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	<title>Cactus e piante grasse, interviste con gli esperti di coltivazione</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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		<title>Un&#8217;Agave in piena fioritura in provincia di Brescia: un evento non unico ma molto raro. Le spettacolari foto</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Aug 2025 14:12:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non è un caso unico, ma è senza dubbio un caso raro. Una grande Agave coltivata in piena terra in Pianura Padana è arrivata alla piena maturità e ha portato a compimento la sua unica fioritura (l&#8217;Agave fiorisce al termine del ciclo vitale, ma lascia alla base i suoi polloni). Se questo evento è abituale &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/agave-fiore-brescia/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Un&#8217;Agave in piena fioritura in provincia di Brescia: un evento non unico ma molto raro. Le spettacolari foto"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è un caso unico, ma è senza dubbio un caso raro. <strong>Una grande Agave coltivata in piena terra in Pianura Padana è arrivata alla piena maturità e ha portato a compimento la sua unica fioritura</strong> (l&#8217;Agave fiorisce al termine del ciclo vitale, ma lascia alla base i suoi polloni). Se questo evento è abituale in regioni come la Liguria e un po&#8217; in tutto il Sud del Paese, è certamente molto raro al Nord Italia. In particolare a Brescia e non sul lago di Garda, dove moltissime Agavi vivono in piena terra. No, in un paese del bresciano che non affaccia sul lago. E&#8217; qui che nei mesi scorsi si è compiuto questo piccolo &#8220;miracolo&#8221; della natura, di fronte all&#8217;abitazione di due appassionati di cactus e piante grasse, <strong>Helga Colalè</strong> e <strong>Francesco Soldi</strong>.</p>
<p>Helga e Francesco sono amici di vecchia data, due persone meravigliose con una grande passione per le succulente e hanno potuto assistere giorno per giorno alla spettacolare fioritura di una delle due grandi Agavi che nel lontano 2012 hanno piantato in piena terra nel giardino di fronte alla loro abitazione. Ho visto più volte di persona queste due meravigliose piante &#8211; due Agavi americane &#8211; e a distanza di anni ho potuto apprezzare l&#8217;incredibile crescita di queste succulente, che Francesco e Helga hanno messo a dimora con tutti i crismi e hanno accudito per tanti anni.</p>
<p>Proprio nei mesi scorsi, Helga mi ha contattato per mostrarmi le prime foto della fioritura dell&#8217;Agave di sinistra e mi ha proposto di scrivere un articolo per <em>Il fiore tra le spine</em>. Ovviamente, ho accettato subito perché Helga e Francesco sono due cari amici e perché l&#8217;evento è davvero particolare e dimostra come anche in regioni del Nord sia possibile portare a completa fioritura un&#8217;Agave in piena terra, esposta e tutte le intemperie e agli umidi inverni della Lombardia.</p>
<p><strong>L&#8217;articolo che segue è a firma di Helga e Francesco e tratta in dettaglio la lunga storia dell&#8217;Agave, con accenni alla mitologia ad essa legata, e la storia della pianta fiorita nelle scorse settimane</strong>. Le splendide foto nella gallery a corredo dell&#8217;articolo testimoniano il percorso verso la fioritura, che si è sviluppata lungo uno stelo che ha raggiunto quasi otto metri di altezza. Alcuni scatti sono di Laura Gatta.</p>
<p><span id="more-20357"></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>di Helga Colalè e Francesco Soldi</strong></span></p>
<p><em>Nel linguaggio dei fiori e delle piante il fusto contenente i fiori dell’agave simboleggia la sicurezza. Il significato di eternità e sicurezza prese vita nel corso dell’800 e fu legato al fatto che questa pianta, data la sua maestosità, non porta alla mente nessuna immagine di distruzione o morte. L’agave ha, però, un altro significato, dovuto alla particolarità di fiorire una sola volta prima di morire; rappresenta infatti un amore talmente grande che può arrivare alla distruzione.</em></p>
<h2>La lunga storia dell&#8217;Agave</h2>
<figure id="attachment_20374" aria-describedby="caption-attachment-20374" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agave-nel-luglio-del-2013.avif"><img data-dominant-color="726c7f" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #726c7f;" decoding="async" class="wp-image-20374 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agave-nel-luglio-del-2013-150x150.avif" alt="Agave nel luglio del 2013" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agave-nel-luglio-del-2013-150x150.avif 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agave-nel-luglio-del-2013-250x250.avif 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agave-nel-luglio-del-2013-100x100.avif 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20374" class="wp-caption-text">L&#8217;Agave di Helga e Francesco nel luglio del 2013</figcaption></figure>
<p>Le piante di Agave furono scoperte sul finire del lontano 1400 da Cristoforo Colombo nelle isole Caraibiche. Esse <strong>furono portate in Europa, per la prima volta, soltanto dopo la conquista del Messico nella seconda decade del 1500</strong> ad opera di Hernán Cortés, che in nome di re Carlo I di Spagna, conquistò quei territori annettendoli all’impero spagnolo. Inizialmente, quella particolare pianta venne definita dagli europei, “aloe americana” per la grande somiglianza con l’aloe proveniente dall’Africa e già ampiamente conosciuta.</p>
<p>Nel 1753 il medico, botanico e naturalista svedese Linneo, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, le attribuì il nome Agave. <strong>Il termine Agave deriva dal greco e significa “illustre” “nobile” “meraviglioso”</strong>. Il perché abbia scelto proprio questo nome, non è dato saperlo, possiamo immaginare che sia stato ispirato dal portamento e dalla bellezza della pianta ma potremmo anche immaginare che il motivo risieda in una sorta di parallelismo tra la storia originale della pianta nella sua terra di provenienza e la mitologia greca.</p>
<p>Quando Cortés e gli spagnoli arrivarono in Messico, <strong>l’Agave era una pianta molto diffusa e molto utilizzata dai popoli nativi per il loro sostentamento</strong> quotidiano. Essa aveva già dei nomi come metl, mexcatl, maguey, ancora usato nel Messico centrale. Intorno all’origine dell’Agave c’è una leggenda dalle molteplici versioni che racconta una tragica storia.</p>
<h2>Le leggende legate alla pianta di Agave</h2>
<figure id="attachment_20380" aria-describedby="caption-attachment-20380" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agave-nel-settembre-2015.avif"><img data-dominant-color="8a7782" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #8a7782;" decoding="async" class="wp-image-20380 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agave-nel-settembre-2015-150x150.avif" alt="Agave nel settembre 2015" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agave-nel-settembre-2015-150x150.avif 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agave-nel-settembre-2015-250x250.avif 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agave-nel-settembre-2015-100x100.avif 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20380" class="wp-caption-text">Le Agavi di Helga e Francesco nel settembre del 2015</figcaption></figure>
<p>Si narra che il dio primordiale Ehécatl-Quetzalcóatl, detto anche serpente piumato, creatore della Terra e dell’uomo, volle fare dono alle sue creature del sentimento dell’amore che avrebbe portato loro gioia e risvegliato i loro spiriti. Per fare questo dovette chiedere aiuto a una bellissima Dea di nome Mayahuel, la quale era in possesso di <strong>una pianta magica in grado di risvegliare i cuori e le menti degli umani</strong>.</p>
<p>Mayahuel viveva in un posto tra il sole e le acque chiamato Ilhuicacitlalco, territorio delle stelle femminili, belle e giovani, che si manifestavano solo fuori e di notte e che erano sotto il comando della temibile Tzitzímitl. Quest’ultima era un demone celeste il cui scopo era impedire al sole di sorgere ogni giorno. Tzitzímitl era la custode di Mayahuel e non le avrebbe mai permesso di uscire dal recinto entro cui era prigioniera.</p>
<p>Un giorno Quetzalcóatl, nella sua forma di spirito del vento, arrivò leggero come una brezza da Mayahuel convincendola a seguirlo sulla Terra. I due ben presto si innamorarono ma temendo l’ira di Tzitzímitl, si trasformarono in un albero formato da due rami. Uno era il Prezioso Salice, Quetzalhuéxotl, ed era il ramo del Dio del Vento; mentre l’altro era un il ramo Fiorito, Xochicuáhuitl ed era quello di Mayahuel. I due rami si intrecciarono in un’unione divina con l’intenzione di restare così per sempre.</p>
<p>La terribile vendetta di Tzitzímitl non si fece però attendere e con al seguito le sue Tzitzimime, scese sulla Terra alla ricerca della giovane. Non appena vide il ramo dell’albero in fiore, Xochicuáhuitl, Tzitzímitl riconobbe immediatamente la giovane donna, si precipitò verso di lei e dilaniò il suo corpo dandolo in pasto alle Tzitzimime.</p>
<p>Dopo la terribile punizione, i demoni risalirono al cielo senza toccare il Prezioso Salice, Quetzalhuéxotl. A quel punto, il Dio del Vento si staccò dal suo ramo e andò alla ricerca dei resti della sua amata. Prese quei resti che erano già ossa e non più legno e si preparò a seppellirli e il suo pianto disperato e inarrestabile inzuppò la Terra.</p>
<p>La giovane Mayahuel non era però destinata a diventare polvere e dopo qualche tempo, <strong>nel luogo in cui riposavano le sue spoglie, nacque una bellissima pianta</strong>. Alla fine il Dio del Vento riuscì a riportare in vita la bellissima Mayahuel. Le piccole ossa di mani e piedi divennero radici, il cuore divenne la pigna centrale, e le costole divennero foglie robuste contornate di spine a proteggere il cuore della pianta. Un cuore che aveva assorbito le lacrime del dio Ehécatl, e che si sono trasformate in un liquido preziosissimo capace di placare tormenti e sofferenze, l’idromele.</p>
<p><strong>Questo liquido alcolico definito pulque veniva ampiamente utilizzato dagli aztechi nei loro rituali religiosi</strong> che avvenivano secondo il loro calendario e che prevedevano i sacrifici umani. Forse la dea Mayahuel facendo loro dono del pulque li aiutò a meglio sopportare lo scempio e gli eccessi che si perpetravano in quelle occasioni.</p>
<p>L’agave o maguey forniva loro anche cibo (idromele, miele, aceto), vestiti (coperte e corde, aghi e filo per cucire) e utensili (ciotole, contenitori, tronchi, piastrelle ecc.), nonché carta per i codici.</p>
<h2>L&#8217;Agave nella mitologia greca</h2>
<figure id="attachment_20382" aria-describedby="caption-attachment-20382" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agavi-sotto-la-neve.avif"><img data-dominant-color="6a7c81" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #6a7c81;" decoding="async" class="wp-image-20382 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agavi-sotto-la-neve-150x150.avif" alt="Agavi sotto la neve" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agavi-sotto-la-neve-150x150.avif 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agavi-sotto-la-neve-250x250.avif 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Agavi-sotto-la-neve-100x100.avif 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20382" class="wp-caption-text">Le Agavi di Helga e Francesco sotto la neve</figcaption></figure>
<p>Nella mitologia greca, Agave era una donna di nobili e divine origini. Figlia di Cadmo re di Tebe e di Armonia, a sua volta figlia di Ares, dio della guerra e Afrodite, dea della bellezza. Agave ebbe numerosi fratelli e sorelle tra cui Semele, dalla cui relazione con Zeus nacque Dioniso il re dell’ebbrezza, dell’estasi, della liberazione dei sensi. Dioniso, prima di ascendere all’olimpo, peregrinò per la Terra.</p>
<p>Al suo seguito c’erano le Baccanti e i Satiri che non si separavano mai da lui. Mentre i Satiri erano i suoi guardiani, le Baccanti o Menadi, di cui Agave faceva parte, erano le sue sacerdotesse. Queste donne si abbandonavano completamente alla volontà del dio, in uno stato di perenne delirio mistico totalmente estraniate dalla realtà. Raffigurate solitamente nude, o coperte solo con pelli di daino, portavano una corona d’edera e tra le mani stringevano un bastone di legno definito tirso.</p>
<p><strong>Divennero celebri per i cosiddetti Baccanali, ossia le feste in onore di Dioniso</strong> celebrate in varie città della Grecia. Durante queste feste, ogni freno inibitorio veniva abbandonato, gli istinti venivano liberati, la normale decenza dimenticata. La cerimonia del culto raggiungeva il suo apice con il pasto rituale durante il quale le Baccanti, nel tentativo di assimilare il Dio, dilaniavano e divoravano vivo un animale.</p>
<p>Agave aveva un figlio di nome Penteo che prese il posto del nonno Cadmo alla guida di Tebe. Quando Dioniso volle entrare a Tebe per stabilire il suo culto e con esso anche le pratiche orgiastiche attorno a cui questo ruotava, incontrò la ferma e decisa opposizione di Penteo, contrario a tutto ciò. La vendetta del Dio non si fece attendere, indusse Penteo alla follia costringendolo ad assumere le vesti di una Baccante e a prendere parte ad un Baccanale. Agave e le altre sacerdotesse lo scambiarono per un animale e seguendo le regole del rituale lo catturarono e lo fecero a pezzi.</p>
<p>Questo è ciò che racconta il greco Euripide, nell’omonima tragedia del 406 a. C. <strong>Anche nella mitologia greca quindi, Agave è un personaggio segnato da una storia triste e tragica</strong>. Un amore così grande e assoluto da portare all’autodistruzione, è questo il fil rouge che lega Agave a Mayahuel ed è questa la ragione per la quale, forse, Linneo ha così battezzato questa spettacolare pianta grassa.</p>
<h2>Le nostre Agavi Americane</h2>
<figure id="attachment_20376" aria-describedby="caption-attachment-20376" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Il-fiore-dellAgave-nel-primo-mese.avif"><img data-dominant-color="887982" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #887982;" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20376 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Il-fiore-dellAgave-nel-primo-mese-150x150.avif" alt="Il fiore dell'Agave nel primo mese" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Il-fiore-dellAgave-nel-primo-mese-150x150.avif 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Il-fiore-dellAgave-nel-primo-mese-250x250.avif 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2025/08/Il-fiore-dellAgave-nel-primo-mese-100x100.avif 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20376" class="wp-caption-text">L&#8217;Agave di Helga e Francesco con lo stelo floreale durante il primo mese</figcaption></figure>
<p>Due piante acquistate nel 2012 in vaso da 35cm altezza poco più di 1 mt. Messe in terra nel maggio 2013 e riposizionate nel 2014 con un terreno più drenato. Cresciute sotto le intemperie raggiungendo dimensioni notevoli in tempi relativamente brevi. Considerando che sono da 12 anni in terra e che la fioritura avviene intorno ai 20 anni di vita, probabilmente quando le abbiamo acquistate avevano 7 anni ma in vaso non avevano potuto crescere liberamente. Ad Aprile 2025 l&#8217;agave di sinistra, guardando la casa, ha iniziato la fioritura.</p>
<h2>Agave (Primo Levi)</h2>
<p><em>Non sono utile né bella, </em><br />
<em>non ho colori lieti né profumi; </em><br />
<em>le mie radici rodono il cemento, </em><br />
<em>e le mie foglie, marginate di spine, </em><br />
<em>mi fanno guardia, acute come spade. </em><br />
<em>Sono muta. </em><br />
<em>Parlo solo il mio linguaggio di pianta, </em><br />
<em>difficile a capire per te uomo. </em><br />
<em>È un linguaggio desueto, </em><br />
<em>esotico, poiché vengo di lontano, </em><br />
<em>da un paese crudele </em><br />
<em>pieno di vento, veleni e vulcani. </em><br />
<em>Ho aspettato molti anni prima di esprimere </em><br />
<em>questo mio fiore altissimo e disperato, </em><br />
<em>brutto, legnoso, rigido, ma teso al cielo. </em><br />
<em>È il nostro modo di gridare che </em><br />
<em>morrò domani. Mi hai capito adesso?</em></p>
<p><em>(10 settembre 1983 da “Ad ora incerta”, Garzanti, 1984)</em></p>
<h2>La gallery fotografica</h2>
<p>Nelle foto raccolte in questa gallery, potete osservare lo sviluppo del fiore dell&#8217;Agave di Helga e Francesco. Le immagini sono state scattate dall&#8217;inizio della fioritura, ossia dall&#8217;aprile del 2025, fino al completamento dello sviluppo dello stelo floreale, alla fine del mese di luglio.</p>
<p><strong>Cliccare per ingrandire le immagini.</strong></p>

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		<title>&#8220;Vi porto con me in Baja California a scoprire il rarissimo Ferocactus johnstonianus a spina rossa&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2024 09:34:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ferocactus johnstonianus è uno dei cactus più rari e ricercati dagli appassionati di cactacee. In particolare dagli amanti del genere Ferocactus e dai coltivatori che apprezzano piante succulente dotate di spine robuste, intricate e abbondanti. Quello che quasi nessuno sa è che se normalmente il Ferocactus johnstonianus è caratterizzato da splendidi grovigli di spine &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/ferocactus-johnstonianus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "&#8220;Vi porto con me in Baja California a scoprire il rarissimo Ferocactus johnstonianus a spina rossa&#8221;"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/ferocactus-johnstonianus/">&#8220;Vi porto con me in Baja California a scoprire il rarissimo Ferocactus johnstonianus a spina rossa&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[


<p><strong>Il <em>Ferocactus johnstonianus</em> è uno dei cactus più rari e ricercati dagli appassionati di cactacee</strong>. In particolare dagli amanti del genere <em>Ferocactus</em> e dai coltivatori che apprezzano piante succulente dotate di spine robuste, intricate e abbondanti. <strong>Quello che quasi nessuno sa è che se normalmente il <em>Ferocactus johnstonianus</em> è caratterizzato da splendidi grovigli di spine di colore giallo intenso, ne esistono anche esemplari a spina rossa</strong>. Uno dei primi studiosi di cactacee (da quel che si sa, il primo) a scoprire e documentare anche fotograficamente l&#8217;esistenza di questa rara variante è stato <strong>Francesco Soldi</strong>.</p>
<p>Francesco è un amico, un coltivatore esperto e uno studioso eccezionale, dotato di un grande spirito di osservazione e di una conoscenza enorme sul mondo dei <em>Ferocactus</em>, genere che ha seminato e coltivato con grande successo fino ad alcuni anni fa. </p>
<p>E&#8217; lui stesso, nel bellissimo racconto che volentieri pubblico qui di seguito, a descrivere il viaggio che lo ha portato a scoprire questa rara variante del <em>johnstonianus</em> a spina rossa. Leggete l&#8217;articolo e osservate le splendide foto scattate da Francesco. <strong>Quella che segue è una documentazione unica, la prima in assoluto sul <em>Ferocactus johnstonianus</em> a spina rossa. </strong></p>
<p>Ovviamente, <em>Il fiore tra le spine</em> ringrazia di cuore Francesco per aver regalato al sito una testimonianza unica, oltre che bellissima, che aggiunge un fondamentale capitolo allo studio del genere <em>Ferocactus</em>. Grazie Francesco, quello che mi hai concesso è un privilegio enorme. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-19454"></span></p>
<h2>Ferocactus johnstonianus a spina rossa: una rarità assoluta</h2>
<p><strong>di Francesco Soldi</strong></p>
<p>Solo una combinazione fortunata di eventi, che devono coincidere tutti nella stessa giornata, una programmazione accurata, ed una buona dose di coraggio possono permettere all&#8217;esploratore di incontrare, in habitat, una delle specie più affascinanti dell&#8217;intero panorama &#8220;cactofilo&#8221;&#8230;</p>
<figure id="attachment_19501" aria-describedby="caption-attachment-19501" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Uno-scorcio-dellisola-Angel-de-la-Guarda.-Bella-ma-inospitale-jpg.webp"><img data-dominant-color="607984" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #607984;" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-19501 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Uno-scorcio-dellisola-Angel-de-la-Guarda.-Bella-ma-inospitale-150x150.webp" alt="Uno scorcio dell'isola Angel de la Guarda" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Uno-scorcio-dellisola-Angel-de-la-Guarda.-Bella-ma-inospitale-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Uno-scorcio-dellisola-Angel-de-la-Guarda.-Bella-ma-inospitale-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Uno-scorcio-dellisola-Angel-de-la-Guarda.-Bella-ma-inospitale-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19501" class="wp-caption-text">Uno scorcio dell&#8217;isola Angel de la Guarda (foto F. Soldi &#8211; cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Il destino volle che in una splendida giornata di Ottobre 2018, <strong>sulla sperduta Isla Angel de la Guarda</strong>, l&#8217;incontro tanto sognato divenne realtà&#8230; Quel giorno in Baja de Los Angeles, la partenza fu di primo mattino, quando il sole doveva ancora fare capolino, in compagnia dell&#8217;amico Aldo Delladdio e compagna e di un suo conoscente Messicano, a bordo di una piccola imbarcazione guidata da un valido e competente pescatore del luogo, l&#8217;avventura ebbe inizio.</p>
<p>Il mar de Cortez era calmo e poco dopo, il sorgere del sole ne risaltava i colori. Il tempo scorreva lento e i contorni dell&#8217;isola ancor lontana si stagliavano nitidi all&#8217;orizzonte&#8230; Le piante si trovano sul lato opposto dell&#8217;isola quindi è necessario circumnavigarla per poi compiere ancora un lungo tratto prima di giungere alla meta.</p>
<p>Dopo tre ore mezza circa la piccola imbarcazione attraccò sulla riva. Zainetto in spalla attraversammo un lungo tratto pianeggiante, costellato da pochi ciuffi d&#8217;erba e cespugli bassi. Il sole, nonostante la stagione, batteva ancora forte e non c&#8217;era la possibilità di trovare un po&#8217; d&#8217;ombra ed anche l&#8217;acqua era inesistente.</p>
<p>Dopo un&#8217;ora circa di cammino giungemmo di fronte alle prime scarpate rocciose, che conducono su colline alte su per giù 300/400 metri, salendo poco più in alto ecco il primo <em>johnstonianus</em>, in tutta la sua incredibile bellezza, un&#8217;emozione forte, non descrivibile a parole, mi pervase.</p>
<figure id="attachment_19493" aria-describedby="caption-attachment-19493" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-sulla-spiaggia-a-poche-decine-di-metri-dal-mare-jpg.webp"><img data-dominant-color="7a6b63" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #7a6b63;" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-19493 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-sulla-spiaggia-a-poche-decine-di-metri-dal-mare-150x150.webp" alt="Ferocactus johnstonianus sulla spiaggia a poche decine di metri dal mare (foto Francesco Soldi)" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-sulla-spiaggia-a-poche-decine-di-metri-dal-mare-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-sulla-spiaggia-a-poche-decine-di-metri-dal-mare-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-sulla-spiaggia-a-poche-decine-di-metri-dal-mare-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19493" class="wp-caption-text">Ferocactus johnstonianus sulla spiaggia a poche decine di metri dal mare (foto F. Soldi &#8211; cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Salendo ancora, l&#8217;incontro con altre piante divenne più semplice. Esse potevano misurare pochi centimetri, di forma tondeggiante, fino a superare il metro d&#8217;altezza di forma cilindrica. Tutte con spine gialle, o gialle tendenti al rosso le giovani apicali ancora in crescita, su piante piccole o medio piccole. <strong>Alcune piante sono presenti anche sulla spiaggia, sassosa, a poche decine di metri dal mare</strong>, probabilmente nate da semi trasportati, dall&#8217; acqua, scesa dai pendii durante le piogge.</p>
<p>Le fotografie si sprecavano e intanto il tempo rubava ai nostri cuori, le ultime emozioni&#8230; Così iniziammo di buon passo a scendere verso la barca e <strong>fu proprio lì l&#8217;incontro che lasciò tutti alquanto stupiti, nascosto dietro ad un cespuglio, un <em>johnstonianus</em> di medie dimensioni con le spine completamente rosse</strong>, un colore che riferito a questa specie, per mia conoscenza, non è mai stato ufficialmente menzionato fino ad ora.</p>
<figure id="attachment_19483" aria-describedby="caption-attachment-19483" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Baja-California-compagni-di-viaggio-al-ritorno-jpg.webp"><img data-dominant-color="27506a" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #27506a;" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-19483 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Baja-California-compagni-di-viaggio-al-ritorno-150x150.webp" alt="Baja California, compagni di viaggio al ritorno (foto Francesco Soldi)" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Baja-California-compagni-di-viaggio-al-ritorno-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Baja-California-compagni-di-viaggio-al-ritorno-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Baja-California-compagni-di-viaggio-al-ritorno-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19483" class="wp-caption-text">Compagni di viaggio al ritorno (foto F. Soldi &#8211; cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Il viaggio di ritorno non fu così tranquillo come all&#8217;andata, il mare piuttosto increspato faceva sobbalzare la piccola barca, che procedeva saltellando tra le onde. Fu per me un lungo ed estenuante rientro. Però, voltando di tanto in tanto la testa per un ultimo saluto all&#8217;isola, la paura svaniva e nel cuore splendeva ancora alto il sole&#8230;</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"><strong> FEROCACTUS JOHNSTONIANUS &#8211; SCHEDA </strong></span> Pianta endemica dell&#8217;isla Angel de la Guarda, situata in Baja California, nella parte Nord del golfo di California, in Messico.</p>
<p>Sinonimi: <em>Ferocactus acanthodes v. johnstonianus</em> (Britton &amp; Rose) G. Unger (1992)</p>
<p>Etimologia: il nome fa riferimento al botanico statunitense, Ivan Murray Johnston (1898-1960) che ha insegnato in California e all&#8217; università di Harvard.</p>
<p>Sezione: <em>Ferocactus robustus group.</em></p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"><strong> DESCRIZIONE </strong></span><span style="color: #ffffff;">&#8211;</span>Pianta dalla crescita solitaria. Fusto da globoso nelle piante piccole e di media grandezza, a cilindrico nelle piante adulte. Per forma è somigliante al <em>Ferocactus acanthodes</em>, di cui probabilmente è una disgiunzione isolana, che nel tempo ha sviluppato caratteristiche proprie.<br />Alto fino a più di un metro, con 35 cm. massimo di diametro, le costolature possono variare da 24 a 31.</p>
<p>Le spine sono presenti in numero che può variare da 22 a 25, curvate più o meno verso il corpo pianta, lunghe fino a 7 cm, gialle o gialle tendenti al rosso, nelle giovani piante, molto più raramente completamente rosse anche in piante adulte.</p>
<figure id="attachment_19491" aria-describedby="caption-attachment-19491" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-con-un-groviglio-di-spine-eccezionale-jpg.webp"><img data-dominant-color="56472f" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #56472f;" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-19491 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-con-un-groviglio-di-spine-eccezionale-150x150.webp" alt="Ferocactus johnstonianus con un groviglio di spine eccezionale (foto Francesco Soldi)" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-con-un-groviglio-di-spine-eccezionale-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-con-un-groviglio-di-spine-eccezionale-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-con-un-groviglio-di-spine-eccezionale-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19491" class="wp-caption-text">Ferocactus johnstonianus con un groviglio di spine eccezionale (foto F. Soldi &#8211; cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Interessante questa variante con spine di colore rosso</strong> che nei prossimi anni potrebbe aumentare la sua presenza sull&#8217;isola. Un po&#8217; come lo è stato per il <em>Ferocactus chrysacanthus</em> sull&#8217;isla Cedros, descritto in passato come prevalentemente a spine gialle, ma negli ultimi anni la percentuale di piante a spine gialle e a spine rosse nonché di colore intermedio (arancione) si è praticamente pareggiata. <strong>I fiori sono imbutiformi</strong>, gialli o gialli con i petali esterni sfumati di rosso, fino a 5 cm. di lunghezza e 3,5 cm. di diametro, stigmi di color carne.</p>
<p><strong>I frutti sono gialli</strong> e possono essere lunghi 2,5/3 cm. <strong>I semi sono di colore nero</strong>, lunghi 2/2,5 mm. larghi 1,5 mm.</p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"><strong> COLTIVAZIONE </strong></span> La semina di questa specie <strong>non presenta particolari difficoltà</strong> ed è del tutto simile a quella delle altre specie che compongono il genere.<br />Anche la coltivazione è del tutto simile alle altre specie, quindi da considerarsi non particolarmente difficile, anche se la crescita è abbastanza lenta.</p>
<p>Q<strong>uesta pianta in habitat cresce in pieno sole</strong>, senza nemmeno un filo d&#8217;ombra.<br />Quindi anche in coltivazione è consigliabile un&#8217;esposizione in pieno sole o comunque con la massima luce possibile.</p>
<p><strong>Le annaffiature è bene che siano abbastanza distanziate</strong> nel tempo e anche legate al tipo di composta usata. Il terriccio comunque deve essere ben asciutto tra una annaffiatura e l&#8217;altra.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda la composta</strong>, personalmente faccio uso di un 40% di terra di campo tendente all&#8217;argilloso, 30% di pomice, 15% di lapillo e 15% di sabbia di fiume.</p>
<p>Infine, <strong>per giungere a fioritura</strong> il <em>johnstonianus</em> ha bisogno di raggiungere una cospicua dimensione, con una coltivazione rigida, il più possibile simile a quella in natura. <strong>Comunque non è facile vedere, in coltivazione, questa specie in fiore</strong>.</p>
<h2>Le foto scattate da Francesco in habitat (cliccare per ingrandire)</h2>

<a href='https://www.ilfioretralespine.it/ferocactus-johnstonianus-a-spine-rosse-per-mia-conoscenza-mai-descritto-o-menzionato-fino-ad-ora/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-a-spine-rosse-per-mia-conoscenza-mai-descritto-o-menzionato-fino-ad-ora-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail not-transparent" alt="Ferocactus johnstonianus a spine rosse, per mia conoscenza mai descritto o menzionato fino ad ora" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-a-spine-rosse-per-mia-conoscenza-mai-descritto-o-menzionato-fino-ad-ora-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-a-spine-rosse-per-mia-conoscenza-mai-descritto-o-menzionato-fino-ad-ora-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Ferocactus-johnstonianus-a-spine-rosse-per-mia-conoscenza-mai-descritto-o-menzionato-fino-ad-ora-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" data-has-transparency="false" data-dominant-color="5e443a" style="--dominant-color: #5e443a;" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/vecchio-esemplare-di-ferocactus-johnstonianus-alto-piu-di-un-metro/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Vecchio-esemplare-di-Ferocactus-johnstonianus-alto-piu-di-un-metro-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail not-transparent" alt="Vecchio esemplare di Ferocactus johnstonianus alto più di un metro (foto Francesco Soldi)" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Vecchio-esemplare-di-Ferocactus-johnstonianus-alto-piu-di-un-metro-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Vecchio-esemplare-di-Ferocactus-johnstonianus-alto-piu-di-un-metro-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Vecchio-esemplare-di-Ferocactus-johnstonianus-alto-piu-di-un-metro-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" data-has-transparency="false" data-dominant-color="535d63" style="--dominant-color: #535d63;" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/particolare-dei-frutti-di-ferocactus-johnstonianus/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Particolare-dei-frutti-di-Ferocactus-johnstonianus-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail not-transparent" alt="Particolare dei frutti di Ferocactus johnstonianus (foto Francesco Soldi)" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Particolare-dei-frutti-di-Ferocactus-johnstonianus-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Particolare-dei-frutti-di-Ferocactus-johnstonianus-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Particolare-dei-frutti-di-Ferocactus-johnstonianus-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" data-has-transparency="false" data-dominant-color="725733" style="--dominant-color: #725733;" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/parte-piu-a-sud-dellisla-angel-de-la-guarda-e-necessario-circumnavigare-per-passare-dallaltro-lato/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Parte-piu-a-Sud-dellIsla-Angel-de-la-Guarda-e-necessario-circumnavigare-per-passare-dallaltro-lato-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail not-transparent" alt="Parte più a Sud dell&#039;Isla Angel de la Guarda, è necessario circumnavigare per passare dall&#039;altro lato" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Parte-piu-a-Sud-dellIsla-Angel-de-la-Guarda-e-necessario-circumnavigare-per-passare-dallaltro-lato-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Parte-piu-a-Sud-dellIsla-Angel-de-la-Guarda-e-necessario-circumnavigare-per-passare-dallaltro-lato-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Parte-piu-a-Sud-dellIsla-Angel-de-la-Guarda-e-necessario-circumnavigare-per-passare-dallaltro-lato-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" data-has-transparency="false" data-dominant-color="596c79" style="--dominant-color: #596c79;" /></a>
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		<title>Il substrato per coltivare i cactus: un approfondimento sulle tipologie di terra che possiamo utilizzare</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2024 08:08:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Terreno di campo: un tema molto dibattuto tra gli appassionati di cactus e piante grasse. Attenzione, la terra non è il substrato in cui coltivare i cactus. La terra di campo è semplicemente uno degli elementi con i quali realizzare il substrato, ossia il terriccio finale, che si ottiene aggiungendo altri elementi, soprattutto inerti, come &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terreno-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il substrato per coltivare i cactus: un approfondimento sulle tipologie di terra che possiamo utilizzare"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terreno-cactus/">Il substrato per coltivare i cactus: un approfondimento sulle tipologie di terra che possiamo utilizzare</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p><strong>Terreno di campo: un tema molto dibattuto tra gli appassionati di cactus e piante grasse. Attenzione, la terra non è il substrato in cui coltivare i cactus. La terra di campo è semplicemente uno degli elementi con i quali realizzare il substrato, ossia il terriccio finale, che si ottiene aggiungendo altri elementi, soprattutto inerti, come pomice, lapillo, torba, ghiaia, sabbia, perlite ecc</strong>.</p>
<p>Per realizzare un buon substrato, drenante e sciolto, servono dunque più elementi. In questo articolo, a firma dell&#8217;amico <strong>Francesco Soldi</strong>, affrontiamo in dettaglio le <strong>tipologie e le caratteristiche della terra di campo</strong>, così da fugare qualche dubbio, dal momento che sono in moltissimi a domandarsi quale tipo di terra sia idonea alla coltivazione delle cactacee: argillosa, sabbiosa, limosa, calcarea&#8230; Grazie a Francesco <strong>impariamo anche a riconoscere le varie tipologie di terra di campo</strong>.</p>
<p><strong>In generale, possiamo considerare la terra di campo come un&#8217;ottima base da cui partire per realizzare un corretto substrato per cactus e piante grasse</strong>, ma è importante conoscere le proprietà della terra che si utilizza, così da ottenere, dopo l&#8217;aggiunta di inerti, un terriccio perfetto per queste piante. </p>
<p>Ecco allora, nell&#8217;articolo di Francesco Soldi, un coltivatore esperto e di grande abilità, un interessante approfondimento sulla terra di campo. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-19389"></span></p>
<h2>Premessa all&#8217;articolo</h2>
<p>Una piccola premessa tanto sull&#8217;autore dell&#8217;articolo quanto sul tema trattato. <strong>Francesco Soldi è un coltivatore esperto</strong>: si occupa, con dedizione e studio, di cactus da decenni e ha sviluppato negli anni una conoscenza formidabile sul genere <em>Ferocactus</em>, diventando un&#8217;autorità in materia. Da alcuni anni, tuttavia, Francesco si è concentrato sulla coltivazione degli <em>Echinocactus</em> e in particolare sulla specie <em>horizonthalonius</em>. E considerate le sue abilità, la sua propensione per lo studio e l&#8217;osservazione, c&#8217;è da scommettere che diventerà ben presto un punto di riferimento anche per quanto riguarda questa specie. Da tempo ha creato anche una pagina Facebook dedicata interamente a questa specie: <a href="https://www.facebook.com/groups/186301366614053/?ref=share"><strong>la trovate a questo link</strong></a>.</p>
<figure id="attachment_19409" aria-describedby="caption-attachment-19409" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-jpg.webp"><img data-dominant-color="9f8e83" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #9f8e83;" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-19409 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-150x150.webp" alt="Terreno a tessitura media, limoso" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19409" class="wp-caption-text">Terreno a tessitura media, limoso (foto Francesco Soldi; cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Riguardo al tema trattato, ricordiamo che <strong>il terreno (la terra di campo) è solo uno dei tanti materiali che si possono usare per realizzare un buon substrato</strong> <strong>(o terriccio) per cactus e succulente.</strong> Se volete avere una panoramica dei vari elementi che si possono utilizzare con queste piante, <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus-torba/"><strong>potete leggere questo articolo</strong></a>. Se, invece, volete conoscere i vari substrati per cactus e succulente, sapere in quali proporzioni utilizzare i singoli materiali anche in base ai generi coltivati, <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus-substrati/"><strong>potete leggere quest&#8217;altro articolo</strong></a>.</p>
<p>Ma ora passiamo all&#8217;articolo di Francesco, che naturalmente ringrazio di cuore per il prezioso contributo. Anche le foto a corredo dell&#8217;articolo sono state fornite da Francesco.</p>
<h2>Cos&#8217;è il terreno di campo e quali sono le principali tipologie</h2>
<p><em><strong>di Francesco Soldi</strong></em></p>
<p>La terra di campo mediamente è composta per il 90% da una parte inorganica e per il 10% da una organica. L&#8217;esatta composizione è decisa dalla natura per quanto riguarda i terreni incolti. E&#8217; decisa dalla natura in collaborazione con l&#8217;uomo là dove il terreno è coltivato.</p>
<p>Essenzialmente esistono 4 tipi principali di terreno, che sono i più diffusi a livello globale. Questi sono:<br />&#8211; <strong>terreno argilloso;</strong><br />&#8211;<strong> terreno sabbioso</strong>;<br />&#8211; <strong>terreno limoso</strong>;<br />&#8211; <strong>terreno calcareo</strong>.</p>
<p>Poi, ovviamente, esistono le vie di mezzo tra questi tipi di terreno e altre tipologie meno diffuse, come i terreni vulcanici ed altri ancora.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> ARGILLOSO </strong></span> &#8211; Un terreno argilloso o pesante o compatto, in agronomia, è un suolo la cui tessitura è composta da oltre il 18% in argilla sul totale della terra fine. <strong>È una tipologia di terra piuttosto fertile</strong>, le sue proprietà chimiche infatti lo rendono ricco di nutrienti come il <strong>potassio, il fosforo e il calcio</strong> che sono essenziali per la crescita delle piante. È quindi adatto a molteplici tipi di coltivazioni. <strong>Per via della sua compattezza non è facile da lavorare</strong>, ma con l&#8217;aggiunta di sabbia per esempio è possibile migliorare la struttura del terreno e renderlo più friabile.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> SABBIOSO </strong></span> &#8211; Il terreno sabbioso è un tipo di terreno che <strong>ha una grande quantità di sabbia e poca argilla o limo</strong>. È noto per la sua struttura grossolana e la sua capacità di drenare rapidamente l&#8217;acqua, il che può portare a una scarsa ritenzione di nutrienti e umidità. Il terreno sabbioso può essere migliorato con l&#8217;aggiunta di compost o di altri materiali organici, per aumentare la sua capacità di ritenzione di acqua e nutrienti.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> LIMOSO </strong></span> &#8211; Il terreno limoso è un suolo <strong>costituito al 10% di sabbia, all&#8217;80% di limo e al 10% di argilla</strong>. È considerato uno dei tipi di terreno più fertili e la sua struttura consente un buon drenaggio dell’acqua e una buona aerazione per le radici. Ha inoltre un pH neutro che può andar bene per la maggioranza delle piante.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> CALCAREO </strong></span> &#8211; Il terreno calcareo è un tipo di suolo che <strong>contiene una grande quantità di carbonato di calcio</strong>, un composto chimico che può avere un impatto significativo sulla salute delle piante. Questo tipo di terreno è spesso associato a un pH elevato, il che significa che<strong> è meno acido rispetto ad altri tipi di terreno</strong>, quindi ad esempio poco adatto per piante acidofile. Un’altra caratteristica unica del terreno calcareo è la sua struttura. <strong>Questo tipo di suolo tende ad essere molto drenante</strong>, il che significa che l’acqua scorre facilmente attraverso di esso. Questo può essere un vantaggio in aree con molta pioggia, poiché può aiutare a prevenire il ristagno d’acqua e il conseguente marciume delle radici. Tuttavia, in aree con poca pioggia, questo può rendere difficile mantenere il suolo adeguatamente idratato.</p>
<h2>Come riconoscere le varie tipologie di terreno?</h2>
<figure id="attachment_19407" aria-describedby="caption-attachment-19407" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-jpg.webp"><img data-dominant-color="a38370" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #a38370;" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-19407 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-150x150.webp" alt="Terreno a tessitura media, limoso e bagnato" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19407" class="wp-caption-text">Terreno a tessitura media, limoso e bagnato (foto Francesco Soldi; cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Un metodo semplice consiste nello stringere in un pugno una manciata di terreno umido: <strong>se aprendo la mano rimane plasmata in modo ben delineato la forma delle dita, il terreno è certamente argilloso e si dice che è compatto e pesante</strong>. Al contrario <strong>se la manciata di terra si sbriciola facilmente nel palmo, si tratta di un terreno sabbioso che è quindi molto sciolto</strong>. <strong>Se invece stringendo il pugno si avverte che la piccola quantità di terra è elastica ma sfregandola si sbriciola, quindi né troppo compatta né troppo incoerente, senza alcun dubbio è un giusto mix di componenti che rendono questa terra limosa e a medio impasto</strong>. Infine <strong>un terreno calcareo è solitamente di colore chiaro perché contiene pezzi di calcare bianco o tendente al giallo e in genere ha una consistenza piuttosto fine</strong>. Un metodo abbastanza semplice per capire se un terreno è calcareo consiste nel prelevarne una piccola quantità e metterla in un bicchiere. Aggiungere poi qualche goccia di un reagente, che può essere acido muriatico, oppure aceto puro, o succo di limone, e osservare se produce una effervescenza. Più questa è accentuata, più il terreno è calcareo.</p>
<p>Personalmente uso terreno di campo da oltre 40 anni e sinceramente non potrei più farne a meno. <strong>È inoltre bene ricordare che in habitat, la stragrande maggioranza delle piante succulente vive e prospera proprio su terreno di campo, misto a sassi, pietrisco e sabbia</strong>. Qui nella mia zona (il bresciano; ndr) è possibile trovare un terreno limoso e un terreno limoso tendente all&#8217;argilloso e, spostandosi un po&#8217;, anche un terreno calcareo.</p>
<h2>Quale tipologia di terra utilizzare?</h2>
<figure id="attachment_19401" aria-describedby="caption-attachment-19401" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Echinocactus-horizonthalonius-v.-nicholii-jpg.webp"><img data-dominant-color="8f7366" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #8f7366;" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-19401 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Echinocactus-horizonthalonius-v.-nicholii-150x150.webp" alt="Echinocactus horizonthalonius v. nicholii" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Echinocactus-horizonthalonius-v.-nicholii-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Echinocactus-horizonthalonius-v.-nicholii-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Echinocactus-horizonthalonius-v.-nicholii-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19401" class="wp-caption-text">Echinocactus horizonthalonius v. nicholii (foto Francesco Soldi; cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Negli anni ho notato che il terreno migliore su cui coltivare molte specie è quello limoso o limoso argilloso (per gli <a href="https://ilfioretralespine.it/echinocactus-horizonthalonius/"><strong><em>horizonthalonius</em></strong></a> mi sento di consigliare un terreno limoso o leggermente tendente all&#8217;argilloso). Ovviamente per le nostre piante <strong>non va usato al 100% ma misto ai vari inerti che conosciamo un po&#8217; tutti, tipo pomice, lapillo, sabbia, marna ecc</strong>. le cui percentuali possono variare da specie a specie. <strong>Il terreno di campo oltre ad essere ricco dei vari minerali, contiene anche una serie di batteri utili per le nostre piante</strong>.</p>
<p>Una menzione va anche al <strong>terriccio universale</strong>, che molti di voi usano, un composto artificiale studiato dall&#8217;uomo, che è formato essenzialmente da torba e compost organico, il cui vantaggio è quello di essere facilmente reperibile da chiunque, ma per struttura fisica e completezza non è di certo paragonabile al terreno di campo, il cui svantaggio è quello, nonostante ne siamo circondati, di essere di più difficile reperimento.</p>
<p>Come vedete queste diversità non sono un limite, anzi costituiscono molteplici opportunità nella coltivazione delle nostre piante grasse, <strong>si tratta solo di sperimentare un po&#8217; per capire quale tipologia di terreno è meglio per loro per non fermarsi al solo terriccio universale</strong>.</p>
<p>In conclusione, in base alla mia esperienza, posso dirvi che <strong>per avere piante più sane, robuste e dall&#8217;aspetto più naturale, senza dubbio, è meglio usare il terreno di campo</strong>.</p>
<h2>La gallery (foto di Francesco Soldi)</h2>

<a href='https://www.ilfioretralespine.it/substrato-con-terra-di-campo-usato-da-francesco-soldi/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Substrato-con-terra-di-campo-usato-da-Francesco-Soldi-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail not-transparent" alt="Substrato per cactus realizzato con terra di campo e usato da Francesco Soldi" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Substrato-con-terra-di-campo-usato-da-Francesco-Soldi-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Substrato-con-terra-di-campo-usato-da-Francesco-Soldi-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Substrato-con-terra-di-campo-usato-da-Francesco-Soldi-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" data-has-transparency="false" data-dominant-color="9d928c" style="--dominant-color: #9d928c;" /></a>
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		<title>Vi portiamo con noi in un eccezionale &#8220;tour fotografico&#8221; nel Giardino dei Cactus di Lanzarote</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 11:00:43 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/giardino-lanzarote/">Vi portiamo con noi in un eccezionale &#8220;tour fotografico&#8221; nel Giardino dei Cactus di Lanzarote</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p>Caratterizzata dal suo panorama “lunare”, l’isola di Lanzarote è parte integrante delle Canarie, situate al largo della costa dell&#8217;Africa Occidentale. Le Canarie sono sotto il dominio della Spagna e sono rinomate per il clima sempre mite, per le splendide spiagge e per i paesaggi vulcanici, in particolare proprio su Lanzarote. Proprio il clima ideale ha favorito la creazione, su questa piccola isoletta che si estende su meno di 900 chilometri quadrati, la creazione di un “Giardino dei Cactus” famoso in tutto il mondo, un vero e proprio paradiso per gli amanti delle piante succulente.</p>
<p>Seguiteci in un &#8220;tour fotografico&#8221; attraverso queste meraviglie botaniche. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-16163"></span></p>
<p>Da <a href="https://www.spain.info/it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Spain.Info</strong></a> si apprende che “<em>Il Giardino dei Cactus si trova in una vecchia cava da cui si estraevano le ceneri vulcaniche o i detriti utilizzati dagli antichi coltivatori di fichi d’india per conservare l’umidità notturna del terreno. L’artista César Manrique seppe vedere in questo scenario la possibilità di riconvertire uno spazio residuale in una curiosa area suddivisa in terrazze dove si coltivano oltre 1400 specie di cactus perfettamente classificati. Il complesso, che possiede il marchio inconfondibile di Manrique, è presieduto da un mulino a vento anticamente impiegato nella macina del mais e oggi funzionante a fini didattici</em>”.</p>
<p>Nel complesso, il Giardino botanico si estende su circa 5.000 metri quadrati ed è stato inaugurato nel 1990. Una curiosità: il Giardino è circondato dalla più grande piantagione di cactus dell’isola, dedicata alla coltura di cocciniglia – sì, proprio uno dei principali parassiti animali delle succulente –, utilizzato sin dall’antichità per ricavarne il caratteristico colore rosso con cui tingere i tessuti.</p>
<p>In dettaglio, il Giardino ospita circa 10.000 piante succulente appartenenti a oltre 1.400 specie provenienti da svariate aree del mondo (fatta eccezione per le cactacee, che crescono spontanee solo nelle Americhe).</p>
<p>In questo splendido reportage fotografico, realizzato nei mesi scorsi dall’amico <strong>Luca Effretti</strong>, <em>Il fiore tra le spine</em> vi accompagna lungo una visita virtuale tra le bellissime piante del Giardino di Lanzarote. Si possono osservare magnifici e imponenti esemplari di <em>Euphorbia, Ferocactus, cereus, Mammillaria, Agavi, Aeonium</em> e molto altro ancora!</p>
<blockquote>
<p><span style="color: #008000;">Tutte le foto sono state gentilmente concesse da Luca Effretti (cliccare le immagini per ingrandire)</span></p>
</blockquote>

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		<title>In viaggio nello stato messicano del Querétaro a caccia del rarissimo Strombocactus corregidorae</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 16:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste e contributi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Elvia e Moreno sono compagni di vita ma anche compagni di viaggio. Condividono la passione per cactus e succulente e viaggiano molto in Messico e nelle Americhe per osservare le succulente in habitat. In questo graditissimo contributo ci raccontano la loro esperienza nello stato messicano di Querétaro, a caccia di una pianta particolarissima e rara: &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/strombocactus-corregidorae/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "In viaggio nello stato messicano del Querétaro a caccia del rarissimo Strombocactus corregidorae"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/strombocactus-corregidorae/">In viaggio nello stato messicano del Querétaro a caccia del rarissimo Strombocactus corregidorae</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Elvia e Moreno sono compagni di vita ma anche compagni di viaggio. Condividono la passione per cactus e succulente e viaggiano molto in Messico e nelle Americhe per osservare le succulente in habitat. In questo graditissimo contributo ci raccontano la loro esperienza nello stato messicano di Querétaro, a caccia di una pianta particolarissima e rara: <em>Strombocactus corregidorae</em>, una specie descritta solo in tempi relativamente recenti e difficilmente ammirabile nelle collezioni degli appassionati. (&#8230;)</span></p>
<p><span id="more-1762"></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">di Elvia e Moreno</span></strong></span></p>
<p><figure id="attachment_1774" aria-describedby="caption-attachment-1774" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/11-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1774 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/11-1-150x150.jpg" alt="Strombocactus corregidorae" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1774" class="wp-caption-text">Strombocactus corregidorae (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><em>Strombocactus corregidorae</em> è l&#8217;ultima specie di <em>Strombocactus</em> descritta nel 2010 nella rivista messicana di biodiversità, pianta interessante per la non somiglianza da adulta con le altre del genere. E&#8217; stata individuata nel nord del Messico, al confine degli Stati di Querétaro ed Hidalgo nelle zone del Rio Moctezuma. Cresce su pareti verticali, lungo il versante sud di rocce calcaree del cretacico superiore, a circa mt.1500. Questa specie si differenzia da <em>Strombocactus disciformis</em> per il fusto più grande, che nelle piante adulte arriva fino a 25-28 centimetri contro i 12 centimetri al massimo dello <em>Strombocactus disciformis. </em>Si differenzia inoltre per le spine persistenti, rigide, più lunghe, spesse e grigio-nere (mentre nella specie <em>disciformis</em> sono flessibili), e per il fiore giallo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nel 2013, programmando il nostro solito viaggio in Messico, pensiamo che abbiamo il tempo per fare un tentativo di vederlo in habitat. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ottobre: si parte con l’amico Cedric per tre settimane di tour, le prime due in Baja California, l’ultima in alcune zone nel centro del Paese. Lo <em>Strombocactus</em> vive sulle pareti rocciose lungo il Rio Moctezuma che segna il confine tra gli Stati di Querétaro e Hidalgo; questo fiume è famoso per la “Presa Zimapan”, la diga che aveva messo in serio pericolo l‘habitat dell’<em>Echinocactus grusonii</em>.</span></p>
<p><figure id="attachment_1772" aria-describedby="caption-attachment-1772" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/9-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1772 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/9-1-150x150.jpg" alt="Strombocactus corregidorae" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1772" class="wp-caption-text">Due Strombocactus corregidorae con i fiori da poco chiusi (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Riuscire a trovarlo non è stata cosa facile. Quella mattina pioveva e più salivamo per le montagne a nord del grande lago più aumentavano i dubbi di riuscire a percorrere la strada sterrata, fino al paese di Maconi: curve dopo curve in mezzo a fitti boschi. Arrivati al paese abbiamo dovuto lasciare l’auto perché la sterrata che era servita per la costruzione dell’acquedotto (che porta l’acqua a Città Querétaro) era in pessime condizioni: non servendo più era stata abbandonata. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Non avendo indicazioni precise dovemmo andare per tentativi. </span></p>
<p><figure id="attachment_1768" aria-describedby="caption-attachment-1768" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/5-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1768 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/5-1-150x150.jpg" alt="Strombocactus corregidorae" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1768" class="wp-caption-text">Particolare delle spine lunghe di questa specie (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per fortuna smise di piovere. Valutiamo il terreno: stiamo cercando pareti quasi verticali, di calcare e con sedimenti clastici quasi privi di vegetazione. Siamo in alto a circa 2.000 metri con poche radure in mezzo alla fitta boscaglia; il terreno non è buono e nemmeno l’altitudine: decidiamo così di scendere verso il fiume. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quando siamo circa a mezza costa nella discesa veniamo fermati da due guardie del controllo ambientale: ci fanno mezz’ora di paternale chiedendoci se avevamo il permesso per camminare in quella zona, che è zona federale, che sono stufi degli europei che vanno là per prelevare le piante, etc, etc… Alla fine ci lascia spiegare il motivo della nostra presenza. Le nostre spiegazioni lo convincono che non abbiamo cattive intenzioni, che vogliamo solo scattare foto, così ci dà un permesso di due ore, dopo di che dobbiamo andarcene via. Per tutto il tempo abbiamo avuto un binocolo che ci guardava passo passo.</span></p>
<p><figure id="attachment_1769" aria-describedby="caption-attachment-1769" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/6-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1769 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/6-1-150x150.jpg" alt="Strombocactus corregidorae" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1769" class="wp-caption-text">Il fusto allungato di questa specie (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Calcolando il tempo a disposizione siamo corsi giù di corsa verso il fiume. Il terreno qui è buono e troviamo: <em>Astophytum ornatum</em>, <em>Mammillaria magnimamma</em>, vari tipi di <em>Agavi</em> ed <em>Opuntie</em>, <em>Fouquieria splendens</em> ed <em>Hectia</em> ma dello <em>Strombocactus</em> nessuna traccia. Risaliamo i pendii guardando sempre attentamente e ci rendiamo conto che il tempo a nostra disposizione sta finendo, così, quasi mestamente, decidiamo di risalire e tornare indietro… mancano venti minuti. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Salendo vediamo una parete che sembra perfetta e decidiamo di fare l’ultimo tentativo. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Spostandoci sopra una piccola cengia arriviamo in parete verticale, terreno pericoloso con materiale poco compatto, sotto di noi ci sono più di 150 mt di vuoto. Chiedo a Moreno, che è un po’ più avanti, se vede qualcosa… la sua risposta: ci sono piante che non riesco ad identificare… le abbiamo trovate!</span></p>
<p><figure id="attachment_1773" aria-describedby="caption-attachment-1773" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/10-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1773 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/10-1-150x150.jpg" alt="Strombocactus corregidorae" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1773" class="wp-caption-text">Strombocactus corregidorae, alcuni esemplari giovani (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Non avendone mai viste prima di adulte, da lontano data la grandezza possono essere scambiate per piccoli <em>Astrophytum ornatum</em>: solo guardandoli da vicino e poi trovando le piante piccole, che sono come tutti gli altri <em>Strombocactus</em>, si capisce che cosa sono. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Scattiamo più foto possibile prima di tornare al paese felici del bellissimo incontro. Giornata fantastica!</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="http://www.cactus-house.it/index.php/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Qui il link al sito di Elvia e Moreno</strong></a>.</span></p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> ABBONATI AL SITO </strong></span> &#8211; Se ti è piaciuto questo articolo, abbonati al sito per avere accesso a tutti i contenuti per un anno o per tre mesi a seconda della formula che sceglierai. <a href="https://ilfioretralespine.it/negozio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui trovi condizioni e modalità</strong></a>.</p>
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<p>
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<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/5-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/5-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregidorae" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/1-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/1-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregidorae habitat" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/2-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/2-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregidorae" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/3-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/3-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregidorae" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/8-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/8-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregidorae" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/9-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/9-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregidorae" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/7-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/7-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregidorae" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/Strombocactus-corregiodae.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/Strombocactus-corregiodae-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregiodae" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/6-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/6-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregidorae" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/11-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/11-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregidorae" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/13-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/13-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregidorae" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/4-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/4-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregidorae" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/12-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/02/12-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus corregidorae" /></a>
</p>
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		<title>Seminare in germinatoio e ottenere piante wild? Con pazienza e passione i risultati arrivano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 14:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste e contributi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Storia di una passione fulminante che porta a risultati notevoli in pochi anni. Leopoldo Romano vive in Sicilia, coltiva cactus dal 2013 e si è specializzato nella semina, soprattutto di specie particolari e ricercate. Nel suo contributo, Leopoldo illustra il suo metodo di semina in germinatoio, senza tralasciare nulla e senza inutili misteri (qui invece &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/semina-cactus-germinatoio/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Seminare in germinatoio e ottenere piante wild? Con pazienza e passione i risultati arrivano"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/semina-cactus-germinatoio/">Seminare in germinatoio e ottenere piante wild? Con pazienza e passione i risultati arrivano</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Storia di una passione fulminante che porta a risultati notevoli in pochi anni. <strong>Leopoldo Romano</strong> vive in Sicilia, coltiva cactus dal 2013 e si è specializzato nella semina, soprattutto di specie particolari e ricercate. Nel suo contributo, Leopoldo illustra il suo metodo di semina in germinatoio, senza tralasciare nulla e senza inutili misteri (<a href="https://ilfioretralespine.it/seminare-cactus-e-succulente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>qui invece la procedura per la semina a luce naturale</strong></a>). La condivisione delle esperienze, evidentemente, è un valore importante anche per lui!</span></p>
<p>Per chi volesse avvicinarsi alla semina in germinatoio per la prima volta o per chi volesse perfezionare questa tecnica di riproduzione di cactus e succulente, l&#8217;intervento che segue, a firma dello stesso Leopoldo, si rivelerà certamente illuminante e ricco di ottimi consigli consolidati sulla base di una pratica costante. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-1551"></span></p>
<blockquote><p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; color: #008000;"><em>Le foto a corredo di questo contributo, così come quelle nella gallery finale, sono tutte di Leopoldo Romano e ritraggono sue piante</em></span></strong></p></blockquote>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">di Leopoldo Romano</span></strong></span></p>
<p><figure id="attachment_1576" aria-describedby="caption-attachment-1576" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-andersonii-.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1576 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-andersonii--150x150.jpg" alt="Turbinicarpus andersonii" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-andersonii--150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-andersonii--300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-andersonii--768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-andersonii-.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1576" class="wp-caption-text">Turbinicarpus andersonii (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Iniziai a coltivare a metà del 2013 attirato dalle svariate forme insolite di queste piante, dalla spinagione differente in ciascuna di esse e, dato il clima, direi abbastanza favorevole per molte di queste piante, mi misi all’opera (Leopoldo abita in Sicilia; ndr). Inizialmente, come penso facciano tutti i neofiti, cominciai a comprare di tutto sperimentando così su un campione di piante differenti la loro coltivazione. Con questo capii che ogni specie aveva esigenze differenti. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per esigenze differenti intendo esposizione, substrato ed annaffiature diverse per le varie specie che si possiedono. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Cominciai allora ad andare alla ricerca dei materiali che occorrono per la coltivazione dei nostri amati cactus. Solitamente si inizia un po’ con quello che si trova più facilmente. Finalmente, dopo svariate ricerche riuscii a trovare lapillo (con una granulometria di 1 cm circa) e sabbia! Naturalmente tutto miscelato in parti uguali assieme a della torba. Substrato che però abbandonai da lì a poco. </span></p>
<p><figure id="attachment_1575" aria-describedby="caption-attachment-1575" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-migiurtinus.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1575 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-migiurtinus-150x150.jpg" alt="Pseudolithos migiurtinus" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1575" class="wp-caption-text">Pseudolithos migiurtinus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nel frattempo notai che delle persone riuscivano a seminare queste piante. Tutto ciò mi appassionava sempre più. Volevo veder nascere anch’io qualcosa da quei semi minuscoli. Dopo un paio di mesi dall’inizio di questa nuova passione decisi di costruirmi un germinatoio. <strong>L’utilizzo delle lampade e il loro wattaggio è importante per avere una risposta ottimale da parte delle future piantine</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Utilizzo lampade CFL (<em>Compact fluorescent lamp</em>). Per quanto riguarda il wattaggio occorre vedere quanto è grande il germinatoio e farsi quattro calcoli. Vi svelo un trucchetto semplice per capire se c’è poca o troppa luce: basta guardare le piante! Se sono di un verde chiaro magari tendente al bianco ed eziolate (per eziolatura si intende un allungamento della pianta con un cambio notevole del suo aspetto naturale, questo appunto avviene in mancanza di un’esposizione idonea) c’è poca luce, mentre se le piante sono di un colore rosso/bruno la luce è troppa. A volte capita che alcune piantine siano rosse inizialmente ma col passare del tempo diventino verdi, quindi non preoccupatevi: seminando, col tempo l’esperienza aiuterà a capire qual è il rosso/bruno dovuto alla luce e quale quello naturale delle piantine. </span></p>
<p><figure id="attachment_1570" aria-describedby="caption-attachment-1570" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1570 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii-150x150.jpg" alt="Mammillaria perezdelatosae ssp. andersonii" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1570" class="wp-caption-text">Mammillaria perezdelatosae ssp. andersonii (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Naturalmente per far sì che le piante nascano occorre ricreare all’interno del germinatoio un po’ quello che accade fuori. <strong>Una temperatura minima ottimale è solitamente attorno ai 12° mentre la temperatura massima deve stare intorno ai 28°</strong> (ho notato che le piante tendono a bloccarsi con una temperatura superiore ai 35°). Per quanto riguarda le pareti del germinatoio applico una pellicola adesiva bianca: il bianco riflette più di ogni cosa la luce.<strong> Monto anche una ventola da pc che fa uscire l’aria da dentro verso fuori abbassando così la temperatura interna</strong> fino ad arrivare a quella desiderata. Senza movimentazione dell’aria la temperatura massima salirebbe di molto. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Adesso vediamo concretamente quello che faccio durante la semina. Premetto che <strong>creo una lista in cui ad ogni numero corrisponde una specie seminata</strong>, così da inserire poi soltanto il numero nel cartellino o al massimo il numero seguito dal numero di campo della specie.</span></p>
<p><figure id="attachment_1581" aria-describedby="caption-attachment-1581" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Whitesloanea-crassa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1581 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Whitesloanea-crassa-150x150.jpg" alt="Whitesloanea crassa" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Whitesloanea-crassa-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Whitesloanea-crassa-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Whitesloanea-crassa-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Whitesloanea-crassa.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1581" class="wp-caption-text">Whitesloanea crassa (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Inizio miscelando 70% di pomice fine (2/4mm max) e 30% di una buona terra di campo (precedentemente disinfettata in forno al massimo della potenza per 45 minuti, trascorsi i quali tolgo la composta dal forno e la lascio raffreddare). Prendo dei vasi 5&#215;5 cm e li riempio con la composta precedentemente preparata fino ad un centimetro dall&#8217;orlo. Li metto successivamente in una vaschetta e verso <strong>un preparato di acqua e Previcur (1ml/l)</strong> facendo assorbire acqua per immersione ai vasetti. Una volta che la composta è bagnata in superficie li tolgo e li faccio gocciolare su un panno. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Scrivo sul cartellino il numero precedentemente segnato sulla lista e lo inserisco vicino il bordo del vaso a sinistra, apro una bustina e lascio cadere i semi su un foglio di carta per poi poggiarli successivamente sulla composta disposti maniacalmente (quelli che rimangono un po’ sopra li spingo leggermente, con l’ilo rivolto verso il basso, con la punta di una matita in modo che rimangano tra la pomice). Infine, dopo aver disposto i semi li copro con del quarzo fine per acquari. Ritaglio della pellicola per alimenti e la applico sul vaso bloccandola con degli elastici, questo perché per far nascere le piantine occorre un tasso alto di umidità. Terrò la pellicola per 30/45 giorni massimo, successivamente si può tranquillamente togliere. <strong>Le nuove piccole piante le annaffierò una volta a settimana circa per un anno</strong>. </span></p>
<p><figure id="attachment_1577" aria-describedby="caption-attachment-1577" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-dickinsoniae.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1577 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-dickinsoniae-150x150.jpg" alt="Turbinicarpus dickinsoniae" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1577" class="wp-caption-text">Turbinicarpus dickinsoniae (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Dopo due mesi dalla semina inizio a fertilizzare a basse dosi una volta ogni 15 giorni</strong>. Passato un anno, per molte specie arriverà l’ora di essere ripicchettate (cioè riposte in un contenitore più ampio) in un vaso o in una cassetta di polistirolo più grande. Ho notato che in quest’ultima le piante crescono più velocemente, probabilmente per lo spazio a disposizione (sfatiamo i falsi miti dei vasi stretti per i cactus?!), ma di questo parlerò più avanti approfonditamente. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">A un anno dalla semina è arrivata l’ora di trattare quelli che erano dei semenzali come delle piante adulte. Preparo la composta che mi occorre, quindi, a seconda delle specie che vado a ripicchettare, vasi o vasche di polistirolo. <strong>Solitamente uso vasi profondi e sovradimensionati come larghezza</strong>. Questo perché ho notato che le piante crescono più velocemente, mentre se si usa un vaso piccolo le radici fanno presto a riempirlo e così facendo le piante tendono a bloccarsi molto presto.</span></p>
<p><figure id="attachment_1565" aria-describedby="caption-attachment-1565" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-horizonthalonius.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1565 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-horizonthalonius-150x150.jpg" alt="Echinocactus horizonthalonius" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-horizonthalonius-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-horizonthalonius-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-horizonthalonius-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-horizonthalonius.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1565" class="wp-caption-text">Echinocactus horizonthalonius (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se la composta è valida, il vaso potrà essere anche enorme, la pianta non marcirà. Naturalmente occorre esperienza. Una composta che utilizzo, con un buon riscontro da parte delle piante, in percentuali variabili secondo le diverse specie, è costituita da pomice e terra di campo. Per quanto riguarda quest’ultima, se ne possono trovare un’infinità di tipologie. Per vedere se è buona quella che riuscite a recuperare fate dei test, vi accorgerete subito (per subito intendo minimo un anno di coltivazione) se va bene o meno. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dispongo di uno spazio a Sud/Est che assieme ad Est secondo me è l&#8217;esposizione migliore per coltivare, almeno dove vivo io. Se le esponessi a Sud oppure ad Ovest rischierei di bruciarle in poco tempo. Al Nord si ha il rischio marciumi ma al Sud si deve fare a botte col sole, non è tutto rose e fiori. Per quanto riguarda le annaffiature non ho una scadenza. Guardo le piante. Col tempo ho imparato a “leggere” le loro esigenze e do acqua in base ai bisogni. </span></p>
<p><figure id="attachment_1561" aria-describedby="caption-attachment-1561" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-fissuratus.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1561 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-fissuratus-150x150.jpg" alt="Ariocarpus fissuratus" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1561" class="wp-caption-text">Ariocarpus fissuratus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Da un lato invece <strong>tengo molte piante esposte alle intemperie tutto l’anno, prendono tutta la pioggia che cade, quando cade</strong>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Tra queste piante ci sono molte specie considerate difficili da molti ma per le quali ho riscontrato il contrario in coltivazione, come per esempio <em>Ariocarpus</em>. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Molti stanno alle intemperie perennemente e molte di quelle piante hanno anche un aspetto più bello di quelle riparate. </span></p>
<p><figure id="attachment_1562" aria-describedby="caption-attachment-1562" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-kotschoubeyanus-ricostruzione-habitat.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1562 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-kotschoubeyanus-ricostruzione-habitat-150x150.jpg" alt="Ariocarpus kotschoubeyanus (ricostruzione habitat)" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1562" class="wp-caption-text">Ariocarpus kotschoubeyanus: ricostruzione habitat (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Provo sempre a dare un aspetto wild alle piante, non mi piacciono le piante gonfie e verdissime</strong>, pur utilizzando materiali tradizionali come la pomice. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Qui a Palermo è difficile reperire materiali come marna, alberese o altro, mi piacerebbe ma purtroppo non ho la possibilità. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Col tempo, seminando molto, ho creato un sito, <a href="http://www.wildcactus.altervista.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Wild Cactus</strong></a>, e una <a href="https://www.facebook.com/wildcactusnursery" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>pagina Facebook, Wild Cactus Nursery</strong></a>, dove chi vuole può contattarmi per qualsiasi info, principalmente, ma anche per la lista degli esuberi che aggiorno ogni anno con nuove piante abbastanza particolari.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Live your life growing your cacti!</span></p>
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<p>
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<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-luethyi.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-luethyi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Mammillaria luethyi" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-luethyi-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-luethyi-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-luethyi-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-luethyi.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Mammillaria perezdelatosae ssp. andersonii" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-e-Whitesloanea.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-e-Whitesloanea-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Pseudolithos e Whitesloanea" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-dickinsoniae.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-dickinsoniae-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Turbinicarpus dickinsoniae" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Pseudolithos cubiformis" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-flaviflorus.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-flaviflorus-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Turbinicarpus flaviflorus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-fissuratus.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-fissuratus-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus fissuratus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-perezdelatosae-ssp.-andersonii-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Mammillaria perezdelatosae ssp. andersonii" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-pectinifera.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-pectinifera-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Mammillaria pectinifera" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-pectinifera-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-pectinifera-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-pectinifera-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-pectinifera.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis-3.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Pseudolithos cubiformis" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis-3-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis-3-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis-3-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis-3.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-horizonthalonius.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-horizonthalonius-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Echinocactus horizonthalonius" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-horizonthalonius-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-horizonthalonius-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-horizonthalonius-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocactus-horizonthalonius.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-kotschoubeyanus-ricostruzione-habitat.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-kotschoubeyanus-ricostruzione-habitat-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus kotschoubeyanus (ricostruzione habitat)" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-andersonii-.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-andersonii--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Turbinicarpus andersonii" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-andersonii--150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-andersonii--300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-andersonii--768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-andersonii-.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-retusus-El-Encinal-Nuevo-León-esposto-perennemente-alle-intemperie.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-retusus-El-Encinal-Nuevo-León-esposto-perennemente-alle-intemperie-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus retusus El Encinal, Nuevo León esposto perennemente alle intemperie" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-pseudopectinatus-Cerritos.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-pseudopectinatus-Cerritos-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Turbinicarpus pseudopectinatus Cerritos" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis-.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Pseudolithos cubiformis" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis--150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis--300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis--768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Pseudolithos-cubiformis-.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-jauernigii.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Turbinicarpus-jauernigii-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Turbinicarpus jauernigii" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Whitesloanea-crassa.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Whitesloanea-crassa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Whitesloanea crassa" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Whitesloanea-crassa-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Whitesloanea-crassa-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Whitesloanea-crassa-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Whitesloanea-crassa.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Gymnocactus-beguinii-albiflorus.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Gymnocactus-beguinii-albiflorus-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Gymnocactus beguinii albiflorus" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Gymnocactus-beguinii-albiflorus-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Gymnocactus-beguinii-albiflorus-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Gymnocactus-beguinii-albiflorus-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Gymnocactus-beguinii-albiflorus.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
</p>
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		<title>Per gli amanti delle spine, una panoramica sull&#8217;acanthodes: il più variabile tra i Ferocactus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 16:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste e contributi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il &#8220;nickname&#8221; che si è scelto (&#8220;Ferokat&#8221;), ci fa capire subito che Francesco Soldi è uno che va dritto al punto. Francesco è un coltivatore esperto, un appassionato di cactus che da anni si è concentrato su un determinato genere: Ferocactus. Li coltiva, li riproduce attraverso la semina, li studia e li descrive con accuratezza e invidiabile competenza. &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/ferocactus-acanthodes/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Per gli amanti delle spine, una panoramica sull&#8217;acanthodes: il più variabile tra i Ferocactus"</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il &#8220;nickname&#8221; che si è scelto (&#8220;Ferokat&#8221;), ci fa capire subito che <strong>Francesco Soldi</strong> è uno che va dritto al punto. Francesco è un coltivatore esperto, un appassionato di cactus che da anni si è concentrato su un determinato genere: <em>Ferocactus</em>. Li coltiva, li riproduce attraverso la semina, li studia e li descrive con accuratezza e invidiabile competenza.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Insieme alla moglie Helga, Francesco viaggia spesso in Messico e Stati Uniti per osservare le piante in habitat. Nell&#8217;interessante intervento che segue, &#8220;Ferokat&#8221; ci regala una panoramica eccezionale sulla specie <em>acanthodes</em>, con la descrizione delle varie sottospecie. Le bellissime foto che trovate in questa pagina sono ovviamente di Francesco ed Helga: un&#8217;occasione unica per osservare gli <em>acanthodes</em> in natura! (&#8230;)</span></p>
<p><span id="more-1439"></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sul genere <em>Ferocactus</em> trovate <a href="https://ilfioretralespine.it/generi-dalla-d-alla-f/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>una mia scheda generica a questo link</strong></a>, ma se volete approfondire ulteriormente vi consiglio di dare un&#8217;occhiata <a href="http://www.ferokat.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>al sito di Francesco, ferokat.net</strong></a>, o alla sua pagina su Facebook (<a href="https://www.facebook.com/www.ferokat.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>la trovate a questo link</strong></a>).</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline; font-size: 14pt;"><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">di Ferokat Francesco Soldi</span></strong></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Proviamo, se possibile, a comprendere meglio le differenze di quella che si può definire a pieno titolo la specie più variabile dell&#8217;intero genere, ossia il <em>Ferocactus acanthodes</em> (o <em>cylindraceus</em>, sinonimo).</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"> Di questa specie sono presenti tre sottospecie:</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">&#8211; <em>Ferocactus acanthodes ssp. eastwoodiae</em></span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"> &#8211; <em>Ferocactus acanthodes ssp. lecontei</em></span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"> &#8211; <em>Ferocactus acanthodes ssp. Tortulispinus</em></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L&#8217;areale complessivo è molto vasto e si estende dal nord della Baja California passando per lo stato di Sonora (Messico), per spostarsi poi in Arizona &#8211; California &#8211; Sud Nevada &#8211; Sud-Est Utah (USA). Partendo dalla specie passiamo, ora, alla descrizione specifica per favorire il riconoscimento.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong><em>Ferocactus acanthodes</em></strong> (<em>nelle tre foto che seguono</em>) &#8211; Le sue spine sono estremamente variabili per dimensioni, forme e colori. Sono presenti da 15 a 25 spine radiali che possono essere da sottili come capelli a resistenti ed intrecciate con le spine centrali. Ci sono da 4 a 7 spine centrali che solitamente seguono la curvatura del corpo pianta. Di queste, due o più sono appiattite, curvate o ritorte all&#8217;apice. Lunghe, le più basse, fino a 17 cm. Il colore può variare dal rosso al giallo o più raramente bianco. I fiori sono giallo o giallo-verdi, a volte striati di rosso.</span></p>
<p><figure id="attachment_1445" aria-describedby="caption-attachment-1445" style="width: 401px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-1-Ferocactus-acanthodes-–-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1445" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-1-Ferocactus-acanthodes-–-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA.jpg" alt="Ferocactus acanthodes – Anza Borrego Desert CA – USA" width="401" height="267" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-1-Ferocactus-acanthodes-–-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-1-Ferocactus-acanthodes-–-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-1-Ferocactus-acanthodes-–-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 401px) 85vw, 401px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1445" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes (Anza Borrego Desert, California – USA)</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_1446" aria-describedby="caption-attachment-1446" style="width: 401px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-2-Ferocactus-acanthodes-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1446" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-2-Ferocactus-acanthodes-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA.jpg" alt="Ferocactus acanthodes Anza Borrego Desert CA – USA" width="401" height="267" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-2-Ferocactus-acanthodes-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-2-Ferocactus-acanthodes-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-2-Ferocactus-acanthodes-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 401px) 85vw, 401px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1446" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes (Anza Borrego Desert, California – USA)</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_1447" aria-describedby="caption-attachment-1447" style="width: 399px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-3-Ferocactus-acanthodes-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1447" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-3-Ferocactus-acanthodes-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA.jpg" alt="Ferocactus acanthodes Anza Borrego Desert CA – USA" width="399" height="266" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-3-Ferocactus-acanthodes-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-3-Ferocactus-acanthodes-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-3-Ferocactus-acanthodes-Anza-Borrego-Desert-CA-–-USA-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 399px) 85vw, 399px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1447" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes (Anza Borrego Desert, California – USA)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong><em>Ferocactus acanthodes ssp. eastwoodiae</em></strong> (<em>nelle tre foto che seguono</em>) &#8211; </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Questa sottospecie è distinta in quanto ha spine gialle, dure, più o meno dritte. L&#8217;aspetto più significativo è che non sono presenti le spine radiali più sottili tipiche della specie e delle altre sottospecie. Le spine radiali sono variabili da 12 a 14, uniformemente dure e robuste. Le spine centrali sono 4, disposte a forma di crocefisso, la più bassa delle quali è anche la più lunga da 7 a 8 cm. Leggermente piegata all&#8217;apice. I fiori sono gialli.</span></p>
<p><figure id="attachment_1448" aria-describedby="caption-attachment-1448" style="width: 399px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-4-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1448" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-4-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa.jpg" alt="Ferocactus acanthodes ssp. eastwoodiae (vicino Winkelmann, AZ, Usa)" width="399" height="266" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-4-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-4-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-4-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 399px) 85vw, 399px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1448" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes ssp. eastwoodiae (vicino Winkelmann, Arizona, Usa)</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_1449" aria-describedby="caption-attachment-1449" style="width: 399px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-5-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1449" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-5-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa.jpg" alt="Ferocactus acanthodes ssp. eastwoodiae (vicino Winkelmann, AZ, Usa)" width="399" height="266" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-5-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-5-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-5-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 399px) 85vw, 399px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1449" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes ssp. eastwoodiae (vicino Winkelmann, Arizona, Usa)</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_1450" aria-describedby="caption-attachment-1450" style="width: 399px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-6-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1450" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-6-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa.jpg" alt="Ferocactus acanthodes ssp. eastwoodiae (vicino Winkelmann, AZ, Usa)" width="399" height="266" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-6-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-6-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-6-Ferocactus-acanthodes-ssp.-eastwoodiae-Vicino-Winkelmann-AZ-Usa-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 399px) 85vw, 399px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1450" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes ssp. eastwoodiae (vicino Winkelmann, Arizona, Usa)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><em><strong>Ferocactus acanthodes ssp. lecontei</strong></em> (<em>nelle tre foto che seguono</em>) &#8211; </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Si differenzia dalla specie per il corpo pianta più affusolato, ma soprattutto per via della spina centrale più lunga che può variare dai 5 ai 7 cm. (7,5 -17 cm. nella specie), solitamente abbastanza dritta e solo leggermente curvata all&#8217;apice. Il colore è spesso rosso o rosso acceso ma sono presenti anche piante a spine gialle. I fiori sono gialli con striature rosse.</span></p>
<p><figure id="attachment_1451" aria-describedby="caption-attachment-1451" style="width: 399px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-7-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1451" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-7-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa.jpg" alt="Ferocactus acanthodes ssp. lecontei (vicino a Casa Grande, AZ, Usa)" width="399" height="266" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-7-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-7-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-7-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 399px) 85vw, 399px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1451" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes ssp. lecontei (vicino a Casa Grande, Arizona, Usa)</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_1452" aria-describedby="caption-attachment-1452" style="width: 399px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-8-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1452" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-8-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa.jpg" alt="Ferocactus acanthodes ssp. lecontei (vicino a Casa Grande, AZ, Usa)" width="399" height="266" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-8-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-8-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-8-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 399px) 85vw, 399px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1452" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes ssp. lecontei (vicino a Casa Grande, Arizona, Usa)</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_1453" aria-describedby="caption-attachment-1453" style="width: 399px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-9-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1453" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-9-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa.jpg" alt="Ferocactus acanthodes ssp. lecontei (vicino a Casa Grande, AZ, Usa)" width="399" height="266" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-9-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-9-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-9-Ferocactus-acanthodes-ssp.-lecontei-vicino-a-Casa-Grande-AZ-Usa-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 399px) 85vw, 399px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1453" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes ssp. lecontei (vicino a Casa Grande, Arizona, Usa)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><em><strong>Ferocactus acanthodes ssp. tortulispinus</strong></em> (<em>nelle quattro foto che seguono</em>) &#8211; </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Questa bella sottospecie ha un suo areale ben distinto e disgiunto rispetto alle altre, infatti nel passato è stata descritta come specie a sé. Possiede lunghe spine centrali, spesso tortuose, di colore rosso intenso. Ha da 6 a 8 spine radiali tendenti al grigio bianco. Le spine centrali sono 11, dure, diverse tra loro: estese ampiamente o schiacciate verso il corpo pianta, tutte dritte e appuntite eccetto quella centrale più bassa lunga fino a 13 cm, più o meno adunca e generalmente molto tortuosa. I fiori sono di color giallo brillante.</span></p>
<p><figure id="attachment_1454" aria-describedby="caption-attachment-1454" style="width: 399px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-10-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1454" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-10-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex.jpg" alt="Ferocactus acanthodes ssp. tortulispinus, Laguna Chapala, BC, Mex" width="399" height="266" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-10-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-10-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-10-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 399px) 85vw, 399px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1454" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes ssp. tortulispinus (Laguna Chapala, Baja California, Messico)</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_1455" aria-describedby="caption-attachment-1455" style="width: 399px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-11-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1455" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-11-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex.jpg" alt="Ferocactus acanthodes ssp. tortulispinus, Laguna Chapala, BC, Mex" width="399" height="266" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-11-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-11-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-11-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 399px) 85vw, 399px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1455" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes ssp. tortulispinus (Laguna Chapala, Baja California, Messico)</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_1456" aria-describedby="caption-attachment-1456" style="width: 399px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-12-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1456" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-12-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex.jpg" alt="Ferocactus acanthodes ssp. tortulispinus, Laguna Chapala, BC, Mex" width="399" height="266" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-12-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-12-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-12-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 399px) 85vw, 399px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1456" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes ssp. tortulispinus (Laguna Chapala, Baja California, Messico)</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_1457" aria-describedby="caption-attachment-1457" style="width: 399px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-13-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1457" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-13-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex.jpg" alt="Ferocactus acanthodes ssp. tortulispinus, Laguna Chapala, BC, Mex" width="399" height="266" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-13-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-13-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Foto-13-Ferocactus-acanthodes-ssp.-tortulispinus-Laguna-Chapala-BC-Mex-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 399px) 85vw, 399px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1457" class="wp-caption-text">Ferocactus acanthodes ssp. tortulispinus (Laguna Chapala, Baja California, Messico)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Queste foto ho avuto la fortuna di scattarle personalmente durante un paio di viaggi in habitat dove ho potuto anche constatare le effettive differenze sopra elencate.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Come nota finale, aggiungo che esistono specie considerate intermedie dove gli areali sono confinanti o addirittura si sovrappongono. In special modo tra l&#8217;<em>acanthodes ssp. eastwoodiae</em> e l&#8217;<em>acanthodes ssp. lecontei</em> (qui le piante mostrano caratteri misti tra le due sottospecie).</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In coltivazione il <em>Ferocactus acanthodes</em> ha una crescita abbastanza lenta per cui è consigliabile fornirgli un terriccio contenente una bassa percentuale di materia organica.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="https://ilfioretralespine.it/natura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Se volete vedere altre foto di Ferocactus acanthodes in natura, qui trovate un post specifico</strong></a>.</span></p>
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		<title>Sperimentare sempre e annotare tutto: ecco come si smontano le convinzioni errate sui cactus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 18:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste e contributi]]></category>
		<category><![CDATA[ariocarpus]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione wild]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sperimentare, osservare i risultati e correggere laddove è necessario. Solo così, nella coltivazione dei cactus come in moltissimi altri campi, è possibile imparare cose nuove, crescere e migliorarsi. David Rubbo incarna perfettamente la figura del coltivatore curioso e coraggioso. Sperimenta in continuazione, non si accontenta dei “si dice” e trae conclusioni solo da ciò che &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/succulente-rubbo-intervista/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Sperimentare sempre e annotare tutto: ecco come si smontano le convinzioni errate sui cactus"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sperimentare, osservare i risultati e correggere laddove è necessario. Solo così, nella coltivazione dei cactus come in moltissimi altri campi, è possibile imparare cose nuove, crescere e migliorarsi.</strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>David Rubbo</strong> incarna perfettamente la figura del coltivatore curioso e coraggioso. Sperimenta in continuazione, non si accontenta dei “si dice” e trae conclusioni solo da ciò che ha testato personalmente. E non ama le vie di mezzo: o una cosa funziona come deve o ricomincia daccapo. <strong>E d&#8217;altra parte, per imparare nuove cose o per approfondire la conoscenza di cactus e succulente, non c&#8217;è niente come sperimentare.</strong> Sperimentare nuovi terricci, sperimentare diversi regimi di irrigazione, esporre le piante a temperature minime inferiori a quelle che solitamente si considerano tollerabili, esporre le piante a diverse tipologie di irradiazione solare. <strong>Naturalmente, sperimentare comporta non pochi rischi e questa pratica non è alla portata di tutti: non tutti, comprensibilmente, se la sentono di far correre alle proprie piante rischi o sperimentare alla cieca</strong>. E&#8217; anche per questo che coltivatori come David Rubbo seminano piante in grande quantità: in questo modo è possibile coltivarne una parte in modo &#8220;convenzionale&#8221; e sperimentare sulla restante parte, così da poter anche effettuare un riscontro dopo qualche anno e vedere quale metodo ha funzionato meglio.</span></p>
<p>Nell&#8217;intervista che segue, la cui lettura consiglio a tutti i cactofili, David Rubbo ci mostra una prospettiva del tutto inedita riguardo all&#8217;approccio alla coltivazione, a base di curiosità, coraggio e continua voglia di superare i limiti di ciò che si è appreso sino ad ora grazie alla continua voglia di sperimentare. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-1254"></span></p>
<blockquote><p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; color: #008000;"><em>Le foto a corredo di questa intervista, così come quelle nella gallery finale, sono tutte di David Rubbo e ritraggono sue piante</em></span></p></blockquote>
<p><figure id="attachment_1260" aria-describedby="caption-attachment-1260" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-scapharostrus-in-fiore.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1260 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-scapharostrus-in-fiore-150x150.jpg" alt="Ariocarpus scapharostrus in fiore.jpg" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1260" class="wp-caption-text">Ariocarpus scapharostrus in fiore (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">David Rubbo vive nell’entroterra toscano, coltiva cactus da quasi trent&#8217;anni e, di fatto, con i suoi esperimenti ha contribuito a sgretolare credenze diffuse (e sbagliate) sulla coltivazione dei cactus. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La sua è una passione che arriva da lontano: «Già da bambino portavo a casa talee delle piante che riuscivo a reperire, qualche <em>crassulacea</em>, <em>Echinopsis</em> e <em>Opuntia</em>. Quando conobbi l’Associazione cactofila italiana, a fine anni Ottanta ce n’era soltanto una, mi si aprì un mondo nuovo. In quel periodo non c’era Internet, le informazioni disponibili erano poche, principalmente esperienze di coltivazione di vecchi appassionati e pochi libri. Per molti anni ho seguito quelle che sembravano regole assolute, poi grazie anche alle esperienze di altri coltivatori ho cominciato a farmi qualche domanda e a pensare di testa mia». </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">David ama in particolare le piante che reggono bene il freddo: «Ho una serra e alcuni bancali all’esterno, coperti o meno, che uso per piante resistenti alle intemperie. Coltivo prevalentemente cactus nordamericani (Messico e USA), da alcuni anni sono interessato a quelli che resistono al freddo come <em>Sclerocactus</em>, <em>Pediocactus</em> e generi simili».</span></p>
<p><figure id="attachment_1280" aria-describedby="caption-attachment-1280" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Sclerocactus-semina-mia-nato-e-cresciuto-sulle-proprie-radici-6-di-età-anni-alla-prima-fioritura.-Vive-al-coperto-sempre-decido-io-quando-bagnare.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1280 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Sclerocactus-semina-mia-nato-e-cresciuto-sulle-proprie-radici-6-di-età-anni-alla-prima-fioritura.-Vive-al-coperto-sempre-decido-io-quando-bagnare-150x150.jpg" alt="Sclerocactus semina David Rubbo, nato e cresciuto sulle proprie radici, 6 anni di età alla prima fioritura. Vive al coperto sempre, decido io quando bagnare" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1280" class="wp-caption-text">Sclerocactus nato e cresciuto sulle proprie radici (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il tuo approccio alla coltivazione è unico: sei uno da “o tutto o niente” e sperimenti tantissimo. Come nasce questo tuo atteggiamento?</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dopo tanti anni passati a coltivare con i metodi tradizionali ho capito che tante cose non andavano bene. Piante che morivano e/o si deformavano con la crescita per esempio, oppure si macchiavano. Perché non riuscivano a crescere sane come in habitat? Ho cercato informazioni più precise su dove e come vivevano le piante, come la natura dei terreni, le temperature massime e minime, le precipitazioni. Mi sono accorto che si poteva migliorare replicando almeno parzialmente le condizioni di habitat. Non sempre la sperimentazione dà buoni risultati, ma anche riconoscere cosa si è sbagliato è utilissimo come indicazione per cambiare direzione, per evitare di ripetere gli stessi errori in eterno. Talvolta ad azzardare si possono avere belle sorprese, che ripagano del tempo speso a fare tentativi. Il fatto che ancora siamo in pochi a tentare modalità di coltivazione alternative complica ulteriormente le cose, sono poche le informazioni testate come valide. Però penso si possa migliorare, grazie anche al gruppo Wild su Facebook, dove ci confrontiamo in tanti.</span></p>
<p><figure id="attachment_1268" aria-describedby="caption-attachment-1268" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinomastus-da-seme-rinvasati-in-vasi-7x7x10.-Vasi-grandi-intendo-questo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1268 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinomastus-da-seme-rinvasati-in-vasi-7x7x10.-Vasi-grandi-intendo-questo-150x150.jpg" alt="Echinomastus da seme rinvasati in vasi 7x7x10" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1268" class="wp-caption-text">Semine di Echinomastus in vasi grandi (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nel mondo cactofilo ci sono tanti pregiudizi e tanti concetti dati per assodati che tu tendi a smontare. Quali sono, a tuo parere, i preconcetti maggiori?</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ce ne sono tanti di concetti infondati o almeno discutibili. Vasi piccoli, terriccio “minerale” (in realtà non ho mai capito bene cosa sia, ma se fosse lapillo, pomice ed eventualmente un po’ di torba non è granchè), annaffiature scarse, ambienti chiusi per piante che vivono in luoghi freddi. Tutte queste cose, spesso, sono estremamente diverse dalle condizioni di habitat. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nelle zone di provenienza, le piante non vivono nello spazio angusto di un piccolo vaso, anche se il terreno è povero le radici si possono allungare molto. A proposito del terreno, se cerchiamo su Internet foto di habitat, anche senza essere dei geologi si capisce grossomodo la composizione; nella maggior parte dei casi terra povera e pietre e/o sabbia di varia misura. Lapillo e pomice non ci sono quasi mai, non è un caso. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Poi ho notato che fornire caldo alle piante che vivono in luoghi freddi è deleterio. Al freddo, asciutte o bagnate a seconda della resistenza, le piante crescono meglio, alcune più lentamente, ma più naturali come aspetto e con meno problemi di parassiti e funghi, il che non è poco. </span></p>
<p><figure id="attachment_1274" aria-describedby="caption-attachment-1274" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-lasiacantha-terriccio-con-alberese..jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1274 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-lasiacantha-terriccio-con-alberese.-150x150.jpg" alt="Mammillaria lasiacantha, terriccio con alberese" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1274" class="wp-caption-text">Mammillaria lasiacantha (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Una cosa che hai ampiamente confutato (e con te altri coltivatori esperti) è quella secondo la quale i cactus vorrebbero vasi piccoli.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L’usanza di usare vasi piccoli appartiene ai coltivatori del passato. Quando non c’era Internet le informazioni erano scarse, era difficile anche immaginare come vivessero i cactus in natura. Qualcuno aveva capito che potevano campare in lapillo, pomice e torba. Un substrato simile, troppo artificiale, per funzionare aveva bisogno di vasi piccoli e annaffiature oculate, altrimenti le piante perse per i marciumi potevano essere parecchie. Lo dico per esperienza, avendo usato questi materiali per tanti anni. Da quando ho cominciato ad aggiungere terra di campo o marna i risultati sono cambiati in meglio. Anche rocce e pietre friabili non porose aiutano molto. In realtà questi materiali sono abbastanza simili a quelli di habitat, annaffiature abbondanti e piogge anche prolungate sono solitamente utili e ben tollerate. L’uso di vasi sovradimensionati permette un maggior sviluppo radicale: quello è lo scopo. In sintesi credo che l’uso di vasi grandi giovi alle piante se il substrato è valido, se invece il substrato è scadente i vasi piccoli offrono maggiori probabilità di sopravvivenza. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Inoltre, una volta veniva consigliato di usare vasi di coccio per le piante più delicate. Anche questo non torna, dipende sempre dal terriccio. Personalmente uso tutti vasi di plastica, anche di misure relativamente grandi, sui 15 cm o più. Specialmente nelle misure piccole il coccio non fa bene alle radici, quelle sottili aderiscono alle pareti e si bruciano. Il materiale migliore, a vedere come ci crescono le piante, sarebbe il polistirolo espanso, cassette tipo quelle per mozzarelle o per il pesce vanno benissimo per molte piante giovani; asciuga prima della plastica, isola dagli sbalzi termici, le piante non hanno limiti all’espansione delle radici e crescono più veloci. Come svantaggio, il polistirolo è poco durevole e non si trovano facilmente misure piccole, adatte a poche o singole piante.</span></p>
<p><figure id="attachment_1259" aria-describedby="caption-attachment-1259" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-scapharostrus-con-fiore-in-arrivo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1259 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-scapharostrus-con-fiore-in-arrivo-150x150.jpg" alt="Ariocarpus scapharostrus con fiore in arrivo" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1259" class="wp-caption-text">Ariocarpus scapharostrus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sperimenti molto anche sui materiali. Puoi raccontarmi qualcosa su quello che hai imparato dai tuoi test?</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Confesso di essere un po’ malato per le miscele di terriccio e a volte esagero dando peso a piccole differenze nella composizione… Comunque, annoto dettagliatamente tutto ciò che faccio in modo da poter riprodurre le miscele che danno i risultati migliori al confronto con le altre. Non mi piace l’approssimazione. Su tante cose non ho risultati definitivi, quindi continuo a fare test, ma ho imparato che non esiste un materiale che funziona bene in purezza e anche quelli che funzionerebbero male se in quantità eccessiva possono essere utili o quantomeno tollerati se in modiche quantità. Per esempio la marna esiste di tipi diversi che magari danno risultati diversi, ma quella che uso io va bene fino al 50% massimo per alcune piante, per altre piante al massimo al 20%. Quindi sono portato a fare miscele abbastanza complesse, composte di più materiali in proporzioni variabili. Oltre a marna e terra di campo di vari tipi, uso rocce varie (ad esempio pelite o alberese), ghiaino grossolano, quantità variabili di pomice, eventualmente lapillo e torba (non tutti insieme solitamente). In casi particolari anche gesso, sabbia silicea e carbone macinato. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La coltivazione wild si può intendere in tanti modi. Personalmente nelle miscele di terriccio cerco un compromesso che funzioni, non la riproduzione esatta, ammesso e non concesso sia possibile, dei terreni di habitat. Ci sono sicuramente dei fattori che ignoriamo e che hanno un loro peso (crosta biologica, eventuale simbiosi con microbi del terreno, ecc). Volendo si può riprodurre lo strato superficiale per estetica, ma prima conta la salute delle radici, parere personalissimo.</span></p>
<p><figure id="attachment_1265" aria-describedby="caption-attachment-1265" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-reichenbachii-all-aperto-scoperto-da-alcuni-anni.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1265 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-reichenbachii-all-aperto-scoperto-da-alcuni-anni-150x150.jpg" alt="Echinocereus reichenbachii all'aperto scoperto da alcuni anni" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1265" class="wp-caption-text">Echinocereus reichenbachii con muschio alla base (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">So che fai molti test “estremi” invertendo i regimi di coltivazione di alcuni generi, tenendoli all’aperto in inverno e lasciando piante alla pioggia. Quali sono i generi che hai verificato essere più adatti per questo regime di coltivazione?</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Prima di lasciare le piante alle intemperie mi informo su dove e come vivono, quindi i tentativi che faccio sono mirati a quelle piante che in qualche modo sono abituate a trattamenti che possono sembrare estremi, ma che in realtà non lo sono. Da decenni siamo abituati alle classiche messicane da bagnare in estate e a secco in inverno, ma non ci sono solo loro. Molti cactus degli USA per esempio ricevono pioggia e neve in inverno, con temperature anche basse, alcune sotto -20°C. Varie <em>Opuntia</em>, alcuni <em>Echinocereus</em>, <em>Escobaria</em> ed <em>Echinomastus</em>, parecchi <em>Sclerocactus</em> e <em>Pediocactus</em>. Sono tante piante diverse, spesso poco considerate in coltivazione perché hanno fama di essere “difficili”. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La difficoltà, secondo me, nasce prevalentemente dall’astenersi nel rispettare i loro cicli, ben diversi da quelli dei cactus classici messicani. Piante come gli <em>Sclerocactus</em> non perdonano errori di questo tipo, altrimenti possono essere accessibili.</span></p>
<p><figure id="attachment_1263" aria-describedby="caption-attachment-1263" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-arizonicus-in-piena-terra.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1263 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-arizonicus-in-piena-terra-150x150.jpg" alt="Echinocereus arizonicus in piena terra" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1263" class="wp-caption-text">Echinocereus arizonicus in piena terra (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ho fatto diversi test e mi sono fatto un’idea sulle piante più adatte a vivere fuori, ma non escludo se ne possano aggiungere altre. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Alcune piante messicane lasciate scoperte alle intemperie nel periodo vegetativo crescono molto meglio che in serra. Ad esempio <em>Ariocarpus</em>, <em>Pelecyphora</em>, <em>Echinocactus horizonthalonius</em> e <em>parryi</em> in pieno sole e pioggia hanno un colore più simile a quello naturale, forma più schiacciata e senza lana all’apice. Nessuna pianta mi è morta, neanche dopo pioggia prolungata. Eppure sarebbero tutte piante da bagnare col contagocce, secondo la tradizione. Qualcosa non torna… </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Alcuni miei <em>Echinocereus</em> degli USA vivono allo scoperto da almeno tre anni, al pieno sole ed esposti a tutte le intemperie. L’inverno passato hanno sopportato temperature fino a -10°C con terriccio completamente inzuppato e nessuno è morto. Adesso hanno il muschio sul terriccio.</span></p>
<p><figure id="attachment_1279" aria-describedby="caption-attachment-1279" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Sclerocactus-parviflorus-mie-semine-nati-e-cresciuti-sulle-proprie-radici.-Adesso-è-il-quarto-inverno-che-passano-all-aperto-scoperti-esposti-a-tutte-le-intemperie.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1279 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Sclerocactus-parviflorus-mie-semine-nati-e-cresciuti-sulle-proprie-radici.-Adesso-è-il-quarto-inverno-che-passano-all-aperto-scoperti-esposti-a-tutte-le-intemperie-150x150.jpg" alt="Sclerocactus parviflorus, mie semine, nati e cresciuti sulle proprie radici. E' il quarto inverno che passano all'aperto, esposti a tutte le intemperie" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1279" class="wp-caption-text">Sclerocactus parviflorus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">L’inverno 2014-2015 lasciai un paio di <em>Sclerocactus parviflorus</em> allo scoperto da fine ottobre a fine maggio dell’anno successivo, sette mesi: nessuno lo consigliava però provai comunque. Non morirono, anzi avevano un aspetto sano. Poi li spostai al coperto nel periodo più caldo, prevalentemente all’asciutto. Ho ripetuto questo regime gli inverni successivi aggiungendo altre piante simili, qualcuna è morta, ma erano quelle già compromesse all’origine. Ho imparato che per fare questi lavori ci vogliono piante sane. Le prime piante sono vive e adesso sono al loro quarto inverno allo scoperto. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Gli altri <em>Sclerocactus</em> e <em>Pediocactus</em> vivono sotto una tettoia trasparente aperta ai lati, dove prendono tutto il freddo che fa, ma posso decidere io quando bagnarli. Vista l’esperienza con le piante allo scoperto, li bagno tutti in inverno, anche le semine di pochi mesi, cominciando da circa metà dicembre. Nessun problema con terriccio bagnato e temperature minime intorno -6/-7°C. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Poi ci sono le <em>Opuntia</em>, perennemente alle intemperie. Alcune non temono nulla, ma con loro non ho scoperto nulla di nuovo.</span></p>
<p><figure id="attachment_1278" aria-describedby="caption-attachment-1278" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Sclerocactus-alla-loro-prima-fioritura.-6-anni-dalla-semina-mai-innestati.-Non-vivono-scoperti-decido-io-quando-bagnbare.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1278 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Sclerocactus-alla-loro-prima-fioritura.-6-anni-dalla-semina-mai-innestati.-Non-vivono-scoperti-decido-io-quando-bagnbare-150x150.jpg" alt="Sclerocactus alla loro prima fioritura. Sei anni dalla semina, mai innestati. Non vivono scoperti, decido io quando bagnbare" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1278" class="wp-caption-text">Sclerocactus alla loro prima fioritura (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quali generi ti hanno dato le maggiori soddisfazioni in termini di sperimentazione?</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Mi appassionano le piante cosiddette difficili da coltivare. Nel 2010 seminai per la prima volta alcuni <em>Sclerocactus</em>, poi ho continuato gli anni successivi. Li ho seguiti molto e con molta fantasia, vista la scarsità di notizie sulla loro coltivazione. Se si cercano informazioni la cosa più frequente sono le lamentele sulle difficoltà, senza nessuna ipotesi sul perché. Un po’ poco per i miei gusti. La soddisfazione maggiore è stata farli vivere partendo quasi dal nulla.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Generi che non ti interessano per niente ce ne sono?</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Certo, anzitutto non coltivo piante che non tollerano un po’ di freddo e umidità stagnante. Non mi piacciono generi anonimi come forma, tipo <em>Melocactus</em>, <em>Discocactus</em> (che hanno anche il primo problema), molte <em>Mammillaria</em> e <em>Coryphantha</em>, quelle molto simili tra loro. Poi le colonnari e gli “artefatti”, come ibridi, innesti, variegate e cose simili, che non hanno niente di wild. <em>Euphorbie</em> e succulente in genere non le coltivo. Unica eccezione, mi piacciono gli <em>Pseudolithos</em>, li ho coltivati per alcuni anni, poi ho quasi smesso perché sono troppo esigenti per me.</span></p>
<p><figure id="attachment_1270" aria-describedby="caption-attachment-1270" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/FOTO-24.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1270 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/FOTO-24-150x150.jpg" alt="Ariocarpus foto 24" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1270" class="wp-caption-text">Ariocarpus fissuratus: raffronto (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Il tuo concetto di coltivazione wild?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il concetto di wild mi pare abbia tante interpretazioni a seconda dei vari coltivatori. A me interessa il risultato, l’aspetto delle piante, simile il più possibile a quello naturale. Anche piante relativamente comuni, il raro viene dopo. In natura si possono trovare piante sane o macchiate/ustionate, ma quelle deturpate per coltivazione errata non hanno un valore aggiunto per me. Come terriccio faccio dei compromessi, se i risultati sono buoni ammetto tutto. Sull’ambientazione ho poca esperienza, ci lavorerò di più in futuro, per ora mi limito talvolta a ricostruire lo strato superficiale; raramente lo ricostruisco in toto, da cima a fondo. Non ho pregiudizi verso l’uso di prodotti chimici, uso regolarmente fungicidi, insetticidi, concimi, sempre che non deformino le piante. </span></p>
<p><figure id="attachment_1271" aria-describedby="caption-attachment-1271" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/FOTO-25.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1271 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/FOTO-25-150x150.jpg" alt="Encephalocarpus foto 25" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1271" class="wp-caption-text">Encephalocarpus strobiliformis: raffronto (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Mi interessa capire meglio quali piante e con quali modalità possono essere coltivate alle intemperie oppure in piena terra, credo ci sia ancora parecchio da sperimentare. La coltivazione wild la intendo anche come esposizione alle intemperie, se e quando si riproducono le condizioni di habitat. A volte basta poco per avere risultati diversi. Ho provato con alcune piante a fare un test. Stesse cure (stessa semina, rinvasate contemporaneamente in terriccio identico, ecc), unica differenza l&#8217;esposizione alle intemperie per due stagioni vegetative. </span></p>
<p><figure id="attachment_1272" aria-describedby="caption-attachment-1272" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/FOTO-26.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1272 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/FOTO-26-150x150.jpg" alt="Pelecyphora foto 26" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1272" class="wp-caption-text">Pelecyphora aselliformis: raffronto (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La pioggia prolungata, il pieno sole e l’aria aperta riducono la crescita in altezza delle piante, asportano la lanugine apicale e induriscono l’epidermide; in sintesi le piante assumono un colore e un aspetto generale molto più simile a quello di habitat (<em>si veda il raffronto nelle tre foto pubblicate nel blocco di testo di questa risposta</em>).</span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">So che hai provato anche a mettere alcune piante in piena terra. Quali e con quali risultati?</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ho provato a piantare in una scarpata ricca di pietre e ben esposta alcuni <em>Echinocereus</em>. I primi ci stanno da un anno e mezzo. Le piante non hanno ricevuto cure dopo il trapianto, qualche pianta è morta ma parecchie stanno bene, anche se crescono lentamente. L’inverno passato la temperatura minima è arrivata fino a -10° e questa estate per oltre quattro mesi non è piovuto. Più wild di così è impossibile!</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Probabilmente se ne possono aggiungere altre. Un angolo di deserto che non richiede cure mi pare una bella soddisfazione.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il tuo test più riuscito?</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><em>Sclerocactus</em> allo scoperto in inverno, sconsigliatissimo da tutti quelli ai quali ho chiesto. Però se le piante stanno bene e sono sopravvissute a tre inverni tanto sbagliato non era, non può essere solo fortuna.</span></p>
<p><figure id="attachment_1273" aria-describedby="caption-attachment-1273" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Gymnocalycium-scadenti-per-terriccio-sbagliato.-Sono-cresciuti-poco-e-male-qualcuno-è-morto..jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1273 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Gymnocalycium-scadenti-per-terriccio-sbagliato.-Sono-cresciuti-poco-e-male-qualcuno-è-morto.-150x150.jpg" alt="Gymnocalycium in terriccio sbagliato. Sono cresciuti poco e male, qualcuno è morto" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1273" class="wp-caption-text">Gymnocalycium in terriccio sbagliato (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il tuo esperimento più disastroso?</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><em>Gymnocalycium</em> in un terriccio scadente, composto da pomice, pelite e terra di campo. Peggio era impossibile fare, le piante sono cresciute poco e male, qualcuna è morta. Ho poca esperienza con loro, era il primo test ed evidentemente è fallito. Comunque utile per fare nuovi tentativi.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per chiudere, raccontami come ti organizzi per la semina.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Considero la semina molto importante perché offre la possibilità di ottenere un buon numero di piantine a costi contenuti, da sottoporre a vari test e comparazioni per valutare i migliori risultati possibili. Ho seminato per la prima volta nel 1991, col tempo ho studiato come fare meglio. Per quanto riguarda il mio metodo, ho scritto un articolo su <em><strong>Acta Succulenta</strong></em>, rivista 2. 2014, il download è gratuito. Tratta di semina indoor, ma tante cose vanno bene anche per la semina a luce e calore naturali.</span></p>
<p><em>Le foto a corredo di questo articolo sono tutte di David Rubbo e ritraggono sue piante.</em></p>
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<p><strong>Ecco alcune piante coltivate da David Rubbo e sulle quali ha impiegato il suo tempo per sperimentare. Cliccare le foto per ingrandirle.</strong></p>
<p>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Sclerocactus-semina-mia-nato-e-cresciuto-sulle-proprie-radici-6-di-età-anni-alla-prima-fioritura.-Vive-al-coperto-sempre-decido-io-quando-bagnare.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Sclerocactus-semina-mia-nato-e-cresciuto-sulle-proprie-radici-6-di-età-anni-alla-prima-fioritura.-Vive-al-coperto-sempre-decido-io-quando-bagnare-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Sclerocactus semina David Rubbo, nato e cresciuto sulle proprie radici, 6 anni di età alla prima fioritura. Vive al coperto sempre, decido io quando bagnare" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Sclerocactus-parviflorus-mie-semine-nati-e-cresciuti-sulle-proprie-radici.-Adesso-è-il-quarto-inverno-che-passano-all-aperto-scoperti-esposti-a-tutte-le-intemperie.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Sclerocactus-parviflorus-mie-semine-nati-e-cresciuti-sulle-proprie-radici.-Adesso-è-il-quarto-inverno-che-passano-all-aperto-scoperti-esposti-a-tutte-le-intemperie-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Sclerocactus parviflorus, mie semine, nati e cresciuti sulle proprie radici. E&#039; il quarto inverno che passano all&#039;aperto, esposti a tutte le intemperie" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Sclerocactus-alla-loro-prima-fioritura.-6-anni-dalla-semina-mai-innestati.-Non-vivono-scoperti-decido-io-quando-bagnbare.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Sclerocactus-alla-loro-prima-fioritura.-6-anni-dalla-semina-mai-innestati.-Non-vivono-scoperti-decido-io-quando-bagnbare-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Sclerocactus alla loro prima fioritura. Sei anni dalla semina, mai innestati. Non vivono scoperti, decido io quando bagnbare" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Scarpata-di-alberese.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Scarpata-di-alberese-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Una scarpata di alberese" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Navajoa-le-più-grandi-che-ho.-Spero-di-vedere-qualche-fiore-la-prossima-primavera..jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Navajoa-le-più-grandi-che-ho.-Spero-di-vedere-qualche-fiore-la-prossima-primavera.-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Navajoa, le più grandi che ho. Spero di vedere qualche fiore la prossima primavera" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-lasiacantha-terriccio-con-alberese.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-lasiacantha-terriccio-con-alberese-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Mammillaria lasiacantha, terriccio con alberese.jpg" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-lasiacantha-terriccio-con-alberese..jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Mammillaria-lasiacantha-terriccio-con-alberese.-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Mammillaria lasiacantha, terriccio con alberese" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Gymnocalycium-scadenti-per-terriccio-sbagliato.-Sono-cresciuti-poco-e-male-qualcuno-è-morto..jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Gymnocalycium-scadenti-per-terriccio-sbagliato.-Sono-cresciuti-poco-e-male-qualcuno-è-morto.-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Gymnocalycium in terriccio sbagliato. Sono cresciuti poco e male, qualcuno è morto" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/FOTO-26.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/FOTO-26-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Pelecyphora foto 26" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/FOTO-25.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/FOTO-25-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Encephalocarpus foto 25" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/FOTO-24.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/FOTO-24-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus foto 24" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Escobaria-duncanii-terriccio-con-alberese.-Piante-di-circa-2-cm-le-più-grandi.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Escobaria-duncanii-terriccio-con-alberese.-Piante-di-circa-2-cm-le-più-grandi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Escobaria duncanii, terriccio con alberese. Piante di circa 2 cm le più grandi" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinomastus-da-seme-rinvasati-in-vasi-7x7x10.-Vasi-grandi-intendo-questo.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinomastus-da-seme-rinvasati-in-vasi-7x7x10.-Vasi-grandi-intendo-questo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Echinomastus da seme rinvasati in vasi 7x7x10" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-reichenbachii-in-piena-terra.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-reichenbachii-in-piena-terra-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Echinocereus reichenbachii in piena terra" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-reichenbachii-che-vivono-all-aperto-scoperti-da-alcuni-anni.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-reichenbachii-che-vivono-all-aperto-scoperti-da-alcuni-anni-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Echinocereus reichenbachii che vivono all&#039;aperto scoperti da alcuni anni" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-reichenbachii-all-aperto-scoperto-da-alcuni-anni.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-reichenbachii-all-aperto-scoperto-da-alcuni-anni-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Echinocereus reichenbachii all&#039;aperto scoperto da alcuni anni" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-chloranthus-in-piena-terra.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-chloranthus-in-piena-terra-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Echinocereus chloranthus in piena terra" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-arizonicus-in-piena-terra.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-arizonicus-in-piena-terra-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Echinocereus arizonicus in piena terra" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-arizonicus-all-aperto-scoperto-da-alcuni-anni.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Echinocereus-arizonicus-all-aperto-scoperto-da-alcuni-anni-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Echinocereus arizonicus all&#039;aperto scoperto da alcuni anni" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-scapharostrus-prepara-un-fiore.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-scapharostrus-prepara-un-fiore-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus scapharostrus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-scapharostrus-in-fiore.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-scapharostrus-in-fiore-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus scapharostrus in fiore.jpg" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-scapharostrus-con-fiore-in-arrivo.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/Ariocarpus-scapharostrus-con-fiore-in-arrivo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus scapharostrus con fiore in arrivo" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/echinocereus-Rubbo-copertina.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2018/01/echinocereus-Rubbo-copertina-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Echinocereus in piena terra" /></a>
</p>
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		<title>«Una pianta coltivata &#8216;Wild&#8217; mi racconta storie su mondi lontani e mi trasmette emozioni vere»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jan 2018 16:18:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste e contributi]]></category>
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		<category><![CDATA[coltivazione wild]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bolognese, cinquantadue anni e una passione sincera per le succulente, oltre che per tutto ciò che è Natura, nata in tenera età. In questa intervista, Andrea Cattabriga &#8211; che ho il privilegio di conoscere di persona &#8211; si apre mostrando una sensibilità e una profondità di pensiero davvero speciali (e non solo riguardo ai temi relativi &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-wild-cattabriga/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "«Una pianta coltivata &#8216;Wild&#8217; mi racconta storie su mondi lontani e mi trasmette emozioni vere»"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Bolognese, cinquantadue anni e una passione sincera per le succulente, oltre che per tutto ciò che è Natura, nata in tenera età. In questa intervista, <strong>Andrea Cattabriga</strong> &#8211; che ho il privilegio di conoscere di persona &#8211; si apre mostrando una sensibilità e una profondità di pensiero davvero speciali (e non solo riguardo ai temi relativi a questa nostra nicchia&#8230;). Non per niente, Cattabriga è considerato uno dei massimi esperti in cactaceae e succulente in Italia.</span></p>
<p>L&#8217;intervista che segue è un punto fermo nell&#8217;esposizione del concetto di coltivazione wild, una lettura imprescindibile per chiunque voglia conoscere meglio cactacee e succulente e, soprattutto, voglia andare oltre alla normale coltivazione di queste piante, cercando invece di ottenere il massimo, sia in fatto di resa estetica che di robustezza e salute degli esemplari. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-1135"></span></p>
<blockquote><p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; color: #008000;"><em>Le foto a corredo di questa intervista, così come quelle nella gallery finale sono tutte di Andrea Cattabriga e ritraggono sue piante</em></span></p></blockquote>
<div>
<p><figure id="attachment_1140" aria-describedby="caption-attachment-1140" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ario-retusus-su-lapillo-puro.-La-crescita-è-ottima-anzi-abbondante.-Da-notare-le-bolle-di-distacco-della-cuticola-forse-causata-da-sovralimentazione.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1140 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ario-retusus-su-lapillo-puro.-La-crescita-è-ottima-anzi-abbondante.-Da-notare-le-bolle-di-distacco-della-cuticola-forse-causata-da-sovralimentazione-150x150.jpg" alt="Ario retusus su lapillo puro" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1140" class="wp-caption-text">Ario retusus su lapillo puro. La crescita è ottima anzi abbondante. Da notare le bolle di distacco della cuticola, forse causata da sovralimentazione (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong style="line-height: 1.75;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il tuo nome, per gli italiani appassionati di cactus, è ormai sinonimo di esperienza e di un particolare approccio alla coltivazione. Come è nato questo tuo  interesse?<br />
</span></strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">Sono naturalista, con una laurea su uno studio di genetica delle popolazioni ma la mia vera passione in ambito accademico era l&#8217;ecologia, per cui già trent&#8217;anni fa mi accorsi quanto fossero povere le osservazioni sugli ambienti naturali compiute dai botanici che descrivevano le nuove specie di succulente. Si trattava ovviamente di contributi tassonomici, in cui eventuali note sull&#8217;ambiente naturale delle piante descritte erano omesse in quanto non interessanti ai fini delle pubblicazioni. Solo raramente l&#8217;autore (qualora dotato di una cultura naturalistica) includeva qualche dato sul milieu delle succulente in natura: piante associate (non necessariamente succulente), tipi di suoli, composizione delle rocce, possibili interazioni con altri organismi come insetti, uccelli, rettili ecc. Insomma, la “storia” di queste piante non era mai rivelata. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: revert;">Quando visitai il Messico nel 1992 mi si aprì un mondo ricchissimo e stimolante. I miei occhi nelle piante non vedevano “entità” tassonomiche, ma porzioni di sistemi complessi, vere e proprie comunità in cui moltitudini di esseri viventi interagivano tra di loro e con l&#8217;ambiente inanimato che colonizzavano. Si palesava così il concetto più espanso di “rete” espresso di recente da </span><strong style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: revert;">Fritjof Capra</strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: revert;">.</span></p>
</div>
<p><figure id="attachment_1148" aria-describedby="caption-attachment-1148" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-ritteri-su-roccia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1148 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-ritteri-su-roccia-150x150.jpg" alt="Aztekium ritteri su roccia" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1148" class="wp-caption-text">Aztekium ritteri su roccia (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Un’esperienza che ha ispirato il tuo approccio alla coltivazione, quindi&#8230;</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sensibilizzato dal tema della conservazione delle specie di piante rare, minacciate e a rischio di estinzione cominciai a valutare l&#8217;idea di “mimare” quegli ecosistemi ricostruendo piccoli habitat naturali in cui le piante potessero ritrovare le condizioni che ne avevano influenzato l&#8217;evoluzione, con l&#8217;idea di ricondurre piante riprodotte in cattività a mettere nuovamente in moto i complessi meccanismi di adattamento che ne condizionano la vita in natura. Mi limitai a coltivare le piante singole o in gruppi su terreni costituiti da materiale raccolto localmente, ma le cui origini geo-pedologiche fossero simili a quelle messicane, cosa che non mi riuscì difficile dato che alcune porzioni dell&#8217;Appennino italiano hanno similitudini importanti con alcuni suoli messicani abitati dalle piante di mio interesse: gli <em>Ariocarpus</em>, che seminavo già da alcuni anni in gran quantità. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Oggi, la mia collezione di succulente è costituita soprattutto da piante di <em>Ariocarpus</em> di varie età (tutte di mia semina a partire dal 1985) e specie, mantenute in serre non riscaldate e protette dalla pioggia invernale.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Insomma, un lungo percorso che parte fin dalla tua giovinezza.</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Credo di appartenere alla categoria di coloro che nascono con una particolare sensibilità per il mondo delle piante. Intendo dire che già nei primissimi anni di vita giocavo con fiori e fili d&#8217;erba e a nove anni d&#8217;età adottai le piante della mia cara nonna, da cui appresi le cure che dovevo prestar loro. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quando incontro un bambino o una bambina dotati della stessa sensibilità glielo leggo negli occhi, li riconosco come appartenenti a questa particolare categoria di persone. Io lo considero un dono e quando (raramente) mi capita tale incontro, mi viene d&#8217;impulso di donare piante e di raccontare storie su di esse, sulla loro cura e sulle loro proprietà magiche, perché sento che esiste un&#8217;affinità.</span></p>
<p><figure id="attachment_1147" aria-describedby="caption-attachment-1147" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1147 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-150x150.jpg" alt="Ariocarpus scaphirostris" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1147" class="wp-caption-text">Ariocarpus scaphirostris (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>So che hai conosciuto Giuseppe Lodi. Cosa ricordi di lui?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Considero la figura del Professor Lodi fondamentale al mio percorso. Lo conobbi che avevo quattordici anni, ero assetato di esperienze di coltivazione e quindi pronto ad assorbire la &#8216;passione&#8217; che quel vecchio e saggio signore era capace di infondere ai molti visitatori dell&#8217;Orto Botanico. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Lui aveva passato i novant&#8217;anni quando, durante una visita, mi si rivolse con la frase: “<em>Alla mia età non c&#8217;è più molto tempo a disposizione, ma tu sei un bambino e hai tutto il tempo davanti a te per seminare queste lentissime piante e vederle diventare adulte, fiorire e fare semi a loro volta</em>”. Disse così, mostrandomi gli <em>Ariocarpus</em>: fu come il passaggio di un testimone: oggi ho cinquantadue anni e spero davvero di arrivare alla sua età con queste sue parole, per ripeterle di nuovo a chi vorrà ascoltarle.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Di fatto, quello che oggi chiamiamo metodo wild l’hai introdotto tu. Cosa intende esattamente Andrea Cattabriga per “coltivazione wild” di cactus e piante grasse?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Wild, dall&#8217;inglese “selvaggio”, per quanto mi riguarda è un vero e proprio stile di coltivazione che vuol riprodurre le condizioni in cui si trova una specie di pianta nel suo habitat originario. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In Italia la passione per le succulente è relativamente recente ed è stata tutta ereditata dai tedeschi e dagli inglesi che alla fine dell&#8217;800 fondarono i primi stabilimenti di produzione in Liguria: torba, terra di faggio, letame e altri materiali organici sono sempre stati la base per la coltivazione di queste piante. I risultati ottenuti nel tempo sono stati eccellenti perché tra tutte le piante, le succulente sono particolarmente avide di azoto che le induce a vegetare in modo esuberante, per cui lo standard delle produzioni vivaistiche è stato rappresentato da piante di colori accesi e ben pasciute, anche se tali forme sono ben lontane da quelle naturali. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Senza nulla togliere al valore delle piante succulente ottenute con queste tecniche che io definisco “a regime di forzatura” (ma si tratta pur sempre di piante ornamentali e non alimentari, nel cui caso l&#8217;applicazione di concimazioni azotate eccessive a mio parere costituisce una vera e propria frode che pone a rischio la salute dei consumatori), ho deciso di portare avanti uno stile di coltivazione più naturale. Si tratta pur sempre di un artificio ma, se vogliamo, guidato in senso naturalistico.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"> Voglio sottolineare che non entro nel merito del valore di tale scelta: un cactus ipertrofico che eventualmente reca mutazioni indotte può essere estremamente interessante (e perfino “bello”) da un punto di vista ornamentale o collezionistico (e in tal senso, il mio mito personale è <em>Gymnocalycium mihanovichii var. friedrichii &#8216;red cup&#8217;</em>). Ma una pianta coltivata in stile Wild mi racconta storie su mondi lontani e personalmente costituisce una fonte di emozioni vere, e mi riporta al momento in cui ho incontrato una pianta come quella in natura (e dove l&#8217;ho lasciata, con grande rispetto).</span></p>
<p><figure id="attachment_1144" aria-describedby="caption-attachment-1144" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1144 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-1-150x150.jpg" alt="Ariocarpus fissuratus" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1144" class="wp-caption-text">Ariocarpus fissuratus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Da un punto di vista “filosofico” ma anche “filologico” guardi più alla pianta, cioè a ottenere esemplari simili a quelli di habitat (dando relativa importanza alla coerenza ad esempio del terriccio con i suoli di origine) o all’insieme, ossia pianta, ambientazione in vaso, terriccio?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Come ho già detto, l&#8217;idea è di ricostruire un piccolo ecosistema, con tutti i limiti del caso (il sole non è quello messicano, mancano gli insetti e le piante che sono normalmente “compagne” di queste specie di piante in natura). Il mio principio è che se si imposta il sistema come se fosse quello naturale, la pianta assumerà non solo la forma naturale, ma attiverà anche tutta quella complessa serie di adattamenti che la porteranno a comportarsi come se fosse in natura (ad esempio, elevata produzione di fiori, frutti e semi, ispessimento della cuticola e produzione di cere, lignificazione della porzione basale, irrobustimento delle spine nel caso di <em>ferocactus</em>, <em>mammillaria</em> ecc. …). </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Mirando a far assumere una semplice “forma” naturale a prescindere, si tenderebbe a produrre un artefatto: un po&#8217; come si fa con i bonsai, che per crescere bene sono coltivati in micro-vasi su akadama. Quello che si ottiene è un simulacro di un enorme albero con dimensioni minuscole. Non è esattamente il fine che mi prefiggo io.</span></p>
<p><figure id="attachment_1150" aria-describedby="caption-attachment-1150" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Confronto-tra-due-Ario-fissuratus.-01-a-sinistra-su-lapillo-a-destra-su-marna-la-cui-forma-è-simile-al-primo-ma-il-colore-è-più-naturale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1150 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Confronto-tra-due-Ario-fissuratus.-01-a-sinistra-su-lapillo-a-destra-su-marna-la-cui-forma-è-simile-al-primo-ma-il-colore-è-più-naturale-150x150.jpg" alt="Confronto tra due Ario fissuratus" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1150" class="wp-caption-text">Confronto tra due Ariocarpus fissuratus: a sinistra su lapillo, a destra su marna: la forma è simile ma il colore è più naturale nell&#8217;esemplare in marna (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Come hai scoperto la marna?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Da anni, perlustrando gli Appennini in cerca di minerali e fossili, mi ero imbattuto in giacimenti di rocce curiosamente friabili e di colore chiaro, così simili a quelle tra cui crescevano gli <em>ariocarpus</em> delle foto riprodotte sui volumi del &#8220;Die Cactaceae&#8221; di <strong>Curt Backeberg</strong> che potevo consultare all&#8217;istituto di agraria. Provai a coltivarci sopra alcune piante con successo mediocre, ma quando feci il mio primo viaggio sulle montagne messicane e mi trovai tra le stesse rocce ebbi l&#8217;impressione che potesse esserci qualcosa di più di una similitudine tra quei materiali. Consultai le mappe geologiche del Messico e appresi che quelle montagne calcaree avevano avuto una genesi simile a quelle appenniniche, ossia erano nate dall&#8217;emersione di rocce sedimentarie di origine marina generate dalla lenta sedimentazione di particelle sottili, soprattutto argille (le cosiddette torbiditi). Ritornato in Italia, cominciai a raccogliere marne diverse, facendo più attenzione a miscelare parti grossolane e fini in modo omogeneo e ottenni risultati sempre più incoraggianti.</span></p>
<p><figure id="attachment_1149" aria-describedby="caption-attachment-1149" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Confronto-tra-due-Ario-fissuratus-02-Dettaglio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1149 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Confronto-tra-due-Ario-fissuratus-02-Dettaglio-150x150.jpg" alt="Confronto tra due Ariocarpus fissuratus, dettaglio" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1149" class="wp-caption-text">Confronto tra due A. fissuratus, dettaglio (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Recentemente ho poi scoperto che la marna di per sé è considerato un materiale che migliora le caratteristiche dei suoli agrari. Sul sito di Slowfood si legge che il suolo marnoso “ritarda la maturazione dell’uva e ne aumenta l’acidità. È presente in molte zone viticole di grande pregio”. Altre citazioni importanti sui benefici della marna li ho reperiti in un vecchio testo di agraria napoletano della fine dell&#8217;800, in cui era citata la sua capacità di aumentare la fertilità dei suoli. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ho anche scoperto sulle mappe geologiche che nel giacimento da me individuato la marna è del tipo siliceo, cosa importante perché la maggioranza delle marne sono calcaree, e quindi incorporano carbonato di calcio che non è sempre gradito dalle piante. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Oggi quando posso raccolgo marne in grossi blocchi compatti che macino per ottenere diverse granulometrie, dalla polvere fine a frammenti di 3-5 cm di diametro. Sono molto soddisfatto della risposta delle mie piante.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Quali evidenze hai tratto dall’utilizzo di questa particolare terra e con quali piante hai notato che funziona meglio?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In sostanza, l&#8217;effetto derivante dall&#8217;uso della marna (che io da anni uso sempre in purezza) a mio parere consiste nel contenimento totale dell&#8217;ipertrofia che si determina normalmente nelle succulente con l&#8217;assorbimento dell&#8217;azoto presente nel terreno, per poco che esso sia. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Si badi bene che io concimo tutte le piante con fertilizzanti vari, per cui somministro anche l&#8217;azoto, ma se una pianta è coltivata su torba o su lapillo, quell&#8217;azoto determina lo sviluppo di una massa più cospicua di grosse cellule di parenchima acquifero. I tubercoli degli ariocarpus divengono più grossi e di colore verde intenso e il fusto delle mammillarie e dei ferocactus si ingrossa, mentre le spine si assottigliano e la lanuggine delle areole si riduce… </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In tal senso, le piante che rispondono meglio all&#8217;impiego di questo materiale sono gli <em>ariocarpus</em>, le <em>pelecifore</em> e le <em>epitelante</em>, ma anche <em>mammillaria</em>, <em>ferocactus</em>, <em>echinocactus</em> (soprattutto <em>horizonthalonius</em> e <em>latispinus</em>) e <em>stenocactus</em> rispondono magnificamente alla coltivazione su marna. Del tutto da evitare è l&#8217;uso con piante colonnari, che non hanno modo di espandere le radici come avviene in natura per cui vanno in crisi molto rapidamente se coltivati su questo materiale.</span></p>
<p><figure id="attachment_1146" aria-describedby="caption-attachment-1146" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-svasato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1146 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-svasato-150x150.jpg" alt="Ariocarpus scaphirostris svasato" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-svasato-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-svasato-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-svasato-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-svasato.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1146" class="wp-caption-text">Ariocarpus scaphirostris svasato (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>L’idea di vivere con i cactus, ossia producendo e vendendo piante, come è nata?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">È nata dal bisogno: dopo il diploma in tecnica agraria mi sono laureato come naturalista ma poi ho seguito i miei parenti e sono entrato nel mondo della grafica e della stampa, grazie anche alle mie capacità creative. Tuttavia non ho mai abbandonato il collezionismo e, quando il lavoro è cominciato a calare drasticamente (dal 1993 si è innescata una forte crisi nel mondo editoriale) ho cominciato a pensare di porre a frutto la mia passione, cosa che ho avuto il coraggio di fare solo dopo alcuni anni di lavoro come giardiniere.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>So che sei un tipo diretto: cosa diresti a un appassionato che accarezza l’idea di campare vendendo cactus?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Riferendomi a coloro che svolgono il “mestiere” del vivaista e non ai privati che compiono vendite occasionali su Facebook, quando ancora ero uno studente chiesi a un conoscente se mi fosse convenuto provarci e lui mi disse che “il cacciatore non vive di lepri e fagiani”, intendendo che convertire una passione in lavoro è molto difficile. Oggi questo è ancora più vero perché il mercato non aiuta. Il piccolo vivaista che conduce il suo lavoro con professionalità e passione, che vuole offrire piante interessanti agli appassionati più esigenti deve sempre e comunque far fronte a numerosi impegni dal punto di vista contributivo e legislativo e i margini si assottigliano. Il lavoro lungo e paziente che serve a produrre piante di elevata qualità non è ripagato dal mercato che, tra l&#8217;altro è ormai totalmente deregolamentato, nel senso che ormai chiunque vende piante in barba ai regolamenti vigenti nel commercio, nel vivaismo, nella Cites. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ma non sono negativo. Quando chiesi la stessa cosa a un vivaista ben conosciuto lui mi rispose: “No! Te lo sconsiglio: prima di tutto perché è dura riuscirci, secondo perché diventi un mio concorrente”. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dopo aver raccolto il parere di molte persone arrivai a capire che la vera domanda la dovevo fare a me stesso: me la sentivo? Avevo abbastanza passione per affrontare un lungo periodo di sacrifici e andare avanti anche senza risultati promettenti? Ci credevo abbastanza? La risposta è stata “Sì”. Nonostante tutto, se una cosa ti appassiona devi provarci, altrimenti passerai il resto della vita col rimpianto. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dopo cinque anni dall&#8217;inizio della mia impresa agricola Mondocactus, nome coniato da mia figlia Emma, sento che il mio percorso è ancora lungo e che non vi è certezza di successo, ma qualcosa si profila all&#8217;orizzonte…</span></p>
<p><figure id="attachment_1141" aria-describedby="caption-attachment-1141" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-confusus-su-marna-pura.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1141 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-confusus-su-marna-pura-150x150.jpg" alt="Ariocarpus confusus su marna pura" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1141" class="wp-caption-text">Ariocarpus confusus su marna pura (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Come è cambiato, almeno in Italia, il mercato e l’approccio a queste piante da parte degli appassionati da quando hai iniziato a muoverti in questo settore?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Agli esordi di questa mia passione avevo quattordici anni. L&#8217;AIAS era nata da poco e al tempo ci si confrontava sulla bellezza del <em>Notocactus leninghausii</em> le cui spine brillano come oro al sole, oppure sul fascino conturbante dell&#8217;<em>Euphorbia caput-medusae</em> che con i suoi rami contorti era così simile all&#8217;effigie della famosa dea greca. Eravamo appena nati come associazione e avevamo una terribile fame di piante, perché il mercato nazionale era ancora povero di varietà. Poi le varietà sono arrivate e, per anni, il mercato è stato fiorente. Sono nati numerosi vivai e quelli esistenti sono divenuti industrie. Perfino i vivaisti stranieri sono accorsi in Italia per fare buoni affari. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Poi, forse da dieci-quindici anni a questa parte, ci sono stati cambiamenti importanti: da un giorno all&#8217;altro la cosa che rendeva più desiderabile una pianta non era più la sua bellezza, ma l&#8217;essere rara, esclusiva, unica. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Piante assolutamente innaturali, mostruose, goffamente contorte e macchiate a causa di alterazioni genetiche gravi sono diventate “preziose”. È cominciata la ricerca spasmodica di piante rare raccolte in habitat, poi di piante la cui scoperta era stata siglata da famosi “esperti” che le battezzavano con i loro “field number” ecc. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">È così che le piante sono così divenute “status symbol” da esibire, soprattutto oggi grazie all&#8217;impiego dei social. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Si tratta forse di un fenomeno naturale che ha portato, accanto a persone sensibili alla bellezza e alla semplicità, quelle attratte dalle mode passeggere. Da un lato ci sono collezionisti esperti e semplici appassionati ancora capaci di provare piacere ammirando il millesimo fiore di una qualsiasi <em>Mammillaria prolifera</em> coltivata da tutta una vita… dall&#8217;altro, quelli che provano piacere dal mostrarti l&#8217;ultimo esemplare di <em>Copiapoa</em> raccolto in habitat e di cui sono venuti in possesso sborsando cifre iperboliche. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per me, la coltivazione naturale (wild) è il tentativo di ricondurre le persone ad apprezzare le piante per la loro bellezza, a riappropriarsi del piacere di coltivarle da seme con uno stile di coltivazione che tende a esaltare tutte le migliori caratteristiche di queste piante straordinarie, l&#8217;unicità di ogni esemplare al di là della sua rarità.</span></p>
<p><figure id="attachment_1142" aria-describedby="caption-attachment-1142" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-giovane.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1142 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-giovane-150x150.jpg" alt="Ariocarpus fissuratus giovane" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-giovane-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-giovane-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-giovane-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-giovane.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1142" class="wp-caption-text">Ariocarpus fissuratus giovane (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Parliamo della Festa del cactus a Bologna. Come è nata l’idea e quali risultati hai raggiunto?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La Festa del Cactus di Bologna è nata per scherzo. Nel 2002, quando non avevo ancora l&#8217;intenzione di avviare l&#8217;attività vivaistica mi ero trovato nell&#8217;impossibilità di mantenere la collezione già immensa di piante rare che avevo messo assieme. Mi misi in cerca di un ente che volesse accoglierla, un orto botanico o altra istituzione similare, ma non ebbi alcun riscontro in tutta Italia. In quel mentre conobbi <strong>Giorgio Celli</strong>, il famoso etologo ambientalista che rimase colpito dalla ricchezza della mia collezione e mi propose di tentare assieme di salvaguardarla, tentando di convincere il Comune di San Lazzaro di Savena (dove si trovavano allora le serre) a costruire un giardino botanico dedicato. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dopo anni di pressanti richieste il Comune si mostrò finalmente interessato e assieme all&#8217;allora Assessore per l&#8217;Ambiente nel 2006 organizzammo la prima edizione della Festa del Cactus, col proposito di raccogliere fondi per realizzare il progetto. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Negli anni successivi il Comune concesse un&#8217;area per realizzare il giardino botanico, ma prima che il progetto potesse prendere il via Giorgio Celli ci ha lasciato e l&#8217;intera giunta è decaduta, per cui tutto il lavoro messo assieme fino a quel momento fu stralciato. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nel frattempo la <em>Festa del Cactus</em> era cresciuta sempre più e ancora oggi il numero di vivaisti e di visitatori continua a incrementare considerevolmente. Quest&#8217;ultima edizione 2017 per molti dei nostri partecipanti stranieri è stato ritenuto il migliore e il più stravagante evento dedicato alle piante succulente d&#8217;Europa. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dal 2016 su richiesta di amici e conoscenti di altre regioni d&#8217;Italia abbiamo cominciato a organizzare eventi “satellite” presentati col marchio “KAKTOS” a suo tempo creato dal caro mico <strong>Massimo di Marzio</strong> che lo ha gentilmente messo a nostra disposizione. Si tratta di eventi di rappresentanza realizzati grazie ad alcuni dei partecipanti della Festa del Cactus e si tengono nel periodo primaverile (a marzo, presso Milis in Sardegna e a maggio, presso il Castello Medievale di Torino).</span></p>
<p><figure id="attachment_1143" aria-describedby="caption-attachment-1143" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-in-marna-e-granito.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1143 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-in-marna-e-granito-150x150.jpg" alt="Ariocarpus fissuratus in marna e granito" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-in-marna-e-granito-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-in-marna-e-granito-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-in-marna-e-granito-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-in-marna-e-granito.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1143" class="wp-caption-text">Ariocarpus fissuratus in marna e granito (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Qualche anticipazione sulla prossima edizione della Festa del Cactus?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Non voglio entrare troppo nel merito delle novità che ho intenzione di proporre con la prossima edizione, ma sono assolutamente certo che gli appassionati della coltivazione Wild, degli amanti della natura e della sperimentazione in coltivazione ne saranno entusiasti. Quello che posso anticipare è che spero di poter contare sulla disponibilità di alcuni volontari il cui aiuto è cruciale per portare questo evento a un nuovo livello di esperienza per i veri appassionati.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>So che sul fronte ambientale sei particolarmente sensibile. C’è qualche progetto di cui mi vuoi parlare?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sì, vorrei scrivere un articolo critico sull&#8217;operato della CITES in Italia e in Europa. Ma prima devo trovare un buon avvocato…</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Capito. Passiamo ai test più estremi che hai fatto sulle tue piante…</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Avendo molte piante i test in corso sono moltissimi. Posso parlare di due test davvero estremi, ossia la coltivazione senza terra a cui sottopongo da anni una famigliola di <em>Epithelantha micromeris</em> e un test “di snervamento” a carico di alcuni <em>ariocarpus</em>.</span></p>
<p><figure id="attachment_1151" aria-describedby="caption-attachment-1151" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Epithelanta-no-suolo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1151 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Epithelanta-no-suolo-150x150.jpg" alt="Epithelanta senza terreno" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1151" class="wp-caption-text">Epithelanta senza terreno (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Epithelantha micromeris senza terra</span> &#8211; </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sono alcune piante che avevo posto in coltivazione in marna con una percentuale di grossi frammenti e una frazione più fine in un vaso da bonsai molto basso. Dopo pochi anni tutta la porzione fine se ne è uscita attraverso il foro di scolo, lasciando solo alcune pietre e… le piante. Dato che l&#8217;asportazione del suolo è stata graduale, le piante hanno avuto il tempo di sviluppare una fine maglia di radici che giunge al di sotto delle pietre, l&#8217;unico ambito in cui rimane un po&#8217; d&#8217;acqua dopo le annaffiature. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dato che le piante non hanno mai dato segni di sofferenza, crescendo (sebbene meno del normale), fiorendo e fruttificando come le loro sorelle in vaso, non ho voluto mai modificare la situazione che sembra essere stabile.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Punto di &#8220;snervamento&#8221; di Ariocarpus</span> &#8211; </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Riordinando le serre ho scoperto che in un angolo mai raggiunto dalle annaffiature era stata dimenticata una cassetta con alcuni ariocarpus in marna pura. Le piante sono quindi in condizioni di totale aridità da tre anni. Uno o due esemplari sembrano essere definitivamente secchi e irrecuperabili, mentre altre piante sono in condizioni limite. Prossimamente documenterò questa condizione per condividerla con gli amici di Facebook.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>I test più disastrosi?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Una delle esperienze peggiori è stata il mantenimento in una serra fredda di una collezione di oltre 300 Strombocactus disciformis mantenuti su marna, seminati nel 1991 e cresciuti fino a oltre 12 cm di diametro. La serra era del tipo seminterrato per cui ancorché non fosse riscaldata la temperatura invernale raramente si abbassava al di sotto dei 0 °C. In estate, per evitare il rischio di ustioni (si trattava di una vecchia serra in ferro e vetro) ne asportai la copertura lasciando le piante alla pioggia. Durante l&#8217;autunno alcune piante mostrarono piccole maculature nerastre. Pensai al rischio di marciume ma siccome quelle abrasioni erano compatte ipotizzai che si fosse trattata di un&#8217;infezione risolta, di cui rimaneva solo una traccia. In realtà si trattava di un marciume secco che nel breve volgere dei mesi invernali si allargò a tutte le piante, che dovetti poi distruggere.</span></p>
<p><figure id="attachment_1139" aria-describedby="caption-attachment-1139" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ario-retusus-elongatus-al-trapianto-in-marna-da-molti-anni-da-notare-la-ritrazione-del-caudice-in-profondità-nella-terra.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1139 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ario-retusus-elongatus-al-trapianto-in-marna-da-molti-anni-da-notare-la-ritrazione-del-caudice-in-profondità-nella-terra-150x150.jpg" alt="Ario retusus elongatus al trapianto" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1139" class="wp-caption-text">Ario retusus elongatus al trapianto, in marna da molti anni, da notare la ritrazione del caudice in profondità nella terra (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Che ne pensi del gruppo su Facebook (<a href="https://www.facebook.com/groups/1684861501758945/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wild Grown</a>) ispirato dal tuo lavoro?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Secondo me si tratta di una meravigliosa esperienza retta dalla pazienza e dalle capacità di tutti coloro che l&#8217;amministrano e che vi partecipano, uno dei pochi esempi di ciò che di buono è possibile fare con un social come facebook, se si è bravi a farlo.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"> Letizia, David, Antonello, Marco e tanti altri convergono su queste pagine raccontando ciò che fanno, mostrando i propri successi e i propri errori. Ogni tanto qualcuno chiede “secondo voi, faccio bene?”. Molto spesso si esordisce con un “a mio parere…” e si termina un thread con un “Grazie!”. Sono molto contento che le mie esperienze siano servite per ispirare queste persone a realizzare un ambiente in cui il confronto alla pari è la norma e la critica è costruttiva.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Quanto tempo dedichi alle piante ogni giorno?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In questo periodo della mia vita, faccio prima a dire che NON mi dedico alle piante quando mangio, dormo e quando coltivo gli affetti che mi circondano. Per il resto, dalla mattina a notte fonda mi divido tra il lavoro in serra, al computer e al laboratorio in cui realizzo materiali e strumenti che serviranno per le colture. Spero sempre che arrivi il momento in cui le piante sono talmente ferme in stasi vegetativa da lasciarmi un po&#8217; di tempo da dedicare al sito di Mondocactus, che da anni attende di giungere alla sua versione definitiva con il catalogo completo delle piante da vendere. Al momento sebbene gli <em>Ariocarpus</em> siano in stasi, devo dedicarmi alle <em>crassulacee</em> e alle bulbose sudafricane e devo pianificare le semine primaverili acquisendo nuovo materiale da tutto il mondo… </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Alle volte, penso che costerebbe meno impegno intraprendere un lungo viaggio verso lontane località desertiche in cui ammirare le piante nel loro habitat, ma poi entro nella mia serra dove posso fare il giro del mondo in 60 secondi e sono di nuovo sereno.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Per chiudere, qualche consiglio a chi si avvicina al metodo di coltivazione “naturale”?</strong><br />
</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per approcciarsi perfettamente al metodo di coltivazione naturale bisogna prima assumere un atteggiamento naturale verso il mondo, saper vedere la terra, le pietre, le piante, gli animali, le persone… Questo è il senso di entrare “nella buona onda”, e allora tutto viene “naturale”. Peace and love <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p>
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<p>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-in-marna-e-granito.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-in-marna-e-granito-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus fissuratus in marna e granito" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-in-marna-e-granito-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-in-marna-e-granito-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-in-marna-e-granito-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-in-marna-e-granito.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-svasato.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-svasato-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus scaphirostris svasato" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-svasato-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-svasato-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-svasato-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-svasato.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ario-retusus-su-lapillo-puro.-La-crescita-è-ottima-anzi-abbondante.-Da-notare-le-bolle-di-distacco-della-cuticola-forse-causata-da-sovralimentazione.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ario-retusus-su-lapillo-puro.-La-crescita-è-ottima-anzi-abbondante.-Da-notare-le-bolle-di-distacco-della-cuticola-forse-causata-da-sovralimentazione-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ario retusus su lapillo puro" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-ritteri-su-roccia.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-ritteri-su-roccia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Aztekium ritteri su roccia" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Confronto-tra-due-Ario-fissuratus-02-Dettaglio.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Confronto-tra-due-Ario-fissuratus-02-Dettaglio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Confronto tra due Ariocarpus fissuratus, dettaglio" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scaphirostris-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus scaphirostris" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-confusus-su-marna-pura.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-confusus-su-marna-pura-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus confusus su marna pura" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Confronto-tra-due-Ario-fissuratus.-01-a-sinistra-su-lapillo-a-destra-su-marna-la-cui-forma-è-simile-al-primo-ma-il-colore-è-più-naturale.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Confronto-tra-due-Ario-fissuratus.-01-a-sinistra-su-lapillo-a-destra-su-marna-la-cui-forma-è-simile-al-primo-ma-il-colore-è-più-naturale-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Confronto tra due Ario fissuratus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ario-retusus-elongatus-al-trapianto-in-marna-da-molti-anni-da-notare-la-ritrazione-del-caudice-in-profondità-nella-terra.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ario-retusus-elongatus-al-trapianto-in-marna-da-molti-anni-da-notare-la-ritrazione-del-caudice-in-profondità-nella-terra-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ario retusus elongatus al trapianto" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus fissuratus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Epithelanta-no-suolo.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Epithelanta-no-suolo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Epithelanta senza terreno" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-giovane.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-giovane-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus fissuratus giovane" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-giovane-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-giovane-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-giovane-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-giovane.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-retusus-perfetto.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-retusus-perfetto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus retusus" /></a>
</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.ilfioretralespine.it%2Fcactus-wild-cattabriga%2F&amp;linkname=%C2%ABUna%20pianta%20coltivata%20%E2%80%98Wild%E2%80%99%20mi%20racconta%20storie%20su%20mondi%20lontani%20e%20mi%20trasmette%20emozioni%20vere%C2%BB" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.ilfioretralespine.it%2Fcactus-wild-cattabriga%2F&amp;linkname=%C2%ABUna%20pianta%20coltivata%20%E2%80%98Wild%E2%80%99%20mi%20racconta%20storie%20su%20mondi%20lontani%20e%20mi%20trasmette%20emozioni%20vere%C2%BB" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.ilfioretralespine.it%2Fcactus-wild-cattabriga%2F&amp;linkname=%C2%ABUna%20pianta%20coltivata%20%E2%80%98Wild%E2%80%99%20mi%20racconta%20storie%20su%20mondi%20lontani%20e%20mi%20trasmette%20emozioni%20vere%C2%BB" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-wild-cattabriga/">«Una pianta coltivata &#8216;Wild&#8217; mi racconta storie su mondi lontani e mi trasmette emozioni vere»</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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		<title>L&#8217;artista del landscaping: come ti creo un pezzetto di Messico in piena Toscana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 16:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste e contributi]]></category>
		<category><![CDATA[cactus]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti gratuiti]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il toscano Antonello Mennucci non è un &#8220;semplice&#8221; appassionato di succulente e tantomeno un &#8220;semplice&#8221; coltivatore wild. E&#8217; un vero e proprio artista del landscaping, ossia della ricostruzione estetica e materica dell&#8217;habitat naturale in cui crescono cactus e piante succulente. Guardate le sue fotografie e leggete questa intervista, in cui parla dettagliatamente del suo metodo, &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/landscaping-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "L&#8217;artista del landscaping: come ti creo un pezzetto di Messico in piena Toscana"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/landscaping-cactus/">L&#8217;artista del landscaping: come ti creo un pezzetto di Messico in piena Toscana</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il toscano <strong>Antonello Mennucci</strong> non è un &#8220;semplice&#8221; appassionato di succulente e tantomeno un &#8220;semplice&#8221; coltivatore wild. E&#8217; un vero e proprio artista del landscaping, ossia della ricostruzione estetica e materica dell&#8217;habitat naturale in cui crescono cactus e piante succulente. </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Guardate le sue fotografie e leggete questa intervista, in cui parla dettagliatamente del suo metodo, e sicuramente ne converrete con me. (&#8230;)</span></p>
<p><span id="more-1009"></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Antonello è archeologo, direttore di musei, esperto di ricerca, valorizzazione e comunicazione dei Beni Culturali. E&#8217; interessato a tutti gli aspetti naturalistici e alla geologia. Di sé dice: &#8220;come le piante grasse, sono avvezzo alla resistenza&#8221;. Tra le varie cose, ha trovato il tempo per aprire su Facebook un gruppo di cactofili unico nel suo genere: <a href="https://www.facebook.com/groups/1684861501758945/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wild Grown And Succulent Plants</a>.</span></p>
<blockquote><p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; color: #008000;"><em>Le foto a corredo di questa intervista, così come quelle nella gallery finale sono tutte di Antonello Mennucci e ritraggono sue piante e suoi lavori di ricostruzione dell&#8217;habitat</em></span></p></blockquote>
<div>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il tuo approccio alla coltivazione è piuttosto rigoroso. Cosa significa per te coltivare wild?<br />
</span></strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">Domandona! Da non saper come rispondere… Ci sono molti approcci e gradazioni, quasi tutti validi. Comunque per me significa avvicinarsi il più possibile all&#8217;habitat originario di ogni pianta, meglio se nel rispetto di esposizione, cicli vegetativi, irrigazioni ecc.</span></p>
<p><figure id="attachment_1016" aria-describedby="caption-attachment-1016" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-retusus-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1016 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-retusus-2-150x150.jpg" alt="Ariocarpus retusus" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1016" class="wp-caption-text">Ariocarpus retusus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong style="line-height: 1.75;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Da quanto tempo coltivi cactus e piante grasse?<br />
</span></strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">Coltivo da fine anni Ottanta. Ho cominciato con le piante che aveva mia nonna. La svolta avvenne grazie a un librino stupido che le regalarono, ce l&#8217;ho ancora, &#8220;Coltivare in casa&#8221; si chiamava. Lì scoprii le diverse varietà e cominciai a cercarle.</span></p>
</div>
<div> <strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quando è avvenuto il passaggio alla coltivazione wild?</span></strong></div>
<div><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il passaggio alla coltivazione selvaggia è avvenuto gradualmente. Mi ero sempre chiesto come mai tutti coltivassimo in maniera standardizzata e se fosse possibile riprodurre gli habitat. Quando chiedevo ai più esperti mi veniva sempre risposto di no per via delle differenze di aria, luce, acqua, ecc. Dei terreni non si parlava mai. Anche negli articoli le informazioni erano scarne, insufficienti. Ci si rivolgeva alla microscopia elettronica per indagare la morfologia dei semi e alla genetica, ma mai niente che riguardasse una seria descrizione degli ambienti originari. </span></div>
<div><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il confronto tra gli esemplari coltivati in questo modo e quelli in habitat ai miei occhi rimaneva però impietoso, e più passava il tempo, più aumentava l&#8217;intolleranza nei confronti di piante diverse coltivate in vasi tutti uguali, dominati dal rosso dell&#8217;onnipresente lapillo, per altro reperibile in natura solo in aree limitate. Capivo che questo metodo, che noi definiamo tradizionale, rispondeva alle esigenze di chi coltiva migliaia di piante consentendo una sorta di standardizzazione. Però non bastava più a me.</span></div>
<div>
<p><figure id="attachment_1023" aria-describedby="caption-attachment-1023" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-hintonii.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1023 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-hintonii-150x150.jpg" alt="Aztekium hintonii" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1023" class="wp-caption-text">Aztekium hintonii in gesso (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Un giorno, finalmente, su una rivista mi imbattei nei tentativi di <strong>Andrea Cattabriga</strong> con gli <em>Aztekium</em> e con gli <em>Ariocarpus</em>&#8230; Mi si aprì un mondo davanti! Rapidamente reperii nella mia zona del gesso naturale e mi cimentai con un vasino minuscolo di <em>Aztekium hintoni</em>. Andò bene e provai con due <em>ritteri</em>. Tentai anche con <em>Ariocarpus Scapharostrus</em> cercando di ricostruire l&#8217;ambiente scaglioso. Ancora non capivo nulla però e usai un terreno sbagliato, a base di filladi e quarzo. Ci sono stati male per otto anni, fino al nuovo rinvaso in alberese, materiale fantastico molto vicino a quello del loro habitat. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">La scoperta dell&#8217;alberese avvenne in un momento diciamo di maturazione. In perfetta solitudine infatti mi chiedevo se tutto si potesse ridurre alle marne e al gesso, materiali divenuti rapidamente di moda tra i coltivatori di certe piante. Ero intanto entrato in contatto con collezionisti di </span><em style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">mesembriantemacee</em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">, alcuni dei quali usavano quarzo e materiali silicei, e con altri amici, primo fra tutti </span><strong style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">Ivan Korzeniowski</strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">, grazie ai quali scoprii l&#8217;uso di terreni argillosi. Cominciai a testare più sistematicamente e ragionando di più. Verificando le carte geologiche della Toscana e della provincia di Siena in particolare mi resi conto di vivere in un paradiso, per quanto concerneva la varietà dei materiali e cominciai a cercare sul campo. L&#8217;alberese fu la prima scoperta, da lì non mi sono più fermato. In sostanza in Toscana manca solo il granito, presente solo nell&#8217;arcipelago.</span></p>
</div>
<div>
<p><figure id="attachment_1031" aria-describedby="caption-attachment-1031" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/lithops-aucampie.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1031 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/lithops-aucampie-150x150.jpg" alt="Lithops aucampie" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1031" class="wp-caption-text">Lithops aucampie (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Col tempo ho cominciato a tentare di riprodurre il più fedelmente possibile l&#8217;habitat originario di ogni pianta scoprendo che i mantra ripetuti dagli esperti non erano veri per nulla e spesso sbagliati, primo fra tutti quello sui così detti terreni &#8220;asfittici&#8221;. Personalmente uso moltissimi tipi diversi di terre argillose, alcune miste a pietrisco, ghiaie e sabbie, altre invece molto compatte. Mai avuto problemi di asfissia delle radici. Direi che l&#8217;argilla, ovviamente non quella da vasi o da mattoni, ma quella naturale, è uno dei componenti di base per molte delle mie piante centroamericane, e anche per qualche <em>Lithops</em> e per qualche altra africana. L&#8217;unico vero handicap che riscontro nell&#8217;uso dei terreni argillosi è la lentezza nell&#8217;assorbimento dell&#8217;acqua. Il problema non sussiste quando piove, ma richiede più tempo negli interventi di irrigazione.</span></span></p>
<p><figure id="attachment_1015" aria-describedby="caption-attachment-1015" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-kotschoubeyanus.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1015 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-kotschoubeyanus-150x150.jpg" alt="Ariocarpus kotschoubeyanus" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1015" class="wp-caption-text">Ariocarpus kotschoubeyanus sommersi dall&#8217;acqua (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Allo stesso tempo, però, le piante coltivate su questo genere di materiali sopportano quantità d&#8217;acqua spropositate senza problema alcuno. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">In tutto questo, fondamentale è la vita all&#8217;aria aperta delle piante, almeno da aprile a ottobre, ma le mie sono arrivate anche ai primi di novembre a seconda delle annate. Molti dei rischi tradizionali quali funghi e altre patologie e parassiti tendono a scomparire con questo metodo di coltivazione, che tende a far assumere alle piante un aspetto più naturale e certamente una maggiore robustezza. Io praticamente non uso concimi, insetticidi e altri prodotti chimici. Mi limito a combattere isolati attacchi di cocciniglia, quando capita, guarda caso sempre sulle piante tenute più a lungo in serra, ma comunque è raro.</span></p>
</div>
<div>
<p><figure id="attachment_1018" aria-describedby="caption-attachment-1018" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scapharostrus-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1018 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scapharostrus-2-150x150.jpg" alt="Ariocarpus scapharostrus" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1018" class="wp-caption-text">Ariocarpus scapharostrus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Come ti documenti sulla composizione dei suoli e come procedi nella ricerca dei materiali?</span></strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">Per capire la natura dei suoli originari mi avvalgo della rete. Se si conosce la località di provenienza di una pianta basta digitarla su un motore di ricerca unita al termine geologia o geology. Poi basta avere la pazienza di leggere. Certo, in questo gioco un minimo di conoscenze geologiche servono, altrimenti orientarsi è dura. Fatto questo ci si può rivolgere al territorio che ci circonda, magari facendo ricorso preventivo alle carte geologiche, quasi sempre reperibili in rete. Ovviamente chi vive in territori connotati da forte variabilità geologica è fortunato, gli altri meno.</span></p>
</div>
<div>
<p><figure id="attachment_1022" aria-describedby="caption-attachment-1022" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-e-Geohintonia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1022 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-e-Geohintonia-150x150.jpg" alt="Aztekium e Geohintonia" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1022" class="wp-caption-text">Aztekium e Geohintonia, ricostruzione dell&#8217;habitat (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sei un artista nel landscaping, nella ricostruzione di angoli di habitat in vaso. Diciamo che hai una pianta che vuoi ambientare: come ti muovi?<br />
</span></strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ricreare l&#8217;ambiente di una pianta discende da quanto detto sopra. Senza quella base di partenza non si comincia neanche. Una volta reperiti i materiali giusti il resto è facile&#8230; basta rinvasare. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Altra cosa è conferire all&#8217;insieme un aspetto reale e &#8220;vissuto&#8221;. Intanto consiglio sempre l&#8217;osservazione attenta dei luoghi originari, partendo dalla morfologia delle pietre (più arrotondate, più spigolose) e dalla loro densità e disposizione. Non ci può essere modello migliore. Un accorgimento che ormai accompagna quasi tutti i miei vasi è la selezione delle pietre da disporre in superficie.</span></p>
</div>
<div>
<p><figure id="attachment_1028" aria-describedby="caption-attachment-1028" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Crosta-e-licheni.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1028 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Crosta-e-licheni-150x150.jpg" alt="Crosta e licheni" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1028" class="wp-caption-text">Crosta e licheni (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Quando raccolgo faccio attenzione a separarle dal resto, scegliendo quelle incrostate di licheni e anche di muschi. Ecco, i licheni sulle pietre superficiali sono un qualcosa che conferisce all&#8217;insieme un&#8217;aria di realtà immediatamente convincente, contribuendo anche alla formazione di crosta biologica in tempi ragionevoli. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Consiglio anche di usare vasi grandi, decisamente sovradimensionati, sia per dare spazio alla pianta, sia per dilatare il più possibile la cadenza dei rinvasi. Tanto con questi materiali tutti i motivi che ne sconsigliavano l&#8217;uso vengono a cadere uno a uno. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Un altro problema è ricreare scarpate. Per questi casi ricorro a vasi bassi e ampi, tipo seminiere o vasoni da bonsai. La profondità conta poco infatti, dato che il grosso del materiale si erge oltre il bordo del vaso. Di solito porto il vaso direttamente sul luogo di prelievo, le piante invece le posiziono a casa. Anche in quel caso scegliere materiali con licheni e croste biologiche aiuta: le loro radici tengono insieme la superficie riducendo anche il dilavamento.  Ma tutto questo è difficile da spiegare a parole, sarebbe più semplice coi fatti.</span><span style="line-height: 1.75;"> </span></p>
</div>
<div>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Che generi di piante si prestano meglio alla ricostruzione dell’habitat, a tuo avviso?<br />
</span></strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">Tutte le piante si prestano alla coltivazione selvaggia. Se però si vogliono ottenere risultati credibili in toto, meglio le piccole. Prova ad ambientare una <em>Carnegeia gigantea</em> completa di sfondo!</span></p>
</div>
<div><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Un consiglio a chi vuole approcciarsi alla coltivazione wild e uno a chi vuole lavorare sul landscaping.</span></strong></div>
<div><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se si vogliono risultati duraturi e non effimeri come le composizioni dei vivai, la regola è sempre quella: studiare l&#8217;habitat originario e osservarlo nei dettagli, erbe e licheni inclusi, procurarsi il materiale giusto e poi provare.</span></div>
<div><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"> </span></div>
<div>
<p><figure id="attachment_1011" aria-describedby="caption-attachment-1011" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1011 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-150x150.jpg" alt="Ariocarpus fissuratus" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1011" class="wp-caption-text">Ariocarpus fissuratus (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Parlami di qualche tuo esperimento e di come sta andando.<br />
</span></strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">Ogni tentativo wild è stato un esperimento. Solo ora si cominciano ad avere esperienze consolidate dalle quali trarre qualche conclusione. Francamente non saprei scegliere. Ho <em>Ariocarpus fissuratus</em> e altre piante su terreno argilloso fuori anche in inverno (qua si arriva serenamente a -12), solo riparate dall&#8217;acqua. Ho qualche pianta libera qua e là nel selvaggio, senza annaffiature estive e col freddo, la pioggia e la neve in inverno. Tutte cose che paiono contraddire le regole fissate, regole che però si dimostrano valide solo per la coltivazione tradizionale e non per quella selvaggia. Per dirne una mi è capitato di avere <em>Ariocarpus</em> bagnati in pieno inverno o di bagnarne alcuni subito dopo il rinvaso invernale (la terra polverosa e da compattare non mi piaceva). Non è mai successo nulla di negativo.</span></p>
</div>
<div><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In che zone sei stato e che piante hai visto in natura?</span></strong></div>
<div><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per le grasse ho viaggiato poco, essenzialmente il Messico centro-settentrionale. Allora non mi servì granché, se non a rafforzare gli interrogativi che mi portavo dietro.</span></div>
<div><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"> </span></div>
<div>
<p><figure id="attachment_1030" aria-describedby="caption-attachment-1030" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Hawortia-sp..jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1030 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Hawortia-sp.-150x150.jpg" alt="Hawortia sp." width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1030" class="wp-caption-text">Hawortia sp. (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Sei amministratore e fondatore di un gruppo su Facebook che sin dal titolo la dice lunga: “Wild Grown Cactus And Succulent Plants”. Come è nato questo gruppo, da quali idee è partito e con quali intenzioni.<br />
</span></strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">Confesso che il gruppo </span><em style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">Wild Grown</em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;"> è stata una mia idea. Dopo i primi tentativi più studiati e ragionamenti in solitudine sentivo il bisogno di confrontarmi con altri. Mi contattò <strong>David Rubbo</strong> che aveva visto alcune mie immagini sui social. Poco dopo ci incontrammo e lo portai a vedere alcuni dei miei luoghi preferiti di prelievo. Gli parlai subito dell&#8217;idea del gruppo, che mai mi sarei sentito di aprire da solo. Fu solo grazie a lui e alla sua sterminata esperienza che mi sentii in grado di provare. Contattammo <strong>Andrea Cattabriga</strong> (che ancora non conoscevo) che ci incoraggiò nell&#8217;impresa e di lì a poco demmo inizio alle danze. Partimmo in tre amministratori, David, io e <strong>Nicola Cornaglia</strong>, autore di esperimenti estremi di grande interesse. Di lì a poco si aggiunsero anche <strong>Letizia Zanella</strong> (che a breve sbalordirà tutti a seguito di ciò che sta realizzando presso l&#8217;Orto Botanico dell&#8217;Università Tor Vergata) e <strong>Maya Berni</strong>, notevole coltivatrice di diversi generi di piante, fra le quali <em>Mammillaria</em> e <em>Eryosice</em>. Non siamo tanti e non ci importa, ammettiamo persone di una certa esperienza o comunque seriamente interessate all&#8217;argomento e disposte a mettersi in gioco. Non facciamo pubblicità. </span></p>
</div>
<div>
<p><figure id="attachment_1041" aria-describedby="caption-attachment-1041" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Turbinicarpus-andersonipanarottoi-.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1041 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Turbinicarpus-andersonipanarottoi--150x150.jpg" alt="Turbinicarpus andersoni:panarottoi" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1041" class="wp-caption-text">Turbinicarpus andersoni:panarottoi (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Come sta andando questa esperienza?<br />
</span></strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">Il gruppo è una grande soddisfazione. Finalmente ci si confronta apertamente su tutto e stiamo mettendo a sistema una serie di esperienze ognuna delle quali contribuisce a definire una sorta di metodo. Dunque si parla di terre dei tipi più disparati, di habitat, di acqua, esposizione, temperature e tutto quanto il resto. Per me una piccola rivoluzione. Ho imparato più cose lì in due anni che nei precedenti 20 di coltivazione tradizionale. Ci ho conosciuto anche te!</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;"> </span></p>
</div>
<div>
<p><figure id="attachment_1032" aria-describedby="caption-attachment-1032" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Lithops-hookeri-dabneri.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1032 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Lithops-hookeri-dabneri-150x150.jpg" alt="Lithops hookeri dabneri" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-1032" class="wp-caption-text">Lithops hookeri dabneri (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Marna, alberese, argilla, pomice… quali materiali consiglieresti a chi vuole creare un substrato “standard”, adatto ai cactus in generale senza diventare matto?</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; line-height: 1.75;">Posto che io ragiono davvero pianta per pianta, generalizzando e standardizzando si possono fare tre macrodistinzioni: per il grosso delle messicane va bene terra argillosa (30%) e pomice (70%). Per molte sudafricane quarzi, quarziti e sabbie silicee mescolati tra loro e per le <em>Copiapoa</em> granito e sabbie silicee. Io però non standardizzo niente.</span></p>
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<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Turbinicarpus-macrochele.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Turbinicarpus-macrochele-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Turbinicarpus macrochele" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Turbinicarpus-andersonipanarottoi-.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Turbinicarpus-andersonipanarottoi--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Turbinicarpus andersoni-panarottoi" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Thelocactus-hastifer.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Thelocactus-hastifer-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Thelocactus hastifer" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Thelocactus-bicolor.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Thelocactus-bicolor-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Thelocactus bicolor" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Strombocactus-disciformis.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Strombocactus-disciformis-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus disciformis" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Strombocactus-disciformis-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Strombocactus-disciformis-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Strombocactus disciformis" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pelecyphora-aselliformis.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pelecyphora-aselliformis-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Pelecyphora aselliformis" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Mammillaria-compressa.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Mammillaria-compressa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Mammillaria compressa" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Mammillaria-bombycina.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Mammillaria-bombycina-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Mammillaria bombycina" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Lithops-hookeri-dabneri.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Lithops-hookeri-dabneri-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Lithops hookeri dabneri" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/lithops-aucampie.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/lithops-aucampie-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Lithops aucampie" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Hawortia-sp..jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Hawortia-sp.-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Hawortia sp." /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Coryphantha-radians.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Coryphantha-radians-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Coryphantha radians" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Coryphantha-radians-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Coryphantha-radians-300x298.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Coryphantha-radians.jpg 610w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/coryphantha-maiztablasensis.jpg-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/coryphantha-maiztablasensis.jpg-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Coryphantha maiz-tablasensis" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/coryphantha-maiztablasensis.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/coryphantha-maiztablasensis-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Coryphantha maiz-tablasensis" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-ritteri.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-ritteri-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Aztekium ritteri" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-hintonii.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-hintonii-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Aztekium hintonii" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-e-Geohintonia.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-e-Geohintonia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Aztekium e Geohintonia" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-e-Geohintonia-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Aztekium-e-Geohintonia-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Aztekium e Geohintonia" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Astrophytum-myriostigma-coahuilensis.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Astrophytum-myriostigma-coahuilensis-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Astrophytum myriostigma coahuilensis" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scapharostrus.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scapharostrus-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus scapharostrus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scapharostrus-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-scapharostrus-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus scapharostrus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-retusus.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-retusus-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus retusus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-retusus-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-retusus-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus retusus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-kotschoubeyanus.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-kotschoubeyanus-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus kotschoubeyanus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-kotschoubeyanus-4.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-kotschoubeyanus-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus kotschoubeyanus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-kotschoubeyanus-3.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-kotschoubeyanus-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus kotschoubeyanus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-kotschoubeyanus-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-kotschoubeyanus-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus kotschoubeyanus" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ariocarpus-fissuratus-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Ariocarpus fissuratus" /></a>
</p>
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