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	<title>Coltivazione di cactus e piante grasse, il mio diario</title>
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	<description>Due o tre cose che ho imparato su cactus e piante grasse</description>
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	<title>Coltivazione di cactus e piante grasse, il mio diario</title>
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		<title>Le radici dei cactus e i loro segreti, perché il loro stato di salute è invisibile&#8230; finché il vaso non si spacca!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 11:10:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Agli occhi di chi non conosce i cactus o di chi li coltiva da poco tempo, foto come quella che ho scattato pochi giorni fa e che ho pubblicato qui in alto, possono apparire incredibili. Un vaso in plastica letteralmente squarciato dalla sola forza delle radici. Eppure il fenomeno, con determinati generi come gli Ariocarpus, &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/radici-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Le radici dei cactus e i loro segreti, perché il loro stato di salute è invisibile&#8230; finché il vaso non si spacca!"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/radici-cactus/">Le radici dei cactus e i loro segreti, perché il loro stato di salute è invisibile&#8230; finché il vaso non si spacca!</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Agli occhi di chi non conosce i cactus o di chi li coltiva da poco tempo, foto come quella che ho scattato pochi giorni fa e che ho pubblicato qui in alto, possono apparire incredibili. <strong>Un vaso in plastica letteralmente squarciato dalla sola forza delle radici</strong>. Eppure il fenomeno, con determinati generi come gli <em>Ariocarpus</em>, esattamente come in questo caso, è tutt&#8217;altro che raro. <strong>In queste piante l&#8217;apparato radicale è infatti a “fittone”, ossia formato da una spessa radice carnosa</strong>, a forma di carota, che si spinge in profondità e dalla quale si dipartono radici laterali e capillari. <strong>La radice a fittone è in grado di accumulare grandi riserve d&#8217;acqua, espandendosi notevolmente</strong>. E questo, con la crescita della pianta e della radice stessa, è alla base della rottura dei vasi, in particolare se, come nel mio caso, si rinvasano le piante molto raramente.</p>
<p><strong>In questo articolo impariamo allora qualche nozione di base sulle radici dei cactus</strong>, perché è importante ricordare che è proprio ciò che non vediamo (ciò che sta sotto terra) che determina la corretta crescita delle nostre piante. In altre parole, <strong>l&#8217;apparato radicale è alla base di tutto</strong>: se le radici soffrono, la pianta soffre; se le radici sono forti e robuste, la pianta cresce con vigore. <strong>Non a caso, una delle principali cause di morte delle cactacee è proprio il marciume radicale</strong>, generalmente indotto dal ristagno idrico. Questo a ulteriore dimostrazione dell&#8217;importanza delle radici dei cactus, perché se vogliamo piante sane è importante saper dare anche un&#8217;occhiata a&#8230; quello che sta sotto terra! (&#8230;)</p>
<p><span id="more-20954"></span></p>
<h2>Premessa: il &#8220;motore&#8221; della crescita</h2>
<figure id="attachment_20950" aria-describedby="caption-attachment-20950" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Astrophytum-asterias-mie-semine-svasate-radici.avif"><img data-dominant-color="589fad" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #589fad;" decoding="async" class="wp-image-20950 size-thumbnail not-transparent" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Astrophytum-asterias-mie-semine-svasate-radici-150x150.avif" alt="Giovani esemplari di Astrophytum asterias con radici in ottimo stato" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Astrophytum-asterias-mie-semine-svasate-radici-150x150.avif 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Astrophytum-asterias-mie-semine-svasate-radici-250x250.avif 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Astrophytum-asterias-mie-semine-svasate-radici-100x100.avif 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20950" class="wp-caption-text">Apparati radicali perfetti in due esemplari di Astrophytum asterias</figcaption></figure>
<p>Tutti gli appassionati di piante succulente e soprattutto di cactacee conoscono bene i punti di forza di queste piante: le forme geometriche di determinati fusti, le dimensioni imponenti di alcune cactacee e di molte <em>Euphorbia</em>. E ancora: la bellezza aggressiva e i colori delle spine così come le splendide sfumature di colore dei fiori delle cactacee. C’è però un intero “mondo” che rimane inevitabilmente celato alla nostra vista, ma che rappresenta il vero segreto e la vera fonte alla base della crescita dei fusti così come il “motore” per la produzione di spine e fiori: l&#8217;apparato radicale.</p>
<p><strong>Comprendere come sono fatte le radici dei nostri cactus non è un semplice esercizio teorico, ma un passo utilissimo per migliorare il nostro livello di coltivazione</strong> e ottenere esemplari sani, robusti e in grado di esprimere al massimo le loro potenzialità.</p>
<p><strong>Le radici svolgono infatti compiti vitali</strong>: ancorano il fusto al terreno e assorbono l&#8217;acqua e l&#8217;umidità necessarie per dare sostentamento all&#8217;intera pianta.</p>
<p>Nel mondo delle cactacee, l&#8217;evoluzione ha modellato questi organi in modi anche molto diversi tra loro per far sì che le piante possano fronteggiare lunghi periodi di siccità e, in generale, l&#8217;aridità degli habitat nei quali crescono spontaneamente.</p>
<p>Prima di entrare nel dettaglio delle diverse tipologie di radici delle cactacee, prima di parlare di quanto le radici influenzino la scelta del vaso, è bene approfondire il tema più in generale. In altre parole, è importante conoscere la funzione e le specificità delle radici degli organismi vegetali in generale.</p>
<h2>Le tipologie di radici nel regno vegetale</h2>
<p>La radice è l&#8217;organo generalmente sotterraneo delle piante vascolari, deputato a tre funzioni primarie:<strong> l&#8217;ancoraggio del fusto al substrato, l&#8217;assorbimento dell&#8217;acqua e dei sali minerali disciolti nel terreno (nutrizione minerale) e il trasferimento dei nutrienti verso la parte aerea del fusto</strong>.</p>
<p>In molte specie, a queste funzioni di base si aggiunge la capacità di immagazzinare sostanze di riserva (come l&#8217;amido oppure l&#8217;acqua, come nel caso delle succulente) utili affinché la pianta possa superare lunghi periodi di siccità o di stasi vegetativa.</p>
<p>Dal punto di vista morfologico la botanica classifica i sistemi radicali delle piante in due categorie: <strong>apparato radicale a fittone</strong> (tipico delle Dicotiledoni) e <strong>apparato radicale fascicolato</strong> (tipico delle Monocotiledoni).</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> FITTONE </strong></span> &#8211; Nel primo caso (fittone), si distingue facilmente <strong>una radice principale che si sviluppa verticalmente verso il basso</strong> penetrando negli strati profondi del suolo. Da questo robusto asse centrale, se così si può dire, si diramano le radici secondarie (o laterali), che appaiono decisamente meno spesse.</p>
<p>Questa conformazione radicale assicura una stabilità strutturale notevole agli alberi ad alto fusto e consente alla pianta di attingere a falde acquifere profonde, garantendo un&#8217;ottima tolleranza agli stress idrici prolungati.</p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"><strong> RADICI FASCICOLATE</strong> </span>&#8211; Nel secondo caso (radici fascicolate), la radice primaria generata dal seme ha vita breve e cessa precocemente di crescere. Al suo posto, <strong>la pianta sviluppa numerose radici avventizie di dimensioni e spessore omogenei</strong> che si originano direttamente dalla base del fusto. Il risultato di questo processo è <strong>una fitta rete ramificata a ventaglio che colonizza gli strati più superficiali del terreno</strong>.</p>
<p>Questo sistema è molto efficace: trattiene le particelle di suolo (riducendo l&#8217;erosione) e assorbe rapidamente i nutrienti e l&#8217;acqua.</p>
<p>Oltre a queste macro-categorie, <strong>le piante hanno sviluppato nel tempo radici modificate per adattarsi a specifiche nicchie ecologiche</strong>.</p>
<p>A questo proposito si possono ricordare <strong>le radici aeree delle piante epifite</strong> (come molte orchidee tropicali) che captano l&#8217;umidità atmosferica; <strong>i pneumatofori delle piante palustri</strong>, che crescono verso l&#8217;alto per assorbire ossigeno in ambienti asfittici; o <strong>le radici tuberiformi</strong>, organi carnosi specializzati nell&#8217;accumulo di sostanze nutritive.</p>
<p>In sintesi, questa “biodiversità sotterranea” dimostra come ogni pianta, nel corso della sua evoluzione, <strong>abbia modellato il suo apparato radicale in modo da potersi adattare all&#8217;ecosistema</strong> nel quale l&#8217;organismo vegetale si trova a nascere e a prosperare.</p>
<h2>Le tipologie di radici dei cactus</h2>
<p>Dopo questa necessaria premessa, passiamo alle piante che ci interessano direttamente, ossia le cactacee.</p>
<p>A seconda del genere e della specie, <strong>le radici dei cactus possono assumere strutture e forme diverse. </strong>Possono presentarsi in forma di fittone vero e proprio come nel caso degli <em>Ariocarpus</em>, delle <em>Lophophora</em>, di alcune specie di <em>Turbinicarpus</em>, poi <em>Pelecyphora</em>, <em>Obregonia</em>, alcune specie di <em>Eriosyce</em> (=<em>Neoporteria</em>).</p>
<p><strong>In altri casi le radici primarie delle cactacee sono molto carnose e sono integrate da radici secondarie e radici capillari molto estese</strong>. E&#8217; il caso di generi come <em>Gymnocalycium</em>, <em>Thelocactus</em>, diverse <em>Mammillaria</em> e molte <em>Coryphantha</em>.</p>
<p><strong>Infine, ci sono cactus il cui apparato radicale non è particolarmente &#8220;carnoso&#8221;, ma è molto diramato</strong>. Tra i generi che possiamo ricordare a questo proposto, <em>Echinocactus</em>, <em>Ferocactus</em>, <em>Epithelantha</em>, Parodia (=<em>Notocactus</em>) e molte colonnari come <em>Carnegiea</em> e <em>Pachicereus</em>.</p>
<h2>Radice a fittone e radici carnose</h2>
<figure id="attachment_20981" aria-describedby="caption-attachment-20981" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Ariocarpus-infossato-per-lasciutta.avif"><img data-dominant-color="9f9882" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #9f9882;" decoding="async" class="wp-image-20981 size-thumbnail not-transparent" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Ariocarpus-infossato-per-lasciutta-150x150.avif" alt="Ariocarpus retusus infossato per l'asciutta" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Ariocarpus-infossato-per-lasciutta-150x150.avif 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Ariocarpus-infossato-per-lasciutta-250x250.avif 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Ariocarpus-infossato-per-lasciutta-100x100.avif 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20981" class="wp-caption-text">Ariocarpus retusus infossato a seguito dell&#8217;asciutta invernale</figcaption></figure>
<p>È una delle strutture più affascinanti. In parole semplici, il fittone altro non è se non una radice principale molto ingrossata, carnosa e profonda, <strong>che funge da vero e proprio serbatoio sotterrane per &#8220;stipare&#8221; le riserve idriche utili alla pianta</strong>. In natura, infatti, queste radici consentono ai cactus che sono dotati di accumulare grandi riserve idriche durante le scarse piogge e di sopravvivere a lunghissimi periodi di totale siccità, quasi scomparendo sotto il livello del suolo. Questo fenomeno, ossia l&#8217;infossamento nel suolo, si verifica anche in coltivazione con alcuni generi come<em> Ariocarpus</em>, quando si sospendono le annaffiature per diversi mesi, come deve essere fatto nel periodo invernale.</p>
<h2>Sottili, capillari e a sviluppo orizzontale</h2>
<p>Molti cactus desertici o epifiti, contrariamente a quelli con radice a fittone, non cercano l&#8217;acqua in profondità, ma sviluppano una fitta rete di radici superficiali che possono, con il tempo, diventare molto lunghe. <strong>Questo sistema si estende orizzontalmente appena sotto la superficie del terreno</strong>.</p>
<p>Naturalmente, lo scopo di radici strutturate in questo modo è quello di <strong>catturare anche la più piccola quantità di umidità possibile</strong>, come quella rappresentata dalla rugiada mattutina o quella che si deposita sulla superficie del terreno dopo brevi piogge passeggere, prima che l&#8217;acqua possa evaporare a causa del forte calore che caratterizza questi habitat.</p>
<h2>Il legame tra le radici e la scelta del vaso</h2>
<p>Può sembrare un&#8217;affermazione azzardata o esagerata, ma <strong>molti errori di coltivazione, e soprattutto i conseguenti marciumi, derivano da un&#8217;errata associazione tra la pianta e il suo contenitore</strong>.</p>
<figure id="attachment_20946" aria-describedby="caption-attachment-20946" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Mammillaria-microthele-pronta-per-il-rinvaso.avif"><img data-dominant-color="8c9b92" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #8c9b92;" decoding="async" class="wp-image-20946 size-thumbnail not-transparent" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Mammillaria-microthele-pronta-per-il-rinvaso-150x150.avif" alt="Mammillaria svasata con radici in buono stato" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Mammillaria-microthele-pronta-per-il-rinvaso-150x150.avif 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Mammillaria-microthele-pronta-per-il-rinvaso-300x300.avif 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Mammillaria-microthele-pronta-per-il-rinvaso-768x767.avif 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Mammillaria-microthele-pronta-per-il-rinvaso-250x250.avif 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Mammillaria-microthele-pronta-per-il-rinvaso-400x399.avif 400w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Mammillaria-microthele-pronta-per-il-rinvaso-100x100.avif 100w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Mammillaria-microthele-pronta-per-il-rinvaso.avif 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20946" class="wp-caption-text">Una Mammillaria pronta per il rinvaso</figcaption></figure>
<p>Certo, la prima causa di marciume radicale è l&#8217;annaffiatura ripetuta con eccessiva frequenza e abbondanza, così come la presenza del sottovaso o il substrato non corretto (ossia non sufficientemente drenante), <strong>ma tutti questi fattori hanno una stretta connessione con il vaso nel quale coltiviamo la pianta</strong>. E&#8217; evidente che se la pianta è già grandicella e si trova in un vaso minuscolo (ad esempio da 5 centimetri) il quantitativo di substrato sarà molto ridotto e interamente colonizzato dalle radici, pertanto, se anche il substrato non fosse perfetto e se eccedessimo con le annaffiature, la pianta potrebbe non subìre danni particolari.</p>
<p><strong>Se invece la pianta è ancora molto piccola e con un apparato radicale ridotto ed è collocata in una vaso molto più grande del fusto</strong>, è chiaro che il substrato si troverà in quantità eccessiva e serviranno settimane se non mesi prima che possa asciugarsi del tutto, anche dopo una sola annaffiatura. Questo, va da sé, comporterà che la pianta resterà a lungo con le radici &#8220;a mollo&#8221; in un terriccio fradicio o comunque molto umido. In queste condizioni la possibilità che si inneschi il marciume radicale sarà altissima.</p>
<p><strong>Ne consegue che non tutti i cactus (da intendersi come non ogni singola pianta) vogliono lo stesso spazio sotterraneo</strong>: molto dipende dallo stato di salute dell&#8217;esemplare, dalla sua età, dal tipo di substrato e, soprattutto, dalla tipologia dell&#8217;apparato radicale.</p>
<p>Ecco perché può essere utile, a questo proposito, raggruppare le esigenze principali in due grandi categorie.</p>
<figure id="attachment_20948" aria-describedby="caption-attachment-20948" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Ariocarpus-trogonus-vecchio-esemplare-vaso-spaccato-1.avif"><img data-dominant-color="8e7c71" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #8e7c71;" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20948 size-thumbnail not-transparent" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Ariocarpus-trogonus-vecchio-esemplare-vaso-spaccato-1-150x150.avif" alt="Ariocarpus trogonus: vecchio esemplare con il vaso spaccato" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Ariocarpus-trogonus-vecchio-esemplare-vaso-spaccato-1-150x150.avif 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Ariocarpus-trogonus-vecchio-esemplare-vaso-spaccato-1-250x250.avif 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Ariocarpus-trogonus-vecchio-esemplare-vaso-spaccato-1-100x100.avif 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20948" class="wp-caption-text">La forza della radice a fittone di un Ariocarpus trigonus</figcaption></figure>
<p>I cactus con apparato radicale a fittone o carnoso, come abbiamo visto, possiedono una radice singola (dotata di radici secondarie), spessa e ricca di riserve idriche che si sviluppa in verticale, vale a dire in profondità, e che produce radici più sottili che si dipartono dallo stesso fittone. Per generi come <em>Ariocarpus</em>, <em>Lophophora</em>, <em>Turbinicarpus</em>, ma anche molti <em>Gymnocalycium</em>, alcune <em>Copiapoa</em>, diverse <em>Coryphantha</em> e alcune <em>Mammillaria</em> (come <em>M. napina</em>) è quindi<strong> indispensabile utilizzare vasi alti e profondi</strong>, che garantiscano il giusto spazio verticale ed evitino l&#8217;arresto della crescita.</p>
<p><strong>I cactus con apparato radicale fascicolato o superficiale presentano invece radici sottili, molto ramificate e diffuse a livello orizzontale</strong>.</p>
<p>Per generi come <em>Mammillaria</em>, <em>Echinocactus</em> (ad esempio il classico <strong><a href="https://www.ilfioretralespine.it/grusonii/"><em>Grusonii</em></a></strong>), <em>Ferocactus</em> e <em>Parodia</em> (=<em>Notocactus</em>) sono invece da preferire vasi bassi o ciotole. Questa conformazione del vaso, per la tipologia radicale di queste cactacee, offre un&#8217;ampia superficie ed evita pericolosi ristagni d&#8217;acqua sul fondo del contenitore.</p>
<p>Chiaramente, tanto nel caso dei vasi alti quanto in quello dei vasi bassi o delle ciotole, <strong>sarà bene rispettare un corretto rapporto tra la dimensione dell&#8217;apparato radicale della pianta oggetto di rinvaso e la dimensione del vaso stesso</strong>.</p>
<p>In parole semplici: i cactus non necessitano di vasi minuscoli, come si è portati a credere e come molti ancora oggi sostengono, ma hanno bisogno di un discreto spazio per potersi sviluppare adeguatamente. Certo, questo non significa che potremo collocare una pianta di 10 centimetri di diametro in una vasca da bagno!</p>
<p><strong>Perché un conto è la coltivazione in vaso, su un davanzale, su un balcone o in una serra; ben altra cosa è la crescita spontanea in habitat</strong>. Affermare quindi che se in natura le piante crescono benissimo in terreni sconfinati e dunque senza i limiti imposti dal vaso non ha alcun significato, perché le condizioni quotidiane di vita delle piante in habitat e quelle delle piante in coltivazione sono drasticamente, e necessariamente, diverse!</p>
<p><a href="https://www.ilfioretralespine.it/vasi-cactus/"><strong>A questo link trovate un articolo dedicato interamente alle diverse tipologie di vasi reperibili in commercio</strong></a>.</p>
<h2>Focus su due cactus con apparato radicale a fittone</h2>
<p>I generi come il tanto apprezzato<a href="https://www.ilfioretralespine.it/prodotto/ariocarpus_scheda/"><strong><em> Ariocarpus</em></strong></a>, pianta decisamente più spartana, robusta e resistente di quanto un tempo si pensasse, necessitano di vasi profondi. <strong>Se lo spazio verticale è insufficiente, la radice toccherà rapidamente il fondo, arrestando la crescita della pianta</strong> o esponendola a pericolosi ristagni d&#8217;acqua nel substrato inferiore.</p>
<p>Nella categoria delle cactacee con radici a fittone, come abbiamo detto, rientra a pieno titolo il genere <a href="https://www.ilfioretralespine.it/prodotto/lophophora/"><strong><em>Lophophora</em></strong></a> (il cactus noto in tutto il mondo come Peyote).</p>
<p>Quando si parla di questo genere, tuttavia, è fondamentale fare una precisazione legale importantissima: <strong>in Italia, la coltivazione, la detenzione e il commercio della <em>Lophophora williamsii</em> sono vietati dalla legge</strong>. Questo divieto è stato imposto a fronte della presenza di mescalina, una sostanza alcaloide che si forma naturalmente in queste piante e che è inserita nelle tabelle delle sostanze stupefacenti, rendendo la pianta illegale indipendentemente dallo scopo amatoriale o collezionistico.</p>
<p><strong>Si può obiettare circa la reale utilità di questo provvedimento normativo</strong>, che di fatto equipara la <em>Lophophora williamsii</em> alla <em>Maryjuana</em>, anche perché secondo molti studi, la <em>Lophophora</em> coltivata in vaso non è in grado di produrre mescalina in quantitativi sufficienti a produrre effetti allucinogeni nell&#8217;uomo. Ma questo, purtroppo per noi amanti delle succulente, è ciò che ha stabilito la legge italiana, e chi coltiva o commercia queste sue piante lo fa a suo rischio e pericolo.</p>
<p><a href="https://www.ilfioretralespine.it/lophophora-williamsii-2/"><strong>Qui trovate un intero articolo dedicato esclusivamente a questo argomento</strong></a>. Si tratta di un articolo utile a fare chiarezza sulla normativa italiana, dal momento che molti ancora non la rispettano o non la interpretano correttamente, correndo così seri rischi dal punto di vista legale.</p>
<h2>Qualche consiglio utile per i rinvasi, il &#8220;trasloco&#8221; delle radici</h2>
<p>Ne abbiamo parlato in moltissimi articoli dedicati al rinvaso (<a href="https://www.ilfioretralespine.it/category/rinvasare-cactus/"><strong>qui trovate la sezione dedicata ai rinvasi, con molti articoli utili</strong></a>): quando acquistiamo un nuovo cactus o procediamo al rinvaso delle piante nate da una nostra semina, <strong>dobbiamo prestare la massima attenzione alle radici</strong>. E questo attraverso tre passaggi fondamentali elencati di seguito.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> TOGLIERE IL VECCHIO TERRICCIO </strong></span> &#8211; I cactus acquistati presso vivaisti non specializzati sono generalmente coltivati in torba pura. Questo substrato, una volta asciutto, tende a compattare e a soffocare le radici. E&#8217; quindi fondamentale, quando si acquista una succulenta in sola torba, <strong>svasare la pianta e rimuovere con delicatezza tutta la torba</strong>, liberando l&#8217;apparato radicale aiutandosi, se necessario, con un pennello.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> MAI BAGNARE SUBITO </strong></span> &#8211; Durante la pulizia o il trapianto, in particolare se la pulizia radicale è stata accurata e massiccia, alcune radici possono spezzarsi o restare lacerate, danneggiate. Nessun dramma: la pianta non ne risente, ma necessita di qualche giorno per riprendersi. La cosa migliore, se si è proceduto al taglio delle radici o alla pulizia massiccia dell&#8217;apparato radicale, è <strong>lasciare la pianta con le radici all&#8217;aria per almeno una settimana o due in un luogo arieggiato e ombreggiato</strong>.</p>
<figure id="attachment_20931" aria-describedby="caption-attachment-20931" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Gymnocalycium-ferox-rinvaso-3.avif"><img data-dominant-color="77919a" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #77919a;" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20931 size-thumbnail not-transparent" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Gymnocalycium-ferox-rinvaso-3-150x150.avif" alt="Radice carnosa di Gymnocalycium ferox" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Gymnocalycium-ferox-rinvaso-3-150x150.avif 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Gymnocalycium-ferox-rinvaso-3-250x250.avif 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/09/Gymnocalycium-ferox-rinvaso-3-100x100.avif 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20931" class="wp-caption-text">La radice lunga e carnosa di un Gymnocalycium</figcaption></figure>
<p>Se invece si decide di rinvasare subito dopo la pulizia (e questo vale anche nel caso di pulizia radicale molto leggera o superficiale) <strong>sarà fondamentale evitare di annaffiare per almeno una settimana/dieci giorni</strong>. Le radici lesionate o recise saranno dunque nel nuovo terriccio (<strong>per i rinvasi il substrato deve essere asciutto o solo leggermente umido</strong>), ma non affonderanno in un substrato fradicio. In questo modo i tagli e le lesioni avranno il tempo di cicatrizzare senza che possa innescarsi il marciume causato dall&#8217;ingresso (attraverso le stesse ferite e lesioni) di funghi o batteri.</p>
<p><span style="color: #ffffff; background-color: #008000;"><strong> SUBSTRATO CORRETTO </strong></span> &#8211; Fondamentale &#8211; chi segue questo sito dovrebbe averlo ormai imparato alla perfezione! &#8211; è utilizzare sempre terricci molto drenanti, poveri di materiale organico (torba o humus di lombrico) e ricchi invece di inerti (pomice, lapillo, poca sabbia, ghiaia, ecc.) che permettano alle radici di respirare e all&#8217;acqua di defluire rapidamente.</p>
<p><a href="https://www.ilfioretralespine.it/category/terricci-cactus/"><strong>A questo link trovate la sezione dedicata ai substrati (detti anche terricci), con diversi articoli dedicati a questo argomento</strong></a>.</p>
<h2>Conclusione: radici forti per piante sane</h2>
<p>Questo excursus può sembrare scontato ma <strong>è molto importante conoscere bene anche ciò che l&#8217;occhio non vede</strong>. Nello specifico, è importante tenere a mente che le radici sono il &#8220;motore&#8221; di tutta la crescita e così come dobbiamo stare attenti ai vari fattori della coltivazione (dall&#8217;esposizione alle annaffiature, dalle fertilizzazioni alle temperature), dobbiamo sempre tenere a mente che un cactus dall&#8217;aspetto naturale e sano sopra il livello del terreno è, nei fatti, il riflesso diretto di un apparato radicale forte, integro e collocato nel contenitore ideale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> IL MIO MANUALE </strong></span> &#8211; Se hai trovato questo contenuto di tuo interesse e vuoi migliorare la tua conoscenza del mondo delle cactacee, sia dal punto di vista teorico che da quello della coltivazione, ricorda che <strong>è da poco uscito per la storica casa editrice nazionale Edagricole (del Gruppo Sole 24 Ore), il mio manuale di coltivazione</strong>: &#8220;<em>La coltivazione delle Cactacee</em>&#8220;.</p>
<figure id="attachment_20854" aria-describedby="caption-attachment-20854" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/06/Manuale-di-coltivazione-cactus.avif"><img data-dominant-color="cec5be" data-has-transparency="true" style="--dominant-color: #cec5be;" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20854 size-thumbnail has-transparency" src="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/06/Manuale-di-coltivazione-cactus-150x150.avif" alt="Manuale &quot;La Coltivazione delle Cactacee&quot; (ed. Edagricole, 2026)" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/06/Manuale-di-coltivazione-cactus-150x150.avif 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/06/Manuale-di-coltivazione-cactus-250x250.avif 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2026/06/Manuale-di-coltivazione-cactus-100x100.avif 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20854" class="wp-caption-text">La copertina del manuale</figcaption></figure>
<p>L&#8217;opera è imponente (460 pagine con testi, grafiche, tabelle e moltissime foto) e tratta la materia in modo esaustivo e professionale. <a href="https://www.tecnichenuove.com/libri/la-coltivazione-delle-cactacee"><strong>Al link dell&#8217;editore, che trovi cliccando qui</strong></a>, potrai scaricare un estratto del manuale, leggere l&#8217;indice, raccogliere tutte le informazioni utili e, se vuoi, acquistare il volume. In alternativa, il libro può essere acquistato o ordinato in tutte librerie italiane e su tutti gli store digitali.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> CONSULENZE E CORSI </strong></span> &#8211; Hai bisogno di una consulenza mirata relativa alla coltivazione di cactus o piante succulente? Vuoi un corso rapido per sapere tutto quello che occorre per coltivare al meglio queste piante? <a href="https://www.ilfioretralespine.it/negozio-consulenze/"><strong>Prenota una consulenza con me in videochiamata: trovi tutte le informazioni a questo link!</strong></a></p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> ABBONATI AL SITO </strong></span> &#8211; Se hai trovato interessante questo articolo, abbonati al sito per avere accesso a tutti i contenuti per un anno o per tre mesi a seconda della formula che sceglierai. <a href="https://www.ilfioretralespine.it/negozio-sottoscrizioni/" rel="noopener"><strong>Qui trovi condizioni e modalità</strong></a>.</p>
<p><span style="background-color: #008000; color: #ffffff;"><strong> SCHEDE E DISPENSE </strong></span> &#8211; Se vuoi, dai un&#8217;occhiata alle schede di coltivazione e alle dispense <a href="https://ilfioretralespine.it/negozio-landing/"><strong>che trovi nello shop del sito</strong></a>: si tratta di strumenti utili in formato PDF che puoi stampare o conservare sul tuo dispositivo per avere sempre a portata di mano una montagna di informazioni!</p>
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		<title>L&#8217;importanza della genetica: confronto tra cactus ottenuti da una stessa semina ma con semi di diversa provenienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 15:44:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario del coltivatore]]></category>
		<category><![CDATA[coltivare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La coltivazione dei cactus, così come di tutte le altre piante, passa attraverso innumerevoli fattori. Dal substrato all&#8217;esposizione; dalle annaffiature alle fertilizzazioni; dalle temperature alla latitudine alla quale le piante vengono coltivate. E questi sono solo alcuni degli elementi che determinano la crescita delle piante. Un fattore in particolare, tuttavia, è fondamentale e su questo &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cactus-genetica/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "L&#8217;importanza della genetica: confronto tra cactus ottenuti da una stessa semina ma con semi di diversa provenienza"</span></a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">La coltivazione dei cactus, così come di tutte le altre piante, passa attraverso innumerevoli fattori. Dal substrato all&#8217;esposizione; dalle annaffiature alle fertilizzazioni; dalle temperature alla latitudine alla quale le piante vengono coltivate. E questi sono solo alcuni degli elementi che determinano la crescita delle piante. <strong>Un fattore in particolare, tuttavia, è fondamentale e su questo è possibile intervenire solo in minima parte. Si tratta della genetica della pianta</strong>. Naturalmente è possibile incrociare il polline di due piante della stessa specie al fine di <strong>selezionare esemplari particolari</strong>, ad esempio scegliendo le cactacee con le spine più robuste, così da ottenere semi che possono portare, nel loro DNA, questa caratteristica. Questa pratica è ampiamente diffusa ed è per questo che <strong>presso vivaisti e collezionisti si possono osservare piante con spine notevoli, molto più belle e robuste rispetto ad esemplari dello stesso genere e della stessa specie</strong>. Insomma, il patrimonio genetico della pianta (esattamente come accade per ogni essere vivente) è fondamentale e determina l&#8217;aspetto che quella pianta assumerà con il tempo. Come detto, si può intervenire, sebbene fino a un certo punto, su questo fattore, ma si tratta di un&#8217;operazione non semplice e che non sempre dà i frutti desiderati. A volte, però, i frutti si raccolgono anche “casualmente”, come è accaduto in molti miei <em>Echinocactus texensis</em>, a partire dai due che vedete nelle foto a corredo di questo articolo.</p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong>Osservate la foto di copertina</strong>. Ritrae due esemplari di <em>Echinocactus texensis</em> che ho ottenuto da una mia semina di cinque anni fa. In quell&#8217;occasione sono nate almeno un centinaio di piante (forse di più) e non tutte sono uguali tra loro. Certo, un&#8217;occhiata superficiale liquiderebbe le piante come due <em>texensis </em>qualsiasi. Ma guardate bene: <strong>l&#8217;esemplare di sinistra ha spine molto più larghe, lunghe, spesse e robuste rispetto a quelle dell&#8217;esemplare di destra</strong>.</p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong>In questo articolo esaminiamo le ragioni di questa differenza tutt&#8217;altro che minima e capiamo cosa è successo</strong>, anche perché queste sono solo due piante che ho deciso di coltivare sul balcone di casa, ma anche nelle altre decine di <em>texensis</em> ottenuti da quella stessa semina (e che coltivo in serra) alcuni esemplari sono più grandi di altri, così come alcuni presentano spine forti e lunghe e altri spine corte e sottili. (…)</p>
<p>
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		<title>Ripicchettamento: dopo quattro anni e mezzo, il rinvaso delle mie semine di Echinocactus parryi e Astrophytum</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 14:32:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario del coltivatore]]></category>
		<category><![CDATA[La semina]]></category>
		<category><![CDATA[astrophytum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo di ripicchettamento. E già che ci siamo, poniamoci una domanda: chi lo ha detto che gli Echinocactus parryi sono così lenti? In quattro anni e mezzo, dal seme si arriva a ottenere esemplari che possono essere rinvasati in vasetti quadrati da 7 centimetri per sette. Guardare per credere! In questi giorni mi sono finalmente &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/ripicchettamento-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Ripicchettamento: dopo quattro anni e mezzo, il rinvaso delle mie semine di Echinocactus parryi e Astrophytum"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p><strong>Parliamo di ripicchettamento. E già che ci siamo, poniamoci una domanda: chi lo ha detto che gli <em>Echinocactus parryi</em> sono così lenti? In quattro anni e mezzo, dal seme si arriva a ottenere esemplari che possono essere rinvasati in vasetti quadrati da 7 centimetri per sette. Guardare per credere! </strong></p>
<p>In questi giorni mi sono finalmente deciso a rinvasare, o meglio, a ripicchettare, alcune mie semine di <em>parryi</em> e di <em>Astrophytum</em> (soprattutto <em>asterias</em>) nate nel 2021. Sì, esatto: 2021! E se gli <em>Astrophytum</em> hanno un po&#8217; sofferto, in termini di crescita, per la prolungata permanenza nel vaso da semina, non così è stato per i <em>parryi</em>, finiti tutti in vasi da sette centimetri di lato per 10 centimetri di altezza. Ho rimandato a lungo il ripicchettamento (ossia il primo rinvaso) di queste semine per ragioni di tempo, ma in questi giorni mi sono deciso e adesso le nuove piante avranno molto più spazio per crescere. Gli <em>Echinocactus</em> in vasi singoli, gli <em>Astrophytum</em> in una cassetta di polistirolo.</p>
<p><strong>Il primo rinvaso dopo la semina può essere infatti effettuato anche dopo un solo anno</strong>, se le plantule sono ben formate, ma non è detto che sia sempre questa la soluzione ideale. Ho avuto infatti semine di vari generi di cactus che, rinvasate dopo il primo anno, si sono letteralmente inchiodate. Alcuni esemplari hanno impiegato anche due anni per riprendere a crescere, altri sono deperiti fino a morire.</p>
<p>In questo caso, invece, le semine di <em>parryi</em> e di <em>Astrophytum</em> hanno passato la bellezza di quattro anni e mezzo nel contenitore della semina. E nonostante questo, pur trovandosi affollate, sono cresciute molto bene, sviluppando un perfetto apparato radicale. Questo, in effetti, può dire molto sulla semina, perché talvolta è meglio aspettare e non toccare i semenzali anche per anni prima di ripicchettare.</p>
<p><strong>In questo articolo e nelle foto che lo corredano vediamo un po&#8217; i progressi di queste piante: grazie alle foto vediamo, in particolare, come erano e come sono, prima e dopo il ripicchettamento</strong>. (…)</p>
<p>
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		<title>Uebelmannia, un cactus particolare e non per tutti. Ecco come si coltiva e tutto quello che c&#8217;è da sapere</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 11:04:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo affrontiamo una cactacea molto particolare: la Uebelmannia. Una pianta relativamente poco diffusa in coltivazione e non facilmente reperibile in commercio. Le specie appartenenti a questo genere, d&#8217;altra parte, sono solo tre: U. buiningii, U. gummifera, U. pectinifera, che è la più diffusa e coltivata e comprende anche le sottospecie flavispina e horrida. &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/uebelmannia-cactus/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Uebelmannia, un cactus particolare e non per tutti. Ecco come si coltiva e tutto quello che c&#8217;è da sapere"</span></a></p>
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<p><strong>In questo articolo affrontiamo una cactacea molto particolare: la <em>Uebelmannia</em>.</strong> <strong>Una pianta relativamente poco diffusa in coltivazione e non facilmente reperibile in commercio.</strong> Le specie appartenenti a questo genere, d&#8217;altra parte, sono solo tre: <strong><em>U. buiningii, U. gummifera, U. pectinifera</em>, che è la più diffusa e coltivata e comprende anche le sottospecie <em>flavispina</em> e <em>horrida</em></strong>.</p>
<p>Nel complesso si tratta di cactus molto particolari, dal portamento unico e molto decorativo. Il rovescio della medaglia è rappresentato dai lenti ritmi di crescita e dalla difficoltà di coltivazione (non estrema, in realtà) di questa pianta. <strong>E&#8217; chiaramente anche per questi fattori che in commercio se ne trovano esemplari innestati oppure esemplari molto giovani e di piccole dimensioni e sempre a prezzi non propriamente popolari</strong>. Il colore del fusto e la disposizione delle spine, tuttavia, rendono questo cactus davvero interessante e la coltivazione della Uebelmannia può rappresentare una discreta sfida per il coltivatore che abbia almeno un minimo di confidenza con le cactacee. <strong>Attenzione alle temperature, però: questa pianta è originaria del Sud America e non tollera il freddo intenso, a differenza di molte altre cactacee.</strong></p>
<p>In questo articolo vediamo allora tutto quello che c&#8217;è da sapere sul genere Uebelmannia e, soprattutto, come si coltivano questi interessanti cactus. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Cambiamento climatico: un aprile mai visto. Che fare con le piante grasse? Scrivi la tua esperienza, confrontiamoci!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 09:45:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cambiamento climatico, ogni anno una sorpresa. Questa, però, per il momento le batte tutte. Siamo a fine aprile e, oltre alla pioggia battente, qui al Nord Italia si registrano temperature massime non superiori agli 8-9 gradi, con minime attorno ai 2 gradi e delle medie mattutine che generalmente non salgono sopra i 5 gradi. E &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/cambiamento-climatico/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Cambiamento climatico: un aprile mai visto. Che fare con le piante grasse? Scrivi la tua esperienza, confrontiamoci!"</span></a></p>
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<p>Cambiamento climatico, ogni anno una sorpresa. Questa, però, per il momento le batte tutte. <strong>Siamo a fine aprile e, oltre alla pioggia battente, qui al Nord Italia si registrano temperature massime non superiori agli 8-9 gradi, con minime attorno ai 2 gradi e delle medie mattutine che generalmente non salgono sopra i 5 gradi</strong>. E tutto questo ormai da giorni, dopo un accenno &#8211; breve in verità &#8211; di primavera, con giornate soleggiate e calde, tanto che i cactus e molte succulente hanno regolarmente fiorito o hanno mostrato i loro bocci. Adesso, il brusco ritorno di un clima tipicamente invernale. In una parola: un periodo assurdo. Eh sì, anche perché, sicuramente come molti di voi, sebbene in grande ritardo rispetto agli anni passati (proprio per le bizze del tempo), <strong>una decina di giorni fa ho trasferito molti miei cactus all&#8217;esterno della serra, esposti al sole diretto e alle intemperie senza alcuna protezione, come faccio ormai da parecchi anni. Risultato? Le piante sono là, davanti alla serra, a prendere secchiate d&#8217;acqua da tre giorni con temperature che difficilmente superano i 7-8 gradi. </strong></p>
<p>Non ho le competenze scientifiche per approfondire il tema come si dovrebbe ma credo che si possa dire che tutto questo, <strong>tutte queste anomalie che si susseguono ormai da anni, non siano altro che la conseguenza del cambiamento climatico in atto. Un fenomeno che, nell&#8217;arco di qualche anno, potrebbe imporre a tutti gli appassionati di piante grasse qualche modifica dal punto di vista della coltivazione</strong>. Ecco qualche riflessione in merito nell&#8217;articolo che segue. (&#8230;)</p>
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		<title>Piante grasse, una piccola guida per chi si avvicina a questo mondo: i generi più semplici da coltivare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il fiore tra le spine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 08:55:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Coltivare cactus e piante grasse è un&#8217;esperienza affascinante. Si tratta di piante assolutamente particolari e in grado di resistere alla siccità e a condizioni particolarmente difficili, alle quali non tutte le piante riescono ad adattarsi. Per chi si avvicina a questo mondo, però, può essere difficile scegliere la giusta pianta, dal momento che esistono cactus &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/piante-grasse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Piante grasse, una piccola guida per chi si avvicina a questo mondo: i generi più semplici da coltivare"</span></a></p>
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<p><strong>Coltivare cactus e piante grasse è un&#8217;esperienza affascinante. Si tratta di piante assolutamente particolari e in grado di resistere alla siccità e a condizioni particolarmente difficili, alle quali non tutte le piante riescono ad adattarsi. Per chi si avvicina a questo mondo, però, può essere difficile scegliere la giusta pianta, dal momento che esistono cactus e succulente molto semplici da coltivare e altre più impegnative. Ecco allora una guida ai generi dai quali partire per accumulare esperienza.</strong></p>
<p>Il mondo delle piante succulente è estremamente vasto. Ne consegue che <strong>le esigenze di coltivazione delle singole piante grasse possano variare notevolmente da famiglia a famiglia e da genere a genere</strong>. Con un esempio concreto, un cactus (pianta appartenente alla famiglia delle <em>Cactaceae</em>) ha esigenze di coltivazione estremamente diverse rispetto ad un <em>Adenium obesum</em> (pianta succulenta appartenente alla famiglia delle <em>Apocynaceae</em>). Non diversamente, possono intercorrere grandi differenze di coltivazione all&#8217;interno di una stessa famiglia o tra diversi generi di una singola famiglia. Anche qui un esempio: un <em>Ariocarpus</em> (genere appartenente alle <em>Cactaceae</em>) richiede un regime di coltivazione, inteso come substrato, annaffiature, ecc. molto diverso rispetto ad un <em>Echinopsis</em> (genere appartenente sempre alle <em>Cactaceae</em>).</p>
<p>Senza troppo dilungarci nell&#8217;ampio campo della classificazione delle piante (<a href="https://ilfioretralespine.it/classificazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui, se volete, trovate un articolo dedicato a questo tema</strong></a>) e dando per assodato che con il termine &#8220;piante grasse&#8221; si fa riferimento tanto ai cactus quanto a moltissime altre famiglie botaniche succulente i cui esemplari hanno portamento e aspetto diversi da un qualsiasi cactus (<a href="https://ilfioretralespine.it/piante-grasse-distinguere/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui trovate un articolo specifico</strong></a>), affrontiamo un argomento molto &#8220;sentito&#8221; tra i coltivatori alle prime armi. Anche il coltivatore che vanta una buona conoscenza di una data famiglia, tuttavia, può trovare utile l&#8217;articolo che segue, nel quale vengono consigliate le piante succulente (appartenenti a varie famiglie botaniche) meno esigenti, più robuste e semplici da coltivare e pertanto più indicate per chi si approccia solo ora al mondo delle piante grasse. (&#8230;)</p>
<p><span id="more-17780"></span></p>
<h2>Premessa sulla coltivazione dei cactus e delle succulente</h2>
<figure id="attachment_16181" aria-describedby="caption-attachment-16181" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/08/Giardino-Lanzarote-7.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16181 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/08/Giardino-Lanzarote-7-150x150.jpg" alt="Giardino Lanzarote" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/08/Giardino-Lanzarote-7-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/08/Giardino-Lanzarote-7-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/08/Giardino-Lanzarote-7-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-16181" class="wp-caption-text">Cactus e succulente nel Giardino di Lanzarote</figcaption></figure>
<p>Con un minimo di documentazione iniziale e con l&#8217;esperienza è possibile coltivare tutte le succulente senza particolari difficoltà. Stringendo all&#8217;essenziale, i principali elementi della coltivazione da tenere in considerazione sono <a href="https://ilfioretralespine.it/category/terricci-cactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>i substrati</strong></a>, le <a href="https://ilfioretralespine.it/category/irrigazione-bagnare/" target="_blank" rel="noopener"><strong>annaffiature</strong></a>, l&#8217;<a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-sole-diretto-luce/" target="_blank" rel="noopener"><strong>esposizione</strong></a>, le <a href="https://ilfioretralespine.it/category/temperature/" target="_blank" rel="noopener"><strong>temperature</strong></a>. In molti casi questi elementi possono essere comuni a diverse tipologie di piante grasse, ad esempio i substrati, che per le succulente devono sempre essere <strong>molto drenanti, ricchi di inerti e in grado di asciugare rapidamente</strong>. Altri fattori della coltivazione, invece, possono variare enormemente da famiglia a famiglia ma anche da genere a genere. Qualche esempio: le cactacee tollerano bene il freddo, mentre le succulente originarie del Madagascar o di alcune aree africane (es. <em>Adenium, Uncarina, Pachypodium</em>) non resistono a temperature inferiori a 15-16 gradi. Nella stessa famiglia delle cactacee troviamo generi molto resistenti al freddo (<em>Echinopsis, Pediocactus, Opuntia</em>) e generi che non tollerano le basse temperature (i <a href="https://ilfioretralespine.it/cactus-epifiti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>cactus epifiti</strong></a> come <em>Epiphyllum, Schlumbergera, Rhipsalis</em> oppure <a href="https://ilfioretralespine.it/melocactus-discocactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Melocactus e Discocactus</em></strong></a>).</p>
<p>Ecco perché, per chi si approccia solo ora alla coltivazione delle piante grasse, <strong>è importante sapere da quali piante partire</strong> per accumulare esperienza e coltivare al meglio le <a href="https://ilfioretralespine.it/comprare-cactus-cereus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>piante appena comprate</strong></a>. Il discorso, come detto, vale tanto per i cactus quanto per tutte le altre famiglie succulente, dal momento che un appassionato può essere esperto in cactacee e avvicinarsi per la prima volta ad altre famiglie, come <em>Crassulaceae, Aizoaceae, Apocynaceae, Euphorbiaceae</em>, ecc.</p>
<h2>Cactus: quali sono i generi più semplici da coltivare</h2>
<p>Cominciamo con le cactacee. I primi generi consigliati a chi non ha esperienza con queste piante sono senza dubbio <em>Echinopsis, Gymnocalycium, Rebutia, Parodia (=Notocactus), Opuntia, Ferocactus</em>. Attenzione, ci sono moltissime altre cactacee di facile coltivazione ma dovendo suggerire qualche genere, con questi non si sbaglia. Si tratta di generi che raggruppano specie molto robuste, con poche pretese, in grado di tollerare molti errori di coltivazione e al tempo stesso regalare facilmente abbondanti e splendide fioriture.</p>
<p><strong>Attenzione: cliccando sul genere verrete indirizzati alla scheda di coltivazione in pdf scaricabile di quello stesso genere: uno strumento utile e dettagliato (4 pagine) per approfondire la conoscenza di quelle piante.</strong></p>
<figure id="attachment_17817" aria-describedby="caption-attachment-17817" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echinopsis-subdenudata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17817 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echinopsis-subdenudata-150x150.jpg" alt="Echinopsis subdenudata" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echinopsis-subdenudata-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echinopsis-subdenudata-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echinopsis-subdenudata-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17817" class="wp-caption-text">Echinopsis subdenudata</figcaption></figure>
<p>Gli <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/echinopsis/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Echinopsis</em></strong></a> <strong>sono piante molto comuni, estremamente robuste e in grado di tollerare benissimo il freddo</strong>. Sono dunque ideali per chi non dispone di una serra o di un ricovero invernale (ambiente freddo, necessario per favorire le fioriture). Gli <em>Echinopsis</em> possono trascorrere l&#8217;inverno all&#8217;aperto, spesso anche in terriccio umido, sebbene sia consigliabile collocarli sotto una tettoia o un portico. In primavera e in estate producono vistosi fiori dall&#8217;ampia corolla e dal lungo calice.</p>
<figure id="attachment_17821" aria-describedby="caption-attachment-17821" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Gymnocalycium-ferox.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17821 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Gymnocalycium-ferox-150x150.jpg" alt="Gymnocalycium ferox" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Gymnocalycium-ferox-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Gymnocalycium-ferox-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Gymnocalycium-ferox-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17821" class="wp-caption-text">Gymnocalycium ferox</figcaption></figure>
<p>I <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/gymnocalycium_scheda/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Gymnocalycium</em></strong></a> sono piante di origine sudamericana (Argentina). <strong>Sono facili da coltivare, tollerano bene il freddo</strong> (non il gelo: è bene che non vadano sotto i 5 gradi e sempre in terriccio asciutto) e hanno ritmi di crescita non particolarmente lenti. Inoltre, il genere accorpa un grande numero di specie molto diverse tra di loro e anche solo coltivando <em>Gymnocalycium</em> è possibile allestire una collezione di tutto rispetto. Fioriscono in primavera e in estate già a 4 o 5 anni dalla semina.</p>
<figure id="attachment_17827" aria-describedby="caption-attachment-17827" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Rebutia-sp.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17827 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Rebutia-sp-150x150.jpg" alt="Rebutia sp." width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Rebutia-sp-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Rebutia-sp-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Rebutia-sp-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17827" class="wp-caption-text">Rebutia sp.</figcaption></figure>
<p>Altre cactacee consigliate a chi ha poca esperienza sono le <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/rebutia-sulcorebutia/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Rebutia</em></strong></a>. Si tratta di piante di origine sudamericana, generalmente globose e con tendenza ad accestire. <strong>La coltivazione è molto semplice e il loro punto di forza sono i fiori</strong>. Queste cactacee, in primavera, producono una quantità impressionante di fiori di medie dimensioni e di svariati colori a seconda della specie.</p>
<figure id="attachment_17819" aria-describedby="caption-attachment-17819" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Parodia-roseoluteus.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17819 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Parodia-roseoluteus-150x150.jpg" alt="Parodia roseoluteus" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Parodia-roseoluteus-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Parodia-roseoluteus-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Parodia-roseoluteus-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17819" class="wp-caption-text">Parodia roseoluteus</figcaption></figure>
<p>Le <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/parodia-notocactus/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Parodia</em></strong></a> (un tempo classificate come <em>Notocactus</em>) sono cactus robusti e di facilissima coltivazione. <strong>Si accontentano di poche cure, hanno ritmi di crescita non eccessivamente lenti e producono belle fioriture all&#8217;apice durante l&#8217;estate</strong>. A seconda della specie i fiori possono essere gialli, viola, rossi, arancio. Anche le spine sono variabili da specie a specie e si può andare da piante con spine esili e sottili a piante con spine di tutto rispetto (<em>P. maassii, P. buiningii</em>).</p>
<figure id="attachment_17825" aria-describedby="caption-attachment-17825" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Frutti-di-Opuntia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17825 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Frutti-di-Opuntia-150x150.jpg" alt="Frutti di Opuntia" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Frutti-di-Opuntia-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Frutti-di-Opuntia-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Frutti-di-Opuntia-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17825" class="wp-caption-text">Frutti di Opuntia</figcaption></figure>
<p>Le <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/opuntia/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Opuntia</em></strong></a> <strong>sono cactus a prova di bomba</strong>. Crescono rapidamente, tollerano il freddo intenso, si moltiplicano con estrema facilità per talea e in moltissime regioni italiane possono crescere in piena terra, anche esposte alle intemperie durante l&#8217;inverno. Possono raggiungere dimensioni importanti (soprattutto se coltivate in piena terra) e producono bellissimi fiori di medie dimensioni dai colori variabili dal rosa al rosso, dal giallo all&#8217;arancio.</p>
<figure id="attachment_17837" aria-describedby="caption-attachment-17837" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17837 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-150x150.jpg" alt="Ferocactus schwarzii" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-300x300.jpg 300w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-768x768.jpg 768w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-400x400.jpg 400w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii-100x100.jpg 100w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Ferocactus-schwarzii.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17837" class="wp-caption-text">Ferocactus schwarzii</figcaption></figure>
<p>Infine, <strong>per gli amanti delle spine, il primo genere da consigliare è quello dei</strong> <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/ferocactus_scheda/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Ferocactus</em></strong></a>. Si tratta di cactacee molto robuste, sempre dotate di spine notevoli, facili da coltivare, a patto di garantire loro moltissima luce, e a crescita relativamente veloce. Alcune specie fioriscono relativamente presto (<em>F. macrodiscus, F. schwarzii</em>), altre richiedono almeno una dozzina di anni per produrre i primi fiori. Molte specie di <em>Ferocactus</em> possono raggiungere dimensioni notevoli anche se coltivate in vaso. Chi ha poca esperienza con le cactacee dovrebbe però evitare di cominciare con <em>Ferocactus johnstonianus</em> e <em>Ferocactus lindsayi</em>: due specie un po&#8217; più impegnative e a crescita lenta.</p>
<h2>Crassule: ecco le piante adatte anche ai meno esperti</h2>
<figure id="attachment_17831" aria-describedby="caption-attachment-17831" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echeveria-colorata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17831 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echeveria-colorata-150x150.jpg" alt="Echeveria colorata" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echeveria-colorata-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echeveria-colorata-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Echeveria-colorata-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17831" class="wp-caption-text">Echeveria colorata</figcaption></figure>
<p>Se non si amano particolarmente le spine, la famiglia delle <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/crassulaceae/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Crassulaceae</em></strong></a> offre un&#8217;ampia varietà di generi e specie succulente. In questa famiglia rientrano generi come <em>Aeonium, Adromischus, Crassula, Echeveria, Kalanchoe, Graptopetalum, Pachyphytum</em> e gli immortali <em>Sedum</em> e <em>Sempervivum</em>. Consigliare un genere o una singola specie è quasi superfluo: <strong>tutte le <em>Crassulaceae</em> sono di facile coltivazione, molto decorative, resistenti e hanno una buona tolleranza al freddo</strong>. Dovendo proprio indicare un paio di piante di questa famiglia, si può citare la diffusissima <a href="https://ilfioretralespine.it/crassula-ovata/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Crassula ovata</em></strong></a>, detta &#8220;albero di giada&#8221;, con portamento ad alberello e con foglie ovali, carnose e di colore verde brillante. Altro genere molto interessante dal punto di vista estetico e facile da coltivare è quello delle <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/echeveria/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Echeveria</em></strong></a>: piante di origine messicana, molto robuste e dal caratteristico portamento a rosetta. Grazie all&#8217;alto numero di specie e ai tanti incroci effettuati negli anni, è disponibile un&#8217;infinita varietà di <em>Echeveria</em>, con foglie dai colori che possono andare dall&#8217;azzurro al rosso.</p>
<h2>Euphorbia: i generi più semplici per cominciare</h2>
<figure id="attachment_17815" aria-describedby="caption-attachment-17815" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Euphorbia-obesa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17815 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Euphorbia-obesa-150x150.jpg" alt="Euphorbia obesa" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Euphorbia-obesa-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Euphorbia-obesa-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Euphorbia-obesa-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17815" class="wp-caption-text">Euphorbia obesa</figcaption></figure>
<p>La famiglia delle <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/euphorbia/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Euphorbia</em></strong></a> è vastissima e annovera generi molto diversi tra di loro. Si può andare da piante dal fusto tondeggiante e prive di spine, come <em>E. obesa</em>, a piante a portamento colonnare, accestito, con foglie e spine. Nel complesso la coltivazione delle <em>Euphorbia</em> è semplice, ma <strong>non mancano specie che richiedono una certa esperienza</strong>. Per cominciare, può essere indicata <em>E. resinifera</em>, pianta molto resistente e adattabile, <em>E. enopla</em> ed <em>E. obesa</em>, bellissima e con l&#8217;epidermide caratterizzato da affascinanti striature.</p>
<h2>Agavi: piante grasse molto resistenti</h2>
<figure id="attachment_17829" aria-describedby="caption-attachment-17829" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Agave-beauleriana.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17829 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Agave-beauleriana-150x150.jpg" alt="Agave beauleriana" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Agave-beauleriana-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Agave-beauleriana-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Agave-beauleriana-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17829" class="wp-caption-text">Agave beauleriana</figcaption></figure>
<p>Con le <em>Agavi</em> è difficile sbagliare. <strong>Si tratta di piante grasse robustissime, estremamente adattabili e facilissime da coltivare</strong>. In realtà, si possono quasi ignorare del tutto: se collocate in terriccio drenante si accontentano dell&#8217;acqua piovana, resistono benissimo al sole intenso e al freddo, al punto che in moltissime regioni sono coltivate in piena terra. Hanno ritmi di crescita piuttosto rapidi e molte specie possono raggiungere dimensioni notevoli nell&#8217;arco di pochi anni, in particolare se tenute in piena terra. </p>
<h2>Aloe: una famiglia di succulente adatta a tutti</h2>
<figure id="attachment_17833" aria-describedby="caption-attachment-17833" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Aloe-variegata-in-fiore.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17833 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Aloe-variegata-in-fiore-150x150.jpg" alt="Aloe variegata" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Aloe-variegata-in-fiore-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Aloe-variegata-in-fiore-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Aloe-variegata-in-fiore-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17833" class="wp-caption-text">Aloe variegata</figcaption></figure>
<p>Anche le <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/aloe/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Aloe</em></strong></a>, per certi versi simili alle <em>Agavi</em>, sono piante grasse indicate per chi si avvicina al mondo delle succulente e non ha ancora grande esperienza. Rispetto alle <em>Agavi</em>, tuttavia, le <em>Aloe</em> (piante succulente di provenienza africana) <strong>tollerano meno il freddo intenso</strong> e vanno tenute a minime non inferiori a 6-7 gradi. Per cominciare si può partire dalla comune ma sempre elegante <em>Aloe vera</em>, pianta robusta e relativamente veloce nella crescita. Altre specie molto diffuse e facili da coltivare sono <em>Aloe arborescens</em> e <em>Aloe variegata</em>, facilissima da propagare e molto generosa con le fioriture.</p>
<h2>Hoya: una pianta grassa adatta anche alla coltivazione in casa</h2>
<figure id="attachment_17835" aria-describedby="caption-attachment-17835" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Hoya-australis.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17835 size-thumbnail" src="https://ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Hoya-australis-150x150.jpg" alt="Hoya australis" width="150" height="150" srcset="https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Hoya-australis-150x150.jpg 150w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Hoya-australis-250x250.jpg 250w, https://www.ilfioretralespine.it/wp-content/uploads/2023/12/Hoya-australis-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 85vw, 150px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17835" class="wp-caption-text">Hoya australis</figcaption></figure>
<p>Infine, una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle <em>Asclepiadaceae</em>. La <a href="https://ilfioretralespine.it/prodotto/hoya/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Hoya</em></strong></a>, negli ultimi anni, ha visto una crescere la sua popolarità tra gli appassionati del verde. Esteticamente ha poco in comune con le altre piante grasse, ma si tratta comunque di una pianta molto decorativa, adatta anche alla coltivazione in casa e in grado di regalare bellissime fioriture a grappolo. I fiori, a forma di stella, sono molto particolari, hanno i petali carnosi e lisci al punto che le stesse <em>Hoya</em> sono conosciute anche come &#8220;fiore di porcellana&#8221; o &#8220;fiore di cera&#8221;. La pianta produce lunghi steli dai quali si formano foglie spesse e carnose di colore dal verde scuro al verde brillante, fino al verde striato di giallo. <strong>La coltivazione è semplice</strong> <strong>e la crescita è relativamente veloce</strong>. <strong>Inoltre, le <em>Hoya</em> tollerano bene anche temperature relativamente basse</strong>, intorno ai 10 gradi.</p>
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		<title>Piante grasse, succulente, cactus: che confusione&#8230; Impariamo a chiamare le nostre piante col giusto nome!</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Nov 2023 10:59:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cactus, piante grasse, piante succulente: molto spesso chi non ha ancora grande esperienza con questo mondo considera sinonimi questi termini, utilizzandoli senza distinzione per indicare un Ferocactus come un&#8217;Euphorbia o una Crassula. Le differenze tra un cactus e una succulenta, tuttavia, sono notevoli e per coltivare al meglio quelle che da sempre sono chiamate genericamente &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/piante-grasse-distinguere/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Piante grasse, succulente, cactus: che confusione&#8230; Impariamo a chiamare le nostre piante col giusto nome!"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/piante-grasse-distinguere/">Piante grasse, succulente, cactus: che confusione&#8230; Impariamo a chiamare le nostre piante col giusto nome!</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p></p>
<p><strong>Cactus, piante grasse, piante succulente: molto spesso chi non ha ancora grande esperienza con questo mondo considera sinonimi questi termini, utilizzandoli senza distinzione per indicare un Ferocactus come un&#8217;Euphorbia o una Crassula. Le differenze tra un cactus e una succulenta, tuttavia, sono notevoli e per coltivare al meglio quelle che da sempre sono chiamate genericamente piante grasse è importante conoscere queste  fondamentali differenze.</strong></p>
<p>La definizione &#8220;piante grasse&#8221; è tanto diffusa quanto efficace per indicare un gruppo botanico più o meno definito. Tuttavia, nel linguaggio comune, di questi tempi è sufficiente scorrere i social per rendersene conto, <strong>si parla di piante grasse in continuazione, senza operare alcuna distinzione tra una famiglia botanica e l&#8217;altra</strong>. Se infatti la definizione comune rende bene l&#8217;idea (piante grasse, ossia dai fusti panciuti o dalle foglie carnose), al tempo stesso non rende giustizia alle precise regole botaniche della classificazione e contribuisce indirettamente a creare più confusione che altro. <strong>Parliamo di piante grasse indicando un&#8217;<em>Aloe</em>, oppure l&#8217;<em>Adenium obesum</em>, un <em>Ferocactus</em>, un <em>Lithops</em>, una <em>Euphorbia</em>, una <em>Crassula</em>, una <em>Mammillaria</em>, una <em>Stapelia</em> o un&#8217;<em>Agave</em></strong>. La definizione è efficace, su questo non si discute, e al tempo stesso aiuta a circoscrivere un preciso gruppo di piante, ma attenzione: occorre poi saper entrare un minimo nel dettaglio e riconoscere quantomeno le principali famiglie di queste &#8220;piante grasse&#8221; (più correttamente dette &#8220;piante succulente&#8221;) per poterle coltivare bene. Le esigenze di coltivazione (esposizione, annaffiature, substrato ecc.) che intercorrono tra un <em>Ariocarpus</em> (che è un cactus) e una <em>Echeveria</em> (che è una <em>Crassulacea</em>), ad esempio, sono molto diverse. <strong>Ecco perché è importante sapere che &#8220;piante grasse&#8221; è solo un termine generico e di uso comune</strong>, ed ecco perché è importante saper entrare poi &#8211; almeno quel che basta &#8211; nel dettaglio per distinguere subito un cactus da un&#8217;<em>Euphorbia</em>, una <em>Crassula</em> da un <em>Lithops</em>, una <em>Stapelia</em> da un&#8217;<em>Agave</em>, un <em>Sempervivum</em> da un <em>Sedum</em>, una <em>Sansevieria</em> da una <em>Schlumbergera</em>, giusto per citare esempi di piante che molto probabilmente, se vi piacciono le succulente, potreste avere a casa.</p>
<p><strong>In questo articolo vediamo dunque cosa sono le cosiddette &#8220;piante grasse&#8221; e impariamo a entrare nel dettaglio delle più importanti famiglie botaniche solitamente ricomprese nella definizione comune (o &#8220;volgare&#8221;, inteso come &#8220;dal volgo&#8221;, dal popolo) che anche molti appassionati non più alle prime armi usano ancora indistintamente</strong>. In tutto questo ci aiuterà il testo ma anche la ricca gallery fotografica che mostra le distinzioni tra una famiglia e l&#8217;altra (&#8230;)</p>
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		<title>Come coltivare i cactus: il vademecum con le 10 cose che devi assolutamente sapere per evitare errori</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Aug 2023 14:41:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sole pieno? Ma che ne vuoi sapere, la finestra sul pianerottolo basta e avanza! Terriccio? Io lo compro pronto al supermercato, è perfetto. I vasi? Più piccoli sono e meglio è: guai a lasciare più di mezzo centimetro tra la pianta e il bordo&#8230; E via così, a suon di amenità, false convinzioni, &#8220;sentito dire&#8221; &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/coltivare-cactus-cosa-sapere/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Come coltivare i cactus: il vademecum con le 10 cose che devi assolutamente sapere per evitare errori"</span></a></p>
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<p>Sole pieno? Ma che ne vuoi sapere, la finestra sul pianerottolo basta e avanza! Terriccio? Io lo compro pronto al supermercato, è perfetto. I vasi? Più piccoli sono e meglio è: guai a lasciare più di mezzo centimetro tra la pianta e il bordo&#8230; E via così, a suon di amenità, false convinzioni, &#8220;sentito dire&#8221; che assurge rapidamente a dogma perché&#8230; perché l&#8217;ha detto il tizio là su Facebook e quello si capisce subito che è uno che se ne intende perché ha le luci giuste e il montaggio pare gliel&#8217;abbia fatto Kubrick. Battute a parte, quante fesserie tocca ancora oggi sentire riguardo alla <strong>coltivazione dei cactus</strong>? Quanti &#8220;influencer&#8221; improvvisati cavalcano la cresta dei social sospinti dal Maestrale dei like (già, i like, che in gergo vengon detti &#8220;le metriche della vanità&#8221;&#8230;) e, forti per l&#8217;appunto di legioni di followers e pollicioni in su, ammanniscono lezioni e conferenze ammiccando dai monitor, svelandovi &#8220;5 trucchi fantastici che non conosci sui cactus&#8221; o &#8220;come passare dal seme alla pianta in fiore in 35 secondi netti&#8221;. Oppure, con atteggiamento a metà tra il cospiratorio e l&#8217;aummaumma dello sgamato imbonitore, ti promettono di insegnarti tutto ma proprio tutto sulla coltivazione di queste splendide piante (solitamente declinate a elemento d&#8217;arredo anche grazie a vezzeggiativi quali &#8220;ciccette&#8221;, &#8220;grassine&#8221;, grassottelle&#8221; e avanti così con tutto ciò che veste bene i lipidi). Poi, magari, scava scava, scopri che l&#8217;influencer di turno coltiva cactus da 2 o 3 anni &#8211; regalo di nonna -, li tiene accanto al pc o al televisore (&#8220;sai, assorbono i raggi magnetici&#8221;), non distingue una <em>Rebutia</em> da una <em>Begonia</em> e non s&#8217;è mai preso/a la briga di sfogliare un qualsiasi libro su cactacee e succulente. Tanto c&#8217;è il web, no? Ci sono gli influencer anche per le piante, no? No. Ci sono personaggi simpatici e preparati, ci sono bei faccini che qualcosa sanno, ma c&#8217;è anche tanta fuffa (perdonate il termine da vecchio cronista). Tante informazioni sbagliate, tanta confusione e tanta impreparazione.</p>
<p>Allora, senza alcuna velleità di offrirvi con questo articolo &#8220;Il Verbo&#8221;, <strong>ecco un vademecum, un elenco di dieci cose che dovete sapere (o dovreste già sapere!) se volete coltivare davvero al meglio i vostri cactus.</strong> Senza trucchi né inganni: qui siamo ai fondamentali, suvvia. Ma senza questi non si va da nessuna parte. E sono convinto che anche chi, scorrendo i 10 punti dirà dieci volte &#8220;ah sì, lo so&#8221;, troverà in questo vademecum uno strumento utile per ripassare, porsi qualche domanda in più e spingersi a migliorare. E state tranquilli, quanto segue non arriva dal web, ma da 30 anni di esperienza sul campo, di esperimenti e fallimenti, dal confronto con coltivatori e studiosi ben più esperti di me e dalla lettura di qualche dozzina di manuali in italiano, inglese, francese, spagnolo (e pure tedesco, sebbene in quel caso, lo confesso, mi sono limitato a fotografie e didascalie, non conoscendo il teutonico idioma!) (&#8230;)</p>
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		<title>Storia di un Echinocactus grusonii nato per perdere ma in piena vita per vincere (e alla grande)!</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2023 07:41:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Buttereste via quell&#8217;esemplare di Echinocactus grusonii che vedete nella foto in alto? Ovvio che la risposta è no. Anzi, con spine così perfette sarebbe un delitto lasciar morire una pianta simile. E pensare che alcuni anni fa, quando quella pianta era ancora un semenzale di pochi mesi, ero sul punto di buttarla! No, non ero &#8230; <a href="https://www.ilfioretralespine.it/echinocactus-grusonii/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Storia di un Echinocactus grusonii nato per perdere ma in piena vita per vincere (e alla grande)!"</span></a></p>
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<p>Buttereste via quell&#8217;esemplare di <em>Echinocactus grusonii</em> che vedete nella foto in alto? Ovvio che la risposta è no. Anzi, con spine così perfette sarebbe un delitto lasciar morire una pianta simile. E pensare che alcuni anni fa, quando quella pianta era ancora un semenzale di pochi mesi, ero sul punto di buttarla! No, non ero impazzito di colpo, semplicemente questa pianta, all&#8217;incirca nel 2015, era solo uno dei tanti semenzali di <em>grusonii</em> ottenuti con una mia semina particolarmente fortunata (ossia contraddistinta da un&#8217;alta germinazione). Quello che vedete in foto era l&#8217;unico semenzale nato da quella semina ad essere arrivato alla fase del primo ripicchettamento in condizioni pietose, al punto che, convinto che non avrebbe superato nemmeno il primo rinvaso, ero intenzionato a gettarlo insieme al terriccio da semina. Oggi, a distanza di quasi dieci anni, quel semenzale malformato, poco sviluppato e dall&#8217;aria malaticcia è diventato esattamente come lo vedete nella foto che ho scattato pochi giorni fa.</p>
<p>Ecco, nell&#8217;articolo che segue, la storia di questa pianta, una pianta che ha saputo impartirmi un insegnamento importante: mai giudicare un libro dalla copertina. Nella vita così come quando si ha a che fare con la Natura. (&#8230;)</p>
<p>
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		<title>Un rinvaso&#8230; mostruoso! Come scegliere bene un cactus e cosa fare subito dopo l&#8217;acquisto</title>
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		<pubDate>Wed, 24 May 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ilfioretralespine.it/comprare-cactus-cereus/">Un rinvaso&#8230; mostruoso! Come scegliere bene un cactus e cosa fare subito dopo l&#8217;acquisto</a> proviene da <a href="https://www.ilfioretralespine.it">Il fiore tra le spine</a>.</p>
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<p></p>
<p>Non amo particolarmente le succulente crestate, ma al tempo stesso non sono del tutto indifferente al loro fascino e ogni tanto qualche esemplare &#8220;mostruoso&#8221; finisce nella mia serra. Piccola digressione: se non sapete cosa sia una pianta &#8220;crestata&#8221; o &#8220;mostruosa&#8221;, <a href="https://ilfioretralespine.it/crestature-variegature/" target="_blank" rel="noopener"><strong>nell&#8217;articolo raggiungibile tramite questo link</strong></a> troverete tutte le risposte. Premesso questo, nelle scorse settimane ho acquistato un cactus crestato da un vivaista specializzato in piante succulente. La pianta è in ottima salute e ben formata, ma il substrato, come quasi sempre accade quando si acquistano cactacee, è eccessivamente torboso, quantomeno per il tipo di coltivazione che ho adottato ormai da anni. Ho allora colto l&#8217;occasione per descrivere l&#8217;operazione di rinvaso di questo <em>Myrtillocactus </em>(in origine l&#8217;ho identificato così ma ora, grazie al commento di un lettore, ritengo sia un <em>Cereus peruvianus</em>), così da poter parlare di piante &#8220;mostruose&#8221;, di rinvasi, di substrati semplici e alla portata di tutti dal punto di vista della realizzazione e di buone pratiche da seguire quando si acquistano nuove piante.</p>
<p>Ecco allora il resoconto &#8211; corredato dalle foto dei singoli passaggi &#8211; del rinvaso di questo <em>Cereus</em>, con alcune considerazioni utili, per l&#8217;appunto, in merito a terricci, nuovi acquisti e cactacee crestate. (&#8230;)</p>
<p>
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