Rinvasare i cactus in inverno: ecco perché e quali sono i vantaggi di questa scelta

Premesso che è possibile rinvasare cactus e piante succulente in quasi tutti i mesi dell’anno, da più di quindici anni effettuo questa operazione durante l’inverno, tra dicembre e febbraio. All’occorrenza, ad esempio in caso di pianta in sofferenza o nuovo acquisto, rinvaso anche in primavera o in piena estate.

Non rinvaso quasi mai in autunno, perché in questo periodo le piante cominciano a rallentare la crescita per avviarsi alla stasi invernale e preferisco evitare di “disturbare” questo processo naturale, dal momento che per una pianta un rinvaso è comunque sempre un piccolo trauma.

Esaminiamo i vantaggi del rinvaso di cactus e succulente durante l’inverno nell’articolo che segue.

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Cactus e rinvasi: il classico mix pomice, lapillo, torba (poca) per velocizzare la crescita

In genere comincio i rinvasi da metà dicembre in avanti, per terminare entro i primi mesi del nuovo anno. Quest’anno, considerato il numero di piante da mia semina che necessitano di un rinvaso (gli “esuberi” che ogni tanto cedo ad amici o conoscenti), ho cominciato con largo anticipo.

Nonostante le temperature ancora alte per il periodo, infatti, le piante sono già in stasi e si può procedere senza problemi. Il periodo del rinvaso è uno degli argomenti più dibattuti, insieme alla composizione dei terricci di coltivazione: c’è chi travasa solo piante in vegetazione, chi solo in primavera, chi durante l’inverno e chi travasa in qualsiasi periodo dell’anno.

Diciamo che non c’è una regola fissa: io stesso, nel corso degli anni, ho rinvasato praticamente in tutte le stagioni, a seconda delle esigenze, e non ho mai riscontrato problemi. L’importante è attenersi a quell’unico accorgimento davvero utile che è quello di evitare di annaffiare subito dopo il rinvaso. Occorre dare alle radici danneggiate o tagliate durante il rinvaso il tempo di cicatrizzare in terriccio asciutto, così da evitare il rischio che possano innescarsi marciumi.

Il resto è questione di scelte. Personalmente preferisco cambiare terra alle piante durante la stagione invernale, o comunque quando i cactus e le succulente sono in stasi vegetativa, ad esempio appena prima della primavera, così che tra il rinvaso e la prima annaffiatura intercorrano diverse settimane. Da anni seguo questa “regola” e non ho mai avuto problemi. Certo, può capitare che qualche pianta faccia fatica a ripartire dopo un rinvaso, al punto da restare bloccata anche per un anno intero, ma questo può succedere rinvasando in qualsiasi periodo. Non dimentichiamo che per le piante il rinvaso è in ogni caso uno “stress” non da poco. Anche per questo prediligo l’inverno, quando le cactacee sono a riposo e gli effetti del rinvaso sono meno “traumatici”.

Approfondiamo il tema dei rinvasi e dei substrati per cactus nell’articolo che segue.

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Irrobustire le spine delle cactacee: un piccolo esperimento con alcune semine di Ferocactus

In base alle esperienze di alcuni coltivatori, le piante del genere Ferocactus sembrano gradire l’aggiunta di materiale calcareo nella composta. A trarne beneficio sarebbero soprattutto le spine, che si irrobustirebbero sensibilmente rispetto a quelle di esemplari coltivati in terricci più “tradizionali”, ad esempio il classico mix pomice/lapillo/torba in parti uguali.

I Ferocactus svasati e con le radici pulite
I Ferocactus svasati e con le radici pulite

Sulla base di questa considerazione ho voluto fare un piccolo esperimento con alcune mie semine di Ferocactus acanthodes (semi ricavati da un frutto secco preso da una pianta adulta durante un viaggio in Arizona) e Ferocactus latispinus. Gli acanthodes sono nati nel 2013, mentre i latispinus sono del 2010. Salvo il terriccio di semina, che era a base di torba, pomice e ghiaietto, queste piante sono cresciute nella tradizionale composta con un 30% di torba fine e il resto pomice e lapillo in parti uguali. In genere utilizzo questo mix quando voglio aiutare le piante da semina a svilupparsi in tempi più rapidi, per poi passarle in quello che considero il mio “terriccio standard” a base di terra di campo, pomice, ghiaia e torba al 10%.

Vediamo esattamente in cosa consiste questo mio esperimento e quale tipo di terriccio ho deciso di utilizzare.

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Rinvasare i cactus: qualche consiglio su come farlo al meglio senza… donare il sangue!

Il rinvaso è spesso una delle ragioni per le quali molti si tengono alla larga dai cactus. Magari la pianta piace, ma l’idea che prima o poi debba essere travasata, con tutte quelle spine, spaventa chi è alle prime armi o non conosce ancora bene queste piante. In molti decidono addirittura di lasciar perdere le cactacee per dedicarsi alle succulente a foglia, decisamente meno ostiche da affrontare durante un rinvaso.

Astrophytum myriostigma cv. onzuka
Astrophytum myriostigma cv. onzuka: un rinvaso decisamente semplice

In realtà, anche piante particolarmente spinose come Echinocactus grusonii o Ferocactus non sono difficili da rinvasare. Qualche accortezza, un po’ di esperienza e se ne esce senza dover letteralmente “dare il sangue”. Ovviamente il discorso è semplice per cactacee poco o per niente spinose, come la maggior parte degli Astrophytum, ma anche Matucana madisoniorum, molti Gymnocalycium, alcuni Turbinicarpus, le Frailea, così come per piante dalle spine a consistenza cartacea (Tephrocactus articulatus v. papyracanthus) o setosa, come alcune Mammillaria e Rebutia.

Allo stesso modo, tutto è più facile se si ha a che fare con esemplari giovani, di piccole dimensioni. In questi casi anche le piante più spinose si rinvasano senza problemi, dal momento che la pianta stessa pesa poco e non è necessario esercitare pressioni o sforzi particolari per toglierla dal vaso e sistemarla in un nuovo contenitore.

Rinvasare in inverno: ecco perché è il periodo migliore.

Vediamo in dettaglio, qui di seguito, come procedere e tutto quello che c’è da sapere sui rinvasi.

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Il rinvaso mirato: piante da identica semina in terricci diversi per testare il substrato

Tra fine dicembre e fine febbraio, appena ho tempo, mi dedico al rinvaso delle piante in serra. Ovviamente rinvaso solo piante in stasi, con terriccio ben asciutto, rimandando alla primavera il cambio di vaso per le piante che in inverno tengo in vegetazione, magari all’aperto.

Oggi ho svasato e messo a dimora una cinquantina di piante di mia semina a luce e calore naturale. Alcune sono nate nel 2014, altre nel 2016 (ma già sufficientemente grandi per essere rinvasate).

E’ stata l’occasione per avviare un utile test su varie tipologie di terriccio per capire, nei prossimi anni, come questo incide sulla crescita di alcune determinate specie di cactacee.

Vediamo in questo articolo in cosa consiste esattamente questo esperimento sul substrato.

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