Plastica, terracotta, quadrati o tondi? Come scegliere i vasi per i cactus e le succulente

Di plastica o in terracotta? Rotondo, quadrato, basso o profondo? E ancora: meglio una sola pianta per vaso o più piante in un’unica cassetta o in un’ampia ciotola? A prima vista l’argomento può sembrare banale, ma la scelta del vaso corretto per la coltivazione di cactus e piante succulente ha un’innegabile incidenza sull’esito della coltivazione. La scelta del vaso, si può dire, è anzi strettamente connessa al tipo di coltivazione che adottiamo per le nostre piante (in casa, su un balcone, in serra, in piena aria, ecc.) e ai vari elementi che la caratterizzano, come annaffiature, tipo di substrato, esposizione, temperature, e molto altro ancora.

Vediamo allora in questo articolo, al netto di scelte prettamente estetiche e quindi personali, come scegliere i giusti contenitori per la coltivazione delle succulente, valutando pro e contro delle varie forme e dei vari materiali con cui sono realizzati i vasi reperibili in commercio. (…)

Per proseguire nella lettura dell'articolo Accedi o Registrati

Quando il cactus “esplode” per la troppa acqua: come evitare le spaccature sul fusto

Le piante succulente, e le cactacee in particolare, si sono evolute per accumulare riserve idriche e riuscire così ad affrontare lunghi periodi di siccità. Nei loro habitat naturali, i cactus sono soggetti a forti sbalzi di temperatura tra la notte e il giorno, ma anche ad un’alternanza tra periodi di totale siccità e periodi di grande disponibilità di acqua.

Nelle regioni subdesertiche degli Stati Uniti meridionali (California, Arizona, Texas, Nevada, ecc.), così come in Messico, nell’America centrale e nell’America latina (Cile e Argentina, ad esempio), durante la stagione vegetativa, corrispondente di fatto alla primavera e all’estate, le giornate calde e secche sono spesso interrotte bruscamente da violenti acquazzoni.

Per proseguire nella lettura dell'articolo Accedi o Registrati

Cactus senza radici: come intervenire per salvare la pianta e farla tornare in piena salute

I cactus sanno essere piante capricciose. Può capitare, infatti, che nonostante tutte le cure che dedichiamo a una nostra pianta grassa, questa blocchi la vegetazione, smetta di produrre spine e fiori e, nell’arco di alcune settimane (o mesi in alcuni casi), cominci a deperire sgonfiandosi e ingiallendo.

Non sempre, all’origine di questo fenomeno, c’è una vera e propria patologia, come un attacco batterico che a sua volta innesca un marciume. Allo stesso modo, la causa potrebbe non necessariamente essere riconducibile ad un attacco parassitario. Osservando bene la pianta, ad esempio, potremmo non riscontrare affatto tracce di ragnetto rosso o cocciniglia, vale a dire i due principali parassiti delle succulente.

Con l’esperienza ho imparato che quando una pianta, anche all’apparenza sana (ossia non colpita da parassiti o batteri) e coltivata nelle migliori condizioni (luce, aria, annaffiature, terriccio, ecc.) comincia a deperire sgonfiandosi e ingiallendo nonostante le annaffiature, è sempre buona norma svasarla e controllare lo stato di salute dell’apparato radicale. Più spesso di quello che possiamo pensare, il problema può nascondersi lì, al di sotto del colletto.

In questo articolo vediamo tutto quello che possiamo fare per salvare un cactus o una pianta grassa in evidente difficoltà oppure quando, dopo averla svasata, constatiamo che ha perso interamente o parzialmente le radici.

Per proseguire nella lettura dell'articolo Accedi o Registrati