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	<title>acqua Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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	<title>acqua Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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		<title>Arriva l&#8217;autunno: cosa fare per preparare le piante grasse in vista dell&#8217;inverno ed evitare marciumi e malattie</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 14:04:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il periodo che va da settembre a ottobre, di fatto l&#8217;inizio dell&#8217;autunno, è molto importante per le piante grasse e per i cactus. Si tratta infatti di una fase annuale particolare, durante la quale le piante riprendono a vegetare notevolmente dopo il rallentamento di agosto. Al tempo stesso, i mesi di settembre e ottobre richiedono &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/autunno-piante-grasse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Arriva l&#8217;autunno: cosa fare per preparare le piante grasse in vista dell&#8217;inverno ed evitare marciumi e malattie"</span></a></p>
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<p><strong>Il periodo che va da settembre a ottobre, di fatto l&#8217;inizio dell&#8217;autunno, è molto importante per le piante grasse e per i cactus</strong>. Si tratta infatti di una fase annuale particolare, durante la quale le piante riprendono a vegetare notevolmente dopo il rallentamento di agosto. Al tempo stesso, <strong>i mesi di settembre e ottobre richiedono annaffiature e fertilizzazioni mirate, sempre più distanziate</strong> fino alla sospensione totale &#8211; almeno per quanto riguarda le regioni del Nord Italia e del Nord e Centro Europa &#8211; alla volta di metà o fine ottobre al massimo. E&#8217; vero che negli ultimi anni assistiamo a inverni miti e spesso il mese di novembre è caratterizzato da temperature ancora alte e minime notturne per nulla preoccupanti. Il punto è che <strong>i cactus devono avere il tempo di consumare i liquidi in eccesso contenuti nei fusti o nelle radici, e il terriccio, al tempo stesso, deve poter asciugare alla perfezione prima che arrivi il freddo</strong>. Con l&#8217;arrivo dell&#8217;inverno vero e proprio, infatti, i cactus e quasi tutte le succulente vanno in stasi e le loro radici non assorbono più acqua. E&#8217; chiaro che, alla luce di questo, se continuiamo ad annaffiare o abbiamo protratto le annaffiature per tutto novembre, il terriccio rimarrà umido a lungo. E questo può comportare l&#8217;insorgenza di marciumi.</p>
<p>Vediamo in questo articolo cosa fare in questo periodo dell&#8217;anno e come preparare cactus e succulente al meglio in vista dell&#8217;inverno. (&#8230;)</p>
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		<title>Cambiamento climatico: un aprile mai visto. Che fare con le piante grasse? Scrivi la tua esperienza, confrontiamoci!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 09:45:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cambiamento climatico, ogni anno una sorpresa. Questa, però, per il momento le batte tutte. Siamo a fine aprile e, oltre alla pioggia battente, qui al Nord Italia si registrano temperature massime non superiori agli 8-9 gradi, con minime attorno ai 2 gradi e delle medie mattutine che generalmente non salgono sopra i 5 gradi. E &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cambiamento-climatico/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Cambiamento climatico: un aprile mai visto. Che fare con le piante grasse? Scrivi la tua esperienza, confrontiamoci!"</span></a></p>
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<p>Cambiamento climatico, ogni anno una sorpresa. Questa, però, per il momento le batte tutte. <strong>Siamo a fine aprile e, oltre alla pioggia battente, qui al Nord Italia si registrano temperature massime non superiori agli 8-9 gradi, con minime attorno ai 2 gradi e delle medie mattutine che generalmente non salgono sopra i 5 gradi</strong>. E tutto questo ormai da giorni, dopo un accenno &#8211; breve in verità &#8211; di primavera, con giornate soleggiate e calde, tanto che i cactus e molte succulente hanno regolarmente fiorito o hanno mostrato i loro bocci. Adesso, il brusco ritorno di un clima tipicamente invernale. In una parola: un periodo assurdo. Eh sì, anche perché, sicuramente come molti di voi, sebbene in grande ritardo rispetto agli anni passati (proprio per le bizze del tempo), <strong>una decina di giorni fa ho trasferito molti miei cactus all&#8217;esterno della serra, esposti al sole diretto e alle intemperie senza alcuna protezione, come faccio ormai da parecchi anni. Risultato? Le piante sono là, davanti alla serra, a prendere secchiate d&#8217;acqua da tre giorni con temperature che difficilmente superano i 7-8 gradi. </strong></p>
<p>Non ho le competenze scientifiche per approfondire il tema come si dovrebbe ma credo che si possa dire che tutto questo, <strong>tutte queste anomalie che si susseguono ormai da anni, non siano altro che la conseguenza del cambiamento climatico in atto. Un fenomeno che, nell&#8217;arco di qualche anno, potrebbe imporre a tutti gli appassionati di piante grasse qualche modifica dal punto di vista della coltivazione</strong>. Ecco qualche riflessione in merito nell&#8217;articolo che segue. (&#8230;)</p>
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		<title>A pioggia, dal basso, solo il terriccio: come si bagnano cactus e succulente e fino a quando possiamo farlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2023 08:34:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come si bagnano i cactus e le piante grasse? Quando si innaffiano i cactus? Quando sospendere le irrigazioni o bagnature di cactus e piante succulente? Si tratta di domande molto comuni tra chi coltiva cactus e piante grasse. In questo articolo vediamo nel dettaglio quando si può bagnare le piante grasse e quando è necessario &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/bagnano-cactus-succulente/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "A pioggia, dal basso, solo il terriccio: come si bagnano cactus e succulente e fino a quando possiamo farlo"</span></a></p>
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<p><strong>Come si bagnano i cactus e le piante grasse? Quando si innaffiano i cactus? Quando sospendere le irrigazioni o bagnature di cactus e piante succulente? Si tratta di domande molto comuni tra chi coltiva cactus e piante grasse. In questo articolo vediamo nel dettaglio quando si può bagnare le piante grasse e quando è necessario sospendere le irrigazioni per le piante succulente.</strong></p>
<p>Andiamo in controtendenza, poiché il periodo è più indicato per parlare di sospensione della annaffiature che non di <strong>come, quanto, quando si bagnano un cactus o una pianta succulenta</strong>. L&#8217;argomento, tuttavia, è di primaria importanza e sebbene già trattato in uno specifico articolo pubblicato agli “albori” di questo sito, merita un ulteriore approfondimento. E lo merita, forse a maggior ragione, adesso che ci stiamo avvicinando al momento in cui (quantomeno al Nord Italia) è opportuno sospendere le irrigazioni. <strong>Sapere quando dire stop alle bagnature di cactus e piante succulente in generale è fondamentale per evitare marciumi durante l&#8217;inverno</strong>. Sapere in quali modi è possibile bagnare le nostre piante (a pioggia, dal basso, bagnando solo il terriccio, ecc.), sapere quante volte irrigarle durante la stagione di crescita, come regolarsi con i vari generi, come rapportare le annaffiature ai substrati utilizzati e molto altro ancora è però altrettanto fondamentale.</p>
<p>Ecco dunque la ragione di questo articolo, che risponde peraltro alle moltissime domande su questo tema &#8211; <strong>come si bagnano le succulente, quante volte si bagnano, in che modo? ecc.</strong> &#8211; poste in qualsiasi periodo dell&#8217;anno da coltivatori alle prime armi ma non solo. Senza contare che, volendo entrare nel dettaglio, ci sono cactacee e succulente che qualche annaffiatura invernale la gradiscono eccome. Non lo sapevate? A maggior ragione questo articolo farà per voi.</p>
<p>
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		<title>Argilla espansa e torba: sono davvero due materiali da evitare nella coltivazione delle piante grasse?</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 07:17:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un buon terriccio (o substrato) per cactus e piante grasse deve avere un&#8217;ottima capacità di drenaggio ed essere in grado di asciugare rapidamente, così da evitare ristagni e potenziali marciumi. Sulla composizione dei terricci per cactus e piante grasse in questa sezione del sito troverete moltissimi articoli. Qui ci concentriamo invece su due elementi in &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/argilla-espansa-torba/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Argilla espansa e torba: sono davvero due materiali da evitare nella coltivazione delle piante grasse?"</span></a></p>
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<p></p>
<p><strong>Un buon terriccio (o substrato) per cactus e piante grasse deve avere un&#8217;ottima capacità di drenaggio ed essere in grado di asciugare rapidamente, così da evitare ristagni e potenziali marciumi. Sulla composizione dei terricci per cactus e piante grasse in questa sezione del sito troverete moltissimi articoli. Qui ci concentriamo invece su due elementi in particolare: torba e argilla espansa.</strong></p>
<p>Odiati, bistrattati, guardati con disprezzo, spesso accuratamente evitati. <strong>Argilla espansa e torba sono due elementi molto contestati e avversati tra i coltivatori di piante succulente e di cactus in particolare</strong>. Al netto delle chiacchiere da Internet, si tratta davvero di due materiali che con la coltivazione di questa tipologia di piante andrebbero dimenticati? La questione resta aperta e ogni coltivatore ha le sue ragioni, ma un dato di fatto c&#8217;è: in Rete, per quanto riguarda argilla espansa e torba si dice davvero di tutto. <strong>Si dice soprattutto che trattengono eccessivamente l&#8217;umidità e per questo andrebbero banditi dalla coltivazione di cactus e piante grasse in generale</strong>. Si dice che favoriscano l&#8217;insorgenza del marciume, che non lasciano traspirare le radici e molto altro ancora. Perché allora moltissimi vivaisti seri (e con loro coltivatori esperti) ne fanno ancora largo uso? Semplicemente perché, come in tanti fattori della coltivazione, <strong>il punto non è tanto il materiale in sé, quanto il tipo di utilizzo che se ne fa</strong>.</p>
<p>In questo articolo <strong>vediamo allora di capire se davvero l&#8217;argilla espansa e la torba sono materiali così &#8220;pericolosi&#8221; per cactus e succulente</strong>, se e come possono essere utilizzati e quali sono i loro reali pro e contro. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Astrophytum asterias gravemente disidratati: ecco un tentativo di salvataggio con&#8230; l&#8217;idrocoltura!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 08:33:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; possibile coltivare i cactus con la tecnica dell&#8217;idrocoltura? L&#8217;idrocoltura può essere usata temporaneamente per stimolare la radicazione di un cactus o di una pianta grassa in sofferenza? E&#8217; quello che vediamo in questo articolo, che non è altro se non la descrizione di un esperimento che ho condotto su un cactus privo di radici. &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-idrocoltura/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Astrophytum asterias gravemente disidratati: ecco un tentativo di salvataggio con&#8230; l&#8217;idrocoltura!"</span></a></p>
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<p><strong>E&#8217; possibile coltivare i cactus con la tecnica dell&#8217;idrocoltura? L&#8217;idrocoltura può essere usata temporaneamente per stimolare la radicazione di un cactus o di una pianta grassa in sofferenza? E&#8217; quello che vediamo in questo articolo, che non è altro se non la descrizione di un esperimento che ho condotto su un cactus privo di radici.</strong></p>
<p>Idrocoltura e piante grasse suonano, per certi versi, al pari di un ossimoro concettuale. Piante che si sono naturalmente evolute per far fronte alla siccità, a piogge concentrate in brevi periodi dell&#8217;anno; piante che crescono in suoli estremamente aridi, insomma, come possono andare d&#8217;accordo con l&#8217;idrocoltura? <strong>Come possono, in altre parole, essere coltivate con una tecnica che prevede che le radici siano costantemente a contatto con l&#8217;acqua?</strong> La risposta è semplice: non possono. Tuttavia&#8230; tuttavia in determinati casi e seguendo precisi accorgimenti, il contatto costante delle radici di una pianta succulenta con l&#8217;acqua può contribuire a salvare quella pianta. Anche se quella pianta è una succulenta. Ed è esattamente ciò che sto cercando di fare in questi giorni per salvare due <em>Astrophytum asterias</em> di mia semina in condizioni di disidratazione estrema, al limite della morte di sete (un bel colmo per dei cactus!). Ma andiamo per gradi e vediamo esattamente cosa è successo a queste due piante e come (e perché) sto cercando di salvarle attraverso una sorta di &#8220;idrocoltura temporanea&#8221;.</p>
<p>Spiego tutto con tanto di foto nell&#8217;articolo che segue, che considero &#8211; nei fatti &#8211; la descrizione di un esperimento forse azzardato e certamente poco ortodosso ma al tempo stesso non privo di logica. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Verso l&#8217;estate: consigli per curare al meglio cactus e succulente ed evitare brutte sorprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 14:03:23 +0000</pubDate>
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<p>Dopo una primavera quasi inesistente, anomala e brutta (il pensiero corre ovviamente all&#8217;Emilia Romagna, cui va tutto il mio supporto), le temperature sono notevolmente risalite e ci si avvia verso l&#8217;estate. Per certi aspetti, il periodo più delicato per cactus e succulente, vale a dire la transizione tra la fine dell&#8217;inverno e la ripresa vegetativa, è ormai alle spalle e i prossimi mesi saranno, in linea di massima, piuttosto &#8220;tranquilli&#8221; per chi coltiva queste piante. Di fatto i principali impegni riguarderanno le annaffiature e le fertilizzazioni, dal momento che i rinvasi dovrebbero ormai essere terminati e i trattamenti si possono dare all&#8217;occorrenza e non sistematicamente.</p>
<p>Anche nel periodo di piena vegetazione di cactus e succulente, tuttavia, non mancano insidie e vi sono alcuni elementi e fattori della coltivazione da tenere in debita considerazione. Li vediamo in dettaglio nell&#8217;articolo che segue (&#8230;).</p>
<p><span id="more-14016"></span></p>
<h5>Premessa</h5>
<p>Alla volta di giugno, due primi pericoli per le piante succulente dovrebbero essere ormai scampati, se abbiamo fatto tutto correttamente (e indipendentemente dal fatto che questa primavera sia stata parecchio anomala). Mi riferisco al pericolo di <strong>spaccature sui fusti</strong> delle cactacee e a quello di <strong>scottature</strong> a seguito di un&#8217;esposizione tardiva o &#8220;frettolosa&#8221;. Una volta che i cactus hanno ripreso a vegetare dopo la stasi invernale, infatti, può accadere che a seguito delle prime annaffiature (se troppo abbondanti o ravvicinate) il fusto si &#8220;spacchi&#8221;. Ne parlo diffusamente nell&#8217;articolo <a href="https://ilfioretralespine.it/spaccature/" target="_blank" rel="noopener"><strong>collegato a questo link</strong></a>. In questo periodo dell&#8217;anno, anche in caso di primavera umida e fredda come quest&#8217;ultima, cactus e succulente dovrebbero aver già ricevuto almeno due o tre annaffiature e i fusti delle piante dovrebbero essersi rigonfiati. Se la ripresa è avvenuta gradualmente e le piante sono tornate gonfie, il rischio di spaccatura dei fusti per quest&#8217;anno si può dire archiviato.</p>
<p><strong>Discorso per certi versi simile sotto il profilo dell&#8217;esposizione</strong>: ad oggi tutte le piante dovrebbero essere ormai da tempo nella loro collocazione ideale, dove resteranno fino all&#8217;autunno. In altre parole, chi teneva cactus e succulente in sottoscala, androni o garages, a quest&#8217;ora dovrebbe aver spostato le piante in piena luce (o a mezza luce a seconda dei generi), pena il rischio di <a href="https://ilfioretralespine.it/eziolatura-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>eziolatura</strong></a>. Spostare bruscamente le piante adesso, con il sole di giugno che comincia a farsi più forte, può esporre le piante al rischio di forti scottature sui fusti. Che la primavera sia fresca o meno, che sia umida o meno, <strong>le piante vanno abituate gradualmente al sole intenso</strong> o al sole diretto e questo va fatto tra la fine di marzo e l&#8217;inizio di aprile. In questo modo cactus e succulente riescono ad abituarsi ai raggi solari diretti molto gradualmente, irrobustendo l&#8217;epidermide ben prima che il sole estivo li colpisca. Se non avete ancora spostato le vostre piante, fatelo subito ma riparatele con reti ombreggianti (soprattutto nelle ore più calde della giornata), altrimenti nelle prossime settimane cominceranno a comparire le prime scottature!</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/coltivare-cactus-cosa-sapere/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Coltivare i cactus: le 10 cose che devi assolutamente sapere!</strong></a></p>
<h5>Aria a volontà</h5>
<figure id="attachment_14079" aria-describedby="caption-attachment-14079" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/piante-aria-estate.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-14079 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/piante-aria-estate-150x150.jpg" alt="Piante all'esterno in estate" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/piante-aria-estate-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/piante-aria-estate-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/piante-aria-estate-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14079" class="wp-caption-text">Piante all&#8217;esterno della serra in estate (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Esaurite le necessarie premesse, che altro non sono se non pratiche comuni nella corretta coltivazione di cactacee e succulente in generale, ricordiamo che <strong>il principale elemento della coltivazione, a questo punto, è banalmente&#8230; l&#8217;aria</strong>. Banalmente, perché spesso si sottovaluta questo elemento, o addirittura non lo si considera affatto, dandolo per scontato. <a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-sole-diretto-luce/" target="_blank" rel="noopener"><strong>L&#8217;aria è invece il fattore principale per la sana crescita di qualsiasi pianta</strong></a> e in questa stagione, con le temperature che cominciano ad alzarsi sensibilmente (in serra completamente aperta nelle giornate soleggiate si arriva facilmente a superare i 40 gradi già in giugno, figurarsi in agosto), le piante necessitano del maggior ricircolo di aria possibile. Chi coltiva in una serra professionale, molto ampia, dovrà aprire al massimo la struttura, alzando i teli laterali e possibilmente lasciando aperte le porte anteriori e posteriori. Chi coltiva su balconi e terrazze non dovrebbe avere problemi di sorta, mentre chi coltiva in quelle piccole serrette ricoperte dal telo trasparente non deve far altro che&#8230; <strong>sbarazzarsi delle serrette</strong>, togliere da lì tutte le piante e smontare le serrette, che possono tornare comode, al massimo, in inverno (sebbene non siano comunque il massimo proprio a causa dello scarso ricircolo di aria che permettono). In questo periodo, se teniamo le piante in questo tipo di strutture, anche alzando al massimo le aperture in telo trasparente, non saremo comunque in grado di assicurare alle piante l&#8217;aria di cui hanno bisogno e con temperature elevate e umidità, il rischio di &#8220;lessare&#8221; le piante o di creare l&#8217;ambiente ideale per la formazione di muffe e funghi è elevatissimo. Perciò, se non lo avete già fatto, via le serrette (che possono essere usate al massimo come scaffali) e, dal momento che le piante non saranno sufficientemente abituate al sole intenso, schermatele con una rete ombreggiante non troppo leggera.</p>
<h5>Annaffiature ed estivazione</h5>
<p>In questo periodo, anche se quest&#8217;anno le temperature non sono ancora molto alte, <strong>è bene aumentare la frequenza delle irrigazioni</strong>. Se le giornate sono soleggiate e il meteo non prevede pioggia per i giorni seguenti, si può annaffiare una volta alla settimana. Il ritmo può anche essere portato a due annaffiature a settimana per alcune specie o per le piante succulente a foglia, se si nota un lieve raggrinzimento. Come sempre, la regola base è annaffiare solo quando il substrato appare asciutto e, nel dubbio, rimandare. <strong>Attenzione ai mesi caldi</strong>, ossia luglio e agosto, quando lo scarto tra le temperature massime e le minime notturne è minimo: in condizioni di caldo persistente molte cactacee e molte succulente possono andare in <strong>estivazione</strong>, rallentando o bloccando la crescita. In questi periodi è meglio non annaffiare del tutto, dal momento che le piante non assorbono acqua e il terriccio resterebbe umido troppo a lungo, con il rischio che si inneschino marciumi radicali.</p>
<p>Qualche annaffiatura in più dovrà essere riservata alle piante molto giovani e ai semenzali, che non sono ancora in grado di tollerare lunghi periodi di siccità in condizioni di caldo e, al tempo stesso, &#8220;spingono&#8221; maggiormente rispetto agli esemplari adulti.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-estate/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sul fenomeno dell&#8217;estivazione trovate un articolo specifico a questo link</strong></a>.</p>
<h5>Fertilizzazione e trattamenti</h5>
<p>In giugno è ancora possibile <a href="https://ilfioretralespine.it/concimazione-succulente-concimare/" target="_blank" rel="noopener"><strong>concimare le succulente</strong></a>. E&#8217; sufficiente una passata, dando per scontato che una prima fertilizzazione è stata data in maggio o in aprile. Se le piante sono state rinvasate da pochi mesi non sarà necessario aggiungere fertilizzante all&#8217;acqua, ma se si tratta di esemplari che da anni vivono nello stesso terriccio una concimazione in più può essere utile a reintegrare i nutrienti un tempo presenti nel substrato. Attenzione al prodotto (che sia in polvere o in forma liquida poco conta), che dovrà essere specifico per piante succulente e pertanto povero di Azoto e ricco di Fosforo e Potassio, oltre ai microelementi. Durante l&#8217;estate vera e propria, ossia nei mesi di luglio e agosto, le concimazioni vanno invece sospese.</p>
<figure id="attachment_14071" aria-describedby="caption-attachment-14071" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Asclepiadaceae.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-14071 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Asclepiadaceae-150x150.jpg" alt="Asclepiadaceae" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Asclepiadaceae-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Asclepiadaceae-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Asclepiadaceae-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14071" class="wp-caption-text">Alcune Asclepiadaceae (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Per quanto riguarda i trattamenti, da anni ho ridotto al minimo l&#8217;uso di fitofarmaci e utilizzo soltanto ossicloruro di rame e olio di Neem. Il primo è un fungicida che va somministrato tramite nebulizzazione soltanto nei mesi in cui le piante non sono in vegetazione (<strong>in questo periodo va dunque evitato</strong>). Il secondo è un prodotto naturale, a basso impatto ambientale, contro parassiti, acari e con una modesta funzione fungicida. L&#8217;olio di Neem può essere somministrato, sempre per nebulizzazione, anche in questo periodo, con l&#8217;accortezza di agire solo quando il sole è calato o al mattino presto, prima che la luce diretta arrivi sulle piante. Ulteriori informazioni su questi due prodotti (ossicloruro di rame e olio di Neem) <a href="https://ilfioretralespine.it/olio-neem-rameico/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sono reperibili a questo link</strong></a>. Fungicidi e acaricidi ad azione mirata possono essere usati in casi specifici, ad esempio in caso di attacco da parte della cocciniglia o di marciume che colpisce più piante. In questi casi è sempre importante isolare gli esemplari malati da quelli sani ed effettuare trattamenti mirati ogni due settimane.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/malattie-e-parassiti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui trovate un articolo dettagliato sulle principali avversità delle succulente, con indicazioni di massima su come intervenire</strong></a>.</p>
<p>Ricordate sempre che la migliore arma contro parassiti e malattie delle succulente è la <strong>corretta coltivazione</strong>, in particolare una coltivazione spartana, con molta luce, moltissima aria, poche fertilizzazioni e poche concimazioni.</p>
<h5>Rinvasare o non rinvasare?</h5>
<p>In questo caso non esiste una risposta definitiva: <strong>durante il periodo estivo è possibile effettuare rinvasi</strong>. Personalmente preferisco evitare &#8211; salvo casi nei quali l&#8217;intervento non è differibile poiché la pianta è in evidente stato di sofferenza e ha probabilmente perso le radici &#8211; e rimandare i rinvasi alla fine dell&#8217;inverno e alla primavera. Con i nuovi acquisti, specie se le piante si trovano in torba, il rinvaso è invece consigliato in qualsiasi periodo dell&#8217;anno: meglio stressare un po&#8217; la pianta piuttosto che lasciarla in un substrato non idoneo correndo il rischio che si inneschi il marciume. Come sempre, se si effettua un rinvaso e si ripuliscono o si accorciano le radici, è importante lasciare la pianta svasata in un luogo ombreggiato per almeno una decina di giorni prima di rinvasarla. Dopo il rinvaso, attendiamo ancora una o due settimane prima di riprendere le annaffiature, così da dare alle radici il tempo per cicatrizzare efficacemente. Questa accortezza è importante soprattutto in primavera e in estate, quando le piante sono in crescita e vengono annaffiate regolarmente: in inverno ovviamente il problema non si pone, dal momento che molte succulente e quasi tutti i cactus devono essere tenuti in terriccio asciutto.</p>
<h5>Altre pratiche</h5>
<figure id="attachment_14081" aria-describedby="caption-attachment-14081" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Trichocereus-spine.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-14081 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Trichocereus-spine-150x150.jpg" alt="Trichocereus spine" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Trichocereus-spine-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Trichocereus-spine-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/06/Trichocereus-spine-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14081" class="wp-caption-text">Trichocereus, spine in piena formazione (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Per il resto, l&#8217;estate è un periodo relativamente tranquillo per il coltivatore di cactacee e succulente. E&#8217; sufficiente osservare gli esemplari e capire se stiano rallentando la crescita (estivazione) o meno e regolarsi di conseguenza con le annaffiature. Infine, un po&#8217; di manutenzione non fa certo male: si possono tagliare gli steli floreali ormai secchi nel caso di piante come <em>Aloe, Echeverie, Crassulacee</em>, ecc, così come è buona cosa rimuovere i fiori secchi delle cactacee, che con le annaffiature si impregnano di acqua e possono alimentare muffe e funghi.</p>
<h5><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Le cure stagionali nel dettaglio</span></h5>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se desiderate un quadro completo delle cure stagionali, con tutto quello che c&#8217;è da fare in primavera, estate, autunno e inverno per curare al meglio cactus e succulente, <a href="https://ilfioretralespine.it/coltivare-cactus-cure-stagionali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>potete consultare questo articolo riassuntivo</strong></a>.</span></p>
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		<title>E&#8217; arrivata proprio dai cactus l&#8217;ispirazione per produrre idrogeno a costi più sostenibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 09:18:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che i cactus siano un piccolo miracolo della Natura, da un punto di vista &#8220;evoluzionistico&#8221; e per quanto concerne l&#8217;ingegnosità delle piante, è un fatto noto a chiunque abbia approfondito un minimo le caratteristiche e le capacità di questa famiglia botanica. Il loro modo di accumulare riserve idriche, di adattarsi a condizioni estreme e di &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-idrogeno/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "E&#8217; arrivata proprio dai cactus l&#8217;ispirazione per produrre idrogeno a costi più sostenibili"</span></a></p>
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<p>Che i cactus siano un piccolo miracolo della Natura, da un punto di vista &#8220;evoluzionistico&#8221; e per quanto concerne l&#8217;ingegnosità delle piante, è un fatto noto a chiunque abbia approfondito un minimo le caratteristiche e le capacità di questa famiglia botanica. Il loro modo di accumulare riserve idriche, di adattarsi a condizioni estreme e di escogitare soluzioni &#8220;creative&#8221; per far fronte alle avversità insite nei loro luoghi di origine è unico e sofisticato. In una parola, affascinante. E come spesso accade, l&#8217;uomo osserva la Natura e ne trae spunto per ricavare soluzioni a problemi o, semplicemente, per tentare di migliorare la propria condizione. Un curioso caso che segue queste dinamiche è stato recentemente riportato da alcuni siti internazionali specializzati e riguarda la produzione di idrogeno, che proprio grazie ai cactus, sebbene indirettamente, potrebbe rivelarsi economicamente più abbordabile.</p>
<p>Ecco in dettaglio di cosa si tratta (&#8230;).</p>
<p><span id="more-13907"></span></p>
<p>&#8220;<em>La pianta di cactus ispira la produzione di idrogeno economicamente vantaggiosa</em>&#8221; è il titolo di un articolo recentemente apparso sul sito <strong>Hydrogen Central</strong> (<a href="https://hydrogen-central.com/cactus-plant-inspires-cost-effective-hydrogen-production/" target="_blank" rel="noopener"><strong>raggiungibile tramite questo link</strong></a>), che a sua volta sintetizza quanto apparso sulla rivista <a href="https://pubs.acs.org/journal/aamick" target="_blank" rel="noopener"><strong>ACS Applied Materials &amp; Interfaces</strong></a>.</p>
<p>&#8220;<em>Più di 100 anni fa</em> &#8211; ricostruisce Hydrogen Central nell&#8217;articolo del 17 maggio 2023 -, <em>gli scienziati hanno scoperto come trasformare l&#8217;acqua in idrogeno gassoso, un&#8217;energia verde altamente desiderata che è stata soprannominata &#8216;il carburante del futuro&#8217;. Nonostante questa svolta, l&#8217;idrogeno non si è affermato come fonte di combustibile dominante</em>&#8220;. Questo perché, si legge ancora nell&#8217;articolo, &#8220;<em>la scomposizione dell&#8217;acqua in idrogeno può essere inefficiente e costosa e il processo di trasformazione, chiamato elettrolisi, rimane imperfetto&#8221;</em>.</p>
<p>Ed è qui che cominciano a entrare in gioco le nostre amate piante. Sì, perché sempre secondo quanto riporta l&#8217;articolo, &#8220;<em>gli ingegneri dell&#8217;Università del Texas a El Paso hanno proposto un materiale a basso costo a base di nichel per aiutare a scomporre l&#8217;acqua in modo più economico ed efficiente. La loro ispirazione? Una succulenta del deserto conosciuta come fico d&#8217;india</em> (<a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/opuntia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Opuntia</strong></a> ficus indica; ndr)&#8221;.</p>
<p>Non che la cactacea che tutti conosciamo sia direttamente utilizzata allo scopo, ma è da questa, in particolare dai meccanismi che regolano la gestione dell&#8217;acqua da parte della cactacea, che i ricercatori hanno avuto l&#8217;ispirazione per mettere a punto un metodo economicamente vantaggioso per arrivare all&#8217;elettrolisi. Osserva in merito <strong>Ramana Chintalapalle</strong>, professore di ingegneria meccanica UTEP che ha guidato lo studio: &#8220;<em>Questo è il design ispirato alla natura in laboratorio. Hai questa pianta con una superficie estesa che può assorbire l&#8217;umidità e sopravvivere in ambienti estremi. Abbiamo pensato, come possiamo incorporare questo nella nostra ricerca?</em>&#8220;.</p>
<p>In sostanza, precisa ancora l&#8217;articolo, &#8220;<em>l&#8217;elettrolisi è il processo di scissione dell&#8217;acqua con l&#8217;elettricità e un elettrocatalizzatore, un materiale che accelera qualsiasi reazione chimica. Le attuali tecniche per dividere l&#8217;acqua si basano molto sul platino come catalizzatore, che ha i suoi svantaggi</em>&#8220;. Ebbene, se il platino è il materiale principalmente utilizzato per aiutare a dividere l&#8217;acqua, il problema sta nel costo di questo metallo, che è anche superiore a quello dell&#8217;oro. Fatto, questo, che non rende possibile utilizzare il platino su larga scala. &#8220;<em>Abbiamo bisogno di un catalizzatore economicamente più sostenibile in modo che ogni paese possa ragionevolmente adottare l&#8217;idrogeno</em>&#8220;, ha infatti commentato Ramana Chintalapalle.</p>
<p>Il team ha dunque condotto esperimenti con il nichel, utilizzato al posto del platino, dal momento che il nichel è un metallo presente in abbondanza sul nostro pianeta ed è molto più economico rispetto al platino. L&#8217;altro lato della medaglia è rappresentato dal fatto che il nichel non è particolarmente rapido ed efficace nella funzione di scomporre l&#8217;acqua in idrogeno. Ed ecco arrivare la soluzione&#8230; spinosa: <strong>Navid Attarzadeh</strong>, uno studente di dottorato in scienze ambientali e ingegneria, &#8220;<em>ha notato per la prima volta il fico d&#8217;india mentre camminava verso il laboratorio di ricerca sui materiali avanzati dell&#8217;UTEP</em>&#8220;. &#8220;<em>Ogni giorno passavo davanti a questa pianta</em> &#8211; ha dichiarato lo studente &#8211; <em>e ho iniziato a collegarla al nostro problema con il catalizzatore. Ciò che ha attirato la mia attenzione è stata la grandezza delle foglie </em>(i cladodi; ndr)<em> e dei frutti rispetto ad altre piante del deserto; il fico d&#8217;india ha una superficie straordinaria&#8221;</em>.</p>
<p>E&#8217; a quel punto che in Attarzadeh è scoccata la scintilla: &#8220;<em>E se progettassero un catalizzatore 3D a base di nichel a forma di fico d&#8217;india? La superficie più ampia potrebbe ospitare più reazioni elettrochimiche, creando più idrogeno di quanto normalmente possa fare il nichel</em>&#8220;. Detto fatto, &#8220;<em>Il team ha rapidamente progettato la struttura su scala nanometrica, invisibile all&#8217;occhio umano, e l&#8217;ha messa alla prova&#8221;</em>, fa sapere Hydrogen Central, riportando quanto dichiarato dal professor Chintalapalle: &#8220;<em>Abbiamo testato ripetutamente la capacità del catalizzatore di dividere l&#8217;acqua e abbiamo ottenuto buoni risultati</em>&#8220;. E questa, ha aggiunto lo scienziato, &#8220;<em>è una scoperta fondamentale</em>&#8220;, sebbene il processo necessiti di ulteriore perfezionamento. &#8220;<em>Il gas idrogeno</em> &#8211; ha aggiunto Chintalapalle &#8211; <em>può trasformare la tecnologia energetica per il nostro paese, senza generare emissioni di gas serra. La nostra impronta di carbonio potrebbe essere eliminata; dobbiamo continuare a perseguire questo obiettivo</em>&#8220;.</p>
<p>Il progetto di ricerca, informa infine Hydrogen Central, è stato sostenuto tramite una sovvenzione del programma <strong>Partnerships for Research and Education in Materials</strong> (PREM) della National Science Foundation. Un altro segnale, insomma, che l&#8217;ispirazione arrivata proprio grazie all&#8217;<em>Opuntia</em> è stata fondamentale.</p>
<p>E se grazie ai cladodi dei comuni fichi d&#8217;India si produce già da tempo una pelle vegana e dunque a basso impatto ambientale (<a href="https://ilfioretralespine.it/tessuti-cactus-desserto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui trovate l&#8217;articolo</strong></a>), in questo caso questa stessa pianta ha suggerito agli scienziati la via da seguire per abbattere i costi e proseguire sulla strada della valorizzazione dell&#8217;idrogeno, una fonte d&#8217;energia decisamente più sostenibile.</p>
<p>Ancora una volta, la Natura (e in questo caso i cactus) hanno ispirato l&#8217;uomo.</p>
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		<title>I cactus, la primavera che non arriva e la pioggia che non dà tregua: dobbiamo preoccuparci?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 08:45:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una primavera che stenta ad affermarsi, temperature che oscillano in continuazione con giornate soleggiate e molto calde e giornate uggiose col termometro in picchiata. Soprattutto, pioggia fitta quasi tutti i giorni da almeno una settimana, quantomeno qui al Nord. Molti, tra noi, hanno già trasferito le loro cactacee e succulente all&#8217;esterno, o hanno tolto le &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-pioggia/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "I cactus, la primavera che non arriva e la pioggia che non dà tregua: dobbiamo preoccuparci?"</span></a></p>
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<p></p>
<p>Una primavera che stenta ad affermarsi, temperature che oscillano in continuazione con giornate soleggiate e molto calde e giornate uggiose col termometro in picchiata. Soprattutto, pioggia fitta quasi tutti i giorni da almeno una settimana, quantomeno qui al Nord. Molti, tra noi, hanno già trasferito le loro cactacee e succulente all&#8217;esterno, o hanno tolto le protezioni invernali (tessuto non tessuto o teli trasparenti). In tanti si preoccupano, alcuni corrono ai ripari riportando le piante al coperto, altri sono indecisi sul da farsi&#8230; E&#8217; davvero il caso di preoccuparsi per la combinazione tra basse temperature e pioggia insistente?</p>
<p>Ecco in questo articolo qualche riflessione e la risposta alla domanda che in tanti mi state ponendo in questi giorni, come sempre sulla base di quello che ho imparato in anni di coltivazione (&#8230;).</p>
<p>
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		<title>Piante in vegetazione con fiori e spine: quando possiamo riprendere ad annaffiare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Mar 2023 08:32:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si può cominciare ad annaffiare i cactus e le piante grasse? Da quale momento si può riprendere a dare acqua dopo il periodo di stasi invernale? Queste domande sono tra le più comuni tra gli appassionati di piante succulente e generalmente si pensa che con i primi caldi, con il primo innalzamento delle temperature &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-vegetazione-annaffiature/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Piante in vegetazione con fiori e spine: quando possiamo riprendere ad annaffiare?"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p><strong>Quando si può cominciare ad annaffiare i cactus e le piante grasse? Da quale momento si può riprendere a dare acqua dopo il periodo di stasi invernale? Queste domande sono tra le più comuni tra gli appassionati di piante succulente e generalmente si pensa che con i primi caldi, con il primo innalzamento delle temperature si debba riprendere ad irrigare i cactus. Il tema è molto delicato perché un errore in questa fase, ossia nel periodo di transizione tra la fine dell&#8217;inverno e l&#8217;inizio della primavera, può essere letale per le succulente.</strong></p>
<p>Con l&#8217;allungarsi delle giornate in prossimità dell&#8217;arrivo della primavera, le cactacee escono dalla stasi e riprendono la vegetazione. Ce ne accorgiamo dalla produzione di nuove spine, anzitutto: è sufficiente osservare con attenzione l&#8217;apice delle piante per vedere i nuovi aculei spuntare dalle areole. I fusti possono ancora essere sgonfi a seguito dei mesi di asciutta invernale, ma <strong>le piante &#8220;sentono&#8221; l&#8217;arrivo della bella stagione &#8211; soprattutto dal lieve aumento delle temperature e dall&#8217;allungarsi del fotoperiodo &#8211; e, anche senza aver ricevuto acqua, escono dallo stato di dormienza</strong>. Moltissime cactacee, tra febbraio e marzo, danno il via alle fioriture. Tra i generi più precoci, i <em>Turbinicarpus</em>, gli <em>Strombocactus</em>, molte specie di <em>Mammillaria</em>, gli <em>Ancistrocactus</em> e gli <em>Stenocactus</em>, che in queste settimane si riempiono di boccioli. Le nuove spine sono invece evidenti in alcune specie di <em>Echinocactus</em> (soprattutto <em>E. texensis</em> ed <em>E. parryi</em>), <em>Ferocactus</em> e <em>Neoporteria (=Eriosyce)</em>. <strong>Attenzione, però: se la ripresa della vegetazione è evidente e le fioriture sono in molti casi già in corso, non è detto che si debba cominciare con le annaffiature</strong>. Molti coltivatori, infatti, sulla base di questi segnali sono indotti a pensare che sia il momento di riprendere ad irrigare le cactacee. <strong>Molto spesso questa &#8220;fretta&#8221; si rivela disastrosa, perché se è vero che le piante stanno tornando in vegetazione, è altrettanto vero che l&#8217;apparato radicale può non essere ancora attivo</strong>. In queste condizioni, bagnare il substrato quando le temperature non si sono ancora assestate e permangono minime notturne non superiori a 4-5 gradi può innescare il marciume. </p>
<p><strong>Vediamo allora quando è opportuno riprendere le irrigazioni dei cactus e delle piante grasse e cosa fare in previsione dell&#8217;arrivo della primavera</strong>. (&#8230;)</p>
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		<title>Attenzione alle fioriture invernali: da qui può innescarsi il marciume. Ecco le specie a rischio</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Feb 2023 11:15:06 +0000</pubDate>
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<p>Purtroppo è un fenomeno meno raro di quel che si può pensare. Proprio il fiore, la massima espressione della pianta, il suo strumento per riprodursi e salvaguardare la specie, può trasformarsi nel suo carnefice. Con le cactacee, piante che necessitano di un riposo stagionale corrispondente con i mesi invernali, il fiore talvolta può essere fatale. Accade ovviamente solo con quelle specie che fioriscono in pieno inverno, dunque una ristretta minoranza rispetto alla totalità delle cactacee. Ma spesso è proprio da lì, da quel fiore che sboccia in novembre, dicembre o in gennaio, che si innesca il marciume che, se trascurato o non visto, può condurre l&#8217;esemplare alla morte. E&#8217; quello che è successo a due miei <em>Ferocactus latispinus</em> in questi giorni. O meglio, nelle scorse settimane, solo che il danno si è palesato recentemente. E ormai era tardi per intervenire e salvare le piante.</p>
<p>In questo articolo approfondiamo questo fenomeno e vediamo cosa si può fare per prevenirlo o, quantomeno, riuscire a intervenire prima che il marciume passi dal fiore alla pianta. (&#8230;)</p>
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