Cactus e malattie: stop all’ansia, a volte non possiamo far altro che lasciar fare alla Natura

Parliamo di cactus e malattie partendo da una semplice foto. La pianta che ha dato spunto a questo articolo, e che vedete qui in alto, è (o meglio, era) un Ancistrocactus (=Glandulicactus) mathssonii. Avevo ottenuto questo esemplare con una mia semina circa dieci anni fa e fortunatamente altri otto o nove “fratelli” di questa pianta sono ancora in perfetta salute, crescono e fioriscono regolarmente. Questa particolare pianta, pur trattata esattamente come gli altri esemplari di quella semina e piantata nello stesso tipo di substrato in cui vivono i miei altri mathssonii (terra di campo, poca marna e un 60% di inerti) un paio di anni fa si è presa qualche “fungo” e nel giro di poche settimane è morta. Credo si trattasse di fusarium, ma ad oggi poco importa, perché la malattia ha fatto il suo corso e quel che resta è… l’armatura di questo cactus, ossia un bellissimo intreccio di spine che abbraccia il vuoto lasciato dal fusto che, con il tempo, si è seccato fino a decomporsi e a sparire del tutto. 

L’osservazione di quel che rimane di questa pianta, che da un paio di anni tengo lungo un muretto non distante dalla serra, dove di solito sposto le piante malate (per malattie, in questo caso, intendo genericamente patogeni e parassiti) per evitare che possano contagiare altri esemplari, mi ha portato ad alcune considerazioni sulla coltivazione e sul trattamento delle malattie delle piante. Considerazioni che ho condensato nell’articolo che segue. (…)

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Preparare cactus e piante grasse alla primavera: esposizione, concimazione, ecco cosa fare

Sgargianti fioriture, nuove e carnose foglie, brillanti spine che spuntano dagli apici vegetativi: per le piante succulente la primavera rappresenta una vera e propria rinascita. La stasi vegetativa che caratterizza l’inverno della maggior parte delle famiglie succulente termina tra la seconda metà di febbraio e l’inizio di marzo, quando le piante riprendono gradualmente a vegetare e riattivano l’apparato radicale. Per alcune famiglie la ripartenza è evidente: è il caso delle Cactaceae, che già a partire da febbraio mostrano nuove spine e, in molti casi, i primi bocci floreali (generi come Stenocactus, molte specie di Turbinicarpus, alcune Mammillaria, ecc.). Anche molte succulente a foglia, come Crassula, Echeveria, Portulacaria, Aloe, Adenium, si fanno notare producendo nuovi getti, nuovi rami e foglie. In altri casi la ripresa è meno evidente, come per le specie della famiglia delle Agavaceae, che formano lentamente nuovi getti al centro della rosa apicale, destinati a farsi notare solo nell’arco di qualche mese, quando avverrà la separazione delle foglie vere e proprie.

Che la ripresa sia repentina e appariscente oppure lenta e dissimulata, nel mese di marzo è importante dedicare alle succulente qualche cura in più: in questo modo sarà possibile avere piante sane e robuste e in grado di esprimere al massimo il loro potenziale in termini di sviluppo e fioritura. Vediamo in questo articolo tutto quello che possiamo fare in questo periodo dell’anno, in particolare se non abbiamo una serra e coltiviamo sul davanzale, sul balcone, su una terrazza o direttamente in giardino. Non senza un’avvertenza: qualunque cosa ci sia da fare, con le succulente e con i cactus in particolare non bisogna avere fretta: fretta di annaffiare, fretta di effettuare trattamenti, fretta di spostare le piante… Farsi prendere dalla fretta, dall’ansia, dalla paura di sbagliare qualcosa, è il modo migliore per incappare in errori. Vediamo allora come evitarli. (…)

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La semina spontanea: ovvero quando i cactus fanno tutto da soli, proprio come in Natura

Perché dannarsi l’anima con terriccio sterilizzato, vasetti perfettamente puliti, fungicida, sacchetti trasparenti e quant’altro, quando si può lasciar fare alle nostre piante tutto ciò che riguarda la semina? Esattamente come avviene in Natura, insomma. Battute a parte, chi ha molte piante sa bene che ritrovarsi con semenzali perfettamente formati all’interno dei vasi, accanto alle piante madri, è tutt’altro che raro. In genere ce ne si accorge durante i rinvasi, quando possiamo osservare con particolare attenzione le nostre succulente, perché le plantule nate spontaneamente sono di piccole dimensioni e tendono a “mimetizzarsi” con sassi e inerti presenti nel substrato, oppure si trovano talmente accostate al fusto della pianta madre da risultare invisibili a un’occhiata poco attenta.

Nel corso degli anni, nei vasi delle mie piante, ho trovato parecchie volte semenzali germinati e cresciuti autonomamente, in particolare di generi come Astrophytum, Epithelantha, Thelocactus, Mammillaria. Un paio di anni fa ho addirittura trovato una piccola pianta di Euphorbia obesa già ben formata, cresciuta tra i ciottoli all’esterno della serra, all’ombra di un grande vaso che contiene un’Agave. Oggi l’Euphorbia è in un vaso da 5 centimetri, all’interno della serra, e prosegue la sua crescita regolarmente. L’ho dovuta togliere a malincuore dall’esterno e sistemarla in vaso per impedire che il freddo e umido inverno padano le fosse fatale, altrimenti l’avrei lasciata crescere volentieri là dove era nata.

In questi giorni, durante il rinvaso di alcuni Astrophytum capricorne di mia semina, ho trovato moltissimi semenzali e diverse plantule nate e cresciute autonomamente nei vasi delle piante madri (ne potete già vedere alcune nella foto di copertina, qui sopra). Di qui l’idea di documentare e analizzare la “semina spontanea” nell’articolo che segue. (…) 

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Plastica, terracotta, quadrati o tondi? Come scegliere i vasi per i cactus e le succulente

Di plastica o in terracotta? Rotondo, quadrato, basso o profondo? E ancora: meglio una sola pianta per vaso o più piante in un’unica cassetta o in un’ampia ciotola? A prima vista l’argomento può sembrare banale, ma la scelta del vaso corretto per la coltivazione di cactus e piante succulente ha un’innegabile incidenza sull’esito della coltivazione. La scelta del vaso, si può dire, è anzi strettamente connessa al tipo di coltivazione che adottiamo per le nostre piante (in casa, su un balcone, in serra, in piena aria, ecc.) e ai vari elementi che la caratterizzano, come annaffiature, tipo di substrato, esposizione, temperature, e molto altro ancora.

Vediamo allora in questo articolo, al netto di scelte prettamente estetiche e quindi personali, come scegliere i giusti contenitori per la coltivazione delle succulente, valutando pro e contro delle varie forme e dei vari materiali con cui sono realizzati i vasi reperibili in commercio. (…)

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Quando ripicchettare le semine di cactus, come farlo correttamente e quale terriccio usare

Parlando di semine di cactus, una domanda molto frequente e non di rado posta con un discreto livello di (inutile) apprensione, è: dopo quanto tempo si devono ripicchettare i semenzali? Ossia, quando le giovani plantule hanno bisogno di essere rinvasate e magari divise in vasi singoli? Anche in questo caso, così come in moltissime altre “faccende da cactofili”, la risposta dipende da diversi fattori legati alla coltivazione. Sulla base dell’esperienza è tuttavia possibile dare indicazioni di massima utili soprattutto a chi sperimenta la semina per la prima volta.

Vediamo allora nel dettaglio, in questo articolo, tutto quello che c’è da sapere riguardo a questo passaggio fondamentale per la corretta crescita di piante da nostra semina. (…)

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