La marna è una particolare roccia terrigena molto friabile, al punto che è possibile romperla con le mani ottenendo scaglie e polvere. Negli ultimi decenni molti coltivatori di cactus hanno sperimentato l’uso della marna come base per il substrato, ottenendo eccellenti risultati. Al netto di questo, la marna è purtroppo molto difficile da reperire: in commercio si trova sporadicamente ma occorre fare attenzione perché, come la terra di campo, non tutti i tipi di marna vanno bene. In natura il prelievo di materiale è vietato e occorre rivolgersi a imprese di movimento terra. Ma come influenza la crescita dei cactus la presenza di marna nel substrato? In quali quantitativi può essere usata la marna? Con quali generi di cactus la marna funziona e con quali è meglio non utilizzarla?
L’utilizzo della marna come componente del substrato per la coltivazione di cactus è diffuso ormai da anni, in particolare in Italia, soprattutto grazie agli studi e alle ricerche condotte dall’amico Andrea Cattabriga, coltivatore, ricercatore ed esperto di succulente a livello internazionale. Ma di cosa parliamo, quando parliamo di marna? Molto banalmente, di una roccia grigiastra e altamente friabile, al punto da sfaldarsi in scaglie fino a diventare polvere. Unita in determinati dosaggi ad altri materiali come quarzite, pomice, sabbia, ghiaia, lapillo, torba, terra di campo, la marna è usata per creare substrati per la coltivazione di molti cactus e di alcune piante succulente.
Nel corso degli anni l’uso di questo materiale come substrato (da solo o miscelato ad altri elementi come pomice, quarzite, sabbia, troba, ecc.) si è rivelato eccezionale per moltissime cactacee. La marna funziona ottimamente, ad esempio, con tutte le piante del genere Ariocarpus, con moltissime Mammillaria, con molti Turbinicarpus, con gli Aztekium, poi con le Epithelantha e con le Pelecyphora. Assolutamente da evitare, invece, è l’utilizzo della marna con cactacee a portamento colonnare e con specie originarie dell’America del Sud (come Gymnocalycium, Parodia, poi tutte le cactacee epifite). Insomma: la marna è davvero un ottimo materiale, ma è fondamentale conoscerne le proprietà per poterlo usare con le giuste piante ed evitare disastri.

Un altro elemento da tenere in forte considerazione è che di marna ne esistono moltissime tipologie. Sì, è esattamente come la terra di campo, che può presentarsi più o meno argillosa, più o meno silicea, oppure compatta, friabile… Ogni tipologia di marna ha le sue proprietà e non sempre quella che riusciamo a reperire è idonea (o è semplicemente la migliore che possiamo trovare). Anche in questo caso, è assolutamente importante sperimentare, usare questo o quel tipo di marna con alcune piante non di pregio e valutarne gli effetti dopo almeno un paio di anni di coltivazione. Ma – e qui arriva la prima vera nota dolente – la marna non si trova facilmente in commercio. Anzi, fino a qualche anno fa non la si trovava affatto in commercio ed era possibile reperirla unicamente presso ex cave, in condizioni controllate e rispettose per l’ambiente. Oggi, fortunatamente, alcuni rivenditori di prodotti per piante hanno messo la marna in commercio. Ma anche in questo caso, valgono le premesse esposte sopra: non tutte le tipologie di marna sono ottimali! Per usarla correttamente è importante conoscerne le proprietà, ed è esattamente quello che fare nell’articolo che segue.
L’ARTICOLO PROSEGUE – In questo articolo approfondiamo i benefici dell’utilizzo della marna nella coltivazione dei cactus, vediamo come realizzare un buon substrato a base di marna e cerchiamo di capire, soprattutto, con quali generi di cactacee può funzionare questo materiale e con quali va invece evitato. (…)
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