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	<title>inerti Archivi - Il fiore tra le spine</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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		<title>Il substrato per coltivare i cactus: un approfondimento sulle tipologie di terra che possiamo utilizzare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2024 08:08:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Terreno di campo: un tema molto dibattuto tra gli appassionati di cactus e piante grasse. Attenzione, la terra non è il substrato in cui coltivare i cactus. La terra di campo è semplicemente uno degli elementi con i quali realizzare il substrato, ossia il terriccio finale, che si ottiene aggiungendo altri elementi, soprattutto inerti, come &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terreno-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il substrato per coltivare i cactus: un approfondimento sulle tipologie di terra che possiamo utilizzare"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terreno-cactus/">Il substrato per coltivare i cactus: un approfondimento sulle tipologie di terra che possiamo utilizzare</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p><strong>Terreno di campo: un tema molto dibattuto tra gli appassionati di cactus e piante grasse. Attenzione, la terra non è il substrato in cui coltivare i cactus. La terra di campo è semplicemente uno degli elementi con i quali realizzare il substrato, ossia il terriccio finale, che si ottiene aggiungendo altri elementi, soprattutto inerti, come pomice, lapillo, torba, ghiaia, sabbia, perlite ecc</strong>.</p>
<p>Per realizzare un buon substrato, drenante e sciolto, servono dunque più elementi. In questo articolo, a firma dell&#8217;amico <strong>Francesco Soldi</strong>, affrontiamo in dettaglio le <strong>tipologie e le caratteristiche della terra di campo</strong>, così da fugare qualche dubbio, dal momento che sono in moltissimi a domandarsi quale tipo di terra sia idonea alla coltivazione delle cactacee: argillosa, sabbiosa, limosa, calcarea&#8230; Grazie a Francesco <strong>impariamo anche a riconoscere le varie tipologie di terra di campo</strong>.</p>
<p><strong>In generale, possiamo considerare la terra di campo come un&#8217;ottima base da cui partire per realizzare un corretto substrato per cactus e piante grasse</strong>, ma è importante conoscere le proprietà della terra che si utilizza, così da ottenere, dopo l&#8217;aggiunta di inerti, un terriccio perfetto per queste piante. </p>
<p>Ecco allora, nell&#8217;articolo di Francesco Soldi, un coltivatore esperto e di grande abilità, un interessante approfondimento sulla terra di campo. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-19389"></span></p>
<h2>Premessa all&#8217;articolo</h2>
<p>Una piccola premessa tanto sull&#8217;autore dell&#8217;articolo quanto sul tema trattato. <strong>Francesco Soldi è un coltivatore esperto</strong>: si occupa, con dedizione e studio, di cactus da decenni e ha sviluppato negli anni una conoscenza formidabile sul genere <em>Ferocactus</em>, diventando un&#8217;autorità in materia. Da alcuni anni, tuttavia, Francesco si è concentrato sulla coltivazione degli <em>Echinocactus</em> e in particolare sulla specie <em>horizonthalonius</em>. E considerate le sue abilità, la sua propensione per lo studio e l&#8217;osservazione, c&#8217;è da scommettere che diventerà ben presto un punto di riferimento anche per quanto riguarda questa specie. Da tempo ha creato anche una pagina Facebook dedicata interamente a questa specie: <a href="https://www.facebook.com/groups/186301366614053/?ref=share"><strong>la trovate a questo link</strong></a>.</p>
<figure id="attachment_19409" aria-describedby="caption-attachment-19409" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-jpg.webp"><img data-dominant-color="9f8e83" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #9f8e83;" decoding="async" class="wp-image-19409 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-150x150.webp" alt="Terreno a tessitura media, limoso" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19409" class="wp-caption-text">Terreno a tessitura media, limoso (foto Francesco Soldi; cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Riguardo al tema trattato, ricordiamo che <strong>il terreno (la terra di campo) è solo uno dei tanti materiali che si possono usare per realizzare un buon substrato</strong> <strong>(o terriccio) per cactus e succulente.</strong> Se volete avere una panoramica dei vari elementi che si possono utilizzare con queste piante, <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus-torba/"><strong>potete leggere questo articolo</strong></a>. Se, invece, volete conoscere i vari substrati per cactus e succulente, sapere in quali proporzioni utilizzare i singoli materiali anche in base ai generi coltivati, <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus-substrati/"><strong>potete leggere quest&#8217;altro articolo</strong></a>.</p>
<p>Ma ora passiamo all&#8217;articolo di Francesco, che naturalmente ringrazio di cuore per il prezioso contributo. Anche le foto a corredo dell&#8217;articolo sono state fornite da Francesco.</p>
<h2>Cos&#8217;è il terreno di campo e quali sono le principali tipologie</h2>
<p><em><strong>di Francesco Soldi</strong></em></p>
<p>La terra di campo mediamente è composta per il 90% da una parte inorganica e per il 10% da una organica. L&#8217;esatta composizione è decisa dalla natura per quanto riguarda i terreni incolti. E&#8217; decisa dalla natura in collaborazione con l&#8217;uomo là dove il terreno è coltivato.</p>
<p>Essenzialmente esistono 4 tipi principali di terreno, che sono i più diffusi a livello globale. Questi sono:<br />&#8211; <strong>terreno argilloso;</strong><br />&#8211;<strong> terreno sabbioso</strong>;<br />&#8211; <strong>terreno limoso</strong>;<br />&#8211; <strong>terreno calcareo</strong>.</p>
<p>Poi, ovviamente, esistono le vie di mezzo tra questi tipi di terreno e altre tipologie meno diffuse, come i terreni vulcanici ed altri ancora.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> ARGILLOSO </strong></span> &#8211; Un terreno argilloso o pesante o compatto, in agronomia, è un suolo la cui tessitura è composta da oltre il 18% in argilla sul totale della terra fine. <strong>È una tipologia di terra piuttosto fertile</strong>, le sue proprietà chimiche infatti lo rendono ricco di nutrienti come il <strong>potassio, il fosforo e il calcio</strong> che sono essenziali per la crescita delle piante. È quindi adatto a molteplici tipi di coltivazioni. <strong>Per via della sua compattezza non è facile da lavorare</strong>, ma con l&#8217;aggiunta di sabbia per esempio è possibile migliorare la struttura del terreno e renderlo più friabile.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> SABBIOSO </strong></span> &#8211; Il terreno sabbioso è un tipo di terreno che <strong>ha una grande quantità di sabbia e poca argilla o limo</strong>. È noto per la sua struttura grossolana e la sua capacità di drenare rapidamente l&#8217;acqua, il che può portare a una scarsa ritenzione di nutrienti e umidità. Il terreno sabbioso può essere migliorato con l&#8217;aggiunta di compost o di altri materiali organici, per aumentare la sua capacità di ritenzione di acqua e nutrienti.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> LIMOSO </strong></span> &#8211; Il terreno limoso è un suolo <strong>costituito al 10% di sabbia, all&#8217;80% di limo e al 10% di argilla</strong>. È considerato uno dei tipi di terreno più fertili e la sua struttura consente un buon drenaggio dell’acqua e una buona aerazione per le radici. Ha inoltre un pH neutro che può andar bene per la maggioranza delle piante.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> CALCAREO </strong></span> &#8211; Il terreno calcareo è un tipo di suolo che <strong>contiene una grande quantità di carbonato di calcio</strong>, un composto chimico che può avere un impatto significativo sulla salute delle piante. Questo tipo di terreno è spesso associato a un pH elevato, il che significa che<strong> è meno acido rispetto ad altri tipi di terreno</strong>, quindi ad esempio poco adatto per piante acidofile. Un’altra caratteristica unica del terreno calcareo è la sua struttura. <strong>Questo tipo di suolo tende ad essere molto drenante</strong>, il che significa che l’acqua scorre facilmente attraverso di esso. Questo può essere un vantaggio in aree con molta pioggia, poiché può aiutare a prevenire il ristagno d’acqua e il conseguente marciume delle radici. Tuttavia, in aree con poca pioggia, questo può rendere difficile mantenere il suolo adeguatamente idratato.</p>
<h2>Come riconoscere le varie tipologie di terreno?</h2>
<figure id="attachment_19407" aria-describedby="caption-attachment-19407" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-jpg.webp"><img data-dominant-color="a38370" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #a38370;" decoding="async" class="wp-image-19407 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-150x150.webp" alt="Terreno a tessitura media, limoso e bagnato" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19407" class="wp-caption-text">Terreno a tessitura media, limoso e bagnato (foto Francesco Soldi; cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Un metodo semplice consiste nello stringere in un pugno una manciata di terreno umido: <strong>se aprendo la mano rimane plasmata in modo ben delineato la forma delle dita, il terreno è certamente argilloso e si dice che è compatto e pesante</strong>. Al contrario <strong>se la manciata di terra si sbriciola facilmente nel palmo, si tratta di un terreno sabbioso che è quindi molto sciolto</strong>. <strong>Se invece stringendo il pugno si avverte che la piccola quantità di terra è elastica ma sfregandola si sbriciola, quindi né troppo compatta né troppo incoerente, senza alcun dubbio è un giusto mix di componenti che rendono questa terra limosa e a medio impasto</strong>. Infine <strong>un terreno calcareo è solitamente di colore chiaro perché contiene pezzi di calcare bianco o tendente al giallo e in genere ha una consistenza piuttosto fine</strong>. Un metodo abbastanza semplice per capire se un terreno è calcareo consiste nel prelevarne una piccola quantità e metterla in un bicchiere. Aggiungere poi qualche goccia di un reagente, che può essere acido muriatico, oppure aceto puro, o succo di limone, e osservare se produce una effervescenza. Più questa è accentuata, più il terreno è calcareo.</p>
<p>Personalmente uso terreno di campo da oltre 40 anni e sinceramente non potrei più farne a meno. <strong>È inoltre bene ricordare che in habitat, la stragrande maggioranza delle piante succulente vive e prospera proprio su terreno di campo, misto a sassi, pietrisco e sabbia</strong>. Qui nella mia zona (il bresciano; ndr) è possibile trovare un terreno limoso e un terreno limoso tendente all&#8217;argilloso e, spostandosi un po&#8217;, anche un terreno calcareo.</p>
<h2>Quale tipologia di terra utilizzare?</h2>
<figure id="attachment_19401" aria-describedby="caption-attachment-19401" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Echinocactus-horizonthalonius-v.-nicholii-jpg.webp"><img data-dominant-color="8f7366" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #8f7366;" decoding="async" class="wp-image-19401 size-thumbnail not-transparent" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Echinocactus-horizonthalonius-v.-nicholii-150x150.webp" alt="Echinocactus horizonthalonius v. nicholii" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Echinocactus-horizonthalonius-v.-nicholii-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Echinocactus-horizonthalonius-v.-nicholii-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Echinocactus-horizonthalonius-v.-nicholii-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19401" class="wp-caption-text">Echinocactus horizonthalonius v. nicholii (foto Francesco Soldi; cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Negli anni ho notato che il terreno migliore su cui coltivare molte specie è quello limoso o limoso argilloso (per gli <a href="https://ilfioretralespine.it/echinocactus-horizonthalonius/"><strong><em>horizonthalonius</em></strong></a> mi sento di consigliare un terreno limoso o leggermente tendente all&#8217;argilloso). Ovviamente per le nostre piante <strong>non va usato al 100% ma misto ai vari inerti che conosciamo un po&#8217; tutti, tipo pomice, lapillo, sabbia, marna ecc</strong>. le cui percentuali possono variare da specie a specie. <strong>Il terreno di campo oltre ad essere ricco dei vari minerali, contiene anche una serie di batteri utili per le nostre piante</strong>.</p>
<p>Una menzione va anche al <strong>terriccio universale</strong>, che molti di voi usano, un composto artificiale studiato dall&#8217;uomo, che è formato essenzialmente da torba e compost organico, il cui vantaggio è quello di essere facilmente reperibile da chiunque, ma per struttura fisica e completezza non è di certo paragonabile al terreno di campo, il cui svantaggio è quello, nonostante ne siamo circondati, di essere di più difficile reperimento.</p>
<p>Come vedete queste diversità non sono un limite, anzi costituiscono molteplici opportunità nella coltivazione delle nostre piante grasse, <strong>si tratta solo di sperimentare un po&#8217; per capire quale tipologia di terreno è meglio per loro per non fermarsi al solo terriccio universale</strong>.</p>
<p>In conclusione, in base alla mia esperienza, posso dirvi che <strong>per avere piante più sane, robuste e dall&#8217;aspetto più naturale, senza dubbio, è meglio usare il terreno di campo</strong>.</p>
<h2>La gallery (foto di Francesco Soldi)</h2>

<a href='https://www.ilfioretralespine.it/substrato-con-terra-di-campo-usato-da-francesco-soldi/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Substrato-con-terra-di-campo-usato-da-Francesco-Soldi-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail not-transparent" alt="Substrato per cactus realizzato con terra di campo e usato da Francesco Soldi" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Substrato-con-terra-di-campo-usato-da-Francesco-Soldi-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Substrato-con-terra-di-campo-usato-da-Francesco-Soldi-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Substrato-con-terra-di-campo-usato-da-Francesco-Soldi-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" data-has-transparency="false" data-dominant-color="9d928c" style="--dominant-color: #9d928c;" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/terreno-cactus/terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail not-transparent" alt="Terreno a tessitura media, limoso" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/Terreno-che-solitamente-uso-a-tessitura-media-limoso-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" data-has-transparency="false" data-dominant-color="9f8e83" style="--dominant-color: #9f8e83;" /></a>
<a href='https://www.ilfioretralespine.it/terreno-cactus/stesso-terreno-bagnato/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail not-transparent" alt="Terreno a tessitura media, limoso e bagnato" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-150x150.webp 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-250x250.webp 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2024/06/stesso-terreno-bagnato-100x100.webp 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" data-has-transparency="false" data-dominant-color="a38370" style="--dominant-color: #a38370;" /></a>
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		<title>Vasi e inerti nella coltivazione di piante grasse: si possono riciclare o è meglio buttare tutto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 10:31:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il rinvaso delle piante, si tratti di succulente o meno, comporta l&#8217;utilizzo di vasi, terriccio e materiali di vario tipo. Quando si hanno molte piante, naturalmente, il numero di vasi, vasetti, contenitori, terricci, inerti cresce notevolmente. E&#8217; dunque possibile riciclare questi materiali? E&#8217; possibile riciclare anche i vasi? E se sì, come farlo correttamente? L&#8217;autunno &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/riciclare-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Vasi e inerti nella coltivazione di piante grasse: si possono riciclare o è meglio buttare tutto?"</span></a></p>
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<p><strong>Il rinvaso delle piante, si tratti di succulente o meno, comporta l&#8217;utilizzo di vasi, terriccio e materiali di vario tipo. Quando si hanno molte piante, naturalmente, il numero di vasi, vasetti, contenitori, terricci, inerti cresce notevolmente. E&#8217; dunque possibile riciclare questi materiali? E&#8217; possibile riciclare anche i vasi? E se sì, come farlo correttamente?</strong></p>
<p>L&#8217;autunno entra nel vivo e con l&#8217;arrivo delle giornate fredde le piante grasse, si tratti di cactacee o di succulente, richiedono meno &#8220;attenzioni&#8221; da parte nostra. In questo periodo, quantomeno al Nord Italia, le piante devono già trovarsi nella loro collocazione invernale, protette dalle intemperie e dal freddo eccessivo. Per i rinvasi c&#8217;è tempo, dal momento che è meglio attendere la metà o la fine dell&#8217;inverno per questo genere di operazioni. Le annaffiature sono ovviamente sospese e non ci resta che effettuare qualche trattamento preventivo per proteggere le succulente da funghi e muffe durante i mesi invernali. <strong>Quale periodo migliore, allora, se non questo per dedicarsi a fare ordine tra vasi, vasetti, terricci e materiali necessari per i substrati?</strong> Ed è qui che sorge in molti coltivatori una domanda tutt&#8217;altro che banale: <strong>vasi e inerti costano, è proprio il caso di buttarli e comprarne di nuovi o è possibile riciclare tutto questo materiale?</strong> La risposta, chiaramente, è sì: <strong>riciclare è d&#8217;obbligo, ma attenzione, a determinate condizioni</strong> e assicurandosi che tutto ciò che andremo a riutilizzare sia perfettamente pulito e privo di parassiti, spore, muffe, polvere ecc.</p>
<p>A questo tema è dedicato l&#8217;articolo che segue, che entra nel dettaglio della <strong>pulizia e della sterilizzazione di vasi (in plastica e cotto) e dei materiali utilizzati per i substrati (pomice, lapillo, ghiaia, ecc.)</strong> che sono stati messi da parte dopo gli ultimi rinvasi effettuati nei mesi scorsi. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-16972"></span></p>
<h2>Premessa sul riutilizzo di vasi e substrati</h2>
<p>Il riutilizzo di vasi e inerti è pratica comune. Ovviamente non è sempre possibile riciclare tutto, ma una buona parte di ciò che è stato utilizzato per la coltivazione delle nostre piante può tranquillamente servire per i futuri rinvasi, a patto di pulire e sterilizzare a fondo i materiali. Chiaramente, vasi rotti e torba vanno eliminati poiché hanno esaurito il loro &#8220;ciclo&#8221; (la torba è già stata sfruttata e servirebbe a ben poco), ma <strong>la prima grande distinzione da fare è se quei materiali (vasi e substrati) hanno dato ospitalità a piante in perfetta salute o se hanno accolto piante morte per marciume o comunque colpite da parassiti</strong>. Vediamo tutto in dettaglio suddividendo le due categorie: i vasi e gli inerti.</p>
<h2>Come pulire, sterilizzare e riciclare i vasi</h2>
<p>Riciclare i vasi, specie se si utilizzano quelli in plastica, è d&#8217;obbligo. In primo luogo si contribuisce (nel nostro piccolo, chiaramente) alla riduzione della produzione della plastica; in secondo luogo si risparmia, perché i vasi in plastica sono molto duraturi e si lavano con estrema facilità. Se si utilizzano vasi in terracotta il riciclo assume anche un valore aggiuntivo: si possono riutilizzare vasi particolari, magari &#8220;di pregio&#8221; o comunque di grandi dimensioni e pertanto costosi.</p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"><strong> VASI IN PLASTICA </strong></span> &#8211; Se nel vaso non è morta alcuna pianta, ci si può limitare a un lavaggio approfondito con acqua tiepida e un prodotto detergente. Anche in questi casi, tuttavia, l<strong>&#8216;aggiunta di un po&#8217; di candeggina è sempre utile per eliminare germi e batteri</strong> che possono essersi formati mentre i vasi erano accatastati in attesa di essere riciclati. Per il lavaggio è sufficiente una spugna con un lato leggermente abrasivo e po&#8217; di olio di gomito. Importante: se si utilizza candeggina è il caso di indossare guanti di gomma, i classici guanti per i lavori domestici!</p>
<figure id="attachment_6482" aria-describedby="caption-attachment-6482" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-quadrati-alti-con-scanalature-antispirale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6482 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-quadrati-alti-con-scanalature-antispirale-150x150.jpg" alt="Vasi quadrati alti con scanalature antispirale" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-6482" class="wp-caption-text">Vasi quadrati in plastica (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Se invece nel vaso era morta una pianta</strong> si può decidere di buttare il vecchio contenitore per azzerare il rischio che il nuovo &#8220;inquilino&#8221; possa contrarre lo stesso fungo, oppure effettuare un&#8217;operazione più approfondita. In questo secondo caso si sciacquano bene i vasi, poi <strong>li si ripone in una bacinella contenente acqua e candeggina e li si lascia a mollo per alcune ore</strong> (anche una notte intera se si vuole). Trascorso questo periodo di tempo, si lavano i vasi accuratamente, cercando di raggiungere ogni angolo interno, con una spugna leggermente abrasiva, sempre con acqua e candeggina.<strong> Al termine, una seconda lavata con acqua e sapone e si risciacqua abbondantemente</strong>. Una volta che i vasi sono puliti è consigliabile lasciarli al sole diretto per almeno una giornata: anche il sole intenso aiuta a sterilizzare. </p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"> <strong>VASI IN TERRACOTTA</strong> </span> &#8211; A differenza dei vasi in plastica, <strong>quelli in terracotta sono porosi: è per questo che la pulizia è più lunga e difficile</strong>, dal momento che un vecchio vaso in cotto può presentare macchie di calcare o macchie verdastre. Se il vaso è già abbastanza pulito, si può lavare con cura con acqua e sapone e un goccio di candeggina. <strong>Se invece il vaso è segnato da macchie di calcare o residui di muschio, lo si può immergere in una bacinella con acqua alla quale aggiungeremo succo di limone, oppure bicarbonato o aceto</strong>. Lasciamo a bagno i vasi per alcune ore e diamo una passata energica con una spugna, usando la stessa acqua in cui sono stati a mollo. Una volta tolti i &#8220;segni della vecchiaia&#8221;, si procede <strong>lavando il vaso con acqua e sapone di marsiglia</strong> per poi riporlo al sole diretto per almeno una giornata, per far sì che tutta l&#8217;acqua evapori dalle pareti porose.</p>
<figure id="attachment_6486" aria-describedby="caption-attachment-6486" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-di-cotto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6486 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Vasi-di-cotto-150x150.jpg" alt="Vasi di cotto" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-6486" class="wp-caption-text">Vasi in terracotta (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Se nel vaso di terracotta è morta una pianta per marciume</strong> <strong>i casi sono due</strong>: se il vaso è già vecchio, sbeccato o di valore irrisorio si può buttare. Se invece il vaso è di pregio, è grande o ha un certo valore, si può pulire a fondo per poi sterilizzarlo. <strong>La procedura di pulizia è la stessa descritta sopra, mentre per quanto riguarda la sterilizzazione si può ricorrere al vecchio metodo della bollitura</strong> (ovviamente se il vaso non è enorme): lo si colloca in una pentola, si riempie il tutto con acqua e si accende il fuoco lasciando il vaso a &#8220;cuocere&#8221; fino all&#8217;ebollizione. Da quando l&#8217;acqua bolle si spegne e si lascia il vaso a mollo per almeno una ventina di minuti. In alternativa, si possono immergere i vasi di terracotta in acqua, aggiungendo una soluzione igienizzante &#8220;aggressiva&#8221;, come la candeggina (lasciandoli a bagno per almeno un&#8217;ora). Una volta pulito e sterilizzato il vaso, si colloca al sole diretto per almeno un giorno, così che possa asciugare del tutto.</p>
<figure id="attachment_6527" aria-describedby="caption-attachment-6527" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Portulacaria-afra-in-vaso-da-bonsai.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6527 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2021/01/Portulacaria-afra-in-vaso-da-bonsai-150x150.jpg" alt="Portulacaria afra in vaso da bonsai" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-6527" class="wp-caption-text">Portulacaria afra in vaso smaltato per bonsai (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Le procedure descritte sono applicabili, fino a un certo punto, anche ai vasi smaltati solitamente usati per i bonsai</strong>. Si tratta, in questo caso, di vasi solitamente di pregio, smaltati all&#8217;esterno e porosi all&#8217;interno: a maggior ragione è un peccato buttarli. Una accortezza quando si ha a che fare con questo tipo di vasi: in questi casi è bene evitare la bollitura (che potrebbe rovinare lo smalto), preferendo il bagno in acqua e candeggina. Allo stesso modo, <strong>meglio evitare spugne abrasive</strong> che potrebbero graffiare o rovinare lo smalto.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/vasi-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La scelta del vaso? Ecco tutto quello che dovete sapere&#8230;</strong></a></p>
<h2>Riutilizzare gli inerti: setacciare e pulire i materiali</h2>
<figure id="attachment_593" aria-describedby="caption-attachment-593" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pomice.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-593 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Pomice-150x150.jpg" alt="Pomice" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-593" class="wp-caption-text">Pomice (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Nella coltivazione delle piante succulente, si tratti di cactacee o piante grasse, si utilizzano moltissimi inerti, ossia materiali utili al drenaggio del <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus-substrati/" target="_blank" rel="noopener"><strong>substrato</strong></a>. Gli inerti possono essere porosi o lisci, ognuno ha determinate proprietà e la scelta è davvero notevole ed è bene conoscerli per scegliere i più adatti al mix che vogliamo realizzare. <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus-torba/" target="_blank" rel="noopener"><strong>In questo articolo trovate una disamina sulla maggior parte dei materiali utili alla preparazione dei terricci per le piante grasse</strong></a>. Premesso questo, quando si svasano le piante e si puliscono a fondo le radici ci si trova con intere bacinelle piene del vecchio substrato, che, se realizzato correttamente, contiene moltissimi inerti. A differenza della <a href="https://ilfioretralespine.it/argilla-espansa-torba/" target="_blank" rel="noopener"><strong>torba</strong></a>, che con il tempo e con l&#8217;assorbimento dei nutrienti da parte della pianta si impoverisce, gli inerti mantengono la loro utilità ed è per questo che (oltre che per risparmiare) è certamente una buona cosa riutilizzarli. </p>
<p>Così come per i vasi, è però importante precisare che il substrato in cui è morta una pianta o nel quale sono stati rinvenuti <a href="https://ilfioretralespine.it/malattie-e-parassiti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>parassiti</strong></a> (ad esempio la cocciniglia radicale) <strong>va eliminato</strong>. I vasi, come si è visto possono essere lavati e sterilizzati, ma nel caso del substrato è meglio non correre inutili rischi: se in quel terriccio è marcita una pianta o se in quel terriccio abbiamo trovato parassiti, lo si butta senza esitazione.</p>
<p>Se invece il substrato è stato recuperato dal rinvaso di piante perfettamente sane (fondamentale è controllare bene che tra le radici non si annidino parassiti) potremo riutilizzarlo senza problemi. La prima cosa da fare, una volta raccolto tutto il vecchio substrato in secchi o bacinelle, <strong>è farlo passare al vaglio, usando un setaccio a maglie fini, così da separare i veri e propri inerti dalla torba, dalla polvere o dalla terra di campo</strong>. La parte fine, ormai sfruttata, va eliminata, mentre gli inerti si depositano in un contenitore pulito. Una volta ottenuti tutti gli inerti si passa alla sterilizzazione, utile anche se in quel substrato non è morta alcuna pianta. </p>
<figure id="attachment_592" aria-describedby="caption-attachment-592" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ghiaia-di-fiume.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-592 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Ghiaia-di-fiume-150x150.jpg" alt="Ghiaia di fiume setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-592" class="wp-caption-text">Ghiaia di fiume (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Per sterilizzare gli inerti ci sono diversi metodi</strong>: si possono ad esempio spargere su un telo e nebulizzare con un disinfettante non aggressivo (evitiamo la candeggina) lasciando poi evaporare il tutto, oppure si possono bollire, esattamente come i vasi in cotto. Infine, si possono semplicemente stendere su un telo di nylon e lasciare al sole diretto per almeno una settimana, facendo sì che la luce solare e l&#8217;aria diano una bella ripulita a pomice, lapillo, ghiaia, quarzite, ecc. In sostanza il processo di sterilizzazione degli inerti è blando e rapido poiché se nel substrato non erano presenti parassiti o batteri che hanno portato la pianta a marcire se ne può dedurre semplicemente che quel terriccio era ed è perfettamente &#8220;sano&#8221;. </p>
<p>Una volta terminata l&#8217;operazione di pulizia e sterilizzazione, gli inerti possono essere messi da parte o utilizzati immediatamente per la composizione di un nuovo substrato, aggiungendo nelle giuste proporzioni torba fresca, humus di lombrico o qualsiasi altro elemento utile alla pianta che si andrà a rinvasare (ad esempio il gesso per alcuni generi di cactus).</p>
<p>Annotazione importante: <strong>quando si svasano le piante è fondamentale controllarne a fondo lo stato di salute e verificare che fra le radici non si annidino parassiti</strong> (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=uA21rcP2TpE" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui trovate un video sulla cocciniglia radicale</strong></a>). Solo così possiamo avere la ragionevole certezza che quegli inerti potranno essere riciclati senza problemi. Nel dubbio, meglio buttare tutto: sarebbe un peccato far correre rischi alle piante solo per salvare una manciata di pomice o di lapillo!</p>
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		<title>Il Seramis, un materiale alternativo per la coltivazione di cactus e succulente: pregi e difetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 09:42:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora poco conosciuto e poco utilizzato, il seramis è un materiale eccellente anche nella coltivazione dei cactus e delle piante succulente. Si tratta di un inerte poroso che favorisce il drenaggio e che aiuta le piante a radicare rapidamente. Ma come utilizzare il seramis nella coltivazione delle piante grasse? In che quantità può essere usato &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/seramis-cactus-succulente/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il Seramis, un materiale alternativo per la coltivazione di cactus e succulente: pregi e difetti"</span></a></p>
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<p>Ancora poco conosciuto e poco utilizzato,<strong> il seramis è un materiale eccellente anche nella coltivazione dei cactus e delle piante succulente. Si tratta di un inerte poroso che favorisce il drenaggio e che aiuta le piante a radicare rapidamente. Ma come utilizzare il seramis nella coltivazione delle piante grasse? In che quantità può essere usato nella composizione dei vari substrati per cactus e succulente?</strong></p>
<p>Recentemente, sui canali social collegati al sito, ho pubblicato un breve video in cui rinvaso un <em>Astrophytum asterias</em> <strong>in un substrato composto unicamente da Seramis</strong>. A seguito di quel video in molti mi hanno chiesto informazioni su questo particolare materiale dal caratteristico colore arancione, in effetti poco utilizzato nella coltivazione delle succulente e non facilmente reperibile nei vivai di piccole dimensioni. <strong>Ho avuto modo di utilizzare il Seramis in passato nella coltivazione di alcuni cactus e la mia esperienza è stata decisamente positiva</strong> (sebbene, come inerte poroso, la pomice resti a mio avviso il materiale migliore in assoluto) ed è anche per questo che l&#8217;ho impiegato recentemente per l&#8217;<em>Astrophytum</em> oggetto del video (video che trovate anche alla fine di questo articolo). <strong>Il Seramis può dunque essere usato anche nella coltivazione dei cactus e delle piante grasse</strong>: si tratta di un buon materiale e ha proprietà non troppo dissimili da quelle della pomice. Può essere utilizzato in purezza, come ho fatto per il mio <em>Astrophytum</em>, quando si ha la necessità di favorire la radicazione, oppure <strong>può essere miscelato ad altri materiali come torba, pomice, sabbia, ghiaia, per realizzare degli ottimi substrati per le succulente</strong>.</p>
<p>Alla luce delle tante domande arrivate in queste settimane,<strong> vediamo allora nell&#8217;articolo che segue cosa è esattamente il Seramis, quali sono i pregi e i difetti di questo materiale e quale può essere il suo impiego con le succulente e, in particolare, con i cactus</strong>. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Quanto conta la terra nella coltivazione dei cactus? Dopo 3 anni i risultati di un test su sei Mammillaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 09:46:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche in questo caso, così come in quello del test sugli Echinocactus texensis (trovate il resoconto a questo link) il risultato mi ha stupito e la terra, o meglio il substrato &#8220;sperimentale&#8221; ha avuto la meglio. E ancora una volta i risultati meno soddisfacenti arrivano dal terriccio &#8220;tradizionale&#8221;, a ulteriore conferma che con i cactus &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terra-coltivazione-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Quanto conta la terra nella coltivazione dei cactus? Dopo 3 anni i risultati di un test su sei Mammillaria"</span></a></p>
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<p></p>
<p>Anche in questo caso, così come in quello del test sugli <em>Echinocactus texensis</em> (<a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-gesso/" target="_blank" rel="noopener"><strong>trovate il resoconto a questo link</strong></a>) il risultato mi ha stupito e la terra, o meglio il substrato &#8220;sperimentale&#8221; ha avuto la meglio. E ancora una volta i risultati meno soddisfacenti arrivano dal terriccio &#8220;tradizionale&#8221;, a ulteriore conferma che con i cactus la sperimentazione &#8211; in particolare sui terricci &#8211; ha molto da insegnare e quasi sempre restituisce risultati difficilmente prevedibili. Oggetto di questo esperimento che ho avviato tre anni fa sono sei <em>Mammillaria hahniana</em>. Piante comuni ma molto belle, che hanno trascorso questi ultimi tre anni in tre tipologie di substrato molto diverse tra di loro. Le piante, come sempre in questi esperimenti, arrivavano da una identica semina e partivano, in sostanza, &#8220;alla pari&#8221;. Col tempo gli effetti dei diversi substrati sulla crescita delle piante si sono manifestati e oggi la comparazione rende subito l&#8217;idea di quale terriccio abbia lavorato meglio.</p>
<p>Vediamo in dettaglio in cosa è consistito l&#8217;esperimento e soprattutto vediamo come si presentavano le piante tre anni fa e oggi (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Cactus identici in diversi substrati: risultati straordinari di un mio test e la sorpresa del gesso naturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2023 17:21:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il substrato influisce notevolmente sulla crescita di qualsiasi pianta e cactacee e succulente non fanno eccezione. Per i cactus si possono preparare moltissimi terricci usando svariati materiali. La caratteristica fondamentale è che il substrato per cactus e piante grasse sia povero dal punto di vista organico, ricco di inerti (pomice, lapillo, ghiaia, ecc.), sciolto, molto &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-gesso/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Cactus identici in diversi substrati: risultati straordinari di un mio test e la sorpresa del gesso naturale"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-gesso/">Cactus identici in diversi substrati: risultati straordinari di un mio test e la sorpresa del gesso naturale</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p></p>
<p>Il substrato influisce notevolmente sulla crescita di qualsiasi pianta e cactacee e succulente non fanno eccezione. <strong>Per i cactus si possono preparare moltissimi terricci usando svariati materiali. La caratteristica fondamentale è che il substrato per cactus e piante grasse sia povero dal punto di vista organico, ricco di inerti (pomice, lapillo, ghiaia, ecc.), sciolto, molto drenante e in grado di asciugare nell&#8217;arco di pochi giorni</strong>. Tra i molti materiali che possono essere usati per creare un buon terriccio per cactus c&#8217;è anche il gesso agricolo, detto anche gesso naturale, un ammendante molto efficace che può funzionare egregiamente con molti generi di cactacee.</p>
<p>A chi si domanda fino a che punto il substrato influisca sulla crescita delle cactacee; a chi si chiede se il <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>gesso naturale</strong></a> (detto anche gesso agricolo) può essere utile nella formazione di spine robuste, tornerà senz&#8217;altro utile questo articolo. Articolo che altro non è se non l&#8217;aggiornamento di un piccolo esperimento – uno dei tanti che faccio con le mie piante – che ho iniziato nel luglio del 2020 e che ha dato esiti sorprendenti, stupendo me per primo. Sì, perché sebbene il campione di prova sia limitato (in tutto sei piante) e i risultati siano pertanto da considerare indicativi e tutt&#8217;altro che assoluti, devo confessare che non mi attendevo un simile riscontro a poco più di due anni e mezzo dall&#8217;avvio di questo test. <strong>Che i substrati possano letteralmente fare la differenza nella crescita delle cactacee è noto e che il gesso naturale (quantomeno con alcune specie) sia un elemento eccezionale è risaputo</strong>, ma è con la prova diretta, con il metodo sperimentale che possiamo realmente apprezzare l&#8217;incidenza del terriccio nella crescita delle nostre succulente.</p>
<p>In questo articolo entriamo dunque nel dettaglio dell&#8217;esperimento e vediamo a distanza di oltre due anni e mezzo i risultati, a mio avviso notevoli, che ho ottenuto. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Un buon terriccio per cactus con materiali facilmente reperibili in ogni vivaio? Ecco come fare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2022 09:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il terriccio, detto anche substrato, è uno degli elementi più importanti nella coltivazione dei cactus e delle piante grasse in generale. Un buon terriccio, sciolto e drenante, è la base di partenza per una corretta coltivazione, mentre un terriccio sbagliato può compromettere la crescita di cactus e succulente fino a farle marcire. Navigando in Internet &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terriccio-cactus-materiali-reperibili/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Un buon terriccio per cactus con materiali facilmente reperibili in ogni vivaio? Ecco come fare"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terriccio-cactus-materiali-reperibili/">Un buon terriccio per cactus con materiali facilmente reperibili in ogni vivaio? Ecco come fare</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il terriccio, detto anche substrato, è uno degli elementi più importanti nella coltivazione dei cactus e delle piante grasse in generale. Un buon terriccio, sciolto e drenante, è la base di partenza per una corretta coltivazione, mentre un terriccio sbagliato può compromettere la crescita di cactus e succulente fino a farle marcire.</strong></p>
<p>Navigando in Internet si può constatare come sia ormai facile trovare rivenditori di materiali per la coltivazione di piante. Questo vale anche nello specifico di cactus e piante succulente: online, dai vivaisti specializzati alle imprese che trattano unicamente materiali come terricci, vasi, etichette, ecc., è davvero semplice procurarsi tutto l&#8217;occorrente <strong>per la coltivazione delle piante grasse, come pomice, lapillo, torba, ghiaia, quarzite, zeolite, ecc.</strong>  Ma se non vogliamo comprare online? Se abbiamo bisogno di grandi quantitativi di materiale e la spedizione può arrivare solo fino a un certo peso? Se preferiamo provvedere direttamente acquistando il terriccio (ognuno può avere i suoi motivi per questa o quella scelta)?<strong> Ci affidiamo ai terricci pronti solitamente proposti da qualsiasi vivaio o garden ben fornito?</strong> O forse è meglio che provvediamo noi stessi, assemblando i vari materiali come torba, pomice, sabbia, fino a realizzare un substrato calibrato a misura delle nostre esigenze?</p>
<p><strong>In questo articolo e nel video finale vediamo come realizzare un corretto substrato da utilizzare con qualsiasi genere di cactus e, con opportuni correttivi, con le succulente in generale</strong>. Lo realizzeremo &#8211; ed è questo il senso di questo articolo &#8211; con materiali che ormai chiunque può reperire facilmente in qualsiasi città (&#8230;).</p>
<p><span id="more-9067"></span></p>
<h3>Il corretto terriccio per le piante grasse: introduzione</h3>
<figure id="attachment_454" aria-describedby="caption-attachment-454" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-454 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild-150x150.jpg" alt="Mammillaria sp." width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/11/Mammillaria-sp-wild.jpg 768w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-454" class="wp-caption-text">Mammillaria coltivata in modo spartano con uno strato di terra di campo in superficie (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Se c&#8217;è una caratteristica che qualsiasi substrato per cactus e piante succulente in generale deve avere è la <strong>capacità di drenare l&#8217;acqua e asciugare rapidamente</strong>. Questo è il punto di partenza, il fine al quale dobbiamo tendere se vogliamo realizzare un buon terriccio per le famiglie botaniche succulente. I materiali che possiamo usare sono virtualmente infiniti e possono variare anche in base al tipo di coltivazione che vogliamo perseguire: <a href="https://ilfioretralespine.it/come-coltivo-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>coltivazione spartana per ottenere piante simili a quelle in natura</strong></a>, coltivazione &#8220;spinta&#8221; per avere piante sempre rigonfie e dall&#8217;aspetto &#8220;immacolato&#8221;, coltivazione di &#8220;mantenimento&#8221;, ossia senza particolari finalità se non quella di far crescere adeguatamente la pianta, ecc.</p>
<p>Le combinazioni che possiamo realizzare con i vari materiali sono virtualmente infinite e, in linea teorica, potremmo tentare di preparare un substrato adatto a ogni singola specie che intendiamo coltivare, poiché ogni pianta ha le sue specifiche esigenze e anche tra i cactus ci sono le specie che vogliono più materiale organico, altre che vogliono terricci esclusivamente minerali, altre ancora che richiedono substrati calcarei e via discorrendo. Questo apre naturalmente le porte alla sperimentazione, che personalmente consiglio a chiunque abbia tempo, voglia e curiosità di testare vari substrati per capire quale sia la formula migliore per questa o quella pianta (ovviamente in combinazione con gli altri fattori di coltivazione, come acqua, esposizione, temperature&#8230;). </p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/category/esperimenti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui trovate gli articoli relativi ad alcune sperimentazioni che ho fatto nel corso degli anni</strong></a>.</p>
<h3>I materiali &#8220;comuni&#8221; con i quali realizzare il substrato</h3>
<p>Dopo questa lunga premessa, torniamo allo scopo di questo articolo, che altro non è se non quello di fornire indicazioni di base per realizzare un corretto terriccio per cactus e per piante succulente <strong>usando solo materiali facilmente reperibili</strong> in qualsiasi vivaio e in qualsiasi rivendita di materiali per edilizia. Sì, perché se è vero che oggi come oggi, online possiamo acquistare (ovviamente fino a determinati quantitativi), torba, quarzite, ghiaia, sabbia, gesso, pomice e lapillo di ogni colore e pezzatura, fino ai terricci appositamente realizzati per cactus o piante succulente, è altrettanto vero che buoni compromessi si possono raggiungere con materiali &#8220;comuni&#8221;, specie se non ci si vuole complicare troppo la vita.</p>
<figure id="attachment_556" aria-describedby="caption-attachment-556" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Marna-setacciata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-556 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Marna-setacciata-150x150.jpg" alt="Marna setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-556" class="wp-caption-text">Marna setacciata (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Un discorso a parte meritano la terra di campo e la marna</strong>. Per terra di campo si intende sostanzialmente l&#8217;argilla, che può essere più o meno calcarea, più o meno sabbiosa, più o meno ricca di nutrienti. Insomma, ne esistono infinite tipologie e la cosa migliore per sapere se quella terra di campo, miscelata ad inerti come ghiaia, pomice, sabbia, è adatta o meno ai cactus è sperimentarla per almeno un paio di anni.</p>
<p>Discorso simile per la marna, materiale che negli anni si è rivelato eccezionale per la coltivazione di diversi generi di cactus (se non conoscete la marna, <a href="https://ilfioretralespine.it/marna-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui trovate un articolo specifico</strong></a>). La marna è quasi impossibile da reperire in commercio e anche quando la si trova è bene fare attenzione, perché ne esistono di vari tipi e non tutti vanno bene per i cactus.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Per approfondire l&#8217;utilizzo di terra di campo e marna nei substrati per cactus, ecco un articolo specifico</strong></a>.</p>
<h3>Il terriccio classico per la coltivazione di cactus e succulente</h3>
<p>Una prima, valida opzione per chi non vuole complicarsi la vita, come ho scritto in più occasioni, è il <strong>tradizionale mix a base di lapillo, pomice e torba in parti uguali</strong>. Questo è di fatto il terriccio più diffuso nella coltivazione di cactus e succulente, soprattutto nei vivai specializzati. Si può dire che in linea di massima dà buoni risultati con tutti i cactus e che può andare benissimo anche per le succulente a foglia (ad es. <em>Crassula</em>, <em>Echeveria</em>, ecc.) semplicemente aggiungendo un po&#8217; di torba o humus di lombrico, così da rendere il substrato un po&#8217; più ricco sotto il profilo organico. Pomice e lapillo solitamente sono in pezzatura compresa tra 3 e 7 millimetri e questo tipo di substrato si trova facilmente online o da vivaisti specializzati. Purtroppo non lo si trova ancora in commercio in tutti i vivai o nei garden non specializzati in succulente.</p>
<p>Ed è qui che arriviamo al cuore dell&#8217;articolo, perché questo substrato, così come quello che descriverò subito subito dopo, può essere realizzato senza troppe difficoltà recuperando i materiali singolarmente in qualsiasi grande vivaio o garden center.</p>
<figure id="attachment_594" aria-describedby="caption-attachment-594" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/torba-setacciata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-594 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/torba-setacciata-150x150.jpg" alt="Torba bionda setacciata" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-594" class="wp-caption-text">Torba bionda setacciata (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Anzitutto <strong>la torba</strong>. Questa è la componente organica del substrato, vale a dire quella che contiene gli elementi nutritivi necessari alle piante. La maggior parte delle cactacee, in natura, vive in terreni poveri dal punto di vista organico ed è per questo che nei corretti substrati destinati a queste piante <strong>la torba non dovrà mai essere prevalente</strong>. Non solo: la torba trattiene a lungo l&#8217;umidità mentre alla base di un buon substrato per succulente, come abbiamo visto, c&#8217;è la capacità di drenare l&#8217;acqua e asciugare rapidamente. Per queste ragioni nei terricci destinati ai cactus sarà buona cosa non usare percentuali di torba superiori al 40%. Con alcune specie, in particolare quelle con radice a &#8220;fittone&#8221; (ad esempio <em>Ariocarpus</em>) il quantitativo di torba dovrà essere decisamente contenuto: al massimo un 20% sul totale. Nelle succulente a foglia, al contrario, sarà opportuno prevedere almeno un 50% di torba, dal momento che queste piante hanno bisogno di terricci più &#8220;ricchi&#8221; dal punto di vista organico e al tempo stesso necessitano di maggiori quantitativi di acqua rispetto alle cactacee (il loro substrato dovrà dunque restare umido un po&#8217; più a lungo per permettere alle radici di assorbire l&#8217;acqua necessaria).</p>
<p>La torba si può reperire in qualsiasi vivaio: di fatto, è il materiale che compone tutti i cosiddetti &#8220;<strong>terricci universali</strong>&#8220;, ossia destinati a qualsiasi tipologia di pianta. Al tempo stesso, la torba è alla base di tutti gli altri terricci confezionati che troviamo nei garden: da quelli per agrumi a quelli per piante ornamentali, manti erbosi, piante acidofile, aromatiche. Tutti questi terricci sono composti principalmente di torba (ve ne possono essere di diversi tipi, ma sempre di torba si tratta) e, a seconda dei casi, da piccole percentuali di sabbia oppure perlite o pomice. L&#8217;unico terriccio da non prendere in considerazione con le succulente è quello specifico per orchidee, che non contiene torba (o ne contiene in misura estremamente ridotta) ed è composto principalmente da corteccia.</p>
<p>Gli stessi <strong>terricci pronti per cactus e piante succulente</strong> altro non sono se non torba con un po&#8217; di sabbia, pomice o perlite. Da soli non vanno bene, diciamolo senza girarci troppo attorno. Possono però essere considerati al pari della torba o del terriccio universale, col vantaggio che conterranno già un po&#8217; di sabbia, perlite o pomice. Per il resto si può dire che un terriccio pronto vale l&#8217;altro: quello che conta è che sia di buona qualità, che la torba sia fine e non ricca di filamenti, corteccia, legnetti e altro. Se proprio vogliamo essere precisi e abbiamo possibilità di scelta, usiamo<strong> torba bionda di sfagno</strong>, che è leggermente acida e va benissimo per la maggior parte delle succulente.</p>
<p>In alternativa alla torba, dal momento che dal punto di vista della sostenibilità negli ultimi anni il consumo a livello globale di questo materiale è diventato eccessivo, si può usare l&#8217;<strong>humus di lombrico</strong>, anch&#8217;esso reperibile in tutti i vivai.</p>
<figure id="attachment_557" aria-describedby="caption-attachment-557" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Composta-standard.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-557 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Composta-standard-150x150.jpg" alt="Miscela standard (pomice lapillo torba)" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-557" class="wp-caption-text">Mix standard con pomice, lapillo e torba (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Gli altri due elementi del mix tradizionale sono pomice e lapillo. Si trovano entrambi nei garden ben forniti, con una sola &#8220;pecca&#8221;: la pezzatura è quasi sempre grossa, ossia attorno ai 10 millimetri. Se dovete rinvasare succulente di grandi dimensioni, nessun problema, ma se avete a che fare con piantine da collocare in vasetti da 5 o 7 centimetri le alternative sono due e richiedono entrambe pazienza: potete setacciare il materiale tenendo la parte più piccola oppure potete armarvi di martello (e ancora più pazienza) e rompere in pezzi più piccoli pomice e lapillo. Tra i due materiali, per quanto riguarda la mia esperienza, il migliore è la pomice, semplicemente perché asciuga più rapidamente.</p>
<p>Con questi tre elementi (terriccio universale, pomice, lapillo) possiamo già realizzare un substrato perfetto e molto diffuso nella coltivazione delle cactacee e delle succulente. Mischiate bene una parte di torba (<strong>come unità di misura potete usare la paletta</strong>) con una parte di pomice e una parte di lapillo e il substrato è pronto. Se è destinato a succulente a foglia, aggiungete al mix finale un paio di palette di torba; se intendete usarlo per cactacee &#8220;rognose&#8221;, molto sensibili all&#8217;umidità, riducete a metà il quantitativo di torba.</p>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/travasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il classico mix per velocizzare la crescita delle succulente</strong></a>.</p>
<h3>Cactus e piante succulente: il substrato &#8220;semplice&#8221;</h3>
<p>Una valida alternativa al classico mix pomice/lapillo/torba, che peraltro si può trovare in vendita online o in grossi sacchi da alcuni vivaisti specializzati in succulente, è il terriccio che ho preparato nel video pubblicato qui sotto. Si tratta di un substrato ancora più semplice ma perfetto per quasi tutti i cactus e le piante succulente e al quale ricorro quando ho terminato le mie miscele specifiche.</p>
<p>Anche in questo caso il punto di partenza è la torba. Se il terriccio universale è di buona qualità non ci sarà bisogno di setacciarlo perché non avrà residui di corteccia, fibra di cocco, legnetti e altre &#8220;impurità&#8221;. Il terriccio universale di buona qualità, è utile ripeterlo, è in genere torba di due o tre tipologie già setacciata fine (e anche questo va benissimo perché saremo noi ad aggiungere la parte &#8220;grossolana&#8221; al composto) e addizionata con poca pomice o, più spesso, perlite.</p>
<figure id="attachment_595" aria-describedby="caption-attachment-595" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Sabbia-fine.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-595 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Sabbia-fine-150x150.jpg" alt="Sabbia fine" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-595" class="wp-caption-text">Sabbia fine (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>A una parte di torba aggiungiamo una parte di pomice e una mezza parte di sabbia fine e il substrato è pronto. La pomice che troviamo nei garden, come ho scritto, è in genere di grossa granulometria, ma all&#8217;occorrenza può essere setacciata o frantumata. La sabbia invece si trova facilmente dai <strong>rivenditori di materiali per l&#8217;edilizia</strong>. Attenzione: deve essere sabbia di fiume, meglio se silicea. Assolutamente da evitare la sabbia di mare. </p>
<p>In questo substrato, a una parte di torba e una parte di pomice aggiungo solo mezza parte di sabbia, come ho precisato. Questo perché <strong>la sabbia fine è molto utile solo se non in grandi quantitativi</strong>. Se dovessimo realizzare un terriccio a base di solo materiale fine (sabbia, torba pura o polvere di pomice, ad esempio), ne ricaveremmo un potenziale &#8220;killer&#8221; di succulente, perché dopo qualche annaffiatura il substrato si compatterebbe e resterebbe costantemente umido, portando le radici all&#8217;asfissia o al marciume. Fondamentale è dunque avere nel substrato sia una parte fine (utile alla radicazione) che una parte grossolana, in grado di rendere &#8220;incoerente&#8221;, &#8220;sciolto&#8221; il terriccio e aumentarne la capacità di drenaggio.</p>
<figure id="attachment_590" aria-describedby="caption-attachment-590" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Quarzite.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-590 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2017/12/Quarzite-150x150.jpg" alt="Quarzite" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-590" class="wp-caption-text">Quarzite (cliccare per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>A questa miscela possiamo apportare, all&#8217;occorrenza, piccole modifiche, come spiego nel video, così da renderla perfetta anche in casi specifici. Ad esempio, se dobbiamo rinvasare succulente a foglia oppure piante rustiche come gli <em>Echinopsis</em> o cactus epifiti come <em>Epiphyllum</em> o <a href="https://ilfioretralespine.it/schlumbergera/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Schlumbergera</em></strong></a> possiamo aumentare un po&#8217; il quantitativo di torba (è sufficiente aggiungerne un paio di palette alla fine e mischiare bene il tutto). Al contrario, se abbiamo a che fare con piante delicate, a crescita lenta e particolarmente sensibili ai ristagni come <em>Ariocarpus</em>, <em>Pelecyphora, Aztekium, Copiapoa</em> e altre ancora, potremo dimezzare il quantitativo di torba e aggiungere al substrato della ghiaia o della quarzite.</p>
<p>Anche questi ultimi sono materiali facilmente reperibili in qualsiasi città. La ghiaia (di granulometria tra i 3 e i 5 millimetri) si trova dai rivenditori di materiali edilizi, spesso mischiata alla sabbia. In questi casi con un po&#8217; di pazienza e un setaccio a maglie fini si farà passare il tutto per separare la sabbia dalla ghiaia e poterle così usare in dosaggi distinti.</p>
<p>La quarzite si trova invece <strong>nei negozi per acquari o presso i cosiddetti &#8220;pet store&#8221;</strong>, i negozi per gli animali da compagnia. Di quarzite ne esistono infinite tipologie: la si trova di varia grandezza e di qualsiasi colore. Assicuriamoci soltanto che non sia materiale &#8220;trattato&#8221; o in qualche modo colorato.</p>
<h3>Il video sulla realizzazione del terriccio per cactus</h3>
<p><iframe title="Creare la giusta terra per cactus partendo da materiali facilmente reperibili" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/8_vQCHihNwE?start=10&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>Link correlati</h3>
<ul>
<li><a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><b>I substrati per cactus e piante succulente</b></a></li>
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<li><a href="https://ilfioretralespine.it/marna-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><b>La marna: cos&#8217;è ed è davvero così utile?</b></a></li>
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<li><a href="https://ilfioretralespine.it/category/esperimenti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Esperimenti di coltivazione</strong></a></li>
</ul>
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		<title>Cosa fare dopo aver comprato un cactus o una pianta grassa: pulizia delle radici e rinvaso</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2020 07:05:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario del coltivatore]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/comprato-cactus-pulizia-radici/">Cosa fare dopo aver comprato un cactus o una pianta grassa: pulizia delle radici e rinvaso</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p>Ho finalmente trovato quell&#8217;esemplare di cactus che cercavo da mesi, oppure ho semplicemente comprato quella pianta grassa che ho visto per caso in un vivaio e subito mi è piaciuta. E adesso? La porto a casa e la metto accanto alle altre? La lascio in quarantena? La rinvaso, la sommergo di trattamenti contro parassiti, funghi, malattie varie? E questo blocco di torba in cui sono cementate le radici? Lo lascio, lo tolgo, come lo tolgo? Sono tante le domande che un appassionato alle prime armi si pone una volta acquistata una nuova succulenta. E&#8217; a queste domande &#8211; che in molti mi avete posto con messaggi privati &#8211; che voglio rispondere con questo articolo dedicato ai meno esperti ma, ritengo, utile anche a chi magari coltiva cactus e piante grasse già da qualche tempo. Il discorso vale in particolare per le piante acquistate &#8220;in loco&#8221; e non online, dal momento che queste ultime in genere vengono spedite a radice nuda, ossia svasate e con le radici liberate dalla terra per ridurre il peso complessivo del pacco.</p>
<p>Non solo: il discorso vale, soprattutto, per le piante che abbiamo comprato presso garden o vivai non specializzati in succulente, sebbene le indicazioni siano comunque valide anche per piante provenienti da vivaisti specializzati, e questo per molte ragioni che vedremo nel corso dell&#8217;articolo. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Rinvasare cactus: un esperimento con substrati diversi per capire come il terriccio influenza la crescita</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2020 16:18:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I fattori fondamentali per la crescita di una pianta sono moltissimi: dall&#8217;esposizione, alle annaffiature; dalle fertilizzazioni alle temperature. Tra questi fattori, uno dei più importanti &#8211; quantomeno per cactus e piante succulente &#8211; è il substrato. Il terriccio ideale per i cactus deve avere almeno due proprietà: essere drenante e asciugare rapidamente. (&#8230;) Le possibilità &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/rinvasare-cactus-esperimento/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Rinvasare cactus: un esperimento con substrati diversi per capire come il terriccio influenza la crescita"</span></a></p>
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<p>I fattori fondamentali per la crescita di una pianta sono moltissimi: dall&#8217;esposizione, alle annaffiature; dalle fertilizzazioni alle temperature. Tra questi fattori, uno dei più importanti &#8211; quantomeno per cactus e piante succulente &#8211; è il substrato. Il terriccio ideale per i cactus deve avere almeno due proprietà: essere drenante e asciugare rapidamente. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-7140"></span></p>
<p>Le possibilità per realizzare il terriccio idoneo alla coltivazione di cactus e succulente sono infinite, come potete leggere negli <a href="https://ilfioretralespine.it/category/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>articoli dell&#8217;apposita sezione di questo sito</strong></a>. I materiali con i quali possiamo realizzare un substrato, d&#8217;altra parte, sono moltissimi: torba, pomice, lapillo, terra di campo, sabbia, ghiaia, ecc. Allo stesso modo, è importante ricordare che i vari &#8220;ingredienti&#8221; possono essere miscelati tra di loro in moltissimi modi: ad esempio, privilegiando i cosiddetti &#8220;inerti&#8221; rispetto alla componente organica, oppure gli elementi grossolani alla parte fine, e via discorrendo. </p>
<p>Se volete approfondire la conoscenza dei vari materiali che si possono usare per ottenere i substrati adatti alla coltivazione delle succulente potete leggere <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo articolo specifico</strong></a>.</p>
<h5>L&#8217;esperimento</h5>
<p>In questo specifico caso, tuttavia, ho scelto, a titolo di esperimento, di rinvasare alcune piante ottenute dalla stessa semina (<em>Echinocactus texensis</em>) in tre tipi di terriccio, così da poter valutare come le varie composizioni dei substrati influenzano la crescita delle piante. Naturalmente, per poter ottenere i primi risultati servirà tempo, anche se le prime differenze nella crescita (più che altro nel ritmo di crescita) si potranno apprezzare già dopo il primo anno dal rinvaso.</p>
<p>Sui rinvasi potete consultare gli articoli contenuti nella sezione del sito raggiungibile <a href="https://ilfioretralespine.it/category/rinvasare-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>cliccando qui</strong></a>. Se invece volete saperne di più sulla specie <em>texensis</em> del genere <em>Echinocactus</em>, potete leggere <a href="https://ilfioretralespine.it/echinocactus-homalocephala-texensis/" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo articolo specifico</strong></a>.</p>
<h5>Il video</h5>
<p>Ed ecco il video dell&#8217;esperimento con i diversi tipi di substrato e la descrizione dei materiali usati:</p>
<p><iframe title="Rinvaso di cactus: test di vari terricci con sei Echinocactus texensis ottenuti da identica semina." width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/077VgM38YiA?start=28&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<h5>I risultati a quasi tre anni di distanza</h5>
<p><a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-gesso/" target="_blank" rel="noopener"><strong>A questo link trovate l&#8217;articolo con le foto e la descrizione dell&#8217;andamento dell&#8217;esperimento a tre anni di distanza</strong></a>. I risultati sono inaspettati e notevoli!</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> ABBONATI AL SITO </strong></span> &#8211; Se ti è piaciuto questo articolo, abbonati al sito per avere accesso a tutti i contenuti per un anno o per tre mesi a seconda della formula che sceglierai. <a href="https://ilfioretralespine.it/negozio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui trovi condizioni e modalità</strong></a>.</p>
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		<title>Sei cactus uguali in tre terricci diversi: un test di coltivazione con Mammillaria hahniana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2020 11:55:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella coltivazione dei cactus, un po&#8217; come con tante altre passioni nella vita, si possono avere due approcci: un approccio &#8220;statico&#8221;, diciamo &#8220;contemplativo&#8221; e &#8220;collezionistico&#8221;, e un approccio &#8220;dinamico&#8221;, sperimentale e ispirato ad una sempre maggiore comprensione di queste piante. In questo secondo approccio (che è quello che ispira da anni questa mia passione) si &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-mammillaria-hahniana/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Sei cactus uguali in tre terricci diversi: un test di coltivazione con Mammillaria hahniana"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/terricci-mammillaria-hahniana/">Sei cactus uguali in tre terricci diversi: un test di coltivazione con Mammillaria hahniana</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p>Nella coltivazione dei cactus, un po&#8217; come con tante altre passioni nella vita, si possono avere due approcci: un approccio &#8220;statico&#8221;, diciamo &#8220;contemplativo&#8221; e &#8220;collezionistico&#8221;, e un approccio &#8220;dinamico&#8221;, sperimentale e ispirato ad una sempre maggiore comprensione di queste piante. In questo secondo approccio (che è quello che ispira da anni questa mia passione) si rivelano fondamentali lo studio di testi affidabili, il confronto con altri coltivatori e, soprattutto, la sperimentazione sul campo, ad esempio lavorando su terricci, esposizione, tecniche di coltivazione e altro ancora. Limitarsi a coltivare piante &#8211; succulente o meno &#8211; per anni e anni allo stesso modo, non modificare mai le tipologie dei terricci, l&#8217;esposizione o il metodo di coltivazione va benissimo, intendiamoci. Semplicemente, è perfetto per chi si limita ad apprezzare le piante dal solo punto di vista estetico o collezionistico e non ha particolari pretese. Va bene per chi non è interessato a saperne di più, insomma, e non è disposto a correre rischi pur di migliorare e comprendere meglio le piante stesse.</p>
<p>Scopo della coltivazione &#8220;wild&#8221; o &#8220;al naturale&#8221; è invece quello di ottenere esemplari il più possibile robusti e dall&#8217;aspetto simile a quelli in habitat (<a href="https://ilfioretralespine.it/come-coltivo-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>parlo di questa filosofia di coltivazione in questo articolo</strong></a>). Per fare questo, oltre a documentarsi e possibilmente viaggiare per osservare le piante in natura, è fondamentale cimentarsi in qualche esperimento ed essere disposti a mettersi in discussione continuamente, anche a costo di perdere qualche esemplare (non quelli di pregio, beninteso). Approfondiamo tutto in questo articolo. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>La marna come substrato per i cactus: è davvero il Sacro Graal dei cactofili?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 11:53:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli più letti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La marna è una particolare roccia terrigena molto friabile, al punto che è possibile romperla con le mani ottenendo scaglie e polvere. Negli ultimi decenni molti coltivatori di cactus hanno sperimentato l&#8217;uso della marna come base per il substrato, ottenendo eccellenti risultati. Al netto di questo, la marna è purtroppo molto difficile da reperire: in &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/marna-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "La marna come substrato per i cactus: è davvero il Sacro Graal dei cactofili?"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/marna-cactus/">La marna come substrato per i cactus: è davvero il Sacro Graal dei cactofili?</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p><strong>La marna è una particolare roccia terrigena molto friabile, al punto che è possibile romperla con le mani ottenendo scaglie e polvere</strong>. <strong>Negli ultimi decenni molti coltivatori di cactus hanno sperimentato l&#8217;uso della marna come base per il substrato, ottenendo eccellenti risultati</strong>. Al netto di questo, la marna è purtroppo <strong>molto difficile da reperire</strong>: in commercio si trova sporadicamente ma occorre fare attenzione perché, come la terra di campo, non tutti i tipi di marna vanno bene. In natura il prelievo di materiale è vietato e occorre rivolgersi a imprese di movimento terra. <strong>Ma come influenza la crescita dei cactus la presenza di marna nel substrato? In quali quantitativi può essere usata la marna? Con quali generi di cactus la marna funziona e con quali è meglio non utilizzarla?</strong></p>
<p><strong>L&#8217;utilizzo della marna come componente del substrato per la coltivazione di cactus è diffuso ormai da anni</strong>, in particolare in Italia, soprattutto grazie agli studi e alle ricerche condotte dall&#8217;amico <strong>Andrea Cattabriga</strong>, coltivatore, ricercatore ed esperto di succulente a livello internazionale. <strong>Ma di cosa parliamo, quando parliamo di marna? Molto banalmente, di una</strong> <strong>roccia grigiastra e altamente friabile</strong>, al punto da sfaldarsi in scaglie fino a diventare polvere. Unita in determinati dosaggi ad altri <a href="https://ilfioretralespine.it/materiali-per-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>materiali</strong></a> come quarzite, pomice, sabbia, ghiaia, lapillo, torba, terra di campo, la marna è usata per creare <a href="https://ilfioretralespine.it/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>substrati</strong></a> per la coltivazione di molti cactus e di alcune piante succulente.</p>
<p><strong>Nel corso degli anni l&#8217;uso di questo materiale come substrato (da solo o miscelato ad altri elementi come pomice, quarzite, sabbia, troba, ecc.) si è rivelato eccezionale per moltissime cactacee</strong>. La marna funziona ottimamente, ad esempio, con tutte le piante del genere <em>Ariocarpus</em>, con moltissime <em>Mammillaria</em>, con molti <em>Turbinicarpus</em>, con gli <em>Aztekium</em>, poi con le <em>Epithelantha</em> e con le <em>Pelecyphora</em>. Assolutamente da evitare, invece, è l&#8217;utilizzo della marna con cactacee a portamento colonnare e con specie originarie dell&#8217;America del Sud (come <em>Gymnocalycium</em>, <em>Parodia</em>, poi tutte le cactacee epifite). <strong>Insomma: la marna è davvero un ottimo materiale, ma è fondamentale conoscerne le proprietà per poterlo usare con le giuste piante ed evitare disastri</strong>.</p>
<figure id="attachment_3590-3" aria-describedby="caption-attachment-3590-3" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/05/Ariocarpus-kotschoubeyanus-in-asciutta.jpg"><img class="wp-image-3590 size-thumbnail" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2019/05/Ariocarpus-kotschoubeyanus-in-asciutta-150x150.jpg" alt="Ariocarpus kotschoubeyanus in asciutta" width="150" height="150" /></a><figcaption id="caption-attachment-3590-3" class="wp-caption-text">Ariocarpus kotschoubeyanus in marna: questo materiale è perfetto per la coltivazione wild</figcaption></figure>
<p>Un altro elemento da tenere in forte considerazione è che <strong>di marna ne esistono moltissime tipologie</strong>. Sì, è esattamente come la terra di campo, che può presentarsi più o meno argillosa, più o meno silicea, oppure compatta, friabile&#8230; <strong>Ogni tipologia di marna ha le sue proprietà e non sempre quella che riusciamo a reperire è idonea (o è semplicemente la migliore che possiamo trovare)</strong>. Anche in questo caso, è assolutamente importante sperimentare, usare questo o quel tipo di marna con alcune piante non di pregio e valutarne gli effetti dopo almeno un paio di anni di coltivazione. Ma &#8211; e qui arriva la prima vera nota dolente &#8211; <strong>la marna non si trova facilmente in commercio</strong>. Anzi, fino a qualche anno fa non la si trovava affatto in commercio ed era possibile reperirla unicamente presso ex cave, in condizioni controllate e rispettose per l&#8217;ambiente.<strong> Oggi, fortunatamente, alcuni rivenditori di prodotti per piante hanno messo la marna in commercio. Ma anche in questo caso, valgono le premesse esposte sopra: non tutte le tipologie di marna sono ottimali!</strong> Per usarla correttamente è importante conoscerne le proprietà, ed è esattamente quello che fare nell&#8217;articolo che segue.</p>
<p><strong>L&#8217;ARTICOLO PROSEGUE &#8211; In questo articolo approfondiamo i benefici dell&#8217;utilizzo della marna nella coltivazione dei cactus, vediamo come realizzare un buon substrato a base di marna</strong> e cerchiamo di capire, soprattutto, con quali generi di cactacee può funzionare questo materiale e con quali va invece evitato. (&#8230;)</p>
<p>
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