Come travasare i cactus e le piante grasse? Qual è il periodo migliore per i rinvasi? Scopri tutto con gli articoli della sezione “I rinvasi” de Il fiore tra le spine! Troverai la risposta a tutte le tue domande: quale terriccio usare, come rinvasare senza pungersi, quali vasi scegliere per le tue piante grasse e soprattutto quanto aspettare ad irrigare dopo il travaso di un cactus.
Chi coltiva piante grasse da tempo – siano esse cactacee o succulente – sa bene cos’è opportuno fare dopo il travaso (o “rinvaso”), e certamente sa che queste piante non vanno immediatamente bagnate al termine di questa operazione. Tuttavia, c’è rinvaso e rinvaso: c’è quello “invasivo” e quello che prevede il semplice spostamento di una pianta da un vaso a un altro. C’è il rinvaso che prevede la pulizia totale delle radici e quello che comporta solo una superficiale pulizia del vecchio terriccio. Insomma, le casistiche sono tante e si può procedere in svariati modi. Alcun punti fissi, però, ci sono e vanno rispettati se vogliamo evitare il rischio che a seguito di questa operazione la pianta vada in stress o, nel peggiore dei casi, muoia a seguito di un marciume partito proprio dalle radici.
Del rinvaso di cactus e piante succulente abbiamo parlato diverse volte in molti articoli, in particolare in quelli raccolti nella categoria “I rinvasi”, che potete raggiungere tramite questo link. Viste però le tante domande che ancora vengono poste sui social (o direttamente a questo sito via mail), si ritiene utile dedicare uno specifico articolo alle varie tipologie di rinvaso e a ciò che è necessario fare subito dopo aver terminato questa operazione.
Ecco perché questo articolo, certamente utile al neofita, può rivelarsi altrettanto utile al coltivatore di lungo corso. Qui vedremo infatti le varie tipologie di rinvaso possibili, gli accorgimenti da usare e, soprattutto, cosa fare (non solo dal punto di vista dell’annaffiatura) una volta terminato il rinvaso di una succulenta. (…)
Come si rinvasa un cactus? In quale periodo è meglio rinvasare? Come procedere senza farsi male con le spine di queste piante? Il rinvaso è un argomento molto dibattuto tra gli appassionati e ognuno ha la sua tecnica e il suo periodo ideale per travasare le piante.
Rinvasare i cactus: già l’espressione può far storcere il naso. Il rinvaso, in effetti, è spesso una delle ragioni per le quali molti si tengono alla larga dai cactus. Magari la pianta piace, ma l’idea che prima o poi debba essere travasata, con tutte quelle spine, spaventa chi è alle prime armi o non conosce ancora bene queste piante. In molti decidono addirittura di lasciar perdere le cactacee per dedicarsi alle succulente a foglia, decisamente meno ostiche da affrontare durante un rinvaso. In realtà, anche piante particolarmente spinose come Echinocactus grusonii o Ferocactus non sono così difficili da rinvasare. Qualche accortezza, un po’ di esperienza e qualche “trucco” e se ne esce senza dover letteralmente “donare il sangue”.
Vediamo, qui di seguito, come procedere e tutto quello che c’è da sapere sui rinvasi, in particolare quelli più impegnativi a causa delle dimensioni della pianta e della presenza di spine sul fusto. (…)
Come rinvasare i cactus e le piante grasse? Quando rinvasare le succulente? Come procedere e cosa fare subito dopo il rinvaso? Queste sono alcune delle domande più frequenti tra chi coltiva i cactus e le piante grasse. Il rinvaso, detto anche travaso, è infatti un elemento molto importante per la corretta crescita della pianta ed è importante saper dare una risposta a tutti questi quesiti.
C’è chi rinvasa, di principio, ogni anno e chi rinvasa all’occorrenza, quando una pianta mostra segni di sofferenza o quando il vaso è diventato troppo piccolo rispetto al fusto. Le ragioni alla base del rinvaso (o travaso, come si dice in alternativa) di un cactus o di una pianta grassa possono essere tantissime e ogni coltivatore ha le sue regole. Per quanto mi riguarda, non ho “scadenze fisse”: valuto pianta per pianta cercando di capire se sia necessaria nuova terra e più spazio. Rinvaso le mie succulente quando vedo che il vaso è ormai troppo piccolo, quando ritengo che la terra sia sfruttata o quando voglio far crescere più rapidamente determinati esemplari.
Se è vero che molte piante vivono tranquillamente nello stesso contenitore per cinque o sei anni (in molti casi anche di più!), è altrettanto vero che rinvasare frequentemente (diciamo una volta l’anno o ogni due anni) contribuisce a velocizzare la crescita dei cactus, in particolare delle piante giovani e di generi che col tempo assumono dimensioni notevoli, come Echinocactus e Ferocactus. Personalmente, rinvaso anche quando noto che un soggetto è bloccato da tempo e non cresce o non produce nuove spine. Questa può infatti essere la spia che qualcosa, a livello radicale, non va. Una pianta inchiodata o che nonostante le annaffiature non si rigonfia, o, ancora, una pianta che perde colorazione (manifestando ad esempio una carenza di magnesio che nemmeno la fertilizzazione è in grado di risolvere) può essere letteralmente salvata da un rinvaso accompagnato dalla pulizia delle radici e dall’apporto di nuova terra.
Rinvaso di una cactacea crestata
Al di là del periodo, il rinvaso di una pianta rappresenta un momento importante per controllare lo stato di salute della stessa. In particolare, in occasione del rinvaso, è possibile verificare lo stato di salute delle radici, rimuovere quelle secche e sfoltire l’apparato radicale, così che la pianta possa ripartire con vigore. Nel caso di parassiti come la cocciniglia radicale, inoltre, si può letteralmente salvare la pianta eliminando tutto il vecchio substrato (che contiene non solo la cocciniglia, ma anche le sue uova), ripulendo alla perfezione le radici ancora sane e trattandole con un insetticida specifico contro questi insetti.
Un altro importante vantaggio offerto dal rinvaso è rappresentato dal fatto che il vecchio substrato, ormai sfruttato dalla pianta e dunque povero di nutrienti, può essere sostituito o “allungato” con terriccio fresco, in grado di fornire alla succulenta gli elementi nutritivi di cui ha bisogno. Con il tempo e con l’effetto delle annaffiature, il terriccio perde infatti i suoi elementi nutritivi (come azoto, fosforo, potassio, ferro, magnesio, ecc.) e dopo alcuni anni non apporta più alcun nutrimento alla pianta. E’ vero che si può tranquillamente integrare attraverso le fertilizzazioni, ma un buon substrato nuovo e “fresco”, nel quale spingere nuove radici, rappresenta un indubbio vantaggio per una pianta sana e in crescita. Ed ecco dunque un altro vantaggio offerto dai rinvasi periodici.
Infine, il vaso. Se l’apparato radicale ha colonizzato interamente il vecchio contenitore o se il fusto della pianta è ormai troppo grande rispetto al vaso di partenza, con il rinvaso possiamo offrire alla pianta più spazio e la possibilità di continuare a svilupparsi adeguatamente, secondo i propri ritmi, tanto a livello ipogeo (ossia sotto l’aspetto dell’apparato radicale), quanto a livello epigeo, vale a dire dal punto di vista del fusto.
L’ARTICOLO PROSEGUE – Vediamo allora in questo articoloin quale periodo è meglio rinvasare le piante grasse, quali vasi scegliere (quadrati, rotondi, di cotto o di plastica), come controllare le radici e come procedere in concreto. (…)
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