Echinocactus (Homalocephala) texensis, descrizione e cura del cactus “azzoppacavalli”

Un nome scientifico dibattuto e una sfilza di nomi comuni, o “volgari”: da “cactus testa di diavolo” ad “azzoppacavalli”, “puntaspilli del diavolo”, “cactus caramella” e altri ancora. Echinocactus texensis è una cactacea straordinaria, in parte ancora poco conosciuta e poco diffusa in coltivazione e tuttavia, a mio avviso, in possesso di tutte le caratteristiche che rendono un cactus degno di questo nome: aspetto compatto e tondeggiante, spine forti e colorate, bellissime fioriture, grande resistenza alla siccità e alta tolleranza al sole diretto così come alle basse temperature invernali. A questo si aggiungano frutti altamente decorativi di color rosso intenso (tra i più belli in assoluto tra quelli di cactus) e una relativa semplicità di coltivazione unita ad una grande predisposizione per la tecnica “wild”.

Ho deciso di realizzare una scheda di questa pianta, che in realtà coltivo già da parecchi anni, dopo averne acquistati alcuni esemplari da Mario Del Panta, titolare dell’omonima Azienda agricola a Ventimiglia, al confine tra Liguria e Costa Azzurra. I texensis di Mario, lo dico in tutta onestà e senza alcun intento promozionale, sono decisamente i migliori che mi sia mai capitato di trovare in commercio. Non solo: ho avuto con lui più di una chiacchierata telefonica dalla quale sono emersi diversi spunti molto interessanti riguardo alla coltivazione e soprattutto alla semina di questa specie (a mio avviso ingiustamente sottovalutata), che intendo “tradurre” in articoli o video per questo mio sito.

Il principale approfondimento è quello condensato in questo post, elaborato per iniziare a conoscere, classificare, descrivere e inquadrare l’Echinocactus (o Homalocephala) texensis fornendo consigli di coltivazione e curiosità sulla base della mia esperienza e di quanto compendiato in svariati testi dedicati alle cactacee.

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Un tutorial video per sfruttare al meglio i tanti contenuti del sito “Il fiore tra le spine”

Come si suol dire: meglio tardi che mai. A quasi tre anni dalla messa online di questo sito ho deciso di realizzare una sorta di tutorial per spiegare ai tanti lettori come sfruttare al meglio i tantissimi contenuti de “Il fiore tra le spine“.

Ho deciso di farlo adesso per tre buone ragioni. La prima: i contenuti, in questi anni, sono “esplosi” e il sito è ormai ricchissimo di testi, foto, grafiche, informazioni, recensioni, schede, commenti di lettori (quasi 900 tra tutti gli articoli) e altro ancora. La seconda ragione: in tanti, pur apprezzando la semplicità di navigazione del sito, mi chiedono come trovare questo o quell’articolo, come raggiungere quella sezione o come trovare un dato argomento, soprattutto da telefonino. Infine la terza, banalissima, ragione: adesso Il fiore tra le spine ha un suo canale Youtube ed è quindi molto semplice veicolare tutorial come questo.

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Anomalie dei cactus, mostruosità, crestature e variegature: cosa sono e perché si formano

Mostruosità, fasciazioni, crestature, variegature: sono tanti i termini con i quali si individuano particolari anomalie nelle piante. Qui parliamo, in particolare, delle piante succulente e dei cactus, ma questo fenomeno è comune in tutto il regno vegetale e può interessare il fusto, le foglie e anche i fiori.

Dal punto di vista scientifico si parla di “teratologia“, ricorrendo a un termine coniato nel 1832 per indicare lo studio di quelli che possiamo definire “mostri” nel regno vegetale e animale, ossia esemplari difformi e con caratteristiche particolari rispetto a quelle “tradizionali” di quel genere o di quella specie.

Se i fenomeni teratologici che possono interessare le piante grasse sono svariati, due in particolare sono quelli più ricorrenti e addirittura apprezzati da molti collezionisti di cactus e succulente: le fasciazioni (o crestature) e le variegature. Questa macro-suddivisione, a mio avviso condivisibile, è quella adottata da Gordon Rowley nel suo volume del 2006, “Teratopia“. Altri autori, talvolta in modo più confuso, parlano indistintamente di esemplari “mostruosi”, o di “proliferazione” riferendosi a esemplari di cactacee o succulente che presentano caratteri anomali rispetto a quelli tipici della specie.

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Bagnare i cactus, un breve video per capire quanta acqua dare alle nostre piante

Dedicato a tutti quelli che pensano che i cactus si debbano bagnare una volta l’anno, con un dito d’acqua e non di più, altrimenti marciscono. Ironia a parte, di annaffiature (o bagnature) ho già scritto tempo fa su questo sito, ma nel tardo pomeriggio di venerdì scorso, intorno alle 19.30 (nel video dico “sette e mezza”, sbagliando) ho annaffiato le mie piante e ho pensato di cogliere l’occasione per realizzare un breve filmato da caricare sul canale Youtube de Il fiore tra le spine.

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Semina di cactus fuori stagione: un esperimento documentato in video

Se con la coltivazione “wild” si combattono preconcetti e idee consolidate riguardo alla coltivazione di cactus e succulente, in particolare per quanto riguarda terricci, esposizione e temperature, perché non applicare lo stesso concetto ad altri ambiti della coltivazione?

Alla semina, ad esempio. Parlo della semina a luce e calore naturali e non di quella in germinatoio, che si può fare sostanzialmente in qualsiasi periodo dell’anno, essendo a parametri (luce e calore) controllati. La semina “naturale”, invece, è tradizionalmente fatta nel periodo che va da fine marzo a tutto maggio, quando le temperature minime non scendono sotto determinati valori (10/11 gradi) e quando la luce solare, e in particolare il numero delle ore di sole, comincia a essere sufficiente.

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