Echinocactus parryi: è davvero una pianta solo per veri esperti? Sfatiamo un falso mito

Decisamente meno diffuso in coltivazione rispetto al “cugino” grusonii (il celeberrimo “cuscino della suocera”), l’Echinocactus parryi è stato per lungo tempo considerato una pianta rara, quasi introvabile, riservata a veri intenditori di succulente o a collezionisti e, soprattutto, cactacea rognosissima, la cui coltivazione era riservata ai veri esperti.

Ricordo di aver letto in un forum di appassionati, ormai diversi anni fa, che il parryi non andrebbe addirittura mai rinvasato, tanto delicate e sottili sarebbero le sue radici. Si suggeriva, in quel forum, di rinvasare questa pianta solo dopo che era cresciuta svariati anni nello stesso vaso e nello stesso terriccio e si avvertivano i coltivatori: non vi azzardate a sfiorare il pane di terra, non guardatele neanche le radici, perché si rompono con estrema facilità e la pianta non riesce a riprendersi, avviandosi inesorabilmente a morte lenta a causa del rinvaso…

Ma è davvero così ostica questa pianta? Siamo sicuri che quello che si è detto per anni abbia un fondamento concreto? Vediamo, in questo articolo, di sfatare un altro dei tanti falsi miti che gravitano attorno alle cactacee.

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Echinocactus polycephalus: una straordinaria serie di foto per capire come cresce in natura

Osservare cactus e succulente in natura è utilissimo. Ci permette di conoscere meglio le piante che coltiviamo e ci consente di capire in che condizioni vivono nel loro habitat, così che possiamo poi cercare, nei limiti del possibile, di creare condizioni ottimali per la loro corretta crescita.

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Un classico senza tempo: Echinocactus grusonii, conosciuto anche come “cuscino della suocera”

E’ il classico dei classici, il cactus più comune e conosciuto in assoluto. Ciò non toglie che l’Echinocactus grusonii resti, a mio avviso, una delle più belle tra tutte le cactacee. Il portamento del fusto, il colore giallo oro delle spine, la loro densità, la perfetta armonia del fusto nel suo complesso fanno di questa pianta una vera e propria opera d’arte vivente.

Se cercate un cactus principalmente per le sue fioriture, però, lasciate perdere. Il grusonii impiega almeno una trentina di anni prima di fiorire, talvolta anche di più. Senza contare che i fiori non sono certo tra i più significativi nell’ampio ventaglio offerto dalle cactacee. In sintesi, l’Echinocactus grusonii è un “must” in tutte le collezioni per la bellezza intrinseca della pianta e per la splendida spinagione.

Per un approfondimento sul genere Echinocactus, trovate una scheda a questo link.

Impariamo tutto quello che ci sarà utile per riconoscere e coltivare al meglio l’Echinocactus grusonii nell’articolo che segue, corredato da una gallery di bellissime foto.

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Compatto e grintoso: l’horizonthalonius è il primo a fiorire tra gli Echinocactus

Piante estremamente compatte, dal fusto color grigio/azzurro (talvolta verde scuro) fasciato da spine robuste. Gli Echinocactus horizonthalonius sono la rappresentazione della robustezza e al tempo stesso dell’armonia.
Sono piante originarie dell’Arizona, del New Mexico, del Texas e degli stati messicani del sud, in particolare della zona del deserto di Chihuahua e dell’area di San Luis Potosì.

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