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	<title>pomice Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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	<title>pomice Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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		<title>Vasi e inerti nella coltivazione di piante grasse: si possono riciclare o è meglio buttare tutto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 10:31:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il rinvaso delle piante, si tratti di succulente o meno, comporta l&#8217;utilizzo di vasi, terriccio e materiali di vario tipo. Quando si hanno molte piante, naturalmente, il numero di vasi, vasetti, contenitori, terricci, inerti cresce notevolmente. E&#8217; dunque possibile riciclare questi materiali? E&#8217; possibile riciclare anche i vasi? E se sì, come farlo correttamente? L&#8217;autunno &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/riciclare-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Vasi e inerti nella coltivazione di piante grasse: si possono riciclare o è meglio buttare tutto?"</span></a></p>
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<p><strong>Il rinvaso delle piante, si tratti di succulente o meno, comporta l&#8217;utilizzo di vasi, terriccio e materiali di vario tipo. Quando si hanno molte piante, naturalmente, il numero di vasi, vasetti, contenitori, terricci, inerti cresce notevolmente. E&#8217; dunque possibile riciclare questi materiali? E&#8217; possibile riciclare anche i vasi? E se sì, come farlo correttamente?</strong></p>
<p>L&#8217;autunno entra nel vivo e con l&#8217;arrivo delle giornate fredde le piante grasse, si tratti di cactacee o di succulente, richiedono meno &#8220;attenzioni&#8221; da parte nostra. In questo periodo, quantomeno al Nord Italia, le piante devono già trovarsi nella loro collocazione invernale, protette dalle intemperie e dal freddo eccessivo. Per i rinvasi c&#8217;è tempo, dal momento che è meglio attendere la metà o la fine dell&#8217;inverno per questo genere di operazioni. Le annaffiature sono ovviamente sospese e non ci resta che effettuare qualche trattamento preventivo per proteggere le succulente da funghi e muffe durante i mesi invernali. <strong>Quale periodo migliore, allora, se non questo per dedicarsi a fare ordine tra vasi, vasetti, terricci e materiali necessari per i substrati?</strong> Ed è qui che sorge in molti coltivatori una domanda tutt&#8217;altro che banale: <strong>vasi e inerti costano, è proprio il caso di buttarli e comprarne di nuovi o è possibile riciclare tutto questo materiale?</strong> La risposta, chiaramente, è sì: <strong>riciclare è d&#8217;obbligo, ma attenzione, a determinate condizioni</strong> e assicurandosi che tutto ciò che andremo a riutilizzare sia perfettamente pulito e privo di parassiti, spore, muffe, polvere ecc.</p>
<p>A questo tema è dedicato l&#8217;articolo che segue, che entra nel dettaglio della <strong>pulizia e della sterilizzazione di vasi (in plastica e cotto) e dei materiali utilizzati per i substrati (pomice, lapillo, ghiaia, ecc.)</strong> che sono stati messi da parte dopo gli ultimi rinvasi effettuati nei mesi scorsi. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-16972"></span></p>
<h2>Premessa sul riutilizzo di vasi e substrati</h2>
<p>Il riutilizzo di vasi e inerti è pratica comune. Ovviamente non è sempre possibile riciclare tutto, ma una buona parte di ciò che è stato utilizzato per la coltivazione delle nostre piante può tranquillamente servire per i futuri rinvasi, a patto di pulire e sterilizzare a fondo i materiali. Chiaramente, vasi rotti e torba vanno eliminati poiché hanno esaurito il loro &#8220;ciclo&#8221; (la torba è già stata sfruttata e servirebbe a ben poco), ma <strong>la prima grande distinzione da fare è se quei materiali (vasi e substrati) hanno dato ospitalità a piante in perfetta salute o se hanno accolto piante morte per marciume o comunque colpite da parassiti</strong>. Vediamo tutto in dettaglio suddividendo le due categorie: i vasi e gli inerti.</p>
<h2>Come pulire, sterilizzare e riciclare i vasi</h2>
<p>Riciclare i vasi, specie se si utilizzano quelli in plastica, è d&#8217;obbligo. In primo luogo si contribuisce (nel nostro piccolo, chiaramente) alla riduzione della produzione della plastica; in secondo luogo si risparmia, perché i vasi in plastica sono molto duraturi e si lavano con estrema facilità. Se si utilizzano vasi in terracotta il riciclo assume anche un valore aggiuntivo: si possono riutilizzare vasi particolari, magari &#8220;di pregio&#8221; o comunque di grandi dimensioni e pertanto costosi.</p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"><strong> VASI IN PLASTICA </strong></span> &#8211; Se nel vaso non è morta alcuna pianta, ci si può limitare a un lavaggio approfondito con acqua tiepida e un prodotto detergente. Anche in questi casi, tuttavia, l<strong>&#8216;aggiunta di un po&#8217; di candeggina è sempre utile per eliminare germi e batteri</strong> che possono essersi formati mentre i vasi erano accatastati in attesa di essere riciclati. Per il lavaggio è sufficiente una spugna con un lato leggermente abrasivo e po&#8217; di olio di gomito. Importante: se si utilizza candeggina è il caso di indossare guanti di gomma, i classici guanti per i lavori domestici!</p>
<figure id="attachment_6482" aria-describedby="caption-attachment-6482" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-quadrati-alti-con-scanalature-antispirale.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-6482 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-quadrati-alti-con-scanalature-antispirale-150x150.jpg" alt="Vasi quadrati alti con scanalature antispirale" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-6482" class="wp-caption-text">Vasi quadrati in plastica (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Se invece nel vaso era morta una pianta</strong> si può decidere di buttare il vecchio contenitore per azzerare il rischio che il nuovo &#8220;inquilino&#8221; possa contrarre lo stesso fungo, oppure effettuare un&#8217;operazione più approfondita. In questo secondo caso si sciacquano bene i vasi, poi <strong>li si ripone in una bacinella contenente acqua e candeggina e li si lascia a mollo per alcune ore</strong> (anche una notte intera se si vuole). Trascorso questo periodo di tempo, si lavano i vasi accuratamente, cercando di raggiungere ogni angolo interno, con una spugna leggermente abrasiva, sempre con acqua e candeggina.<strong> Al termine, una seconda lavata con acqua e sapone e si risciacqua abbondantemente</strong>. Una volta che i vasi sono puliti è consigliabile lasciarli al sole diretto per almeno una giornata: anche il sole intenso aiuta a sterilizzare. </p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"> <strong>VASI IN TERRACOTTA</strong> </span> &#8211; A differenza dei vasi in plastica, <strong>quelli in terracotta sono porosi: è per questo che la pulizia è più lunga e difficile</strong>, dal momento che un vecchio vaso in cotto può presentare macchie di calcare o macchie verdastre. Se il vaso è già abbastanza pulito, si può lavare con cura con acqua e sapone e un goccio di candeggina. <strong>Se invece il vaso è segnato da macchie di calcare o residui di muschio, lo si può immergere in una bacinella con acqua alla quale aggiungeremo succo di limone, oppure bicarbonato o aceto</strong>. Lasciamo a bagno i vasi per alcune ore e diamo una passata energica con una spugna, usando la stessa acqua in cui sono stati a mollo. Una volta tolti i &#8220;segni della vecchiaia&#8221;, si procede <strong>lavando il vaso con acqua e sapone di marsiglia</strong> per poi riporlo al sole diretto per almeno una giornata, per far sì che tutta l&#8217;acqua evapori dalle pareti porose.</p>
<figure id="attachment_6486" aria-describedby="caption-attachment-6486" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-di-cotto.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-6486 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-di-cotto-150x150.jpg" alt="Vasi di cotto" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-6486" class="wp-caption-text">Vasi in terracotta (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Se nel vaso di terracotta è morta una pianta per marciume</strong> <strong>i casi sono due</strong>: se il vaso è già vecchio, sbeccato o di valore irrisorio si può buttare. Se invece il vaso è di pregio, è grande o ha un certo valore, si può pulire a fondo per poi sterilizzarlo. <strong>La procedura di pulizia è la stessa descritta sopra, mentre per quanto riguarda la sterilizzazione si può ricorrere al vecchio metodo della bollitura</strong> (ovviamente se il vaso non è enorme): lo si colloca in una pentola, si riempie il tutto con acqua e si accende il fuoco lasciando il vaso a &#8220;cuocere&#8221; fino all&#8217;ebollizione. Da quando l&#8217;acqua bolle si spegne e si lascia il vaso a mollo per almeno una ventina di minuti. In alternativa, si possono immergere i vasi di terracotta in acqua, aggiungendo una soluzione igienizzante &#8220;aggressiva&#8221;, come la candeggina (lasciandoli a bagno per almeno un&#8217;ora). Una volta pulito e sterilizzato il vaso, si colloca al sole diretto per almeno un giorno, così che possa asciugare del tutto.</p>
<figure id="attachment_6527" aria-describedby="caption-attachment-6527" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Portulacaria-afra-in-vaso-da-bonsai.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-6527 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Portulacaria-afra-in-vaso-da-bonsai-150x150.jpg" alt="Portulacaria afra in vaso da bonsai" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-6527" class="wp-caption-text">Portulacaria afra in vaso smaltato per bonsai (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Le procedure descritte sono applicabili, fino a un certo punto, anche ai vasi smaltati solitamente usati per i bonsai</strong>. Si tratta, in questo caso, di vasi solitamente di pregio, smaltati all&#8217;esterno e porosi all&#8217;interno: a maggior ragione è un peccato buttarli. Una accortezza quando si ha a che fare con questo tipo di vasi: in questi casi è bene evitare la bollitura (che potrebbe rovinare lo smalto), preferendo il bagno in acqua e candeggina. Allo stesso modo, <strong>meglio evitare spugne abrasive</strong> che potrebbero graffiare o rovinare lo smalto.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/vasi-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La scelta del vaso? Ecco tutto quello che dovete sapere&#8230;</strong></a></p>
<h2>Riutilizzare gli inerti: setacciare e pulire i materiali</h2>
<figure id="attachment_593" aria-describedby="caption-attachment-593" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pomice.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-593 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pomice-150x150.jpg" alt="Pomice" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-593" class="wp-caption-text">Pomice (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Nella coltivazione delle piante succulente, si tratti di cactacee o piante grasse, si utilizzano moltissimi inerti, ossia materiali utili al drenaggio del <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus-substrati/" target="_blank" rel="noopener"><strong>substrato</strong></a>. Gli inerti possono essere porosi o lisci, ognuno ha determinate proprietà e la scelta è davvero notevole ed è bene conoscerli per scegliere i più adatti al mix che vogliamo realizzare. <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus-torba/" target="_blank" rel="noopener"><strong>In questo articolo trovate una disamina sulla maggior parte dei materiali utili alla preparazione dei terricci per le piante grasse</strong></a>. Premesso questo, quando si svasano le piante e si puliscono a fondo le radici ci si trova con intere bacinelle piene del vecchio substrato, che, se realizzato correttamente, contiene moltissimi inerti. A differenza della <a href="https://ilfioretralespine.it/argilla-espansa-torba/" target="_blank" rel="noopener"><strong>torba</strong></a>, che con il tempo e con l&#8217;assorbimento dei nutrienti da parte della pianta si impoverisce, gli inerti mantengono la loro utilità ed è per questo che (oltre che per risparmiare) è certamente una buona cosa riutilizzarli. </p>
<p>Così come per i vasi, è però importante precisare che il substrato in cui è morta una pianta o nel quale sono stati rinvenuti <a href="https://ilfioretralespine.it/malattie-e-parassiti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>parassiti</strong></a> (ad esempio la cocciniglia radicale) <strong>va eliminato</strong>. I vasi, come si è visto possono essere lavati e sterilizzati, ma nel caso del substrato è meglio non correre inutili rischi: se in quel terriccio è marcita una pianta o se in quel terriccio abbiamo trovato parassiti, lo si butta senza esitazione.</p>
<p>Se invece il substrato è stato recuperato dal rinvaso di piante perfettamente sane (fondamentale è controllare bene che tra le radici non si annidino parassiti) potremo riutilizzarlo senza problemi. La prima cosa da fare, una volta raccolto tutto il vecchio substrato in secchi o bacinelle, <strong>è farlo passare al vaglio, usando un setaccio a maglie fini, così da separare i veri e propri inerti dalla torba, dalla polvere o dalla terra di campo</strong>. La parte fine, ormai sfruttata, va eliminata, mentre gli inerti si depositano in un contenitore pulito. Una volta ottenuti tutti gli inerti si passa alla sterilizzazione, utile anche se in quel substrato non è morta alcuna pianta. </p>
<figure id="attachment_592" aria-describedby="caption-attachment-592" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ghiaia-di-fiume.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-592 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ghiaia-di-fiume-150x150.jpg" alt="Ghiaia di fiume setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-592" class="wp-caption-text">Ghiaia di fiume (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Per sterilizzare gli inerti ci sono diversi metodi</strong>: si possono ad esempio spargere su un telo e nebulizzare con un disinfettante non aggressivo (evitiamo la candeggina) lasciando poi evaporare il tutto, oppure si possono bollire, esattamente come i vasi in cotto. Infine, si possono semplicemente stendere su un telo di nylon e lasciare al sole diretto per almeno una settimana, facendo sì che la luce solare e l&#8217;aria diano una bella ripulita a pomice, lapillo, ghiaia, quarzite, ecc. In sostanza il processo di sterilizzazione degli inerti è blando e rapido poiché se nel substrato non erano presenti parassiti o batteri che hanno portato la pianta a marcire se ne può dedurre semplicemente che quel terriccio era ed è perfettamente &#8220;sano&#8221;. </p>
<p>Una volta terminata l&#8217;operazione di pulizia e sterilizzazione, gli inerti possono essere messi da parte o utilizzati immediatamente per la composizione di un nuovo substrato, aggiungendo nelle giuste proporzioni torba fresca, humus di lombrico o qualsiasi altro elemento utile alla pianta che si andrà a rinvasare (ad esempio il gesso per alcuni generi di cactus).</p>
<p>Annotazione importante: <strong>quando si svasano le piante è fondamentale controllarne a fondo lo stato di salute e verificare che fra le radici non si annidino parassiti</strong> (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=uA21rcP2TpE" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui trovate un video sulla cocciniglia radicale</strong></a>). Solo così possiamo avere la ragionevole certezza che quegli inerti potranno essere riciclati senza problemi. Nel dubbio, meglio buttare tutto: sarebbe un peccato far correre rischi alle piante solo per salvare una manciata di pomice o di lapillo!</p>
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		<title>Argilla espansa e torba: sono davvero due materiali da evitare nella coltivazione delle piante grasse?</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 07:17:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un buon terriccio (o substrato) per cactus e piante grasse deve avere un&#8217;ottima capacità di drenaggio ed essere in grado di asciugare rapidamente, così da evitare ristagni e potenziali marciumi. Sulla composizione dei terricci per cactus e piante grasse in questa sezione del sito troverete moltissimi articoli. Qui ci concentriamo invece su due elementi in &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/argilla-espansa-torba/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Argilla espansa e torba: sono davvero due materiali da evitare nella coltivazione delle piante grasse?"</span></a></p>
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<p></p>
<p><strong>Un buon terriccio (o substrato) per cactus e piante grasse deve avere un&#8217;ottima capacità di drenaggio ed essere in grado di asciugare rapidamente, così da evitare ristagni e potenziali marciumi. Sulla composizione dei terricci per cactus e piante grasse in questa sezione del sito troverete moltissimi articoli. Qui ci concentriamo invece su due elementi in particolare: torba e argilla espansa.</strong></p>
<p>Odiati, bistrattati, guardati con disprezzo, spesso accuratamente evitati. <strong>Argilla espansa e torba sono due elementi molto contestati e avversati tra i coltivatori di piante succulente e di cactus in particolare</strong>. Al netto delle chiacchiere da Internet, si tratta davvero di due materiali che con la coltivazione di questa tipologia di piante andrebbero dimenticati? La questione resta aperta e ogni coltivatore ha le sue ragioni, ma un dato di fatto c&#8217;è: in Rete, per quanto riguarda argilla espansa e torba si dice davvero di tutto. <strong>Si dice soprattutto che trattengono eccessivamente l&#8217;umidità e per questo andrebbero banditi dalla coltivazione di cactus e piante grasse in generale</strong>. Si dice che favoriscano l&#8217;insorgenza del marciume, che non lasciano traspirare le radici e molto altro ancora. Perché allora moltissimi vivaisti seri (e con loro coltivatori esperti) ne fanno ancora largo uso? Semplicemente perché, come in tanti fattori della coltivazione, <strong>il punto non è tanto il materiale in sé, quanto il tipo di utilizzo che se ne fa</strong>.</p>
<p>In questo articolo <strong>vediamo allora di capire se davvero l&#8217;argilla espansa e la torba sono materiali così &#8220;pericolosi&#8221; per cactus e succulente</strong>, se e come possono essere utilizzati e quali sono i loro reali pro e contro. (&#8230;)</p>
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		<title>Il Seramis, un materiale alternativo per la coltivazione di cactus e succulente: pregi e difetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 09:42:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora poco conosciuto e poco utilizzato, il seramis è un materiale eccellente anche nella coltivazione dei cactus e delle piante succulente. Si tratta di un inerte poroso che favorisce il drenaggio e che aiuta le piante a radicare rapidamente. Ma come utilizzare il seramis nella coltivazione delle piante grasse? In che quantità può essere usato &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/seramis-cactus-succulente/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il Seramis, un materiale alternativo per la coltivazione di cactus e succulente: pregi e difetti"</span></a></p>
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<p>Ancora poco conosciuto e poco utilizzato,<strong> il seramis è un materiale eccellente anche nella coltivazione dei cactus e delle piante succulente. Si tratta di un inerte poroso che favorisce il drenaggio e che aiuta le piante a radicare rapidamente. Ma come utilizzare il seramis nella coltivazione delle piante grasse? In che quantità può essere usato nella composizione dei vari substrati per cactus e succulente?</strong></p>
<p>Recentemente, sui canali social collegati al sito, ho pubblicato un breve video in cui rinvaso un <em>Astrophytum asterias</em> <strong>in un substrato composto unicamente da Seramis</strong>. A seguito di quel video in molti mi hanno chiesto informazioni su questo particolare materiale dal caratteristico colore arancione, in effetti poco utilizzato nella coltivazione delle succulente e non facilmente reperibile nei vivai di piccole dimensioni. <strong>Ho avuto modo di utilizzare il Seramis in passato nella coltivazione di alcuni cactus e la mia esperienza è stata decisamente positiva</strong> (sebbene, come inerte poroso, la pomice resti a mio avviso il materiale migliore in assoluto) ed è anche per questo che l&#8217;ho impiegato recentemente per l&#8217;<em>Astrophytum</em> oggetto del video (video che trovate anche alla fine di questo articolo). <strong>Il Seramis può dunque essere usato anche nella coltivazione dei cactus e delle piante grasse</strong>: si tratta di un buon materiale e ha proprietà non troppo dissimili da quelle della pomice. Può essere utilizzato in purezza, come ho fatto per il mio <em>Astrophytum</em>, quando si ha la necessità di favorire la radicazione, oppure <strong>può essere miscelato ad altri materiali come torba, pomice, sabbia, ghiaia, per realizzare degli ottimi substrati per le succulente</strong>.</p>
<p>Alla luce delle tante domande arrivate in queste settimane,<strong> vediamo allora nell&#8217;articolo che segue cosa è esattamente il Seramis, quali sono i pregi e i difetti di questo materiale e quale può essere il suo impiego con le succulente e, in particolare, con i cactus</strong>. (&#8230;)</p>
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		<title>Un rinvaso&#8230; mostruoso! Come scegliere bene un cactus e cosa fare subito dopo l&#8217;acquisto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario del coltivatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non amo particolarmente le succulente crestate, ma al tempo stesso non sono del tutto indifferente al loro fascino e ogni tanto qualche esemplare &#8220;mostruoso&#8221; finisce nella mia serra. Piccola digressione: se non sapete cosa sia una pianta &#8220;crestata&#8221; o &#8220;mostruosa&#8221;, nell&#8217;articolo raggiungibile tramite questo link troverete tutte le risposte. Premesso questo, nelle scorse settimane ho &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/comprare-cactus-cereus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Un rinvaso&#8230; mostruoso! Come scegliere bene un cactus e cosa fare subito dopo l&#8217;acquisto"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/comprare-cactus-cereus/">Un rinvaso&#8230; mostruoso! Come scegliere bene un cactus e cosa fare subito dopo l&#8217;acquisto</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p>Non amo particolarmente le succulente crestate, ma al tempo stesso non sono del tutto indifferente al loro fascino e ogni tanto qualche esemplare &#8220;mostruoso&#8221; finisce nella mia serra. Piccola digressione: se non sapete cosa sia una pianta &#8220;crestata&#8221; o &#8220;mostruosa&#8221;, <a href="https://ilfioretralespine.it/crestature-variegature/" target="_blank" rel="noopener"><strong>nell&#8217;articolo raggiungibile tramite questo link</strong></a> troverete tutte le risposte. Premesso questo, nelle scorse settimane ho acquistato un cactus crestato da un vivaista specializzato in piante succulente. La pianta è in ottima salute e ben formata, ma il substrato, come quasi sempre accade quando si acquistano cactacee, è eccessivamente torboso, quantomeno per il tipo di coltivazione che ho adottato ormai da anni. Ho allora colto l&#8217;occasione per descrivere l&#8217;operazione di rinvaso di questo <em>Myrtillocactus </em>(in origine l&#8217;ho identificato così ma ora, grazie al commento di un lettore, ritengo sia un <em>Cereus peruvianus</em>), così da poter parlare di piante &#8220;mostruose&#8221;, di rinvasi, di substrati semplici e alla portata di tutti dal punto di vista della realizzazione e di buone pratiche da seguire quando si acquistano nuove piante.</p>
<p>Ecco allora il resoconto &#8211; corredato dalle foto dei singoli passaggi &#8211; del rinvaso di questo <em>Cereus</em>, con alcune considerazioni utili, per l&#8217;appunto, in merito a terricci, nuovi acquisti e cactacee crestate. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Un buon terriccio per cactus con materiali facilmente reperibili in ogni vivaio? Ecco come fare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2022 09:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il terriccio, detto anche substrato, è uno degli elementi più importanti nella coltivazione dei cactus e delle piante grasse in generale. Un buon terriccio, sciolto e drenante, è la base di partenza per una corretta coltivazione, mentre un terriccio sbagliato può compromettere la crescita di cactus e succulente fino a farle marcire. Navigando in Internet &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terriccio-cactus-materiali-reperibili/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Un buon terriccio per cactus con materiali facilmente reperibili in ogni vivaio? Ecco come fare"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terriccio-cactus-materiali-reperibili/">Un buon terriccio per cactus con materiali facilmente reperibili in ogni vivaio? Ecco come fare</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il terriccio, detto anche substrato, è uno degli elementi più importanti nella coltivazione dei cactus e delle piante grasse in generale. Un buon terriccio, sciolto e drenante, è la base di partenza per una corretta coltivazione, mentre un terriccio sbagliato può compromettere la crescita di cactus e succulente fino a farle marcire.</strong></p>
<p>Navigando in Internet si può constatare come sia ormai facile trovare rivenditori di materiali per la coltivazione di piante. Questo vale anche nello specifico di cactus e piante succulente: online, dai vivaisti specializzati alle imprese che trattano unicamente materiali come terricci, vasi, etichette, ecc., è davvero semplice procurarsi tutto l&#8217;occorrente <strong>per la coltivazione delle piante grasse, come pomice, lapillo, torba, ghiaia, quarzite, zeolite, ecc.</strong>  Ma se non vogliamo comprare online? Se abbiamo bisogno di grandi quantitativi di materiale e la spedizione può arrivare solo fino a un certo peso? Se preferiamo provvedere direttamente acquistando il terriccio (ognuno può avere i suoi motivi per questa o quella scelta)?<strong> Ci affidiamo ai terricci pronti solitamente proposti da qualsiasi vivaio o garden ben fornito?</strong> O forse è meglio che provvediamo noi stessi, assemblando i vari materiali come torba, pomice, sabbia, fino a realizzare un substrato calibrato a misura delle nostre esigenze?</p>
<p><strong>In questo articolo e nel video finale vediamo come realizzare un corretto substrato da utilizzare con qualsiasi genere di cactus e, con opportuni correttivi, con le succulente in generale</strong>. Lo realizzeremo &#8211; ed è questo il senso di questo articolo &#8211; con materiali che ormai chiunque può reperire facilmente in qualsiasi città (&#8230;).</p>
<p><span id="more-9067"></span></p>
<h3>Il corretto terriccio per le piante grasse: introduzione</h3>
<figure id="attachment_454" aria-describedby="caption-attachment-454" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-454 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild-150x150.jpg" alt="Mammillaria sp." width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild.jpg 768w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-454" class="wp-caption-text">Mammillaria coltivata in modo spartano con uno strato di terra di campo in superficie (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Se c&#8217;è una caratteristica che qualsiasi substrato per cactus e piante succulente in generale deve avere è la <strong>capacità di drenare l&#8217;acqua e asciugare rapidamente</strong>. Questo è il punto di partenza, il fine al quale dobbiamo tendere se vogliamo realizzare un buon terriccio per le famiglie botaniche succulente. I materiali che possiamo usare sono virtualmente infiniti e possono variare anche in base al tipo di coltivazione che vogliamo perseguire: <a href="https://ilfioretralespine.it/come-coltivo-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>coltivazione spartana per ottenere piante simili a quelle in natura</strong></a>, coltivazione &#8220;spinta&#8221; per avere piante sempre rigonfie e dall&#8217;aspetto &#8220;immacolato&#8221;, coltivazione di &#8220;mantenimento&#8221;, ossia senza particolari finalità se non quella di far crescere adeguatamente la pianta, ecc.</p>
<p>Le combinazioni che possiamo realizzare con i vari materiali sono virtualmente infinite e, in linea teorica, potremmo tentare di preparare un substrato adatto a ogni singola specie che intendiamo coltivare, poiché ogni pianta ha le sue specifiche esigenze e anche tra i cactus ci sono le specie che vogliono più materiale organico, altre che vogliono terricci esclusivamente minerali, altre ancora che richiedono substrati calcarei e via discorrendo. Questo apre naturalmente le porte alla sperimentazione, che personalmente consiglio a chiunque abbia tempo, voglia e curiosità di testare vari substrati per capire quale sia la formula migliore per questa o quella pianta (ovviamente in combinazione con gli altri fattori di coltivazione, come acqua, esposizione, temperature&#8230;). </p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/category/esperimenti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui trovate gli articoli relativi ad alcune sperimentazioni che ho fatto nel corso degli anni</strong></a>.</p>
<h3>I materiali &#8220;comuni&#8221; con i quali realizzare il substrato</h3>
<p>Dopo questa lunga premessa, torniamo allo scopo di questo articolo, che altro non è se non quello di fornire indicazioni di base per realizzare un corretto terriccio per cactus e per piante succulente <strong>usando solo materiali facilmente reperibili</strong> in qualsiasi vivaio e in qualsiasi rivendita di materiali per edilizia. Sì, perché se è vero che oggi come oggi, online possiamo acquistare (ovviamente fino a determinati quantitativi), torba, quarzite, ghiaia, sabbia, gesso, pomice e lapillo di ogni colore e pezzatura, fino ai terricci appositamente realizzati per cactus o piante succulente, è altrettanto vero che buoni compromessi si possono raggiungere con materiali &#8220;comuni&#8221;, specie se non ci si vuole complicare troppo la vita.</p>
<figure id="attachment_556" aria-describedby="caption-attachment-556" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Marna-setacciata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-556 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Marna-setacciata-150x150.jpg" alt="Marna setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-556" class="wp-caption-text">Marna setacciata (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Un discorso a parte meritano la terra di campo e la marna</strong>. Per terra di campo si intende sostanzialmente l&#8217;argilla, che può essere più o meno calcarea, più o meno sabbiosa, più o meno ricca di nutrienti. Insomma, ne esistono infinite tipologie e la cosa migliore per sapere se quella terra di campo, miscelata ad inerti come ghiaia, pomice, sabbia, è adatta o meno ai cactus è sperimentarla per almeno un paio di anni.</p>
<p>Discorso simile per la marna, materiale che negli anni si è rivelato eccezionale per la coltivazione di diversi generi di cactus (se non conoscete la marna, <a href="https://ilfioretralespine.it/marna-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui trovate un articolo specifico</strong></a>). La marna è quasi impossibile da reperire in commercio e anche quando la si trova è bene fare attenzione, perché ne esistono di vari tipi e non tutti vanno bene per i cactus.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Per approfondire l&#8217;utilizzo di terra di campo e marna nei substrati per cactus, ecco un articolo specifico</strong></a>.</p>
<h3>Il terriccio classico per la coltivazione di cactus e succulente</h3>
<p>Una prima, valida opzione per chi non vuole complicarsi la vita, come ho scritto in più occasioni, è il <strong>tradizionale mix a base di lapillo, pomice e torba in parti uguali</strong>. Questo è di fatto il terriccio più diffuso nella coltivazione di cactus e succulente, soprattutto nei vivai specializzati. Si può dire che in linea di massima dà buoni risultati con tutti i cactus e che può andare benissimo anche per le succulente a foglia (ad es. <em>Crassula</em>, <em>Echeveria</em>, ecc.) semplicemente aggiungendo un po&#8217; di torba o humus di lombrico, così da rendere il substrato un po&#8217; più ricco sotto il profilo organico. Pomice e lapillo solitamente sono in pezzatura compresa tra 3 e 7 millimetri e questo tipo di substrato si trova facilmente online o da vivaisti specializzati. Purtroppo non lo si trova ancora in commercio in tutti i vivai o nei garden non specializzati in succulente.</p>
<p>Ed è qui che arriviamo al cuore dell&#8217;articolo, perché questo substrato, così come quello che descriverò subito subito dopo, può essere realizzato senza troppe difficoltà recuperando i materiali singolarmente in qualsiasi grande vivaio o garden center.</p>
<figure id="attachment_594" aria-describedby="caption-attachment-594" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/torba-setacciata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-594 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/torba-setacciata-150x150.jpg" alt="Torba bionda setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-594" class="wp-caption-text">Torba bionda setacciata (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Anzitutto <strong>la torba</strong>. Questa è la componente organica del substrato, vale a dire quella che contiene gli elementi nutritivi necessari alle piante. La maggior parte delle cactacee, in natura, vive in terreni poveri dal punto di vista organico ed è per questo che nei corretti substrati destinati a queste piante <strong>la torba non dovrà mai essere prevalente</strong>. Non solo: la torba trattiene a lungo l&#8217;umidità mentre alla base di un buon substrato per succulente, come abbiamo visto, c&#8217;è la capacità di drenare l&#8217;acqua e asciugare rapidamente. Per queste ragioni nei terricci destinati ai cactus sarà buona cosa non usare percentuali di torba superiori al 40%. Con alcune specie, in particolare quelle con radice a &#8220;fittone&#8221; (ad esempio <em>Ariocarpus</em>) il quantitativo di torba dovrà essere decisamente contenuto: al massimo un 20% sul totale. Nelle succulente a foglia, al contrario, sarà opportuno prevedere almeno un 50% di torba, dal momento che queste piante hanno bisogno di terricci più &#8220;ricchi&#8221; dal punto di vista organico e al tempo stesso necessitano di maggiori quantitativi di acqua rispetto alle cactacee (il loro substrato dovrà dunque restare umido un po&#8217; più a lungo per permettere alle radici di assorbire l&#8217;acqua necessaria).</p>
<p>La torba si può reperire in qualsiasi vivaio: di fatto, è il materiale che compone tutti i cosiddetti &#8220;<strong>terricci universali</strong>&#8220;, ossia destinati a qualsiasi tipologia di pianta. Al tempo stesso, la torba è alla base di tutti gli altri terricci confezionati che troviamo nei garden: da quelli per agrumi a quelli per piante ornamentali, manti erbosi, piante acidofile, aromatiche. Tutti questi terricci sono composti principalmente di torba (ve ne possono essere di diversi tipi, ma sempre di torba si tratta) e, a seconda dei casi, da piccole percentuali di sabbia oppure perlite o pomice. L&#8217;unico terriccio da non prendere in considerazione con le succulente è quello specifico per orchidee, che non contiene torba (o ne contiene in misura estremamente ridotta) ed è composto principalmente da corteccia.</p>
<p>Gli stessi <strong>terricci pronti per cactus e piante succulente</strong> altro non sono se non torba con un po&#8217; di sabbia, pomice o perlite. Da soli non vanno bene, diciamolo senza girarci troppo attorno. Possono però essere considerati al pari della torba o del terriccio universale, col vantaggio che conterranno già un po&#8217; di sabbia, perlite o pomice. Per il resto si può dire che un terriccio pronto vale l&#8217;altro: quello che conta è che sia di buona qualità, che la torba sia fine e non ricca di filamenti, corteccia, legnetti e altro. Se proprio vogliamo essere precisi e abbiamo possibilità di scelta, usiamo<strong> torba bionda di sfagno</strong>, che è leggermente acida e va benissimo per la maggior parte delle succulente.</p>
<p>In alternativa alla torba, dal momento che dal punto di vista della sostenibilità negli ultimi anni il consumo a livello globale di questo materiale è diventato eccessivo, si può usare l&#8217;<strong>humus di lombrico</strong>, anch&#8217;esso reperibile in tutti i vivai.</p>
<figure id="attachment_557" aria-describedby="caption-attachment-557" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Composta-standard.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-557 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Composta-standard-150x150.jpg" alt="Miscela standard (pomice lapillo torba)" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-557" class="wp-caption-text">Mix standard con pomice, lapillo e torba (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Gli altri due elementi del mix tradizionale sono pomice e lapillo. Si trovano entrambi nei garden ben forniti, con una sola &#8220;pecca&#8221;: la pezzatura è quasi sempre grossa, ossia attorno ai 10 millimetri. Se dovete rinvasare succulente di grandi dimensioni, nessun problema, ma se avete a che fare con piantine da collocare in vasetti da 5 o 7 centimetri le alternative sono due e richiedono entrambe pazienza: potete setacciare il materiale tenendo la parte più piccola oppure potete armarvi di martello (e ancora più pazienza) e rompere in pezzi più piccoli pomice e lapillo. Tra i due materiali, per quanto riguarda la mia esperienza, il migliore è la pomice, semplicemente perché asciuga più rapidamente.</p>
<p>Con questi tre elementi (terriccio universale, pomice, lapillo) possiamo già realizzare un substrato perfetto e molto diffuso nella coltivazione delle cactacee e delle succulente. Mischiate bene una parte di torba (<strong>come unità di misura potete usare la paletta</strong>) con una parte di pomice e una parte di lapillo e il substrato è pronto. Se è destinato a succulente a foglia, aggiungete al mix finale un paio di palette di torba; se intendete usarlo per cactacee &#8220;rognose&#8221;, molto sensibili all&#8217;umidità, riducete a metà il quantitativo di torba.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/travasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il classico mix per velocizzare la crescita delle succulente</strong></a>.</p>
<h3>Cactus e piante succulente: il substrato &#8220;semplice&#8221;</h3>
<p>Una valida alternativa al classico mix pomice/lapillo/torba, che peraltro si può trovare in vendita online o in grossi sacchi da alcuni vivaisti specializzati in succulente, è il terriccio che ho preparato nel video pubblicato qui sotto. Si tratta di un substrato ancora più semplice ma perfetto per quasi tutti i cactus e le piante succulente e al quale ricorro quando ho terminato le mie miscele specifiche.</p>
<p>Anche in questo caso il punto di partenza è la torba. Se il terriccio universale è di buona qualità non ci sarà bisogno di setacciarlo perché non avrà residui di corteccia, fibra di cocco, legnetti e altre &#8220;impurità&#8221;. Il terriccio universale di buona qualità, è utile ripeterlo, è in genere torba di due o tre tipologie già setacciata fine (e anche questo va benissimo perché saremo noi ad aggiungere la parte &#8220;grossolana&#8221; al composto) e addizionata con poca pomice o, più spesso, perlite.</p>
<figure id="attachment_595" aria-describedby="caption-attachment-595" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Sabbia-fine.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-595 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Sabbia-fine-150x150.jpg" alt="Sabbia fine" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-595" class="wp-caption-text">Sabbia fine (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>A una parte di torba aggiungiamo una parte di pomice e una mezza parte di sabbia fine e il substrato è pronto. La pomice che troviamo nei garden, come ho scritto, è in genere di grossa granulometria, ma all&#8217;occorrenza può essere setacciata o frantumata. La sabbia invece si trova facilmente dai <strong>rivenditori di materiali per l&#8217;edilizia</strong>. Attenzione: deve essere sabbia di fiume, meglio se silicea. Assolutamente da evitare la sabbia di mare. </p>
<p>In questo substrato, a una parte di torba e una parte di pomice aggiungo solo mezza parte di sabbia, come ho precisato. Questo perché <strong>la sabbia fine è molto utile solo se non in grandi quantitativi</strong>. Se dovessimo realizzare un terriccio a base di solo materiale fine (sabbia, torba pura o polvere di pomice, ad esempio), ne ricaveremmo un potenziale &#8220;killer&#8221; di succulente, perché dopo qualche annaffiatura il substrato si compatterebbe e resterebbe costantemente umido, portando le radici all&#8217;asfissia o al marciume. Fondamentale è dunque avere nel substrato sia una parte fine (utile alla radicazione) che una parte grossolana, in grado di rendere &#8220;incoerente&#8221;, &#8220;sciolto&#8221; il terriccio e aumentarne la capacità di drenaggio.</p>
<figure id="attachment_590" aria-describedby="caption-attachment-590" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Quarzite.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-590 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Quarzite-150x150.jpg" alt="Quarzite" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-590" class="wp-caption-text">Quarzite (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>A questa miscela possiamo apportare, all&#8217;occorrenza, piccole modifiche, come spiego nel video, così da renderla perfetta anche in casi specifici. Ad esempio, se dobbiamo rinvasare succulente a foglia oppure piante rustiche come gli <em>Echinopsis</em> o cactus epifiti come <em>Epiphyllum</em> o <a href="https://ilfioretralespine.it/schlumbergera/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Schlumbergera</em></strong></a> possiamo aumentare un po&#8217; il quantitativo di torba (è sufficiente aggiungerne un paio di palette alla fine e mischiare bene il tutto). Al contrario, se abbiamo a che fare con piante delicate, a crescita lenta e particolarmente sensibili ai ristagni come <em>Ariocarpus</em>, <em>Pelecyphora, Aztekium, Copiapoa</em> e altre ancora, potremo dimezzare il quantitativo di torba e aggiungere al substrato della ghiaia o della quarzite.</p>
<p>Anche questi ultimi sono materiali facilmente reperibili in qualsiasi città. La ghiaia (di granulometria tra i 3 e i 5 millimetri) si trova dai rivenditori di materiali edilizi, spesso mischiata alla sabbia. In questi casi con un po&#8217; di pazienza e un setaccio a maglie fini si farà passare il tutto per separare la sabbia dalla ghiaia e poterle così usare in dosaggi distinti.</p>
<p>La quarzite si trova invece <strong>nei negozi per acquari o presso i cosiddetti &#8220;pet store&#8221;</strong>, i negozi per gli animali da compagnia. Di quarzite ne esistono infinite tipologie: la si trova di varia grandezza e di qualsiasi colore. Assicuriamoci soltanto che non sia materiale &#8220;trattato&#8221; o in qualche modo colorato.</p>
<h3>Il video sulla realizzazione del terriccio per cactus</h3>
<p><iframe title="Creare la giusta terra per cactus partendo da materiali facilmente reperibili" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/8_vQCHihNwE?start=10&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Cactus senza radici: come intervenire per salvare la pianta e farla tornare in piena salute</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2019 10:16:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I cactus sanno essere piante capricciose. Può capitare, infatti, che nonostante tutte le cure che dedichiamo a una nostra pianta grassa, questa blocchi la vegetazione, smetta di produrre spine e fiori e, nell&#8217;arco di alcune settimane (o mesi in alcuni casi), cominci a deperire sgonfiandosi e ingiallendo. Non sempre, all&#8217;origine di questo fenomeno, c&#8217;è una &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/radici/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Cactus senza radici: come intervenire per salvare la pianta e farla tornare in piena salute"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/radici/">Cactus senza radici: come intervenire per salvare la pianta e farla tornare in piena salute</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">I cactus sanno essere piante capricciose. Può capitare, infatti, che nonostante tutte le cure che dedichiamo a una nostra pianta grassa, questa blocchi la vegetazione, smetta di produrre spine e fiori e, nell&#8217;arco di alcune settimane (o mesi in alcuni casi), cominci a deperire sgonfiandosi e ingiallendo. N</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">on sempre, all&#8217;origine di questo fenomeno, c&#8217;è una vera e propria patologia, come un attacco batterico che a sua volta innesca un marciume. Allo stesso modo, la causa potrebbe non necessariamente essere riconducibile ad un attacco parassitario. Osservando bene la pianta, ad esempio, potremmo non riscontrare affatto tracce di <strong>ragnetto rosso o cocciniglia</strong>, vale a dire i due principali parassiti delle succulente. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Con l&#8217;esperienza ho imparato che quando una pianta, anche all&#8217;apparenza sana (ossia non colpita da parassiti o batteri) e coltivata nelle migliori condizioni (<a href="https://ilfioretralespine.it/coltivazione-cactus-coltivare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>luce, aria, annaffiature, terriccio, ecc.</strong></a>) comincia a deperire sgonfiandosi e ingiallendo nonostante le annaffiature, <strong>è sempre buona norma svasarla e controllare lo stato di salute dell&#8217;apparato radicale</strong>. Più spesso di quello che possiamo pensare, il problema può nascondersi lì, al di sotto del colletto.</span></p>
<p>In questo articolo vediamo tutto quello che possiamo fare per salvare un cactus o una pianta grassa in evidente difficoltà oppure quando, dopo averla svasata, constatiamo che ha perso interamente o parzialmente le radici. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Cactus e rinvasi: il classico mix pomice, lapillo, torba (poca) per velocizzare la crescita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 20:34:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I rinvasi]]></category>
		<category><![CDATA[I terricci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In genere comincio i rinvasi da metà dicembre in avanti, per terminare entro i primi mesi del nuovo anno. Quest&#8217;anno, considerato il numero di piante da mia semina che necessitano di un rinvaso (gli &#8220;esuberi&#8221; che ogni tanto cedo ad amici o conoscenti), ho cominciato con largo anticipo. Nonostante le temperature ancora alte per il &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/travasare-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Cactus e rinvasi: il classico mix pomice, lapillo, torba (poca) per velocizzare la crescita"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In genere comincio i rinvasi da metà dicembre in avanti, per terminare entro i primi mesi del nuovo anno. Quest&#8217;anno, considerato il numero di piante da mia semina che necessitano di un rinvaso (gli &#8220;esuberi&#8221; che ogni tanto cedo ad amici o conoscenti), ho cominciato con largo anticipo. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nonostante le temperature ancora alte per il periodo, infatti, le piante sono già in stasi e si può procedere a travasare senza problemi. Il periodo del rinvaso è uno degli argomenti più dibattuti, insieme alla <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>composizione dei terricci di coltivazione</strong></a>: c&#8217;è chi travasa solo piante in vegetazione, chi solo in primavera, chi durante l&#8217;inverno e chi travasa in qualsiasi periodo dell&#8217;anno. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Diciamo che non c&#8217;è una regola fissa: io stesso, nel corso degli anni, ho rinvasato praticamente in tutte le stagioni, a seconda delle esigenze, e non ho mai riscontrato problemi. L&#8217;importante è attenersi a quell&#8217;unico accorgimento davvero utile che è quello di evitare di annaffiare subito dopo il rinvaso. Occorre dare alle radici danneggiate o tagliate durante il rinvaso il tempo di cicatrizzare in terriccio asciutto, così da evitare il rischio che possano innescarsi marciumi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il resto è questione di scelte. Personalmente preferisco travasare e cambiare terra alle piante durante la stagione invernale, o comunque quando i cactus e le succulente sono in stasi vegetativa, ad esempio appena prima della primavera, così che tra il rinvaso e la prima annaffiatura intercorrano diverse settimane. Da anni seguo questa &#8220;regola&#8221; e non ho mai avuto problemi. Certo, può capitare che qualche pianta faccia fatica a ripartire dopo un rinvaso, al punto da restare bloccata anche per un anno intero, ma questo può succedere rinvasando in qualsiasi periodo. Non dimentichiamo che per le piante il rinvaso è in ogni caso uno &#8220;stress&#8221; non da poco. Anche per questo prediligo l&#8217;inverno, quando le cactacee sono a riposo e gli effetti del rinvaso sono meno &#8220;traumatici&#8221;.</span></p>
<p>Approfondiamo il tema dei rinvasi e dei substrati per cactus, in particolare del terriccio &#8220;standard&#8221; a base di pomice, lapillo e torba in parti uguali, nell&#8217;articolo che segue. (&#8230;)</p>
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		<title>Rinvasare i cactus: qualche consiglio su come farlo al meglio senza&#8230; donare il sangue!</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 11:52:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come si rinvasa un cactus? In quale periodo è meglio rinvasare? Come procedere senza farsi male con le spine di queste piante? Il rinvaso è un argomento molto dibattuto tra gli appassionati e ognuno ha la sua tecnica e il suo periodo ideale per travasare le piante. Rinvasare i cactus: già l&#8217;espressione può far storcere &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/rinvaso-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Rinvasare i cactus: qualche consiglio su come farlo al meglio senza&#8230; donare il sangue!"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come si rinvasa un cactus? In quale periodo è meglio rinvasare? Come procedere senza farsi male con le spine di queste piante? Il rinvaso è un argomento molto dibattuto tra gli appassionati e ognuno ha la sua tecnica e il suo periodo ideale per travasare le piante.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Rinvasare i cactus: già l&#8217;espressione può far storcere il naso. Il rinvaso, in effetti, è spesso una delle ragioni per le quali molti si tengono alla larga dai cactus. Magari la pianta piace, ma l’idea che prima o poi debba essere travasata, con tutte quelle spine, spaventa chi è alle prime armi o non conosce ancora bene queste piante. In molti decidono addirittura di lasciar perdere le cactacee per dedicarsi alle succulente a foglia, decisamente meno ostiche da affrontare durante un rinvaso. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>In realtà, anche piante particolarmente spinose come <em>Echinocactus grusonii</em> o <em>Ferocactus</em> non sono così difficili da rinvasare</strong>. Qualche accortezza, un po’ di esperienza e qualche &#8220;trucco&#8221; e se ne esce senza dover letteralmente “donare il sangue”. </span></p>
<p>Vediamo, qui di seguito, come procedere e <strong>tutto quello che c&#8217;è da sapere sui rinvasi, in particolare quelli più impegnativi a causa delle dimensioni della pianta e della presenza di spine sul fusto</strong>. (&#8230;)</p>
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		<title>Il rinvaso mirato: piante da identica semina in terricci diversi per testare il substrato</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jan 2018 19:03:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Effettuare test ed esperimenti con varie tipologie di terriccio può essere un ottimo metodo per individuare quale sia il substrato migliore per ogni specie di cactus e pianta grassa. Naturalmente si tratta di un lavoro impegnativo, ma i test sono consigliati a chiunque voglia approfondire la propria conoscenza con le piante grasse e assicurare loro &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/test-terriccio/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il rinvaso mirato: piante da identica semina in terricci diversi per testare il substrato"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Effettuare test ed esperimenti con varie tipologie di terriccio può essere un ottimo metodo per individuare quale sia il substrato migliore per ogni specie di cactus e pianta grassa. Naturalmente si tratta di un lavoro impegnativo, ma i test sono consigliati a chiunque voglia approfondire la propria conoscenza con le piante grasse e assicurare loro le migliori condizioni di crescita.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">E&#8217; tempo di&#8230; test. Tra la fine di dicembre e la fine di febbraio, appena ho tempo, mi dedico al rinvaso delle piante in serra. Ovviamente rinvaso solo piante in stasi, con terriccio ben asciutto, rimandando alla primavera il cambio di vaso per le piante che in inverno tengo in vegetazione, magari all’aperto (ma pur sempre in vaso e non in piena terra, ovviamente). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Oggi ho svasato e messo a dimora una cinquantina di piante che ho ottenuto con semina a luce e calore naturale. Alcune sono nate nel 2014, altre nel 2016 (ma già sufficientemente grandi per essere rinvasate). </span>E&#8217; stata l&#8217;occasione per avviare un utile test su varie tipologie di terriccio per capire come questo incide sulla crescita di alcune determinate specie di cactacee.</p>
<p>Vediamo nell&#8217;articolo che segue in cosa consiste esattamente questo esperimento sul substrato e vediamo, grazie all&#8217;aggiornamento fotografico a due anni di distanza dal rinvaso, come sono cresciute le piante. (&#8230;)</p>
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		<title>Terra, terriccio, composta, mix: in altre parole, il substrato per cactus e succulente</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Dec 2017 18:21:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Torba, pomice, lapillo, sabbia, quarzite, ghiaia, zeolite, akadama, terra di campo sono tutti materiali idonei alla realizzazione di un buon substrato per la coltivazione di cactus e piante grasse in generale. Esistono però infinite possibilità per arrivare alla realizzazione di un substrato ottimale per le piante grasse: è quello che vedremo in dettaglio in questo &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-cactus-substrati/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Terra, terriccio, composta, mix: in altre parole, il substrato per cactus e succulente"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-cactus-substrati/">Terra, terriccio, composta, mix: in altre parole, il substrato per cactus e succulente</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Torba, pomice, lapillo, sabbia, quarzite, ghiaia, zeolite, akadama, terra di campo sono tutti materiali idonei alla realizzazione di un buon substrato per la coltivazione di cactus e piante grasse in generale. Esistono però infinite possibilità per arrivare alla realizzazione di un substrato ottimale per le piante grasse: è quello che vedremo in dettaglio in questo articolo, rispondendo così ad alcune delle domande più frequenti nella coltivazione di queste piante, ossia &#8220;quale è il terriccio giusto per i cactus?&#8221;, &#8220;come si realizza il substrato ideale per le piante grasse?&#8221;, &#8220;quale terriccio per i cactus&#8221;, &#8220;di quali substrati hanno bisogno i cactus?&#8221;.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sarò <em>tranchant</em>, ma voglio sgombrare subito il campo da equivoci e falsi miti: la terra giusta per i cactus non esiste. <strong>Esistono tanti tipi di terricci (o composte, substrati, miscele, la sostanza non cambia) e ci sono generi che prediligono determinate sostanze e altri che ne richiedono altre ancora</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Stabilito questo e depennata una delle prime <em>Faq</em> (Frequently Asked Questions) del cactofilo alle prime armi – «Quale è la terra migliore per i miei cactus? – si può dire che da una parte ci sono <strong>le caratteristiche che un buon terriccio per cactus deve necessariamente avere, ossia una buona capacità di drenaggio e una bassa percentuale di materiale organico</strong> (ad esempio torba o humus di lombrico); dall’altra le esigenze delle singole piante, che possono variare sensibilmente da genere a genere e da famiglia a famiglia (le esigenze in fatto di terriccio di un <strong>cactus,</strong> ad esempio, possono essere molto diverse rispetto a quelle di una Crassula o di un&#8217;Agave). </span></p>
<p>Vediamo in questo articolo<strong> quali sono i migliori substrati per la coltivazione di cactus e piante grasse</strong> sulla base della mia esperienza e a seguito di prove e sperimentazioni con varie miscele nel corso degli anni. <strong>Nell&#8217;articolo vengono descritti nel dettaglio i vari substrati con le percentuali e i dosaggi dei singoli materiali</strong> (come pomice, torba, lapillo, sabbia, perlite, ecc.) che dovranno essere assemblati per arrivare al terriccio finale. (&#8230;)</p>
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