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	<title>echinocactus Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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	<title>echinocactus Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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		<title>L&#8217;importanza della genetica: confronto tra cactus ottenuti da una stessa semina ma con semi di diversa provenienza</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 15:44:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La coltivazione dei cactus, così come di tutte le altre piante, passa attraverso innumerevoli fattori. Dal substrato all&#8217;esposizione; dalle annaffiature alle fertilizzazioni; dalle temperature alla latitudine alla quale le piante vengono coltivate. E questi sono solo alcuni degli elementi che determinano la crescita delle piante. Un fattore in particolare, tuttavia, è fondamentale e su questo &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-genetica/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "L&#8217;importanza della genetica: confronto tra cactus ottenuti da una stessa semina ma con semi di diversa provenienza"</span></a></p>
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<p>La coltivazione dei cactus, così come di tutte le altre piante, passa attraverso innumerevoli fattori. Dal substrato all&#8217;esposizione; dalle annaffiature alle fertilizzazioni; dalle temperature alla latitudine alla quale le piante vengono coltivate. E questi sono solo alcuni degli elementi che determinano la crescita delle piante. <strong>Un fattore in particolare, tuttavia, è fondamentale e su questo è possibile intervenire solo in minima parte. Si tratta della genetica della pianta</strong>. Naturalmente è possibile incrociare il polline di due piante della stessa specie al fine di <strong>selezionare esemplari particolari</strong>, ad esempio scegliendo le cactacee con le spine più robuste, così da ottenere semi che possono portare, nel loro DNA, questa caratteristica. Questa pratica è ampiamente diffusa ed è per questo che <strong>presso vivaisti e collezionisti si possono osservare piante con spine notevoli, molto più belle e robuste rispetto ad esemplari dello stesso genere e della stessa specie</strong>. Insomma, il patrimonio genetico della pianta (esattamente come accade per ogni essere vivente) è fondamentale e determina l&#8217;aspetto che quella pianta assumerà con il tempo. Come detto, si può intervenire, sebbene fino a un certo punto, su questo fattore, ma si tratta di un&#8217;operazione non semplice e che non sempre dà i frutti desiderati. A volte, però, i frutti si raccolgono anche “casualmente”, come è accaduto in molti miei <em>Echinocactus texensis</em>, a partire dai due che vedete nelle foto a corredo di questo articolo.</p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong>Osservate la foto di copertina</strong>. Ritrae due esemplari di <em>Echinocactus texensis</em> che ho ottenuto da una mia semina di cinque anni fa. In quell&#8217;occasione sono nate almeno un centinaio di piante (forse di più) e non tutte sono uguali tra loro. Certo, un&#8217;occhiata superficiale liquiderebbe le piante come due <em>texensis </em>qualsiasi. Ma guardate bene: <strong>l&#8217;esemplare di sinistra ha spine molto più larghe, lunghe, spesse e robuste rispetto a quelle dell&#8217;esemplare di destra</strong>.</p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong>In questo articolo esaminiamo le ragioni di questa differenza tutt&#8217;altro che minima e capiamo cosa è successo</strong>, anche perché queste sono solo due piante che ho deciso di coltivare sul balcone di casa, ma anche nelle altre decine di <em>texensis</em> ottenuti da quella stessa semina (e che coltivo in serra) alcuni esemplari sono più grandi di altri, così come alcuni presentano spine forti e lunghe e altri spine corte e sottili. (…)</p>
<p>
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		<title>Piante grasse, una piccola guida per chi si avvicina a questo mondo: i generi più semplici da coltivare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 08:55:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Coltivare cactus e piante grasse è un&#8217;esperienza affascinante. Si tratta di piante assolutamente particolari e in grado di resistere alla siccità e a condizioni particolarmente difficili, alle quali non tutte le piante riescono ad adattarsi. Per chi si avvicina a questo mondo, però, può essere difficile scegliere la giusta pianta, dal momento che esistono cactus &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/piante-grasse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Piante grasse, una piccola guida per chi si avvicina a questo mondo: i generi più semplici da coltivare"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/piante-grasse/">Piante grasse, una piccola guida per chi si avvicina a questo mondo: i generi più semplici da coltivare</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p><strong>Coltivare cactus e piante grasse è un&#8217;esperienza affascinante. Si tratta di piante assolutamente particolari e in grado di resistere alla siccità e a condizioni particolarmente difficili, alle quali non tutte le piante riescono ad adattarsi. Per chi si avvicina a questo mondo, però, può essere difficile scegliere la giusta pianta, dal momento che esistono cactus e succulente molto semplici da coltivare e altre più impegnative. Ecco allora una guida ai generi dai quali partire per accumulare esperienza.</strong></p>
<p>Il mondo delle piante succulente è estremamente vasto. Ne consegue che <strong>le esigenze di coltivazione delle singole piante grasse possano variare notevolmente da famiglia a famiglia e da genere a genere</strong>. Con un esempio concreto, un cactus (pianta appartenente alla famiglia delle <em>Cactaceae</em>) ha esigenze di coltivazione estremamente diverse rispetto ad un <em>Adenium obesum</em> (pianta succulenta appartenente alla famiglia delle <em>Apocynaceae</em>). Non diversamente, possono intercorrere grandi differenze di coltivazione all&#8217;interno di una stessa famiglia o tra diversi generi di una singola famiglia. Anche qui un esempio: un <em>Ariocarpus</em> (genere appartenente alle <em>Cactaceae</em>) richiede un regime di coltivazione, inteso come substrato, annaffiature, ecc. molto diverso rispetto ad un <em>Echinopsis</em> (genere appartenente sempre alle <em>Cactaceae</em>).</p>
<p>Senza troppo dilungarci nell&#8217;ampio campo della classificazione delle piante (<a href="https://ilfioretralespine.it/classificazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui, se volete, trovate un articolo dedicato a questo tema</strong></a>) e dando per assodato che con il termine &#8220;piante grasse&#8221; si fa riferimento tanto ai cactus quanto a moltissime altre famiglie botaniche succulente i cui esemplari hanno portamento e aspetto diversi da un qualsiasi cactus (<a href="https://ilfioretralespine.it/piante-grasse-distinguere/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui trovate un articolo specifico</strong></a>), affrontiamo un argomento molto &#8220;sentito&#8221; tra i coltivatori alle prime armi. Anche il coltivatore che vanta una buona conoscenza di una data famiglia, tuttavia, può trovare utile l&#8217;articolo che segue, nel quale vengono consigliate le piante succulente (appartenenti a varie famiglie botaniche) meno esigenti, più robuste e semplici da coltivare e pertanto più indicate per chi si approccia solo ora al mondo delle piante grasse. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-17780"></span></p>
<h2>Premessa sulla coltivazione dei cactus e delle succulente</h2>
<figure id="attachment_16181" aria-describedby="caption-attachment-16181" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/08/Giardino-Lanzarote-7.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16181 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/08/Giardino-Lanzarote-7-150x150.jpg" alt="Giardino Lanzarote" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/08/Giardino-Lanzarote-7-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/08/Giardino-Lanzarote-7-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/08/Giardino-Lanzarote-7-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-16181" class="wp-caption-text">Cactus e succulente nel Giardino di Lanzarote</figcaption></figure>
<p>Con un minimo di documentazione iniziale e con l&#8217;esperienza è possibile coltivare tutte le succulente senza particolari difficoltà. Stringendo all&#8217;essenziale, i principali elementi della coltivazione da tenere in considerazione sono <a href="https://ilfioretralespine.it/category/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>i substrati</strong></a>, le <a href="https://ilfioretralespine.it/category/irrigazione-bagnare/" target="_blank" rel="noopener"><strong>annaffiature</strong></a>, l&#8217;<a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-sole-diretto-luce/" target="_blank" rel="noopener"><strong>esposizione</strong></a>, le <a href="https://ilfioretralespine.it/category/temperature/" target="_blank" rel="noopener"><strong>temperature</strong></a>. In molti casi questi elementi possono essere comuni a diverse tipologie di piante grasse, ad esempio i substrati, che per le succulente devono sempre essere <strong>molto drenanti, ricchi di inerti e in grado di asciugare rapidamente</strong>. Altri fattori della coltivazione, invece, possono variare enormemente da famiglia a famiglia ma anche da genere a genere. Qualche esempio: le cactacee tollerano bene il freddo, mentre le succulente originarie del Madagascar o di alcune aree africane (es. <em>Adenium, Uncarina, Pachypodium</em>) non resistono a temperature inferiori a 15-16 gradi. Nella stessa famiglia delle cactacee troviamo generi molto resistenti al freddo (<em>Echinopsis, Pediocactus, Opuntia</em>) e generi che non tollerano le basse temperature (i <a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-epifiti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>cactus epifiti</strong></a> come <em>Epiphyllum, Schlumbergera, Rhipsalis</em> oppure <a href="https://ilfioretralespine.it/melocactus-discocactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Melocactus e Discocactus</em></strong></a>).</p>
<p>Ecco perché, per chi si approccia solo ora alla coltivazione delle piante grasse, <strong>è importante sapere da quali piante partire</strong> per accumulare esperienza e coltivare al meglio le <a href="https://ilfioretralespine.it/comprare-cactus-cereus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>piante appena comprate</strong></a>. Il discorso, come detto, vale tanto per i cactus quanto per tutte le altre famiglie succulente, dal momento che un appassionato può essere esperto in cactacee e avvicinarsi per la prima volta ad altre famiglie, come <em>Crassulaceae, Aizoaceae, Apocynaceae, Euphorbiaceae</em>, ecc.</p>
<h2>Cactus: quali sono i generi più semplici da coltivare</h2>
<p>Cominciamo con le cactacee. I primi generi consigliati a chi non ha esperienza con queste piante sono senza dubbio <em>Echinopsis, Gymnocalycium, Rebutia, Parodia (=Notocactus), Opuntia, Ferocactus</em>. Attenzione, ci sono moltissime altre cactacee di facile coltivazione ma dovendo suggerire qualche genere, con questi non si sbaglia. Si tratta di generi che raggruppano specie molto robuste, con poche pretese, in grado di tollerare molti errori di coltivazione e al tempo stesso regalare facilmente abbondanti e splendide fioriture.</p>
<p><strong>Attenzione: cliccando sul genere verrete indirizzati alla scheda di coltivazione in pdf scaricabile di quello stesso genere: uno strumento utile e dettagliato (4 pagine) per approfondire la conoscenza di quelle piante.</strong></p>
<figure id="attachment_17817" aria-describedby="caption-attachment-17817" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echinopsis-subdenudata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17817 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echinopsis-subdenudata-150x150.jpg" alt="Echinopsis subdenudata" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echinopsis-subdenudata-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echinopsis-subdenudata-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echinopsis-subdenudata-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17817" class="wp-caption-text">Echinopsis subdenudata</figcaption></figure>
<p>Gli <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/echinopsis/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Echinopsis</em></strong></a> <strong>sono piante molto comuni, estremamente robuste e in grado di tollerare benissimo il freddo</strong>. Sono dunque ideali per chi non dispone di una serra o di un ricovero invernale (ambiente freddo, necessario per favorire le fioriture). Gli <em>Echinopsis</em> possono trascorrere l&#8217;inverno all&#8217;aperto, spesso anche in terriccio umido, sebbene sia consigliabile collocarli sotto una tettoia o un portico. In primavera e in estate producono vistosi fiori dall&#8217;ampia corolla e dal lungo calice.</p>
<figure id="attachment_17821" aria-describedby="caption-attachment-17821" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Gymnocalycium-ferox.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17821 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Gymnocalycium-ferox-150x150.jpg" alt="Gymnocalycium ferox" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Gymnocalycium-ferox-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Gymnocalycium-ferox-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Gymnocalycium-ferox-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17821" class="wp-caption-text">Gymnocalycium ferox</figcaption></figure>
<p>I <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/gymnocalycium_scheda/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Gymnocalycium</em></strong></a> sono piante di origine sudamericana (Argentina). <strong>Sono facili da coltivare, tollerano bene il freddo</strong> (non il gelo: è bene che non vadano sotto i 5 gradi e sempre in terriccio asciutto) e hanno ritmi di crescita non particolarmente lenti. Inoltre, il genere accorpa un grande numero di specie molto diverse tra di loro e anche solo coltivando <em>Gymnocalycium</em> è possibile allestire una collezione di tutto rispetto. Fioriscono in primavera e in estate già a 4 o 5 anni dalla semina.</p>
<figure id="attachment_17827" aria-describedby="caption-attachment-17827" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Rebutia-sp.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17827 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Rebutia-sp-150x150.jpg" alt="Rebutia sp." width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Rebutia-sp-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Rebutia-sp-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Rebutia-sp-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17827" class="wp-caption-text">Rebutia sp.</figcaption></figure>
<p>Altre cactacee consigliate a chi ha poca esperienza sono le <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/rebutia-sulcorebutia/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Rebutia</em></strong></a>. Si tratta di piante di origine sudamericana, generalmente globose e con tendenza ad accestire. <strong>La coltivazione è molto semplice e il loro punto di forza sono i fiori</strong>. Queste cactacee, in primavera, producono una quantità impressionante di fiori di medie dimensioni e di svariati colori a seconda della specie.</p>
<figure id="attachment_17819" aria-describedby="caption-attachment-17819" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Parodia-roseoluteus.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17819 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Parodia-roseoluteus-150x150.jpg" alt="Parodia roseoluteus" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Parodia-roseoluteus-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Parodia-roseoluteus-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Parodia-roseoluteus-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17819" class="wp-caption-text">Parodia roseoluteus</figcaption></figure>
<p>Le <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/parodia-notocactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Parodia</em></strong></a> (un tempo classificate come <em>Notocactus</em>) sono cactus robusti e di facilissima coltivazione. <strong>Si accontentano di poche cure, hanno ritmi di crescita non eccessivamente lenti e producono belle fioriture all&#8217;apice durante l&#8217;estate</strong>. A seconda della specie i fiori possono essere gialli, viola, rossi, arancio. Anche le spine sono variabili da specie a specie e si può andare da piante con spine esili e sottili a piante con spine di tutto rispetto (<em>P. maassii, P. buiningii</em>).</p>
<figure id="attachment_17825" aria-describedby="caption-attachment-17825" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Frutti-di-Opuntia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17825 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Frutti-di-Opuntia-150x150.jpg" alt="Frutti di Opuntia" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Frutti-di-Opuntia-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Frutti-di-Opuntia-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Frutti-di-Opuntia-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17825" class="wp-caption-text">Frutti di Opuntia</figcaption></figure>
<p>Le <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/opuntia/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Opuntia</em></strong></a> <strong>sono cactus a prova di bomba</strong>. Crescono rapidamente, tollerano il freddo intenso, si moltiplicano con estrema facilità per talea e in moltissime regioni italiane possono crescere in piena terra, anche esposte alle intemperie durante l&#8217;inverno. Possono raggiungere dimensioni importanti (soprattutto se coltivate in piena terra) e producono bellissimi fiori di medie dimensioni dai colori variabili dal rosa al rosso, dal giallo all&#8217;arancio.</p>
<figure id="attachment_17837" aria-describedby="caption-attachment-17837" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17837 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-150x150.jpg" alt="Ferocactus schwarzii" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-400x400.jpg 400w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-100x100.jpg 100w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17837" class="wp-caption-text">Ferocactus schwarzii</figcaption></figure>
<p>Infine, <strong>per gli amanti delle spine, il primo genere da consigliare è quello dei</strong> <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/ferocactus_scheda/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Ferocactus</em></strong></a>. Si tratta di cactacee molto robuste, sempre dotate di spine notevoli, facili da coltivare, a patto di garantire loro moltissima luce, e a crescita relativamente veloce. Alcune specie fioriscono relativamente presto (<em>F. macrodiscus, F. schwarzii</em>), altre richiedono almeno una dozzina di anni per produrre i primi fiori. Molte specie di <em>Ferocactus</em> possono raggiungere dimensioni notevoli anche se coltivate in vaso. Chi ha poca esperienza con le cactacee dovrebbe però evitare di cominciare con <em>Ferocactus johnstonianus</em> e <em>Ferocactus lindsayi</em>: due specie un po&#8217; più impegnative e a crescita lenta.</p>
<h2>Crassule: ecco le piante adatte anche ai meno esperti</h2>
<figure id="attachment_17831" aria-describedby="caption-attachment-17831" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echeveria-colorata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17831 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echeveria-colorata-150x150.jpg" alt="Echeveria colorata" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echeveria-colorata-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echeveria-colorata-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echeveria-colorata-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17831" class="wp-caption-text">Echeveria colorata</figcaption></figure>
<p>Se non si amano particolarmente le spine, la famiglia delle <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/crassulaceae/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Crassulaceae</em></strong></a> offre un&#8217;ampia varietà di generi e specie succulente. In questa famiglia rientrano generi come <em>Aeonium, Adromischus, Crassula, Echeveria, Kalanchoe, Graptopetalum, Pachyphytum</em> e gli immortali <em>Sedum</em> e <em>Sempervivum</em>. Consigliare un genere o una singola specie è quasi superfluo: <strong>tutte le <em>Crassulaceae</em> sono di facile coltivazione, molto decorative, resistenti e hanno una buona tolleranza al freddo</strong>. Dovendo proprio indicare un paio di piante di questa famiglia, si può citare la diffusissima <a href="https://ilfioretralespine.it/crassula-ovata/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Crassula ovata</em></strong></a>, detta &#8220;albero di giada&#8221;, con portamento ad alberello e con foglie ovali, carnose e di colore verde brillante. Altro genere molto interessante dal punto di vista estetico e facile da coltivare è quello delle <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/echeveria/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Echeveria</em></strong></a>: piante di origine messicana, molto robuste e dal caratteristico portamento a rosetta. Grazie all&#8217;alto numero di specie e ai tanti incroci effettuati negli anni, è disponibile un&#8217;infinita varietà di <em>Echeveria</em>, con foglie dai colori che possono andare dall&#8217;azzurro al rosso.</p>
<h2>Euphorbia: i generi più semplici per cominciare</h2>
<figure id="attachment_17815" aria-describedby="caption-attachment-17815" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Euphorbia-obesa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17815 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Euphorbia-obesa-150x150.jpg" alt="Euphorbia obesa" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Euphorbia-obesa-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Euphorbia-obesa-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Euphorbia-obesa-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17815" class="wp-caption-text">Euphorbia obesa</figcaption></figure>
<p>La famiglia delle <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/euphorbia/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Euphorbia</em></strong></a> è vastissima e annovera generi molto diversi tra di loro. Si può andare da piante dal fusto tondeggiante e prive di spine, come <em>E. obesa</em>, a piante a portamento colonnare, accestito, con foglie e spine. Nel complesso la coltivazione delle <em>Euphorbia</em> è semplice, ma <strong>non mancano specie che richiedono una certa esperienza</strong>. Per cominciare, può essere indicata <em>E. resinifera</em>, pianta molto resistente e adattabile, <em>E. enopla</em> ed <em>E. obesa</em>, bellissima e con l&#8217;epidermide caratterizzato da affascinanti striature.</p>
<h2>Agavi: piante grasse molto resistenti</h2>
<figure id="attachment_17829" aria-describedby="caption-attachment-17829" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Agave-beauleriana.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17829 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Agave-beauleriana-150x150.jpg" alt="Agave beauleriana" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Agave-beauleriana-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Agave-beauleriana-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Agave-beauleriana-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17829" class="wp-caption-text">Agave beauleriana</figcaption></figure>
<p>Con le <em>Agavi</em> è difficile sbagliare. <strong>Si tratta di piante grasse robustissime, estremamente adattabili e facilissime da coltivare</strong>. In realtà, si possono quasi ignorare del tutto: se collocate in terriccio drenante si accontentano dell&#8217;acqua piovana, resistono benissimo al sole intenso e al freddo, al punto che in moltissime regioni sono coltivate in piena terra. Hanno ritmi di crescita piuttosto rapidi e molte specie possono raggiungere dimensioni notevoli nell&#8217;arco di pochi anni, in particolare se tenute in piena terra. </p>
<h2>Aloe: una famiglia di succulente adatta a tutti</h2>
<figure id="attachment_17833" aria-describedby="caption-attachment-17833" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Aloe-variegata-in-fiore.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17833 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Aloe-variegata-in-fiore-150x150.jpg" alt="Aloe variegata" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Aloe-variegata-in-fiore-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Aloe-variegata-in-fiore-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Aloe-variegata-in-fiore-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17833" class="wp-caption-text">Aloe variegata</figcaption></figure>
<p>Anche le <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/aloe/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Aloe</em></strong></a>, per certi versi simili alle <em>Agavi</em>, sono piante grasse indicate per chi si avvicina al mondo delle succulente e non ha ancora grande esperienza. Rispetto alle <em>Agavi</em>, tuttavia, le <em>Aloe</em> (piante succulente di provenienza africana) <strong>tollerano meno il freddo intenso</strong> e vanno tenute a minime non inferiori a 6-7 gradi. Per cominciare si può partire dalla comune ma sempre elegante <em>Aloe vera</em>, pianta robusta e relativamente veloce nella crescita. Altre specie molto diffuse e facili da coltivare sono <em>Aloe arborescens</em> e <em>Aloe variegata</em>, facilissima da propagare e molto generosa con le fioriture.</p>
<h2>Hoya: una pianta grassa adatta anche alla coltivazione in casa</h2>
<figure id="attachment_17835" aria-describedby="caption-attachment-17835" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Hoya-australis.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17835 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Hoya-australis-150x150.jpg" alt="Hoya australis" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Hoya-australis-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Hoya-australis-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Hoya-australis-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17835" class="wp-caption-text">Hoya australis</figcaption></figure>
<p>Infine, una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle <em>Asclepiadaceae</em>. La <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/hoya/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Hoya</em></strong></a>, negli ultimi anni, ha visto una crescere la sua popolarità tra gli appassionati del verde. Esteticamente ha poco in comune con le altre piante grasse, ma si tratta comunque di una pianta molto decorativa, adatta anche alla coltivazione in casa e in grado di regalare bellissime fioriture a grappolo. I fiori, a forma di stella, sono molto particolari, hanno i petali carnosi e lisci al punto che le stesse <em>Hoya</em> sono conosciute anche come &#8220;fiore di porcellana&#8221; o &#8220;fiore di cera&#8221;. La pianta produce lunghi steli dai quali si formano foglie spesse e carnose di colore dal verde scuro al verde brillante, fino al verde striato di giallo. <strong>La coltivazione è semplice</strong> <strong>e la crescita è relativamente veloce</strong>. <strong>Inoltre, le <em>Hoya</em> tollerano bene anche temperature relativamente basse</strong>, intorno ai 10 gradi.</p>
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		<title>Storia di un Echinocactus grusonii nato per perdere ma in piena vita per vincere (e alla grande)!</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2023 07:41:40 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/echinocactus-grusonii/">Storia di un Echinocactus grusonii nato per perdere ma in piena vita per vincere (e alla grande)!</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p></p>
<p>Buttereste via quell&#8217;esemplare di <em>Echinocactus grusonii</em> che vedete nella foto in alto? Ovvio che la risposta è no. Anzi, con spine così perfette sarebbe un delitto lasciar morire una pianta simile. E pensare che alcuni anni fa, quando quella pianta era ancora un semenzale di pochi mesi, ero sul punto di buttarla! No, non ero impazzito di colpo, semplicemente questa pianta, all&#8217;incirca nel 2015, era solo uno dei tanti semenzali di <em>grusonii</em> ottenuti con una mia semina particolarmente fortunata (ossia contraddistinta da un&#8217;alta germinazione). Quello che vedete in foto era l&#8217;unico semenzale nato da quella semina ad essere arrivato alla fase del primo ripicchettamento in condizioni pietose, al punto che, convinto che non avrebbe superato nemmeno il primo rinvaso, ero intenzionato a gettarlo insieme al terriccio da semina. Oggi, a distanza di quasi dieci anni, quel semenzale malformato, poco sviluppato e dall&#8217;aria malaticcia è diventato esattamente come lo vedete nella foto che ho scattato pochi giorni fa.</p>
<p>Ecco, nell&#8217;articolo che segue, la storia di questa pianta, una pianta che ha saputo impartirmi un insegnamento importante: mai giudicare un libro dalla copertina. Nella vita così come quando si ha a che fare con la Natura. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Cactus identici in diversi substrati: risultati straordinari di un mio test e la sorpresa del gesso naturale</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2023 17:21:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il substrato influisce notevolmente sulla crescita di qualsiasi pianta e cactacee e succulente non fanno eccezione. Per i cactus si possono preparare moltissimi terricci usando svariati materiali. La caratteristica fondamentale è che il substrato per cactus e piante grasse sia povero dal punto di vista organico, ricco di inerti (pomice, lapillo, ghiaia, ecc.), sciolto, molto &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-gesso/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Cactus identici in diversi substrati: risultati straordinari di un mio test e la sorpresa del gesso naturale"</span></a></p>
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<p></p>
<p>Il substrato influisce notevolmente sulla crescita di qualsiasi pianta e cactacee e succulente non fanno eccezione. <strong>Per i cactus si possono preparare moltissimi terricci usando svariati materiali. La caratteristica fondamentale è che il substrato per cactus e piante grasse sia povero dal punto di vista organico, ricco di inerti (pomice, lapillo, ghiaia, ecc.), sciolto, molto drenante e in grado di asciugare nell&#8217;arco di pochi giorni</strong>. Tra i molti materiali che possono essere usati per creare un buon terriccio per cactus c&#8217;è anche il gesso agricolo, detto anche gesso naturale, un ammendante molto efficace che può funzionare egregiamente con molti generi di cactacee.</p>
<p>A chi si domanda fino a che punto il substrato influisca sulla crescita delle cactacee; a chi si chiede se il <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>gesso naturale</strong></a> (detto anche gesso agricolo) può essere utile nella formazione di spine robuste, tornerà senz&#8217;altro utile questo articolo. Articolo che altro non è se non l&#8217;aggiornamento di un piccolo esperimento – uno dei tanti che faccio con le mie piante – che ho iniziato nel luglio del 2020 e che ha dato esiti sorprendenti, stupendo me per primo. Sì, perché sebbene il campione di prova sia limitato (in tutto sei piante) e i risultati siano pertanto da considerare indicativi e tutt&#8217;altro che assoluti, devo confessare che non mi attendevo un simile riscontro a poco più di due anni e mezzo dall&#8217;avvio di questo test. <strong>Che i substrati possano letteralmente fare la differenza nella crescita delle cactacee è noto e che il gesso naturale (quantomeno con alcune specie) sia un elemento eccezionale è risaputo</strong>, ma è con la prova diretta, con il metodo sperimentale che possiamo realmente apprezzare l&#8217;incidenza del terriccio nella crescita delle nostre succulente.</p>
<p>In questo articolo entriamo dunque nel dettaglio dell&#8217;esperimento e vediamo a distanza di oltre due anni e mezzo i risultati, a mio avviso notevoli, che ho ottenuto. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Echinocactus e Ferocactus, due generi di cactacee con spine per veri intenditori</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 08:41:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se siete amanti delle spine i generi Echinocactus e Ferocactus sono i più indicati per voi. Entrambi i generi raggruppano specie dal portamento inizialmente globoso e col tempo tendente al brevicilindrico. Le spine di queste piante sono sempre robuste, lunghe, spesso piatte e larghe e, nel caso dei Ferocactus, terminano con un uncino. Sono cactacee &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/echinocactus-ferocactus-spine/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Echinocactus e Ferocactus, due generi di cactacee con spine per veri intenditori"</span></a></p>
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<p><strong>Se siete amanti delle spine i generi Echinocactus e Ferocactus sono i più indicati per voi.</strong> Entrambi i generi raggruppano specie dal portamento inizialmente globoso e col tempo tendente al brevicilindrico. <strong>Le spine di queste piante sono sempre robuste, lunghe, spesso piatte e larghe e, nel caso dei Ferocactus, terminano con un uncino</strong>. Sono cactacee molto robuste e di facile coltivazione ma richiedono il massimo della luce. <strong>Esemplari di Ferocactus ed Echinocactus perfettamente coltivati rappresentano un vero e proprio gioiello della Natura!</strong></p>
<p>Piante robuste e di facile coltivazione, le specie appartenenti ai generi <em>Echinocactus</em> e <em>Ferocactus</em> possono raggiungere dimensioni notevoli anche se tenute in vaso. Si tratta di cactacee molto diffuse e apprezzate, in particolare dagli amanti delle spine &#8220;importanti&#8221;. <strong>La loro coltivazione è semplice e la fioritura in alcune specie avviene dopo 6-7 anni dalla semina. In altre specie, ad esempio Echinocactus grusonii, il cosiddetto &#8220;cuscino della suocera&#8221;, per poter vedere i fiori occorrono almeno 30 anni, purtroppo!</strong></p>
<p>Ecco, in questo articolo, alcune tra le specie più interessanti di questi due generi e qualche considerazione in merito. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-7760"></span></p>
<p><em>Echinocactus</em> e <em>Ferocactus</em> sotto molti aspetti sono generi affini. Sono cactacee originarie<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"> delle zone desertiche del Messico e del Nord America (Arizona, California, Nuovo Messico e Texas). Le specie appartenenti a questi due generi hanno quasi sempre forma globosa, in molti casi tendente al portamento brevicilindrico con l&#8217;avanzare dell&#8217;età, e in natura possono raggiungere</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"> dimensioni notevoli e altezze anche fino a tre metri. Hanno quasi sempre coste molto marcate, possono essere cespitose o pollonare alla base con l’età. Senza dubbio, la caratteristica che accomuna <em>Echinocactus</em> e <em>Ferocactus</em> è la presenza di <strong>spine notevoli</strong>: spesse, robuste, lunghe, in molti casi uncinate, di colore dal giallo al rosso brillante, passando per il grigio e il biancastro (nelle spine più vecchie).</span></p>
<p>Alcune specie hanno spine molto fitte, ad esempio la specie <em>grusonii</em> nel genere <em>Echinocactus</em> e le specie <em>acanthodes</em> e <em>johnstonianus</em> nel genere <em>Ferocactus</em>. Altre specie hanno spine molto importanti ma meno dense: ad esempio nelle specie <em>texensis</em> e <em>ingens</em> nel genere <em>Echinocactus</em> e nelle specie <em>macrodiscus</em> e <em>peninsulae</em> nel genere <em>Ferocactus</em>.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/spine-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>A cosa servono le spine e perché i cactus le hanno sostituite alle foglie?</strong></a></p>
<p><strong>Si tende a pensare che <em>Echinocactus</em> e <em>Ferocactus</em> fioriscano solo dopo molti anni, ma questo è vero solo per alcune specie</strong>. <em>Echinocactus grusonii</em>, ad esempio fiorisce dopo almeno una trentina di anni, mentre <em>Echinocactus horizonthalonius</em> può fiorire dopo circa sette o otto anni, su piante relativamente piccole. Stesso discorso per le specie del genere <em>Ferocactus</em>: la specie <em>schwarzii</em> può fiorire solo dopo parecchi anni e con soggetti di notevoli dimensioni, mentre <em>F. macrodiscus</em> è in grado di fiorire già verso i cinque/sei anni, con piante di piccole dimensioni.</p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>La coltivazione di entrambi i generi è molto semplice e adatta anche ai meno esperti</strong>, ad eccezione di alcune specie un po&#8217; più esigenti (come <em>E. parryi</em>, <em>E. polycephalus</em>, <em>F. johnstonianus</em>). Il <strong>substrato ottimale</strong> deve essere molto drenante ma non privo di una frazione organica (torba o humus di lombrico). Può andare bene il classico mix a base di lapillo, pomice e torba in parti uguali, oppure una miscela con terra di campo, inerti e torba al massimo al 30%. Anche la <a href="https://ilfioretralespine.it/marna-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>marna</strong></a>, miscelata con inerti, dà ottimi risultati con alcune specie, come<em> E. horizonthalonius</em> e <em>F. acanthodes</em>. <strong>Le annaffiature</strong> devono essere abbondanti e distanziate da aprile a settembre, mentre nei mesi autunnali e invernali le piante devono stare in terriccio completamente asciutto. In questo modo possono reggere temperature minime anche di poco inferiori a 0 gradi (attenzione con <em>Ferocactus latispinus,</em> molto sensibile al freddo umido, che causa l&#8217;insorgenza della &#8220;ruggine&#8221; sul fusto).</span></p>
<p><strong>Quanto all&#8217;esposizione, <em>Echinocactus</em> e <em>Ferocactus</em> vogliono il massimo della luce possibile per mantenere il fusto compatto e produrre spine all&#8217;altezza della loro&#8230; reputazione</strong>. Il sole diretto va benissimo, a patto di abituare gradualmente le piante a partire dal mese di marzo.</p>
<p>Semplice è anche<a href="https://ilfioretralespine.it/category/semina-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong> la semina</strong></a> di questi due generi, che segue le regole valide per tutte le cactacee. Le specie più impegnative, da questo punto di vista, sono <em>E. parryi</em>, <em>E. polycephalus</em> ed <em>E. horizonthalonius</em> (i semi di quest&#8217;ultima specie necessitano di <a href="https://ilfioretralespine.it/scarificazione-stratificazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>scarificazione</strong></a>). </p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/echinocactus_scheda/" target="_blank" rel="noopener"><strong>A questo link</strong></a> trovate la scheda di coltivazione degli <strong>Echinocactus</strong> in pdf scaricabile.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/ferocactus_scheda/" target="_blank" rel="noopener"><strong>A questo link</strong></a> trovate la scheda di coltivazione dei <strong>Ferocactus</strong> in pdf scaricabile.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> IL VIDEO </strong></span> &#8211; Qui un video con alcuni dei miei <em>Echinocactus</em> e <em>Ferocactus</em> che tengo all&#8217;aperto da fine marzo a ottobre:</p>
<p><iframe title="Come coltivare i cactus: i generi Echinocactus e Ferocactus" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/EHQI2pe2Ppo?start=30&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Echinocactus (Homalocephala) texensis, descrizione e cura del cactus &#8220;azzoppacavalli&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2020 17:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La pianta del giorno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nome scientifico dibattuto e una sfilza di nomi comuni, o &#8220;volgari&#8221;: da &#8220;cactus testa di diavolo&#8221; ad &#8220;azzoppacavalli&#8221;, &#8220;puntaspilli del diavolo&#8221;, &#8220;cactus caramella&#8221; e altri ancora. Echinocactus texensis è una cactacea straordinaria, in parte ancora poco conosciuta e poco diffusa in coltivazione e tuttavia, a mio avviso, in possesso di tutte le caratteristiche che &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/echinocactus-homalocephala-texensis/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Echinocactus (Homalocephala) texensis, descrizione e cura del cactus &#8220;azzoppacavalli&#8221;"</span></a></p>
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<p>Un nome scientifico dibattuto e una sfilza di nomi comuni, o &#8220;volgari&#8221;: da &#8220;cactus testa di diavolo&#8221; ad &#8220;azzoppacavalli&#8221;, &#8220;puntaspilli del diavolo&#8221;, &#8220;cactus caramella&#8221; e altri ancora. <em>Echinocactus texensis</em> è una cactacea straordinaria, in parte ancora poco conosciuta e poco diffusa in coltivazione e tuttavia, a mio avviso, in possesso di tutte le caratteristiche che rendono un cactus degno di questo nome: aspetto compatto e tondeggiante, spine forti e colorate, bellissime fioriture, grande resistenza alla siccità e alta tolleranza al sole diretto così come alle basse temperature invernali. A questo si aggiungano frutti altamente decorativi di color rosso intenso (tra i più belli in assoluto tra quelli di cactus) e una relativa semplicità di coltivazione unita ad una grande predisposizione per la <a href="https://ilfioretralespine.it/come-coltivo-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>tecnica &#8220;wild&#8221;</strong></a>. Questo approfondimento è dunque pensato per iniziare a conoscere, classificare, descrivere e inquadrare l&#8217;<em>Echinocactus</em> (o <em>Homalocephala</em>) <em>texensis</em> fornendo consigli di coltivazione e curiosità sulla base della mia esperienza e di quanto compendiato in svariati<a href="https://ilfioretralespine.it/libri-cactus-piante-grasse/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> testi dedicati alle cactacee</strong></a>.</p>
<p>L&#8217;articolo che segue è stato pubblicato sul numero di settembre 2021 (vol. 39) della rivista &#8220;<em>Cactus World</em>&#8221; edita dalla <a href="https://society.bcss.org.uk/" target="_blank" rel="noopener"><strong>British Cactus &amp; Succulent Society (BCSS)</strong></a>. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Rinvasare cactus: un esperimento con substrati diversi per capire come il terriccio influenza la crescita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2020 16:18:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I fattori fondamentali per la crescita di una pianta sono moltissimi: dall&#8217;esposizione, alle annaffiature; dalle fertilizzazioni alle temperature. Tra questi fattori, uno dei più importanti &#8211; quantomeno per cactus e piante succulente &#8211; è il substrato. Il terriccio ideale per i cactus deve avere almeno due proprietà: essere drenante e asciugare rapidamente. (&#8230;) Le possibilità &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/rinvasare-cactus-esperimento/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Rinvasare cactus: un esperimento con substrati diversi per capire come il terriccio influenza la crescita"</span></a></p>
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<p>I fattori fondamentali per la crescita di una pianta sono moltissimi: dall&#8217;esposizione, alle annaffiature; dalle fertilizzazioni alle temperature. Tra questi fattori, uno dei più importanti &#8211; quantomeno per cactus e piante succulente &#8211; è il substrato. Il terriccio ideale per i cactus deve avere almeno due proprietà: essere drenante e asciugare rapidamente. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-7140"></span></p>
<p>Le possibilità per realizzare il terriccio idoneo alla coltivazione di cactus e succulente sono infinite, come potete leggere negli <a href="https://ilfioretralespine.it/category/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>articoli dell&#8217;apposita sezione di questo sito</strong></a>. I materiali con i quali possiamo realizzare un substrato, d&#8217;altra parte, sono moltissimi: torba, pomice, lapillo, terra di campo, sabbia, ghiaia, ecc. Allo stesso modo, è importante ricordare che i vari &#8220;ingredienti&#8221; possono essere miscelati tra di loro in moltissimi modi: ad esempio, privilegiando i cosiddetti &#8220;inerti&#8221; rispetto alla componente organica, oppure gli elementi grossolani alla parte fine, e via discorrendo. </p>
<p>Se volete approfondire la conoscenza dei vari materiali che si possono usare per ottenere i substrati adatti alla coltivazione delle succulente potete leggere <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo articolo specifico</strong></a>.</p>
<h5>L&#8217;esperimento</h5>
<p>In questo specifico caso, tuttavia, ho scelto, a titolo di esperimento, di rinvasare alcune piante ottenute dalla stessa semina (<em>Echinocactus texensis</em>) in tre tipi di terriccio, così da poter valutare come le varie composizioni dei substrati influenzano la crescita delle piante. Naturalmente, per poter ottenere i primi risultati servirà tempo, anche se le prime differenze nella crescita (più che altro nel ritmo di crescita) si potranno apprezzare già dopo il primo anno dal rinvaso.</p>
<p>Sui rinvasi potete consultare gli articoli contenuti nella sezione del sito raggiungibile <a href="https://ilfioretralespine.it/category/rinvasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>cliccando qui</strong></a>. Se invece volete saperne di più sulla specie <em>texensis</em> del genere <em>Echinocactus</em>, potete leggere <a href="https://ilfioretralespine.it/echinocactus-homalocephala-texensis/" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo articolo specifico</strong></a>.</p>
<h5>Il video</h5>
<p>Ed ecco il video dell&#8217;esperimento con i diversi tipi di substrato e la descrizione dei materiali usati:</p>
<p><iframe title="Rinvaso di cactus: test di vari terricci con sei Echinocactus texensis ottenuti da identica semina." width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/077VgM38YiA?start=28&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<h5>I risultati a quasi tre anni di distanza</h5>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-gesso/" target="_blank" rel="noopener"><strong>A questo link trovate l&#8217;articolo con le foto e la descrizione dell&#8217;andamento dell&#8217;esperimento a tre anni di distanza</strong></a>. I risultati sono inaspettati e notevoli!</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> ABBONATI AL SITO </strong></span> &#8211; Se ti è piaciuto questo articolo, abbonati al sito per avere accesso a tutti i contenuti per un anno o per tre mesi a seconda della formula che sceglierai. <a href="https://ilfioretralespine.it/negozio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui trovi condizioni e modalità</strong></a>.</p>
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		<title>Echinocactus parryi: è davvero una pianta solo per veri esperti? Sfatiamo un falso mito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 12:59:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La pianta del giorno]]></category>
		<category><![CDATA[arizona]]></category>
		<category><![CDATA[coltivare]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[echinocactus]]></category>
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		<category><![CDATA[pianta del giorno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Decisamente meno diffuso in coltivazione rispetto al &#8220;cugino&#8221; grusonii (il celeberrimo &#8220;cuscino della suocera&#8221;), l&#8217;Echinocactus parryi è stato per lungo tempo considerato una pianta rara, quasi introvabile, riservata a veri intenditori di succulente o a collezionisti e, soprattutto, cactacea rognosissima, la cui coltivazione era riservata ai veri esperti. Ricordo di aver letto in un forum &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/echinocactus-parryi/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Echinocactus parryi: è davvero una pianta solo per veri esperti? Sfatiamo un falso mito"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/echinocactus-parryi/">Echinocactus parryi: è davvero una pianta solo per veri esperti? Sfatiamo un falso mito</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p>Decisamente meno diffuso in coltivazione rispetto al &#8220;cugino&#8221; <em>grusonii</em> (il celeberrimo &#8220;cuscino della suocera&#8221;), l&#8217;<em>Echinocactus parryi</em> è stato per lungo tempo considerato una pianta rara, quasi introvabile, riservata a veri intenditori di succulente o a collezionisti e, soprattutto, cactacea rognosissima, la cui coltivazione era riservata ai veri esperti. Ricordo di aver letto in un forum di appassionati, ormai diversi anni fa, che il <em>parryi</em> non andrebbe addirittura mai rinvasato, tanto delicate e sottili sarebbero le sue radici. Si suggeriva, in quel forum, di rinvasare questa pianta solo dopo che era cresciuta svariati anni nello stesso vaso e nello stesso terriccio e si avvertivano i coltivatori: non vi azzardate a sfiorare il pane di terra, non guardatele neanche le radici, perché si rompono con estrema facilità e la pianta non riesce a riprendersi, avviandosi inesorabilmente a morte lenta a causa del rinvaso&#8230;</p>
<p>Ma è davvero così ostica questa pianta? Siamo sicuri che quello che si è detto per anni abbia un fondamento concreto? Vediamo, in questo articolo, di sfatare un altro dei tanti falsi miti che gravitano attorno alle cactacee. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Echinocactus polycephalus: una straordinaria serie di foto per capire come cresce in natura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2019 09:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti gratuiti]]></category>
		<category><![CDATA[anza borrego]]></category>
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		<category><![CDATA[california]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Osservare cactus e succulente in natura è utilissimo. Ci permette di conoscere meglio le piante che coltiviamo e ci consente di capire in che condizioni vivono nel loro habitat, così che possiamo poi cercare, nei limiti del possibile, di creare condizioni ottimali per la loro corretta crescita. Confrontarsi con altri coltivatori e investire in qualche &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/polycephalus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Echinocactus polycephalus: una straordinaria serie di foto per capire come cresce in natura"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/polycephalus/">Echinocactus polycephalus: una straordinaria serie di foto per capire come cresce in natura</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Osservare cactus e succulente in natura è utilissimo. Ci permette di conoscere meglio le piante che coltiviamo e ci consente di capire in che condizioni vivono nel loro habitat, così che possiamo poi cercare, nei limiti del possibile, di creare condizioni ottimali per la loro corretta crescita. </span></p>
<p><span id="more-3316"></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Confrontarsi con altri coltivatori e investire in qualche viaggio mirato è senza dubbio il massimo, ma anche dalle fotografie si possono imparare molte cose. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Per questo, molto volentieri, pubblico una serie di straordinari contributi realizzati con le bellissime fotografie scattate dall&#8217;amico <strong>Ben Grillo</strong>, che ringrazio di cuore per la disponibilità.</span></p>
<p><figure id="attachment_3325" aria-describedby="caption-attachment-3325" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-6.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3325 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-6-150x150.jpg" alt="Echinocactus polycephalus (foto Ben Grillo)" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3325" class="wp-caption-text">Ben Grillo nel parco di Anza-Borrego (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ben è californiano e risiede a Oceanside. E&#8217; un &#8220;tattoo  artist&#8221; ma anche un fotografo. E&#8217; un grande appassionato di piante succulente e, come dice lui stesso: <em>&#8220;I spend much of my free time roaming the desert (mostly Anza-Borrego or Joshua Tree) taking photos and studying the plants</em> (trad: Trascorro molto del mio tempo libero vagando nel deserto &#8211; principalmente Anza-Borrego e Joshua Tree &#8211; scattando foto e studiando le piante)&#8221;. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Le foto che pubblico in questa serie di post sono state scattate da Ben nel <a href="https://www.visitcalifornia.com/it/destination/focus-anza-borrego-desert-state-park" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>parco statale del deserto di Anza-Borrego</strong></a>, nella California meridionale. Il parco si estende su un&#8217;ampia area desertica (oltre 240 mila ettari), in particolare nella zona orientale della contea di San Diego, con alcune aree nelle contee di Imperial e Riverside. </span></p>
<h5><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Echinocactus polycephalus in natura</span></h5>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Cominciamo allora questi reportage con <strong>una specie davvero notevole: <em>Echinocactus polycephalus</em></strong>, senza dubbio l&#8217;<em>Echinocactus</em> più raro, più lento in quanto a ritmo di crescita, e più difficile da coltivare. Rispetto ai &#8220;cugini&#8221; <em>grusonii</em>, <em>platyacanthus</em>, <em>texensis</em> e <em>parryi</em>, il <em>polycephalus</em> è meno conosciuto e coltivato, anche per via delle sue particolari esigenze in fatto di irrigazione (è consigliabile bagnare i <em>polycephalus</em> alla fine dell&#8217;inverno, in gennaio e febbraio, e sospendere le irrigazioni nei mesi più caldi). </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nella sua forma nominale, <em>Echinocactus</em> <em>polycephalus </em>a</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"> una prima occhiata può risultare simile a </span><em style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">E. parryi</em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">, ma se si osservano le due specie con attenzione le differenze emergono chiaramente. <em>E. polycephalus</em>, inoltre, con il tempo mostra la sua spiccata tendenza ad accestire (dalla quale deriva il nome dato alla specie</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">) e presenta spine caratterizzate da una colorazione che dal rosso tende con l&#8217;età al rosa e poi al grigiastro, per via della minuscola peluria che le ricopre. Questo vale per la specie-tipo, che cresce nel sud dell&#8217;Arizona e, qualche chilometro più a ovest, nell&#8217;area orientale della California. Più a nord, in Arizona, prospera invece la variante </span><em style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">xeranthemoides</em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">, caratterizzata da spine gialle e dalla superficie più lucida rispetto a quelle della specie-tipo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se volete approfondire la conoscenza del genere <em>Echinocactus</em>, <a href="https://ilfioretralespine.it/generi-dalla-d-alla-f/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>qui trovate una mia scheda</strong></a>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Nei prossimi post il reportage proseguirà con immagini in habitat di<em> Ferocactus</em>, <em>Echinocereus</em> e un mix di altre succulente, così come panorami mozzafiato. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Credo che, al di là dell&#8217;indiscutibile bellezza delle immagini e dei panorami, le foto di Ben possano essere d&#8217;aiuto a molti coltivatori, in particolare agli appassionati della <a href="https://ilfioretralespine.it/come-coltivo-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>coltivazione &#8220;wild&#8221;</strong></a>, ossia quella tecnica che mira a riprodurre i suoli e l&#8217;ambientazione (oltre che le condizioni generali di vita) delle piante in habitat.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ringraziando ancora a Ben Grillo per la collaborazione, ne approfitto per segnalare <a href="https://www.instagram.com/backyard92057/?hl=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>il suo interessante profilo Instagram</strong></a>, dove trovate foto di piante della sua collezione e immagini scattate durante i suoi viaggi.</span></p>
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<p><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-8.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3327 size-full" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-8.jpg" alt="Echinocactus polycephalus (foto Ben Grillo)" width="1024" height="684" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-8.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-8-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-8-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /></a></p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-5.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3324 size-full" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-5.jpg" alt="Echinocactus polycephalus (foto Ben Grillo)" width="1024" height="768" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-5.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-5-300x225.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-5-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /></a></p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3323 size-full" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-4.jpg" alt="Echinocactus polycephalus (foto Ben Grillo)" width="1024" height="768" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-4.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-4-300x225.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-4-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /></a></p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-11.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3330 size-full" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-11.jpg" alt="Echinocactus polycephalus (foto Ben Grillo)" width="1024" height="684" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-11.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-11-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-11-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /></a></p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3321 size-full" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-2.jpg" alt="Echinocactus polycephalus (foto Ben Grillo)" width="1024" height="768" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-2.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-2-300x225.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-2-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /></a></p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3320 size-full" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-1.jpg" alt="Echinocactus polycephalus (foto Ben Grillo)" width="1024" height="640" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-1.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-1-300x188.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-1-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /></a></p>
<p><figure id="attachment_3322" aria-describedby="caption-attachment-3322" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3322 size-full" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-3.jpg" alt="Parco Anza Borrego" width="1024" height="768" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-3.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-3-300x225.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-3-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3322" class="wp-caption-text">Parco Anza-Borrego, particolare del suolo in una specifica area</figcaption></figure></p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-9.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3328 size-full" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-9.jpg" alt="Echinocactus polycephalus (foto Ben Grillo)" width="1024" height="684" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-9.jpg 1024w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-9-300x200.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/02/Image-9-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /></a></p>
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		<title>Un classico senza tempo: Echinocactus grusonii, conosciuto anche come &#8220;cuscino della suocera&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jul 2018 14:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La pianta del giorno]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">E’ il classico dei classici, il cactus più comune e conosciuto in assoluto. Ciò non toglie che l’<em>Echinocactus grusonii</em> resti, a mio avviso, una delle più belle tra tutte le cactacee. Il portamento del fusto, il colore giallo oro delle spine, la loro densità, la perfetta armonia del fusto nel suo complesso fanno di questa pianta una vera e propria opera d’arte vivente. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Se cercate un cactus principalmente per le sue fioriture, però, lasciate perdere. Il <em>grusonii</em> <strong>impiega almeno una trentina di anni prima di fiorire</strong>, talvolta anche di più. Senza contare che i fiori non sono certo tra i più significativi nell’ampio ventaglio offerto dalle cactacee. In sintesi, l’<em>Echinocactus grusonii</em> è un “must” in tutte le collezioni per la bellezza intrinseca della pianta e per le splendide spine.</span></p>
<p>Impariamo tutto quello che ci sarà utile per riconoscere e coltivare al meglio l&#8217;<em>Echinocactus grusonii</em> (comunemente chiamato anche &#8220;cuscino della suocera&#8221;) nell&#8217;articolo che segue, corredato da una gallery di bellissime foto. (&#8230;)</p>
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