Le radici dei cactus e i loro segreti, perché il loro stato di salute è invisibile… finché il vaso non si spacca!

Agli occhi di chi non conosce i cactus o di chi li coltiva da poco tempo, foto come quella che ho scattato pochi giorni fa e che ho pubblicato qui in alto, possono apparire incredibili. Un vaso in plastica letteralmente squarciato dalla sola forza delle radici. Eppure il fenomeno, con determinati generi come gli Ariocarpus, esattamente come in questo caso, è tutt’altro che raro. In queste piante l’apparato radicale è infatti a “fittone”, ossia formato da una spessa radice carnosa, a forma di carota, che si spinge in profondità e dalla quale si dipartono radici laterali e capillari. La radice a fittone è in grado di accumulare grandi riserve d’acqua, espandendosi notevolmente. E questo, con la crescita della pianta e della radice stessa, è alla base della rottura dei vasi, in particolare se, come nel mio caso, si rinvasano le piante molto raramente.

In questo articolo impariamo allora qualche nozione di base sulle radici dei cactus, perché è importante ricordare che è proprio ciò che non vediamo (ciò che sta sotto terra) che determina la corretta crescita delle nostre piante. In altre parole, l’apparato radicale è alla base di tutto: se le radici soffrono, la pianta soffre; se le radici sono forti e robuste, la pianta cresce con vigore. Non a caso, una delle principali cause di morte delle cactacee è proprio il marciume radicale, generalmente indotto dal ristagno idrico. Questo a ulteriore dimostrazione dell’importanza delle radici dei cactus, perché se vogliamo piante sane è importante saper dare anche un’occhiata a… quello che sta sotto terra! (…)

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Esclusività verde, i cactus e le piante grasse più rare e ambite: ecco una selezione delle più ricercate

Nel complesso, le piante grasse e i cactus sono semplici da coltivare, a patto di conoscere le loro esigenze di base in termini di substrato, esposizione, irrigazione e temperature. Vi sono però diverse specie di piante succulente, considerate piante rare, particolarmente impegnative, per le quali è necessaria esperienza e una buona conoscenza delle necessità di quella specie. E’ per questo che queste piante sono considerate rare e difficilmente reperibili sul mercato: la loro semina è difficile, la loro crescita è molto lenta e spesso sono anche piante molto delicate. Tutto questo contribuisce a far sì che queste piante o questi cactus siano considerati rari e pertanto difficilmente reperibili sul mercato (o reperibili ma a prezzi “importanti”).

Una premessa fondamentale: il concetto di piante grasse più rare può, in una certa misura, essere soggettivo. Determinate piante possono essere difficilmente reperibili in alcune regioni o in alcuni stati e facilmente reperibili in altri. A fissare i parametri affinché un cactus o una pianta succulenta possano essere considerate rare è la loro reperibilità sul mercato. E questa dipende dai fattori che abbiamo visto in premessa: la facilità o meno di reperimento dei semi di quella specifica pianta, la difficoltà della semina (ad esempio a causa della bassa germinabilità dei semi), la lentezza della crescita, che porta ad avere esemplari “vendibili” solo dopo diversi anni. Questi elementi sono oggettivi e rendono un cactus o una pianta grassa rara.

Un altro elemento da tenere in considerazione sono “le mode”. Anche le piante succulente ne vanno soggette e vi sono periodi o anni in cui, per qualche ragione, una determinata specie è divenuta ambita tra i collezionisti e i coltivatori. Si alza dunque notevolmente la domanda e i vivaisti cercano di adeguarsi aumentando la produzione di quella pianta. Per un determinato periodo di tempo la pianta rara sarà disponibile ad alti prezzi, ma quando la “moda” sarà passata e la domanda si abbasserà, i prezzi scenderanno. E’ successo, nell’arco degli anni, con molte cactacee, come gli Ariocarpus, poi l’Echinocactus horizonthalonius, le cultivar giapponesi di Astrophytum, la Whitesloanea crassa (una Asclepiadacea), lo Pseudolithos migiurtinus e lo Pseudolithos cubiformis (famiglia Apocynaceae), l’Euphorbia gymocalycioides e altre ancora.

Dunque quali sono le piante grasse rare e i cactus considerati rari, come si riconoscono e cosa è importante sapere su queste piante? E’ quello che vediamo nell’articolo che segue. (…)

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Un’esplosione di colori in pieno autunno: Ariocarpus, un cactus davvero sorprendente

Per gli appassionati di cactus, l’autunno è senza dubbio la stagione degli Ariocarpus. Dalla fine di settembre fino a tutto ottobre e, in alcuni casi, per buona parte di novembre, le piante appartenenti a questo genere regalano fioriture eccezionali. Abbondanti, colorate, vistose: imbattibili da quelle delle altre succulente che fioriscono in questo periodo. E d’altra parte, anche al netto delle fioriture, gli Ariocarpus nel corso degli anni sono diventate “piante di culto” per gli amanti delle cactacee. Tutto questo per la singolarità e la bellezza dei loro fusti, in grado di mimetizzarsi con il suolo nel loro habitat, e per la sfida (peraltro non così impegnativa come si crede) che la coltivazione di queste piante comporta per l’appassionato.

Conosciamo meglio questa straordinaria pianta e impariamo a coltivarla correttamente con le indicazioni contenute in questo articolo corredato da una serie di foto. (…)

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Rinvaso di Euphorbia e Ariocarpus con un tentativo di riproduzione del loro habitat

Riprodurre in vaso l’habitat delle succulente è soprattutto un lavoro di documentazione e pazienza. Molti coltivatori si sono specializzati in questa tecnica e riescono a creare veri e propri angoli di deserto in vasi o cassette. In questo periodo avevo tre Ariocarpus retusus e cinque Euphorbia obesa da rinvasare, quindi ne ho approfittato e ho cercato di riprodurre un po’ l’ambiente in cui vivono queste piante.

In questo articolo descrivo in dettaglio tutti i passaggi del rinvaso con il mio piccolo tentativo di riproduzione, a livello estetico e con alcuni compromessi, dell’ambientazione di queste piante. (…)

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Seminare in germinatoio e ottenere piante wild? Con pazienza e passione i risultati arrivano

Storia di una passione fulminante che porta a risultati notevoli in pochi anni. Leopoldo Romano vive in Sicilia, coltiva cactus dal 2013 e si è specializzato nella semina, soprattutto di specie particolari e ricercate. Nel suo contributo, Leopoldo illustra il suo metodo di semina in germinatoio, senza tralasciare nulla e senza inutili misteri (qui invece la procedura per la semina a luce naturale). La condivisione delle esperienze, evidentemente, è un valore importante anche per lui!

Per chi volesse avvicinarsi alla semina in germinatoio per la prima volta o per chi volesse perfezionare questa tecnica di riproduzione di cactus e succulente, l’intervento che segue, a firma dello stesso Leopoldo, si rivelerà certamente illuminante e ricco di ottimi consigli consolidati sulla base di una pratica costante. (…)

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