organico ed è per questo che nei corretti substrati destinati a queste piante <strong>la torba non dovrà mai essere prevalente</strong>. Non solo: la torba trattiene a lungo l&#8217;umidità mentre alla base di un buon substrato per succulente, come abbiamo visto, c&#8217;è la capacità di drenare l&#8217;acqua e asciugare rapidamente. Per queste ragioni nei terricci destinati ai cactus sarà buona cosa non usare percentuali di torba superiori al 40%. Con alcune specie, in particolare quelle con radice a &#8220;fittone&#8221; (ad esempio <em>Ariocarpus</em>) il quantitativo di torba dovrà essere decisamente contenuto: al massimo un 20% sul totale. Nelle succulente a foglia, al contrario, sarà opportuno prevedere almeno un 50% di torba, dal momento che queste piante hanno bisogno di terricci più &#8220;ricchi&#8221; dal punto di vista organico e al tempo stesso necessitano di maggiori quantitativi di acqua rispetto alle cactacee (il loro substrato dovrà dunque restare umido un po&#8217; più a lungo per permettere alle radici di assorbire l&#8217;acqua necessaria).</p>
<p>La torba si può reperire in qualsiasi vivaio: di fatto, è il materiale che compone tutti i cosiddetti &#8220;<strong>terricci universali</strong>&#8220;, ossia destinati a qualsiasi tipologia di pianta. Al tempo stesso, la torba è alla base di tutti gli altri terricci confezionati che troviamo nei garden: da quelli per agrumi a quelli per piante ornamentali, manti erbosi, piante acidofile, aromatiche. Tutti questi terricci sono composti principalmente di torba (ve ne possono essere di diversi tipi, ma sempre di torba si tratta) e, a seconda dei casi, da piccole percentuali di sabbia oppure perlite o pomice. L&#8217;unico terriccio da non prendere in considerazione con le succulente è quello specifico per orchidee, che non contiene torba (o ne contiene in misura estremamente ridotta) ed è composto principalmente da corteccia.</p>
<p>Gli stessi <strong>terricci pronti per cactus e piante succulente</strong> altro non sono se non torba con un po&#8217; di sabbia, pomice o perlite. Da soli non vanno bene, diciamolo senza girarci troppo attorno. Possono però essere considerati al pari della torba o del terriccio universale, col vantaggio che conterranno già un po&#8217; di sabbia, perlite o pomice. Per il resto si può dire che un terriccio pronto vale l&#8217;altro: quello che conta è che sia di buona qualità, che la torba sia fine e non ricca di filamenti, corteccia, legnetti e altro. Se proprio vogliamo essere precisi e abbiamo possibilità di scelta, usiamo<strong> torba bionda di sfagno</strong>, che è leggermente acida e va benissimo per la maggior parte delle succulente.</p>
<p>In alternativa alla torba, dal momento che dal punto di vista della sostenibilità negli ultimi anni il consumo a livello globale di questo materiale è diventato eccessivo, si può usare l&#8217;<strong>humus di lombrico</strong>, anch&#8217;esso reperibile in tutti i vivai.</p>
<figure id="attachment_557" aria-describedby="caption-attachment-557" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Composta-standard.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-557 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Composta-standard-150x150.jpg" alt="Miscela standard (pomice lapillo torba)" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-557" class="wp-caption-text">Mix standard con pomice, lapillo e torba (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Gli altri due elementi del mix tradizionale sono pomice e lapillo. Si trovano entrambi nei garden ben forniti, con una sola &#8220;pecca&#8221;: la pezzatura è quasi sempre grossa, ossia attorno ai 10 millimetri. Se dovete rinvasare succulente di grandi dimensioni, nessun problema, ma se avete a che fare con piantine da collocare in vasetti da 5 o 7 centimetri le alternative sono due e richiedono entrambe pazienza: potete setacciare il materiale tenendo la parte più piccola oppure potete armarvi di martello (e ancora più pazienza) e rompere in pezzi più piccoli pomice e lapillo. Tra i due materiali, per quanto riguarda la mia esperienza, il migliore è la pomice, semplicemente perché asciuga più rapidamente.</p>
<p>Con questi tre elementi (terriccio universale, pomice, lapillo) possiamo già realizzare un substrato perfetto e molto diffuso nella coltivazione delle cactacee e delle succulente. Mischiate bene una parte di torba (<strong>come unità di misura potete usare la paletta</strong>) con una parte di pomice e una parte di lapillo e il substrato è pronto. Se è destinato a succulente a foglia, aggiungete al mix finale un paio di palette di torba; se intendete usarlo per cactacee &#8220;rognose&#8221;, molto sensibili all&#8217;umidità, riducete a metà il quantitativo di torba.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/travasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il classico mix per velocizzare la crescita delle succulente</strong></a>.</p>
<h3>Cactus e piante succulente: il substrato &#8220;semplice&#8221;</h3>
<p>Una valida alternativa al classico mix pomice/lapillo/torba, che peraltro si può trovare in vendita online o in grossi sacchi da alcuni vivaisti specializzati in succulente, è il terriccio che ho preparato nel video pubblicato qui sotto. Si tratta di un substrato ancora più semplice ma perfetto per quasi tutti i cactus e le piante succulente e al quale ricorro quando ho terminato le mie miscele specifiche.</p>
<p>Anche in questo caso il punto di partenza è la torba. Se il terriccio universale è di buona qualità non ci sarà bisogno di setacciarlo perché non avrà residui di corteccia, fibra di cocco, legnetti e altre &#8220;impurità&#8221;. Il terriccio universale di buona qualità, è utile ripeterlo, è in genere torba di due o tre tipologie già setacciata fine (e anche questo va benissimo perché saremo noi ad aggiungere la parte &#8220;grossolana&#8221; al composto) e addizionata con poca pomice o, più spesso, perlite.</p>
<figure id="attachment_595" aria-describedby="caption-attachment-595" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Sabbia-fine.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-595 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Sabbia-fine-150x150.jpg" alt="Sabbia fine" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-595" class="wp-caption-text">Sabbia fine (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>A una parte di torba aggiungiamo una parte di pomice e una mezza parte di sabbia fine e il substrato è pronto. La pomice che troviamo nei garden, come ho scritto, è in genere di grossa granulometria, ma all&#8217;occorrenza può essere setacciata o frantumata. La sabbia invece si trova facilmente dai <strong>rivenditori di materiali per l&#8217;edilizia</strong>. Attenzione: deve essere sabbia di fiume, meglio se silicea. Assolutamente da evitare la sabbia di mare. </p>
<p>In questo substrato, a una parte di torba e una parte di pomice aggiungo solo mezza parte di sabbia, come ho precisato. Questo perché <strong>la sabbia fine è molto utile solo se non in grandi quantitativi</strong>. Se dovessimo realizzare un terriccio a base di solo materiale fine (sabbia, torba pura o polvere di pomice, ad esempio), ne ricaveremmo un potenziale &#8220;killer&#8221; di succulente, perché dopo qualche annaffiatura il substrato si compatterebbe e resterebbe costantemente umido, portando le radici all&#8217;asfissia o al marciume. Fondamentale è dunque avere nel substrato sia una parte fine (utile alla radicazione) che una parte grossolana, in grado di rendere &#8220;incoerente&#8221;, &#8220;sciolto&#8221; il terriccio e aumentarne la capacità di drenaggio.</p>
<figure id="attachment_590" aria-describedby="caption-attachment-590" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Quarzite.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-590 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Quarzite-150x150.jpg" alt="Quarzite" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-590" class="wp-caption-text">Quarzite (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>A questa miscela possiamo apportare, all&#8217;occorrenza, piccole modifiche, come spiego nel video, così da renderla perfetta anche in casi specifici. Ad esempio, se dobbiamo rinvasare succulente a foglia oppure piante rustiche come gli <em>Echinopsis</em> o cactus epifiti come <em>Epiphyllum</em> o <a href="https://ilfioretralespine.it/schlumbergera/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Schlumbergera</em></strong></a> possiamo aumentare un po&#8217; il quantitativo di torba (è sufficiente aggiungerne un paio di palette alla fine e mischiare bene il tutto). Al contrario, se abbiamo a che fare con piante delicate, a crescita lenta e particolarmente sensibili ai ristagni come <em>Ariocarpus</em>, <em>Pelecyphora, Aztekium, Copiapoa</em> e altre ancora, potremo dimezzare il quantitativo di torba e aggiungere al substrato della ghiaia o della quarzite.</p>
<p>Anche questi ultimi sono materiali facilmente reperibili in qualsiasi città. La ghiaia (di granulometria tra i 3 e i 5 millimetri) si trova dai rivenditori di materiali edilizi, spesso mischiata alla sabbia. In questi casi con un po&#8217; di pazienza e un setaccio a maglie fini si farà passare il tutto per separare la sabbia dalla ghiaia e poterle così usare in dosaggi distinti.</p>
<p>La quarzite si trova invece <strong>nei negozi per acquari o presso i cosiddetti &#8220;pet store&#8221;</strong>, i negozi per gli animali da compagnia. Di quarzite ne esistono infinite tipologie: la si trova di varia grandezza e di qualsiasi colore. Assicuriamoci soltanto che non sia materiale &#8220;trattato&#8221; o in qualche modo colorato.</p>
<h3>Il video sulla realizzazione del terriccio per cactus</h3>
<p><iframe title="Creare la giusta terra per cactus partendo da materiali facilmente reperibili" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/8_vQCHihNwE?start=10&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>Link correlati</h3>
<ul>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><b>I substrati per cactus e piante succulente</b></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><b>Tutti i materiali che possiamo usare</b></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/marna-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><b>La marna: cos&#8217;è ed è davvero così utile?</b></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/travasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><b>Il classico mix pomice, lapillo e torba</b></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/vasi-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><b>Rinvasare: come scegliere il vaso adatto</b></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/annaffiare-cactus-piante-grasse/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Quanto, quando e come annaffiare le succulente</strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/category/esperimenti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Esperimenti di coltivazione</strong></a></li>
</ul>
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		<title>Plastica, terracotta, quadrati o tondi? Come scegliere i vasi per i cactus e le succulente</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 17:46:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I vasi per la coltivazione di cactus e e piante grasse possono essere di infinite forme, colori, dimensioni, altezze e realizzati in svariati materiali. Una prima distinzione va fatta tra i vasi quadrati e quelli rotondi. I vasi quadrati sono utilizzati da vivaisti e collezionisti perché, a parità di volume rispetto ai vasi tondi, permettono &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/vasi-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Plastica, terracotta, quadrati o tondi? Come scegliere i vasi per i cactus e le succulente"</span></a></p>
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<p><strong>I vasi per la coltivazione di cactus e e piante grasse possono essere di infinite forme, colori, dimensioni, altezze e realizzati in svariati materiali. Una prima distinzione va fatta tra i vasi quadrati e quelli rotondi. I vasi quadrati sono utilizzati da vivaisti e collezionisti perché, a parità di volume rispetto ai vasi tondi, permettono di risparmiare notevolmente gli spazi. Al netto di questo la corretta scelta del vaso è di fondamentale importanza e ogni materiale ha i suoi pregi e i suoi difetti. Dunque: quali vasi usare per i cactus e le piante grasse?</strong></p>
<p>Di plastica o in terracotta? Rotondo, quadrato, basso o profondo? E ancora: meglio una sola pianta per vaso o più piante in un&#8217;unica cassetta o in un&#8217;ampia ciotola? A prima vista l&#8217;argomento può sembrare banale, ma <strong>la scelta del vaso corretto per la coltivazione di cactus e piante succulente ha un&#8217;innegabile incidenza sull&#8217;esito della coltivazione</strong>. La scelta del vaso, si può dire, è anzi strettamente connessa al tipo di coltivazione che adottiamo per le nostre piante (in casa, su un balcone, in serra, in piena aria, ecc.) e ai vari elementi che la caratterizzano, come annaffiature, tipo di substrato, esposizione, temperature, e molto altro ancora.</p>
<p>Vediamo allora in questo articolo, al netto di scelte prettamente estetiche e quindi personali, <strong>come scegliere i giusti contenitori per la coltivazione delle succulente, valutando pro e contro delle varie forme e dei vari materiali</strong> con cui sono realizzati i vasi reperibili in commercio. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Come, quando e quanto bagnare le succulente? Scordatevi il contagocce, benvenuta la pioggia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 15:40:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come si annaffia un cactus o una pianta grassa? Ogni quanto innaffiare i cactus? Con quale acqua si bagnano i cactus e le piante succulente? Di quanta acqua hanno bisogno le piante grasse? E&#8217; meglio bagnare i cactus e le piante succulente dall&#8217;alto o dal basso? Il tema legato alle annaffiature (o innaffiature) delle piante &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/annaffiare-cactus-piante-grasse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Come, quando e quanto bagnare le succulente? Scordatevi il contagocce, benvenuta la pioggia"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come si annaffia un cactus o una pianta grassa? Ogni quanto innaffiare i cactus? Con quale acqua si bagnano i cactus e le piante succulente? Di quanta acqua hanno bisogno le piante grasse? E&#8217; meglio bagnare i cactus e le piante succulente dall&#8217;alto o dal basso? Il tema legato alle annaffiature (o innaffiature) delle piante grasse è tra i più importanti in assoluto nella coltivazione di queste piante ed è importante sapere come, quando e quanto bagnare per avere una crescita rigogliosa ed evitare i marciumi.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quello delle annaffiature (o innaffiature, sebbene il primo termine sia oggi di uso più comune) è tuttora uno dei temi più dibattuti tra chi si approccia alla coltivazione di cactus e piante grasse in generale. <strong>Quanta acqua vogliono i cactus? Quando vanno annaffiate le piante succulente? Ogni quanto vanno bagnate le piante grasse? </strong></span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: revert;">Quelle riportate in apertura sono solo alcune delle domande più ricorrenti – e sorvolo, per ovvi motivi, su un’altra domanda che ho sentito spesso porre: “Ma i cactus vanno annaffiati?”. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Come ogni essere vivente, le piante succulente hanno bisogno di acqua.</strong> Come, quanto e quando annaffiare dipende da molti fattori, come il periodo dell’anno, la zona in cui ci si trova (Nord o Sud Italia, ad esempio?), le temperature, l’umidità ambientale, i substrati che si utilizzano, la grandezza dei vasi, e altro ancora. Anche il metodo di annaffiatura è importante e <strong>c&#8217;è chi bagna cactus e succulente dall&#8217;alto, a pioggia, e chi le bagna dal basso</strong>, versando acqua nel sottovaso o in una bacinella. <strong>Fondamentale, infine, è la composizione del terriccio, o substrato, che dovrà essere drenante e in grado di asciugare in tempi brevi</strong>, dal momento che le piante succulente non tollerano assolutamente i ristagni idrici, che possono facilmente portare al marciume radicale.</span></p>
<p>Vediamo, in questo articolo, tutto quello che è opportuno sapere in relazione alle annaffiature delle succulente e dei cactus, così da avere piante sane ed evitare i marciumi. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-1323"></span></p>
<h3>Premesse generali sull&#8217;annaffiatura</h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Prima di entrare nel dettaglio delle annaffiature, assicuriamoci di accantonare definitivamente errate convinzioni retaggio di chissà quali esperienze al limite dell’assurdo. <strong>Ad esempio togliamoci dalla testa il fatto che cactus e piante succulente vanno bagnate col contagocce o annaffiate una volta ogni morte di Papa</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In natura, nelle zone subdesertiche dove vivono queste piante, piove eccome. Piove in modo spesso torrenziale e per giorni interi. Oppure piove ogni pomeriggio e le nuvole scaricano quantitativi di acqua impressionanti rispetto a quelli che siamo abituati a considerare in Europa. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per dirne una, in Messico, in moltissime zone (la Baja California è una di queste, come ho potuto sperimentare durante un viaggio), tra settembre e ottobre è tempo di violente piogge spesso accompagnate da cicloni e uragani. Dal mese di giugno a quello di settembre, sempre in molte zone subdesertiche del Messico, si registrano acquazzoni intensi con frequenza quotidiana, in particolare nel pomeriggio. Inoltre in natura le differenze tra le temperature notturne e quelle diurne possono essere tali da produrre abbondante rugiada nelle prime ore del mattino: anche questa è acqua che molti cactus sono in grado di assorbire per dissetarsi (non diversamente dalla nebbia che avvolge, in Cile, le <em>Copiapoa</em>).</span></p>
<p><figure id="attachment_1387" aria-describedby="caption-attachment-1387" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-texensis-allagato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1387 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-texensis-allagato-150x150.jpg" alt="Echinocactus texensis durante l'annaffiatura" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1387" class="wp-caption-text">Un mio Echinocactus texensis durante l&#8217;annaffiatura (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Dunque non ha senso dire <em>tout court</em> che i cactus vanno bagnati poco e a lunghi intervalli</strong>. I cactus, in stagione vegetativa – tra fine marzo e settembre/ottobre – bevono eccome. Alcune specie di generi come <em>Sclerocactus</em>, <em>Pediocactus</em>, <em>Escobaria</em>, <em>Opuntia</em>, bevono anche in quello che è il nostro inverno. Altre piante succulente – le africane ad esempio – possono avere il ciclo delle stagioni invertito, dal momento che mentre da noi è estate alle loro latitudini è inverno, pertanto andrebbero bagnate durante i nostri mesi invernali e lasciate in pace nei nostri mesi estivi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Questo per dire che, oltre ai fattori di coltivazione, vanno considerate anzitutto le condizioni di base che le piante hanno nel loro habitat. Detto questo, qualche paletto va fissato. Un po’ per convenzione, un po’ perché a dettare i tempi sono soprattutto le temperature, <strong>si può quindi dire che tendenzialmente le cactaceae e le succulente dell’emisfero Nord vanno annaffiate nel periodo compreso tra la fine di marzo e l’inizio di ottobre</strong> (meglio ancora, almeno al Nord Italia, <a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-inverno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>fermarsi a metà settembre per dare tempo alle piante di prepararsi all’inverno</strong></a>).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/coltivazione-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sulla coltivazione delle piante grasse in generale potete consultare questo articolo riassuntivo, con tutti i fattori determinanti per avere piante in salute</strong></a>.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Che tipo di acqua usare per i cactus e le piante grasse</span></h3>
<p><figure id="attachment_3038" aria-describedby="caption-attachment-3038" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-annaffiati.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3038 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-annaffiati-150x150.jpg" alt="Melocactus annaffiati" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3038" class="wp-caption-text">Melocactus durante l&#8217;annaffiatura a pioggia (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se la domanda fosse semplicemente: “qual è l’acqua migliore per i cactus?” la risposta sarebbe netta: quella piovana. Per chi coltiva in serra e ha la possibilità di raccogliere la pioggia in ampie cisterne il problema non si porrebbe nemmeno. <strong>L’acqua piovana è decisamente la migliore: ha un pH acido e non contiene calcare né sostanze chimiche come il cloro</strong>, per citarne una. Per le piante in generale, quindi non solo le succulente, è la soluzione ideale (oltre che la più naturale, in tutti i sensi). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Non sono solo le sue caratteristiche intrinseche a rendere l’acqua piovana la migliore in assoluto: è anche il tipo di annaffiatura determinato dalla pioggia a contribuire al risultato finale. Le piante esposte alla pioggia ricevono acqua in quantità variabile ma costante, goccia a goccia per un periodo di tempo che può andare da qualche minuto (nel caso di acquazzoni estivi) a qualche ora. Non solo: nel tragitto dalle nubi a terra <strong>l’acqua si arricchisce di ossigeno e anche questo ha un effetto benefico per le piante</strong>. Per rendersene conto è sufficiente provare a tenere due piante identiche e lasciarne una alla pioggia, tenendo l’altra al riparo e bagnandola con acqua del rubinetto. Tempo qualche settimana e le differenze tra le due piante saranno palesi: quella dissetata dalla pioggia sarà più rigogliosa, più pulita, più vitale. Più in salute, insomma.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L’alternativa alla pioggia – sia per chi ha una serra ma non può raccogliere l’acqua piovana perché serve un impianto apposito, sia per chi coltiva su balconi o terrazze – è l’acqua d&#8217;uso domestico. <strong>In campagna, come nel mio caso, c’è l’acqua del pozzo, in generale abbastanza calcarea e dunque, alla lunga, meno “buona” per le piante</strong>. Una soluzione, in questi casi, è quella di riempire annaffiatoi o barili con acqua di pozzo o da cisterna e lasciarla “decantare” per almeno 24 ore addizionandola con acido citrico o prodotti specifici (facilmente reperibili in commercio) in grado di acidificarla e portarne il pH ad un valore tra 6 e 6,5. Lasciando “decantare” l’acqua per una giornata, inoltre, il cloro potrà evaporare quasi del tutto, così come eventuali impurità o elementi “pesanti” potranno depositarsi sul fondo del contenitore.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In genere, per le mie piante in serra, faccio esattamente così: preparo l’acqua il giorno prima dell’annaffiatura lasciandola in due cisterne da 80 litri l’una aggiungendo il giusto quantitativo di acidificante per addolcirla, dal momento che nelle campagne l’acqua è in genere piuttosto calcarea. Dopo 24 ore annaffio le piante “a pioggia” con una pompa collegata al tubo che pesca l’acqua dai recipienti.  </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Moltissime piante (un po’ di tutto: da semine di cactus di tre anni fino a cactaceae adulte, ma anche <em>Agavi</em> e <em>Aloe</em>) <strong>le tengo all’aperto da fine marzo a tutto ottobre</strong>. Queste, inutile dirlo, prendono tutta l’acqua che il cielo manda giù. Se, come è capitato durante le ultime estati, per settimane non piove, provvedo io con l’acqua di pozzo lasciata decantare. In più di un’occasione, invece, le piante all’esterno hanno preso pioggia per diversi giorni di fila. Non è morta nessuna pianta, anche perché con l’aria aperta e il vento il terriccio asciuga molto rapidamente.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Come annaffiare le piante grasse e i cactus</span></h3>
<p><figure id="attachment_1339" aria-describedby="caption-attachment-1339" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Grusonii-al-giardino-esotico-di-Monaco.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1339 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Grusonii-al-giardino-esotico-di-Monaco-150x150.jpg" alt="Echinocactus Grusonii al Giardino Esotico di Monaco" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1339" class="wp-caption-text">Echinocactus Grusonii in piena terra al Giardino Esotico di Monaco (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Annaffio a pioggia, ossia dall’alto, bagnando sia le piante che il terriccio. Dal momento che uso substrati poveri o privi di torba, in molti casi prevalentemente minerali, <strong>bagno abbondantemente e in più passate, fino a sommergere le piante più piccole e a creare uno strato d’acqua in superficie</strong>. Non solo: di solito faccio almeno due o tre passate con la canna dell’acqua su ogni bancale, fino a vedere l’acqua sgrondare in abbondanza dai fori di scolo dei vasi. <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Con il terriccio che uso</strong></a>, nel giro di un giorno (se le giornate sono calde) la superficie di ogni vaso sarà del tutto asciutta e nel giro di quattro o cinque giorni sarà asciutto tutto il terriccio fino in profondità (anche perché le succulente, in stagione vegetativa, bevono velocemente e con avidità).</span></p>
<p><figure id="attachment_3037" aria-describedby="caption-attachment-3037" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Copiapoa-annaffiate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3037 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Copiapoa-annaffiate-150x150.jpg" alt="Copiapoa annaffiate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3037" class="wp-caption-text">Copiapoa durante l&#8217;annaffiatura: l&#8217;acqua si accumula sul primo strato argilloso (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se si utilizza terra di campo argillosa nei substrati, le annaffiature devono essere abbondanti ed è necessario ripassare più volte sulla stessa pianta perché <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>l’argilla, quando è asciutta, tende ad essere impermeabile</strong></a>. E’ necessario insistere, insomma, affinché l’acqua possa penetrare in profondità e bagnare bene il pane di terra. Non a caso, in natura è proprio così che avviene, con la pioggia che cade insistentemente per ore fino a penetrare lo strato superficiale dei campi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In passato, alle prime annaffiature dopo l’asciutta invernale, mi è capitato di notare che alcune piante non si rigonfiavano nonostante annaffiature che ritenevo abbondanti. Erano soprattutto piante in terra di campo e inerti. Una volta capito che l’argilla era troppo asciutta e compatta, ho cominciato a bagnare più frequentemente, ma soprattutto insistendo maggiormente su ogni pianta – sono arrivato, letteralmente, a sommergere di acqua le piante. Risultato? Dopo un paio di giorni si erano completamente riprese e avevano riacquistato volume: l’acqua era riuscita a penetrare in profondità e le cactaceae avevano finalmente bevuto a sufficienza.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Attenzione ad altri falsi miti, come quello che vorrebbe gli <em>Ariocarpus</em> delicatissimi, quasi refrattari all’acqua</strong>. Niente di più sbagliato: <a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-schede-piante/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>gli <em>Ariocarpus</em> in stagione vegetativa bevono tanto</strong></a> ed è solo questa errata credenza che ha indotto a pensare che queste piante non crescono mai. Con annaffiature abbondanti gli <em>Ariocarpus</em> velocizzano non poco la crescita (pur restando, questo è un dato di fatto, cactaceae relativamente lente nello sviluppo).</span></p>
<p><strong>Volete vedere come annaffio le mie piante?</strong> <a href="https://ilfioretralespine.it/bagnare-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Qui trovate un video realizzato da me in serra</b></a>. Se vi piace, iscrivetevi al canale <a href="https://www.youtube.com/channel/UCuaHz-ay5W6mN_YJBSNdNZA" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><em>Youtube </em>de <em>Il fiore tra le spine</em></strong></a>!</p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quando bagnare le succulente e con quale frequenza</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Le risposte a domande come “quando bagnare” e “con quale frequenza annaffiare” rischierebbero di essere infinite. Come detto in premessa, <strong>vanno considerate anzitutto le piante e la loro provenienza</strong> (un’E<em>chinopsis</em> e un <em>Lithops</em> hanno esigenze molto diverse, giusto per dirne una), poi i fattori di coltivazione, a partire dalla zona in cui coltiviamo. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Diciamo che in questo ambito è possibile adottare qualche convenzione. Per la maggior parte delle cactaceae e delle succulente non caudiciformi (ad esempio le <em>crassule</em>) il periodo delle annaffiature corrisponde con quello della stagione vegetativa. In Italia, da fine marzo a tutto settembre (anche ottobre e parte di novembre se siamo al Sud). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Io comincio ad annaffiare a fine marzo, se le giornate sono abbastanza calde, altrimenti aspetto l’inizio di aprile. Sospendo le annaffiature a metà settembre, anche se fa ancora caldo, per permettere alle piante di cominciare a perdere liquidi e prepararsi all’inverno. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Tra la fine di marzo e la prima metà di settembre annaffio con frequenze variabili, all’incirca ogni 15 giorni, intensificando all’occorrenza nei mesi più caldi</strong>, quando posso bagnare una volta ogni 8-10 giorni.<br />
</span></p>
<p><figure id="attachment_1344" aria-describedby="caption-attachment-1344" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/thelocactus-spaccato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1344 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/thelocactus-spaccato-150x150.jpg" alt="Thelocactus: spaccatura causata dal rigonfiamento troppo veloce" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1344" class="wp-caption-text">Thelocactus bicolor: spaccatura causata dal rigonfiamento troppo veloce (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Molto importante, dopo l’asciutta invernale, durante la quale le piante tendono a sgonfiarsi (in alcuni casi anche in modo notevole) è riprendere ad annaffiare gradualmente. <strong>Le prime due o tre annaffiature devono essere leggere</strong>, non abbondanti come in giugno o luglio. Le piante devono infatti riprendere a bere poco per volta perché se trovano acqua immediatamente disponibile in grande quantità la assorbono rapidamente con il <a href="https://ilfioretralespine.it/spaccature/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>rischio di rigonfiarsi talmente velocemente da spaccarsi</strong></a>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Mi è successo qualche volta. Ho avuto una <em>Frailea</em>, un <em>Thelocactus</em> e alcuni <em>Ferocactus</em> che dopo le prime due annaffiature si sono rigonfiati subito, col risultato che il fusto si è spaccato. Le piante non sono morte ma hanno corso un bel rischio perché il tessuto interno, se esposto, può essere facilmente aggredito da batteri che poi vanno a innescare marciumi (senza contare il danno estetico di una pianta con una costa letteralmente bucata).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Per quanto riguarda la frequenza delle bagnature, può essere utile la vecchia regola: nel dubbio, annaffiare solo se il terriccio è ben asciutto</strong>. Lo vediamo dallo strato superficiale: se premendo con il dito sentiamo umido, meglio aspettare. Questa è una regola base fondata sul buonsenso – difficile che un cactus muoia di sete, mentre è molto più facile che possa marcire per un eccesso di acqua, specie se in un terriccio molto organico –; sarà poi l’esperienza a dirci quando dare acqua alle nostre piante. A me, ad esempio, basta toccare il fusto o soppesare il vaso per capire se la pianta ha sete e se il terriccio è ancora bagnato o meno.</span></p>
<p><figure id="attachment_3040" aria-describedby="caption-attachment-3040" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-spine-bagnate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3040 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/09/Melocactus-spine-bagnate-150x150.jpg" alt="Melocactus: particolare delle spine bagnate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3040" class="wp-caption-text">Melocactus: particolare delle spine bagnate (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Un trattamento di riguardo lo riservo per le mie semine di cactaceae di almeno un anno e per le poche piante grasse a foglia che tengo (<em>crassule</em>, <em>echeverie</em> ecc.): per queste la frequenza delle annaffiature è maggiore rispetto alle cactaceae in genere. Le piante a foglia tendono ovviamente a disperdere acqua più facilmente rispetto ai cactus, mentre le semine hanno voglia di crescere e per sostenerle vanno bagnate con maggiore frequenza rispetto alle piante adulte. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In agosto, di solito, sospendo le annaffiature per i cactus (non per le semine e non per le piante grasse in generale). <strong>Le cactaceae, nei mesi più caldi, tendono ad andare in “estivazione”, ossia rallentano la crescita e in alcuni casi la bloccano</strong> per ripartire non appena le temperature tornano a livelli tollerabili (in agosto nella serra completamente aperta lungo i lati da 10 metri arrivo anche a superare i 40 gradi).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-estate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Qui un approfondimento sul fenomeno dell&#8217;estivazione</strong></a>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per le piante che tengo all’aperto in stagione vegetativa, come ho scritto sopra, lascio fare alla natura. Possono prendere acqua per giorni di fila oppure restare intere settimane all’asciutto. Se la siccità si prolunga provvedo con annaffiature extra. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Riguardo agli orari</strong> in cui è meglio bagnare le piante, <strong>senz’altro è preferibile la mattina presto, prima che il sole cominci a far salire le temperature, o nel tardo pomeriggio</strong>. Meglio ancora la sera, così le piante avranno a disposizione tutta la notte – tendenzialmente con temperature inferiori rispetto al giorno – per assorbire l’acqua prima che questa evapori nella porzione superficiale del vaso.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/rinvasi-cactus-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sicuramente da evitare è l&#8217;annaffiatura subito dopo un rinvaso</strong></a>: le radici potrebbero essere state lesionate durante l&#8217;operazione ed è bene aspettare almeno una decina di giorni prima di bagnare il terriccio, per permettere all&#8217;apparato radicale di rimarginare le sue &#8220;ferite&#8221; e scongiurare il rischio di marciumi che la terra bagnata potrebbe innescare.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nebulizzazioni: sono utili o se ne può fare a meno?</span></h3>
<p><figure id="attachment_1341" aria-describedby="caption-attachment-1341" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ferocactus-spine-bagnate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1341 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ferocactus-spine-bagnate-150x150.jpg" alt="Ferocactus, particolare delle spine bagnate" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1341" class="wp-caption-text">Ferocactus, particolare delle spine bagnate (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">C’è chi consiglia di nebulizzare spesso le succulente. <strong>Personalmente non lo trovo utile</strong>. L’ho fatto per anni, all’inizio, poi ho visto che non ne ricavo alcun beneficio per le piante. Anche a nebulizzarle abbondantemente, in pochi minuti asciugano completamente e sinceramente non vedo l’utilità di perdere tempo per bagnare il fusto di cactus e succulente. Le uniche nebulizzazioni utili, a mio avviso, sono quelle con acqua addizionata con fungicidi o acaricidi. Nel corso degli anni, dal momento che con il regime di coltivazione e con i terricci che uso ho irrobustito le piante, ho ridotto parecchio anche questi trattamenti e attualmente passo il rameico una volta in primavera e una in autunno, prima dell’asciutta, e un acaricida un paio di volte durante la stagione di crescita.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La concimazione dei cactus e delle piante grasse</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Tratto la fertilizzazione in <a href="https://ilfioretralespine.it/concimazione-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>un post specifico, a questo link</strong></a>. Basti qui ricordare che <strong>cactus e piante grasse devono essere fertilizzate con prodotti specifici a basso tenore di azoto</strong> e non generici, ad esempio per piante ornamentali o per l’orto. I concimi per succulente sono a base di azoto (N), fosforo (P), potassio (K) ai quali si aggiungono vari microelementi. Per le piante grasse in generale è bene che il rapporto tra i tre elementi principali, N-P-K, sia nell’ordine di 5-15-30 (un’altra formulazione di base usata è 1 di azoto, 2 di fosforo e 4 di potassio). Concimi, in buona sostanza, poco azotati e con alte percentuali di fosforo e potassio.</span></p>
<h3><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Annaffiature e rinvasi delle succulente: come comportarsi</span></h3>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Attenzione: <strong>le piante grasse appena rinvasate non vanno mai annaffiate</strong>. E&#8217; bene aspettare almeno una decina di giorni dal rinvaso prima di bagnare il terriccio. Le piante rinvasate possono essere nebulizzate per far assestare il terriccio in superficie, soprattutto nei casi di ricostruzione dell&#8217;habitat, ma per bagnare la terra in profondità e meglio non avere fretta.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/category/rinvasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Da questo link arrivate direttamente alla sezione del sito con tutti gli articoli dedicati ai rinvasi</strong></a>.</span></p>
<h3>Fino a quando si possono annaffiare le piante grasse?</h3>
<p>In inverno la maggior parte dei cactus e delle succulente deve restare in luogo freddo e protetto. Le annaffiature, nei mesi freddi, vanno del tutto sospese. Per approfondire questo aspetto della coltivazione e sapere fino a quando è opportuno bagnare le cactacee potete consultare <a href="https://ilfioretralespine.it/innaffiare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo articolo specifico</strong></a>.</p>
<p><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"> <strong>ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER</strong> </span> &#8211; Se vuoi ricevere la newsletter gratuita ogni volta che viene pubblicato un nuovo contenuto, <a href="https://ilfioretralespine.it/iscriviti-alla-newsletter/" target="_blank" rel="noopener"><strong>compila i campi che trovi a questo link!</strong></a></span></p>
<h3>Video: come annaffio i miei cactus e le mie succulente</h3>
<p>In questo video potete vedere esattamente come annaffio le mie piante, tenendo conto che le coltivo in una serra (e non su un balcone):</p>
<p><iframe title="Annaffiare (bagnare) cactus e piante succulente" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/l4evhdStWdI?start=17&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>Link ad articoli correlati</h3>
<ul>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/concimazione-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Fertilizzazione/concimazione</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/category/irrigazione-bagnare/"><strong>Tutti gli articoli sull&#8217;irrigazione</strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-sole-diretto-luce/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Esposizione, luce e aria</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/malattie-e-parassiti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Malattie e parassiti</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/far-fiorire-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Far fiorire i cactus</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/coltivazione-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Tutto sulla coltivazione</span></strong></a></li>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-temperature/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Temperature</span></strong></a></li>
<li><strong><a href="https://ilfioretralespine.it/seminare-cactus-e-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La semina</span></a></strong></li>
</ul>
<p><span style="color: #993300;"><em><strong>© I testi, i video, le foto e le elaborazioni grafiche del sito &#8220;Il fiore tra le spine&#8221; costituiscono materiale originale e sono coperti da diritto d&#8217;autore. </strong></em></span><span style="color: #993300;"><em><strong>Ne è vietata la riproduzione con qualsiasi modalità.</strong></em></span></p>
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		<title>Terra, terriccio, composta, mix: in altre parole, il substrato per cactus e succulente</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Dec 2017 18:21:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Torba, pomice, lapillo, sabbia, quarzite, ghiaia, zeolite, akadama, terra di campo sono tutti materiali idonei alla realizzazione di un buon substrato per la coltivazione di cactus e piante grasse in generale. Esistono però infinite possibilità per arrivare alla realizzazione di un substrato ottimale per le piante grasse: è quello che vedremo in dettaglio in questo &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-cactus-substrati/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Terra, terriccio, composta, mix: in altre parole, il substrato per cactus e succulente"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Torba, pomice, lapillo, sabbia, quarzite, ghiaia, zeolite, akadama, terra di campo sono tutti materiali idonei alla realizzazione di un buon substrato per la coltivazione di cactus e piante grasse in generale. Esistono però infinite possibilità per arrivare alla realizzazione di un substrato ottimale per le piante grasse: è quello che vedremo in dettaglio in questo articolo, rispondendo così ad alcune delle domande più frequenti nella coltivazione di queste piante, ossia &#8220;quale è il terriccio giusto per i cactus?&#8221;, &#8220;come si realizza il substrato ideale per le piante grasse?&#8221;, &#8220;quale terriccio per i cactus&#8221;, &#8220;di quali substrati hanno bisogno i cactus?&#8221;.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sarò <em>tranchant</em>, ma voglio sgombrare subito il campo da equivoci e falsi miti: la terra giusta per i cactus non esiste. <strong>Esistono tanti tipi di terricci (o composte, substrati, miscele, la sostanza non cambia) e ci sono generi che prediligono determinate sostanze e altri che ne richiedono altre ancora</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Stabilito questo e depennata una delle prime <em>Faq</em> (Frequently Asked Questions) del cactofilo alle prime armi – «Quale è la terra migliore per i miei cactus? – si può dire che da una parte ci sono <strong>le caratteristiche che un buon terriccio per cactus deve necessariamente avere, ossia una buona capacità di drenaggio e una bassa percentuale di materiale organico</strong> (ad esempio torba o humus di lombrico); dall’altra le esigenze delle singole piante, che possono variare sensibilmente da genere a genere e da famiglia a famiglia (le esigenze in fatto di terriccio di un <strong>cactus,</strong> ad esempio, possono essere molto diverse rispetto a quelle di una Crassula o di un&#8217;Agave). </span></p>
<p>Vediamo in questo articolo<strong> quali sono i migliori substrati per la coltivazione di cactus e piante grasse</strong> sulla base della mia esperienza e a seguito di prove e sperimentazioni con varie miscele nel corso degli anni. <strong>Nell&#8217;articolo vengono descritti nel dettaglio i vari substrati con le percentuali e i dosaggi dei singoli materiali</strong> (come pomice, torba, lapillo, sabbia, perlite, ecc.) che dovranno essere assemblati per arrivare al terriccio finale. (&#8230;)</p>
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