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	<title>gesso Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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	<title>gesso Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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		<title>Il gesso agricolo nella coltivazione dei cactus: un alleato prezioso, soprattutto per alcune specie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Feb 2024 09:28:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il gesso agricolo è utile come substrato per i cactus e per le piante grasse? Può essere usato in aggiunta al substrato? Con quali specie dà i migliori risultati? Il gesso agricolo è un ammendante molto impiegato in agricoltura. Nella coltivazione dei cactus può essere usato in bassi dosaggi come ammendante da aggiungere ai tradizionali &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/gesso-coltivazione-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il gesso agricolo nella coltivazione dei cactus: un alleato prezioso, soprattutto per alcune specie"</span></a></p>
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<p></p>
<p><strong>Il gesso agricolo è utile come substrato per i cactus e per le piante grasse? Può essere usato in aggiunta al substrato? Con quali specie dà i migliori risultati? Il gesso agricolo è un ammendante molto impiegato in agricoltura.</strong> <strong>Nella coltivazione dei cactus può essere usato in bassi dosaggi come ammendante da aggiungere ai tradizionali terricci, ma con alcune specie può essere usato anche in quantitativi significativi. E&#8217; il caso di quei cactus che in natura crescono su terreni gessosi e che quindi richiedono la presenza di questo materiale per una corretta crescita.</strong></p>
<p>Per correttezza premetto che non ho particolari conoscenze di geologia o di agronomia, pertanto quanto riporto in questo articolo deriva dal cosiddetto &#8220;metodo sperimentale&#8221;. <strong>Uso il gesso agricolo da diversi anni</strong>. L&#8217;ho testato su cactus che in natura vivono in terreni gessosi &#8211; vedremo poi di quali specie si tratta &#8211; e, a titolo per l&#8217;appunto sperimentale l&#8217;ho usato come ammendante nel substrato di molte altre specie di cactus. Con alcune specie, in particolare, ho effettuato alcuni test comparando la crescita di piante da identica semina coltivate in terricci diversi, alcuni dei quali contenenti questo ammendante.<strong> In tutti questi test ho riscontrato esiti decisamente positivi, in alcuni casi sorprendenti. Questo non significa che il gesso vada bene per tutte le succulente, ma senza dubbio dimostra che con molte specie si tratta di un materiale ottimo, in grado di fornire alla pianta elementi utili e al tempo stesso &#8220;correggere&#8221; il substrato rendendolo migliore</strong>. Anche di questi test troverete i link nell&#8217;articolo che segue. <strong>Dunque, in estrema sintesi, il gesso agricolo (detto anche gesso naturale) è utile per la coltivazione dei cactus? La risposta in linea di massima è sì, ma molto dipende dalla specie e dal quantitativo di gesso che si aggiunge al  terriccio</strong>. Non ho mai provato, ad esempio, la coltivazione di un cactus in solo gesso perché credo che (fatta salva qualche specie) potrebbe compromettere lo sviluppo della pianta. <strong>Un&#8217;altra cosa fondamentale quando si parla di gesso è distinguere il cosiddetto gesso agricolo dal comune gesso reperibile in commercio e destinato ad esempio alla realizzazione di calchi o alla realizzazione dei comuni gessi per lavagna</strong>. Quest&#8217;ultimo non è consigliabile come ammendante: quello che interessa ai coltivatori di piante è esclusivamente il gesso agricolo, reperibile presso consorzi agrari o presso rivenditori specializzati in materiali e accessori per la coltivazione delle piante.</p>
<p><strong>Nell&#8217;articolo che segue vediamo allora cosa si intende per gesso agricolo, come può essere usato, in quali dosaggi può essere miscelato al substrato per cactus e piante succulente e soprattutto con quali specie funziona egregiamente</strong>. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Quanto conta la terra nella coltivazione dei cactus? Dopo 3 anni i risultati di un test su sei Mammillaria</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 09:46:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche in questo caso, così come in quello del test sugli Echinocactus texensis (trovate il resoconto a questo link) il risultato mi ha stupito e la terra, o meglio il substrato &#8220;sperimentale&#8221; ha avuto la meglio. E ancora una volta i risultati meno soddisfacenti arrivano dal terriccio &#8220;tradizionale&#8221;, a ulteriore conferma che con i cactus &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terra-coltivazione-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Quanto conta la terra nella coltivazione dei cactus? Dopo 3 anni i risultati di un test su sei Mammillaria"</span></a></p>
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<p></p>
<p>Anche in questo caso, così come in quello del test sugli <em>Echinocactus texensis</em> (<a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-gesso/" target="_blank" rel="noopener"><strong>trovate il resoconto a questo link</strong></a>) il risultato mi ha stupito e la terra, o meglio il substrato &#8220;sperimentale&#8221; ha avuto la meglio. E ancora una volta i risultati meno soddisfacenti arrivano dal terriccio &#8220;tradizionale&#8221;, a ulteriore conferma che con i cactus la sperimentazione &#8211; in particolare sui terricci &#8211; ha molto da insegnare e quasi sempre restituisce risultati difficilmente prevedibili. Oggetto di questo esperimento che ho avviato tre anni fa sono sei <em>Mammillaria hahniana</em>. Piante comuni ma molto belle, che hanno trascorso questi ultimi tre anni in tre tipologie di substrato molto diverse tra di loro. Le piante, come sempre in questi esperimenti, arrivavano da una identica semina e partivano, in sostanza, &#8220;alla pari&#8221;. Col tempo gli effetti dei diversi substrati sulla crescita delle piante si sono manifestati e oggi la comparazione rende subito l&#8217;idea di quale terriccio abbia lavorato meglio.</p>
<p>Vediamo in dettaglio in cosa è consistito l&#8217;esperimento e soprattutto vediamo come si presentavano le piante tre anni fa e oggi (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Cactus identici in diversi substrati: risultati straordinari di un mio test e la sorpresa del gesso naturale</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2023 17:21:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il substrato influisce notevolmente sulla crescita di qualsiasi pianta e cactacee e succulente non fanno eccezione. Per i cactus si possono preparare moltissimi terricci usando svariati materiali. La caratteristica fondamentale è che il substrato per cactus e piante grasse sia povero dal punto di vista organico, ricco di inerti (pomice, lapillo, ghiaia, ecc.), sciolto, molto &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-gesso/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Cactus identici in diversi substrati: risultati straordinari di un mio test e la sorpresa del gesso naturale"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-gesso/">Cactus identici in diversi substrati: risultati straordinari di un mio test e la sorpresa del gesso naturale</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p></p>
<p>Il substrato influisce notevolmente sulla crescita di qualsiasi pianta e cactacee e succulente non fanno eccezione. <strong>Per i cactus si possono preparare moltissimi terricci usando svariati materiali. La caratteristica fondamentale è che il substrato per cactus e piante grasse sia povero dal punto di vista organico, ricco di inerti (pomice, lapillo, ghiaia, ecc.), sciolto, molto drenante e in grado di asciugare nell&#8217;arco di pochi giorni</strong>. Tra i molti materiali che possono essere usati per creare un buon terriccio per cactus c&#8217;è anche il gesso agricolo, detto anche gesso naturale, un ammendante molto efficace che può funzionare egregiamente con molti generi di cactacee.</p>
<p>A chi si domanda fino a che punto il substrato influisca sulla crescita delle cactacee; a chi si chiede se il <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>gesso naturale</strong></a> (detto anche gesso agricolo) può essere utile nella formazione di spine robuste, tornerà senz&#8217;altro utile questo articolo. Articolo che altro non è se non l&#8217;aggiornamento di un piccolo esperimento – uno dei tanti che faccio con le mie piante – che ho iniziato nel luglio del 2020 e che ha dato esiti sorprendenti, stupendo me per primo. Sì, perché sebbene il campione di prova sia limitato (in tutto sei piante) e i risultati siano pertanto da considerare indicativi e tutt&#8217;altro che assoluti, devo confessare che non mi attendevo un simile riscontro a poco più di due anni e mezzo dall&#8217;avvio di questo test. <strong>Che i substrati possano letteralmente fare la differenza nella crescita delle cactacee è noto e che il gesso naturale (quantomeno con alcune specie) sia un elemento eccezionale è risaputo</strong>, ma è con la prova diretta, con il metodo sperimentale che possiamo realmente apprezzare l&#8217;incidenza del terriccio nella crescita delle nostre succulente.</p>
<p>In questo articolo entriamo dunque nel dettaglio dell&#8217;esperimento e vediamo a distanza di oltre due anni e mezzo i risultati, a mio avviso notevoli, che ho ottenuto. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Dopo un anno di coltivazione, i primi risultati del test su sei Mammillaria in tre terricci diversi</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2021 08:39:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La vera incognita è rappresentata dalle due Mammillaria nel mix inedito, molto ricco dal punto di vista organico. Vedremo col tempo come sarà influenzata la loro crescita da questo substrato. Con questa considerazione, esattamente un anno fa, ho concluso il mio articolo su uno degli esperimenti che di tanto in tanto faccio su cactus e &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-terra-risultati-test/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Dopo un anno di coltivazione, i primi risultati del test su sei Mammillaria in tre terricci diversi"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-terra-risultati-test/">Dopo un anno di coltivazione, i primi risultati del test su sei Mammillaria in tre terricci diversi</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p><em>La vera incognita è rappresentata dalle due Mammillaria nel mix inedito, molto ricco dal punto di vista organico. Vedremo col tempo come sarà influenzata la loro crescita da questo substrato</em>. Con questa considerazione, esattamente un anno fa, ho concluso il mio articolo su uno degli esperimenti che di tanto in tanto faccio su cactus e succulente. Nel caso specifico si trattava di un test con tre diversi substrati, di fatto tre tipi di &#8220;terra&#8221;, nei quali ho rinvasato sei <em>Mammillaria hahniana</em> ottenute da un&#8217;unica semina.</p>
<p>Dopo il primo anno di coltivazione, ecco come sta andando l&#8217;esperimento ed ecco alcune prime considerazioni. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Rinvasare cactus: un esperimento con substrati diversi per capire come il terriccio influenza la crescita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2020 16:18:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I fattori fondamentali per la crescita di una pianta sono moltissimi: dall&#8217;esposizione, alle annaffiature; dalle fertilizzazioni alle temperature. Tra questi fattori, uno dei più importanti &#8211; quantomeno per cactus e piante succulente &#8211; è il substrato. Il terriccio ideale per i cactus deve avere almeno due proprietà: essere drenante e asciugare rapidamente. (&#8230;) Le possibilità &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/rinvasare-cactus-esperimento/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Rinvasare cactus: un esperimento con substrati diversi per capire come il terriccio influenza la crescita"</span></a></p>
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<p>I fattori fondamentali per la crescita di una pianta sono moltissimi: dall&#8217;esposizione, alle annaffiature; dalle fertilizzazioni alle temperature. Tra questi fattori, uno dei più importanti &#8211; quantomeno per cactus e piante succulente &#8211; è il substrato. Il terriccio ideale per i cactus deve avere almeno due proprietà: essere drenante e asciugare rapidamente. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-7140"></span></p>
<p>Le possibilità per realizzare il terriccio idoneo alla coltivazione di cactus e succulente sono infinite, come potete leggere negli <a href="https://ilfioretralespine.it/category/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>articoli dell&#8217;apposita sezione di questo sito</strong></a>. I materiali con i quali possiamo realizzare un substrato, d&#8217;altra parte, sono moltissimi: torba, pomice, lapillo, terra di campo, sabbia, ghiaia, ecc. Allo stesso modo, è importante ricordare che i vari &#8220;ingredienti&#8221; possono essere miscelati tra di loro in moltissimi modi: ad esempio, privilegiando i cosiddetti &#8220;inerti&#8221; rispetto alla componente organica, oppure gli elementi grossolani alla parte fine, e via discorrendo. </p>
<p>Se volete approfondire la conoscenza dei vari materiali che si possono usare per ottenere i substrati adatti alla coltivazione delle succulente potete leggere <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo articolo specifico</strong></a>.</p>
<h5>L&#8217;esperimento</h5>
<p>In questo specifico caso, tuttavia, ho scelto, a titolo di esperimento, di rinvasare alcune piante ottenute dalla stessa semina (<em>Echinocactus texensis</em>) in tre tipi di terriccio, così da poter valutare come le varie composizioni dei substrati influenzano la crescita delle piante. Naturalmente, per poter ottenere i primi risultati servirà tempo, anche se le prime differenze nella crescita (più che altro nel ritmo di crescita) si potranno apprezzare già dopo il primo anno dal rinvaso.</p>
<p>Sui rinvasi potete consultare gli articoli contenuti nella sezione del sito raggiungibile <a href="https://ilfioretralespine.it/category/rinvasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>cliccando qui</strong></a>. Se invece volete saperne di più sulla specie <em>texensis</em> del genere <em>Echinocactus</em>, potete leggere <a href="https://ilfioretralespine.it/echinocactus-homalocephala-texensis/" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo articolo specifico</strong></a>.</p>
<h5>Il video</h5>
<p>Ed ecco il video dell&#8217;esperimento con i diversi tipi di substrato e la descrizione dei materiali usati:</p>
<p><iframe title="Rinvaso di cactus: test di vari terricci con sei Echinocactus texensis ottenuti da identica semina." width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/077VgM38YiA?start=28&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<h5>I risultati a quasi tre anni di distanza</h5>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-gesso/" target="_blank" rel="noopener"><strong>A questo link trovate l&#8217;articolo con le foto e la descrizione dell&#8217;andamento dell&#8217;esperimento a tre anni di distanza</strong></a>. I risultati sono inaspettati e notevoli!</p>
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		<title>Sei cactus uguali in tre terricci diversi: un test di coltivazione con Mammillaria hahniana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2020 11:55:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella coltivazione dei cactus, un po&#8217; come con tante altre passioni nella vita, si possono avere due approcci: un approccio &#8220;statico&#8221;, diciamo &#8220;contemplativo&#8221; e &#8220;collezionistico&#8221;, e un approccio &#8220;dinamico&#8221;, sperimentale e ispirato ad una sempre maggiore comprensione di queste piante. In questo secondo approccio (che è quello che ispira da anni questa mia passione) si &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-mammillaria-hahniana/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Sei cactus uguali in tre terricci diversi: un test di coltivazione con Mammillaria hahniana"</span></a></p>
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<p>Nella coltivazione dei cactus, un po&#8217; come con tante altre passioni nella vita, si possono avere due approcci: un approccio &#8220;statico&#8221;, diciamo &#8220;contemplativo&#8221; e &#8220;collezionistico&#8221;, e un approccio &#8220;dinamico&#8221;, sperimentale e ispirato ad una sempre maggiore comprensione di queste piante. In questo secondo approccio (che è quello che ispira da anni questa mia passione) si rivelano fondamentali lo studio di testi affidabili, il confronto con altri coltivatori e, soprattutto, la sperimentazione sul campo, ad esempio lavorando su terricci, esposizione, tecniche di coltivazione e altro ancora. Limitarsi a coltivare piante &#8211; succulente o meno &#8211; per anni e anni allo stesso modo, non modificare mai le tipologie dei terricci, l&#8217;esposizione o il metodo di coltivazione va benissimo, intendiamoci. Semplicemente, è perfetto per chi si limita ad apprezzare le piante dal solo punto di vista estetico o collezionistico e non ha particolari pretese. Va bene per chi non è interessato a saperne di più, insomma, e non è disposto a correre rischi pur di migliorare e comprendere meglio le piante stesse.</p>
<p>Scopo della coltivazione &#8220;wild&#8221; o &#8220;al naturale&#8221; è invece quello di ottenere esemplari il più possibile robusti e dall&#8217;aspetto simile a quelli in habitat (<a href="https://ilfioretralespine.it/come-coltivo-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>parlo di questa filosofia di coltivazione in questo articolo</strong></a>). Per fare questo, oltre a documentarsi e possibilmente viaggiare per osservare le piante in natura, è fondamentale cimentarsi in qualche esperimento ed essere disposti a mettersi in discussione continuamente, anche a costo di perdere qualche esemplare (non quelli di pregio, beninteso). Approfondiamo tutto in questo articolo. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Irrobustire le spine delle cactacee: un piccolo esperimento con alcune semine di Ferocactus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2018 16:02:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In base alle esperienze di alcuni coltivatori, le piante del genere Ferocactus sembrano gradire l’aggiunta di materiale calcareo nella composta. A trarne beneficio sarebbero soprattutto le spine, che si irrobustirebbero sensibilmente rispetto a quelle di esemplari coltivati in terricci più “tradizionali”, ad esempio il classico mix pomice, lapillo, torba in parti uguali. Sulla base di &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/spine-cactus-test/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Irrobustire le spine delle cactacee: un piccolo esperimento con alcune semine di Ferocactus"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In base alle esperienze di alcuni coltivatori, le piante del genere <em>Ferocactus</em> sembrano gradire l’aggiunta di materiale calcareo nella composta. A trarne beneficio sarebbero soprattutto le spine, che si irrobustirebbero sensibilmente rispetto a quelle di esemplari coltivati in terricci più “tradizionali”, ad esempio il classico mix pomice, lapillo, torba in parti uguali. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sulla base di questa considerazione ho voluto fare un piccolo esperimento con alcune mie semine di <em>Ferocactus acanthodes</em> (semi ricavati da un frutto secco preso da una pianta adulta durante un viaggio in Arizona) e <em>Ferocactus latispinus</em>. Gli <em>acanthodes</em> sono nati nel 2013, mentre i <em>latispinus</em> sono del 2010. Salvo per il terriccio della semina, che era a base di torba, pomice e ghiaietto, queste piante sono cresciute nella tradizionale composta con un 30% di torba fine e il resto pomice e lapillo in parti uguali. In genere utilizzo questo mix quando voglio aiutare le piante da semina a svilupparsi in tempi più rapidi, per poi passarle in quello che considero il mio “terriccio standard” a base di terra di campo, pomice, ghiaia e torba al 10%.</span></p>
<p>Nell&#8217;articolo che segue vediamo esattamente in cosa consiste questo mio esperimento, quale tipo di terriccio ho deciso di utilizzare e vediamo soprattutto i risultati con le foto scattate a due anni di distanza dal test. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Terra, terriccio, composta, mix: in altre parole, il substrato per cactus e succulente</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Dec 2017 18:21:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Torba, pomice, lapillo, sabbia, quarzite, ghiaia, zeolite, akadama, terra di campo sono tutti materiali idonei alla realizzazione di un buon substrato per la coltivazione di cactus e piante grasse in generale. Esistono però infinite possibilità per arrivare alla realizzazione di un substrato ottimale per le piante grasse: è quello che vedremo in dettaglio in questo &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-cactus-substrati/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Terra, terriccio, composta, mix: in altre parole, il substrato per cactus e succulente"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-cactus-substrati/">Terra, terriccio, composta, mix: in altre parole, il substrato per cactus e succulente</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Torba, pomice, lapillo, sabbia, quarzite, ghiaia, zeolite, akadama, terra di campo sono tutti materiali idonei alla realizzazione di un buon substrato per la coltivazione di cactus e piante grasse in generale. Esistono però infinite possibilità per arrivare alla realizzazione di un substrato ottimale per le piante grasse: è quello che vedremo in dettaglio in questo articolo, rispondendo così ad alcune delle domande più frequenti nella coltivazione di queste piante, ossia &#8220;quale è il terriccio giusto per i cactus?&#8221;, &#8220;come si realizza il substrato ideale per le piante grasse?&#8221;, &#8220;quale terriccio per i cactus&#8221;, &#8220;di quali substrati hanno bisogno i cactus?&#8221;.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sarò <em>tranchant</em>, ma voglio sgombrare subito il campo da equivoci e falsi miti: la terra giusta per i cactus non esiste. <strong>Esistono tanti tipi di terricci (o composte, substrati, miscele, la sostanza non cambia) e ci sono generi che prediligono determinate sostanze e altri che ne richiedono altre ancora</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Stabilito questo e depennata una delle prime <em>Faq</em> (Frequently Asked Questions) del cactofilo alle prime armi – «Quale è la terra migliore per i miei cactus? – si può dire che da una parte ci sono <strong>le caratteristiche che un buon terriccio per cactus deve necessariamente avere, ossia una buona capacità di drenaggio e una bassa percentuale di materiale organico</strong> (ad esempio torba o humus di lombrico); dall’altra le esigenze delle singole piante, che possono variare sensibilmente da genere a genere e da famiglia a famiglia (le esigenze in fatto di terriccio di un <strong>cactus,</strong> ad esempio, possono essere molto diverse rispetto a quelle di una Crassula o di un&#8217;Agave). </span></p>
<p>Vediamo in questo articolo<strong> quali sono i migliori substrati per la coltivazione di cactus e piante grasse</strong> sulla base della mia esperienza e a seguito di prove e sperimentazioni con varie miscele nel corso degli anni. <strong>Nell&#8217;articolo vengono descritti nel dettaglio i vari substrati con le percentuali e i dosaggi dei singoli materiali</strong> (come pomice, torba, lapillo, sabbia, perlite, ecc.) che dovranno essere assemblati per arrivare al terriccio finale. (&#8230;)</p>
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		<title>La torba è davvero un killer di cactus? Miti e conferme sui materiali di coltivazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 00:20:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il terriccio, detto anche substrato, è l&#8217;insieme di vari materiali che serve per mettere a dimora una pianta in vaso. Per i cactus e per le piante grasse esistono moltissimi terricci, anche perché queste piante sono molto adattabili. In commercio sono reperibili terricci pronti all&#8217;uso ma ogni coltivatore con un minimo di esperienza sa che &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus-torba/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "La torba è davvero un killer di cactus? Miti e conferme sui materiali di coltivazione"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il terriccio, detto anche substrato, è l&#8217;insieme di vari materiali che serve per mettere a dimora una pianta in vaso. Per i cactus e per le piante grasse esistono moltissimi terricci, anche perché queste piante sono molto adattabili.</strong> In commercio sono reperibili terricci pronti all&#8217;uso ma ogni coltivatore con un minimo di esperienza sa che la cosa migliore è realizzare direttamente il substrato adatto per ogni tipologia di pianta succulenta partendo dai singoli materiali.</p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dunque, ci metto il lapillo o solo la pomice? La torba è davvero un demonio ammazza-cactus, così come si sente dire in giro? Ma allora com’è che i vivaisti coltivano in torba quasi al 100% e non passano le giornate a contare i morti in serra? </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">E’ un campo (e il termine ci sta tutto) sterminato, quello dei materiali e degli elementi che possono finire in una composta per cactus e piante grasse. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Un campo sterminato in primo luogo perché <strong>le variabili sono infinite e vanno dai regimi di coltivazione, ai fattori ambientali, alla latitudine, fino alla tipologia di pianta</strong> (ci sono differenze tra le esigenze, in termini di substrato, tra una caudiciforme e un cactus, per esempio). Poi perché gli stessi elementi, si pensi alla terra di campo, possono variare immensamente tra loro. Ad esempio in base alla zona di “prelievo”: chiaro che la terra della Pianura Padana non può avere le stesse caratteristiche chimiche di quella di una certa zona della Bolivia, per dirne una. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sicché, <strong>come ci si orienta tra i tanti elementi e materiali</strong> che possiamo reperire – alcuni facilmente, altri meno – per poi miscelarli e realizzare una buona composta? Una prima risposta, banale finché vogliamo ma sempre sensata, è l’esperienza. L’osservazione diretta. La sperimentazione, insomma. Un’altra risposta banale e forse proprio per questo spesso lasciata cadere nel vuoto è la conoscenza. Conoscenza delle proprietà dei singoli “ingredienti” che vanno a creare il substrato e conoscenza delle esigenze della singola pianta.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Ecco allora, nell&#8217;articolo che segue, una panoramica di alcuni elementi che nel corso degli anni ho usato nelle mie miscele</strong>: alcune studiate, frutto di confronto con amici coltivatori o di letture di libri scritti da attendibili cactofili, altre incoscientemente (o criminalmente?) assemblate con lo scopo di testare il livello di sopportazione di questa o quella pianta. <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Lascio a un post specifico l’approfondimento dei substrati</strong></a>. (&#8230;)</span></p>
<p><span id="more-418"></span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La terra di campo, ossia l&#8217;argilla: come si usa</span></h2>
<p><figure id="attachment_589" aria-describedby="caption-attachment-589" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Terra-di-campo-e-sabbia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-589 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Terra-di-campo-e-sabbia-150x150.jpg" alt="Terra di campo con aggiunta di sabbia fine" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-589" class="wp-caption-text">Terra di campo con sabbia fine (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dal punto di vista logico dovrebbe essere la prima scelta. Voglio dire: dove vivono le piante, dove affondano le loro radici?<br />
Già, ma c’è terra e terra. C’è quella “grassa” da giardino e quella magra che vedi in certi film, che quando ci soffia su il vento alza polvere e basta. Può essere più o meno calcarea, più o meno sabbiosa&#8230; Per il tipo di coltivazione che cerco di portare avanti, <strong>la terra di campo è comunque il punto di partenza</strong>. La base sulla quale costruire il substrato. Negli anni ne ho provate diverse, sempre provenienti dalla Pianura Padana, dove mi tocca di vivere. Tendenzialmente è terra argillosa fertile, ricca di elementi, abbastanza calcarea, quasi sempre priva di inerti. Giusto qualche sasso in cui ti imbatti di tanto in tanto. La terra che uso è poco calcarea (pH 5,5-6) e fortemente argillosa: se la bagni diventa fango, che una volta asciugato indurisce al punto che per frantumarla ti occorre il martello. Però asciuga velocemente, e questo è un fattore parecchio importante per chi coltiva cactus. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Importante: <strong>è sicuramente meglio prelevare la terra da campi non coltivati o comunque a &#8220;riposo&#8221; da tempo</strong>, così da evitare il più possibile la presenza di prodotti chimici o fertilizzanti nel substrato. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dal momento che la terra che riesco a procurarmi da queste parti è prevalentemente argillosa e molto fine, <strong>in genere la miscelo a sabbia fine</strong> (ottenuta dalla setacciatura della ghiaia di fiume, che lungo il Po te la tirano praticamente addosso), in un rapporto di 5 parti di terra e 1 di sabbia. Si può usare la comune terra dei campi e in questo senso avere amici agricoltori, che oltretutto non fanno uso di pesticidi chimici, aiuta parecchio, a meno che non si voglia andare per campi nottetempo a tiro di archibugio!</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Attenzione, però: la terra di campo porta con sé quasi sempre batteri e parassiti</strong> che in alcuni casi possono essere deleteri per le piante. E&#8217; buona cosa sperimentare campioni specifici di terra su alcune piante e vedere come reagiscono nell&#8217;arco di un paio di anni, prima di usare quella stessa terra per tutte le vostre piante!</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ghiaia di fiume: un ottimo elemento per il drenaggio</span></h2>
<p><figure id="attachment_592" aria-describedby="caption-attachment-592" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ghiaia-di-fiume.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-592 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ghiaia-di-fiume-150x150.jpg" alt="Ghiaia di fiume setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-592" class="wp-caption-text">Ghiaia di fiume (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Anche in questo caso sono fortunato: a ridosso del fiume Po ci sono cave e cave di sabbia e ghiaia. Procurarsene qualche secchio gratis non è un problema. Se proprio si dovesse andare da qualche rivenditore di materiali per edilizia, la spesa è nell’ordine di pochi centesimi a secchio. Uso il “sabbione” che va da 0 a 6 millimetri: lo setaccio per dividere la parte fine da quella grossolana e ottengo così due inerti perfetti per i miei substrati. La sabbia fine la uso per allungare la terra di campo e renderla più “incoerente”, meno compatta, come ho scritto sopra; la parte grossolana finisce nella miscela in percentuali in genere non inferiori al 30%. Ha un <strong>ottimo effetto drenante</strong> e, dal momento che è più pesante, si contrappone bene alla pomice, materiale molto leggero.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Pomice: il vero jolly nella coltivazione delle piante grasse</span></h2>
<p><figure id="attachment_593" aria-describedby="caption-attachment-593" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pomice.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-593 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pomice-150x150.jpg" alt="Pomice" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-593" class="wp-caption-text">Pomice (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il jolly dei cactofili. Tanta o poca, va sempre bene. E’ un materiale poroso (poco “wild” se vogliamo), trattiene bene l’acqua e la rilascia lentamente, assicurando che il terreno non si asciughi troppo velocemente. La uso in granulometria da 3 a 6 millimetri, pH tra 7 e 8, quindi leggermente basica (compenso con torba bionda acida). Ho un amico vivaista che me ne procura sacchi da una decina di chili, ma si trova facilmente in rete da diversi fornitori e in molti vivai (<a href="https://ilfioretralespine.it/acquistare-cactus-semi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>qui trovate qualche suggerimento</strong></a>).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quello che si dice della pomice, a quanto ho potuto sperimentare, è vero: è <strong>perfetta per far radicare anche le piante più ostinate</strong> e la si può usare anche in purezza. Ho conosciuto vivaisti dell’Est Europa che coltivano i loro cactus in sola pomice. L’apparato radicale si ramifica notevolmente, infittendosi proprio in virtù delle proprietà “spugnose” della pomice, che aiuta la produzione dei peli assorbenti sulle radici. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Salvo per far radicare piante con le radici compromesse, però, non la uso mai pura: mi pare spinga fin troppo la crescita, sia in termini di velocità che di volume della pianta.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Torba: è davvero deleteria o si può usare anche con i cactus?</span></h2>
<p><figure id="attachment_594" aria-describedby="caption-attachment-594" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/torba-setacciata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-594 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/torba-setacciata-150x150.jpg" alt="Torba bionda setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-594" class="wp-caption-text">Torba bionda setacciata (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">A certi coltivatori anche solo a nominare la parola torba viene l’orticaria. Personalmente, non sono tra questi e credo che un 10% di torba di buona qualità (anche 20% per <em>Gymnocalycium</em> e <em>Parodia</em>) nella composta sia utilissima. Garantisce un buon apporto organico e se usata <strong>in percentuali basse non contribuisce affatto alla ritenzione idrica</strong> del substrato. Uso torba bionda, un po’ più acida rispetto alle altre tipologie, la setaccio e tengo solo la parte fine, scartando grumi e filamenti. La torba è temuta perché, quando è in percentuali alte nella composta, impiega troppo tempo per asciugare. Paradossalmente, quando è completamente secca (ad esempio perché è in serra da mesi in contenitori aperti) fatica moltissimo a reidratarsi e occorrono diverse annaffiature prima che torni a impregnarsi d&#8217;acqua. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per queste ragioni è <strong>sconsigliato l&#8217;uso di terricci commerciali già pronti per cactacee e succulente</strong>: quasi sempre si tratta di semplice torba con un&#8217;aggiunta di poca sabbia o poca pomice. I terricci pronti per succulente possono essere al massimo usati come base di partenza, considerandoli di fatto torba.</span></p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/argilla-espansa-torba/"><strong>Sulla torba (e sull&#8217;argilla espansa) trovate un articolo specifico a questo link</strong></a>.</p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sabbia fine: in piccole quantità rende il substrato più sciolto</span></h2>
<p><figure id="attachment_595" aria-describedby="caption-attachment-595" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Sabbia-fine.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-595 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Sabbia-fine-150x150.jpg" alt="Sabbia fine" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-595" class="wp-caption-text">Sabbia fine (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La ottengo dalla setacciatura della ghiaia e la uso con parsimonia per allungare la terra di campo. <strong>L&#8217;ideale è la sabbia silicea</strong>. Qualche volta, più per test che per altro, l’ho aggiunta alla composta in percentuali del 10-20%. Non ho avuto perdite significative ma nemmeno risultati eclatanti. Credo che la poca sabbia che aggiungo alla terra di campo sia sufficiente. Se presente nel substrato in grande quantità, la sabbia fine <strong>si aggrega trattenendo l’acqua con effetto “bagnasciuga” al mare</strong>. Da evitare.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Pelite: un materiale poco diffuso ma efficace</span></h2>
<p><figure id="attachment_587" aria-describedby="caption-attachment-587" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pelite.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-587 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pelite-150x150.jpg" alt="Pelite" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-587" class="wp-caption-text">Pelite (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">E’ una roccia che ha origine da sedimenti fangosi a base di argilla. Si presenta in scaglie di colore marrone che si rompono facilmente con le dita. Ho appreso dell’esistenza di questo materiale solo negli ultimi tre anni, grazie a un amico coltivatore. Me ne sono procurato un certo quantitativo e la sto usando in alcuni substrati per abbassare la percentuale di pomice. Non ho ancora sufficiente esperienza con questo materiale, ma per ora ho visto che i substrati in cui l’ho usato vanno alla perfezione: asciugano rapidamente e le scaglie di pelite rendono sciolta la miscela.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Attenzione: non va confusa con la “perlite”</strong>, una roccia vulcanica friabilissima e di colore bianco candido, spesso usata nel vivaismo. L’ho provata qualche volta ma non mi piace: è troppo leggera e te la ritrovi ovunque tranne che nel vaso.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Gesso naturale: un ammendante perfetto con moltissime piante</span></h2>
<p><figure id="attachment_588" aria-describedby="caption-attachment-588" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Gesso-naturale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-588 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Gesso-naturale-150x150.jpg" alt="Gesso agricolo" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-588" class="wp-caption-text">Gesso agricolo (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Negli ultimi anni ho usato il gesso cosiddetto “agricolo”, in aggiunta ad altri materiali, per alcuni generi che in natura affondano le radici in questa roccia: <em>Aztekium</em>, <em>Turbinicapus lophophoroides</em>, <em>Turbinicarpus hoferi</em>, <em>Geohintonia</em>, <em>Strombocactus</em>. L’ho usato, per test, anche per qualche <em>Epithelantha</em>, che in natura non credo viva nel gesso. L’ho testato al 20% miscelato a inerti e terra di campo e per ora ha dato buoni risultati. In agricoltura si usa spesso come <strong>ammendante per abbassare il pH di un suolo troppo alcalino</strong>.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Marna, la roccia &#8220;miracolosa&#8221; per alcune specie di cactus</span></h2>
<p><figure id="attachment_556" aria-describedby="caption-attachment-556" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Marna-setacciata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-556 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Marna-setacciata-150x150.jpg" alt="Marna setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-556" class="wp-caption-text">Marna setacciata (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La manna dei cactofili “wild”. L’uso di questo materiale è stato introdotto in Italia da <strong>Andrea Cattabriga</strong>, che così la descrive <strong><a href="http://www.mondocactus.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sul suo sito, <em>Mondocactus</em></a></strong>: “<em>La marna è una roccia terrigena disgregata, che si decompone formando una matrice terrosa, composta principalmente da argilla resa compatta dall’infiltrazione di minerali vari, soprattutto carbonato di calcio, dolomite o, più raramente, silice</em>”. Inizialmente usata soprattutto per <em>Ariocarpus</em> e altre piante considerate rare o a crescita lenta, come <em>Encephalocarpus strobiliformis</em>, è poi finita nei substrati di tantissimi altri generi, come <em>Mammillaria</em>, <em>Astrophytum</em>, <em>Turbinicarpus</em> e persino <em>Ferocactus</em>. Qualcuno tende a ridimensionare le proprietà della marna, altri la </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">vorrebbero anche per il ficus in ufficio (perché fa “fico”, appunto). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Battutacce a parte, io la uso da diversi anni grazie allo stesso Cattabriga, che me la fece provare tempo addietro. E figurati se, dopo aver visto le sue piante, non mi lasciavo tentare da questa terra grigiastra, fantastica dal punto di vista della resa estetica e ottima per la coltivazione di cactus particolarmente lenti. <strong>La impiego in percentuali che vanno dal 50% al 70%</strong>. Qualche volta l’ho usata anche in purezza.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L’ho testata con moltissimi generi, <em>Copiapoa</em> e <em>Ferocactus</em> compresi, e devo dire che mi ha deluso solo con qualche singolo esemplare (forse particolarmente permaloso, chissà). Rallenta la crescita, specie se usata in dosaggi alti nel substrato, quindi meglio andarci piano con le piante giovani. Ho avuto diversi <em>E. horizonthalonius</em> bloccati per due anni. Colpa mia: erano piante di due, tre anni e le avevo messe in una composta con marna al 70%. Rinvasate in terra di campo, inerti e marna al 20% sono ripartiti subito e nel giro di un anno hanno raddoppiato il volume. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Attenzione: come per la terra di campo, esistono parecchie varietà di marna</strong>, ognuna con la sua composizione chimica e con le sue proprietà. Anche in questo caso tocca sperimentare direttamente per capire se la marna che abbiamo reperito va bene o meno per le nostre piante.</span></p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/marna-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>A questo link trovate un approfondimento sulla marna</strong></a>.</p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Lapillo: un buon materiale ma attenzione a non esagerare</span></h2>
<p><figure id="attachment_557" aria-describedby="caption-attachment-557" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Composta-standard.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-557 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Composta-standard-150x150.jpg" alt="Miscela standard (pomice lapillo torba)" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-557" class="wp-caption-text">Lapillo e pomice (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L’elemento pesante della triade pomice/lapillo/torba. Ho usato questa composta, probabilmente ancora oggi la più diffusa tra chi coltiva cactus e succulente, per anni. Se supportata dalla giusta esposizione, da corrette fertilizzazioni e da un buon regime di annaffiatura, funziona. Semplicemente, spinge un po’ troppo le piante. Almeno per i miei gusti. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Al di là di questo, con alcune succulente di mia semina uso ancora questo substrato, giusto per velocizzare un po’ la crescita nei primi anni. In tutte le altre composte, invece, il lapillo l’ho abolito. Tende ad assorbire l’acqua, come la pomice, e la trattiene troppo a lungo. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Se usato in abbinata ad alte dosi di torba si ha un mix potenzialmente micidiale per le succulente</strong>. Un tempo usavo il lapillo anche per lo strato superficiale, attorno alla pianta. Asciugava molto lentamente e in qualche caso credo si sia reso responsabile di marciume al colletto. Senza dubbio, in più casi l’umidità del lapillo in superficie ha contribuito a far sì che diverse piante si macchiassero alla base.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Argilla espansa: utile per il drenaggio o pericolosa per i ristagni?</span></h2>
<p><figure id="attachment_586" aria-describedby="caption-attachment-586" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Argilla-espansa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-586 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Argilla-espansa-150x150.jpg" alt="Argilla espansa" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-586" class="wp-caption-text">Argilla espansa (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Molti la usano per creare uno strato drenante sul fondo. Io l’ho fatto durante i primi anni di coltivazione: ero terrorizzato da possibili marciumi e pensavo che le radici dovessero avere meno terra possibile a disposizione. Una convinzione priva di senso. <strong>Oggi non la uso quasi più ma questo non significa che io la consideri un &#8220;cattivo elemento&#8221; sotto il profilo della coltivazione</strong>. Ne metto un leggero strato sul fondo del vaso solo quando ho piante grosse con le radici a zero e voglio farle radicare in pomice. In quei casi devo usare vasi molto grandi per contenere le piante e preferisco abbassarne la profondità con un drenaggio grossolano.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quarzite, un ottimo materiale anche come pacciamante</span></h2>
<p><figure id="attachment_590" aria-describedby="caption-attachment-590" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Quarzite.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-590 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Quarzite-150x150.jpg" alt="Quarzite" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-590" class="wp-caption-text">Quarzite (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Inerte puro. Ottimo per il drenaggio, lo uso in abbinata alla ghiaia come elemento pesante della composta. L’unico problema è che costa perché dalle mie parti lo si trova solo come materiale per appassionati di acquari. Negli ultimi anni è però divenuto facilmente reperibile in qualsiasi negozio di articoli per animali domestici. <strong>E’ molto utile per la semina</strong>: si può infatti trovare anche in frazione molto piccola e, per quanto mi riguarda, lo uso spesso come drenante nella composta e come strato superficiale per aiutare i semenzali a “venire su dritti”.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Stabilizzato, materiale calcareo poco usato ma utile</span></h2>
<p><figure id="attachment_585" aria-describedby="caption-attachment-585" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Stabilizzato-roccia-calcarea.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-585 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Stabilizzato-roccia-calcarea-150x150.jpg" alt="Stabilizzato (roccia calcarea)" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-585" class="wp-caption-text">Stabilizzato (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Roccia di natura calcarea in genere utilizzata per creare camminamenti, piazzole, aree di transito in giardini e parchi. Me ne sono procurato un secchio da un rivenditore di materiali edilizi. Ho voluto testarlo proprio perché è materiale calcareo. L&#8217;ho aggiunto alla composta che poi ho usato con alcuni <em>Astrophytum</em> di mia semina, con un paio di <em>Weingartia</em> e con alcuni <em>Ferocactus</em> di mia semina. Temevo effetti deleteri per via della natura del materiale in combinazione con l&#8217;acqua che uso, piuttosto calcarea, ma a tre anni dall&#8217;esperimento non ho notato anomalie. In rari casi l&#8217;ho usato come strato superficiale: <strong>con le annaffiature perde un po&#8217; del suo bianco candido per virare al giallastro</strong>. </span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Humus di lombrico: componente organico da usare in piccole dosi come per la torba</span></h2>
<p><figure id="attachment_591" aria-describedby="caption-attachment-591" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Humus-di-lombrico.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-591 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Humus-di-lombrico-150x150.jpg" alt="Humus di lombrico" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-591" class="wp-caption-text">Humus di lombrico (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Lo sto testando da almeno quattro anni ma non ho ancora visto risultati davvero sconvolgenti. E’ un componente organico (deriva da letame bovino) e mi pare possa sostituire tranquillamente la torba. Lo uso sempre in dosi basse (10% o 20% nella composta finale). <strong>Ho fatto anche alcuni test con substrati altamente organici</strong>: un terzo humus, un terzo terra di campo, un terzo ghiaia. Diciamo che ho voluto interpretare a mio modo il <strong><a href="https://ilfioretralespine.it/libri-cactus-piante-grasse/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lodi, che nel suo libro</a></strong> suggeriva un terzo di terriccio di foglie (per la parte organica), un terzo terra di campo e un terzo sabbia o ghiaia. Sto provando la mia versione di questo substrato da due anni e per ora ne sono abbastanza soddisfatto.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Zeolite, Akadama e Seramis: altri materiali diffusi tra i cactofili</span></h2>
<p><figure id="attachment_15569" aria-describedby="caption-attachment-15569" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/07/Seramis-1-copia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-15569 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/07/Seramis-1-copia-150x150.jpg" alt="Seramis" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/07/Seramis-1-copia-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/07/Seramis-1-copia-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/07/Seramis-1-copia-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-15569" class="wp-caption-text">Seramis (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Infine, alcuni materiali che ho provato per curiosità anni fa ma che uso raramente. <strong>Zeolite </strong>e<strong> Akadama</strong>. Minerale il primo, materiale di origine argillosa il secondo, sono stati spinti da alcuni coltivatori (l’Akadama in particolare dai giapponesi), che li hanno descritti come miracolosi. Li ho usati in diversi dosaggi, sempre uniti ad altri materiali come terra di campo, lapillo, ghiaia. Questi materiali non sono affatto sbagliati per chi coltiva cactus e succulente ma sono molto costosi e i loro vantaggi rispetto alla comune pomice sono tutto sommato modesti. <strong>Discorso diverso per il Seramis</strong>, che è composto da argilla cotta ad alte temperature. Solitamente si trova di piccola granulometria e di colore arancione. L&#8217;ho usato in passato e lo uso ancora oggi, sebbene in pochi casi, perché nel complesso è un buon materiale: ha proprietà simili a quelle della pomice (trattiene l&#8217;umidità e la rilascia gradualmente) e funziona bene se usato in purezza per far radicare piante con poche radici. Il contro è rappresentato dal prezzo: il Seramis è molto più costoso della pomice. Se volete approfondire il tema, <a href="https://ilfioretralespine.it/seramis-cactus-succulente/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui trovate un articolo dedicato al Seramis nella coltivazione con i cactus</strong></a>.</span></p>
<h2><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">I substrati adatti per cactus e piante grasse</span></h2>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">I vari materiali che ho elencato possono essere miscelati in un&#8217;infinità di modi per dare vita al vero e proprio substrato per cactus e succulente. <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>A questo link trovate i vari substrati che ho realizzato e sperimentato nel corso degli anni</strong></a>.</span></p>
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<h2>Il mio video su Youtube</h2>
<p>In questo video sul canale Youtube de <em>Il fiore tra le spine</em>, potete vedere alcuni degli elementi descritti in questo articolo e alcuni dei substrati che con questi materiali è possibile realizzare. Se il video vi piace, iscrivetevi al canale!</p>
<p><iframe title="Terricci e substrati per cactus e piante grasse" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/UoRhiJEVREs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nella foto in alto, due esemplari di Ferocactus che ho fotografato in Baja California</span></em></p>
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<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pomice.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pomice-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Pomice" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Sabbia-fine.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Sabbia-fine-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Sabbia fine" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Quarzite.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Quarzite-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Quarzite" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Terra-di-campo-e-sabbia.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Terra-di-campo-e-sabbia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Terra di campo con aggiunta di sabbia fine" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Stabilizzato-roccia-calcarea.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Stabilizzato-roccia-calcarea-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Stabilizzato (roccia calcarea)" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Humus-di-lombrico.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Humus-di-lombrico-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Humus di lombrico" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Argilla-espansa.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Argilla-espansa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Argilla espansa" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Marna-setacciata.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Marna-setacciata-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Marna setacciata" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ghiaia-di-fiume.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ghiaia-di-fiume-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ghiaia di fiume setacciata" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pelite.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pelite-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Pelite" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Gesso-naturale.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Gesso-naturale-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Gesso agricolo" /></a>
</p>
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